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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 08 Maggio 2014 |
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SCOPERTO PERCHE’ FUNZIONA IL NEUROSTIMOLATORE CONTRO IL MAL DI TESTA DA APPOGGIARE SUL COLLO: BLOCCA L’AMMINOACIDO RESPONSABILE DELL’ECCITAZIONE ELETTRICA DEI NEURONI: IL GLUTAMMATO |
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Milano, 8 maggio 2014 - I neurologi del Besta di Milano Licia Grazzi e dell’Università di Torino Innocenzo Rainero, hanno appena presentato al 66° congresso annuale dell’American Academy of Neurology, svoltosi dal 26 Aprile al 3 maggio a Filadelfia, i positivi risultati della ricerca italiana condotta su pazienti emicranici con età compresa far 18 e 65 anni tramite lo stimolatore vagale esterno gammacore che alle prime avvisaglie di un attacco va poggiato sul collo dove invia stimoli di 90 secondi che agiscono sul nervo vago che qui decorre. 56% Di Efficacia - Con questo stimolatore, da poco inserito anche nel Registro Rdm del nostro Ministero della Salute, nel giro di mezz’ora il dolore è completamente scomparso in oltre la metà dei 96 attacchi trattati (56%) e solo nell’11,5% si è verificata una riduzione moderata La Scoperta: Dolore Stroncato Sul Nascere - Pressoché in contemporanea alla presentazione fatta al congresso di Filadelfia, sulla nota rivista Pain il Professor Michael Oshinsky della Thomas Jefferson University ha svelato il perché dell’efficacia osservata dai ricercatori italiani (e americani, inglesi, ecc. Prima di loro): i microimpulsi elettrici del Gammacore bloccherebbero in 6 secondi il glutammato, il più noto dei cosiddetti amminoacidi eccitatori, cioè i neurotrasmettitori che danno il via alla cosiddetta spreading depression, che è la prima fase dell’attacco emicranico durante la quale si verifica una progressiva e circoscritta riduzione dell’attività elettrica dei neuroni e della circolazione sanguigna cerebrale. Non Piu’ Effetti Collaterali Da Farmaci - Finora ciò era ottenibile con un vecchio farmaco usato nell’epilessia, altra malattia in cui si verifica un aumento del glutammato anche se in misura ben maggiore: si tratta del valproato, usato a dosaggi adeguati all’emicrania per la prima volta nell’88 e nella cefalea a grappolo nell’89. Ora lo stesso risultato senza gli effetti collaterali che un farmaco inevitabilmente si porta dietro aggiunge valore a quanto ottenuto dai ricercatori italiani i cui risultati sono sovrapponibili a quelli ottenuti dal pioniere mondiale di questo trattamento, il Professor Peter Goadsby dell’Università della California di San Francisco e dell´University College di Londra, un’autorità indiscussa nel campo delle cefalee |
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LE RUGHE RIVELANO LA SALUTE DELLE OSSA NELLE DONNE. UN NUOVO STUDIO INDICA CHE QUESTE LINEE SULLA PELLE POSSONO DARE INDIZI SU COME È LA SALUTE DELLE TUE OSSA. |
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Lecce, 8 maggio 2014 - Più si scava il volto a causa delle rughe più sarebbero indicative di una bassa densità ossea. Questa scoperta potrebbe aprire la possibilità di individuare le donne a rischio fratture post-menopausa, senza dover ricorrere a costose indagini, dice il ricercatore Lubna Pal, specialista di Endocrinologia della salute riproduttiva nella scuola di medicina dell´Università di Yale, negli Stati Uniti. Il ricercatore e il suo team, rileva Giovanni D´agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno studiato più di 100 donne tra i 40 e 50 anni e analizzato le rughe sul viso e collo, in base alla profondità delle linee d´espressione. Hanno misurato anche la "fermezza" della pelle sulla fronte e le guance e la densità della massa ossea con un´analisi a raggi x. Le donne con rughe più evidenti avevano una densità ossea inferiore rispetto alle volontarie che avevano la pelle liscia e soda. A quanto pare, le ossa e la pelle condividono alcuni tipi di proteine, meglio conosciute come collagene. Il contenuto di collagene tende a diminuire con l´età e comincia a influire sulla nostra pelle e le ossa. I risultati sono stati presentati al meeting annuale della società dell´endocrinologi nella città di Boston. Tuttavia, studi più approfonditi sono necessari per determinare il legame tra entrambi i fattori, secondo quanto indicato dagli autori della ricerca. |
