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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 14 Gennaio 2014
"SCOPERTA DEI GENI DELLE PIANTE & TECNOLOGIE "OMICHE"  
 

Il 17 e 18 febbraio 2014 si svolgerà a Vienna, in Austria, una conferenza intitolata "Scoperta dei geni delle piante & tecnologie "omiche" (Plant Gene Discovery & "Omics" Technologies). Il campo in rapida evoluzione della scoperta dei geni e in particolare delle tecnologie "omiche", indicative di transcrittomica, proteomica, metabolomica, fenomica e altre "omiche", hanno aperto nuove strade nella ricerca sulla biologia delle piante e nello sviluppo delle colture. Questo evento fornirà ai ricercatori accademici e agli scienziati una piattaforma per comunicare i recenti progressi nella biologia delle piante e creerà opportunità per stabilire collaborazioni multilaterali. Per ulteriori informazioni, visitare: http://viscea.Org/index.php/pgd

 

 
   
   
ANIMALI DOPATI E MACELLATI, ZANONI DENUNCIA IL CASO ITALIANO ALL´UE  
 
 “L´ue adotti misure efficaci per contrastare il preoccupante fenomeno dei farmaci clandestini destinati a dopare animali d´allevamento”. Lo chiede con un´interrogazione alla Commissione europea Andrea Zanoni, eurodeputato Pd e vice presidente dell´Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, in seguito allo scandalo degli animali “dopati” scoppiato all’inizio di novembre scorso nel Nord Italia. “Si tratta di una faccenda pericolosissima sia per la salute degli animali da allevamento che per quella dei consumatori che si ritrovano sulla tavola prodotti inquinati da sostanze non controllate e perciò potenzialmente nocive”. Zanoni chiede a Bruxelles di prendere provvedimenti alla luce di quanto scoperto in Lombardia e dell´Emilia Romagna, un’associazione a delinquere dedita alla distribuzione e alla vendita di farmaci provenienti dal mercato clandestino e destinati a “gonfiare” vitelli e maiali degli allevamenti del Nord-italia (Vedi Note). “I farmaci in questione venivano somministrati sia agli animali ammalati che venivano poi macellati, che a quelli sani per accrescerne la massa muscolare. Il tutto avveniva nella più totale assenza di controlli medico-veterinari”, spiega l´eurodeputato. “Dal momento che l´organizzazione in questione sembrerebbe avere ramificazioni anche all´estero (Principato di Monaco, Romania, San Marino), ho chiesto alla Commissione europea informazioni circa eventuali altri scandali simili all´interno del mercato unico europeo, per capire se ci troviamo di fronte ad un episodio isolato o ad una minaccia globale per il consumatore europeo. Ribadisco la mia contrarietà al consumo di carne, tuttavia anche a chi non ha fatto come me la scelta di una dieta vegetariana, va garantita la genuinità dei prodotti alimentari che consuma”, conclude Zanoni.  
   
   
AGROALIMENTARE, VENETO E CINA. AFFARI IN VISTA  
 
Venezia - Il Veneto agroalimentare guarda alla Cina: un mercato di sbocco straordinario per le sue produzioni migliori. E vuole prepararsi al massimo livello, in confronto diretto tra imprese agroindustriali, istituzioni e realtà cinese, con l’obiettivo di presentarsi nel modo più trasparente ed efficace ai consumatori del grande Paese orientale, all’interno di un programma proiettato nei prossimi anni, che prenderà il via martedì 21 gennaio prossimo nella sede di Confindustria Vicenza. “In questa prima occasione – ha spiegato l’assessore all’agricoltura Franco Manzato – intendiamo anzitutto raccogliere le adesioni di interesse da parte della nostra agroindustria nei confronti del Target “Cina”. Con queste partiremo con iniziative formative propedeutiche alla valorizzazione economica e allo sviluppo commerciale, in collaborazione con la Fondazione Italia – Cina, l’Università Ca’ Foscari e Veneto Promozione. L’azione di incoming guarderà anzitutto alle Province cinesi con le quali come Veneto abbiamo già in atto protocolli d’intesa, per allargare progressivamente il raggio di azione a tutto il sistema produttivo veneto interessato e all’intero territorio della Cina. Ma per fare questo dobbiamo avere dimestichezza con gli aspetti legali e contrattuali cinesi, le tipologie di comunicazione, la logistica e la distribuzione, la fiscalità e così via”. L’export del Veneto agroalimentare vale attualmente circa 5 miliardi di euro l’anno (4,821 miliardi nel 2012), per un terzo determinati dal solo vino. In questa cornice generale, tuttavia, il valore dell’attuale export agroalimentare in Cina è decisamente contenuto: non si arriva ai 28 milioni complessivi, dei quali 11 determinati dai vini. “Questo peraltro significa che c’è ampio spazio di miglioramento – ha concluso Manzato – se il sistema Veneto si organizza al meglio verso questo mercato”. All’appuntamento del 21 gennaio interverranno, tra gli altri, Marco Zuccato presidente della Sezione alimentare di Confindustria Vicenza, Raffaele Boscaini presidente di Confindustria Agroalimentare Veneto, lo stesso Manzato, Thomas Albert Rosenthal della Fondazione Italia Cina, Enrico Toti responsabile China Desk Milano, esponenti di industrie agroalimentari che già operano sulla Cina, rappresentanti commerciali cinesi e tecnici regionali.  
   
   
PREZZO DEL LATTE: SARDEGNA, PASSO IMPORTANTE PER RIDARE FIATO AL COMPARTO  
 
 "L´aumento del prezzo del latte ovino, che alle quotazioni attuali rende merito ad un settore importante i cui sforzi non sono mai stati proporzionalmente remunerati, è la conseguenza naturale dell´attenzione che anche la Regione Sardegna ha dedicato, e continua a dedicare, al mondo agropastorale". Lo afferma l´assessore dell’agricoltura Oscar Cherchi, che parla di "passi avanti notevoli grazie ad un´attività armonizzata di quasi tutte le componenti della filiera, a partire dagli stessi allevatori per arrivare fino al consumatore, passando per l’operato delle organizzazioni agricole e, ovviamente, della Regione". L´esponente della Giunta rimarca come l´impegno dell’assessorato sia sempre stato improntato alla ricerca della massima condivisione possibile delle attese degli allevatori ovini. "Un risultato positivo - aggiunge - si può ottenere solo unendo gli sforzi di chi lo cerca davvero, e anche in questa vicenda l’assessorato ha recitato un ruolo da protagonista, fornendo agli allevatori gli strumenti, sia finanziari che di supporto tecnico, per accrescere la qualità e la quantità e la diversificazione delle produzioni, incentivando il benessere animale, migliorando le strutture aziendali, favorendo l’aggregazione fra produttori e, non ultima, promuovendo l’eccellenza delle nostre produzioni in ogni rassegna agro-alimentare, attraverso le manifestazioni fieristiche nazionali e internazionali, e la tutela del prodotto sardo contro le contraffazioni. Ovviamente non possiamo fermarci qui, questo è solo un primo passo che deve darci la spinta per continuare a restituire al comparto la dignità economica che merita e come attività simbolo di un intero popolo legato alle proprie tradizioni. Accolgo quindi con la dovuta considerazione la richiesta di Coldiretti per l’organizzazione di un tavolo condiviso attraverso il quale approfondire le future strategie di sviluppo del settore".  
   
