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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 13 Novembre 2013 |
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L’ASSESSORE RICEVE IL MINISTRO DELLA SALUTE SAHARAWI: “GRAZIE A TUTTA LA COMUNITÀ DELL’EMILIA-ROMAGNA” |
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Bologna, 13 novembre 2013 – “Il Saharawi è un’area prioritaria dei nostri interventi in materia di cooperazione decentrata e anche nel 2013 continueremo a sostenere i progetti in favore dei profughi”. L’assessore regionale alle cooperazione decentrata Donatella Bortolazzi ha ricevuto ieri mattina il ministro della salute pubblica Mohamed Lamin Daddi, giunto in Italia per partecipare a una serie di incontri istituzionali dedicati al progetto regionale sull’ “Incremento della disponibilità e dell’uso razionale dei medicinali essenziali prodotti localmente nei campi di rifugiati sahrawi in Algeria”. L’intervento consiste nel sostegno al laboratorio di produzione farmaci di Rabouni. Il laboratorio, unica esperienza produttiva nei campi di rifugiati, è supportato dalla Regione Emilia-romagna, fin dal 2002, attraverso diversi interventi, coordinati dall´Associazione Jaima Sahrawi e dal Comune di Albinea, che coinvolgono un´ampia rete: Ausl, associazioni, consultori, ospedali privati, Enti locali, università e ong. L’obiettivo del progetto è, in particolare, quello di aumentare la produzione di farmaci prodotti localmente, grazie all´invio di materie prime e a personale adeguatamente formato, al fine di integrare l´approvvigionamento di medicinali provenienti attraverso gli aiuti internazionali che sono notevolmente diminuiti a seguito della crisi economica che ha colpito i principali Paesi donatori. Il ministro, che ha voluto far arrivare il ringraziamento suo e del popolo Saharawi a tutta la comunità emiliano-romagnola per “la sincera cooperazione portata avanti in questi anni”, ha sottolineato che si tratta di un “aiuto che ha un valore molto alto perché dà soluzioni concrete alle emergenze, perché apre alla possibilità di autosufficienza della popolazione e del suo sviluppo dal punto di vista economico e sociale e perché tiene aperta un’importante relazione umana di cooperazione e solidarietà tra Sahrawi e Italia. Non siamo soli in esilio – ha concluso – perché abbiamo degli amici molto vicini a noi”. La cooperazione con il Saharawi “è per noi motivo di orgoglio – ha detto l’assessore Bortolazzi parlando con il ministro – perché dal semplice aiuto si è trasformato in qualcosa di più: siete riusciti a far fruttare al meglio le risorse e a portare avanti l’identità di un popolo che investe sul proprio futuro: in salute, istruzione e opportunità, combattendo l’integralismo”. Dopo l´incontro con l´assessore regionale il ministro si recherà a Ravenna e Modena. Il progetto di sostegno del popolo saharawi - La cooperazione decentrata a favore dei profughi saharawi in Algeria è, principalmente, rivolta al sostegno al Sistema sanitario nazionale del Governo in esilio. Gli interventi sono dedicati soprattutto al settore materno infantile e riguardano: progetti nei Dispensari della Wilaya di Smara (Provincia di Smara) realizzati dal Comune di Ravenna; campagne di informazione e vaccinazione sulle epatiti messe in campo dal Comune di Forlì; interventi in loco e a Modena sulle calcolosi renali nei bambini; invio di farmaci pediatrici; sostegno al laboratorio nazionale farmaceutico realizzato dal Comune di Albinea e dall’Associazione Jaima Saharawi di Reggio Emilia; screening sanitari sui bimbi saharawi accolti ogni anno in regione da associazioni e comitati di cittadini. Gli interventi di cooperazione decentrata riguardano il trasferimento di competenze professionali a medici e operatori sanitari saharawi, l’acquisto di attrezzature sanitarie, la produzione in loco di farmaci, invio di farmaci pediatrici, interventi di ristrutturazione delle strutture di base e la formazione ai funzionari del Ministero della Salute. |