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SANITA’: PRESIDENTE REGIONE VENETO, “VICENZA BATTE GLI USA. LI’ PIU’ MARKETING MA QUI RISULTATI ECCEZIONALI” |
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Venezia, 8 maggio 2014 -“Cardiochirurgia è una delle tante eccellenze che fanno dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza un modello della miglior sanità veneta. Che battano gli americani è una sorpresa solo per chi non conosce abbastanza la nostra realtà”. Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto commenta gli eccezionali dati sull’attività del reparto di cardiochirurgia del nosocomio vicentino, con 228 valvole cardiache operate, che pone l’equipe del primario Loris Salvador in testa per numero di interventi a tutti i colleghi e le strutture americane. Davanti anche al “guru” della cardiochirurgia Usa David Adams, del Mount Sinai Hospital di New York, che di questi interventi ne ha fatti 166. “Il dato – sottolinea il governatore – non viene da noi, ma dal database nazionale ufficiale dei cardiochirurghi americani, l’Sts, che di fatto certifica la nostra supremazia in questa gara virtuosa a chi cura meglio i propri pazienti”. “Esprimo ai sanitari vicentini tutto il nostro orgoglio per i risultati raggiunti, che dimostrano come tra la nostra sanità e i più celebrati sistemi al mondo la differenza sia soltanto d’immagine. Altrove – conclude il Governatore - sono sicuramente più bravi a fare marketing; qui da noi lavorano tanto, parlano poco e curano i malati al meglio e gratis”. |
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ASSESSORE LOMBARDIA AI GIOVANI: ALCOL CREA DANNI IRREVERSIBILI |
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Milano, 8 maggio 2014 - "In Lombardia abbiamo un elevato gruppo di giovani che sul tema dell´alcol deve essere educato nel sapere che, se preso in sovrabbondanza, crea dei danni irreversibili nella propria storia di vita". "Questo deve farci capire che i giovani devono essere educati a crescere nel modo giusto per prevenire i danni che la salute può subire anche per un semplice aperitivo". Ha trovato una prima significativa risposta l´appello lanciato dal vice presidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia. Aperitivo Analcolico - A Milano, infatti, l´happy hour non sarà più solo "felice", ma anche e soprattutto salutare. Con la presentazione alla stampa, ha quindi preso il via la campagna di sensibilizzazione ´Healthy hour´ che ha scelto proprio uno dei luoghi cult della movida milanese, la zona dell´Arco della Pace. Il bar Living di piazza Sempione è, quindi, il primo dei 100 locali a cui si rivolge questa nuova filosofia dell´aperitivo a base di stuzzichini dietetici e fingers food con verdure, carni bianche e altri alimenti genuini, preparati in modo sano, e innaffiati da speciali cocktail analcolici. Informare I Giovani - "L´alimentazione sana è uno strumento straordinariamente importante e necessario per crescere al meglio e per vivere al meglio i giorni che la vita ci regala" ha ribadito ai giornalisti il vice governatore della Regione Lombardia intervenendo a sostegno dell´iniziativa che ha come primo interlocutore i giovani: "Credo che sia un´iniziativa di formazione e di promozione di buona salute. Dobbiamo educarli a sani stili di vita e il primo argomento per rispettare i sani stili di vita è l´alimentazione: crescono i diabete, le malattie cardiologiche, l´asma e tutta una serie di disagi sul piano della salute che derivano proprio dalla cattiva alimentazione". Pool Nutrizionisti - Un´iniziativa importante che ha trovato l´appoggio incondizionato di un pool di nutrizionisti, tra cui Evelina Flachi specialista in Scienza dell´Alimentazione e docente presso l´Università degli Studi di Milano, che si sono schierati compatti accanto all´assessore alla Salute contro la moda dilagante dell´aperitivo calorico e iper alcolico. |
