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Notiziario Marketpress di Mercoledì 10 Settembre 2014
PIEMONTE: EBOLA, ISTRUZIONI OPERATIVE ALLE AZIENDE SANITARIE CON LE PROCEDURE DA ATTIVARE  
 
Torino, 10 settembre 2014 - La Regione, assessorato alla Sanità, prosegue il monitoraggio della situazione legata ad eventuali casi di diffusione del virus Ebola. Entro la settimana, ad integrazione delle linee guida e delle indicazioni fornite nelle scorse settimane, saranno inviate alle Aziende sanitarie regionali istruzioni operative che, contemplando tutti i possibili punti di accesso al servizio sanitario regionale (Medici di Medicina Generale, Pronto soccorso, 118, Guardia Medica), indicheranno le procedure da mettere in atto per la valutazione del caso, l’attivazione della consulenza infettivologica sul territorio, l’isolamento e l’eventuale trasferimento o trasporto del caso con il 118 nei reparti di malattie infettivi per gli accertamenti diagnostici preliminari. Nell’eventualità di conferma di casi sospetti è prevista l’attivazione del sistema di emergenza regionale e dell’Ospedale nazionale di riferimento Spallanzani di Roma nel rispetto rigoroso delle procedure definite dal Ministerro della Sanità per la gestione di questi casi. Mercoledì l’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, riferirà in Consiglio regionale sulle iniziative messe in atto e presenterà l’elenco dei centri piemontesi che saranno attivati in rete, la cui definizione sta per essere ultimata in queste ore. La Regione ribadisce, come già anticipato nel mese di agosto, che in Italia e in Piemonte è minima la probabilità di arrivo di casi sospetti ed estremamente bassa quella di importazione occasionale di casi. Questo per via delle caratteristiche epidemiologiche della malattia e per le misure di intervento adottate con tempestività dal nostro sistema sanitario. In ogni caso, l’assessorato regionale ha allertato la propria rete di emergenza riunendo il gruppo tecnico regionale per le emergenze infettive e ha convocato le direzioni sanitarie aziendali e i laboratori di analisi dei presidi ospedalieri nell’intento di valutare le capacità di risposta dell’organizzazione sanitaria piemontese nell’attuale situazione epidemiologica favorevole ma anche in caso di una eventuale situazione di emergenza.  
   
   
SANITÀ FVG: SERRACCHIANI, CON LORENZIN INCONTRO COSTRUTTIVO SU DDL RIFORMA  
 
Trieste, 10 settembre 2014 - Si è tenuto ieri a Roma un incontro tra la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, nel corso del quale sono stati affrontati e sciolti alcuni nodi legati all´ipotesi che alcuni articoli del disegno di legge n.59, di riforma del Sistema sanitario regionale, potessero presentare profili di incostituzionalità. "Abbiamo accertato che non sussistono problemi di compatibilità costituzionale - ha riferito Serracchiani - e dopo un approfondimento con gli uffici, abbiamo verificato che alcuni articoli potrebbero aver bisogno di aggiustamenti tecnici. Questo lavoro di perfezionamento è stato dunque rimandato a un incontro tecnico, da tenersi in tempi molto ravvicinati". La presidente Serracchiani ha espresso una "valutazione positiva dei rapporti con il ministero della Salute, frutto dei confronti costanti che la Regione ha mantenuto in questi mesi, durante la scrittura del testo di riforma sanitaria. Con il ministro Lorenzin abbiamo avuto un colloquio costruttivo all´insegna della collaborazione istituzionale e dal quale - ha sottolineato - vediamo confermata l´adeguatezza complessiva delle nostre scelte". L´approfondimento con il ministro della Salute e con i suoi uffici è stato dedicato, in particolare, alla definizione dell´articolo 4, comma 2 del ddl, relativo al percorso procedurale per addivenire alla costituzione dell´azienda unica integrata ospedale/territorio, con riferimento alle Aziende ospedaliero-universitarie di Udine e Trieste. L´incontro tecnico previsto servirà a formalizzare l´intesa nel merito emersa nel corso del colloquio tra il ministro Lorenzin e la presidente Serracchiani. "Abbiamo aderito a una richiesta del ministero di miglioramento di un articolo, al fine di evitare possibili interpretazioni erronee del testo, quali abbiamo letto anche in questi giorni". Pure quanto disposto all´articolo 7 del disegno di legge, sull´ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi, è stato oggetto del colloquio e di piena intesa. Ciò anche alla luce di quanto indicato dal Patto per la Salute, che prevede, tra l´altro, la gestione accentrata dell´acquisizione di beni e servizi e di altre attività amministrative. In tale occasione è stata chiarita anche la natura giuridica del personale che dovrà operare presso tale ente.  
   
