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Notiziario Marketpress di Mercoledì 11 Dicembre 2013
TRASFORMARE I RIFIUTI AGRICOLI E DELL´ACQUACOLTURA IN ENERGIA RINNOVABILE  
 
Un innovativo nuovo progetto di ricerca triennale vedrà i settori dell´acquacoltura, agricoltura e biogas lavorare insieme per sviluppare energia rinnovabile. Questa iniziativa dimostra in che modo sia possibile ottenere simultaneamente il miglioramento della sostenibilità, la riduzione dei rifiuti e il raggiungimento di efficienze operative. Infatti, il progetto finanziato dall´Ue, conosciuto come Biffio, giocherà un ruolo importante nel dare un contributo al raggiungimento dell´obbiettivo Ue di ricavare il 20 % della domanda energetica europea da sistemi energetici rinnovabili entro l´anno 2020. Il settore agricolo e quello dell´acquacoltura subiscono una fortissima pressione mirata a far loro migliorare la sostenibilità e a ridurre il loro impatto ambientale. Entrambi i settori producono molti rifiuti, che spesso non sono trattati e rimangono inutilizzati. Il progetto Biffio mira ad affrontare questo problema sviluppando un sistema economico ed efficiente in termini di risorse per trattare rifiuti agricoli misti e trasformarli in energia utilizzabile. Infatti, il concetto principale del progetto è quello di mescolare rifiuti che sono facilmente disponibili provenienti da allevamenti ittici con letame proveniente dall´industria dell´agricoltura in un reattore per la produzione di biogas, che a sua volta può essere usato per soddisfare il bisogno di energia rinnovabile nell´industria dell´acquacoltura e per fornire fertilizzanti all´industria dell´agricoltura. Il progetto, che è stato lanciato a novembre 2013, innanzitutto studierà in che modo i rifiuti possono essere usati nel modo migliore per generare energia rinnovabile, e controllerà quali sostanze nutritive possono essere recuperate per altri usi. L´obbiettivo successivo sarà quello di ridimensionare le attuali tecnologie all´avanguardia usate nel trattamento dei rifiuti su larga scala e portarle su una scala idonea alle fattorie, in modo che sia possibile produrre energia da biogas efficiente ed economica localmente nella fattoria o vicino a essa. Nel corso dei prossimi tre anni, il team del progetto si dedicherà anche alle sfide che attualmente l´industria deve affrontare, e cercherà nuovi modi per soddisfare i requisiti normativi. Verrà sviluppata una guida delle migliori pratiche per gestire rifiuti misti provenienti da acquacoltura e agricoltura per la produzione di energia, e per l´uso ulteriore dei rifiuti digeriti. Infine, il progetto mira ad avere un impatto positivo sulle condizioni sociali ed economiche locali. Questo verrà ottenuto grazie a migliori standard igienici e ambientali negli allevamenti ittici chiusi e riducendo le emissioni di gas serra e gli altri carichi inquinanti generati dal settore agricolo. Un gruppo multinazionale di Pmi e utenti finali partner provenienti dai settori dell´agricoltura, dell´acquacoltura e delle bioenergie sta prendendo parte al progetto, assieme a tre partner Rst. Questi ultimi sono il Teknologisk Institutt (Norvegia), l´Università di Liverpool (Regno Unito) e aqua consult Ingenieur (Germania). Il progetto, che riceverà 1,7 milioni di euro di finanziamenti dall´Ue, dovrebbe concludersi a ottobre 2016. Per maggiori informazioni, visitare: Teknologisk Institutt http://www.Ti-norway.com/    
   
   
SODDISFAZIONE DELLA COMMISSARIA DAMANAKI PER L’ADOZIONE DEFINITIVA DELLA RIFORMA DELLA POLITICA COMUNE DELLA PESCA  
 
 Maria Damanaki, Commissaria europea responsabile per la Pesca e gli affari marittimi, ha accolto con soddisfazione il voto odierno del Parlamento europeo a favore della nuova politica comune della pesca (Pcp) dell’Ue, avviata nel luglio 2011 su iniziativa della stessa Commissaria. Il voto segna l’adozione ufficiale della nuova politica, che sarà applicata in tutta l’Unione a partire dal 1° gennaio 2014. La nuova Pcp persegue un duplice scopo: sostenere, da un lato, le comunità costiere in Europa, creando le condizioni per una flotta peschereccia europea economicamente valida e sostenibile; assicurare, dall’altro, una gestione sostenibile delle risorse, massimizzando al contempo le catture nell’interesse dei pescatori. Per conseguire questo duplice obiettivo, sarà gradualmente eliminata la pratica rovinosa dei rigetti in mare e saranno definiti in modo chiaro obblighi e scadenze per consentire ai pescatori di adeguarsi alla nuova situazione. La promozione di un’acquacoltura sostenibile fa egualmente parte della nuova politica. La Commissaria Damanaki ha dichiarato: “Il voto odierno del Parlamento europeo inaugura una nuova politica che cambierà in maniera radicale la pesca in Europa, aprendo la strada a un futuro sostenibile sia per i pescatori che per le risorse delle nostre acque. Desidero ringraziare il Parlamento e il Consiglio per l’impegno e lo spirito visionario dimostrati, e per il generale sostegno dato alle proposte della Commissione. Grazie a ciò potremo ritornare in tempi brevi a una pesca sostenibile, ponendo fine a pratiche rovinose. La nuova politica della pesca è il mezzo per riportare nelle nostre comunità costiere crescita e occupazione, ciò di cui oggi abbiamo più bisogno in Europa.” La Pcp riformata garantisce che gli stessi principi e standard di sostenibilità saranno applicati a pescatori dell’Ue che pescano in acque straniere e che l’Ue continuerà a promuovere la sostenibilità nel quadro dei suoi accordi internazionali. Si tratta di una riforma di grandi dimensioni, come mostrano le modifiche della governance e le iniziative a livello regionale che consentiranno alle parti portatrici di interessi e agli Stati membri di definire molti aspetti della gestione quotidiana dell’attività di pesca. Il voto di oggi è il punto di arrivo di un lungo processo, iniziato con un’ampia consultazione pubblica sulla cui base la Commissione ha presentato un ambizioso pacchetto di riforme nel 2011. All’inizio di quest’anno le delegazioni della Commissione, del Consiglio dei ministri e del Parlamento hanno condotto negoziati costruttivi approdati in maggio a un accordo politico, che è stato poi appoggiato all’unanimità dal Consiglio dei ministri in ottobre e, in data odierna, ha infine ottenuto il voto di consenso del Parlamento riunito in plenaria.  
   
   
PARLAMENTO EUROPEO, STOP ALL´OVERFISHING !  
 
Il pesce è sicuramente un cibo prelibato, ma dobbiamo assicurarci che in futuro anche i nostri figli abbiano la possibilità di mangiarlo. Il Parlamento si appresta a discutere e a votare la nuova Politica comune della pesca. Essa impone ad ogni stato membro delle quote di pesca basate sulla sostenibilità ambientale e comprende il divieto di rigettare in mare il pesce indesiderato. Abbiamo parlato con la relatrice socialista, Ulrike Rodust prima del voto finale che si è tenuto al Parlamento parlamento europeo martedì. Quale sarà l´impatto della nuova Politica comune della pesca sui posti di lavoro? La nuova politica implementerà delle nuove regole per ripristinare gli stock ittici. Ciò garantirà che in futuro ci sarà abbastanza pesce da consentire la creazione di nuovi posti di lavoro. In particolare permetterà che gli attuali posti di lavoro nel settore ittico siano garantiti nel lungo periodo. Una maggiore quantità di pesce significa anche pescatori meglio retribuiti. Le nuove misure europee per la pesca sostenibile possono creare dei fenomeni di pesca eccessiva nelle acque di paesi terzi? No, dove abbiamo stipulato degli accordi per la pesca, le regole cambieranno. Pescheremo solo la quantità di pesce che i nostri partner ci permetteranno di pescare. Garantiremo anche il rispetto dei diritti umani e chi non rispetta le regole sarà punito e non riceverà l´autorizzazione alla pesca per un periodo di due anni. Quasi un quarto del pesce pescato nelle acque dell´Unione europea è ributtato in mare perché indesiderato. In che maniera la nuova Politica comune della pesca gestirà quella che oggi è una pratica molto comune? Il divieto di rigetto entrerà in vigore entro il 2019. Vorremmo che i pescatori pensassero a nuovi metodi diversi dallo scarto. Magari anche tramite l´uso di nuovi tipi di reti. Penso che sia stato molto importante mettere in atto una riforma accettata sia dai pescatori che dalle organizzazioni ambientaliste e dai politici. I nostri figli e nipoti avranno ancora la possibilità di mangiare pesce.  
   
