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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 08 Maggio 2014 |
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AIUTI DI STATO: LA COMMISSIONE EUROPEA APPROVA LE MODALITÀ DI FINANZIAMENTO RIVISTI PER EMITTENTE BELGA RTBF |
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Bruxelles, 8 maggio 2014 - La Commissione europea è giunta dopo un´indagine del caso, ha concluso che le modalità di finanziamento modificato per la Rtbf, la lingua francese emittente pubblica del Belgio, è compatibile con le regole comunitarie sugli aiuti di Stato. Nel corso dei negoziati con la Commissione sulla compatibilità del regime di finanziamento Belgio ha fatto una serie di impegni. Così, il mandato di servizio pubblico della Rtbf deve essere formulata e assicurarsi chiaro che la Rtbf non riceve più fondi pubblici che deve assumersi le proprie responsabilità come un´emittente di servizio pubblico, e vengono utilizzati fondi pubblici per le attività commerciali in cui il Rtbf con aziende private in concorrenza, che non ricevono aiuti. Belgio ha ora un anno per adempiere a tali impegni. L´indagine della Commissione si è basata su una denuncia, l´Associazione di stampa francofona in Belgio ("Journaux francofoni Belges" - jfb) è stata presentata nel febbraio 2011. Principali preoccupazioni della Commissione relative alla definizione imprecisa della missione di servizio pubblico, in particolare in relazione ai nuovi servizi multimediali (come ad esempio le attività online della Rtbf), il campo di applicazione inadeguata della valutazione preliminare e il meccanismo chiaro per evitare una sovracompensazione per la Rtbf per l´adempimento dei suoi obblighi di servizio pubblico. Pertanto, la Commissione ha avviato nel maggio 2013 un metodo di prova per il finanziamento della Rtbf. Nel dicembre 2012, il Belgio ha modificato le regole per la Rtbf per affrontare alcune preoccupazioni sollevate dalla Commissione. Quindi, un nuovo accordo di gestione tra la Comunità francese ("Communauté française") e il Rtfb era chiuso, che prevede per la prima volta, che prima dell´introduzione di nuovi servizi audiovisivi (ad esempio, nuovi servizi multimediali come servizi di informazione online o servizi on-demand), uno a uno valutazione basata consultazione pubblica deve essere fatto se questi servizi servono le esigenze democratiche, sociali e culturali della società. E ´anche l´impatto sulla concorrenza in considerazione. La portata di tale valutazione preliminare, però, era troppo stretto. Le autorità belghe hanno ora proposto di estendere il campo di applicazione. Questo assicura che emittente Rtbf non può introdurre nuovi servizi essenziali senza consultazione preventiva e senza una valutazione indipendente del valore pubblico del servizio, nonché il suo impatto sul mercato. Inoltre, un elenco esaustivo dei nuovi servizi di media da includere nel contratto di gestione, la parte del mandato di servizio pubblico della Rtbf sono (compresi alcuni servizi Internet basati su testo, ad esempio i messaggi su argomenti è riportato in programmi radiofonici o televisivi). Intende la Rtbf introdurre un servizio essenziale che non è incluso in questa lista, la valutazione preliminare sopra descritta viene effettuata. Ci sarà una netta separazione tra le attività di servizi commerciali e pubblici della Rtbf. Anche i finanziamenti per l´emittente è limitato nella misura necessaria per lo svolgimento delle Pso. A proposito di uno specifico meccanismo assicura che la Rtbf non riceve alcun compenso per le loro attività di servizio pubblico. Così un gruppo (i "Collège des Commissari aux Comptes") per presentare da parte dei revisori una relazione, e il "Conseil Supérieur de l´audiovisivo" (Csa), un organismo indipendente, può imporre sanzioni se l´emittente suo pubblico non riesce a soddisfare qualsiasi ordine o compensazione eccessiva non rimborsare. |
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OGGI SFILATA TRADIZIONALE IN KIMONO PER LE VIE DEL CENTRO DI FIRENZE PER IL JAPAN FILM FESTIVAL |
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Firenze, 8 maggio 2014 – Oggi alle ore 12.30: sfilata tradizionale in kimono per le vie del centro di Firenze (partenza Cinema Odeon, Piazza Strozzi). Venerdì 9 maggio ore 14.30: Incontro Stampa Con I Registi Ospiti Del Wa!japan Film Festival Cinema Odeon (Piazza Strozzi, Firenze). Interverranno: - Hiroshi Nishio, regista di Soul Flower Train - Kiyoshi Sasabe, regista del film inaugurale Rokugatsudou no sanshimai - Seishiro Nishida attore protagonista di Rokugatsudou no sanshimai - Seiichi Hishikawa, regista di spot e video musicali, presenta al festival il suo primo cortometraggio Suzu. |
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SALONE DEL LIBRO DI TORINO. OGGI IL VENETO, REGIONE OSPITE DELL’EDIZIONE 2014, APRE CON IL RICORDO DI BERTO |