   
OGM: SERRACCHIANI, CHIAREZA DA GOVERNO PERCHÉ FVG SOTTO ATTACCO  
 
 Trieste - "Il Friuli Venezia Giulia - afferma la presidente Debora Serracchiani - è la prima regione che si trova sotto l´attacco degli Ogm e per questo chiediamo al Governo di fare la sua parte e di colmare le lacune attualmente presenti nella normativa nazionale, introducendo apposite norme sanzionatorie che impediscano effettivamente le coltivazioni di Ogm". "Abbiamo predisposto un regolamento regionale di coesistenza - prosegue Serracchiani - per difendere il nostro territorio perché la normativa nazionale è lacunosa e abbiamo proceduto tenendo conto di quanto prescritto dall´Unione europea. Se il Governo ci garantirà che sugli Ogm provvederà in tempi brevi a emanare norme davvero efficaci ed esaurienti, che includano un sistema sanzionatorio, noi siamo anche pronti a non approvarlo, ma nel frattempo non possiamo restare senza nessuna difesa". "Vogliamo anche che sia fatta chiarezza - sottolinea la presidente del Friuli Venezia Giulia - e che gli organi centrali dello Stato riconoscano che la Regione ha fatto e sta facendo tutto quando è nel suo legittimo potere per evitare contaminazioni Ogm alle coltivazioni". "Per questo - aggiunge - chiediamo di essere convocati a Roma dal Governo e dalle competenti Commissioni parlamentari in modo da sgombrare il campo, una volta per tutte e formalmente, da qualunque dubbio in merito alle azioni dell´Amministrazione regionale". "La nostra richiesta - conclude Serracchiani - è più che fondata dal momento che si tratta di una questione che riguarda tutto il territorio nazionale e non solo il Friuli Venezia Giulia".  
   
   
OGM: GIUNTA DIFENDE FVG DA CONTAMINAZIONE  
 
Trieste - "La Giunta regionale si sta impegnando al massimo per difendere il Friuli Venezia Giulia dalla contaminazione ogm: su questo non ci devono essere dubbi né speculazioni". Lo afferma il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello. "Abbiamo già chiarito che la mancanza di un sistema sanzionatorio nel decreto interministeriale del luglio 2013 - spiega Bolzonello - costituisce un limite gravissimo alla possibilità di intervento da parte del Friuli Venezia Giulia come di tutte le altre Regioni italiane. Non basta che il Governo nazionale dica ´no´ al Mon810, bisogna che ci metta nelle condizione di applicare la normativa". "Faremmo volentieri a meno del cosiddetto regolamento di coesistenza, ma vi stiamo facendo ricorso proprio perché vogliamo evitare che si spalanchino le porte agli Ogm. Il regolamento regionale è stato pensato per tutelare la nostra terra da tutte le contaminazioni Ogm, secondo quanto previsto dall´Unione europea e in assenza di altre e più complete disposizioni nazionali". "Chi vuole mantenere il Friuli Venezia Giulia libero da Ogm non dovrebbe demonizzare l´introduzione di un regolamento assai restrittivo, che noi vorremmo operativo prima della prossima semina, perché serve a mettere in sicurezza la nostra agricoltura convenzionale e biologica. Oggi si sono conclusi i tre giorni di consultazione tecnica con i portatori di interesse del sistema agricolo ed ambientale sulla proposta di regolamento regionale, e già da lunedì prossimo valuteremo le possibili scelte successive". "Dobbiamo inoltre tutelarci anche in previsione di una scadenza cruciale, il prossimo 9 aprile, giorno in cui il Tar si esprimerà sul ricorso contro il decreto di luglio 2013. In caso di accoglimento di quel ricorso, allora sì che si spalancheranno le porte agli Ogm, in Regione e in tutta Italia, perciò è meglio garantirsi in anticipo". "Proprio perché non vogliamo diffusione incontrollata di Ogm stiamo intervenendo e - conclude Bolzonello - chiediamo la collaborazione di tutte le forze politiche regionali, delle organizzazioni agricole e di quelle ambientaliste".  
   
   
MADE IN ITALY, GRANO DURO DELL´EMILIA-ROMAGNA ALLA BARILLA: FIRMATO L´ACCORDO PER LA CAMPAGNA CEREALICOLA 2013-2014.  
 