   
DOMANDE E RISPOSTE SULLA POLITICA COMUNE DELLA PESCA RIFORMATA  
 
L’obiettivo generale della politica comune della pesca (Pcp) riformata è garantire la sostenibilità della pesca dal punto di vista ambientale, economico e sociale. La nuova politica riporterà gli stock a livelli sostenibili e porrà fine a pratiche di pesca rovinose. Oltre a garantire a lungo termine ai cittadini dell’Ue un approvvigionamento alimentare stabile, sicuro e sano, questa politica mira ad offrire una nuova prosperità al settore alieutico, a creare nuove opportunità di crescita e di occupazione nelle zone costiere e a porre fine alla dipendenza dai sussidi. Attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca l’Unione fornirà assistenza finanziaria a sostegno del conseguimento degli obiettivi di sostenibilità della nuova politica. Perché occorre adottare una nuova politica? La riforma della politica europea della pesca è urgente. I pescherecci continuano a catturare quantità di pesce maggiori di quelle che possono essere ricostituite in condizioni di sicurezza e il settore ha di fronte a sé un incerto futuro. In questo contesto, la Commissione europea ha proposto nel 2011 un’ambiziosa riforma della politica al fine di creare le condizioni di un futuro migliore per la pesca e le risorse ittiche, nonché per l’ambiente marino da cui esse traggono sostentamento. La riforma della Pcp contribuirà alla strategia Europa 2020 e la politica favorirà il conseguimento di solidi risultati economici, una crescita inclusiva e una maggiore coesione nelle regioni costiere. Quali sono i principali elementi della nuova politica? La sostenibilità è al centro della riforma Una pesca sostenibile è una pesca esercitata a un livello che non minaccia la riproduzione degli stock consentendo nel contempo ai pescatori di ottenere il massimo delle catture. Tale livello, noto come “rendimento massimo sostenibile” (Msy), rappresenta il limite entro il quale va esercitato il prelievo sugli stock nell’ambito della nuova Pcp. Questo obiettivo è fissato nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare ed è stato confermato nell’ambito del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2002 come obiettivo mondiale da raggiungere nella misura del possibile entro il 2015. Nell’ambito della nuova Pcp i tassi di sfruttamento dovranno corrispondere per quanto possibile ai livelli Msy entro il 2015. Tale obiettivo dovrà essere raggiunto per tutti gli stock entro il 2020. Secondo le stime, se gli stock fossero sfruttati in base a queste modalità le loro dimensioni aumenterebberosignificativamente, con evidenti ricadute positive sul prelievo ittico e sul reddito degli operatori. Una pesca sostenibile contribuirà a stabilizzare i prezzi in condizioni di trasparenza, con evidenti vantaggi per i consumatori. Gestione pluriennale basata sugli ecosistemi I piani di gestione pluriennali continuano a costituire un elemento centrale della gestione delle nostre attività di pesca. Ai piani attuali relativi a singoli stock subentreranno piani basati sui tipi di pesca: ciò consentirà di includere più stock ittici in un minor numero di piani e di conseguire più efficacemente l’obiettivo di sostenibilità. Nell’ambito di tali piani, il Consiglio stabilirà le possibilità di pesca annuali. I piani potranno inoltre includere altre misure tecniche e di conservazione che fanno parte dell’insieme di strumenti proposti. Per ricostituire in Europa un’economia della pesca redditizia occorre rispettare in modo più efficace i confini dell’ambiente marino. Le attività di pesca dell’Unione saranno gestite secondo un approccio ecosistemico nel rispetto del principio precauzionale, in modo da limitare gli impatti sull’ecosistema e salvaguardare così le risorse marine. Divieto dei rigetti in mare Si calcola che i rigetti in mare, ossia la pratica di gettare fuori bordo i pesci catturati accidentalmente, costituiscano circa il 23% delle catture totali (e in alcuni casi molto di più). Questa pratica inaccettabile sarà gradualmente eliminata, tra il 2015 e il 2019, secondo un calendario preciso di attuazione e in combinazione con alcune misure di accompagnamento. I pescatori avranno l’obbligo di sbarcare tutte le specie commerciali che catturano. Le catture residue di pesci sotto taglia non potranno di norma essere vendute per il consumo umano. Il divieto consentirà di disporre di dati più affidabili sugli stock ittici, di offrire un più efficace sostegno alla gestione e di migliorare l’efficienza delle risorse. Esso costituisce inoltre un incentivo per indurre i pescatori a evitare le catture accidentali avvalendosi di soluzioni tecniche quali l’uso di attrezzi da pesca più selettivi. Gli Stati membri dovranno garantire che i loro pescherecci siano dotati di attrezzature che consentano di documentare tutte le attività di pesca e di trasformazione, in modo da monitorare il rispetto dell’obbligo di sbarcare tutte le catture. Gestione della capacità di pesca della flotta Gli Stati membri dovranno garantire che la capacità della flotta (numero e dimensioni delle navi) sia commisurata alle possibilità di pesca, adottando opportuni piani d’azione per i segmenti nei quali si riscontri un eccesso di capacità. Il mancato conseguimento, da parte di uno Stato membro, della necessaria riduzione della capacità può dare luogo alla sospensione del sostegno finanziario dell’Unione. Decentramento della governance La nuova Pcp avvicina le decisioni ai soggetti cui sono destinate e chiarisce i ruoli e gli obblighi di ciascuna parte interessata. Essa porrà fine alla microgestione operata da Bruxelles: i legislatori europei si limiteranno a delineare il quadro generale, i principi e le norme di base, gli obiettivi globali, gli indicatori di risultato e i calendari di attuazione. Gli Stati membri coopereranno a livello regionale e elaboreranno le effettive misure di attuazione. Una volta raggiunto l’accordo di tutti gli Stati membri, tali raccomandazioni potranno divenire norme applicabili a tutti i pescatori interessati. Sostegno alla pesca artigianale Nell’unione europea la flotta artigianale costituisce il 77% dell’intera flotta per numero di imbarcazioni, ma solo l’8% in termini di stazza (dimensione delle navi) e il 32% in termini di potenza motrice. Il suo impatto sulle risorse è quindi meno rilevante. La pesca costiera artigianale svolge spesso un ruolo importante per il tessuto sociale e l’identità culturale delle regioni costiere europee e richiede pertanto un sostegno specifico. La Pcp riformata estende fino al 2022 il diritto degli Stati membri di limitare le attività di pesca entro una zona di 12 miglia nautiche dalla linea costiera. Sviluppare un’acquacoltura sostenibile La creazione di un migliore contesto per l’acquacoltura permetterà di aumentare la produzione e l’offerta di prodotti del mare nell’Ue, riducendo la dipendenza dalle importazioni di pesce e favorendo la crescita nelle zone costiere e rurali. Entro il 2014 gli Stati membri predisporranno piani strategici nazionali intesi a migliorare le condizioni per l’acquacoltura, eliminare gli ostacoli amministrativi e promuovere il rispetto di norme ambientali, sociali ed economiche per il settore dell’allevamento ittico. Sarà istituito un nuovo consiglio consultivo per l’acquacoltura incaricato di fornire pareri su questioni connesse al settore. Lo sviluppo dell’acquacoltura presenta una chiara dimensione unionale: le scelte strategiche effettuate a livello nazionale possono incidere sullo sviluppo del settore nei paesi limitrofi. Migliorare le conoscenze scientifiche Disporre di informazioni e conoscenze affidabili sullo stato dei fondali di pesca e delle risorse marine è essenziale per adottare decisioni di gestione fondate e per attuare in modo efficace la Pcp riformata. Spetterà agli Stati membri occuparsi della raccolta, del trattamento e della condivisione dei dati sugli stock ittici, sulle flotte e sull’impatto della pesca a livello dei bacini marittimi. Le politiche saranno adottate tenendo conto dei migliori pareri scientifici disponibili. Per coordinare questa attività saranno istituiti programmi di ricerca nazionali. Nuova politica di mercato — Responsabilizzazione del settore e migliore informazione dei consumatori La nuova politica di mercato è volta a rafforzare la competitività del settore della pesca e dell’acquacoltura dell’Ue, a migliorare la trasparenza dei mercati e a garantire condizioni di equità per tutti i prodotti commercializzati nell’Unione. L’attuale regime di intervento sarà modernizzato e semplificato: le organizzazioni di produttori potranno acquistare i prodotti della pesca quando i prezzi scendono al di sotto di un certo livello e immagazzinarli per poi reintrodurli sul mercato in una fase successiva. Questo sistema favorirà la stabilità dei mercati. Le organizzazioni di produttori contribuiranno maggiormente alle attività collettive di gestione, monitoraggio e controllo. Nuove norme di commercializzazione in materia di etichettatura, qualità e tracciabilità forniranno informazioni più chiare ai consumatori e li aiuteranno a promuovere una pesca sostenibile. Alcune informazioni sull’etichettatura saranno obbligatorie, altre potranno essere fornite su base volontaria. Assumere una responsabilità internazionale Secondo la Fao numerosi stock ittici mondiali risultano interamente sfruttati o sovrasfruttati. In qualità di primo importatore mondiale di prodotti della pesca in termini di valore, l’Unione europea deve agire sul piano internazionale in base agli stessi principi applicati a livello interno. La politica esterna in materia di pesca deve formare parte integrante della Pcp. Nell’ambito delle organizzazioni internazionali e regionali, l’Ue invocherà pertanto i principi di sostenibilità e conservazione degli stock ittici e della biodiversità marina. Essa istituirà alleanze e avvierà azioni con partner strategici per lottare contro la pesca illegale e ridurre la sovraccapacità. Nell’ambito degli accordi bilaterali in materia di pesca con i paesi terzi, l’Ue promuoverà la sostenibilità, la buona governance e i principi di democrazia, difesa dei diritti umani e Stato di diritto. Gli accordi attuali saranno sostituiti da accordi di partenariato per una pesca sostenibile, che consentiranno di garantire che lo sfruttamento delle risorse alieutiche avvenga sulla base di solidi pareri scientifici e riguardi unicamente le risorse eccedentarie che il paese partner non può o non intende pescare. Nell’ambito degli accordi di pesca sostenibile, i paesi partner riceveranno una compensazione in cambio dell’accesso alle proprie risorse di pesca, nonché un sostegno finanziario per l’attuazione di una politica della pesca sostenibile. Sono previste nuove norme in materia di controllo ed esecuzione? La proposta è coerente con il nuovo regime di controllo dell’Ue applicabile dal 2010 e integra gli elementi di base del regime di controllo ed esecuzione finalizzato al rispetto delle norme della Pcp. Per consentire l’entrata in vigore dell’obbligo di sbarco si procederà tuttavia alle necessarie modifiche della legislazione relativa alle misure tecniche e di controllo. Vista l’introduzione dell’obbligo di sbarco, la Commissione propone di istituire obblighi di sorveglianza e controllo, in particolare per quanto riguarda una pesca pienamente documentata, nonché progetti pilota su nuove tecnologie per il controllo della pesca che contribuiscono a una pesca sostenibile. Quando entrerà in vigore la riforma? A seguito dell’accordo politico raggiunto dal Consiglio e dal Parlamento, la Pcp riformata sarà applicata a partire dal 1º gennaio 2014. L’attuazione delle nuove norme (ad esempio quelle relative all’obbligo di sbarco) sarà progressiva poiché il settore ha bisogno di tempo per adattarsi ed essere in grado di produrre risultati. La riforma fissa tuttavia precise scadenze.  
   
