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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 14 Ottobre 2013 |
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ENERGIA, ZANONATO E ORLANDO FIRMANO DECRETO SU BIORAFFINERIE |
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Roma,
14 ottobre 2013- Promuovere la realizzazione di nuovi impianti di
bioraffinazione. E’ la finalità del decreto ministeriale firmato il 10 ottobre dai
Ministri dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Andrea
Orlando.
“Questo
decreto - commenta Zanonato - semplifica notevolmente le procedure per giungere
alle autorizzazioni degli impianti di produzione di biocarburanti, le
cosiddette bioraffinerie, col duplice scopo di promuovere queste produzioni in
Italia e di facilitare gli investimenti nel settore, consentendo di estendere
ad altri siti le esperienze costruttive e di esercizio acquisite in impianti
già autorizzati”.
“Ci
attendiamo ora - aggiunge - la concreta individuazione dei nuovi siti dove realizzare tali impianti
e la partenza dei nuovi investimenti che il settore ha indicato come fattibili
subito e che sono stati a base della decisione del Governo di introdurre questa
forte accelerazione dei processi autorizzativi”.
“L’esigenza
di emanare un decreto che fissi norme certe per le bioraffinerie,con
particolare focalizzazione verso quelle che ottimizzano la produzione di
biocarburanti di seconda generazione – sottolinea Orlando – è in linea con le
recenti norme comunitarie che stanno
spingendo verso la limitazione dell’utilizzo dei biocarburanti tradizionali”.
“Il
ricorso a questa tipologia di biocarburanti – conclude il titolare
dell’Ambiente – è la soluzione per arrivare al raggiungimento del target del
10% al 2020 previsto dalla direttiva europea. Il Governo sta lavorando per
attuare il piano, approvato nei mesi scorsi dal Cipe, per la decarbonizzazione
dell’economia e la riduzione delle emissioni di Co2, incentivando misure
finalizzate appunto alla promozione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza
energetica, della mobilità a basse emissioni, della chimica verde e dei
biocarburanti di seconda generazione”.
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ALPSTORE: UN IMPORTANTE PROGETTO PER L’EFFICIENZA ENERGETICA IN VALLE D’AOSTA |
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Aosta,
14 ottobre 2013- Integrare in maniera più efficiente l´energia prodotta da
fonti rinnovabili sulla rete elettrica e, al contempo, diminuire gli sprechi,
aumentando stabilità e sicurezza, il tutto grazie all’introduzione nel sistema
energetico dei sistemi di accumulo. E’ questo l’obiettivo principale del
progetto europeo Alpstore, progetto di cooperazione territoriale europea nell’ambito
del Programma Spazio Alpino 2007/2013, presentato, giovedì 10 ottobre,
dall’Assessore alle attività produttive, energia e politiche del lavoro
Pierluigi Marquis, dal coordinatore del progetto Andrea Tampieri e da Davide
Bettoni, rappresentante del partner tecnologico Mavel/whiteqube.
“Il
progetto Europeo Alpstore cui partecipiamo – ha evidenziato l’Assessore Marquis
- affronta i complessi temi dell’accumulo energetico e della mobilità
elettrica, con l’obiettivo primario di acquisire strumenti e conoscenze
all’avanguardia a supporto della pianificazione energetica regionale. Tale
azione si inserisce nelle politiche energetiche che in Valle stiamo portando
avanti nel rispetto delle normative europee in questa materia, che ci orientano
a una sempre maggiore diffusione delle fonti energetiche rinnovabili. Oltre a
rappresentare vere e proprie opportunità per le Regioni alpine, tali progetti
di ricerca e sperimentazione ci permettono di perseguire gli obiettivi della
Strategia europea 20-20-20 e ci danno la possibilità di arricchire
ulteriormente il nostro bagaglio di competenze, anche sfruttando il confronto
con gli altri partner, nell’ottica di un approccio transnazionale ai temi
affrontati”.
In
Valle d’Aosta, la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale
lordo (inclusi i trasporti) per il 2020 dovrà raggiungere il 52,1%. Anche nella
regione, quindi, l’incremento della produzione da Fer, la decarbonizzazione dei
trasporti e l’aumento dell’efficienza dell’intero settore energetico sono
indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi energetico-ambientali.
Il
progetto Alpstore, che ha avuto ufficialmente inizio a metà del 2012 e si
concluderà a fine 2014, coinvolge 19 partner in 7 diversi paesi tra cui Francia
Germania, Austria, Slovenia, Liechtenstein e Svizzera. Al progetto partecipano
amministrazioni pubbliche, enti di ricerca, società pubbliche e private nel
settore energetico. In Valle d´Aosta è prevista la realizzazione di uno dei
dodici progetti pilota realizzati nella fase d’implementazione: si tratta di un
sistema di accumulo stazionario a servizio di un´utenza dotata d’impianto
fotovoltaico e veicolo elettrico. Scopo del progetto è testare il modello di
Smart Node, in altre parole un sistema intelligente in grado di bilanciare
produzione e consumo di energia al suo interno, allo scopo di rendere il più
possibile stabile la presenza del nodo rispetto alla rete elettrica. Il partner
tecnologico di progetto è la società valdostana Mavel/ Whiteqube, impresa
leader nell’elettronica di potenza e nella gestione dell’autoconsumo.
“Il
progetto Alpstore – spiega il coordinatore tecnico di progetto Andrea Tampieri
– ha previsto una prima fase di analisi dello stato dell’arte normativo e
tecnologico a scala internazionale, nazionale e regionale, con focus, oltre che
sui sistemi di accumulo, sulle Smart Grids e sulle fonti energetiche
rinnovabili. Con le informazioni raccolte, abbiamo tratteggiato le prospettive
future d’introduzione dei sistemi di accumulo in Valle d’Aosta, inclusa la mobilità
elettrica, e sono state definite le caratteristiche del progetto pilota”.
Nei
prossimi mesi le attività di progetto si concentreranno nella fase più
operativa “a piccola scala testeremo un’applicazione reale di Smart Node,
replicabile in prospettiva su tutto il territorio regionale. I dati raccolti
serviranno per eseguire delle simulazioni matematiche di dettaglio, il tutto
allo scopo di creare strumenti utili per la pianificazione energetica. Nel
corso del progetto saranno resi disponibili vari report sulle attività svolte”.
Davide
Bettoni, rappresentate di Mavel/whiteqube, partner tecnologico di progetto,
spiega: “riteniamo che lo Smart Node rappresenti una delle soluzioni al
problema di gestione dell’energia. La visione di Mavel/whiteqube è che
solamente con una rete elettrica intelligente ed interconnessa in termini
d’informazione e potenza si possono ottenere benefici reali nella limitazione
delle emissioni, senza modificare lo stile di vita cui siamo abituati. Per
questo studiamo soluzioni integrate ad alta tecnologia per l’accumulo e la
distribuzione di energia elettrica”.
Il
progetto Alpstore porterà a fine 2014 alla creazione di un White Book europeo a
uso di tutta la comunità scientifica, delle amministrazioni pubbliche, delle
imprese e dei cittadini con la descrizione delle caratteristiche chiave, gli
utilizzi e i punti di forza della mobilità sostenibile e dei sistemi di
accumulo. I risultati del progetto saranno divulgati tramite diversi canali tra
cui il sito della Regione, all’indirizzo www.Regione.vda.it/energia/alpstore
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FVG, ELETTRODOTTO: SERRACHIANI, NUOVA CONVENZIONE UN PASSO AVANTI |
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Udine, 14
ottobre 2013 - "Un accordo che è il frutto della trattativa
che
abbiamo riaperto in questi ultimi mesi e che ci ha permesso,
rispetto
al testo approvato dalla precedente Amministrazione
regionale,
di trovare un buon punto di equilibrio, di compiere un
notevole
passo avanti".