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Venezia, 8 maggio 2014 - Il Veneto è stato scelto come Regione ospite d’onore all’edizione 2014 del Salone Internazionale del Libro di Torino, che si apre domani nella sede espositiva di Lingotto Fiere. Alla manifestazione dedicata all’editoria, alla lettura e alla cultura è stato allestito il consueto spazio espositivo, che viene aperto oggi con l’inaugurazione della rassegna, “per dare continuità – sottolinea il vicepresidente della giunta veneta e assessore alla cultura – alla nostra presenza finalizzata sia alla promozione della cultura che alla valorizzazione dell’editoria veneta”. Tema conduttore dell’edizione 2014 del Salone è “Il Bene” e la Regione del Veneto metterà in evidenza il “fare bene” in ambito culturale. Sarà dato ampio rilievo anche al Centenario della Grande Guerra, proponendo al pubblico, in collaborazione con l’archivio Fratelli Alinari e con Cinecittà Istituto Luce, immagini e filmati d’epoca che illustreranno l’impatto delle vicende belliche sulla popolazione e sul territorio veneto. Una particolare attenzione sarà dedicata a Giuseppe Berto, in occasione del centenario della nascita dello scrittore veneto. Nello spazio espositivo regionale domani alle ore 12.00 un gruppo di studenti del Liceo Berto di Mogliano Veneto (Treviso) metterà in scena, in anteprima, una sintesi della pièce teatrale di Giuseppe Berto “La passione secondo noi stessi”, con la regia di Franco Demaestri. A seguire il Comitato regionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giuseppe Berto, presieduto da Cesare De Michelis, presenterà le attività previste per il 2014 in ricordo dello scrittore e realizzate in collaborazione tra la Regione del Veneto, Fondazione Giuseppe Berto, Enti e Istituzioni culturali venete. Nel pomeriggio, alle ore 16.00 nella Sala Blu (Padiglione 2), Cesare De Michelis, Antonio D´orrico e Giorgio Sangati ricorderanno lo scrittore veneto nel corso di un incontro dal titolo “”Cent’anni di solitudine”. Nel corso della manifestazione è previsto un ciclo di letture di pagine di scrittori veneti del Novecento: Domani il pubblico dei visitatori potrà inoltre ascoltare e incontrare alcuni scrittori contemporanei – Gonzato e Scarpa – che parleranno del Veneto di ieri e di oggi. Ci saranno anche momenti musicali a cura del Consorzio tra i Conservatori del Veneto |
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USA RAPPORTO SPECIAL 301 - L´ITALIA FUORI DALLA WATCH LIST DEI PAESI AD ALTO TASSO DI PIRATERIA E CONTRAFFAZIONE POLILLO (CONFINDUSTRIA CULTURA ITALIA): UN RICONOSCIMENTO IMPORTANTE PER IL NOSTRO PAESE, DOPO TANTI ANNI IN CUI L´ITALIA ERA LA MAGLIA NERA PER LA DIFESA DELLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE |
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Milano, 8 maggio 2014 - “L´italia esce dalla watch list dopo venticinque anni in cui venivamo considerati un Paese critico per quanto riguarda la protezione dei diritti e la tutela del copyright” è grande la soddisfazione del presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo dopo che è stata diffusa in queste ore la nuova edizione del Rapporto Special 301, il documento annuale con cui l’ufficio del commercio statunitense (Ustr) analizza la situazione internazionle relativamente alla tutela della proprietà intellettuale nei Paesi che sono partner commerciali degli Stati Uniti. Il rapporto comparativo è da sempre considerato uno strumento rilevante per misurare i livelli di protezione del settore culturale e per stimolare gli investimenti in innovazione e creatività. “Una decisione importante” prosegue Polillo “e un riconoscimento all´Italia che in quest´ultimo anno si è distinta con misure concrete e innovative per contrastare la pirateria e assicurare protezione al lavoro intellettuale”. Il riferimento è all´adozione del c.D. Regolamento Agcom e ad una recente Legge approvata dal Parlamento italiano con cui si è confermata la rilevanza penale dei reati in materia di proprietà intellettuale ed industriale. “Come Industria Culturale Italiana abbiamo seguito molto da vicino questi interventi e siamo pienamente soddisfatti che questi passi avanti vengano apprezzati anche all´estero” conclude Polillo. |
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XXVII EDIZIONE DEL SALONE DEL LIBRO DI TORINO LA REGIONE PRESENTE ALL’EVENTO: “DESTINAZIONE MARCHE. LA CULTURA DEL FAR BENE”. |
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Ancona, 8 maggio 2014 - E’ il bene il tema di questa ventisettesima edizione del Salone del libro di Torino al via al Lingotto Fiere dall’8 al 12 maggio. Migliaia gli eventi, ospiti nazionali e internazionali, istituzionali e non, editori noti e indipendenti, 1400 espositori, il Vaticano come Paese ospite. E per le Marche, la regione dove è forte la sensibilità per i beni comuni a partire dal paesaggio, dove è alta la qualità della vita, dove la religiosità ha sedimentato una forte etica pubblica e dove regna il saper fare artigiano, questa occasione si presenta come una straordinaria opportunità per declinare il concetto del bene e per collegarlo alle proprie specificità. “Le Marche si presentano a questo appuntamento ormai tradizionale, ma sempre più gettonato, con una buona dote – dichiara l’assessore regionale alla Cultura Pietro Marcolini -. Intanto lo slogan della nostra presenza: ‘Destinazione Marche. La cultura del far bene’. Le Marche sono sempre più méta di turisti che scoprono la ricchezza culturale del nostro territorio, realtà proiettata sui mercati internazionali, luogo di produzione del Made in Italy, regione policentrica dove le comunità a misura d’uomo rendono possibile una vita longeva e sostanzialmente di qualità. Certo la crisi morde pesantemente, ma possiamo e dobbiamo ripartire da una sedi-mentazione culturale che rappresenta anche il nostro futuro. Con 47 espositori e 63 appuntamenti crediamo di offrire ai numerosi visitatori del Salone delle occasioni per declinare il tema del bene cogliendo il clima delle Marche, delle sue tradizioni, degli autori e delle realtà editoriali