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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 08 Maggio 2014 |
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ANCE SALERNO: DINAMICA IMPRENDITORIALE, CAMPANIA MEGLIO DELLA MEDIA NAZIONALE |
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Salerno, 8 maggio 2014 - La dinamica imprenditoriale nel 1° trimestre del 2014 in Campania è stata meno negativa che nel resto d’Italia. Il tasso di crescita si è attestato al - 0,34% rispetto alla media nazionale del -0,40%. In riferimento alle altre regioni dell’Obiettivo Convergenza solo la Sicilia ha fatto meglio con un -0,22%. I dati – segnalati dal Centro Studi Ance Salerno – emergono dalla rilevazione trimestrale condotta per Unioncamere da Infocamere e disponibile all’indirizzo www.Infocamere.it La Situazione In Campania Se si entra nel dettaglio delle singole province della Campania, si osserva una netta “frattura” tra le province di Benevento, Avellino e Salerno che in termini di percentuali negative sono al di sopra del tasso regionale, e le province di Napoli e Caserta che sono abbondantemente al di sotto. La Campania - pur passando dal -0,08% del pari periodo 2013 al -0,34% del primo trimestre 2014 - si mantiene sotto la soglia di decrescita rilevata in media sul territorio nazionale. Con 10.811 iscrizioni e 12.713 cessazioni perde 1.902 imprese. La provincia che in termini assoluti accusa il maggior numero di cessazioni è quella di Salerno: mancano all’appello 618 aziende (2.514 iscrizioni/3.132 cessazioni). Sempre in termini assoluti la provincia di Benevento perde 356 imprese (628 iscrizioni/984 cessazioni); la provincia di Avellino è in calo di 308 aziende (769 iscrizioni/1.077 cessazioni). La provincia di Caserta contiene meglio degli altri territori le perdite: -150 imprese (1992 iscrizioni/2.142 cessazioni). La provincia di Napoli segnala -470 aziende (4.908 iscrizioni/5.378 cessazioni). Le Regioni Obiettivo Convergenza In questo ambito di riferimento la Campania mostra segnali maggiormente positivi rispetto a Puglia e Calabria, mentre la Sicilia mette a segno una perfomance migliore, sebbene tutte e quattro le regioni restino in campo negativo, come del resto l’intero Paese. In Sicilia nel 1° trimestre del 2014 il tasso di crescita è stato pari al -0,22% (-0,58% nel pari periodo del 2013) con un saldo negativo di 1.033 aziende. In Calabria si sono perse 643 imprese, anche se si è passati (sempre dal punto di vista del tasso di crescita) dal -0,67% del 1° trim. 2013 al -0,36% del 1.° trim. 2014. A superare la media nazionale del -0,40% è la Puglia che evidenzia un -0,66% (comunque inferiore al -0,68% dello scorso anno), con un saldo negativo di 2.498 imprese. Il Presidente Antonio Lombardi: è Un Segnale Importante, Ma Manca Una Strategia Per Sostenere Le Imprese «Nel difficile contesto economico della Campania - commenta il presidente di Ance Salerno Antonio Lombardi - il segnale che arriva dall’indagine Unioncamere ci invita a tenere conto che, nonostante tutto, il tessuto produttivo regionale prova a mantenere le posizioni. Occorre, inoltre, evidenziare che molte cessazioni sono di fatto avvenute nell’ultimo periodo del 2013 e sono state rilevate statisticamente nel primo trimestre del 2014. «È chiaro, quindi - continua Lombardi - che il trend sottolinea un dinamismo da leggere in chiave assolutamente positiva. Ma non può essere ridimensionato il quadro generale nel quale ci muoviamo: il dato sulle iscrizioni del primo trimestre del 2014, come ha spiegato Unioncamere, è, infatti, il peggiore dell’ultimo decennio. Significa che sono ancora in tanti a non mettere in campo progetti imprenditoriali perché condizionati da un clima di incertezza rispetto alle politiche economiche e fiscali». «È auspicabile - conclude Lombardi - che si ponga, quindi, mano al più presto a livello regionale all’attivazione di una strategia realmente condivisa in grado di recepire le istanze dei territori, valorizzando le energie positive ed assecondando la domanda di miglioramento ed efficientamento infrastrutturale che resta il tallone di Achille per gli asset produttivi che, pure, riescono ancora ad essere vincenti non solo sui mercati interni, ma anche su quelli esteri». |