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STUDIO NAZIONALE DELLA SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNA PONE AL TOP LA SANITA’ VENETA. ZAIA: “RICONOSCIMENTO DI PRESTIGIO DA UN LAVORO RIGOROSO DAL QUALE FINALMENTE ESCE LA VERITA’” |
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Venezia, 13 novembre 2013 - Il Veneto è stato inserito nel network delle Regioni top della sanità italiana. Lo dicono i dati emersi da uno studio valutativo realizzato dal Laboratorio Management e Sanità della prestigiosa Scuola Superiore Sant’anna di Pisa. “Un altro importante riconoscimento – sottolinea con soddisfazione il Presidente Luca Zaia - per una Regione che anche quest´anno ha saputo centrare l’obiettivo del bilancio sanitario in ordine, garantendo non solo l´erogazione dei Lea ma anche lanciando servìzi innovativi, che possono fare scuola in tutta la penisola, come l’apertura degli ambulatori ospedalieri, per esami strumentali e visite specialistiche, nelle ore notturne, il sabato e la domenica. Tutto questo sulla scia di un nuovo Piano socio-sanitario regionale che è il prototipo della sanità moderna disegnata in relazione ai bisogni di oggi e dei prossimi anni, ma anche in base alle risorse a disposizione”. Quello in questione è il Report 2012, l’annuario che riporta le valutazioni delle performances delle Regioni più virtuose, ad attribuire al Veneto altri sigilli di qualità. In pratica vengono presentati i risultati dei sistemi sanitari di otto fra Regioni e Province autonome: Basilicata, Liguria, Marche, Province autonome di Bolzano e di Trento, Toscana, Umbria e Veneto. Il sistema valutativo, progettato dal Laboratorio Management e Sanita della Scuola Superiore Sant’anna, consente un confronto obiettivo a livello regionale e aziendale sulla scorta di circa 160 indicatori, di cui un centinaio di diretta valutazione. E’ un metodo che si integra con il sistema Agenas, puntando a misurare l’appropriatezza dei percorsi assistenziali e dell’assetto organizzativo delle strutture, l’efficienza nell’uso delle risorse, la qualità dei processi, la soddisfazione dei pazienti e dei dipendenti. La griglia comprende una serie di aspetti proiettati su diverse tematiche: i servizi clinici, la situazione economico-finanziaria, le opinioni di cittadini e operatori, le politiche sanitarie regionali, ma pure nuovi indicatori tarati sulle malattie infettive e sulla copertura vaccinale. Gli indicatori-bersaglio mostrano 5 fasce di valutazione in base ai risultati ottenuti. Ebbene, nell’ambito della prevenzione per il vaccino contro infezione da meningococco il Veneto presenta la migliore performance assoluta con il 94% dei bambini sotto i 2 anni vaccinati. Alle sue spalle, con percentuali pure di riguardo, Umbria e Toscana. Ultima della fila Bolzano con il 61%. Al di là, comunque, di miglioramenti generali come la diminuzione del tasso di ospedalizzazione, il Veneto delle best practices mette all’attivo risultati di eccellenza in quasi tutti gli indicatori. Gli oscar attribuiti riguardano governo della domanda, spesa farmaceutica, estensione e adesione agli screening, copertura vaccinale, appropriatezza prescrittiva farmaceutica territoriale, percentuale dimissioni volontarie. Il Veneto è nelle posizioni di vertice anche per speranza di vita, controllo del dolore, efficienza pre-operatoria, appropriatezza medica, qualità clinica, integrazione ospedale-territorio, assistenza patologie croniche, efficienza prescrittivi farmaceutica, materno-infantile. Il quarto posto, poi, per i ricoveri in day surgery e per il ricossi ai cesarei. “Insomma – conclude Zaia - pagelle in bechmarking, con un sistema che vede le Regioni stesse protagoniste dei propri valori aggiunti, in una visione che dovrebbe essere l’essenza del federalismo fiscale in sanità”. |
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SALUTE, FVG: NESSUNA VARIAZIONE ALLE POSTE CHIAVE DEL WELFARE |