di pregio, così come dei numerosi eventi che ne fanno una regione culturalmente vivace. Il Salone del Libro di Torino, a cui partecipiamo da vent’anni, segno dell’importanza che attribuiamo alla lettura, ai libri e al mondo editoriale, è un prestigioso festival culturale e, allo stesso tempo, una vetrina professionale e commerciale per editori, librai, bibliotecari, agenti, illustratori, traduttori. Rappresenta un’occasione unica e dall’eco internazionale per presentare non solo la nostra editoria, ma il profilo culturale stesso delle Marche”. Un programma ricchissimo animerà lo stand delle Marche a Torino: nei suoi 120 metri quadrati si avvicenderanno presentazioni di libri e opere, editori, esposizioni, incontri e tanti approfondimenti. “Da anni partecipiamo con entusiasmo e convinzione al Salone del Libro di Torino - sostiene il presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, Vittoriano Solazzi - una vetrina importante per le Marche e per la sua offerta editoriale, caratterizzata da tante piccole realtà che non han-no paura di scommettere nella qualità e nell’innovazione. Mai come quest’anno il tema centrale scelto per il Salone del Libro è tanto affine alla nostra regione. Il bene, non come oggetto materiale, ma come valore portante della nostra terra. Il bene è sinonimo di positività, di antidoto alla rassegnazione, di spinta ad affrontare ostacoli e difficoltà per superarli e vincerli, come sta accadendo in questi terribili giorni di maltempo che hanno messo a dura prova le Marche ed i marchigiani. Bene sinonimo anche di beni culturali, in una regione dove la bellezza è stata tra-dotta da artisti geniali sotto forma di musica, poesia, arte, architettura. Una bellezza incredibilmente diffusa che accomuna i nostri piccoli borghi e le città della costa, le chiese e i palazzi storici, i cento teatri e i musei. Una bellezza che fa bene, perché nelle Marche si vive bene. Una qualità della vita raggiunta attraverso lo sforzo di fare le scelte giuste ogni giorno. Nell’alimentazione, nella tutela dell’ambiente, nella garanzia dei servizi, nella coesione sociale delle comunità, nella sobrietà e nel volontariato che vuol fare del bene agli altri. Al Salone del Libro di Torino le Marche saranno dunque testimoni di eccellenza e sapranno offrire ai visitatori una spazio ricco di cultura e di saperi”. Tra gli appuntamenti, quelli sulla storia della stampa satirica dal 1848 al 1999, sul centenario della Settimana Rossa, sui campi di concentramento nelle Marche, sulla stagione politica a ca-vallo degli anni Settanta/ottanta e sul Pdup; poi, il focus su figure importanti e riscoperte come Maria Montessori, Elisabetta Malatesta Varano, il pittore di ‘paesi’ Gherardo Cibo; la novità editoriale dei “Romanzi” di Luigi di Ruscio e l’informazione che cambia, dai Talk Show ai Social Media. E poi ancora, la presentazione di festival importanti come “Futura” a Civitanova Marche, “Biumor” a Tolentino, “Macerata Racconta-marche Libri” e “Piceno d’Autore” a San Benedetto del Tronto, fino al confronto sui sistemi museali e sul Distretto Culturale Evoluto, con l’esperienza progettuale di Urbino e il Montefeltro, esempio di modello di sviluppo locale a traino culturale che integra cultura, economia, nuove tecnologie, creatività e formazione. Infine, la premiazione dei vincitori del “Premio Salimbeni 2014” e della quinta edizione del Premio nazionale “Nati per Leggere”, riconoscimento che sostiene i migliori libri, progetti editoriali e di promozione alla lettura per i più piccoli, che quest’anno premia la pediatra ascolana Laura Olimpi. Sarà presente per la prima volta in Italia il poeta statunitense John Taggart, le cui opere sono state tradotte e pubblicate in italiano da una poetessa e da una casa editrice entrambe marchigiane. Lungo il corridoio dello stand saranno in bella mostra le immagini del desk turismo a rilanciare le infinite bellezze artistiche e paesaggistiche delle Marche, con i luoghi più belli della #desti-nazionemarche, borghi e teatri storici, abbazie, castelli e palazzi nobili, biblioteche e gallerie d’arte, spiagge e dolci colline colorate di ginestre. Tutti gli eventi potranno essere seguiti in diretta streaming dalla web tv del Consiglio regionale (www.Consiglio.marche.it ) e sui siti e i social network della Giunta regionale: www.Cultura.marche.it-https://www.facebook.com/marchemusei https://twitter.Com/marchemusei |
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SALONE LIBRO: È ANCORA SEGNO MENO PER IL MERCATO DEL LIBRO. PERDE IL 6,2% NEL 2013 VENERDÌ, 9 MAGGIO, LA PRESENTAZIONE DELL’INDAGINE NIELSEN SULLE VENDITE DI LIBRI IN ITALIA NEL CONVEGNO AIE - SALONE “COSA TIENE ACCESE LE STELLE? EDITORI E LETTORI DOPO TRE ANNI DI SEGNI MENO” |