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RIDOLFI (FEDERLAZIO SALUTE): BENE LORENZIN CONTRO CHIUSURA STRUTTURE PRIVATE |
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Roma, 8 maggio 2014 "Esprimiamo grande apprezzamento per le dichiarazioni del Ministro Lorenzin circa la volontà di rivedere la disciplina relativa alla chiusura delle strutture private in convenzione al di sotto dei 60 posti letto, come inizialmente previsto dal decreto Balduzzi. Sarà necessaria una profonda fase di verifica con la Regione Lazio per comprendere quali strutture sono necessarie al nostro sistema regionale e soprattutto misurare i livelli di qualità erogati dalle strutture private in convenzione anche se accreditate con un numero minore di 60 posti letto. Solo dopo tale verifica sarà possibile prendere decisioni che dovranno per forza di cose considerare anche l´offerta del servizio pubblico". E’ quanto dichiara Alessandro Ridolfi, direttore di Federlazio Salute. |
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SALUTE, MALTRATTAMENTI VADA SABATIA, NUOVO PERCORSO FORMATIVO CONTINUO PER IL PERSONALE |
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Genova, 8 Maggio 2014 - Chiusura del modulo 3D, rimozione dei vertici aziendali, sospensione dell´accreditamento e avvio di un percorso formativo continuo per il personale. Sono questi i principali contenuti della delibera regionale sulla struttura di Vada Sabatia che verrà portata in Giunta venerdì dagli assessori alla salute e al welfare, Claudio Montaldo e Lorena Rambaudi. A distanza di un mese dalle violenze contro i disabili perpetrate da alcuni operatori della Rsa di Vado Ligure gestita dalla Segesta di Milano, si sono concluse le operazioni di verifica istituzionale che erano state preannunciate dalla Regione Liguria. Dopo gli incontri con la Asl 2 Savonese e con Il Comune di Vado si è svolto ieri l´incontro con l´azienda e questa mattina quello con i sindacati. "Dalle indagini compiute – spiegano gli assessori Montaldo e Rambaudi – è emersa la necessità dell´adeguamento della formazione e dell´organizzazione al modello di qualificazione previsto dalla Regione Liguria, a causa delle carenze riscontrate". L´obiettivo, già concordato con le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil presenti all´incontro di questa mattina, è quello di avviare il percorso formativo continuo senza alcun licenziamento e mantenendo in funzione la struttura affinché non venga meno il servizio sul territori, ad esclusione del modulo 3D che verrà definitivamente chiuso. "Dovrà essere l´azienda – spiegano gli assessori – a farsi carico degli oneri della formazione per la riqualificazione del personale". A questo proposito è già stata coinvolta la Provincia di Savona che si occuperà dell´organizzazione dei corsi che, come richiesto dai sindacati, dovranno essere compatibili con l´organizzazione del lavoro. "Le carenze formative che sono state riscontrate – continuano Montaldo e Rambaudi – non erano presenti al momento del rilascio dell´autorizzazione e dell´accreditamento della struttura, ma nel tempo sono venuti meno gli standard necessari". |
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SANITA’: PRESIDENTE VENETO SU ONCOLOGIA IOV E OSPEDALE CASTELFRANCO VENETO. “EVOLUZIONE MIGLIORATIVA DELL’INTERA RETE. NIENTE TAGLI ALLO IOV MA PIU’ ECCELLENZE SUL TERRITORIO” |