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Trieste, 13 novembre 2013 - L´assessore alla Salute e alle Politiche sociali Maria Sandra Telesca è categorica: in Friuli Venezia Giulia il welfare non subirà tagli per complessivi 15 milioni. "Lavorando all´interno dei finanziamenti destinati a sanità e sociale è stato fatto qualche aggiustamento a segno meno, ma - afferma l´assessore - per quanto concerne il welfare e le sue poste più importanti, che sono il fondo sull´autonomia possibile, l´abbattimento delle rette delle case di riposo ed il trasferimento ai Comuni dei finanziamenti destinati al sociale, siamo riusciti a mettere a punto alcuni interventi per cui, di fatto, manteniamo le cifre che erano state messe a disposizione lo scorso anno". L´assessore Telesca ricorda di aver fatto recentemente integrare il Fondo per l´Autonomia Possibile di 1 milione per l´anno in corso e fa presente che "a disposizione ci sono anche 4 milioni di euro di fondi statali ed anche questo ci consentirà di non discostarci da una cifra che, nell´ultimo lustro, è sempre aumentata anche in assenza, per ben due anni, della quota nazionale prevista dal Fondo sociale". "Per noi queste sono poste importantissime - precisa infine Telesca - ed è evidente che metteremo in atto le strategie necessarie quantomeno al loro mantenimento, in vista della manovra di assestamento che, io spero, metterà a disposizione ulteriori risorse." |
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TOSCANA: BILANCI AZIENDE SANITARIE 2012, TUTTI IN PAREGGIO |
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Firenze, 13 novembre 2013 - Sono tutti in pareggio i bilanci 2012 delle aziende sanitarie toscane, approvati ieri dalla giunta. I bilanci presentano un risultato complessivo di esercizio positivo per 738.526 euro. Col segno più anche i bilanci degli Estav, di Ispo e Fondazione Monasterio. E´ da segnalare l´importante contrazione dei costi gestionali delle aziende sanitarie per oltre 100 milioni (-1,5% rispetto all´anno precedente). In particolare, i maggiori decrementi di costi hanno riguardato sia la spesa per acquisti di beni (-3%), e in particolare quella farmaceutica (-9%), che i costi del personale (pari all´1,3%). Ulteriori 64 milioni sono stati garantiti dalla Regione Toscana per continuare a mantenere quantità e qualità dei servizi sanitari, vista la grave situazione economica in cui versa il Fondo Sanitario Nazionale. In tale difficile congiuntura, le Aziende stanno proseguendo il processo di certificazione dei bilanci, e nel 2012 la sanità toscana ha registrato eccellenti risultati negli esiti delle cure, come testimoniato dai dati del Piano Nazionale Esiti dell´Agenas, presentati alcune settimane orsono. Questi i risultati di esercizio positivi per ciascuna azienda: Asl 1 Massa Carrara: +31.226 euro Asl 2 Lucca: +9.963; Asl 3 Pistoia: + 20.243; Asl 4 Prato: +30.379; Asl 5 Pisa: +59.710; Asl 6 Livorno: + 34.792; Asl 7 Siena: +16.466; Asl 8 Arezzo: +154.086; Asl 9 Grosseto: +31.342; Asl 10 Firenze: +20.071; Asl 11 Empoli: +50.218; Asl 12 Viareggio: +50.404; Ao Pisa: +132.596; Ao Siena: +28.211; Ao Careggi: +48.071; Ao Meyer: +20.748; Estav Nord-ovest: +7.925; Estav Centro: +511; Estav Sud-est: +3.042; Ispo: +1.611; Fondazione Monasterio (Dgr 902 del 4/11/2013): +9.086. |
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AL CROB DI RIONERO IL 15 E 16/11 SEMINARIO SU MALATTIE FEGATO |
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Potenza, 13 novembre 2013 -Una due giorni dedicata al tema “Le malattie del fegato, dall´epatopatia all´epatocarcinoma: percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali”, è in programma il 15 e 16 novembre prossimi a Rionero in Vulture, presso l’auditorium dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) del Centro di riferimento oncologico della Basilicata (Crob ). Lo rende noto in un comunicato il Crob, che organizza l’evento in collaborazione con la Società lucana di Medicina e Chirurgia, “per promuovere un approccio multidisciplinare sulle malattie del fegato”. “Con il convegno - si legge nella nota del Crob - si intende mettere in rete le professionalità esistenti sul territorio che si interessano di epatologia ed