   
FONDO REGIONALE NON AUTOSUFFICIENZA 2014. ZAIA: “LE RISORSE AMMONTANO A 749 MILIONI EURO CON UN AUMENTO DI 13,5 MILIONI; PER IL VENETO RESTANO PRIORITARIE E CENTRALI LE POLITICHE A FAVORE DEI PIU’ DEBOLI”  
 
Venezia, 10 settembre 2014 - “Per il Veneto restano centrali le politiche a favore delle persone più deboli e delle loro famiglie. Lo dimostriamo una volta in più con il provvedimento odierno che integra il fondo regionale per la non autosufficienza per il 2014 aumentando di 13,5 milioni di euro il pacchetto di risorse ad esso destinato per rispondere con omogeneità di servizi ed efficacia di prestazioni ai bisogni della popolazione veneta anziana e disabile non autosufficiente”. Lo ha detto Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, presentando oggi ai giornalisti, nel consueto punto stampa di Palazzo Balbi a seguito della riunione di Giunta, il provvedimento che ha integrato con oltre 55 milioni di euro il Fondo regionale per la Non Autosufficienza per il 2014 (21,5 milioni ripartiti alle Ullss e provenienti dal fondo nazionali e 34 milioni in gestione accentrata regionale che saranno destinati con successivi provvedimenti) che arriva così a 748.903.450 euro rispetto ai 693.457.118 euro fissati dalla delibera del luglio scorso. Il Fondo regionale per la Non Autosufficienza è destinato alle Aziende Ullss per il 98% e per il rimanente 2% alla gestione accentrata regionale. Alle Aziende Ulss vanno 715 milioni di euro così suddivisi: residenzialità e centri diurni area anziani 461,5 milioni; residenzialità persone con disabilità 67,5 milioni; centri diurni per disabili 82,2 milioni; servizi domiciliari 104,5 milioni. Le risorse della gestione accentrata della Regione ammontano a 34 milioni di euro destinati, tra l’altro, al telecontrollo-telesoccorso 5,5 milioni; progetti sperimentali per i centri diurni 2,7 milioni; la residenzialità temporanea per malati di Sla 832 mila euro. Le tipologie d’intervento presenti nel riparto del Fondo riguardano la residenzialità per il 72% degli interventi, la semiresidenzialità il 12%, la domiciliarità il 15%. Le prestazioni fornite nell’utilizzo dai servizi sono circa 120 mila di cui: il 33% per gli oltre 38 mila per gli anziani non autosufficienti che sono nelle strutture residenziali; il 25% per le circa 30 mila impegnative di residenzialità (l’ex assegno di cura cioè il contributo regionale assegnato al non autosufficiente che vive a casa propria); il 20% per il telesoccorso-telecontrollo (23.113 utenti); il 13% per i 15.800 utenti dei servizi di assistenza domiciliare dei Comuni e di assistenza domiciliare integrata delle Ullss; il 9% per le circa 11 mila persone dei servizi residenziali per disabili. Rispetto al 2013 rimangono invariati i criteri di riparto del Fondo decisi dalla 5a commissione del consiglio regionale. Aumentano le risorse destinate alle impegnative di cura domiciliare di fascia alta, in risposta a situazioni come quella dei malati di Sla; questa porzione del fondo in Veneto passa da 7 a 10 milioni di euro arrivando da 729 a 1.045 impegnative. Il provvedimento regionale prevede inoltre che le Aziende Ullss possano, in base al bisogno dei territori, spostare risorse da una linea d’intervento all’altra purchè questo no vada a discapito della domiciliarità, area che il Piano socio-sanitario 2012 -2016 intende potenziare.  
   
   
CALABRIA: SOTTOSCRITTO IL CONTRATTO PER LA REALIZZAZIONE DELL’OSPEDALE DELLA SIBARITIDE. I LAVORI DOVRANNO ESSERE COMPLETATI ENTRO GENNAIO 2018.  
 