Con
queste parole la presidente della Regione, Debora
Serracchiani,
ha commentato la firma della Convenzione quadro tra
il
Friuli Venezia Giulia e la società Terna Rete Italia S.p.a.
Per la
realizzazione dell´elettrodotto Udine Ovest-redipuglia.
La
Convenzione è stata sottoscritta oggi a Udine, nella sede
della
Regione, presente l´assessore all´Ambiente ed Energia Sara
Vito e
il presidente di Confindustria Udine Matteo Tonon, dopo
che in
mattinata a Trieste la Giunta regionale aveva approvato la
delibera
con il nuovo testo del documento.
Il 13
settembre scorso, ha ricordato la presidente Serracchiani,
la
Giunta aveva infatti sospeso per 90 giorni la delibera con lo
schema
di Convenzione approvato dalla precedente Amministrazione
regionale,
con l´obiettivo di migliorarne sostanzialmente alcuni
aspetti.
E in realtà sono bastati solo 30 giorni per raggiungere
l´intesa,
con soddisfazione per le parti coinvolte.
Quattro
sono i punti qualificanti introdotti nel nuovo testo
approvato
oggi, come ha sottolineato la presidente Serracchiani
in
occasione della firma: maggiori compensazioni a favore dei
Comuni,
tempi più rapidi e certi per la dismissione delle reti
elettriche
obsolete, uso di pali a basso impatto ambientale,
semplificazione
delle procedure in caso di danni durante i lavori
per
l´elettrodotto.
Per
quanto riguarda le compensazioni, sono stati concordati 300
mila
euro in più rispetto ai 3,6 milioni di euro programmati in
precedenza,
per un totale di 3,9 milioni, a cui si aggiungono le
intese
già raggiunte direttamente da alcuni Comuni. Come ha
precisato
la società Terna, le compensazioni sono pari al 6 per
cento
dell´investimento complessivo (elettrodotto più stazione
elettrica
di Udine Sud), che ammonta a 65 milioni di euro.
È stato
inoltre inserito nella Convenzione un preciso
cronoprogramma,
che costituirà il punto di riferimento per i
tempi
di demolizione delle linee obsolete (110 chilometri). La
società
Terna dovrà smantellare la vecchia rete entro 10 mesi
dall´inizio
dei lavori e non più entro 24 mesi dalla fine dei
lavori
dei nuovo impianto.
Un
ulteriore elemento qualificante è che l´elettrodotto Udine
Ovest-redipuglia
verrà realizzato con pali di tipo "monostelo",
di
minore impatto ambientale rispetto ai tradizionali tralicci
troncopiramidali:
risultano ridotti sia l´impatto visivo, sia il
campo
elettromagnetico che il consumo di suolo (5-6 metri quadri
rispetto
a 200-250 metri quadri).
Infine,
sono previste procedure semplificate e rapide per
ripristinare
gli eventuali danni arrecati durante la
realizzazione
dell´elettrodotto. Per Terna farà fede ciò che
verrà
accertato e verbalizzato dalle amministrazioni comunali
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FVG, ELETTRODOTTO: SERRACCHIANI, MIGLIORA COMPETITIVITÀ TERRITORIALE |
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Udine,
14 ottobre 2013 - "Un´opera che
permetterà di abbattere il costo
dell´energia,
di razionalizzare la rete di distribuzione e di
rispondere
quindi alle esigenze delle imprese di maggiore
efficienza.
Un´opera che accrescerà quindi la competitività
territoriale
del Friuli Venezia Giulia, garantendo il fabbisogno
energetico".
Lo ha
detto la presidente della Regione, Debora Serracchiani, in
occasione
della firma della Convenzione quadro con la società
Terna Rete
Italia S.p.a, avvenuta l’ 11 ottobre a Udine, presente
l´assessore
all´Ambiente ed Energia Sara Vito e il presidente di
Confindustria
provinciale Matteo Tonon.
Proprio
Tonon ha voluto rivolgere un plauso all´Amministrazione
regionale
per essere riuscita ad arrivare "in tempi ragionevoli a
mettere
in cantiere l´elettrodotto", i cui lavori inizieranno già
nelle
prossime settimane e dureranno - secondo le previsioni di
Terna -
24 mesi dando lavoro a 10 imprese e 340 persone.
"L´efficientamento
energetico - ha confermato Tonon - è uno dei
problemi
principali dell´economia regionale, soprattutto per il
settore
manifatturiero".
I
rappresentanti di Terna hanno ricordato che l´elettrodotto
risolverà
il rischio di blackout cui è esposta la rete elettrica
regionale,
oggi alimentata da sole due linee messe in esercizio
più di
trent´anni fa, quando i consumi elettrici regionali erano
meno
della metà di quelli attuali (4 miliardi di kWh nel 1983
contro
10 miliardi nel 2012).
L´investimento
di Terna per l´intervento (110 milioni di euro
complessivi,
per nuove realizzazioni e abbattimenti di vecchie
linee),
produrrà 60 milioni di euro l´anno di risparmio per gli
utenti
del sistema elettrico. Lo smantellamento di 110 chilometri
di
vecchie linee (circa 400 tralicci) libererà 680 edifici che
oggi si
trovano entro i 100 metri dalle linee, restituendo al
territorio
367 ettari di terreno (pari a 524 campi da calcio)
oggi
vincolati da servitù di elettrodotto.
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IDROCARBURI A ROCCA SUSELLA, NECESSARIA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE |
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Milano,
14 ottobre 2013 - Per le indagini di gas e petrolio nell´area di Rocca Susella
(Pv) sarà necessaria una Valutazione di Impatto Ambientale (Via). A renderlo
noto è l´assessore regionale all´Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile
Claudia Maria Terzi. "La richiesta - spiega la titolare regionale
all´Ambiente - è stata sottoposta ad analisi scrupolosa da parte dei tecnici
della Regione. Quello che è emerso è che l´area in esame è caratterizzata da
elevata densità abitativa, in particolare nella porzione più settentrionale
dell´area di permesso di ricerca, peraltro soggetta a rischio sismico e a un
diffuso dissesto idrogeologico. Nello stesso tempo, l´area è dotata di una
presenza molto fitta di aree soggette a tutela ed è connotata da un´altissima
specializzazione vitivinicola e frutticola (nella Valle Staffora)".
Necessari
Approfondimenti Prima Di Dare Il Via Libera - "Prima di dare il via libera
- continua l´assessore - gli impatti sull´equilibrio ecologico e sulla
produzione agricola generati dall´indagine, per la quale comunque è escluso
l´utilizzo di esplosivi, vanno studiati meglio. Si è ritenuta inoltre
fondamentale l´istanza di Via per permettere ed ottenere il coinvolgimento
attivo dei Comuni, nonché il contributo propositivo delle molteplici
associazioni e delle competenze presenti sul territorio".