Bologna - Una filiera interamente emiliano-romagnola, dalla terra alla tavola, per una prodotto di eccellenza del made in Italy quale è la pasta. E’ stato firmato a Bologna l’accordo per la fornitura al Gruppo Barilla di grano duro di alta qualità coltivato in Emilia-romagna. L’intesa, valida per la campagna cerealicola 2013-2014, prevede un quantitativo di circa 95 mila tonnellate, pari a una superficie di 16 mila ettari e, tra le novità, un decalogo di sostenibilità introdotto da Barilla. “Con questa intesa diamo certezze preventive di prezzo, qualità e quantità sia ai produttori che alla Barilla - spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – Ciò significa dare stabilità a un comparto importante del made in Italy. D’altra parte quello odierno è l’ottavo rinnovo consecutivo: la migliore dimostrazione della validità di questa iniziativa. Lavoriamo per estenderla anche ad altre filiere. Il futuro dell’agricoltura sta qui”. L’accordo quadro, è stato firmato oggi a Bologna - alla presenza dell’assessore Rabboni - da Luca Virginio, responsabile relazioni esterne per il Gruppo Barilla; Roberto Biribin della Società Produttori Sementi di Bologna in rappresentanza dell’industria sementiera e, in rappresentanza della parte agricola, da Alberto Stefanati (Grandi Colture italiane), Raimondo Ricci Bitti (Op Cereali), Ivan Cremonini (Cerealcap), Paolino Fini (Op Capa Ferrara). Partito nel 2005, per iniziativa dell’assessorato regionale all’Agricoltura, l’accordo ha permesso in questi anni di fare dell’Emilia-romagna uno dei poli di eccellenza nazionali, sia per le rese ad ettaro che sotto il profilo qualitativo, della produzione di grano duro. Un risultato tanto più importante se si considera la forte dipendenza dall’estero dell’Italia in questo settore: a fronte di un fabbisogno da parte dell’industria molitoria nazionale di circa 5,5 milioni di tonnellate di frumento duro, la produzione interna media degli ultimi anni è stata intorno ai 3,5 milioni di tonnellate. In Emilia-romagna grazie all’accordo di filiera con il Gruppo Barilla si è verificato un importante rilancio delle superfici. Il tutto in un mercato dei cereali soggetto ormai da diversi anni a forti tensioni internazionali sotto il profilo dei prezzi, con ripercussioni sull’intera filiera. “Per Barilla questo è un giorno di festa perchè acquistiamo grano e per di più emiliano-romagnolo – ha sottolineato Luca Virginio di Barilla – si tratta di un’esperienza che è un po’ la nostra punta di diamante e non solo a livello nazionale. Per noi infatti è fondamentale assicurare la qualità costante nel tempo del nostro prodotto e questo possiamo farlo solo attraverso contratti a medio-lungo termine”. Raimondo Ricci Bitti, dell’Op Cereali, ha ricordato l’importanza “del decalogo di sostenibilità di Barilla. Esso si affianca al disciplinare di produzione definito dalla Regione che fin dall’inizio di questa esperienza rappresenta la vera base di attività dei nostri agricoltori e centri di stoccaggio. Si tratta di novità che nel corso del tempo porteranno a cambiare lo stesso approccio delle aziende agricole”. Cosa prevede l’accordo - L’accordo quadro coinvolge l’intera filiera di produzione del grano duro per garantire la programmazione della produzione e delle consegne e fare del prodotto coltivato in regione un’alternativa competitiva ai grani di importazione. Molteplici i vantaggi: un’adeguata remunerazione per gli agricoltori, una materia prima di qualità per la pasta Barilla, maggior rispetto per l’ambiente. Tra le novità dell’intesa 2013-2014: una semplificazione del meccanismo di fissazione dei prezzi di compravendita e l’inserimento di un decalogo di sostenibilità elaborato da Barilla per migliorare l’impatto ambientale della coltura favorendo nel contempo la sua resa quanti-qualitativa. Le indicazioni del decalogo, si integrano e si completano con quelle già messe in pratica dal disciplinare di produzione della Regione Emilia-romagna. Il contratto quadro prevede in particolare l’impegno a utilizzare principalmente determinate varietà (Normanno, Odisseo, Levante e Saragolla) adatte all’utilizzo nell’industria pastaria poiché in grado di fornire una qualità di glutine con caratteristiche superiori a quelle della media italiana. Due le modalità per stabilire il prezzo di vendita: una quota legata al prezzo di mercato della Borsa merci di Bologna, con premialità in funzione della qualità, e un’altra legata al prezzo fisso. Sono inoltre stabiliti meccanismi premianti in funzione delle modalità di produzione e conservazione dei grani. Nel dettaglio, il contratto quadro si articola in singoli accordi firmati dal Gruppo Barilla e dai fornitori. A loro volta questi ultimi – Op Cereali, Op Grandi Colture Italiane, Op Capa Ferrara, Cerealcap - stipulano con i singoli agricoltori soci gli impegni di coltivazione, con le specifiche tecniche e le opzioni di valorizzazione del grano duro. La Società Produttori Sementi di Bologna, selezionatrice e costitutrice delle varietà identificate dal disciplinare, sviluppate con un’ attività di ricerca e sperimentazione in parte sostenuta anche dalla Regione, fornisce gran parte del seme necessario alle coltivazioni.  
   
   
AGRICOLTURA, LOMBARDIA: PROSEGUE LA LOTTA ALLA BUROCRAZIA  
 
Milano - Regione Lombardia prosegue nella lotta alla burocrazia inutile e al taglio dei costi per le imprese. La Giunta lombarda ha preso atto di una comunicazione, con cui l´assessore all´Agricoltura Gianni Fava ha fatto una ricognizione sul percorso compiuto in materia di semplificazione nel settore, grazie all´attività svolta dagli Assessorati all´Agricoltura e alla Semplificazione, in stretta collaborazione col presidente Roberto Maroni. Semplificazione Delle Domande Per Il Psr - Innanzitutto, è stata prevista una semplificazione delle procedure relative alla presentazione delle domande e alla rendicontazione delle spese delle Misure del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, inerenti a criteri di selezione delle domande presentate, quantificazione dei massimali di spesa ammissibili a contributo, gestione delle varianti in corso d´opera, verifica dell´effettiva sostenibilità degli impegni richiesti al beneficiario e alla loro verificabilità, utilizzo dei costi standard per la quantificazione dell´importo del contributo, modalità di rendicontazione della spesa sostenuta, documentazione inerente la tracciabilità della spesa. Finanziamenti Più Celeri E Discipline Più Snelle - Semplificate anche le misure per i servizi di consulenza alle imprese agricole e forestali da parte di professionisti, con l´introduzione dei voucher e l´erogazione del contributo direttamente alla società di consulenza. Anche le imprese apistiche hanno beneficiato di una semplificazione per il triennio 2014-2016 sull´assistenza tecnica, la formazione professionale, sostegno nell´acquisto e la sterilizzazione delle arnie. Più snella la disciplina sul sostegno alle imprese agricole per le calamità naturali, nelle procedure per il riconoscimento e la liquidazione dei danni. Allevamenti Suinicoli E Avicoli - Saranno introdotti nuovi criteri per la verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale per gli allevamenti suinicoli e avicoli. Anche le procedure legate alle emissioni in atmosfera di silos, impianti di essiccazione dei cereali, conformemente alle norme nazionali, hanno introdotto esenzioni per i casi considerati scarsamente rilevanti. Sistema Informativo Ottimizzato - "La Regione Lombardia e, nello specifico, l´Assessorato all´Agricoltura stanno procedendo con l´ottimizzazione del sistema informativo e dell´utilizzo dei dati, con uno snellimento sensibile e su larga scala di quelle procedure burocratiche che possono essere eliminate, con un vantaggio concreto in termini di tempi, di costi e di semplificazione della vita stessa delle imprese agricole" ha spiegato l´assessore Fava. Il Lavoro Prosegue - "Siamo consapevoli che il percorso di snellimento degli adempimenti burocratici superflui non è finito - ha proseguito -, ma la linea intrapresa con forza dalla Lombardia segue questa direzione. Nei prossimi mesi, inoltre, sarà operativo il nuovo sistema informativo agricolo, strumento fondamentale per la realizzazione del Registro unico dei controlli in agricoltura (Ruca)". Misure Specifiche - Altri elementi rivolti alla semplificazione di alcune attività specifiche sono stati predisposti con riferimento alle imprese florovivaistiche, alle imprese zootecniche, all´Osservatorio regionale degli agriturismi, al riconoscimento delle fattorie didattiche e quelle sociali, con l´istituzione dell´Albo degli agromeccanici, con la semplificazione delle procedure di registrazione dei prodotti Dop e Igp, attraverso misure rivolte alla redazione semplificata dei Piani assestamento forestale, al riconoscimento dei consorzi forestali, nei confronti della gestione del sistema dell´agricoltura di montagna, delle foreste e nella valorizzazione degli alpeggi. Altri regolamenti improntati alle semplificazione e alla corretta gestione delle risorse del territorio hanno riguardato la tartuficoltura e i funghi, la pesca, la pastorizia ovina vagante.  
   