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TRENTO: VELOCIZZAZIONE, SEMPLIFICAZIONE, PARTECIPAZIONE: LE PAROLE D´ORDINE DELLA RIFORMA URBANISTICA |
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Trento, 8 maggio 2014 - Velocizzazione dei tempi di approvazione del Prg-piano regolatore generale, il cui iter, dalla prima adozione a quella finale, non dovrà superare l´anno; semplificazione e sburocratizzazione di alcuni atti e decisioni, come il cambio d´uso degli edifici presenti all´interno delle aree agricole; maggiori responsabilità a Comunità di valle e Comuni, ma anche maggiore partecipazione dei cittadini alla stesura del Piani regolatori. Questi i punti salienti della Riforma Urbanistica licenziata oggi dal Consiglio provinciale, su proposta dell´assessore competente. Una riforma "forte", condivisa dal Consiglio delle Autonomie, che si pone tra i suoi obiettivi anche quello di aiutare la ripresa economica, attraverso l´eliminazione delle strozzature burocratiche e l´accelerazione delle pratiche urbanistiche, compresa la procedura di adozione dei Piani Territoriali di Comunità (in coerenza con quanto deciso per l´approvazione dei Prg). Una riforma che per altri versi attribuisce poteri e responsabilità agli enti locali, alle Cpc-commissioni per la pianificazione territoriale e il paesaggio delle Comunità di valle, e ai cittadini, in ordine alla gestione del territorio e al recupero del patrimonio edilizio nei centri storici. Vediamo qualche dettaglio. Riguardo all´adozione dei Prg, i principali atti pianificatori in capo agli enti locali, vengono posti innanzitutto dei limiti ben precisi ai tempi di approvazione dei relativi atti, sia dei Consigli comunali che delle strutture provinciali, con il risultato che nel giro di un anno al massimo deve essere raggiunta l´approvazione definitiva. In sintesi: dopo la prima adozione e il contestuale deposito del documento per un tempo di 60 giorni per le eventuali osservazioni, il Prg passa all´esame del Servizio Urbanistica attraverso la Conferenza di pianificazione, che mette attorno ad un unico tavolo tutti i Servizi provinciali interessati ma anche il Comune e la Comunità, che in questa sede possono sostenere le proprie tesi riguardo alle previsioni contenute nel documento. La Conferenza produce un parere unico finale, che riassume tutti quelli dei soggetti interessati. Dopodiché il Comune ha tempo 120 giorni per procedere alla definitiva adozione. La novità importante qui è che se il Comune non procede entro questo tempo all´adozione definitiva, il procedimento si estingue. Ciò rappresenta uno stimolo all´adozione del Piano in tempi certi, con l´obiettivo non secondario di riuscire a soddisfare velocemente i bisogni o le esigenze, anche di natura economica, per le quali è stato elaborato. C´è poi anche un´altra fase innovativa che viene introdotta prima dell´inizio della stesura del Piano, che prevede la possibilità per i cittadini di avanzare proposte e osservazioni nei temi inerenti al Prg. Di nuovo, l´obiettivo è creare coesione e partecipazione riguardo alle scelte fondamentali che riguardano il territorio, i centri urbani, le aree agricole e così via. Sul versante della semplificazione, e sempre per rimanere ai Prg, nel caso di varianti per opere pubbliche o urgenti si può anche prescindere dall´adozione definitiva, se dopo la prima adozione, durante il periodo di deposito, non pervengono osservazioni o rilievi del Servizio urbanistica. Fra le altre novità contenute nella riforma, viene eliminato il Comitato per gli interventi in aree agricole; le sue competenze passano alla Sottocommissione tutela del paesaggio della Cup. Vengono valorizzate invece le competenze delle Cpc-commissioni per la pianificazione territoriale e il paesaggio delle Comunità di valle, a cui vengono assegnati i pareri sulle ristrutturazioni edilizie e i pareri preventivi per le procedure di deroga urbanistica. |