L´area
In Istanza - La richiesta di permesso è stata avanzata dalla Società Enel
Longanesi Developments S.r.l. Allo scopo di ottenere dagli Enti competenti
l´autorizzazione, e l´esclusività della ricerca per una durata massima di 6
anni, per poter svolgere operazioni legate all´esplorazione per
l´individuazione e lo sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi
potenzialmente presenti nel sottosuolo. Le operazioni di ricerca proposte
escludono l´utilizzo di esplosivo. L´istanza riguarda un´area (denominata
"Rocca Susella") che per quanto riguarda la Lombardia è di circa
362,44 kmq in Provincia di Pavia. I comuni interessati sono: Bagnaria, Borgo
Priolo, Borgoratto Mormorolo, Casei Gerola, Cecima, Codevilla, Fortunago,
Godiasco, Menconico, Montalto Pavese, Montebello della Battaglia, Montesegale,
Ponte Nizza, Retorbido, Rivanazzano, Rocca de´ Giorgi, Rocca Susella, Ruino,
Santa Margherita di Staffora, Torrazza Coste, Val di Nizza, Valverde, Varzi,
Voghera, Zavatterello. Un´altra porzione dell´area si trova in Piemonte. Le due
porzioni lombarda e piemontese hanno una superficie complessiva di 668,7 kmq.
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RIVAROLO CANAVESE, LA CENTRALE A BIOMASSA ATTIVA IL TELERISCALDAMENTO |
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Torino,
14 ottobre 2013 - Il 20% del calore prodotto dalla centrale a biomasse della
società romana Sipea a Rivarolo canavese dai prossimi giorni sarà utilizzato
per riscaldare edifici pubblici e privati del paese: soddisfatta la Provincia
di Torino che nell’aprile scorso aveva dato all’azienda un ultimatum perché
l’impianto avviasse il teleriscaldamento e operasse in assetto cogenerativo,
dal momento che la cogenerazione costituisce una della migliori tecniche per
massimizzare l’efficienza complessiva degli impianti a biomasse e per
compensarne, almeno in parte, le ricadute inquinanti nell’area circostante.
L’annuncio
è stato dato formalizzato il 9 ottobre a Rivarolo dai rappresentanti stessi
dell’azienda durante un’affollata assemblea pubblica del Comitato “non
bruciamoci il futuro”, cui per la Provincia di Torino ha partecipato
l’assessore all’ambiente Roberto Ronco.
Il
presidente della Provincia Antonio Saitta in aprile era stato chiaro: “in
autunno, entro l’avvio della prossima stagione termica, l’impianto a biomassa
di Rivarolo Canavese dovrà iniziare ad erogare il calore necessario alla rete
di teleriscaldamento già esistente in parte, pena la revisione della
concessione”.
Rispettati
dunque impegni e tempi, è necessario ora intensificare l’uso del calore a
servizio delle utenze domestiche e commerciali di Rivarolo: “L’obiettivo -
ricorda l’assessore all’ambiente della Provincia di Torino Roberto Ronco -
rientra nel progetto presentato da Sipea per realizzare la centrale a biomasse:
a regime l’impianto di teleriscaldamento collegato alla centrale porterà a
riscaldare un milione di metri cubi.”
“Durante
l’assemblea - conclue l’assessore Ronco - Arpa ha fornito alcune esaurienti
risposte agli abitanti sulle modalità di controllo operate sul materiale in
ingresso e le emissioni della centrale: la Provincia di Torino continuerà a
vigiliare per il rispetto degli impegni”.
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AMBIENTE FVG: ECONOMIA SOSTENIBILE PER LA SIOT CON OCEAN E LABROMARE |
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Trieste,
14 ottobre 2013 - Con l´obiettivo
primario di tutelare il Golfo di Trieste attraverso l´attività di
antinquinamento e prevenzione, Oceanteam di Trieste e Labromare di Livorno
hanno realizzato per la Siot-società Italiana Oleodotto Transalpino quattro
mezzi ad alta tecnologia frutto dell´esperienza maturata nei servizi portuali
ed ambientali. Il San Giusto e le tre imbarcazioni gemelle Ocean1, Ocean2 e Ocean3
sono stati presentati il 10 ottobre a Trieste da costruttori ed acquirenti,
alla presenza di tutte le autorità locali compresa l´assessore all´Ambiente del
Friuli Venezia Giulia Sara Vito. "Sono prodotti di qualità - ha affermato
Vito - frutto di estrema professionalità e molta passione. Il rapporto tra
Ocean, Labromare e Siot - ha evidenziato - sintetizza la giusta idea di
sviluppo economico sostenibile con un´attenzione particolare
all´ambiente". "Questi - ha aggiunto - sono mezzi di prevenzione e
pronto intervento che renderanno più sicuri i traffici nel Porto. In questo
modo - ha concluso l´assessore - rilanciamo una sfida culturale all´insegna
della crescita, della sostenibilità e del rispetto del nostro patrimonio
naturale". I nuovi mezzi, è stato detto, sono stati costruiti con specifiche
caratteristiche di potenza e manovrabilità e sono stati equipaggiati con le più
avanzate tecnologie di prevenzione dell´inquinamento e di pronto intervento in
caso di emergenze ambientali.
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ASSORINNOVABILI PLAUDE ALL’INTERROGAZIONE DEL SEN. GIROTTO SUI SEU |
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Milano,
14 ottobre 2013 - Assorinnovabili
condivide pienamente i contenuti dell’interrogazione presentata il 10 ottobre
in Commissione
Industria
dal Sen. Girotto del M5s.
Dopo
che l’Aeeg, invece di adempiere ai suoi obblighi di regolazione attesi da più
di 5 anni, aveva
espresso
una posizione contraria (nei Dco 183/2013/R/eel e 209/2013/R/eel) all’esenzione
per i
Sistemi
Efficienti d’Utenza (Seu) dagli oneri di rete e di sistema, era necessario che
il legislatore mettesse
un
punto fermo.
“Al
Sen. Girotto va il grande merito – dichiara il presidente Re Rebaudengo - di
aver ottenuto il consenso
di
tutte le forze politiche su un tema vitale per lo sviluppo delle energie
rinnovabili nei prossimi anni. Ci
auguriamo
che il Ministro Zanonato risponda in tempi brevi all’interrogazione e confermi
la posizione
espressa
da questa unanimità “di fatto” a favore dello sviluppo delle energie
rinnovabili”.
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LIVORNO: IL SIN DIVENTA SIR |
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Firenze,
14 ottobre 2013 - "Per dare concretezza all´accordo e per rendere fruibili
le nuove aree, proporrò a enti locali e categorie di sottoscrivere una intesa
con la Regione Toscana in modo da responsabilizzare e coinvolgere tutti gli
attori in questa importante partita". Così il presidente della Regione
Toscana, Enrico Rossi, commentando l´accordo raggiunto a Roma fra Ministero
Ambiente, Regione Toscana ed Enti locali sulla revisione del perimetro del Sin
(Sito di Interesse Nazionale) di Livorno.
"Esprimo
grande soddisfazione per la collaborazione istituzionale che si è raggiunta -
prosegue Enrico Rossi - e per la sussidiarietà che si è realizzata avvicinando
in modo sensibile ai territori le procedure di bonifica e la capacità di
attrarre nuovi investimenti. Vengono infatti liberate porzioni di territorio su
cui potranno essere insediate nuove attività produttive. Lavoreremo tutti
insieme per realizzare una sensibile riduzione dei tempi burocratici senza
pregiudicare il rispetto delle norme di qualità ambientali".
L´intesa
sulla revisione del perimetro del sito e la creazione del Sir (Sito di
Interesse Regionale) di Livorno è stata raggiunta a Roma nel corso di una
conferenza dei servizi e di un tavolo tecnico fra ministero, regione, Provincia
e Comune di Livorno, Comune di Collesalvetti e Autorità portuale. Il prossimo
passo sarà un decreto del ministero dell´Ambiente che indicherà le zone
destinate a passare alla competenza regionale.