   
AGRICOLTURA FVG: DEROGA DIVIETO SPANDIMENTO LIQUAMI E MATERIALI ASSIMILATI  
 
Trieste - Considerate le mutevoli condizioni metereologiche nelle campagne del Friuli Venezia Giulia, sarà sospeso temporaneamente il divieto di spandimento dei liquami e dei materiali assimilati. Lo ha stabilito la Giunta regionale, su proposta dell´assessore alle Risorse agricole e forestali Sergio Bolzonello, in considerazione delle abbondanti precipitazioni piovose verificatesi lo scorso mese di ottobre. Mese, che rappresentava l´ultimo periodo utile per l´esecuzione di tali pratiche colturali, prima della sospensione e del consueto divieto invernale. La deroga stabilita dalla Regione sarà valida per 15 giorni a partire dalla data di pubblicazione del provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione (Bur). Rimarrà comunque in vigore il divieto di spandimento dei liquami e di materiali assimilati sui terreni gelati, innevati o saturi d´acqua, nonché, nell´intera area considerata vulnerabile ai nitrati, nei giorni di pioggia e nel periodo successivo a eventi piovosi significativi (vengono considerate tali le precipitazioni superiori a 10 mm. Di pioggia). Tale precauzione mira a evitare che simili condizioni facilitino l´immissione dei fertilizzanti naturali nella falda acquifera, nonché il compattamento degli stessi con il terreno. Nell´ottobre 2013 le piogge abbondanti avevano saturato il suolo dei terreni agrari, impedendo agli agricoltori l´accesso alle campagne. Inoltre, in molte zone del territorio regionale, proprio a seguito di tale situazione anomala e delle avverse condizioni meteo verificatesi nei mesi di aprile e maggi,o che avevano invece ritardato la semina causando lo slittamento dell´intero periodo colturale, la trebbiatura del mais e la raccolta della soia si erano concluse ad autunno inoltrato.  
   
   
SONDRIO - CONTRIBUTI PER IL SOSTEGNO AL SETTORE VINICOLO  
 
La Camera di Commercio di Sondrio ripropone il bando di contributi in abbattimento dei prestiti contratti dalle cantine per il pagamento di partite di uve della vendemmia 2013. Le domande di accesso ai contributi relativi alla terza annualità di questa misura di sostegno al settore vitivinicolo possono essere presentate all’interno di due finestre temporali, la prima entro il 15 gennaio 2014 e la seconda dal 3 al 14 febbraio 2014. Quest´anno l´importo minimo finanziabile è stato ridotto a 15mila euro. L’iniziativa, condivisa all’interno del “tavolo vitivinicolo” e con la collaborazione di Banca Popolare di Sondrio e Credito Valtellinese, è cofinanziata paritariamente dalla Cdc e dall’assessorato all’Agricoltura della Provincia, con una dotazione complessiva di 120 mila euro. Le operazioni ammesse all´intervento sono le cessioni di uve da destinare alla trasformazione in vino a denominazione di origine “Valtellina” realizzate attraverso la sottoscrizione del "contratto tipo" approvato da Cdc e Provincia. In particolare, si finanziano gli acquisti di uve a partire da un importo minimo di 15mila euro - contro i 30mila dello scorso anno e i 50mila della vendemmia 2011 - fino a un massimo di 800mila euro. Nelle precedenti edizioni sono stati 364 i contratti agevolati, per 11.567 quintali di uve e finanziamenti per circa 2,4 milioni di euro. Le condizioni sono estremamente favorevoli rispetto alle attuali condizioni del mercato, concordate con gli istituti di credito locali in base all’accordo raggiunto con Cdc e Provincia. Il tasso di interesse applicato è pari all’euribor aumentato di 250 punti base; le spese di istruttoria sono bloccate a 50 euro e le spese di incasso a un euro. La durata dei prestiti è di 36 mesi, con i primi sei di preammortamento (pagamento dei soli interessi). Grazie al contributo pubblico e alle favorevoli condizioni applicate, il tasso netto delle operazioni si colloca pertanto poco oltre l’1%. Il pagamento delle uve verrà effettuato direttamente dalle banche ai viticoltori, entro il 30 gennaio 2014 (per le domande presentate nella prima finestra temporale) ed entro il 3 marzo 2014 (per le domande presentate nella seconda finestra). "Confermiamo per il terzo anno questa iniziativa, condivisa fin dall’inizio dal Tavolo vitivinicolo, grazie ai positivi riscontri ottenuti con le prime due annualità – sottolinea il presidente Emanuele Bertolini – garantendo un tasso d’interesse estremamente favorevole e assicurando la certezza del ritiro delle uve, grazie al ricorso al contratto-tipo. Quest´anno, con l’ulteriore riduzione dell’importo minimo finanziabile, puntiamo ad allargare la partecipazione delle imprese e a coinvolgere anche le cantine di minori dimensioni, che ritirano limitati quantitativi di uve".  
   