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TERRA RUBATA: FERMIAMO IL CONSUMO DI SUOLO, RIGENERIAMO LE CITTÀ DIBATTITO GIOVEDÌ 8 MAGGIO A TORINO |
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Torino, 8 maggio 2014 - Oggi dalle 16.30 alle 19 presso la Sala Stemmi del Palazzo della Provincia di Torino in corso Inghilterra 7, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta organizza un dibattito sul tema della rigenerazione urbana come risposta alla cementificazione incontrollata del territorio, all’emergenza abitativa e alla necessità di ridurre i consumi energetici valorizzando le fonti rinnovabili. Regione e Provincia presenteranno dati e riflessioni sul consumo di suolo nel nostro territorio. L’incontro, a cui sono invitati a partecipare cittadini, amministratori locali, associazioni, candidati alle elezioni regionali ed europee del 25 maggio, è organizzato in occasione della campagna nazionale “Stop al consumo di suolo” di Legambiente. Interverranno: Flavia Bianchi, responsabile urbanistica Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta- Giovanni Paludi, Settore Pianificazione Territoriale e Paesaggistica Regione Piemonte- - Paolo Foietta, Settore Pianificazione Territoriale Provincia di Torino- Sergio Contini, segretario Sunia Torino, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini Assegnatari- Fabio Dovana, presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta- Giovanni Baratta, segretario del Sicet Torino, Sindacato Inquilini Casa e Territorio- Andrea Ballocca, Csi Piemonte- Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente. |
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MONZA E BRIANZA - REGISTRO IMPRESE, SNELLEZZA BUROCRATICA E EFFICIENZA |
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Monza, 8 maggio 2014 - Oggi le Camere di commercio italiane gestiscono il Registro delle imprese, unica anagrafe telematica delle attività imprenditoriali al mondo, accessibile ovunque e in tempo reale, anche al servizio della legalità. Per contrastare la criminalità, più di 80.000 utenze tra Forze dell´Ordine, Ministero degli Interni, Ministero della Giustizia e Ministero della Difesa si collegano in rete al Registro telematico, che traccia tutti i dati delle attività imprenditoriali, raccontando la storia, registrando la nascita e descrivendo ogni trasformazione delle 6 milioni di imprese iscritte nel Registro Imprese in Italia. Un patrimonio di dati, di storie di impresa, di numeri e statistiche, la cui gestione, affidata alle Camere di commercio, fa risparmiare alle imprese circa 100 milioni di Euro ogni anno. È questa la stima dei costi che le imprese pagherebbero in più se il Registro telematico venisse gestito da un’altra Pubblica Amministrazione. Una stima elaborata dalla Camera di commercio di Monza e Brianza, su dati relativi ai bilanci delle Camere di commercio, dati Promo P.a. Fondazione basati sull’efficienza amministrativa, Istat. Una “snellezza” burocratica e un’efficienza amministrativa riconosciute anche dall’ultimo censimento delle Pubbliche Amministrazioni, secondo il quale le Camere di commercio fanno registrare una tra le più elevate diminuzioni del personale tra gli enti pubblici (-13,2% in dieci anni). Del resto, oltre alle risorse che le Camere di commercio riversano sul territorio per la promozione del sistema delle imprese, attraverso iniziative finalizzate all’internazionalizzazione, all’innovazione, all’accesso al credito, gli enti camerali detengono il servizio di deposito dei Marchi e Brevetti per conto del Mise, facendo registrare più di 9mila depositi di invenzioni nel corso del 2013 e l’Ufficio Protesti (nel 2013 ci sono stati 1,2 milioni di effetti registrati tra cambiali, assegni e tratte per un valore di 2,8 milioni di euro). E con lo Sportello Unico per le Attività Produttive (Suap), gestito gratuitamente dalle Camere di commercio per conto dei Comuni, in Italia imprese e amministrazioni comunali risparmiano oltre 40 milioni di Euro all’anno. A supporto della tutela del mercato, le Camere di commercio italiane gestiscono i listini dei prezzi all’ingrosso delle materie prime, da quelli dei prodotti agricoli ai metalli, fino ai prezzi dei materiali e delle opere edili, questi ultimi utilizzati per le gare d’appalto. |