   
PIEMONTE: I RISULTATI DEL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE DELLE IMPRESE AGRICOLE AL FEMMINILE  
 
Si è svolta il 9 dicembre a Torino, su iniziativa della Commissione Pari opportunità della Regione Piemonte, la presentazione dei risultati del progetto “Valorizzazione delle imprese agricole ed agroalimentari al femminile”. Fino ad oggi il progetto ha portato alla costituzione di un tavolo di lavoro permanente per la comunicazione e la condivisione delle attività, alla creazione di un data base delle imprese agricole femminili consultabile sul sito della Crpo, alla produzione di un vademecum contenente tutte le informazioni utili alle donne che intendono avviare un’attività in ambito agricolo, alla partecipazione ad alcune manifestazioni sul territorio per favorire la conoscenza dei prodotti delle aziende coinvolte, alla promozione negli istituti tecnici ed agrari dell’imprenditorialità agricola e zootecnica, alla condivisione di esperienze ed allo scambio di buone prassi in ambito internazionale, all’emersione di criticità come la difficoltà di accesso al credito e l’eccesso di burocrazia. Portando il saluto della Regione, l’assessore alle Pari opportunità, Giovanna Quaglia, ha sostenuto che si tratta di “un progetto strategico per la valorizzazione del mondo agricolo al femminile, che in Piemonte rappresenta una realtà importante, soprattutto alla luce del dato che assegna a questo settore produttivo in rosa una crescita positiva nella sua incidenza rispetto al totale delle imprese agricole. A maggior ragione dunque è fondamentale fare rete tra Regione, Commissione per le Pari opportunità e associazioni di categoria per riuscire a mettere in atto sinergie e politiche attive a favore delle donne impegnate nel settore agricolo. I prossimi - ha continuato Quaglia - saranno giorni decisivi per la definizione dell´accordo sulla programmazione dei fondi europei 2014-2020; in particolare per quanto riguarda il Fondo agricolo di sviluppo rurale, e grazie al coinvolgimento attivo nel progetto dell’assessorato all´Agricoltura sarà importante poter conoscere e sfruttare ogni opportunità. Perché in un’ottica di economia futura questo settore costituisce un vero e proprio motore di sviluppo per il nostro territorio”. Gli obiettivi del progetto sono diversi: aiutare le imprese femminili a migliorare la performance economica; offrire nuove opportunità di sviluppo congiunto all´interno del territorio piemontese; rendere evidenti le criticità e i bisogni delle imprese femminili, ma anche le opportunità in termini di attrattività dei territori; creare momenti di dialogo e confronto con le altre donne del territorio e con i cittadini per sensibilizzare sull´importanza delle produzioni locali; trasferire agli studenti esperienze imprenditoriali femminili di successo in ambito agricolo/ allevamento e l´importanza della creazione di impresa. Info http://www.Regione.piemonte.it/pariopportunita/cms/
index.php/commissione-pari-opportunita
 
 
   