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Milano, 8 maggio 2014 - E’ ancora segno meno per il mondo del libro, che chiude il 2013 con un -6,2% a valore nei canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione) e un – 2,3% a copie. Gli italiani hanno acquistato l’anno scorso 2,3milioni di libri in meno. E’ solo un primo indicatore dell’indagine Nielsen che sarà presentata venerdì 9 maggio alle 10.30 nell’ambito del convegno Cosa tiene accese le stelle? Editori e lettori dopo tre anni di segni meno, in programma nella Sala Blu del Salone internazionale del libro di Torino. Un momento di riflessione organizzato dall’Associazione Italiana Editori (Aie), in collaborazione con il Salone, per fotografare il mondo del libro nel 2013 e nel primo trimestre del 2014. Il momento difficile continua, anche se il mondo del libro non si esaurisce nei segni meno. Esiste infatti un altro scenario: cresce il mercato degli ebook in termini di titoli disponibili (40mila nel solo 2013) e di quota di mercato (tra il 2,7% e il 3,0% riferita ai canali trade 2013). La filiera si rinnova nei prodotti e si internazionalizza; accoglie le opportunità che il digitale le offre, nei processi e nei prodotti. Percorre (da sola) nuove strade per la promozione della lettura e per allargare il mercato (o semplicemente per cercare di far sì che quel mercato non si restringa ulteriormente). Le librerie esplorano nuove formule (l’integrazione con il food ne è un esempio) per rispondere a un cliente che integra librerie fisiche con store on-line, letture di pagine con letture di pixel. Sono tutti tasselli del cambiamento che, insieme, tra segni meno e segni più, evidenziano una sola sfida: identificare cosa rende l’editore distintivo, unico e insostituibile. Ne ragioneranno, introdotti dai saluti del presidente di Aie Marco Polillo e del direttore editoriale del Salone Ernesto Ferrero e moderati da Giovanni Peresson (ufficio studi Aie), Laura Donnini (Rcs Libri), Monica Manzotti (Nielsen), Antonio Monaco (Edizioni Sonda), Vincenzo Russi (Chief Digital Officer del gruppo Messaggerie Italiane). |
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TRENTO: QUANDO LA CULTURA SI FA IMPRESA E DIVENTA MOTORE DI SVILUPPO |
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Trento, 8 maggio 2014 - Attenzione a considerare la cultura cenerentola delle attività economiche: in Trentino il sistema produttivo culturale genera il 5,3% del valore aggiunto totale, conta circa 2 mila aziende per un giro d’affari di oltre 760 milioni di euro ed in tempo di crisi è tra i pochi settori a registrare un incremento di spesa delle famiglie. Sbagliato considerare improduttivi i finanziamenti nei settori artistico e culturale: ogni euro investito in cultura in Trentino dà origine a 2,49 euro di ricaduta economica sugli altri settori. Sono questi alcuni dei dati presentati oggi, mercoledì 7 maggio, nell’ambito del convegno “Cultura e Imprese. Motore di sviluppo per il territorio trentino” promosso da Trentino Sviluppo in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, assessorati allo Sviluppo Economico e Cultura, e la Trentino School of Management. A confrontarsi sul tema rappresentanti delle istituzioni, ricercatori, operatori del settore, ma anche imprenditori che hanno portato la propria esperienza raccontando come sia possibile fare buoni affari lavorando con cultura e creatività. Tra le nuove possibili iniziative proposte, la nascita di un distretto culturale creativo, di una borsa dell’artigianato culturale e di un osservatorio dedicato al binomio impresa-cultura. Ad “aprire” il confronto, dando la cornice di riferimento dei lavori tenutisi in Sala Belli presso la sede della Provincia autonoma di Trento, la presentazione da parte di Renata Diazzi, direttrice dell’Area Bic e Nuove imprese di Trentino Sviluppo, dei dati raccolti nell’ambito della ricerca “Artigianato & Cultura” condotta da Ceii Trentino per conto dell’Assessorato provinciale all’Industria ed Artigianato. Ne esce un Trentino a due facce, dalle forti potenzialità ma dove si può ancora lavorare per far sì che l’offerta culturale riesca a massimizzare le proprie ricadute sul tessuto economico locale. Tra i dati positivi il patrimonio culturale di partenza. In Trentino ci sono 25 musei, tra cui eccellenze come Muse e Mart, 17 percorsi archeologici, 86 biblioteche, 12 istituti archivistici, un valore di oltre 138 milioni di euro dedicati alla cultura, di cui il 55% da diretta fonte provinciale, una manifesta propensione da parte del territorio a sostenere gli ambiti culturali. Un euro investito in cultura in Trentino darebbe origine ad una ricaduta sugli altri settori economici pari a 2,49 euro, mentre l’incidenza del valore aggiunto del sistema produttivo culturale sul valore aggiunto totale è pari al 5,3%, in linea con la media europea ed italiana. La Provincia di Trento si colloca al 26° posto, su 110 province italiane, per valore aggiunto generato dal sistema culturale, sempre al 26° posto per incidenza degli occupati del sistema produttivo culturale (5,6% del totale) e al 33° posto per quota di imprese (7,3% del totale) operanti nel sistema produttivo culturale. Un valore aggiunto, quello prodotto a livello locale dal sistema culturale privato, pari a 762 milioni di euro l’anno, in cui a fare la parte del leone sono l’editoria (218,4 milioni), l’architettura (118 milioni), il design (110 milioni), l’artigianato (88,6 milioni), la produzione di videogiochi e software (87,6 milioni), il settore film, video, radio e tv (57,8 milioni), quello della comunicazione e branding (50,7 milioni), le rappresentazioni artistiche, intrattenimento, convegni e fiere (19,8 milioni). Più di 5.700 piccole e medie imprese trentine sono potenzialmente coinvolte, in varia misura, al mondo della cultura, che può rappresentare in questo momento contingente un volano di sviluppo territoriale e di riqualificazione aziendale molto rilevante. La ricerca “Cultura come fattore di produzione” in Trentino ha calcolato anche un indice di potenziale culturale dell’artigianato, che esprime il valore virtuale della connessione di questo settore dell’economia con il mondo culturale. In testa si colloca la Comunità della Paganella con il 48%, ovvero 