elaborare un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale sulle epatopatie e sull’epatocarcinoma”. Nella due giorni del seminario interverranno numerosi esperti, quasi tutti protagonisti della medicina lucana, che tratteranno argomenti come “le epatopatie virali, steatosiche, alcoliche, autoimmuni, la cirrosi e l’epatocarcino”, ma relazioneranno anche “sul ruolo delle vaccinazioni, della diagnostica e dei moderni approcci terapeutici chirurgici e farmacologici fino al trapianto di fegato”. Ampio spazio sarà dato “alle terapie innovative nel trattamento dell’epatocarcinoma, soprattutto farmacologiche” e sarà affrontato il tema della prevenzione e del ruolo delle associazioni di volontariato”. |
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TORINO HA SALUTATO LA TORCIA DELL’UNIVERSIADE TRENTINO 2013 |
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Torino, 13 novembre 2013 – La capitale del piemonte ha salutato l’Universiade invernale Trentino 2013 con particolare solennità. La fiaccola, infatti, è stata accolta dal mondo accademico e dello sport universitario nella cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico Sportivo. Cerimonia che si è tenuta oggi, martedì 12 novembre, nel Rettorato dell’Università di Torino. E poi è stata portata per le vie cittadine e fino alla Mole Antonelliana da una ventina di atleti del Cus Torino, da Giuseppe Seimandi delle Fiamme Azzurre, da Ottaviano Iuliano dei Carabinieri e da Martina Amidei, atleta dell’Aeronautica Militare cresciuta nelle file del Cus Torino, La città di Torino è particolarmente legata alle Universiadi: qui è stata organizzata in assoluto la prima edizione, quella in versione estiva 1959, e poi quella del 1970. In chiave invernale vi sono le edizioni di Sestriere 1966 e di Torino 2007, di fatto prosecuzione organizzativa dei Giochi olimpici 2006. All’inaugurazione dell’Anno Accademico Sportivo, organizzato dal Cus Torino, sono intervenuti Riccardo D´elicio (presidente Cus Torino), Andrea Ippolito (direttore generale del Cus Torino), Gianmaria Ajani (rettore Università di Torino), Marco Gilli (rettore Politecnico di Torino), Stefano Gallo (Comune di Torino), Franco Ferraresi (Regione Piemonte) e Marco Antonio D’acri (Provincia di Torino). Fin dall’apertura del lavori Ippolito ha parlato dell’Universiade che si terrà in Trentino il prossimo dicembre. Al termine degli interventi e delle premiazioni degli atleti Cus che si sono distinti durante l’anno, le molte persone che riempivano la sala, hanno raggiunto una loggia del Rettorato per la proclamazione dell’apertura dell’Anno Accademico Sportivo e per l’accensione della fiaccola dell’Universiade. È stato D’elicio in persona ad accendere la torcia insieme ai rettori, agli atleti e ai rappresentanti dell’Universiade. Quindi si è svolta la staffetta che si è snodata per via Po (Rettorato Università), piazza Castello (Prefettura e Regione), via Garibaldi, via Xx Settembre (Duomo), via Iv Marzo, via Milano (Comune), via Monte di Pietà, via San Tommaso, via Santa Teresa, piazza San Carlo (giro del monumento), via Maria Vittoria (Provincia), piazza “Carlina, via Accademia Albertina, via Rossini, via Verdi (Rai), via Sant’ottavio (Palazzo Nuovo), via Gaudenzio Ferrari, via Montebello e arrivo alla Mole Antonelliana. Ad accompagnare la torcia a Torino sono stati Paolo Zanei (membro Direttivo Universiade Trentino 2013), Gianluca Tasin (capo area Torch Relay) e Laura Pedersoli (referente organizzativo Torch Relay). La fiaccola, accesa da Papa Francesco il 6 novembre, è protagonista fine a fine mese di un tour europeo con tappe nelle principali città universitarie, prima di illuminare la competizione, prevista in Trentino dall’11 al 21 dicembre. |
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CICLISMO: REGIONE LIGURIA AL LAVORO PER GIRO APPENNINO 2014 |