   
EXPO 2015: PARTECIPAZIONE SARDEGNA ALL´INSEGNA DI IDENTITÀ E INNOVAZIONE  
 
Un momento collettivo e partecipato di confronto sulla rappresentazione e, in particolare, sul modello di sviluppo che la Sardegna intende portare all’Expò di Milano. Si è svolta ieri al Terminal Crociere del porto di Cagliari una tappa fondamentale nel percorso di avvicinamento e preparazione dell’Isola all’esposizione universale che si terrà dal 1° maggio al 31 ottobre 2015 (140 Paesi accreditati, 20 milioni i visitatori attesi e un miliardo quelli virtuali). Il seminario "La Sardegna all’Expo 2015: una grande opportunità internazionale" è stata la prima grande occasione, promossa dall’agenzia regionale Sardegna Promozione (soggetto attuatore di progettazione, realizzazione e gestione degli spazi della Regione all’Expò), in collaborazione con il commissario generale di sezione per il Padiglione Italia, per definire e condividere operativamente forme e contenuti della partecipazione sarda. L´assessore del Turismo, Artigianato e Commercio Luigi Crisponi ha aperto i lavori del seminario: "L’appuntamento - ha spiegato - pone le basi per definire in maniera unitaria attraverso quali aspetti identitari e, nel contempo, innovativi, nell’ambito dei temi generali della piattaforma globale dell’Expò (‘nutrire la terra, energia per la vita’), l’Isola debba essere rappresentata. L’orientamento è quello di puntare sull’integrazione di temi innovativi, quali green economy, chimica verde, qualità di vita, turismo sostenibile e di qualità, e di elementi legati alla tradizione ma sempre attuali, ossia tutto ciò che riguarda le buone produzioni agroalimentari e artigianali". Dopo l´assessore Crisponi è stato il turno del direttore di Sardegna Promozione, Mariano Mariani: "L´evento sarà occasione unica di mostrarsi al mondo - ha affermato - non solo nell’arco dei sei mesi di durata dell’esposizione, ma anche per l´indotto che l’immensa vetrina universale genererà una volta terminata. Perciò la Sardegna intende rappresentarsi al meglio, secondo i paradigmi dell’identità e dell´innovazione, con tre obiettivi principali: attrarre flussi di visitatori in un bacino di pubblico stimato in 20 milioni di presenze; incrementare esportazioni di eccellenze produttive di aziende agroalimentari, artigianali, turistiche e del terziario avanzato; e, infine, ma non ultimo come importanza, proporsi come polo d´attrazione per investimenti funzionali al nuovo modello di sviluppo sostenibile individuato dall’attuale Giunta regionale". Dopo i rappresentanti istituzionali, nella seconda parte del seminario ("Progettazione della mostra dei territori di Padiglione Italia"), si sono susseguite le relazioni di Cesare Vaciago e Alberto Mina, rispettivamente, direttore generale e direttore Rapporti istituzionali del Padiglione Italia, di Francesco Maietta, della Fondazione Censis, e di Aldo Bonomi, direttore del consorzio Aaster. A seguire la sezione "La parola ai territori" con il coinvolgimento dei principali soggetti istituzionali interessati all’evento (agenzie governative, Università di Cagliari e Sassari, Unioncamere, sistema camerale, Anci, confederazioni di categoria, consorzi di tutela del comparto agroalimentare, società di gestione aeroportuale e istituti finanziari), per una condivisione operativa delle linee guida di partecipazione della Sardegna all’Expò di Milano.  
   
   
AGRICOLTURA SOCIALE IN TOSCANA: I SOLDI PER CONTINUARE CI SARANNO  
 
Firenze, – "L´agricoltura sociale continuerà in Toscana". La frase, attesa e richiesta da tutta la platea, è stata pronunciata dall´assessore all´agricoltura Gianni Salvadori che ha concluso il convegno sui risultati del primo anno del progetto di "agricoltura sociale" finanziato dalla Regione, fino a questo momento con 2 milioni di euro, già interamente impegnati. Il convegno si è svolto all´Istituto degli Innocenti di Firenze ed è stata l´occasione per fare un bilancio della prima esperienza (pilota in Italia e fra le prime in Europa) e condividere le testimonianze di imprese, enti e associazioni che hanno partecipato al progetto. Imprese, enti e associazioni dislocate in tutta la Toscana che, grazie a questo progetto, hanno dato lavoro, in molti casi per la prima volta, a 362 persone con disabilità, in gran parte di tipo psichico. Testimonianze che parlano di lavoro nei campi o negli orti, di recupero di terreni marginali e magari abbandonati, di allevamento di animali e che raccontano di straordinari miglioramenti che hanno reso talvolta inutili i farmaci e talvolta hanno permesso di ridurne considerevolmente l´uso. L´assessore Salvadori ha sottolineato come questa prima esperienza sia stata finanziata con fondi regionali, ma ha anticipato la possibilità di un intervento per il futuro anche facendo ricorso ai fondi comunitari Fse e Feasr. Intanto ha rassicurato: i fondi comunque ci saranno. Salvadori ha ribadito che l´agricoltura sociale è un´attività economica che non va confusa con l´assistenzialismo e non va etichettata di "buonismo", ma che deve garantire reddito per le imprese e per chi ci lavora. Rispetto al passato cambia però l´ottica, che non sarà più di tipo verticale, ma sarà orizzontale. "L´essere umano - ha detto l´assessore - non è fatto per la verticalità, e noi vogliamo dare risposte all´essere umano in tutta la sua dimensione umana. Per questo gli agricoltori si sono fatti carico di queste questioni, che attraverso l´agricoltura possono avere una risposta." In relazione a prospettive future dell´agricoltura sociale, Salvadori ha parlato di interventi di "innovazione sociale". "Interventi che possono permettere il presidio umano in tanti piccoli borghi montani che rischiano di morire, dove non ci sono servizi nè per gli anziani nè per i bambini, dove è difficile vivere per una famiglia di giovani." In questo contesto l´assessore ha ribadito la valenza multifunzionale dell´agricoltura, anche come presidio per il paesaggio e contro il dissesto idrogeologico. Ha rilanciato inoltre una delle caratteristiche della Toscana, che - ha detto- " è conosciuta nel mondo per il suo civismo." "In questo modo - ha ribadito - noi non facciamo un´operazione di piccolo cabotaggio, ma di grande politica, facciamo vievere la Costituzione, che altrimenti rimane un pezzo di carta, ci presentiamo al mondo come esempio di economia civile, che fa reddito, ma che è capace anche di far ricadere sul territorio i benefici di questo reddito." Infine Salvadori ha lanciato la proposta di presentare all´Expo 2015 di Milano l´agricoltura sociale, portando in quel contesto "un´esperienza forte che rispecchia la carta d´identità stessa della Toscana, che dal rinascimento ad oggi è concosciuta per la sua bellezza, per il suo buon cibo e per la sua cultura, ma anche come esempio di civismo". Fra gli intervenuti al convegno, oltre a rappresentanti di enti, associazioni, imprese che operano nel settore, i parlamentari Manuela Granaiola (Commissione Igiene e sanità del Senato) e Luca Sani (Commissione Agricoltura della Camera), Luigi Martignetti segretario generale rete europea Reves, Massimo Toschi, consigliere della Regione per i diritti dei disabili.  
   
   
MATERA - AGEVOLAZIONI CREDITIZIE ANCHE PER LE IMPRESE AGRICOLE  
 
Una iniziativa lodevole promossa dal Prefetto di Matera, Luigi Pizzi, ma che ora attende pronte e concrete risposte dall’ Abi e dalle banche che operano in Basilicata. Lo ha affermato il presidente della Camera di Commercio di Matera, Angelo Tortorelli, che ha sottoscritto in Prefettura la “Lettera di intenti ” finalizzata ad estendere, anche alle imprese agricole, il contenuto del Protocollo d’Intesa nazionale sulla Comunicazione Finanziaria, già sottoscritto tra Abi e Confindustria. Il documento, sottoscritto alla presenza del Vice Ministro dell’Interno, sen. Filippo Bubbico, è stato elaborato dal Gruppo di Lavoro, istituito dal Prefetto nell’ambito della Ii^ Sezione della Conferenza Provinciale Permanente “Sviluppo Economico e Attività Produttive’’. “Va al prefetto Luigi Pizzi il merito di aver favorito questo percorso – ha detto il presidente della Camera di Commercio, Angelo Tortorelli. Il documento può attivare strumenti finanziari per consentire alle imprese agricole un più agevole accesso al credito, in un momento di gravi difficoltà del sistema economico per la provincia di Matera e per il Paese. Ma occorre che l’Associazione bancaria italiana faccia fino in fondo e in concreto la propria parte, con la dovuta sensibilità e alto senso di responsabilità nel dare risposte agli imprenditori e del mondo agricolo in particolare. Attendiamo, come indicato nell’articolo 1 della ‘’Lettera di intenti’’ che si passi, in tempi brevi, dalle parole ai fatti e che le banche abbiano veramente a cuore le sorti delle nostre imprese’’.  
   