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IMPRESE: FVG FIRMA PROTOCOLLO CON MISE SU RESPONSABILITÀ SOCIALE |
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Trieste, 8 maggio 2014 - La Regione e il ministero dello Sviluppo economico (Mise) avviano una collaborazione organica per diffondere, valorizzare e applicare in Friuli Venezia Giulia le linee guida dell´Ocse (Organizzazione per cooperazione e lo sviluppo economico) e le strategie dell´Unione europea in materia di responsabilità sociale delle imprese. Lo prevede un Protocollo d´intesa sottoscritto ieri a Roma dalla presidente della Regione, Debora Serracchiani, e dal direttore generale per la Politica industriale e la Competitività del Mise, Maria Ludovica Agrò. L´obiettivo è realizzare progetti mirati, tenuto conto che il tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia è formato soprattutto da Piccole e medie imprese e da distretti industriali, con la necessità quindi di coinvolgere direttamente le istituzioni territoriali locali e il mondo associativo imprenditoriale. Con il Protocollo, le parti si impegnano in particolare a definire entro due mesi un Programma operativo accompagnato da un puntuale cronoprogramma per realizzare i progetti. La firma del Protocollo è stata anche l´occasione per approfondire gli indirizzi strategici del Piano di azione nazionale per la responsabilità sociale d´impresa 2012-2014, che è attualmente in fase di rinnovo e aggiornamento, e le linee guida dell´Ocse per le imprese multinazionali, che anche l´Italia ha sottoscritto istituendo un Punto di contatto nazionale (Pcn). I Governi aderenti propongono alle imprese multinazionali, e alle aziende fornitrici, di adottare volontariamente le linee guida per migliorare il clima degli investimenti internazionali, in materia per esempio di rispetto dei diritti umani, occupazione e relazioni industriali, ambiente. Tutti i soggetti interessati possono ricorrere con un´istanza al Pcn, che funge da sede non giudiziale di composizione delle controversie. In proposito, Mise ha assicurato la massima disponibilità nell´offrire collaborazione. |
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ACCORDO DI PROGRAMMA FROSINONE-ANAGNI, PRESENTATI PROGETTI DI INVESTIMENTO PER 180 MILIONI |
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Roma, 8 maggio 2014 - Sono in arrivo per la Ciociaria investimenti industriali per 180 milioni di euro, grazie all’Accordo di Programma per il rilancio e lo sviluppo industriale del sistema locale del lavoro di Frosinone – Anagni che prevede interventi complessivi in favore delle imprese per 91 ml di euro (30 del Mise e 61 della Regione Lazio) tramite l’utilizzo dei Contratti di Sviluppo, l’accesso con premialità a bandi regionali Por-fesr e percorsi di riqualificazione, formazione e reinserimento lavorativo. Il 16 aprile scorso è infatti scaduto il tempo concesso alle imprese per presentare i loro progetti d’investimento e le relative domande di agevolazioni a valere sullo strumento dei Contratti di Sviluppo: 40 ml di euro sono le risorse complessivamente messe in campo per tale intervento, di cui 30 dal Ministero dello Sviluppo Economico e 10 dalla Regione Lazio. Quattro i progetti di investimento che sono stati depositati, da parte di altrettanti grandi gruppi industriali, due del settore automotive e due del settore farmaceutico. Gli investimenti previsti dai quattro progetti nell’area interessata dall’Accordo di programma hanno un valore complessivo di poco più di 180 milioni di euro (180.482.000 euro), per un totale di agevolazioni richieste di oltre 92 milioni di euro (92.890.000 euro). Le domande di adesione all’avviso pubblico sono adesso al vaglio di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa che- entro il mese di giugno- dovrà valutarne la validità formale e procedere alla valutazione di merito. Alla fine di questo percorso sarà possibile ragionare intorno alla ricaduta occupazionale sul territorio dei progetti in questione. “Ora- afferma il Vice Ministro allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti- il sostegno e il rilancio del sistema industriale di un’area pesantemente colpita dalla crisi possono davvero ripartire. Così come può avere una prospettiva concreta anche il futuro occupazionale della Ciociaria. Grazie al decreto ‘Fare’, infatti, il Governo mette a disposizione strumenti in grado di agevolare la riconversione di attività produttive da molto tempo in difficoltà”. “Si tratta –spiega il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – di un punto di partenza molto rilevante per il rilancio dell’economia della Ciociaria ed è un elemento molto concreto dopo tanti anni di parole. Tornano gli investimenti e la creazione di posti di lavoro veri contro il rischio di desertificazione industriale. Un buon segnale che deve spingerci a continuare ad innovare le politiche per lo sviluppo.” “Inoltre – aggiunge – all’opportunità offerta dai Contratti di Sviluppo, si sommano anche i bandi regionali che stiamo continuando a mettere a disposizione delle Pmi del Lazio utilizzando i fondi europei che prima non venivano spesi e che, proprio grazie all’Accordo di Programma, consentono una maggiore intensità di aiuto proprio per le imprese dell’area Frosinone-anagni”. |
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LABORATORI DAL BASSO AL NEXT DI LECCE |
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Valenzano, 8 maggio 2014 - L’8 maggio approda a Lecce Next, il progetto della Repubblica delle Idee per raccontare gli innovatori in un tour che percorre l’intera penisola. Dopo Milano e Matera, tocca infatti a Lecce raccontare le storie in cui la cultura e l’innovazione sono protagoniste assolute: storie di startupper che ce l’hanno fatta e di quanti ce la stanno mettendo tutta. A partire dalle ore 20 sul palco del teatro Paisiello, Riccardo Luna presenterà le 17 esperienze di innovazione di giovani pugliesi, tra cui la misura Laboratori dal Basso promossa da Arti e Bollenti Spiriti. Sarà Annibale D’elia, che dirige l´ufficio Politiche Giovanili e Legalità della Regione Puglia, a illustrare questa best pratice, che permette ai giovani di costruirsi occasioni di formazione e crescita imprenditoriale. Partendo dalla domanda e non dall’offerta, l’azione punta a rafforzare le competenze di chi fa impresa, incoraggiare la condivisione della conoscenza e lo scambio di esperienze tra generazioni. La prima edizione della misura si è conclusa con un bilancio estremamente positivo. Sono stati realizzati 54 Laboratori e 22 Testimonianze per più di 3.000 ore di formazione (fruibili anche in streaming) e con il coinvolgimento di più di 430 docenti provenienti da tutto il mondo. A questi dati si aggiungono i numeri di una crescente community online, che può costantemente fruire delle registrazioni delle lezioni e accedere al materiale didattico, reso disponibile sul sito. La seconda edizione, partita il 7 gennaio scorso e attualmente in svolgimento, si caratterizza per un’offerta formativa molto variegata, con Laboratori che spaziano dall’agricoltura naturale al visual journalism, dal turismo esperienziale all’edilizia sostenibile. Per ulteriori informazioni: www.Laboratoridalbasso.it |
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IMPRESE, LOMBARDIA: LA NOSTRA LEGGE HA STRUMENTI CONCRETI