Catanzaro, 10 settembre 2014 -E’ stato firmato ieri mattina a Catanzaro il contratto per la realizzazione dell’ospedale della Sibaritide. L’atto è stato siglato al termine dell’incontro con la stampa a palazzo Alemanni a cui hanno preso parte la Presidente f.F. Della Regione Antonella Stasi, l’assessore ai lavori pubblici Pino Gentile, il sottosegretario alla Presidenza Giovanni Dima, Danilo La Piana, rappresentante della Tecniss di Catania, azienda aggiudicataria dell’appalto. All’incontro con i media erano inoltre presenti gli assessori regionali Domenico Tallini, Nazzareno Salerno, Alfonso Dattolo, i sindaci di Corigliano e Rossano, Giuseppe Geraci e Giuseppe Antoniotti, il dirigente generale del Dipartimento lavori pubblici e responsabile del procedimento Domenico Pallaria ed il dirigente Pasquale Gidaro. In totale l’investimento ammonta a circa 143 milioni di euro. I lavori dovranno essere ultimati entro gennaio 2018. Il futuro nosocomio prevede in tutto 334 posti letto di degenza. Per quanto riguarda i servizi di diagnosi e cura il progetto prevede: blocco operatorio 8 sale, blocco parto 3 sale ed 1 sala operatoria, 43 ambulatori di primo e secondo livello, 2 sale di endoscopia e per i servizi di diagnostica per immagini 2 Tac, 4 Rx, 1 Mammografia, 1 Ortopantomografo. “La firma di oggi è un fatto concreto – ha dichiarato la Presidente Antonella Stasi. Da tempo, infatti, si parla dell’ospedale della Sibaritide, ma solo grazie a questa Giunta ed alla determinazione del Presidente Scopelliti, che ringrazio per essere qui oggi in conferenza stampa, è stata impressa una decisiva accelerazione”. La Presidente ha inoltre aggiunto che “finalmente in Calabria per la prima volta, quest´anno, il bilancio della sanità chiuderà con un attivo di 42 milioni di euro, segno di scelte lungimiranti ed anche di sacrifici dei calabresi a causa di gestioni passate allegre”. L’assessore Gentile ha evidenziato che per la Calabria è una giornata storica. “Da quarant´anni non si realizzava un ospedale in Calabria ed in questi anni abbiamo lavorato intensamente per sbloccare una situazione in fase di stallo”. Gentile ha inoltre aggiunto che la Regione ha individuato le risorse finalizzate a migliorare i collegamenti da e per il nosocomio. Per il sottosegretario Giovanni Dima "si tratta per l’area della Sibaritide dell’iniziativa più importante dopo la realizzazione del Porto di Corigliano e della centrale Enel di Rossano".  
   
   
ETEROLOGA, IL CRONOPROGRAMMA DELLA REGIONE PIEMONTE PER DARE ATTUAZIONE ALL´INTESA NAZIONALE  
 
Torino, 10 settembre 2014 - “Sto lavorando per portare all’esame della Giunta regionale di lunedì 15 settembre la delibera che recepisce l’intesa delle Regioni italiane sulla fecondazione eterologa; nella seduta del Consiglio regionale la prossima settimana ne illustrerò il contenuto e già nei prossimi giorni verrà istituito il Comitato scientifico che dovrà fornire a tutti i centri di procreazione medicalmente assistita presenti sul territorio, pubblici e privati, le indicazioni precise ed univoche cui dovranno attenersi obbligatoriamente”. Lo annuncia l’assessore alla sanità Antonio Saitta che d’intesa con il presidente Chiamparino sta definendo il cronoprogramma dell’azione istituzionale a livello piemontese. La delibera, che il giorno 15 sarà esaminata dalla Giunta conterrà, oltre al testo dell’intesa, l’individuazione dei centri autorizzati per la fecondazione eterologa e formalizzerà l’istituzione del Comitato scientifico che sarà composto dai direttori sanitari e dai responsabili dei centri pubblici di procreazione medicalmente assistita (S. Anna e Maria Vittoria di Torino, ospedale di Fossano) insieme ad un biologo ed un genetista, oltre che dal direttore generale dell’assessorato alla sanità, Fulvio Moirano.  
   