   
L´ORTO BOTANICO DI BERGAMO SARÀ PRONTO PER EXPO  
 
Milano - "La nuova sezione dell´Orto Botanico di Bergamo ad Astino sarà pronta per Expo 2015". Ad annunciarlo, l´assessore all´Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi, che venerdì ha presentato alla Giunta regionale (riunitasi presso l´Università di Bergamo) il progetto. Nuovo Allestimento Da 5400 Metri Quadrati - "Il nuovo allestimento - spiega l´assessore - è stato proposto dal Comune di Bergamo e ci siamo dati subito da fare, con l´indispensabile collaborazione della Sede territoriale regionale di Bergamo, per riuscire a dare un sostegno concreto all´iniziativa". "L´impegno di Regione Lombardia - prosegue Terzi - è di sostenere metà dei costi di realizzazione, pari a 300.000 euro. Serviranno per allestire un´area di 5400 metri quadrati, adiacente al Monastero, che diventerà un vero e proprio sito espositivo naturale dei temi di Expo 2015". 2000 Specie Vegetali - "Il progetto - prosegue la titolare regionale dell´Ambiente - prevede la realizzazione di percorsi per il pubblico, con la messa a dimora di almeno 2000 varietà vegetali". "Per farlo - precisa - lo spazio verrà affidato a team composto da un giardiniere esperto e da un operaio agricolo, che lavoreranno a tempo pieno per due anni. Il risultato sarà duplice: un museo e un luogo dedicato all´educazione ambientale". Orto 100 Per Cento Bergamasco - Nel terreno scelto ci saranno percorsi per il pubblico realizzati con materiale locale. "Vogliamo sottolineare l´appartenenza al territorio e ai suoi valori - fa presente l´assessore Terzi -. Per questo, utilizzeremo conci di pietra e cordoli in legno, provenienti dalle operazioni di recupero del Monastero, nonché lastre a spacco naturale di cava di forma irregolare in pietra, senza alcuna lavorazione. Il nuovo orto botanico sarà bergamasco al 100 per cento". Il terreno verrà preparato mediante lavorazione meccanica fino a 15 centimetri e con successivi passaggi di affinamento meccanico e manuale. Saranno eliminati ciottoli, sassi ed erbe, mentre le parti non raggiungibili dalle macchine saranno completate a mano. Ruolo Di Astino In Expo - "La sezione di Astino dell´orto botanico - precisa Terzi - sarà uno strumento importante per dar corpo alle attività di educazione ambientale nell´ottica di un nuovo e più equilibrato rapporto tra uomo e natura, in perfetta coerenza con gli obiettivi perseguiti da Expo 2015". "Una conferma - prosegue l´assessore - che, per la Regione, questo grande appuntamento non servirà solo a Milano, ma sarà un´opportunità per tutta la Lombardia. Vogliamo puntare su uno spazio amatissimo dai Bergamaschi, già teatro, in questi mesi, di importanti lavori di restauro. Il Monastero e la sua splendida conca diverranno anche centro di educazione e sperimentazione, dotato di spazi per la didattica e per eventi culturali". Bergamo Capitale Educazione Ambientale - "Durante la Giunta di venerdì - aggiunge l´assessore - è stato dato anche il via libera alla candidatura di Bergamo ad ospitare, nel 2014, la seconda edizione della Giornata europea dell´Educazione ambientale". "Anche in questo caso - spiega Terzi - l´idea è venuta dal Comune, e la Regione non ha esitato ad appoggiarla: le tante iniziative presenti sul territorio la rendono un palcoscenico perfetto per un evento così importante, che verrà organizzato nell´ambito della Presidenza lombarda dei ´Quattro motori per l´Europa´". "Quest´appuntamento, che viene dopo quello di Lione del 2013 - precisa - servirà a lanciare una rete europea sull´educazione ambientale, tema in cui la Giunta regionale crede moltissimo. In questo progetto avremo il prezioso supporto di Weec (World environmental education congress) e Fla (Fondazione Lombardia per l´ambiente)". "Va da sé - conclude l´assessore Terzi - che, sia quest´evento che il progetto dell´Orto botanico, legati alle tematiche Expo, non fanno che confermare il ruolo di Bergamo quale capitale della cultura e dell´educazione ambientale" Polenta, Fava: elemento culturale del territorio Bergamo - Un prodotto che si emancipa, che da povero e di sussistenza per antonomasia diventa alimento gourmet, mescolando tradizione, cultura, esperienza e capacità produttiva. E´ la polenta, oggetto simbolo di un´alimentazione che ricordiamo lontana, legata alle ristrettezze dei tempi di guerra, che invece oggi sempre più assurge al ruolo di "elemento culturale ed economico di un territorio" come ha ricordato l´assessore regionale all´Agricoltura Gianni Fava, intervenendo a Bergamo al convegno "Polenta bergamasca e dintorni", organizzato dall´Associazione Promozione del Territorio in occasione di Gourmarte 2013. Apprezzata Ovunque - "Eppure non ci siamo ancora affrancati dalla logica per cui a volte ci si debba trovare quasi in imbarazzo parlando di polenta, quasi fosse un antidoto alla modernità - ha detto Fava, ricordando che nel suo recente viaggio promozionale a Hong Kong "di fronte a un piatto con la polenta il cuoco si era premurato di ricordare che era realizzata con farina bergamasca". Esempio Di Globalizzazione - Torna ancora una volta il tema della promozione. "Prodotti come la polenta - ha detto Fava - vanno ´promozionati´ lanciando e rilanciando iniziative come Gourmarte, che sono attese a diventare appuntamenti fissi". Del resto, ha ricordato l´assessore, per quanto "simbolo della tradizione" la polenta, e la farina di mais prima di tutto, rappresentano "uno dei primi casi di globalizzazione: pianura padana e provincia bergamasca hanno dovuto attendere la scoperta dell´America perché il mais diventasse parte integrante della nostra terra e della nostra cultura alimentare". Ricerca E Innovazione Per La Qualita´ - Parlare di polenta oggi è tutto fuorché essere fuori moda. Ampiamente rivalutata partendo dalle ricette di tradizione, si declina spesso in piatti prelibati rivisitati da grandi chef che non prescindono dalla qualità nella preparazione dei piatti. "Anche nella maiscoltura e nella produzione di farine Bergamo e il suo territorio esprimono un´eccellenza per i livelli molto alti di qualità garantiti dalle imprese - ha ricordato l´assessore regionale - e per la cura e il rispetto dei valori della tradizione. Oggi il focus è sul miglioramento delle caratteristiche di qualità e sicurezza alimentare della granella e delle farine. Anche per questo, grazie all´informazione, c´è voglia di fare rete. Strumento giusto per prepararsi ad affrontare il mercato globale".  
   