48 imprese ogni 100 potenzialmente connesse al settore culturale e ne beneficiano; seguono gli Altipiani Cimbri (47%) e il tandem Val di Fiemme – Comun Generale de Fascia, entrambi con il 44%. Calcolando invece l’indice del potenziale culturale al netto della filiera edile (escludendo cioè le imprese edili attive nel settore dell’arredo), in testa troviamo l’Alto Garda e Ledro (19%), seguito da Valle dell’Adige (18%) e Vallagarina (17%). Questi sono pertanto i territori dove esiste una più stretta correlazione tra investimenti in cultura e ricadute, dirette o indirette, sul tessuto economico locale. Monica Carotta, direttrice dell’Area Filiere, Imprese e Attrazione di investimenti di Trentino Sviluppo, ha quindi illustrato l’esperienza maturata da Trentino Sviluppo nel campo della creatività a servizio delle imprese. Attraverso la realizzazione di una ventina di progetti e la collaborazione con decine di enti di ricerca ed esperti di livello internazionale, Trentino Sviluppo ha supportato un centinaio di aziende appartenenti a tutti i settori dell’economia trentina lavorando sullo sviluppo di prodotto e processo attraverso il design, la creatività e la comunicazione, favorendo la nascita di nuove iniziative imprenditoriali. Claudio Martinelli, del Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento, e Paolo Grigolli, della Scuola di Management del Turismo della Trentino School of Management, hanno illustrato il progetto di distretto culturale creativo. L’obiettivo è capire come un distretto culturale evoluto imperniato inizialmente sull’asse Trento-rovereto possa aiutare a ripensare il senso della cultura e sostenere le interazioni tra i diversi ambiti economici, incentivando gli investimenti nelle direzioni più promettenti. Il progetto si propone come laboratorio di sperimentazione e possibile catalizzatore di uno sviluppo innovativo con ricadute sull’intera provincia. Tra i casi aziendali presentati al convegno quello di Magil, azienda di Giorgio Leonardelli specializzata nella realizzazione di arredi in legno, che ha costruito il modello in scala 1:1 dell’aereo Ansvaldo Sva esposto presso il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni e sta lavorando alla riproduzione di un sofisticato carillon uscito dal genio di Leonardo Da Vinci. Il liutaio Stefano Robol, dalla cui bottega escono ogni anno non più di 18 preziosissime chitarre destinate a professionisti di tutto il mondo, dalla Germania alla Corea. Mauro Ognibeni, con la sua Eurocoperture, partendo dalle opere di lattoneria in generale si è specializzato nella lavorazione del rame per coperture storiche ed artistiche di particolare pregio, come quelle di chiese e campanili. Valerio Oss con la sua Pixel Cartoons si è inventato un lavoro che non esisteva in Trentino: la realizzazione di grafiche tridimensionali per l’animazione cinematografica. Un’attività lavorativa che oggi lo porta a dividersi tra Trento e Londra, a lavorare per Disney e Marvel, potendo contare su una rete di artisti e collaboratori che va dagli Stati Uniti alla Cina, passando per Romania, Russia e Gran Bretagna. Al termine della mezza giornata di lavori sono venute anche alcune proposte concrete che potrebbero permettere al Trentino di fare un salto di qualità nella catena di trasmissione che lega gli investimenti culturali, ma anche turistici, alla produttività e redditività di tante piccole e medie aziende che costituiscono il tessuto economico locale. Tra queste una banca dati da mettere a disposizione delle istituzioni culturali per individuare le competenze adatte a seconda delle esigenze; un osservatorio di valutazione economica dell’impatto degli investimenti culturali sul valore aggiunto delle imprese del territorio. Ma anche una “borsa dell’artigianato culturale”, per far incontrare istituzioni ed imprese, e quindi domanda ed offerta, di prodotti destinati alla promozione all’interno dei musei (dal souvenir, al gioco, alla confezione regalo, al prodotto gastronomico dedicato), incontri di sensibilizzazione per le aziende che vogliano intraprendere collaborazioni con il mondo della cultura, workshop tecnici con artisti, iniziative di collaborazione tra aziende e giovani laureati, ad esempio in design o marketing, per lo sviluppo di progetti specifici. Ed ancora una sorta di “ufficio stile” al servizio non di una singola impresa ma di uno specifico territorio, per tutte le questioni legate all’indirizzamento di design, tecnologie e mercati delle produzioni locali, in grado di fornire supporto sulle ricerche in atto, tendenze, evoluzione delle metodologie produttive e dei materiali, analisi di mercato, supporto alla partnership e alla commercializzazione. Proposte che hanno riscosso l’interesse ed il gradimento dei rappresentanti istituzionali intervenuti: il Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, l’Assessore provinciale alla cultura e il presidente di Trentino Sviluppo. Ha moderato Andrea Granelli, già amministratore delegato di tin.It e di Tilab, società di ricerca e sviluppo del Gruppo Telecom Italia, attualmente presidente e fondatore di Kanso e curatore di diverse pubblicazioni su tecnologie digitali e innovazione. |
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NUOVA PIATTAFORMA DELLA DANZA ITALIANA DAL 22 AL 25 MAGGIO A PISA |