"Piena
soddisfazione" anche da parte dell´assessore regionale all´ambiente, Anna
Rita Bramerini. "Siamo di fronte ad un´operazione strategica - dice - che
favorirà nuove attività industriali ed economiche: da troppo tempo, su queste aree, sono bloccati investimenti
che adesso potranno diventare preziosi per la zona e per la Toscana
tutta".
Tre i
Sin in Toscana: Massa-carrara, Livorno e Piombino con una superficie totale di
circa 85 chilometri quadri (53 di mare e circa 33 di terra). Il Sin di
Massa-carrara era già stato "sbloccato" da qualche mese. Adesso è
stata la volta di quello di Livorno mentre Piombino ha avuto una battuta
d´arresto a causa della firma di un Accordo di Programma specifico con lo
stesso ministero dell´Ambiente.
Per
siti di interesse nazionale (Sin) si intendono aree contaminate su cui sono
necessari interventi di bonifica di suolo, sottosuolo e/o acque superficiali e
sotterranee. Sparsi in tutta Italia, i Sin sono stati definiti da un decreto
legislativo del 1997 (decreto Ronchi) e in decreti successivi.
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VENETO: SOSTENIBILITA’ EDILIZIA E URBANA CON IL SISTEMA PROTOCOLLO ITACA. STRUMENTO DI GRANDE UTILITÀ NON SOLO PER LE NUOVE COSTRUZIONI MA ANCHE PER IL RECUPERO |
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Venezia,
14 ottobre 2013 - Il Protocollo Itaca è un sistema di valutazione della
sostenibilità energetico-ambientale degli edifici, approvato nel gennaio del
2004 dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome,
per definire una serie di regole condivise per i progetti con caratteristiche
di bioedilizia ed è oggi uno strumento per promuovere la sostenibilità e per
erogare incentivi economici.
Dell’attuazione
del Sistema Protocollo Itaca si è parlato il 10 ottobre a Verona, in un
convegno promosso nell’ambito di “Smart Energy Expo”, fiera internazionale
sull’efficienza energetica che dedica uno spazio significativo agli aspetti
della sostenibilità edilizia e urbana, al quale è intervenuto anche l’assessore
ai lavori pubblici della Regione del Veneto, Massimo Giorgetti, anche in veste
di vice presidente dell’Istituto Itaca, organo tecnico della Conferenza delle
Regioni e delle Province autonome, le cui finalità sono il coordinamento e il
raccordo con le istituzioni statali, gli enti locali e gli operatori del settore.
“Il
Veneto – ha ricordato Giorgetti – è stata una delle prime Regioni a dotarsi di
una normativa per la promozione della sostenibilità in edilizia e ad approvare
linee guida di valutazione riferite al protocollo Itaca. Anche le
Amministrazioni Comunali hanno trovato in questo sistema di valutazione lo
strumento efficace per integrare i propri regolamenti edilizi con i criteri di
sostenibilità energetico ambientale, provvedendo a calibrare su di esso le
proprie disposizioni in materia e incentivando una qualificazione degli
interventi edilizi in tale senso”.
L’assessore
ha in particolare posto l’accento sull’importanza del sistema Itaca applicato
non solo alle nuove costruzioni ma anche agli interventi di recupero e
riutilizzo di ambiti vetusti o degradati del nostro tessuto urbano: “Avendo
oggi la necessità di evitare ulteriore consumo del territorio, di riqualificare
il patrimonio edilizio esistente, di valorizzare aree strategiche – ha detto
Giorgetti –, è estremamente utile per i tecnici e per gli amministratori
pubblici potersi avvalere di uno strumento come Itaca, che valuta le situazioni
e indirizza gli interventi sulla base di una considerazione complessiva dei
diversi aspetti e problematiche ambientali, quali la qualità del sito, il
consumo di risorse, i carichi ambientali, la qualità dell’ambiente interno
all’edificio, la qualità del servizio, gli aspetti sociali e culturali”.
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AGGIUNGI ALLA CASA UN PIANO IN LEGNO: AL VIA LA SELEZIONE DI IDEE |
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Trento,
14 ottobre 2013 - Perché utilizzare
nuovi terreni ed aree verdi se si possono riqualificare gli immobili esistenti
“aggiungendo” uno o più piani in legno? Una soluzione sempre più utilizzata
all’estero, dove stanno sorgendo veri e propri quartieri su quartieri
esistenti, una sorta di città sopra la città, resa possibile dalle
caratteristiche tecniche di leggerezza, resistenza e performance antisismica
garantite dal legno. Anche in Trentino, con il settore delle nuove costruzioni
in evidente difficoltà, cresce l’interesse per le riqualificazioni e gli
ampliamenti. Arca Casa Legno, in collaborazione con Itea, propone una selezione
di idee per promuovere la ricerca, il confronto e la sensibilizzazione su
progetti innovativi per interventi di riqualificazione architettonica, energetica
e sismica di edifici esistenti sui quali realizzare sopraelevazioni in legno.
Vi possono partecipare progettisti professionisti ma anche semplici cittadini
ed appassionati, distinti in due categorie a seconda che abbiamo più o meno di
36 anni. Termine per le adesioni: 1 novembre.
“Ricostruire
il Paese. Un edificio alla volta” è il tema scelto per la seconda edizione di
Rebuild, la convention internazionale sulla riqualificazione e gestione
sostenibile dei patrimoni immobiliari che si terrà a Riva Fiere e Congressi il
26 e 27 novembre prossimi.
In
preparazione all’evento Arca Casa Legno, società di Trentino Sviluppo
incaricata di promuovere l’abitare sostenibile in legno e partner di Rebuild,
promuove in collaborazione con Itea e con il patrocinio del Dipartimento di
Architettura e Design del Politecnico di Torino una selezione di idee rivolta a
persone singole, senza limitazione di titolo di studio e qualifica
professionale, che si cimenteranno sulla riqualificazione di due importanti
edifici dislocati a Trento e Rovereto.
Il
termine per sottoporre le proprie idee è il 1° novembre prossimo. Bando e
regolamento sono disponibili sul sito www.Rebuilditalia.it nella sezione
“Selezione di idee Arca”. Entro il 15 novembre le proposte saranno valutate
dalla Commissione giudicatrice. I partecipanti saranno divisi in due categorie:
“junior”, fino a 35 anni, e “senior” da 36 anni in su. Verranno scelti tre
vincitori per categoria.
I
soggetti che presenteranno le idee migliori, valutate da una Commissione giudicatrice
in base a criteri e modalità indicati nel bando, parteciperanno alla
“charrette”, un workshop che si svolgerà durante Rebuild, in cui diverse figure
quali committenti, progettisti, tecnici, si confronteranno per sviluppare
strategie di progettazione condivise.
«La
riqualificazione del patrimonio architettonico – afferma Stefano Menapace,
coordinatore tecnico di Arca – è affrontabile secondo diversi approcci: la
riqualificazione energetica, sismica, o quella prescritta da esigenze di natura
sociale o di pianificazione urbanistica, che si propongono di limitare il
consumo di territorio. In questo senso, le sopraelevazioni in legno
rappresentano una valida soluzione per la loro capacità di valorizzare il
patrimonio immobiliare esistente in piena integrazione con il contesto
urbanistico».