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Venezia, 8 maggio 2014 - In merito a quanto pubblicato in questi giorni da organi di stampa sui progetti in materia di terapie oncologiche riguardanti l’ospedale di Castelfranco Veneto e altri nosocomi della regione, il Presidente della Regione Veneto precisa che “si tratta nient’altro che di quanto previsto dal Piano socio sanitario regionale approvato dalla Giunta e dal Consiglio regionale e tradotto operativamente nelle schede ospedaliere allegate al piano stesso”. Il Governatore rammenta che “piano e schede prevedono la realizzazione di una rete oncologica veneta sotto la direzione, il coordinamento e la regia dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova, da anni riconosciuto come Ircss (Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico) ed in costante sinergia con le Università venete ed i centri di ricerca”. “Nelle schede, in particolare - precisa il Presidente - è previsto per Castelfranco Veneto il ciclotrone, la strumentazione per la preparazione dei radiofarmaci per tutto il Veneto Orientale, la chirurgia toracica e altri reparti specialistici. La rete così progettata e incardinata su poli di eccellenza in tutte le province venete, consentirà, tra l’altro, di arginare l’emigrazione di malati oncologici verso il Cro di Aviano (Ud)”. “Il polo oncologico a Castelfranco Veneto altro non è, dunque, che una semplice e intelligente evoluzione di una rete – conclude - che rimarrà sotto lo stretto coordinamento della Iov il quale, oltre agli aspetti scientifici e di ricerca nei quali già eccelle in Italia e in Europa, manterrà intatta su Padova la storica, eccellente attuale organizzazione di ospedalizzazione e cura”. |
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BOLZANO: AVVIATA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE SULLA DEMENZA |
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Bolzano, 8 maggio 2014 - È stata presentata ieri mattina presso l’Auditorium dell’Assessorato provinciale alla sanità in via Gamper a Bolzano la campagna di sensibilizzazione sui bisogni dei malati di Alzheimer e delle varie forme di demenza promossa dall’Assessorato in collaborazione con l´Associazione Asaa - Alzheimer Südtirol Alto Adige. Sono circa 10.000 le persone che in Alto Adige soffrono dell´ampio spettro di patologie caratterizzate dalla demenza, ogni anno si registrano circa un migliaio di nuovi casi e la problematica riguarda circa il 6 - 7% della popolazione altoatesina al di sopra dei 65 anni. Questi in estrema sintesi i dati riguardanti la presenza dell´Alzheimer in provincia di Bolzano presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal direttore dell´Ufficio Ospedali, Ulrich Seitz, dal presidente dell´Associazione Asaa - Alzheimer Südtirol Alto Adige, Marco Trabucchi, e da Günther Donà, componente del direttivo dell´Asaa che per tanti anni ha diretto come primario il reparto di Geriatria nell´Ospedale di Bolzano. "Anche se l´assistenza clinica si colloca prevalentemente in strutture dislocate sul territorio provinciale" ha sottolineato Ulrich Seitz nel corso della conferenza stampa "l´Ospedale è il luogo dove si concentrano molte delle professionalità e delle tecniche utili alla cura degli interessati. La Ripartizione provinciale alla Sanità in collaborazione con l´Associazione Asaa - Alzheimer Südtirol Alto Adige intendono richiamare l´attenzione sui problemi ed i bisogni delle persone affette da demenza e delle loro famiglie con una campagna di sensibilizzazione". Il fulcro della campagna sarà costituito da una mostra itinerante di fotografie, che verranno esposte nei prossimi mesi (da maggio a novembre 2014) negli Ospedali di Bolzano, Merano, Brunico e Bressanone con lo scopo di richiamare l´attenzione sui problemi ed i bisogni delle persone affette da demenza e delle loro famiglie. La mostra sarà accompagnata da relazioni specifiche da parte di esperti in materie di questioni cliniche, giuridiche e di etica. Nel corso del suo intervento il presidente dell´Associazione Asaa - Alzheimer Südtirol Alto Adige, Marco Trabucchi, che presiede anche la Società italiana di psico-geriatria, ha sottolineato la necessità di sensibilizzare in maniera capillare la società altoatesina riguardo alle tematiche dell´Alzheimer e delle varie forme di demenza perché solamente nell´ambito di una società informata ed "accogliente" il malato di Alzheimer ed i suoi familiari possono trovare la necessaria assistenza ed il sostengo indispensabile per affrontare questa complessa malattia. Secondo Trabucchi è necessaria una stretta sinergia tra la ricerca, la clinica e l´assistenza alle famiglie in quanto la demenza non