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Firenze, 8 maggio 2014 – La seconda edizione di Nid Platform, la prestigiosa vetrina biennale della danza in Italia organizzata dal Mibac su scala transregionale, sarà ospitata dalla Toscana così come lo è stata dalla Puglia nel 2012 e lo sarà dalla Lombardia nel 2015; un´occasione importante per la promozione e la diffusione della produzione coreografica italiana a livello nazionale ed internazionale. Dal 22 al 25 maggio prossimi Pisa e quattro suoi teatri (Verdi, Sant´andrea, Lux, Stazione Leopolda) insieme al Teatro Era di Pontedera saranno sede dei sedici spettacoli e performance di alcune delle più note o emergenti compagnie di danza, selezionate da una commissione internazionale tra le centoquattro proposte inviate all´esame. E accoglieranno oltre cento tra distributori e programmatori da più di trenta paesi diversi, europei ed extraeuropei. Una proposta di attenzione, quella partita dal Raggruppamento temporaneo di impresa degli operatori nazionali di danza e dalla Fondazione Toscana Spettacolo, che la Regione ha accolto con grande piacere, all´interno di una storia di attenzione al mondo della danza che ha fatto nascere una esperienza unica come Da-to, il progetto Danza Toscana che ha messo in rete i luoghi regionali della danza facendone elemento interattivo con la scena nazionale. Lo ha detto l´assessore regionale alla cultura, presentando stamani il programma insieme a Mibac, Fts, Comune di Pisa, Adeo Federdanza-agis, Fabbrica Europa. Una collaborazione tra Regioni e Stato, tra centro e territorio, ha proseguito l´assessore, che ha individuato nella condivisione del perseguimento di comuni obiettivi strategici la modalità per affrontare la non positiva situazione attuale e costruire un futuro possibile e sostenibile mantenendo alta l´attenzione sulla cultura. E ad un costo compatibile con le ristrettezze generali; l´intera operazione, con tutte le ricadute internazionali che si porta dietro, costa 300mila euro, di cui 150mila messi a disposizione dalla Regione e altro 125mila dal ministero. |
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FIRENZE: LA NOTTE BLU ALLE MURATE DALL´8 AL 10 MAGGIO 2014 |
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Firenze, 8 maggio 2014 - La Notte Blu alle Murate. Dall´8 al 10 maggio 2014 in occasione della ricorrenza della Dichiarazione Schuman, il complesso de “Le Murate” si dipinge di Blu. Spettacoli, concerti, performance, convegni, progetti, mostre. Europe Direct Firenze, Centro di informazione e comunicazione dell’Unione Europea, organizza una grande festa all’insegna dell’Europa. Oltre 45 gli eventi che sono in programma, bambini, giovani e adulti potranno farsi coinvolgere in qualità di “cittadini europei” nella tre giorni più “blu” dell’anno. |
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LA NEBBIOSA – LO SGUARDO DI PASOLINI SU UNA MILANO ORMAI SCOMPARSA |
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Milano, 8 maggio 2014 – È aperta al pubblico dal´8 maggio nelle sale espositive di Palazzo Moriggia | Museo del Risorgimento la mostra fotografica “La Nebbiosa – lo sguardo di Pasolini su una Milano ormai scomparsa”, promossa da Comune di Milano | Cultura, Polo Musei Storici e Musei Archeologici all’interno del palinsesto della Primavera di Milano, e prodotta da Cree e il Saggiatore Mostre. In programma fino al 14 settembre 2014, con ingresso libero, la mostra prende il titolo dalla sceneggiatura, scritta da Pier Paolo Pasolini nel 1959, che avrebbe dovuto diventare un film; il progetto allora non andò in porto e il testo rimase inedito fino alla sua pubblicazione per il Saggiatore nel 2013. “Una mostra che racconta Milano in un periodo importante della sua storia, quel Dopoguerra che è stato fucina di talenti e di progressi culturali, economici e industriali – ha commentato l’assessore alla Cultura –. Un periodo che rappresenta bene una delle caratteristiche fondamentali della nostra città: la capacità di accogliere persone e idee diverse, di rielaborarle con lo spirito al tempo stesso creativo e fattivo tipico dei milanesi, dimostrandosi sempre motore di avanguardie, non solo nella storia dell’arte e del pensiero ma anche nello sviluppo sociale e culturale. Una capacità che esprime pienamente il fil rouge che unisce tutti gli eventi della ‘Primavera di Milano’. Una mostra – ha concluso l’assessore alla Cultura – che sarà arricchita dal contributo di tutti i milanesi che la visiteranno, invitati a esporre i propri ricordi di famiglia per condividerli e offrire così un affresco più completo, oltre che inedito, della nostra città negli anni dal 1950 al 1965”. Scatti d’epoca di maestri come Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Federico Garolla e altri nomi della fotografia italiana d’autore, tratti dall’Archivio Contrasto, a eccezione delle immagini di Mufoco - Museo Fotografia Contemporanea, costituiscono la prima sezione della mostra, intitolata ‘Lo sguardo di Pasolini su una Milano ormai scomparsa’. Pensata per ripercorrere idealmente il passaggio dello scrittore a Milano in occasione della stesura de La Nebbiosa, la rassegna traccia un ipotetico reportage sui possibili spazi del film mai realizzato attraverso le immagini di una città, come la vide e testimoniò Pasolini in quegli anni: la Milano piena di ombre e luci del boom, dei grattacieli e delle nuove periferie, una sorta di contraltare meneghino alla Roma di Accattone. Obiettivo dei curatori è immaginare e rappresentare in mostra quali avrebbero potuto essere i luoghi e i volti di questo film mai girato, attingendo a immagini d’epoca evocative di pezzi di una città radicalmente mutata. Alle