   
ETEROLOGA: GIUNTA VENETA APPROVA LINEE GUIDA DELLE REGIONI. ZAIA, “IL VIA L’1 OTTOBRE IN 36 CENTRI. PRIMA CONCORDIAMO CON GLI ALTRI UN TICKET POPOLARE”. COLETTO “SUBITO NEI LEA DOVE GIA’ C’E’ L’OMOLOGA”  
 
Venezia, 10 settembre 2014 - La Giunta regionale del Veneto, nella sua seduta  di ieri, ha approvato la delibera con la quale vengono recepite le linee guida, approvate all’unanimità dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni la scorsa settimana, per l’attivazione della fecondazione eterologa nei 36 centri veneti accreditati. Lo ha annunciato il Presidente Luca Zaia che, affiancato dall’Assessore alla Sanità Luca Coletto, ha illustrato i contenuti della decisione nel corso del punto stampa tenutosi a fine Giunta. “In Veneto – ha detto Zaia – partiremo il primo ottobre, dopo aver concordato con le altre Regioni il costo del ticket, che vorremmo essere assolutamente popolare e che naturalmente deve essere uguale in tutta Italia. Partiremo a prescindere dalle scelte che saranno fatte a dalla politica romana. Se ritengono di dover fare una legge, la facciano e la approvino.” Per la definizione del ticket, i Direttori Generali delle Regioni (per il Veneto, Domenico Mantoan) si riuniranno il 16 settembre; per il 24 settembre è prevista una riunione del Coordinamento degli Assessori (retto da Coletto) che dovrebbe ufficializzare il costo della compartecipazione. “In Veneto – ha aggiunto il Governatore – forniremo anche un accompagnamento psicologico per le coppie che decideranno di farla, perché vogliamo che l’assistenza sanitaria non si fermi all’aspetto meramente tecnico-scientifico, ma si occupi anche della persona. Saranno applicate le linee guida più attente ed equilibrate del mondo, con un esplicito e deciso no all’eugenetica, la totale gratuità della donazione per evitare l’indecoroso business che si verifica in tanti Paesi esteri, la garanzia dell’anonimato del donatore, il ragionevole limite di età tenendo anche conto delle infertilità causate da svariate patologie o da cure impattanti come la chemioterapia. Credo – ha concluso Zaia – che una lettura attenta di un documento così serio potrà aiutare a convincere anche chi, legittimamente, in questi giorni ha espresso perplessità”. “Secondo noi, intendo tutte le Regioni – ha detto da parte sua Coletto – questa nuova prestazione è assolutamente paragonabile alla fecondazione omologa già inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e, come questa, rientra nella fattispecie della Procreazione Medicalmente Assistita e quindi è da considerarsi pressoché automaticamente inseribile nei Lea. Attendiamo risposte di buon senso – ha aggiunto – anche perché, dopo che le Regioni hanno dato un luminoso esempio di federalismo reale togliendo le castagne dal fuoco al Governo, non si pensi che tutti i costi, ticket escluso, debbano ricadere sui bilanci regionali”. Coletto, ringraziando Zaia e Mantoan per il supporto avuto nel gestire a livello di coordinamento delle Regioni “questa bella operazione sanitaria”, ha sottolineato anche che “si era di fronte ad una realtà senza regole e quando un fenomeno esiste è dimostrazione di buon senso e di attenzione alla gente la scelta di governarlo e non di subirlo”. Esprimendo la convinzione che, di fronte ad un’infertilità incurabile, “l’eterologa sia un fatto di civiltà”, Coletto ha anche raccomandato, “affrontando questo grave problema, di non dimenticare l’opzione dell’adozione”. Zaia e Coletto si sono anche detti convinti che “linee guida come quelle messe a punto dalle Regioni italiane possono essere un vera e propria buona pratica adottabile anche a livello europeo” e che “più le regole saranno omogenee a livello internazionale, meglio sarà per tutti, a cominciare dai pazienti”.  
   
   
SEGRATE, CITTÀ CHE PROMUOVE LA SALUTE, PRESENTA IL CONVEGNO “PREVENIRE I DISTURBI DELLA MEMORIA. COME RIDURRE IL RISCHIO DI MALATTIA. COME ASSISTERE UNA PERSONA MALATA” E APRE UNO SPORTELLO DI ASCOLTO PER LE FAMIGLIE  
 