   
PAC, LOMBARDIA: SOSTEGNO ACCOPPIATO A ZOOTECNIA E RISO  
 
Milano - Nell´incontro che l´assessore all´Agricoltura della Lombardia Gianni Fava ha avuto con i presidenti e i direttori dei sindacati agricoli (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Confcooperative, Legacoop) è stata raggiunta, sul tema della Pac, una convergenza circa la necessità che la maggior parte delle risorse erogate con la formula accoppiata (legata cioè alla produzione), che rappresentano il 15 per cento del budget comunitario assegnato all´Italia, siano destinate alla zootecnia e al riso, produzioni tipiche del territorio lombardo e della Macroregione agricola del Nord. Un´intesa che risponde, appunto, alle esigenze del comparto primario lombardo, che produce il 42 per cento del latte, della carne suina e del riso ´made in Italy´. Fare In Fretta Su Ripartizione Risorse - Condivisa dai sindacati agricoli anche la necessità, sottolineata in apertura dell´incontro dall´assessore Fava, "di arrivare in fretta a un accordo sulla ripartizione delle risorse e delle linee principali, in modo da non abbandonare le imprese agricole, considerato ormai che il contributo Pac è parte integrante del reddito aziendale". Fava ha ribadito la propria disponibilità "a farsi carico di portare una posizione lombarda sui temi rilevanti della Pac: l´agricoltore attivo, la black list, i giovani, elementi in grado di creare una forte identità alla prima regione europea in termini di produzione agroalimentare". Riconosciuto Impegno Della Regione - Il confronto con i sindacati agricoli della Lombardia prosegue, "affinché si possa definire il prossimo Programma di sviluppo rurale, nell´attesa che il Ministero delle Politiche agricole sciolga le proprie riserve - ha detto Fava -. Vogliamo accelerare al massimo". Un impegno, quello dell´Assessorato all´Agricoltura della Regione Lombardia, che è stato riconosciuto da tutti i rappresentanti del mondo agricolo lombardo. La missione è quella di sostenere il settore primario in un processo di evoluzione che vede sempre più gli imprenditori agricoli confrontarsi con il mercato e il ricambio generazionale, una delle grandi sfide del futuro. Si A Sostegno Della Meccanica Agricola - "Condivido la posizione dei più importanti costruttori di macchine agricole a livello mondiale, che hanno sollecitato il Ministero delle Politiche agricole a definire la ripartizione dei fondi della Pac e a declinare le linee programmatiche a livello nazionale, affinché le Regioni possano sostenere lo sviluppo e la crescita dell´agricoltura". Anche l´assessore all´Agricoltura della Lombardia Gianni Fava si schiera così a sostegno della linea dei costruttori di macchine agricole. Applicare A Breve Pac - "Da tempo predico celerità nell´applicazione della Pac - ha proseguito Fava -, per non perdere la possibilità di finanziare il comparto agricolo anche nel 2014 con fondi adeguati, e comprendo pienamente le preoccupazioni dell´industria di macchine agricole, fiore all´occhiello della meccanizzazione made in Italy, con una quota export rilevante". Bene Messaggio Di Fieragricola Di Verona - Anche attraverso i fondi della Pac e il ricorso sempre maggiore al contoterzismo, è convinto l´assessore lombardo, si può tracciare un percorso di rinnovamento di un parco macchine mediamente obsoleto. "Per questo - ha specificato - mi schiero al fianco di Fieragricola di Verona, che ha saputo stimolare il dibattito circa una categoria prestigiosa e coinvolta. Non dimentichiamo che attraverso la meccanizzazione agricola trovano concretamente applicazione le dinamiche legate all´innovazione e alla sostenibilità ambientale, economica e della sicurezza sul lavoro".  
   
   
FIRENZE - SELEZIONE REGIONALE DEGLI OLI DI OLIVA DOP E IGP  
 
 La Regione Toscana e Unioncamere Toscana, attraverso Toscana Promozione, con la collaborazione di Metropoli, Azienda Speciale della Cdc di Firenze, divisione Laboratorio Chimico Merceologico, realizzano la Selezione regionale degli oli extravergini di oliva prodotti nella campagna olearia 2013/2014. La Selezione è riservata unicamente agli oli extravergini di oliva Dop e Igp e si propone di evidenziare la migliore produzione olearia toscana, allo scopo di utilizzarla per azioni promozionali, in Italia e all’estero, e, nel contempo, premiare e stimolare lo sforzo delle imprese olivicole al continuo miglioramento della qualità del prodotto. Attraverso la Selezione saranno individuati anche gli oli rappresentativi della Regione Toscana da inviare alla fase nazionale del Concorso “Ercole Olivario” 2014. Per la Selezione regionale degli oli extra vergini di oliva ogni impresa può presentare fino ad un massimo di quattro oli. I campioni devono riferirsi a lotti unici e omogenei di olio certificato di almeno 300 chilogrammi. L’impresa che intende iscriversi alla Selezione regionale degli oli extra vergini di oliva deve inserire la domanda di partecipazione, completa del file dell’etichetta dell’olio, sul sito di Toscana Promozione, secondo le modalità ivi indicate, a partire dalla data di pubblicazione del regolamento sul sito di Toscana Promozione sino al 31 gennaio 2014. I campioni degli oli iscritti alla Selezione dovranno essere poi consegnati entro il 31 gennaio 2014 alla segreteria di Metropoli che provvederà a renderli anonimi e a sottoporli ad analisi sensoriale da parte di una commissione composta da capi panel provenienti da tutte le provincie toscane, in rappresentanza delle commissioni di assaggio riconosciute dal Mipaaf e operanti presso enti pubblici. Tutti gli oli che saranno selezionati, con le loro caratteristiche analitiche e sensoriali, assieme alle informazioni relative all’azienda produttrice, saranno raccolti in un catalogo in lingua italiana ed inglese che sarà distribuito dalla Regione Toscana, Toscana Promozione, Unioncamere Toscana e dalle Cdc regionali nelle occasioni di promozione dei prodotti tipici della regione in Italia ed all’estero. A partire da questa edizione della Selezione, nel catalogo saranno evidenziati con un’apposita menzione i cinque oli con il più alto contenuto in biofenoli e quelle aziende i cui oli sono stati selezionati anche nelle due edizioni precedenti della Selezione. Il catalogo sarà inoltre disponibile anche in versione on line sul sito di Toscana Promozione. Maggiori informazioni ed il regolamento della Selezione sono presenti sul sito di Toscana Promozione. Http://www.toscanapromozione.it/    
   