va considerata come una malattia marginale, ma per la sua portata deve essere al centro dell´interesse della società, della sanità e degli ospedali provinciali. La dimensione di questa malattia ha indotto a parlare di "epidemia"; infatti aumenta in termini quantitativi con l´allungarsi della durata della vita. E´ quindi prevedibile un significativo incremento nei prossimi anni delle persone ammalate. L´associazione Alzheimer Südtirol Alto Adige Asaa è una onlus che si è assunta da 15 anni il compito di offrire supporto alle persone colpite da malattie neurodegenerative (sia attraverso gruppi di auto-mutuo aiuto, sia con la disponibilità di un telefono amico), di formare in modo adeguato gli operatori rispetto a malattie troppo spesso trascurate, di creare sensibilità nella popolazione generale per gli ammalati, favorendo la loro accoglienza nelle comunità, di stimolare la creazione di servizi specifici. Gli organizzatori hanno ritenuto che la fotografia abbia una forte capacità di comunicare riguardo alle condizioni di vita e di malattia, meglio di altri media. Lo scopo è trasmettere alla cittadinanza, ma anche agli operatori della sanità, dell´assistenza e del sociale un messaggio forte, per far crescere attenzione e sensibilità verso i problemi di chi è affetto da demenza. La sequenza dei fotogrammi è organizzata in modo tale da focalizzare in ognuna delle 4 mostre su un aspetto particolare della malattia (dalla sofferenza soggettiva, alla procedure diagnostiche, al ruolo dei caregiver, al rapporto con i servizi, ecc.). Il visitatore verrà accompagnato a comprendere la sofferenza degli ammalati, ma allo stesso tempo verrà indotto a costruire una coscienza di attenzione verso le persone e le famiglie colpite, per diffondere nella comunità un impegno di supporto e di condivisione, sempre più necessario di fronte alle crisi che rendono talvolta insopportabile la condizione di malato e quella di famiglia che dona assistenza. Un supporto efficace e costante non è in grado di annullare il dolore fisico e psichico, ma certamente rappresenta un lenimento. La mostra fotografica farà tappa negli ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico e sarà accompagnata da specifici incontri incentrati sulle problematiche di maggiore interesse ed attualità riguardano questa complessa malattia. L´esposizione fotografica farà tappa all´Ospedale di Merano dal 21 maggio al 2 luglio ed il 22 maggio è previsto un incontro con la popolazione incentrato sulle tematiche: I caregiver e i loro bisogni; la giornata di 36 ore, le malattie, la solitudine, la mancanza di informazioni, lo schifo; il problema delle badanti straniere. La mostra passerà quindi all´ospedale di Brunico dal 3 luglio al 15 settembre. Il 3 luglio, alle ore 17, si svolgerà un incontro sulle tematiche: I disturbi comportamentali, i disturbi psichici (I. Parte): allucinazioni, deliri, wandering, aggressività, ecc. La mostra passerà quindi all´ospedale di Bolzano dal 16 al 30 settembre con un incontro fissato al 17 settembre, alle ore 17 sugli aspetti burocratici e giuridici: testamento, amministratore di sostegno, le varie pensioni, l´accompagnamento, l´assegno di cura. L´ultima tappa sarà a Bressanone dal 1° ottobre al 3 novembre e l´incontro (ancora da definire) sarà incentrato sui disturbi comportamentali: depressione, apatia, euforia, ansia ecc. Nel corso del suo intervento Günther Donà, già primario del reparto di Geriatria nell´Ospedale di Bolzano, ha posto l´accento sull´importanza sociale della malattia e sul fatto che essa non riguarda solo il malato ma coinvolge tutta la famiglia. Un aspetto importante è anche rappresentato dai costi diretti ed indiretti che per un malato di Alzheimer possono raggiungere anche gli 80.000 euro all´anno, un´assistenza che per l´80% viene sostenuta direttamente dalle famiglie. |
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VIOLENZA STADI, LOMBARDIA: NOSTRE SOCIETÀ COINVOLGANO TIFOSI |