In una
logica di creazione di una vera e propria catena del valore che sensibilizzi e
coinvolga tutti gli attori della filiera di progettazione e costruzione -
poiché sopraelevare richiede idee, soluzioni e tecniche più sofisticate ed
efficienti rispetto a quelle normalmente utilizzate per edificare nuove
costruzioni - Arca si è attivata con la stesura del Regolamento Tecnico per la
certificazione delle sopraelevazioni e degli ampliamenti in legno, nel quale si
illustrano i requisiti prestazionali di qualità e sostenibilità che l’opera
deve garantire in termini di sicurezza sismica e al fuoco, efficienza
energetica, isolamento acustico, durabilità e qualità costruttiva, ed altre
caratteristiche di progettazione e di prestazione finale. La certificazione è a
cura di organismi indipendenti, a garanzia di serietà di un processo di
definizione e verifica dei requisiti di qualità e sostenibilità pensato per
incentivare la riqualificazione della costruzione esistente.
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TERRITORIO. PRIMO CORSO DI ALTA FORMAZIONE SU VAS E VINCA: UN’ESPERIENZA NUOVA SU UN TEMA SENTITO |
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Jesolo
(Venezia), 14 ottobre 2013 - “In materia urbanistica, c’è oggi un approccio
diverso che assegna un’importanza fondamentale al paesaggio e all’ambiente”. Lo
ha detto il vicepresidente della Regione e assessore al territorio Marino
Zorzato aprendo il 10 ottobre a Jesolo
(Venezia) il primo Corso di Alta Formazione su metodologie, applicazioni e
procedure relative alla Valutazione Ambientale Strategica (Vas) e alla
Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca), promosso dalla Regione in
collaborazione con l’Università di Padova. Il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia
ha portato il saluto a nome dell’Amministrazione comunale. E’ intervenuto anche
il segretario regionale per le infrastrutture Silvano Vernizzi.
Zorzato
ha sottolineato che si tratta di un’esperienza nuova che introduce una sorta di
“contaminazione” in cui, sulla complessa materia della Valutazione Ambientale
Strategica e d’Incidenza, la Pubblica Amministrazione si confronta con i
progettisti, i neolaureati e i dottorandi delle varie discipline che affrontano
il tema della più generale trasformazione del territorio. E che si tratti di un
tema particolarmente sentito – ha concluso Zorzato - lo attesta anche il gran
numero di richieste d’iscrizione pervenute, di molto superiore alla
disponibilità di posti, che ha costretto l’organizzazione a selezionare i
partecipanti. Per questo la Regione è intenzionata a programmare ulteriori
iniziative formative.
Per il
sindaco Zoggia, Jesolo rappresenta un caso emblematico per la natura del suo
paesaggio e le caratteristiche di località turistica e ha ricordato che il
comune jesolano sta elaborando il proprio Piano di Assetto del Territorio. Da
parte sua Vernizzi, che ha presieduto finora la Commissione regionale Vas, ha
sottolineato i cambiamenti intervenuti a seguito delle norme comunitarie e
nazionali. Dal 2006 ad oggi la Commissione ha esaminato 988 strumenti
urbanistici, a cui ha fatto seguire altrettanti pareri motivati.
L’attività
formativa del corso, di cui Giuseppe Stellin e Giovanni Campeol sono
rispettivamente il responsabile scientifico e il direttore, si svilupperà
nell’arco di tre mesi, per un totale di 60 ore, articolate in 48 ore di lezione
e 12 ore di workshop. Le sedi del corso sono tre: Jesolo (10-11 ottobre),
Padova (24-25 ottobre) e Venezia (20 e 22 novembre). Il 5 e 6 dicembre si
svolgeranno a Venezia anche due workshop dedicati all’applicazione pratica di
Vas e Vinca a casi studio.
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NATUZZI, SIGLATO AL MISE UN ACCORDO DI “SVOLTA” : ORA SI GUARDA AL FUTURO PROSPETTIVE PRODUTTIVE E OCCUPAZIONALI, DALL’OUTSOURCING ALL’INSOURCING |
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Roma,
14 ottobre 2013 - Nuove prospettive di produzione e occupazione.
Dall’outsourcing all’insourcing, ovvero tornano in Italia produzioni fin qui
appaltate all’estero. Si chiude così la vertenza Natuzzi. Il 10 ottobre
infatti, dopo quattro mesi dall’annuncio della crisi del Gruppo, è stato firmato
al Mise un accordo che consente di mettere in atto una serie di azioni positive
per un pezzo importante del cosiddetto “distretto dell’imbottito” delle Murge.
All’appuntamento
per la firma dell’intesa- che il Governo considera di “svolta”- erano presenti:
i Sottosegretari Claudio De Vincenti (Sviluppo Economico) e Carlo Dell’aringa
(Lavoro), il Presidente della Regione Puglia Nicky Vendola e l’Assessore
regionale al Lavoro Leo Caroli, esponenti della Regione Basilicata e delle
Province interessate, sindaci del territorio, Confindustria, organizzazioni
sindacali nazionali e territoriali.
In
sintesi, l’Accordo prevede che 1300 lavoratori resteranno nell’attuale azienda
che rinnova qualità del prodotto e tecnologie. Inoltre, prevede il rientro di
attività attualmente svolte in Romania e che
interesseranno circa 500 lavoratori (che nel triennio potranno diventare
700) e saranno realizzate da una nuova
Società ospitata negli stabilimenti dismessi dalla Natuzzi. Altri 300
lavoratori verranno impegnati in nuove attività industriali collegate al
settore dell’arredamento e in iniziative di riqualificazione ed altre politiche
attive. Per i rimanenti 600 lavoratori si attiverà una mobilità volontaria ed
incentivata.
Il
Governo e le Regioni Puglia e Basilicata, che hanno costantemente coordinato il
lavoro per giungere all’intesa, garantiranno il supporto al complesso piano di
riorganizzazione della Natuzzi che prevede investimenti per oltre 200 milioni
di euro e la riqualificazione di una buona parte del personale.
“Non
c’è dubbio- ha detto De Vincenti- che l’aver convinto anche Natuzzi che è possibile
invertire il flusso di lavoro portato all’estero riportando in Italia anche le
produzioni ad alto contenuto di lavoro, rappresenta un risultato molto
importante che spero venga seguito da altri imprenditori”. “Il nostro- ha poi
concluso- è un Paese che dimostra di avere sindacati e imprese molto
consapevoli del loro ruolo. Così è stato ieri con Bridgestone, così è oggi con
Natuzzi”.
“Quello
odierno- ha osservato Dell’aringa- è l’inizio di un percorso virtuoso che
vogliamo prosegua. L’accordo prova che, anche nelle difficoltà attuali, tutto
può avvenire per merito notevole delle parti interessate a cui si accompagna un
forte impegno affinchè quanto abbiamo firmato venga effettivamente realizzato”.
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MILANO - LOMBARDIA IN TESTA PER RICERCA E INNOVAZIONE |
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Milano,
14 ottobre 2012 - Le imprese lombarde guidano l’innovazione: da loro arriva il
68,4% del totale degli investimenti lombardi in ricerca e sviluppo. La regione
che in termini assoluti spende di più in Italia è la Lombardia con oltre 4
miliardi di euro (22,4% del totale nazionale), di questi più di 3 miliardi
vengono dalle imprese, record italiano, che danno lavoro a 30.000 addetti nel
settore. In generale l’Italia investe oltre 19 miliardi e mezzo di euro nel
settore della ricerca e impiega 226 mila addetti. E nel settore ricerca e
sviluppo ci sono a Milano ben 534 imprese su 836 lombarde (il 13,5% italiano),
nel campo delle scienze naturali, dell’ingegneria, delle scienze sociali e
umanistiche, con un aumento del 1,9% in un annui. Emerge da un’elaborazione
della Camera di Commercio di Milano su dati Istat relativi agli investimenti su
ricerca e sviluppo al 2010 e del registro delle imprese al secondo trimestre
2013 e 2012.