   
VITIENOLOGIA TRENTINA, 2013 ANNATA OTTIMA PER VINI BIANCHI  
 
 Il 2013 sarà una annata memorabile non solo per la quantità di uve prodotte ma anche per la qualità dei vini bianchi, in particolare per quelli aromatici. Il tema è stato ampiamente trattato, a San Michele all’Adige, nell’aula magna della Fondazione Edmund Mach, nell’ambito della sesta giornata tecnica della vite e del vino. Nel corso dell’incontro, moderato dal dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico, Michele Pontalti, è stato illustrato l’andamento fitosanitario, che risulta ampiamente sottocontrollo, a parte qualche problema causato dalla flavescenza e da nuovi insetti attualmente allo studio degli esperti di San Michele, e sono stati proposti alcuni risultati delle attività di sperimentazione condotte dal Centro Trasferimento Tecnologico. Report climatico e fitosanitario, aumenta la produzione di uva. Maurizio Bottura ha spiegato che l’aumento di produzione di uva è dovuto a vari fattori tra cui un buon germogliamento, una buona fertilità e una buona fioritura con conseguente ottima allegagione. Il 2013 sarà anche ricordato per il ritardo stagionale dovuto ad un mese di maggio estremamente fresco e piovoso. Qualche apprensione iniziale per la peronospora, pochi problemi creati dall’oidio, qualche preoccupazione, invece, destano la cocciniglia Planococcus ficus e soprattutto i giallumi della vite, con la Flavescenza dorata in espansione su tutto il territorio provinciale. Cocciniglia, qualche danno a Trento sud: fornite le indicazioni per la gestione - Marco Delaiti ha parlato della cocciniglia farinosa della vite (Planococcus ficus), un insetto di recente introduzione in provincia che colonizza vari organi della pianta, debilitando il suo sviluppo e alterando la qualità dei vini in fase di vinificazione. Tipico delle regioni centro-meridionali, è comparso al nord negli ultimi anni e in Trentino ha interessato l’area vitata a sud di Trento, dove in alcuni casi sono stati registrati danni alla produzione. L’insetto è attualmente allo studio presso la Fondazione e sono state illustrate le misure fitosanitarie messe in atto per contrastarlo. Concimazione in viticoltura, risultati pratici di sette anni di prove - Francesco Ribolli ha presentato uno studio condotto da sette anni su Pinot grigio e da tre anni su Chardonnay. Sono stati confrontati, a parità di unità di elementi fertilizzanti, gli apporti con concime minerale e letame bovino. I risultati evidenziano che il ruolo della concimazione non è rilevante ai fini quali-quantitativi della produzione, in particolare nei vigneti situati in terreni profondi e fertili. Contro il mal dell’esca efficace il Trichoderma brevetto Fem - Daniele Prodorutti ha illustrato le numerose sperimentazioni della Fondazione Mach volte a valutare l’efficacia di nuove soluzioni contro il mal dell’esca, una malattia della vite causata da alcuni funghi che penetrano dalle ferite di potatura e si sviluppano nel legno. Anche se l’incidenza della malattia è attualmente bassa, la Fondazione Edmund Mach ha testato alcuni biofungicidi tra cui un prodotto a base di Trichoderma atroviride Sc1 (brevettato dalla Fem) che ha dato ottimi risultati nel prevenire le infezioni. Applicato sulle piante a fine inverno come un normale fungicida, questo microrganismo cresce nelle ferite di potatura e agisce come una barriera biologica evitando l’ingresso dei funghi patogeni per diversi mesi. Contro il Grapevine Pinot gris virus Fondazione Mach in prima linea - Valeria Gualandri ha parlato di un nuovo agente virale che colpisce i vigneti, comparso nel 2003, al quale provvisoriamente è stato dato il nome di Grapevine Pinot gris virus. I sintomi appaiono riconducibili ad una infezione virale e il cui danno più evidente è rappresentato da un calo della produzione con una riduzione della resa. Il problema è stato segnalato anche in Friuli Venezia Giulia Veneto ed Emilia Romagna. Nel corso di quest’anno è partito un progetto specifico che vede la Fondazione Mach collaborare con l’Università di Padova, Università di Bologna, Università di Bari e Istituto di Virologia Vegetale Cnr di Bari. Prove di difesa: nuovi dispenser per la confusione sessuale dell’insetto Eulia - Serena Chiesa ha trattato la problematica Eulia (Argyrotaenia ljungiana o A. Pulchellana), un insetto dannoso per la vite (e altre piante da frutto) la cui larva si ciba di vari organi della pianta, provocando danni soprattutto a fine stagione sui frutti. Per il controllo di questo insetto sono stati provati i nuovi dispenser per la confusione sessuale Isonet La, specifici per Eulia, che impediscono l’incontro e quindi l’accoppiamento degli insetti adulti in vigneto. L’efficacia di questo sistema, già ampiamente applicato in vigneto per il controllo delle tignole della vite, è stato valutato in sperimentazioni effettuate in diverse aree del Trentino nelle annate 2012 e 2013, su un totale di 490 ettari. Vendemmia 2013, ottima annata per i vini bianchi, soprattutto aromatici - Mario Malacarne e Luciano Groff hanno spiegato che dopo molti anni nei quali si era soliti iniziare la vendemmia verso la fine di agosto, quest’anno in Trentino si è dato inizio alla raccolta con un ritardo di dieci-quindici giorni rispetto al 2012, causa il ritardo vegetativo legato alla primavera fredda e alla siccità estiva. La vendemmia delle varietà a frutto bianco ha goduto di un andamento stagionale favorevole che ha permesso di recuperare le gradazioni zuccherine delle uve. L’andamento climatico favorevole nella fase finale della maturazione delle varietà bianche e la sanità dei grappoli sono i punti di forza di una qualità ottima dei vini bianchi aromatici e non del 2013. Fermentazioni molto regolari, un ruolo positivo può essere imputato ai bassi valori di pH e alla buona concentrazione di nutrienti azotati nei mosti . Il Programma Vite: uno strumento di pianificazione congiunta con le imprese - Claudio Ioriatti ha illustrato il programma vite ed i risultati conseguiti dai ricercatori e sperimentatori della Fondazione Mach nel primo periodo di attività. In particolare è stato presentato il sito web attraverso il quale si intende veicolare le informazioni su attività e risultati che di volta in volta verranno prodotti. L’obbiettivo è mettere a disposizione del sistema viti-vinicolo trentino uno strumento che fornisca la possibilità di aggiornamento, ma soprattutto che consenta di intervenire sul programma stesso attraverso osservazioni e proposte.  
   
   
AREZZO - PROGETTO "OLIO CONSORZIO IGP OLIO TOSCANO"  
 
Ha preso avvio, per il secondo anno consecutivo, il Progetto “Olio Consorzio Igp olio toscano”, promosso dalla Camera di Commercio di Arezzo in collaborazione con l´Associazione Strada del Vino Terre di Arezzo, con la Provincia di Arezzo, con le Associazioni di categoria ed Aicoo. Il Progetto ha lo scopo di promuovere e valorizzare le aziende e le produzioni tipiche del territorio, attraverso la realizzazione di numerosi eventi ed iniziative di comunicazione, promozione e didattico-divulgative. Sono previste anche serate di degustazioni gastronomiche in alcuni ristoranti selezionati dove saranno presentati menù realizzati per esaltare le qualità organolettiche dell´olio d´oliva.  
   
   
FIRENZE - "QUALIFICAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL LATTE DEL MUGELLO  
 
Si terrà martedì 17 dicembre dalle 10 alle 13 nella Sala del Caminetto di Villa Pecori Giraldi, in Via Togliatti a Borgo San Lorenzo un incontro finalizzato a presentare i risultati ottenuti dal progetto Qualificazione e valorizzazione del latte del Mugello grazie al contributo della Camera di Commercio di Firenze. Le attività condotte hanno definito e sperimentato un modello per indagare le caratteristiche del latte del Mugello, basato su metodi tecnico-scientifici per lidentificazione, misurazione e valutazione di indicatori qualitativi e oggettivi, intrinseci al prodotto e alla specificità del territorio nel quale il latte viene prodotto. Lobiettivo è determinare informazioni sulle caratteristiche organolettiche, qualità nutrizionali e salutistiche del latte di alta qualità e biologico del Mugello, utili a promuoverne la conoscenza e il consumo. Il progetto è stato realizzato da: Cooperativa Agricola di servizi Cooperlatte, Centro Risonanze Magnetiche, Università degli Studi di Firenze, Ego-creanet associazione senza fini di lucro.  
   