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Genova. 13 Novembre 2013 - La Regione Liguria è al lavoro per organizzare la settantacinquesima edizione del giro dell´Appennino, la gara- simbolo e classica del Genovesato, trampolino di lancio per grandi campioni del ciclismo. Martedì 12 novembre in mattinata, l´assessore allo sport della regione Liguria ha annunciato, per giovedì 21 novembre la convocazione un tavolo di lavoro con Comune, Municipio, Anpi e la U.s Pontedecimo per delineare sin da subito le linee guida che caratterizzeranno il prossimo appuntamento. Un´edizione che sarà dedicata ai valori della Resistenza e al 70esimo anniversario dell´eccidio della Benedicta. Rossi , al riguardo, per dare uno spazio importante alla circostanza, ha detto di voler riportare l´arrivo della gara nel centro di Genova, in via Xx Settembre. "Per l´anno prossimo, in occasione del 75esimo compleanno, ci siamo messi al lavoro da subito, per dar vita a una corsa di successo e di assoluto pregio, a maggior ragione nel momento in cui l´Unione Ciclistica Internazionale richiede, per manifestazioni di livello europeo come in questo caso, maggiore rigore e capacità organizzativa rispetto al passato.", ha detto Rossi. L´edizione del 2013, inserita nei grandi eventi sportivi promossi dalla Regione, è stata caratterizzata da non poche problematiche, prima fra tutte lo slittamento della data per via della concomitanza con il derby cittadino. Questo ha fatto sì che il 74° Giro si sia svolto piuttosto insolitamente il 14 luglio in contemporanea con il Tour de France e altre competizioni internazionali, limitando la presenza delle squadre del circuito mondiale e delle relative teste di serie. |
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IMPIANTISTICA SPORTIVA. IL VENETO VINCE RICORSO CONTRO GOVERNO ALLA CONSULTA. |
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Venezia, 13 novembre 2013 - Il confronto, si può proprio dire, si giocava in campo sportivo: Regione del Veneto contro Governo nazionale; arbitri i giudici della Corte Costituzionale. Risultato: successo del Veneto grazie a un’azione vincente del suo assessore all’edilizia sportiva, Massimo Giorgetti. La Consulta ha infatti accolto il ricorso presentato dalla Regione avverso il decreto legge 83/2012 con il quale, all’articolo 64, il Governo si appropriava di competenze in materia di impiantistica sportiva che, come ribadito dalla sentenza, la n. 254, depositata nei giorni scorsi, la legislazione riserva indiscutibilmente alle Regioni. “La Corte – commenta con soddisfazione Giorgetti, promotore del ricorso – ha correttamente riconosciuto la fondatezza delle nostre argomentazioni e ha dichiarato la illegittimità dell’articolo 64 del decreto governativo che risulta ora pertanto svuotato di sostanza, riconsegnando alle Regioni le competenze in materia di sport”. Con detto articolo, infatti, il Governo aveva costituito un fondo, con una dotazione di 18 milioni di euro, per la realizzazione di nuovi impianti sportivi o la ristrutturazione di quelli esistenti. “Sia chiaro che la nostra azione non è finalizzata a sottrarre allo sport italiano le prime risorse per l’impiantistica sportiva che il Governo stanzia dopo 25 anni di immobilismo in quest’ambito, ma semplicemente a rimediare a una stortura delle regole e a un provvedimento illegittimo: non vi è dubbio che le Regioni, in forza della legge che le investe di un ruolo fondamentale nel settore dello sport, saprebbero utilizzare con più oculatezza ed efficacia quei finanziamenti, conoscendo approfonditamente le situazioni e le esigenze prevalenti dei territori”. “Mi sono già attivato – conclude Giorgetti – affinché le Regioni agiscano in maniera forte e coordinata per impedire che i fondi stanziati vengano distratti verso altre iniziative. Chiederemo, infatti, al Governo che le risorse siano, fermo restando l’obiettivo di dare nuovo impulso al settore dell’impiantistica sportiva, destinate o quantomeno gestite dalle Regioni, le quali, grazie alla profonda e specifica conoscenza delle necessità del proprio territorio, sapranno impiegarle al meglio in un ottica di perequazione e riqualificazione del proprio importante patrimonio sportivo”. |
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