L’occasione,
l’incontro “Horizon 2020 e opportunità per le imprese”, organizzato da Innovhub
Ssi, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano - partner della rete
europea Enterprise Europe Network- ed Apre - Agenzia per la promozione della
ricerca europea. Durante il convegno è emerso come Horizon 2020 sia lo
strumento principale dell´Unione europea per il finanziamento della ricerca e
dell’innovazione in Europa,
con una proposta di budget previsto di
circa € 80 miliardi per il
periodo 2014 – 2020.
“La
mission di Innovhub Ssi-azienda speciale della Camera di Commercio di Milano è
quella di migliorare la competitività del sistema produttivo nazionale
attraverso un servizio di supporto tecnologico di elevato livello scientifico,
la promozione e il sostegno all’innovazione, ed alla ricerca, anche grazie a
giornate informative -come quella odierna- volte a sensibilizzare le imprese
sulle opportunità e gli strumenti a livello europeo, regionale e locale - ha
dichiarato Alessandro Spada, Presidente di Innovhub Stazioni Sperimentali per
l’industria, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano -. “Il
progressivo allineamento delle politiche per l’innovazione negli ultimi tempi,
ha portato alla definizione delle caratteristiche di Horizon2020, lo strumento
europeo con notevoli risorse finanziarie che detterà di fatto le politiche di
ricerca e sviluppo nel periodo 2014-2020”.
Horizon
2020 è lo strumento principale dell´Unione europea per il finanziamento della
ricerca e dell’innovazione in Europa, con una proposta di budget previsto di
circa € 80 miliardi per il periodo 2014 – 2020. Tre gli obiettivi chiave:
scienza eccellente (1. Sostenere la posizione dell’Ue in testa alla classifica
mondiale nella scienza), leadership industriale (2. Contribuire ad affermare il
primato industriale nell’innovazione che con un investimento sostanzioso nelle
tecnologie di punta, nonché più ampio accesso al capitale e sostegno alle Pmi)
e sfide sociali (3. Affrontare i principali problemi comuni a tutti gli
europei, ripartiti in 6 settori base: sanità, evoluzione demografica e
benessere; sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e
marittima e bioeconomia; energia sicura, pulita ed efficiente; trasporti
intelligenti, verdi e integrati; interventi per il clima, efficienza delle
risorse e materie prime; società inclusive, innovative e sicure). Insomma si
propone di rendere l’Europa un luogo attraente per i migliori ricercatori del
mondo. Qualsiasi impresa, università, centro di ricerca o qualsiasi altro
soggetto giuridico, stabilito in uno Stato membro, in un paese associato o in
un paese terzo, può partecipare ad un´azione indiretta a condizione che
soddisfi le condizioni minime di partecipazione. Maggiori informazioni su http://ec.Europa.eu/research/horizon2020
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LOMBARDIA. LAVORO, APREA: IMPEGNO A 360° PER SICUREZZA |
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Besnate/va, 14 ottobre 2013 - Educazione, formazione, meccanismi
premiali
per chi attua volontariamente piani di sicurezza e
controlli
efficaci, nel contesto di un sistema integrato e
trasversale
di interventi. Sono questi alcuni dei punti
principali
dell´impegno di Regione Lombardia sul tema della
sicurezza
sui luoghi di lavoro, ricordati ieri
dall´assessore
all´Istruzione,
Formazione e Lavoro Valentina Aprea, in
occasione
della 63esima Giornata Nazionale per le vittime degli
incidenti
sul lavoro. L´assessore Aprea ha partecipato alle
cerimonie
organizzate a Besnate (Va).
L´impegno
Della Regione - "Regione Lombardia - ha dichiarato
l´assessore
Aprea - è molto attenta e impegnata sul fronte della
sicurezza
sul lavoro, in stretto raccordo con le parti sociali,
i
sindacati, il mondo dell´economia e dell´impresa e le
istituzioni
preposte all´attuazione e alla vigilanza della
normativa
in materia di tutela del lavoratore, con cui è stato
sottoscritto
un Protocollo d´Intesa per dare attuazione al
´Piano
regionale per la promozione della salute e sicurezza nei
luoghi
di lavoro”.
"Per
raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti - ha aggiunto
Aprea -
di riduzione degli infortuni e delle malattie
professionali
è necessario continuare a intervenire su più
fronti
attraverso azioni che vanno dalla promozione di una
cultura
della sicurezza, all´informazione e alla formazione dei
nostri
lavoratori, all´introduzione di tecnologie più sicure,
all´effettuazione
di controlli che permettano di scoprire
eventuali
inadempienze, all´introduzione di premialità per le
aziende
che adottano efficaci piani di sicurezza".
Le
Azioni Del Piano Regionale/scheda - Diversi gli interventi
previsti
dal Piano regionale. Tra questi: incremento del numero
dei
controlli nelle aziende, con priorità di intervento da
individuare
a livello locale nei comparti a elevato rischio per
i
lavoratori; sviluppo del Sistema Informativo Regionale della
Prevenzione
- centrato sia sull´azienda (Impres@) sia sul
profilo
di salute del lavoratore (Person@); centralità della
formazione
per la promozione della cultura della sicurezza.
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INSEDIATA IN PIEMONTE LA NUOVA COMMISSIONE REGIONALE PER L´ARTIGIANATO |
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Torino,
14 ottobre 2013 - Si è insediata il 10
ottobre, alla presenza dell’assessore Agostino Ghiglia, la nuova Commissione
regionale per l’Artigianato, la cui composizione è stata modificata dalla legge
5/2013 “con l’obiettivo - spiega Ghiglia - di dotarla di figure professionali
di elevata competenza tecnica e di incrementare tutte quelle iniziative di
promozione, tutela, valorizzazione e sviluppo dell’artigianato oggi più che mai
necessarie al rilancio di un comparto che rappresenta una risorsa importante
dell’economia piemontese”.
Nella
nuova composizione i rappresentanti di categoria sono passati da tre a sei e
sono stati introdotti il direttore regionale della formazione professionale e
un rappresentante di Unioncamere Piemonte.
“Nel
modificare la composizione della Commissione - precisa Ghiglia - la Regione ha
voluto garantire una maggiore rappresentatività delle associazioni di
categoria, il cui apporto è fondamentale per mettere in campo misure a favore
dell’artigianato locale che, non dimentichiamo, è un esempio di quel made in
Italy apprezzato in tutto il mondo e sinonimo di eccellenza, sia per quanto
riguarda le materie prime utilizzate che nei manufatti. Sono certo che i lavori
della Commissione contribuiranno a sviluppare iniziative che daranno nuovo
slancio al settore”.
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RETE DI IMPRESE: UN CONTRATTO PER CRESCERE E INNOVARE LE PMI DEL VENETO OGGI PRESSO LA SALA ORO DI CONFINDUSTRIA VENEZIA FOCUS SUI VANTAGGI FINANZIARI E LE AGEVOLAZIONI ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE PER LE AGGREGAZIONI DI IMPRESE |
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Venezia,
14 ottobre 2013 – Coniugare indipendenza e autonomia imprenditoriale con la
capacità di acquisire una massa critica di risorse finanziarie, tecniche e
umane, o di know how, in grado di consentire il raggiungimento di obiettivi
strategici, altrimenti fuori portata per una piccola impresa. Questa la forza
della rete di imprese.