 Segrate, 10 settembre 2014 - Segrate città che promuove la Salute e il benessere psicofisico. Su questa linea, mercoledì 10 settembre alle ore 21 nell’Auditorium del Centro Civico Verdi di Xxv Aprile si terrà il convegno “Prevenire i disturbi della Memoria. Come ridurre il rischio di malattia. Come assistere una persona malata”. L’iniziativa è organizzata da Arsop (Associazione Medici Riabilitatori Specialisti Ospedalità Privata), in collaborazione con Comune di Segrate e Segrate Servizi, ed è patrocinata da Asl Milano 2. L’evento è stato pensato per informare tutte le persone coinvolte nell’assistenza di pazienti con problemi di memoria e, in generale, intende costituire un contributo alla piena consapevolezza della necessità di prendersi cura della propria memoria attraverso uno stile di vita attivo. “I disturbi della Memoria sono alla base della Demenza” - spiega il dott. Sandro Iannacone, Primario dell’Unità Operativa dei disturbi neurologici- cognitivi - motori dell’ospedale San Raffaele e moderatore del convegno. “La forma più nota – aggiunge - è la Malattia di Alzheimer, ma le forme di Demenza sono in realtà circa 50. In Italia vi sono circa 800.000 ammalati e si calcola che per ogni malato vi sono 3 persone coinvolte nella assistenza (caregiver). Si tratta quindi di un reale problema sanitario, economico e sociale che coinvolge milioni di persone”. Come anche nel caso di altre malattie, anche per la demenza la prevenzione gioca un ruolo molto importante. Recenti studi indicano che attraverso il costante impegno intellettivo, l’attività’ fisica, la dieta mediterranea è possibile ridurre il rischio di malattia di oltre il 30 % (Prevenzione Primaria). I pazienti ammalati vedono la loro aspettativa di vita, in termini anche di qualità, molto legata al tipo di assistenza che ricevono. Fattori quali il mantenimento nel loro ambiente familiare, la costante attività fisica, il mantenimento di una stimolazione cognitiva, la prevenzione di cadute e infezioni sono molto più importanti dei farmaci attualmente disponibili per la cura. (Prevenzione secondaria). “In Italia il numero di persone anziane è in continuo aumento. Nella maggioranza dei casi se ne fanno carico le famiglie che spesso si trovano impreparate ad affrontare la situazione” - interviene il Sindaco di Segrate Adriano Alessandrini. “Per questo motivo il nostro Comune, in collaborazione con Arsop e l’Ospedale San Raffaele, aprirà uno sportello di ascolto presso il quale le famiglie potranno trovare medici competenti in grado di fornire loro informazioni, suggerimenti, consigli e supporto nella gestione della persona anziana”. “Un ulteriore segno dell’attenzione particolare rivolta dall’Amministrazione al benessere psicofisico non solo delle fasce più deboli - giovani, anziani, disabili -, comunque più tutelate, ma dell’intera cittadinanza che stiamo portando avanti attraverso diversi interventi nell’ambito del progetto ‘Segrate, Comune che promuove salute’. “Con particolare riferimento ai “seniores”, ricordo - dice Alessandrini - che proprio quest’anno abbiamo inaugurato un nuovo Centro Diurno per gli Anziani, in via degli Alpini, un luogo familiare di incontro, aggregazione e dialogo in cui ‘i giovani da più tempo’ sono stimolati attraverso attività di socialità e ludiche, laboratori creativi, corsi vari”. “ Le demenze sono una delle cause più importanti di disabilità nella popolazione anziana - precisa il dott. Silvano Casazza, Direttore Dipartimento Assi di Asl Mi2. “A supporto dell’assistenza organizzata a domicilio e fornita dai familiari e degli interventi del medico di medicina generale per gli aspetti sanitari, la rete di servizi territoriali vede una serie di unità d’offerta, in relazione al livello di progressione e gravità della malattia, quali: gli ambulatori specialistici, l’Assistenza Domiciliare Integrata (Adi), il servizio di assistenza domiciliare (Sad) fornito dai comuni, i centri diurni integrati (Cdi), gli Istituti Riabilitativi, le Residenze Sanitario Assistenziali (Rsa). “Occorre tener presente però – puntualizza Casazza - che tale ricchezza di servizi e di interventi rischia di tradursi in frammentazione del lavoro di cura, se non viene assicurata una continuità dell’assistenza trai vari interventi. Questo implica un percorso integrato tra i diversi attori della rete di servizi (Asl, comuni, specialisti,…) in modo da realizzare un percorso “su misura” per la persona malata e i familiari, soggetti a un gravoso lavoro assistenziale”.  
   