   
PAVIA - CAMPAGNA RISICOLA 2013 /2014, IN CALO I PREZZI ALL´INGROSSO  
 
La campagna risicola 2013/14 si è aperta ad ottobre con prezzi all’ingrosso dei risoni attestati su livelli inferiori rispetto alle ultime rilevazioni della precedente. Lo rileva la Camera di Commercio di Pavia in un’analisi realizzata sui prezzi all’ingrosso dei risoni insieme con Borsa Merci Telematica Italiana. Particolarmente negativo il confronto per le varietà Indica da esportazione, attestate sulla piazza di Pavia su valori di esordio inferiori del 25% rispetto alla chiusura della campagna 2012/13. Hanno fatto eccezione, invece, i risoni del gruppo Lunghi A (Arborio, Carnaroli, Baldo), che, oltre ad aver aperto su valori in linea con la precedente annata, hanno mostrato sin dalle prime rilevazioni una fase di decisa crescita, dipesa dalle stime indicanti una contrazione delle superfici coltivate. Per l’Arborio e il Carnaroli, le due principali varietà destinate al consumo interno, la variazione mensile sulla piazza di Pavia è stata rispettivamente del +12,6% e del +15,7%. Peraltro, nelle prime rilevazioni del mese di novembre i rialzi hanno coinvolto tutte le varietà di risone, una dinamica su cui hanno inciso le aspettative circa una riduzione del nuovo raccolto. I Lunghi A hanno registrato ad ottobre una variazione anno su anno positiva anche su base tendenziale: +40,3% per l’Arborio e +25,7% per il Carnaroli sulla piazza di Pavia. Negativo l’andamento per gli altri gruppi varietali: per le varietà Indica ci si è attestati su una variazione annua del -14,4%. “E’ proprio questa la maggiore preoccupazione dei risicoltori – commenta il presidente della Camera di Commercio Giacomo de Ghislanzoni Cardoli – che si aggiunge alla ormai prossima entrata in vigore della nuova Pac con la notevole riduzione degli aiuti in essa contenuti. A questo stato di cose si aggiunge il timore ulteriore che il “Cluster del riso” inserito in Expo 2015, possa rivelarsi il “cavallo di Troia” per la promozione del riso di quei paesi quali Myanmar e Thailandia, potenziali e temibili concorrenti della nostra varietà di riso indica. Occorre quindi prestare attenzione a come si svilupperà tale aspetto in Expo 2015, atteso il fatto della necessità di essere presenti anche nel Padiglione Italia per esaltare la qualità del nostro prodotto a fianco delle altre eccellenze gastronomiche che rendono unico il nostro Paese” Relativamente ai risi lavorati, dopo i mesi di agosto e settembre caratterizzati da una fase di stabilità, ad ottobre si sono registrati ribassi per tutte le varietà, eccetto che per i Lunghi A: +5,8% per l’Arborio e +5,7% per il Carnaroli sulla piazza di Pavia. Per queste varietà è risultata positiva anche la variazione tendenziale, pari a +16,1% per l’Arborio e a +4,2%per il Carnaroli. A conferma di una crescita della concorrenza dei risi esteri sul mercato interno, i dati relativi ai primi otto mesi del 2013 hanno mostrato una crescita anno su anno delle quantità importate dall’Italia sia di risi semigreggi che di risi lavorati, pari rispettivamente a +21,2% e +27,5%. Per i primi si registra l’incremento delle quantità in arrivo da India (+29,6%) e Pakistan (+73,9%), primi due fornitori, mentre per i secondi si sono quadruplicate le tonnellate provenienti dalla Cambogia.  
   
   
GASTRONOMIA: RICETTE ANTICO-ROMANE CON IL FARRO RIPROPOSTE A MONTELEONE DI SPOLETO IN CHIAVE MODERNA  
 
Monteleone di Spoleto – Una “salsiccia” speciale, che all’aspetto sembra in tutto simile a quella consueta, e che al gusto si rivela invece diversa quanto gradevole, fatta com’è di un impasto che al (poco) macinato di maiale aggiunge farro, frutta secca e “garum” (il preparato che nell’Antica Roma costituiva una sorta di condimento universale), con una nota dolce accentuata da una salsa di mosto cotto e mele cotogne. Insieme con altre due ricette inedite, basate sul tema di un “hamburger” a base di farro, uno salato ed uno dolce, si è presentata ufficialmente così la “farsiccia” (neologismo per “salsiccia di farro”), alla Mostra-mercato del Farro “Dop” e dei Prodotti Tipici della Montagna, che si è conclusa a Monteleone di Spoleto. L’occasione è stata una degustazione per la stampa, organizzata dai due fondatori di “Archeofood” (il primo sito italiano dedicato alla storia e alla cultura del cibo), lo storico-archeologo Paolo Braconi, docente di Economia e Cultura dell’Alimentazione dell’Università di Perugia, e lo chef (anzi, “archeochef”, come lui stesso si definisce) Marino Marini di “Slow Food”, entrambi da anni impegnati in una sorta di “archeologia attiva”, che mette a punto, rendendole realizzabili e, come in questo caso, adatte ai palati moderni, le ricette del “corpus apicianum”, quel complesso ricettario che dal Iv secolo dopo Cristo va sotto il titolo di “De Re Coquinaria” di Marco Gavio Apicio (I sec. Dopo Cristo), il più famoso gastronomo e insuperata fonte della cucina della Roma Antica. “Nel ricettario di Apicio, o che comunque va sotto il suo nome – spiega il professor Braconi -, non poteva mancare il farro, e con Marino Marini abbiamo messo a punto queste ricette, rendendole praticabili e accattivanti per il gusto moderno, ma senza discostarci troppo dalla versione originale”. Oltre alla “farsiccia”, è stato presentato il “farburger”, un impasto a forma di polpetta di carne, che rifà sì il verso al classico hamburger, ma è in realtà un intrigante mix di cerali (due tipi di farro, decorticato e perlato, lenticchie, ceci, fagioli), sedano nero di Trevi, cipolla di Cannara e zucchine. “L’effetto visivo è quello di un hamburger – spiega la “chef” Renata Petrangeli, che vive a Monteleone di Spoleto, e che con l’antropologa Marilena Badolato ha messo a punto la ricetta -, una impressione rafforzata dal panino con cui viene servito e il contorno di patatine fritte, che però sono quelle bianche e pregiate di Gavelli: il risultato in bocca è un ‘burger’ vegetariano, ricco di sapori legati al territorio e senz’altro più salutare”. “Ci siamo divertite – continua Renata Petrangeli - a farne anche una versione dolce, con un panino di pasta sfoglia farcito di un composto di pinoli, mele, uvetta e farro perlato, con un cartoccio di ‘patatine’ che sono in realtà bastoncini fritti di crema pasticcera, e con una salsa rossa che simula il ‘ketchup’, ma in realtà è una marmellata di fragole”. “Abbiamo voluto accompagnare alla mostra-mercato del farro e dei prodotti di eccellenza – sottolinea Marisa Angelini, sindaco di Monteleone di Spoleto – una dimostrazione di come essi possano essere valorizzati sia dalla cucina tradizionale che da quella moderna e creativa, nel segno del recupero di una tradizione che non è soltanto gastronomica, ma parla della storia dei territori e dei loro abitanti. È in questo quadro che, con i colleghi di Cannara, Trevi, Sant’anatolia di Narco e Giano dell’Umbria abbiamo celebrato il ‘matrimonio’ tra il ‘farro dop’ e i prodotti-simbolo di quei territori, la cipolla rossa, il sedano nero, la patata di Gavelli e l’olio San Felice”. Il “matrimonio” fra i prodotti di eccellenza è stato pubblicamente festeggiato con una distribuzione in piazza, da parte dei “terzieri” in costume, della “minestra di San Nicola”, una zuppa di farro eseguita secondo tradizione in un capace paiolo di rame.  
   