fotografie si accompagnano testi scelti de La Nebbiosa: un vero e proprio racconto attraverso immagini e parole, che il visitatore può immaginare come lo storyboard pensato da Pier Paolo Pasolini per il suo film: Metanopoli, la città ideale progettata da Enrico Mattei; i nuovi grattacieli Galfa e Pirelli, costellati di luce; le periferie dove cascine e alberi affiancano le nuove costruzioni, i quartieri oltre il naviglio con le rovine e le case sventrate: la Milano della Nebbiosa ci appare oggi molto diversa. La seconda parte della mostra, intitolata ‘Lo sguardo dei milanesi fa rivivere una Milano ormai scomparsa’, con apertura al pubblico da giovedì 5 giugno, è un omaggio alla città scomparsa e a tutti coloro che la videro ai tempi di Pasolini e la immortalarono attraverso le proprie immagini fotografiche. A costituire la rassegna saranno infatti gli stessi milanesi, invitati da uno speciale “appello” a condividere il ricordo della loro città, partecipando a quella che può definirsi come la prima social exhibition milanese. I visitatori che porteranno con sé una o più fotografie – scattate a Milano e dintorni tra il 1950 e il 1965 – avranno la possibilità di esporre in mostra, con il loro nome, le migliori. Le 1850 caselle disponibili, una volta riempite con le fotografie selezionate, ricostruiranno così un mosaico ideale della Milano di quegli anni, come la percepirono i suoi abitanti. Il progetto si sviluppa dalla convinzione che le vecchie fotografie, tramandate o custodite nei cassetti, siano la testimonianza di una storia che non è stata raccontata, proprio come La Nebbiosa. Una storia fatta di ricordi e immagini che spesso hanno poco da invidiare a quelle dei grandi fotografi. Www.civicheraccoltestoriche.mi.it
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LA NUOVA MODA TRA ‘500 E ‘600 VILLA D’ESTE A TIVOLI 8 MAGGIO – 19 OTTOBRE 2014 |
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Roma, 8 maggio 2014 - Dall’8 maggio al 19 ottobre 2014 Villa d’Este a Tivoli ospiterà la mostra “La nuova moda tra ’500 e ‘600”. Promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e realizzata dalla De Luca Editori d’Arte, l’esposizione sarà inaugurata il 7 maggio, alle ore 17,30, alla presenza del Prof. Roberto Valeriani, curatore della mostra, del Soprintendente Giorgio Palandri e del Direttore di Villa d’Este Marina Cogotti. Interverrà il Direttore Regionale Arch. Federica Galloni. La mostra, che vede esposti una ventina di dipinti ed altrettanti abiti, oltre ad una ricca selezione di stoffe e tessuti cinquecenteschi e seicenteschi, vuole raccontare l’evoluzione della moda e del costume in Europa dagli inizi del Cinquecento fino al secolo successivo. L’obiettivo della mostra è quello di offrire una panoramica sulla moda tra il ‘500 e il ‘600 attraverso il dialogo fra i dipinti, in cui sono rappresentati gli abiti, ed una selezione di costumi di scena contemporanei provenienti dalla Sartoria Farani, ideati e realizzati per le più importanti produzioni teatrali, televisive e cinematografiche. Alle soglie del Cinquecento la moda degli abiti di corte e con essi anche quelli di uso più comune, muta quasi completamente il suo aspetto: il taglio dei vestiti sembra divenire più confortevole e allo stesso tempo più spettacolare, mettendo in risalto alcune caratteristiche fisiche. Nei vestiti femminili viene accentuata l’altezza del busto diversamente da quanto avveniva in passato, quando il corpetto era marcato all’altezza del seno; le gonne e le maniche sono rigonfie e voluminose ma lasciano ben visibili collo e spalle. Per l’uomo si concepiscono invece vestiti dai tagli più attillati e articolati, abbandonando la consuetudine di utilizzare sopravvesti ampie e panneggiate. Come spiega Luigi Piccolo nel suo saggio: “Per raccontare l’evoluzione della moda e del costume in Europa dagli inizi del Cinquecento al secolo successivo possiamo tracciare tre momenti ben definiti. Il primo è caratterizzato dal Rinascimento italiano, il secolo che esalta la bellezza, la cultura e l’armonia, regole vigenti nelle corti italiane, nelle quali si formano futuri papi, cavalieri di ventura e principi. (..) La seconda parte del Cinquecento inizia con l’avvento della Controriforma, il Concilio di Trento detta nuove regole e di conseguenza anche l’abito diventa austero e molto meno appariscente. Nella terza fase, con l’avvento del Seicento, inizia lento, ma inesorabile, il declino dell’Italia e della sua egemonia sulla moda. (…) nei ritratti del seicento i nobili vestono alla francese o alla spagnola, la moda italiana è ormai un lontano ricordo.” La selezione delle opere pittoriche presenti in mostra include alcuni ritratti provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, tra cui quelle della Galleria Estense e del Museo Civico di Modena, dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, del Castello Odescalchi di Bracciano e di Palazzo Chigi in Ariccia. Tra i ritratti presenti in mostra si sottolineano le opere di Sante Peranda, Lavinia Fontana, Luca Ferrari e Giovanni Maria Morandi. I dipinti, tra cui quelli del Museo Nazionale di Palazzo Venezia e della Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini a Roma e del Museo di Palazzo Ducale a Mantova, abbracciano un arco temporale cha parte dalla fine del Cinquecento e giunge fino alla seconda metà del secolo successivo e ritraggono sia figure maschili che femminili, esemplificando perfettamente il valore rappresentativo dell’abito che all’epoca