   
FUMO PASSIVO, 8 ITALIANI SU 10 IGNORANO CHE PROVOCA IL CANCRO AIOM: “ESTENDIAMO I DIVIETI A TUTTI I LUOGHI CHIUSI E AFFOLLATI”  
 
Milano, 10 settembre 2014 – Il 25% della popolazione italiana è esposto ai pericoli del fumo passivo e 8 cittadini su 10 non sanno che provoca il cancro del polmone. Il 71% fuma regolarmente in luoghi chiusi, mentre per il 43% smettere con le sigarette non riduce il rischio di sviluppare la malattia. Il livello di conoscenza sui fattori di rischio è scarso, infatti quasi la metà delle persone (48%) pensa che questo tipo di tumore non si possa prevenire. Una diffusa ignoranza che preoccupa, visto che il 49% dichiara di fumare in presenza di bambini e solo il 45% cambierebbe il suo stile di vita per prevenire la neoplasia. Sono alcuni dei dati emersi dal sondaggio nazionale condotto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e concluso nel luglio scorso su oltre 3.000 cittadini. L’indagine, presentata oggi a Milano in un incontro con i giornalisti, fa parte della campagna nazionale di sensibilizzazione sulla patologia, promossa dall’Aiom, con il patrocinio della Fondazione “Insieme contro il Cancro” e dell’associazione dei pazienti “Walce” (Women Against Lung Cancer in Europe). “Con circa 38.000 nuove diagnosi ogni anno nel nostro Paese, il tumore del polmone è la terza neoplasia più frequente, dopo quelle al colon retto e al seno - spiega il prof. Carmine Pinto, presidente eletto Aiom e Direttore Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-universitaria di Parma -. Ma, a differenza di altre, si caratterizza per un forte stigma sociale. Infatti il 59% degli intervistati ritiene che chi è colpito dalla malattia, soprattutto se si tratta di un fumatore, sia ‘colpevole’ della sua condizione. Ricordiamo che respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi per tumore del polmone. E il fumo passivo è un importante fattore di rischio, che aumenta fino al 30% le probabilità di sviluppare la malattia. Ma, come risulta dal sondaggio, troppi ignorano le regole fondamentali della prevenzione. Per questo abbiamo deciso di promuovere un progetto nazionale rivolto a cittadini, oncologi e Istituzioni”. L’aiom ha realizzato anche un’indagine fra i propri soci ed è prevista la diffusione in tutti i centri di oncologia della penisola di due opuscoli informativi: uno sui danni del fumo passivo (e attivo), da distribuire anche negli ambulatori dei medici di medicina generale, l’altro su come affrontare al meglio questa neoplasia, destinato ai pazienti e ai familiari. Il bisogno di informazione è molto alto: l’89% degli intervistati vorrebbe infatti ricevere maggiori notizie sulla malattia e per il 72% servono più campagne di prevenzione. “A ottobre - continua il prof. Pinto - partirà un vero e proprio Tour di sensibilizzazione sui danni anche del fumo passivo in otto Regioni, rivolto ai cittadini e alle Istituzioni. Interverranno oncologi, rappresentanti degli Assessorati regionali alla Sanità e delle associazioni dei pazienti. Un momento di confronto e di crescita, oltre che di creazione di un percorso educazionale e informativo”. Il fumo passivo rappresenta il principale fattore inquinante degli ambienti chiusi e provoca nel mondo oltre 600.000 morti l’anno. “Le sigarette - sottolinea il prof. Francesco Cognetti, presidente di ‘Insieme contro il Cancro’ - possono trasformare il salotto di casa o l’abitacolo dell’automobile in vere e proprie camere a gas. Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo così è possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio, come le donne in gravidanza e i bambini. Un proposta simile è già stata avanzata dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nell’estate 2013. Il progetto però non è stato accolto. Rinnoviamo il nostro appello alle Istituzioni affinché siano introdotte norme più stringenti, peraltro già adottate con successo in altri Paesi”. Una parte importante della campagna, realizzata con il supporto di Boehringer Ingelheim, è il sondaggio fra oltre 850 specialisti. “Abbiamo condotto questa indagine interna per capire come viene affrontata e trattata la patologia - continua il prof. Pinto -. Il 78% degli oncologi ritiene che questi pazienti siano colpevolizzati, soprattutto se si tratta di fumatori. Inoltre l’86% afferma che lo stigma può influire negativamente sullo stato di salute complessivo. La probabilità di sviluppare una neoplasia polmonare è infatti 14 volte più alta tra i fumatori rispetto ai non tabagisti. Però è fondamentale che il malato avverta la comprensione del personale medico e l’affetto dei familiari. Ben il 95% degli oncologi dichiara infatti di rivolgere domande sul possibile stato di disagio interiore”. “Per troppo tempo il tumore del polmone è stato considerato una patologia quasi esclusivamente maschile - afferma la prof.Ssa Silvia Novello, presidente di Walce -. I nuovi dati evidenziano invece una forte crescita anche tra le donne. Il divario tra i due sessi si è ridotto, a causa dell’aumento del consumo di tabacco anche nella popolazione femminile. In base ai dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità, i fumatori in Italia sono oltre 11 milioni, di cui 5 rappresentati da donne. Dire addio alle sigarette non è una missione impossibile e comporta grandi benefici per la salute. Si può smettere senza ricorrere a prodotti sostitutivi a base di nicotina, che rendono poi più difficile interrompere il vizio”. In Italia il cancro del polmone è uno dei cosiddetti “big killer” ed è difficile individuarlo in fase iniziale. In tutta Europa si registrano ogni anno 391.000 nuovi casi e 342.000 morti, pari al 19,9% di tutti i decessi per tumore. Negli ultimi anni, la percentuale di persone che hanno superato la soglia dei 5 anni senza ricadute è aumentata: negli uomini dal 10 al 14%, nelle donne dal 12 al 18%. “Questi risultati positivi sono dovuti anche alla ricerca, che permette agli oncologi di somministrare terapie più efficaci - prosegue il prof. Pinto -. Tra le nuove molecole, afatinib ha un meccanismo d’azione innovativo e si differenzia dai trattamenti mirati attualmente disponibili perché è in grado di inibire in maniera irreversibile quei recettori che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo e nella diffusione dei tumori più pervasivi e a mortalità elevata come il carcinoma polmonare”. “Il fumo è uno dei principali fattori di rischio anche per altre neoplasie - spiega il prof. Cognetti -. Ricordiamo, in particolare, il cancro al seno, al collo dell’utero, alla vescica, al pancreas. Il 22% dei nostri connazionali con più di 15 anni fuma regolarmente. E, secondo il nostro sondaggio, solo il 45% degli italiani è disponibile a cambiare il proprio stile di vita per ridurre il livello di rischio oncologico. Questo dato deve farci riflettere. La prevenzione è un’arma fondamentale nella lotta contro i tumori. Dobbiamo insistere con campagne di informazione ed educazione”. “I progetti focalizzati sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sulla patologia rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. La nostra azienda è orgogliosa di collaborare con Aiom e poter contribuire alla realizzazione di questo importante progetto - conclude la dott.Ssa Anna Maria Porrini, presidente di Boehringer Ingelheim -. Lavoriamo per migliorare l’efficacia e la tollerabilità dei farmaci esistenti, sintetizzare nuove molecole per realizzare medicinali innovativi. Il nostro scopo è fornire ai pazienti le migliori terapie possibili. Vogliamo promuovere la salute e il benessere dell’intera collettività, questo non può prescindere da una corretta attività di prevenzione ed informazione sulle patologie”.  
   