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Lecco, 8 maggio 2014 - "La Legge ´Impresa Lombardia´ contiene una serie di strumenti importanti e concreti per le imprese in termini di semplificazione e sburocratizzazione, migliore accesso al credito e investimenti in ricerca e innovazione. Gli incontri che stiamo svolgendo in tutte le province servono proprio a far conoscere le misure che Regione Lombardia sta mettendo in campo per stare sempre più vicino a imprenditori e lavoratori e per raccogliere i bisogni che emergono dal territorio". E´ quanto ha detto, a Lecco, l´assessore regionale alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione, in occasione dell´incontro con le realtà produttive e imprenditoriali della provincia, che si è svolto presso la Sede territoriale di Regione Lombardia. Prima dell´incontro l´assessore ha fatto visita all´azienda Omet Srl. I Principi E Gli Strumenti - La Legge, ha ricordato l´assessore, è stata approvata all´unanimità l´11 febbraio scorso, pubblicata il 19 febbraio ed è basata su quattro principi fondamentali: la fiducia reciproca tra imprese e Istituzioni, la responsabilità condivisa, la sussidiarietà, l´innovazione. Accordi Competitività - Tra i principali strumenti contenuti nella Legge, l´assessore ha ricordato gli Accordi di competitività: "Si tratta - ha spiegato - di intese sottoscritte con gli Enti territoriali, le imprese, il sistema camerale e le parti sociali, grazie alle quali si può agire sulla defiscalizzazione e costruire zone a burocrazia zero, incentivando anche gli investimenti in ricerca e innovazione". Dal 5 aprile si è aperta la possibilità per le imprese di inserire manifestazioni di interesse per questa misura. Leuci - Proprio l´Accordo di competitività, ha aggiunto, potrebbe essere lo strumento per affrontare la vicenda della Leuci. "La cosa principale - ha detto l´assessore, che ha incontrato anche oggi i lavoratori della Leuci - è che ci vuole un imprenditore disposto a investire e intervenire, poi si potrà procedere. Noi siamo pronti a mettere a disposizione strumenti attrattivi e facilitanti per chi vuole rilanciare le attività produttive con l´abbattimento degli oneri finanziari e fiscali, ma è necessario che ci sia l´iniziativa di un imprenditore. C´è già la possibilità di inserire manifestazioni di interesse per gli Accordi di competitività". Altre Misure - Tra le altre misure adottate da Regione Lombardia l´assessore ha ricordato: strumenti di accesso al credito facilitanti e diversificati a seconda delle dimensioni dell´impresa; la rivisitazione del sistema delle garanzie; la comunicazione unica e il ´Fascicolo elettronico d´impresa´; la Conferenza dei servizi telematica; la revisione del sistema dei controlli. Impugnativa - Circa l´impugnativa da parte del Governo su alcuni punti della legge (tra cui la moneta complementare e il ´made in Lombardy´) l´assessore si è detto fiducioso sul fatto che "si potrà trovare un accordo anche alla luce delle controdeduzioni che abbiamo già inviato". "Sono convinto - ha aggiunto - che nella legge non ci sia nulla di anticostituzionale. Anzi, la nostra legge potrebbe essere replicata a livello nazionale. In ogni caso, non c´è la sospensiva, per cui la norma va avanti". |
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IDEAL STANDARD: REGIONE FVG CONVOCA TAVOLO OGGI A UDINE
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Trieste, 8 maggio 2014 - La presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha convocato per oggi a Udine, nella sede della Regione alle ore 16.30, un incontro per la valutazione della difficile situazione dello stabilimento Ideal Standard di Orcenico di Zoppola (Pordenone). Alla riunione sono stati invitati la Provincia di Pordenone, il Comune di Zoppola, i consiglieri regionali del territorio, le Rsu, i sindacati di categoria, Unindustria Pordenone e i rappresentanti di Ideal Standard. Alla convocazione del tavolo non ci sarà la proprietà, a causa, è stato ufficialmente comunicato, "di impegni già fissati". Ideal Standard ha dato invece la disponibilità a partecipare alla riunione già convocata presso il ministero dello Sviluppo economico per il prossimo 13 maggio. Secondo il vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive Sergio Bolzonello, l´assenza della proprietà conferma un atteggiamento di chiusura che le istituzioni e i lavoratori non meritano, soprattutto in una transizione così complessa. |
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