“Piccolo
è bello” era il refrain che una decina d’anni fa caratterizzava il successo di
un sistema imprenditoriale come quello Veneto, dove la colonna portante sono le
piccole e medie imprese e la loro flessibilità produttiva. Già all’epoca ci si
chiedeva se questo sistema avrebbe retto nel tempo e sarebbe stato in grado di
affrontare le nuove sfide di un’economia globalizzata: la soluzione era fare
squadra, mettere insieme risorse e idee per salvaguardare, ma soprattutto far
crescere un patrimonio imprenditoriale apprezzato in tutto il mondo. In una
parola creare reti di imprese.
Da qui
l’idea di un approfondimento sui vantaggi della rete di imprese, contratto che
lega esperienze imprenditoriali diverse per renderle più competitive con minori
costi e minori rischi, attraverso il convegno «Il contratto di rete di imprese:
aggregarsi per crescere e innovare – Agevolazioni creditizie, rating e
internazionalizzazione» in programma lunedì 14 ottobre dalle 14.45 presso
Confindustria Venezia (Pst Vega, via delle Industrie 19 edificio Lybra).
Il
convegno, organizzato da Unioncamere del
Veneto, Veneto Promozione e Università Ca’ Foscari, in collaborazione con Banco
San Marco – Gruppo Banco Popolare – e Unicredit, proporrà un quadro delle
novità introdotte dalla normativa in tema di contratto di rete, delle
importanti agevolazioni creditizie e dei prodotti finanziari specificamente
dedicati a tale modello di aggregazione. Saranno poi presentate alcune
esperienze di successo di reti di imprese, costituite e in via di costituzione
nel territorio veneto.
Il
convegno sarà aperto da Gian Angelo Bellati, segretario generale Unioncamere
del Veneto, Franco Masello, presidente Veneto Promozione, Pietro Gaspardo,
responsabile Direzione Commerciale del
Banco Popolare, e Gino Garbin, direttore Area Commerciale Provincia di Venezia
di Unicredit. Quindi le relazioni di Gaetano Guzzardi, (Università Ca’ Foscari
di Venezia), Andrea Romano (Unint - Consorzio per le integrazioni tra imprese),
Enrico Cancino (direttore Craca), Paolino Donnarumma (responsabile Servizio
Sviluppo e Alleanze del Banco Popolare), cui seguiranno i case history proposti
da Luca Castagnetti (Studio Impresa), Giancarlo Taglia (manager di rete di Il
Buongusto Veneto) ed Enrico Cancino (rete Tt - Esco & Design &
Building).
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PARMA - STATI GENERALI DELL´ECONOMIA PARMENSE |
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Parma, 14 ottobre 2013 - Mondo imprenditoriale e istituzioni a
confronto: dialogare e trovare risposte concrete. Questo l´obiettivo della
giornata di lunedì 14 ottobre (dalle ore 9,30), durante la quale si svolgeranno
gli "Stati generali dell´economia parmense". Un´iniziativa
organizzata dalla Cdc di Parma nella propria sede di via Verdi, 2 partendo
dall´idea di riunire il mondo imprenditoriale e istituzionale per ricercare,
attraverso il dialogo e il confronto, soluzioni concrete alle emergenze che
investono il territorio provinciale. L’iniziativa è frutto del lavoro congiunto
di Camera di commercio e Associazioni di categoria del territorio che, nel difficile
frangente economico, hanno voluto raccogliere le istanze rivolte dalle imprese
con sempre maggior urgenza allo Stato e ai suoi organismi. I lavori si
svilupperanno in modo non convenzionale attraverso le parole di 10 imprenditori
locali, ciascuno dei quali affronterà un tema decisivo per le imprese e
rilevante per l’intera collettività. Il tema sarà trattato avendo riguardo
all’interesse generale della comunità economica. Saranno individuate le
criticità, ma anche messe in evidenza le soluzioni percorribili. Il programma
prevede un’introduzione del Presidente della Cdc di Parma, Andrea Zanlari, ed a
seguire le relazioni degli imprenditori sui temi: fiscalità locale,
valorizzazione del territorio, semplificazione e burocrazia, legalità e
sicurezza del lavoro, credito, innovazione, ricerca e sviluppo. Sarà poi
chiamata al dialogo e al confronto l’istituzione competente. La partecipazione
all’iniziativa è gratuita ma si chiede di confermare la propria presenza
contattando la segreteria organizzativa.
Per informazioni ed iscrizioni si può consultare la pagina web
specifica del sito camerale oppure contattare il Servizio Affari Economici.
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CEMENTIFICI BASSA PADOVANA: SOTTOSCRITTO ALL’UNANIMITA’ DA TUTTE LE PARTI SOCIALI PROTOCOLLO SALVAGUARDIA CONTESTO PRODUTTIVO E TUTELA OCCUPAZIONE |
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Venezia,
14 ottobre 2013 - “Tutte la parti sociali all’unanimità, affiancate da quelle
istituzionali e del territorio, hanno sottoscritto un protocollo per la
salvaguardia del contesto produttivo e la tutela dell’occupazione dei
cementifici della Bassa padovana in cui
si esplicita l’affermazione che il settore dei cementifici è e resta
strategico per il nostro tessuto produttivo e per il nostro territorio”.
Lo
afferma l’Assessore regionale al lavoro Elena Donazzan che informa dell’accordo
firmato l’8 ottobre scorso da Italcementi Spa, Cementizillo, La Cementeria di
Monselice, Confindustria Padova, Fillea-cgil, Fenela-uil,filca-cisl e le Rsu di
Italcementi. Cementizillo e La Cementeria, Comune di Monselice, Comune di Este,
Provincia di Padova, Regione del Veneto nella persona di Donazzan e consiglieri
regionali Mauro Bortoli e Stefano Peraro.
L’accordo
prevede specifiche e mirate azioni d’intervento da parte di tutti i soggetti
coinvolti che sono: le imprese, Confindustria di Padova, le organizzazioni
sindacali, la Regione del Veneto, la Provincia di Padova, i Comuni di Monselice
ed Este, il Parco dei Colli Euganei.
Ora il
protocollo andrà all’esame della Giunta regionale per la formalizzazione.
L’assessore Donazzan sottolinea come alla crisi che in questi anni ha investito
il settore dei cementifici “si è aggiunta la criticità di un´azione di disturbo
da parte di alcuni comitati ambientalisti che hanno impedito le scelte di
investimento da parte delle aziende. In particolare, Italcementi oggi è costretta ad una ipotesi
di chiusura a fronte del peggioramento della crisi e per non aver potuto
effettuare scelte innovative degli impianti a causa proprio della ostilità dei
comitati ambientalisti. Il Protocollo sottoscritto da tutte le parti è un atto
importante che impegna sotto diversi aspetti: formativi per i lavoratori, di
riqualificazione per gli espulsi dal settore, di coordinamento delle azioni di
incrocio domanda offerta di lavoro, di semplificazione burocratica e
amministrativa per le aziende. Permetterà anche – sottolinea Donazzan - di presentarci sui tavoli nazionali con una posizione
unitaria e molto forte in particolare nei confronti del Mise per le scelte di
politiche di valorizzazione e tutela di questo settore”.
In
estrema sintesi il protocollo, dopo aver descritto la situazione del settore
nel Veneto, e in particolare nella Bassa padovana, descrive l’attività del
Tavolo regionale sulle cementerie istituito nell’aprile 2013 ( “tavolo
regionale che, tra l’altro – precisa l’Assessore – è slittato per lasciare lo
spazio a un tavolo nazionale che non ha portato a nulla”) e da cui è emersa la
proposta di redigere il protocollo sottoscritto due giorni fa.