   
SVILUPPO RURALE, LOMBARDIA: SOLUZIONE PONTE PER IL 2014  
 
Milano - L´assessore all´Agricoltura della Lombardia Gianni Fava ha incontrato, a Palazzo Lombardia, i presidenti e i direttori dei sindacati agricoli (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Confcooperative, Legacoop), per fare il punto della situazione in tema di Pac e Programma di sviluppo rurale (Psr) della prima regione agroalimentare d´Europa. All´incontro è stata presentata al mondo agricolo una prima bozza del Psr lombardo, sulla quale l´assessore Fava ha chiesto di avviare il dialogo. Con una precisazione. "Nel 2014 siamo orientati ad adottare in ogni caso soluzioni ponte su specifiche Misure - ha assicurato Fava - come la 121 sull´ammodernamento delle aziende agricole e la 211 sull´indennità a favore degli agricoltori nelle zone montane". Per fare questo, ha specificato l´assessore, "attiveremo i regolamenti di transizione, non possiamo permetterci di perdere tutto il 2014". Più Soldi Da Regione - In ogni caso le progettualità sul prossimo Programma di sviluppo rurale rimangono subordinate, ha precisato l´assessore lombardo, "agli accordi che verranno definiti in Conferenza Stato-regioni, compresa la ripartizione dei fondi e la quota di cofinanziamento da parte dello Stato, che, dall´85 per cento - contro il 15 per cento delle Regioni nel 2007-2013 - è previsto scenda al 70 per cento, portando il sostegno regionale al 30 per cento". Ripartizione Risorse Penalizza Nord - Alla Regione Lombardia l´ipotesi prospettata è "decisamente migliore di quella iniziale e sul secondo pilastro potremmo avere una cifra maggiore rispetto ai sette anni precedenti". Si parla di 1.161 milioni di euro, il 13 per cento in più, pari a circa 19 milioni di euro l´anno per il periodo 2015-2020. "In ogni caso - ha commentato Fava - siamo alle prese con una ripartizione assolutamente iniqua, che vede oltre il 70 per cento delle risorse destinate all´Italia finire al Centro-sud, fra le aree in convergenza e in transizione. Troppo penalizzante per la vera agricoltura del Nord". Organizzazioni Più Unite - La parola chiave del Psr lombardo - 2015-2020 sarà "competitività", ha spiegato l´assessore, piuttosto che "sostenibilità, elemento rispetto al quale è già assicurata adeguata attenzione nel capitolo degli aiuti diretti". "Bisogna in ogni caso accelerare e chiudere in fretta la partita - ha ribadito Fava - e ritengo che su questa linea debbano spendersi anche le organizzazioni sindacali agricole, magari raggiungendo posizioni comuni a favore dell´agricoltura lombarda". Una grande attenzione verrà assicurata, inoltre, ai giovani e alla meccanizzazione agricola. Sostenere Nostro Sistema Controlli - L´assessore ha anche specificato la propria posizione sui programmi nazionali indicati dal Ministero delle Politiche agricole. "Non condivido l´impostazione del piano assicurativo - ha affermato ancora Fava -, anche se non voglio tenere una posizione eccessivamente rigida, se venisse definito il budget in modo da coprire anche il 2014". "Non condivido, invece, - ha concluso - il finanziamento di un piano irriguo nazionale, ancorché la dote finanziaria sia stata alleggerita da 500 a 300 milioni di euro, ancora tuttavia da definire, così come ribadisco la mia contrarietà al sostegno della biodiversità così come è stato ipotizzato, lasciando cioè in carico alla Lombardia il costo delle consulenze: o lo Stato si fa carico di gestire il sistema allevatoriale in toto, oppure così come l´ha proposto non va bene".  
   
   
PER UNA VITICOLTURA ANCHE NELLE AREE DIFFICILI. GIUNTA VENETA  
 
Venezia - “Puntiamo ad una viticoltura maggiormente sostenibile dal punto di vista ambientale, capace di valorizzare vocazionalità territoriali e varietà particolari in aree solitamente trascurate dal sistema enologico regionale che, voglio ricordarlo, per quantità, varietà, qualità, valore e vocazione all’export è il maggiore d’Italia, paese che è il primo produttore mondiale di vino”. L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato spiega con queste parole il progetto, in collaborazione con Veneto Agricoltura, finalizzato a valutare e valorizzare, dal punto di vista qualitativo, i prodotti ottenuti sia da materiale autoctono sia proveniente dalle varietà resistenti alle principali patologie in aree marginali quali quelle di bassa montagna e alta collina, orograficamente e climaticamente più difficili, ed in quelle litoranee. L’iniziativa è stata approvata dalla Giunta regionale, che per la qua realizzazione ha messo a disposizione 100 mila euro. Il Veneto ha un patrimonio di varietà minori, o comunque legate al territorio per la maggior parte autoctone o di antica coltivazione, che rappresentano un potenziale di offerta che interessa tutte le tipologie, ivi compresi i vini spumanti e frizzanti dei quali è regione leader. In alcune ristrette aree litoranee e delle isole della laguna veneta vi sono vecchi impianti di viti, spesso legati ad antiche comunità monastiche, che rappresentano un grandissimo interesse per il patrimonio genetico che hanno preservato allo scorrere del tempo. Si tratta di varietà di viti, altrove ormai scomparse, in genere pochissimo conosciute e valorizzate. Quanto alle aree orograficamente difficili, il Veneto ha già realizzato con buoni risultati il progetto “Valorizzazione di aree viticole di montagna tramite scambio di know-how”, in collaborazione con il Land della Carinzia, acquisendo importanti esperienze. L’introduzione di varietà tolleranti o resistenti alle malattie fungine, inoltre, potrà consentire la riduzione dell’uso di fitofarmaci. L’ iniziativa verrà attuata tramite la realizzazione e coltivazione di impianti di viti a scopo sperimentale.  
   