   
AGRICOLTURA; RIUNIONE "TAVOLO VERDE": UMBRIA TRA LE REGIONI VIRTUOSE PER LA SPESA, PREMIATO IMPEGNO DELLA REGIONE CON AGEA"  
 
"Anche per il 2013 l´Umbria è risultata tra le Regioni italiane più virtuose, avendo realizzato anche in quest´anno dall´inizio di questa programmazione, una spesa di oltre 100 milioni di euro per un totale di oltre 510 milioni, pari a circa il 65 per cento di spesa dell´intera dotazione del programma": lo ha comunicato l´assessore regionale all´Agricoltura, Fernanda Cecchini, durante la riunione che si è svolta ieri presso la sede dell´Assessorato all´Agricoltura, del Tavolo verde con le Oo.pp. Agricole. In apertura dell´incontro l´assessore Cecchini ha fatto il punto sullo stato di avanzamento del Piano di Sviluppo Rurale per l´Umbria 2007-2013, con riferimento alle cose fatte quest´anno e alle opportunità aperte con la nuova programmazione dello sviluppo rurale 2014-2020. In particolare, l´assessore dopo aver evidenziato gli ottimi risultati dell´Umbria, ha evidenziato come "questo obiettivo sia stato raggiunto non solo perché numerosi progetti di investimento sono stati completati, ma anche perché, dopo importati sforzi fatti insieme con ´Agea´, numerose domande a premio presentate nel corso del 2013 hanno avuto il pagamento del saldo proprio quest´anno, riducendo considerevolmente i tempi che in passato invece, hanno rappresentato un forte elemento di criticità". L´assessore ha inoltre esposto lo stato del negoziato politico tra il Ministero dell´Agricoltura e il sistema delle Regioni sulla riforma della "Pac" e sulle prime ipotesi dei criteri di riparto delle risorse assegnate allo sviluppo rurale: "In proposito - ha detto - si è discusso della proposta avanzata dal ´Mipaaf´ di prevedere, a fianco di programmi regionali, una programmazione nazionale su tre temi prioritari, la gestione del rischio in agricoltura, la biodiversità animale e la gestione delle infrastrutture irrigue di grandi dimensioni, ma al riguardo - ha reso noto l´assessore - il sistema delle Regioni non ha ancora trovato un punto di sintesi condiviso". L´appuntamento di stamani è stata anche un´occasione per affrontare altre questioni relative al prossimo bando per Ocm Vino (Misura investimenti) e ad una nuova procedura per la concessione del carburante agricolo agevolato (ex Uma). Per quanto riguarda la misura investimenti nel settore vitivinicolo, l´assessore ha preannunciato "l´emanazione, entro la prossima settimana, del bando pubblico per l´annualità 2013/2014 con un budget complessivo di circa 3,2 milioni di euro", relativamente al carburante agevolato, è stata illustrata la nuova procedura informatica che prenderà il via con il prossimo anno ed avrà come finalità quella della semplificazione dell´attuale iter burocratico a vantaggio dei produttori agricoli.  
   
   
AGRICOLTURA. IL MONDO DEL PRIMARIO VENETO OGGI A CONSULTO PER DEFINIRE IL PSR 2014 – 2020  
 
 Venezia - Il sistema veneto del settore primario si riunisce a consulto, mercoledì 11 dicembre, alla Corte Benedettina di Legnaro, in provincia di Padova, per proseguire il confronto finalizzato alla definizione del nuovo Programma di Sviluppo Rurale regionale per il periodo di programmazione 2014-2020. L’incontro potrà essere seguito anche in streaming collegandosi al portale www.Piave.veneto.it. “Siamo ormai alle battute finali del partecipato e lungo dibattito dal quale scaturirà il prossimo Psr – sottolinea l’assessore all’agricoltura Franco Manzato – ma per la prima volta avremo il nuovo quadro delineato dalle definitive scelte comunitarie”. Nel corso dell’incontro, che inizierà alle 9,30 e proseguirà per tutta la mattinata, saranno presentate le proposte tecniche relative alla gestione sostenibile delle risorse naturali e all’azione per il clima per una crescita sostenibile delle aree rurali. “I rappresentanti del Partenariato – ha ricordato Manzato – hanno formulato in questi mesi osservazioni, proposte e contributi anche mediante la consultazione diretta online con la piattaforma www.Psrveneto2020.it: ne terremo conto nella stesura del nuovo programma”. Anche tutti i materiali ed i documenti a supporto di questo percorso, compresa la lista dei soggetti del Tavolo regionale di Partenariato, sono disponibili nel portale regionale dell’agricoltura www.Piave.veneto.it    
   
   
FILIERA DEL VITIVINICOLO: VALORIZZAZIONE ENERGETICA DELLE BIOMASSE  
 
Venezia - C’è una valenza del settore vitivinicolo che va oltre l’essere un’eccellenza del territorio: le potenzialità dalla valorizzazione delle biomasse per la produzione di energia rinnovabile. Le aziende possono incrementare la propria competitività ed abbattere i costi di consumo energetico utilizzando fonti d’incentivazione per ripagare più rapidamente l’investimento sostenuto, preservando così le condizioni ambientati delle colline del Prosecco. Il settore vitivinicolo risulta particolarmente favorevole per lo sviluppo di una cantina autosufficiente dal punto di vista energetico (zero carbon), in quanto caratterizzato da elevati consumi per la lavorazione e conservazione del vino che possono essere soddisfatti con la generazione di energia rinnovabile da biomasse quali sarmenti e vinacce. Da qui il convegno “Filiera del vitivinicolo: valorizzazione energetica delle biomasse”, in programma giovedì 12 dicembre ore 10.00 presso il Consorzio di Tutela della Denominazione di Origine Controllata Prosecco, via Filodrammatici 3, Treviso. Il convegno rientra nel programma per la promozione di sorgenti rinnovabili nel settore vitivinicolo prevista dal progetto internazionale Gbe-factory, di cui Unioncamere del Veneto è capofila. «Unioncamere del Veneto da sempre vuole favorire le energie pulite e, grazie al progetto europeo Gbe-factory, le fonti rinnovabili sono promosse anche nel settore vitivinicolo» sottolinea Francesco Pareti, vicesegretario generale Unioncamere del Veneto. «Il tema della sostenibilità ambientale - precisa il presidente del Prosecco Doc Stefano Zanette - è un tema a noi molto caro, verso il quale il Consorzio sta profondendo sempre maggiori energie. Una sensibilità in aumento che innanzitutto mira a salvaguardare il diritto alla salute del cittadino preservando il territorio e chi lo vive, dall’altro punta a far conquistare al Prosecco una sorta di passaporto ambientale con evidente vantaggio anche di tutti gli attori del processo produttivo. Il Vademecum Vitivinicolo sottoscritto la scorsa primavera e i cinque progetti avviati dal Consorzio Prosecco doc, in collaborazione col mondo della ricerca e delle Università sul fronte del minor impatto ambientale della produzione, costituiscono esempi concreti dell’impegno del Consorzio e di tutta la filiera, dalla vigna alla distribuzione della bottiglie. Tutto ciò è perfettamente in linea col progetto sulla valorizzazione delle biomasse promosso da Unioncamere che siamo ben lieti di ospitare nella nostra sede». L’appuntamento sarà moderato da Maurizio Melis, conduttore radiofonico del programma Mr Kilowatt in onda su Radio24, e si aprirà con la presentazione del progetto Gbe-factory da parte di Francesco Pareti, vicesegretario generale di Unioncamere del Veneto. Saranno approfonditi i temi della bio-cogenerazione-trigenerazione e degli impianti di pirogassificazione da parte di Enea, Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica. Il professore Giuseppe Toscano dell’Università Politecnica delle Marche parlerà della produzione di agripellet da potatura di vite, seguirà un focus su esperienze e know how già acquisiti nel settore da tre aziende che producono energia utilizzando la biomassa vitivinicola: Turboden di Brescia; Società cooperativa Coal di Motta di Livenza (Treviso); Ingeco di Silea (Treviso). Infine la case-history dell’azienda Salcheto di Montepulciano (Siena) che ha realizzato una cantina zero carbon utilizzando modelli integrati per la produzione di energia rinnovabile.