In esso
le parti prevedono due linee d’azione: la prima per sostenere l’attività dei
cementifici favorendo la massima occupazione di qualità, la massima riduzione
tecnicamente raggiungibile dell’impatto ambientale, la trasparenza e la
partecipazione della comunità locale ai processi di controllo e valutazione di
tale impatto, partendo dall’impegno delle aziende a rispondere e attuare una
reale responsabilità sociale territoriale; la seconda per sostenere la
ri-occupazione in altri settori dei lavoratori espulsi, garantire loro un
sostegno al reddito, promuovere azioni da inserirsi all’interno di un piano
generale di sviluppo sostenibile dell’area della Bassa Padovana anche con riferimento
al Piano ambientale del Parco dei Colli Euganei.
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POTENZA - START UP IMPRENDITORIA SOCIALE, PROROGATO BANDO |
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Potenza,
14 ottobre 2013 - Altri ventuno giorni a disposizione per gli aspiranti
imprenditori che vogliano presentare la propria candidatura al progetto “Start
up imprenditoria sociale”. La scadenza del Bando, fissata in un primo momento
al 30 settembre, ha ottenuto una proroga fino al 21 ottobre.
L’iniziativa,
promossa da Unioncamere in collaborazione con Universitas Mercatorum, vede tra
i partner aderenti la Camera di Commercio di Potenza e ha l’obiettivo di
avviare nuove imprese sociali nei primissimi mesi del 2014 e si rivolge ad
aspiranti imprenditori del potentino che intendono avviare una nuova impresa
sociale nei settori “ad utilità sociale” (assistenza sociale, assistenza sanitaria, assistenza socio sanitaria, educazione, istruzione e formazione, tutela ambientale e dell’ecosistema, tutela
dei beni culturali, turismo
sociale, formazione post-universitaria,
ricerca ed erogazione di servizi culturali, formazione extrascolastica).
Si
potrà dunque presentare un’idea e beneficiare di una consulenza mirata e di
servizi finalizzati all’avvio della nuova attività. Alla raccolta e alla
selezione di idee e di progetti seguirà un periodo di affiancamento da parte dei
tutor e dei consulenti della Camera di commercio, che accompagneranno passo
dopo passo gli imprenditori aiutandoli a sviluppare il loro progetto, definire
il business plan, accedere al credito e avviare l’impresa.
Tutte
le informazioni sul progetto “Start Up Imprenditoria sociale” sono disponibili
sul sito http://www.Unimercatorum.it/start-up-imprenditoria-sociale/
Per
informazioni e risposte agli imprenditori interessati:
avvisoimpresa.Sociale@unimercatorum.it o saverio.Primavera@pz.camcom.it
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ACCORDO NEGOZIALE PER LA E – PHARMA TRENTO |
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Trento,
14 ottobre 2013 - La Provincia e i
rappresentanti sindacali hanno siglato oggi un accordo negoziale con la E –
Pharma Trento. Riguarda un progetto di ricerca che consiste in uno "studio
chimico – farmaceutico e di biodisponibilità di formulazioni farmaceutiche
originali e innovative in forma solida da assumere per via orale destinate
all’assorbimento gastro – intestinale e sub – linguale". La spesa prevista
dal progetto è di 6.078.304 euro; è stata ammessa ad agevolazione per
4.526.716,30 euro, con un contributo 2.171.675,39 euro. L´azienda si è
impegnata a raggiungere presso l’unità operativa di Trento entro il termine di
conclusione della ricerca, previsto per il 2016, un livello occupazionale pari
a 163 unità lavorative annue e a mantenere questo livello occupazionale fino a
tutto il 2020. Con l´assessore provinciale all’industria, artigianato,
commercio e cooperazione erano presenti il presidente del Consiglio di
amministrazione della società Marco De Battaglia e i rappresentanti sindacali
dei lavoratori, comprese le Rsu.
L´accordo
negoziale, è stato evidenziato, è una procedura innovativa prevista per
progetti di ricerca applicata. Vuole coniugare lo stimolo alle aziende ad
investire in attività innovative con il massimo delle ricadute per il tessuto
occupazionale e con la condivisione dei progetti da parte dei lavoratori.
Quello siglato oggi è il diciottesimo accordo negoziale in Trentino. E´ uno dei
modi più efficaci, è stato detto, con cui il sistema nel suo complesso risponde
al difficile momento economico. L´accordo firmato oggi vincola l´azienda a
passare da 160 (di cui 5 a tempo determinato che diventeranno a tempo
indeterminato) a 163 dipendenti in tre anni. La E – Pharma si è impegnata anche
a versare in Trentino le imposte, comprese le addizionali regionali e comunali
sulle retribuzioni dei dipendenti, ad utilizzare i risultati di ricerca e/o
d’invenzione tecnologica nell’unità operativa trentina, a non cedere a terzi in
via definitiva i diritti esclusivi sui risultati della ricerca e delle
invenzioni tecnologiche per i quali le agevolazioni sono state concesse, per un
periodo di 5 anni dalla conclusione del progetto. Entro un anno l´azienda, il
sindacato e la Provincia si incontreranno per una verifica sullo stato di
avanzamento del progetto e del piano industriale ed occupazionale.
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AZIENDE IN CRISI PER RITARDO PAGAMENTI OPERE PUBBLICHE. ANCHE IL VENETO VITTIMA DEL PERVERSO EFFETTO DEL PATTO DI STABILITÀ. |
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Venezia,
14 ottobre 2013 - “Siamo consapevoli dell’estrema difficoltà delle nostre
aziende di operare in queste condizioni, ma la situazione che denuncia la
‘Loribello’ è purtroppo la stessa che stanno vivendo molte altre vittime, è
proprio il caso di dirlo, del perverso effetto del Patto di stabilità”. L’amara
considerazione è dell’assessore al bilancio della Regione del Veneto, Roberto
Ciambetti, all’ipotesi dell’impresa ‘Loribello’ di Casale sul Sile (Tv) di
dover licenziare i propri dipendenti a causa del ritardato pagamento da parte
della Regione di un’opera realizzata durante l’estate a Conegliano e finanziata
con i fondi della manovra anticrisi (Mac).
“Garantisco
che ci stiamo prodigando in tutti i modi per liberare le risorse – prosegue
Ciambetti – e siamo riusciti a rendere disponibili quasi una decina di milioni
di euro. Ma ne servono molti di più e continueremo in questa faticosissima
opera di sblocco dei nostri, e sottolineo nostri, soldi”.
“Hanno
ragione gli imprenditori quando dicono di sentirsi presi in giro per il fatto
che le iniziative sbandierate come strumenti per uscire dalla crisi, alla resa
dei conti, si rivelano del tutto inutili – continua l’assessore –, ma deve
essere chiaro che a prenderli in giro non è la Regione, è lo Stato. E’
indecoroso, infatti, che con una mano ci vengano accordate delle opportunità
per far lavorare le aziende del nostro territorio e immettere nuova liquidità
nel mercato e con l’altra si abbassino ulteriormente i limiti del Patto di
stabilità, impedendoci di pagare chi lavora. L’assurdità è che le risorse le
abbiamo, ma ci viene letteralmente imposto di non utilizzarle, pena sanzioni
che graverebbero non solo sul nostro Ente ma sull’intera economia regionale”.
“Anche
recentemente – conclude Ciambetti –, in sede di Conferenza Permanente per il
Coordinamento della Finanza Pubblica, ho proposto che siano esclusi dai vincoli
del Patto tutti i trasferimenti finanziari dalla Regione agli Enti locali: oggi
sono lasciate fuori le sole spese correnti, ma se lo stesso si facesse anche
per quelle in conto capitale, interverremo concretamente sui finanziamenti dei
lavori pubblici, generando benefici per l’economia e per l’occupazione. Spero
di essere ascoltato”.
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