   
AGRICOLTURA FVG: INNOVAZIONE E QUALITÀ PER SVILUPPO MONTAGNA  
 
Pozzuolo del Friuli - Qualità, formazione, ricerca, innovazione: sono gli elementi attorno ai quali si può sviluppare l´agricoltura di montagna. E verso i quali si debbono orientare i giovani al fine di valorizzare le proprie potenzialità e per poter concorrere a dare corpo a una filiera, quella del mondo rurale, che in diversi settori deve essere completata con l´apporto di componenti fondamentali. Questi, in sintesi, i contenuti dell´intervento del vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, in occasione del convegno, svoltosi a Pozzuolo del Friuli, all´Istituto professionale agrario Sabbatini, organizzato per presentare i contenuti del progetto Futurbioerbe curato dal Cirmont e volto al recupero e alla coltivazione di erbe alimentari spontanee di montagna, a rischio di abbandono e di estinzione. Un progetto, come ha rilevato Bolzonello riprendendo le parole del direttore del Cirmont, Emanuela Croatto, intervenuta in precedenza, che dimostra come lo sviluppo del territorio possa, e debba, essere correlato alla ricerca. E ancorato alla valorizzazione delle specificità, e delle tipicità. "Occorre - ha sostenuto Bolzonello - che i nostri prodotti migliori siano portati all´attenzione della pubblica opinione, perché fanno parte dell´offerta di pregio del nostro territorio, e lo rappresentano a pieno titolo". Il vicepresidente si è quindi richiamato alla scelta della Giunta regionale di accorpare in un unico assessorato i referati economici, per ribadire che l´agricoltura, l´agroalimentare e il turismo sono settori economici, i quali debbono essere coordinati perché costituiscono il biglietto da visita della nostra realtà Congiuntamente, essi possono assicurare un reale valore aggiunto, ed economicità e lavoro, nelle attività esistenti. E offrire in modo articolato e integrato le ricchezze di un territorio capace di proporre un ricco scrigno di sapori e di esperienze, che sono il frutto anche dello sviluppo della civiltà contadina. Uno sviluppo, che oggi deve però essere perseguito lungo il cammino dell´innovazione e della ricerca, nell´area montana, forse più che altrove. Il progetto Futurbioerbe, realizzato dal Cirmont con la collaborazione della Regione, dell´Ersa, dell´Università di Udine e dell´Ipsaa di Pozzuolo, si è incentrato, dopo la fase sperimentale, sull´individuazione di metodologie colturali adatte al territorio e allo sviluppo. Che sono illustrate in un volumetto presentato nell´occasione, nel quale sono trattate esaurientemente le varietà: Cren, Luppolo, Radicchio da grumolo tipo Rosa di Gorizia, Radicchio da grumolo cul poc, Radicchio di monte, Rapa di Verzegnis. Varietà, ha specificato Bolzonello, che per la loro valenza ed esclusività, possono rappresentare a pieno titolo ed essere un vanto per il settore primario del Friuli Venezia Giulia, specialmente se attorno a esse si saprà creare una filiera che preveda anche le eventuali fasi di trasformazione e possa proporre contemporaneamente altre specificità agroalimentari dell´area.  
   
   
MONTAGNA FVG: QUALITA´, FORMAZIONE E INNOVAZIONE AGRICOLTURA  
 
Pozzuolo del Friuli - Qualità, formazione, ricerca, innovazione: sono gli elementi attorno ai quali si può sviluppare l´agricoltura di montagna. E verso i quali si debbono orientare i giovani, al fine di valorizzare le proprie potenzialità, e per poter concorrere a dare corpo a una vera e propria filiera del mondo rurale. Questi, in sintesi, i contenuti dell´intervento del vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, in occasione del convegno, oggi a Pozzuolo del Friuli per presentare i contenuti del progetto, curato dal Cirmont, e denominato "Futurbioerbe", volto al recupero e alla coltivazione di erbe alimentari spontanee di montagna, a rischio di abbandono e di estinzione. Un progetto, come ha rilevato Bolzonello riprendendo le parole del direttore del Cirmont-centro internazionale di ricerca per la Montagna, Emanuela Croatto, che dimostra come lo sviluppo del territorio possa, e debba, essere correlato alla ricerca ed ancorato alla valorizzazione delle specificità e delle tipicità. "Occorre - ha sostenuto Bolzonello - che i nostri prodotti migliori siano portati all´attenzione della pubblica opinione, perché fanno parte dell´offerta di pregio del nostro territorio, e lo rappresentano a pieno titolo". Il vicepresidente si è quindi richiamato alla scelta della Giunta regionale di accorpare in un unico assessorato i referati "economici" per ribadire che l´agricoltura, l´agroalimentare e il turismo sono settori economici, i quali debbono essere coordinati perché costituiscono il biglietto da visita della nostra realtà. Congiuntamente, essi possono assicurare un reale valore aggiunto, economia e lavoro, ed offrire in modo articolato e integrato le ricchezze di un territorio capace di proporre un ricco "scrigno" di sapori e di esperienze. Il progetto Futurbioerbe, realizzato dal Cirmont con la collaborazione della Regione, dell´Università di Udine e dell´Ipsaa di Pozzuolo si è incentrato, dopo la fase sperimentale, sull´individuazione di metodologie colturali adatte al territorio e allo sviluppo; tra queste, illustrate in un volumetto presentato nell´occasione, le varietà Cren, Luppolo, Radicchio da grumolo tipo "Rosa di Gorizia", Radicchio da grumolo "cul poc", Radicchio di monte, Rapa di Verzegnis. Verietà, ha specificato Bolzonello, che per la loro valenza ed esclusività, possono rappresentare a pieno titolo ed essere un vanto per il settore primario del Friuli Venezia Giulia.  
   
   
AREZZO - PROGETTO START EXPORT PER L´AGROALIMENTARE  
 
Sono aperte le adesioni per il progetto Start (Export) a favore delle nuove imprese esportatrici del settore agroalimentare promosso dalla Camera di Commercio di Arezzo, in collaborazione con Toscana Promozione. Tale intervento è destinato alle imprese che non hanno mai operato sui mercati esteri e alle aziende che non sono esportatrici abituali, interessate ad apprendere e condividere un modello di lavoro che consenta di avviare un percorso di crescita strutturata sui mercati esteri. Il progetto mira a favorire le nuove imprese aretine esportatrici del settore agroalimentare e prevede specifiche lezioni in aula e attività di audit per fornire alla Pmi interessate un approccio commerciale all´export verso i mercati esteri. Le domande delle aziende interessate devono pervenire in Camera di Commercio entro il prossimo 4 febbraio 2014.  
   
   
MASSIMO IMPEGNO DELLA REGIONE PER SUPERARE LE AVVERSITÀ CHE HANNO INTERESSATO L´AGRUMICOLTURA CALABRESE  
 
L’assessore regionale all’agricoltura Michele Trematerra esprime particolare preoccupazione per l’andamento della campagna agrumicola 2013-2014, sia in ordine alla congiuntura economica con stagnazione della domanda che agli eventi, meteorici e naturali, straordinari che hanno interessato, in maniera diversa, le zone produttive a partire dalla Sibaritide fino alla Piana di Gioia Tauro. “L’andamento climatico – ha specificato l’assessore Trematerra - e le inconsuete precipitazioni dei mesi di novembre e dicembre hanno coinvolto l’intera regione provocando, dalla Piana di Sibari in giù, il danneggiamento delle produzioni agrumicole di pregio quali le clementine che, per effetto dell’invecchiamento precoce della buccia o macchia d’acqua, stanno subendo una conseguente grave penalizzazione commerciale. Contemporaneamente, nella piana di Gioia Tauro, l´anomalo ed eccezionale fenomeno della presenza delle polveri generate dalle ceneri vulcaniche dell’Etna trasportate dai venti pare sia in grado di provocare danni alla buccia dei frutti al momento della raccolta, con conseguente penalizzazione commerciale. Di conseguenza – ha rimarcato l’esponente della Giunta -, al fine di individuare le forme più corrette per operare, in attesa della definizione dei danni da parte delle amministrazioni provinciali, responsabili per Legge alla verifica degli eventi indispensabile per portare al riconoscimento dello stato di calamità, garantiamo il massimo impegno e sostegno istituzionale, anche per avviare le opportune verifiche al livello ministeriale, in ordine alla ammissibilità del danno derivante dalle polveri vulcaniche. Pertanto – ha infine assicurato Trematerra - appena in possesso di tutti i dati proporrò alla Giunta Regionale idonea deliberazione di tutte le misure necessarie, compresi anche atti straordinari, da sottoporre al Ministero dell’Agricoltura per attivare tutte le procedure previste”.  
   