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Milano, 8 maggio 2014 - "Tra le proposte che ho sentito in questo giorni credo che quella più opportuna sia coinvolgere i tifosi nella gestione anche economica della società come avviene in altri Paesi europei: questa è la soluzione per evitare quello che è accaduto a Roma sabato scorso e che spesso avviene dentro e fuori gli stadi di calcio". Lo ha detto l´assessore allo Sport e Politiche per i giovani della Regione Lombardia spiegando la sua posizione in merito alle soluzioni per battere il tifo violento. "Credo - ha spiegato ancora il titolare dello sport - che le misure repressive come Daspo a vita proposto dal ministero dell´Interno non siano assolutamente sufficienti per sradicare un fenomeno che ha una valenza prima sociale e di costume che di ordine pubblico". "Invito dunque le principali società calcistiche del massimo campionato di calcio a iniziare a mettere in campo iniziative che vadano in questo ordine di cose. Molti paesi - ha concluso - a partire dalla Spagna con il Barcellona lo hanno fatto: dunque lo si inizi a fare anche nel nostro Paese, magari partendo dalle compagini che militano in Lombardia". |
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SPORT: PRESENTATI MONDIALI VOLLEY FEMMINILE A TRIESTE |
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Trieste, 8 maggio 2014 - Nove giornate di gara per 23 incontri. E la squadra più forte al Mondo, il Brasile. È questo il biglietto da visita del girone di Trieste del Campionato del Mondo di pallavolo femminile, che l´Italia ospiterà dal 23 settembre al 12 ottobre prossimi. Il girone B dei Mondiali "Italia 2014", che avrà al Palatrieste come sede e si terrà dal 23 al 28 settembre, e la successiva seconda fase, sempre a Trieste dal 30 settembre al 5 ottobre, sono stati presentati oggi dal Comitato organizzatore, evento al quale hanno preso parte l´assessore regionale allo Sport Gianni Torrenti e il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop. Ma non sarà "solo volley" tra settembre ed ottobre nel capoluogo regionale, ha indicato lo stesso assessore regionale allo Sport, ma un evento dal quale la città di Trieste e la nostra regione possono attendersi anche un significativo ritorno promozionale e d´immagine. Anche per questo motivo, è stato sottolineato, l´Amministrazione del Friuli Venezia Giulia ha dedicato una particolare attenzione alla manifestazione, che si colloca tra i maggiori eventi sportivi che il Friuli Venezia Giulia ospiterà sul proprio territorio nel corso del 2014. Il presidente Iacop, già presente a Parma in occasione del sorteggio che fissò i sei gironi eliminatori, ha parlato di un grande momento di sport per la nostra regione e per il volley, movimento che "al femminile" annovera il maggior numero di praticanti in Italia. Il girone di Trieste, ha sottolineato il presidente del Consiglio, si adatta alla perfezione alle caratteristiche della nostra regione e sarà una vetrina importante non solo per promuovere il Friuli Venezia Giulia anche dal punto di vista culturale e turistico, ma anche occasione di rafforzamento e di crescita dei rapporti con le Nazioni che verranno ospitate. Il girone B, infatti, oltre al Brasile, è formato dalle fortissime Nazionali della Serbia e della Bulgaria, dall´emergente Turchia, dal Cameroun, che ha vinto il girone di qualificazione africano, e dalla vincente del girone Nord-centro America e Caraibi, una tra Canada e Cuba. Nella seconda fase si incroceranno invece nelle sedi di Trieste e Bari le prime quattro del girone A, dove è inserita l´Italia allenata da Marco Bonitta, e le prime quattro del girone D, con i sestetti di Giappone e Cina su tutti. La "macchina" dei Mondiali è già al lavoro ed ad oggi circa 200 persone sono già impegnate in un inteso lavoro di squadra, tra cui un centinaio di volontari, selezionati per lo più nel mondo della pallavolo triestina, come hanno ricordai i responsabili del Comitato organizzatore, Franco Sperpin Rigutti, Alessandro Michelli e Francesco Cipolla (anche nella sua qualità di vicepresidente regionale Coni), nonché il presidente della Federvolley Fvg Giorgio Tirel. |
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