ha una visibilità diversa e più ampia di quanto non avvenisse in precedenza. Accanto ai ritratti si potranno ammirare alcune scene di genere, come la vivace rappresentazione di gentiluomini romani sulle pendici del Gianicolo, proveniente dal Museo di Roma. Oltre ai dipinti sono esposti diversi costumi di scena, realizzati dai maggiori disegnatori italiani per il cinema, il piccolo schermo e il teatro lirico: a partire dalle serie televisive de I Borgia e del memorabile Leonardo di Castellani fino a recenti pellicole o ai magnifici costumi di due diverse produzioni del verdiano Don Carlos. In occasione della mostra l’esperto di costume e ricostruzione storica, Luca Costigliolo ha ricreato, seguendo il modello del dipinto originale esposto a Villa d’Este, l’abito della regina Cristina di Svezia. Completano la mostra una preziosa selezione di tessuti, merletti e galloni ricamati provenienti dal Museo Civico d’Arte di Modena ed un’ulteriore sezione dedicata ai testi dell’epoca che testimoniano la diffusione dei modelli tramite la stampa. |
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RAPHAEL GUALAZZI “WELCOME TO MY HELL TOUR 2014” PARTE IL 26 GIUGNO DA VERONA LA NUOVA TOURNÉE |
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Roma, 8 maggio 2014 - Dopo aver appassionato i pubblici di tutto il mondo, dall’Europa, al Giappone, al Canada, Raphael Gualazzi torna sui palchi del nostro paese con un nuovo capitolo live: il “Welcome to my hell tour 2014”, che prenderà il via il prossimo 26 giugno dal Teatro Romano di Verona, per toccare le principali città d’Italia nel corso dell’estate. L’annuncio della nuova tournée, una produzione Massimo Levantini per Live Nation, arriva in seguito ai grandi risultati del tour 2013 che ha fatto registrare sold out a ripetizione in Italia e all’estero, il successo al 64° Festival di Sanremo, che ha visto Gualazzi conquistare il secondo posto con il brano ‘Liberi o no’ insieme al produttore The Bloody Beetroots (tra i singoli sanremesi più suonati in radio), e il debutto in Germania, Svizzera e Austria del disco “Happy Mistake”, che ha stregato anche la stampa estera che ha definito l’artista “una rarità” per la sua “illimitata ispirazione per brani originali ed ironici” (Hifi&records). Da pochi giorni in radio con il nuovo singolo “Tanto ci sei” (musica di Rapheal Gualazzi e The Bloody Beetroots, e testo di Giuliano Sangiorgi), Raphael Gualazzi si appresta ora a esibirsi in tutto il Paese con un nuovo, travolgente spettacolo, le cui promesse sono chiare fin dal nome scelto per la tournée: uno show dinamico e sfaccettato che alterna atmosfere suggestive a momenti dall’energia intensa e irresistibile, in cui sarà accompagnato da 9 musicisti - 7 dei quali francesi - tra cui 3 coriste. Il tutto costruito attorno al suo inconfondibile sound internazionale, capace di spaziare con naturalezza dal jazz al blues, incursioni nel gospel e nel soul, così come nel country e nel rock, con un omaggio ai classici, da Verdi al felliniano Rota. Queste le prime date del “Welcome to my hell tour 2014” in calendario (per info www.Livenation.it): 26 Giugno, Verona - Teatro Romano (Jazz Festival), 3 Luglio, Venaria Reale (To) – Reggia Di Venaria, 16 Luglio, Milano – Villa Arconati, 19 Luglio, Arezzo – Arezzo Wave Love Festival, 4 Agosto, Gallipoli – Parco Gondar, 17 Agosto, Introdacqua (Aq) – Muntagn In Jazz, 18 Agosto, Martinafranca (Ba) – Palazzo Ducale. Radio Monte Carlo è la radio ufficiale del “Welcome To My Hell Tour 2014”. Raphael Gualazzi, nato a Urbino, classe 1981, è la rivelazione del Festival di Sanremo 2011: primo posto tra i Giovani e Premio della critica, con un eccezionale secondo posto all’Eurovision Song Contest a Düsseldorf. Nonostante gli infiniti live in giro per il mondo, continua a non far propria l’aria da star e basta vederlo sul palco per capire che da quando aveva 14 anni sapeva già che avrebbe fatto “il musicista e nient’altro”. Riflessivo e nello stesso tempo appassionato, timido ma incontenibile, è tra i talenti più puri del panorama musicale degli ultimi anni: un vero e proprio “artigiano della musica” con un amore viscerale per il jazz e il blues. Il 2013 è un anno eccezionale per l’artista, che torna con il nuovo album “Happy Mistake” e ottiene il 5° posto a Sanremo. Il 28 marzo si apre l’“Happy Mistake Tour” con il sold out al Cafè de la Danse di Parigi, mentre il disco scala anche le classifiche digitali francesi. Intanto Gualazzi domina con successo le scene di importanti festival internazionali e nazionali (“Saint Germain Jazz” di Parigi, “Dìa de la Musica” di Madrid, “Festival dei Due Mondi” di Spoleto) e in autunno viene scelto da Fabio Fazio per curare la parte musicale dell’undicesima edizione di “Che t em po che fa”. L’anno si chiude con un acclamato concerto a Tokyo, dove l’artista conferma l’internazionalità della sua musica. Il 2014 per Gualazzi si apre con il secondo posto al Festival di Sanremo, che conquista con il brano “Liberi o no” insieme al dee-jay The Bloody Beetroots; subito dopo l’artista vola in Canada per esibirsi al prestigioso "Montréal en Lumière". Il 25 marzo viene pubblicata in Italia la deluxe edition di ‘Happy Mistake’, che racchiude tutto il 2013 in musica dell’artista. Il 18 aprile il disco esce in Germania, Austria, Svizzera e Olanda su etichetta Warner Music / Sugar. La release viene presentata ad Amburgo con un concerto live sold out, nello storico Mojo Club. |
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