   
CAMPANIA: PROGRAMMA SVILUPPO RURALE, SOSPESA GRADUATORIA SOSTEGNO PASCOLO -  
 
 “In esercizio di autotutela della Pubblica amministrazione sarà sospesa la graduatoria pubblica regionale relativa alla misura 214 (azione D) del Programma di sviluppo rurale, che si occupa di pratiche agronomiche conservative e di sostegno al pascolo estensivo in aree destinate al pascolo.” Così Daniela Nugnes, assessore all´Agricoltura della Regione Campania. “Tale provvedimento – aggiunge - si è reso necessario per consentire agli uffici della struttura il riesame di tutte le pratiche bocciate e per garantire, al tempo stesso, la sospensione dei termini per il ricorso al Tar. “Una volta ascoltate le esigenze degli allevatori delle aree interne della nostra regione, abbiamo ritenuto necessario mettere in campo ogni azione utile per tutelare gli imprenditori del comparto e per dare risposte concrete a chi, col proprio lavoro, si impegna per il rispetto e la valorizzazione del territorio. Un territorio che, purtroppo, troppo spesso, viene sottovalutato e che, invece, è una risorsa per l´intera Campania”, conclude la Nugnes.  
   
   
POLITICHE FORESTALI E SVILUPPO RURALE: CONVEGNO A FIRENZE IL 15 E 16 GENNAIO  
 
 Firenze - "Politiche forestali e sviluppo rurale per la programmazione 2014-2020" è il titolo del convegno nazionale che si svolge a Firenze il 15 e 16 gennaio nell´Aula Magna del Rettorato dell´Università (Piazza San Marco, 4). Diviso in 5 sessioni e con una tavola rotonda conclusiva, il convegno affronta le strategie italiane per le nuove politiche agricole comunitarie e la definizione dei nuovi indirizzi che riguardano le modalità di spesa della parte dei circa 54 miliardi di euro della Pac che andrà al settore forestale. Dopo l´apertura e i saluti che saranno affidati, tra gli altri, al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo e al ministro dell´Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Andrea Orlando, le tre sessioni della prima giornata saranno dedicate al bosco come bene culturale, a un nuovo approccio alla biodiversità e alla gestione, la multifunzionalità e la diversificazione dell´economia forestale. Giovedì 16 gennaio saranno affrontate poi una sessione sui prodotti legnosi, una sui cambiamenti climatici e il rischio idrogeologico e concluderà il convegno una tavola rotonda sulla politica forestale nazionale verso il 2020. "Si tratta di un appuntamento che si presenta ricco di novità - annuncia l´assessore regionale all´agricoltura Gianni Salvadori che interverrà all´apertura - si intende infatti promuovere una "gestione attiva" delle risorse forestali favorendo un mutato atteggiamento rispetto al fenomeno dell´abbandono della gestione del bosco che porta comunque a un conseguente aumento delle superfici forestate. Si pensi che dal dopoguerra ad oggi in Toscana ne abbiamo 6000 ettari all´anno". La Gestione attiva delle risorse forestali - Ad oggi viene utilizzato circa il 40% della crescita annua. La gestione attiva, di fatto, privilegia un utilizzo sostenibile del bosco con interventi mirati e economicamente sostenibili. Il che consente un miglioramento dei conti economici considerando che oggi il settore assorbe più risorse pubbliche rispetto al valore della produzione. Al tempo stesso si favorisce la produzione di energia e di legno ma anche la ripresa di altre attività quali ad esempio il pascolo in bosco. Boschi ben gestiti potranno meglio controllare l´invasione della fauna selvatica, in parte anche conseguenza dell´abbandono e ridurre i costi elevati della prevenzione degli incendi boschivi, anch´essi legati all´abbandono e all´incremento di massa legnosa suscettibile al fuoco. Prospettiva nazionale e internazionale - La Regione Toscana vuole contribuire ad attuare il terzo pilastro della gestione forestale sostenibile definita dall´Europa, legato al valore sociale, culturale e paesaggistico dei boschi, fino ad oggi non implementato a livello nazionale ed internazionale. Un rinnovato collegamento fra bosco, agricoltura e zootecnica è la corretta visione che il settore esprime sul tema del paesaggio e della sua pianificazione favorendo uno stretto rapporto fra economia, società ed ambiente, in grado di sostenere anche la qualità del paesaggio. In questo senso il convegno intende promuovere anche il concetto di diversità bioculturale, legata al rapporto fra natura e cultura, anticipando la prima conferenza mondiale per l´implementazione del programma congiunto, promosso da Unesco e Convenzione Mondiale della Biodiversità, sulla diversità biologica e culturale legata al paesaggio rurale. La Regione Toscana (assessorato all´agricoltura) proprio al aprile a Firenze ospiterà la conferenza alla quale parteciperanno più di 250 studiosi ed esperti da 35 paesi.  
   
   
INTERVENTO REGIONALE PER MIGLIORAMENTO ITTICO – AMBIENTALE LAGO DI FIMON  
 
 Venezia - Il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta riceverà dalla Regione un contributo complessivo di 70 mila euro per realizzare un intervento straordinario di ripristino ambientale nel lago di Fimon, finalizzato alla salvaguardia del patrimonio ittico di questo straordinario e particolare specchio d’acqua. Lo ha deciso la Giunta veneta, su iniziativa dell’assessore alla pesca Franco Manzato. In particolare saranno realizzate attività manutentive straordinarie per il controllo delle macrofite acquatiche del lago, dove il Consorzio collabora con la Provincia di Vicenza per una corretta gestione della locale ittiofauna, tenuto conto che la proliferazione incontrollata della componente vegetale sta portando ad un progressivo interramento.