   
YOGA IN GRAVIDANZA E YOGA LEGGERO GLI INCONTRI SI TERRANNO A MILANO  
 
 Milano, 10 settembre 2014 - Una serie di 3 appuntamenti per ciascuno dei cicli di incontri dedicati rispettivamente agli esercizi di yoga in gravidanza e di yoga leggero, una pratica adatta a persone anziane o poco flessibili. Gli incontri si terranno presso la sede di Cerdi Kala Yoga , in via Tito Livio 23, che, unitamente al Consiglio di Zona 4, promuove l´iniziativa.  
   
   
MONDIALE TARGATO ALTO ADIGE: CONGRATULAZIONI A PETRA ZUBLASING  
 
Bolzano, 10 settembre 2014 - La specialità non sarà fra le più note e praticate, ma un titolo di campione del Mondo è sempre qualcosa di speciale. Alla neo-iridata di tiro a segno, Petra Zublasing, arrivano i complimenti di Arno Kompatscher e Martha Stocker, i quali si dichiarano "orgogliosi del suo risultato". Il successo è arrivato nella sua specialità, la carabina 10 metri, durante il campionato del mondo di Granada. "Petra Zublasing - commenta il presidente Kompatscher - ha dimostrato di essere un talento fuori dal comune, e grazie a questo strepitoso trionfo si è anche guadagnata il biglietto per le Olimpiadi di Rio del 2016: è lei la prima atleta altoatesina sicura di partecipare ai prossimi Giochi estivi". Soddisfazione per il risultato raggiunto dalla 25enne atleta di Appiano è espresso anche dall´assessore allo sport Martha Stocker, la quale si dice "affascinata dalla calma e dalla concentrazione dimostrata dalla Zublasing durante la sua gara. Per l´Alto Adige è un trionfo storico, e tutti noi siamo orgogliosi di ciò che Petra è riuscita a fare".  
   
   
EXPO: CITTADELLA DELLO SPORT SU AREE ESPOSIZIONE  
 
Milano, 10 settembre 2014 - "Crediamo molto nel valore dello sport e nel tema di Expo che è direttamente connesso, vogliamo sfruttare questo grandissimo evento in modo ´bilaterale´: da un lato riuscire a suscitare negli oltre 20 milioni di visitatori previsti la curiosità di conoscere le bellezze e le eccellenze dei nostri territori, dall´altro organizzare grandi eventi per lo sport di base e altri super eventi di carattere sportivo in occasione dei quali vendere i biglietti per l´Expo". Protocollo Intesa Istituzioni E Coni - Lo ha detto Antonio Rossi, assessore allo Sport e alle Politiche per i Giovani di Regione Lombardia, intervenendo all´incontro stampa organizzato in occasione della firma del Protocollo d´intesa tra Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano, Comitato Olimpico Nazionale Ed Expo 2015 Spa siglato presso il palazzo Coni Lombardia. Lo Sport Per Expo - La firma del documento segna una tappa fondamentale nel percorso di avvicinamento all´evento che vedrà Milano, la Lombardia e l´Italia tutta sotto i riflettori del mondo dal 1° maggio al 31 ottobre 2015. I Firmatari Del Documento - Lo hanno sottoscritto, oltre all´assessore Rossi, Cristina Stancari, assessore allo Sport della Provincia di Milano, Chiara Bisconti, assessore alle Sport del Comune di Milano, Mario Mauri di Expo 2015 S.p.a., e Pier Luigi Marzorati, Presidente del Comitato Regionale Coni Lombardia. Gli Obiettivi Dell´accordo - Obiettivi dell´accordo sono la pianificazione delle forme e delle modalità di partecipazione di Expo Milano 2015 ai più importanti eventi sportivi nazionali e internazionali, durante i mesi che precedono l´apertura della manifestazione, l´organizzazione a Milano e in Lombardia di eventi di prestigio e richiamo internazionale, sia prima sia durante l´Esposizione Universale, il coinvolgimento di illustri sportivi del passato e del presente, in veste di portabandiera di Expo Milano 2015, dello Sport e della Salute. Calendario Grandi Eventi - "Con i colleghi assessori Bisconti e Stancari - ha spiegato Rossi - abbiamo già iniziato a valutare una serie di grandi eventi, come i campionati del mondo per sostenere i quali Regione Lombardia ha già destinato un milione di euro. Inizieremo in ottobre con i mondiali di pallavolo che saranno ospitati a Milano, poi ci saranno i campionati mondiali di canoa, di tiro a volo e di sci nautico". Bando Regionale Da 10 Mln - Rossi ha anche ricordato che per valorizzare le eccellenze dei territori vicini a Milano Regione Lombardia, insieme alle Camere di Commercio, ha aperto un bando da 10 milioni di euro. In questo ambito possono rientrare eventi che coinvolgono lo sport. Il Dopo Expo:una Cittadella Dello Sport - "Per il dopo Expo mi piacerebbe si riuscisse a mettere mano sull´impiantistica" ha proseguito Rossi. "Con il Comune sull´area dell´esposizione - ha specificato - vorrei si riuscisse a realizzare una cittadella dello sport". "Ho visto recentemente un impianto a Varsavia, dove sono stati disputati gli ultimi Mondiali di calcio, nel 2012, e quegli stessi spazi sono stati utilizzati per ospitare una mega vasca in cui sono stati disputati i campionati di windsurf ai quali hanno potuto assistere gli spettatori che avevano a disposizione oltre 40.000 posti a sedere. Due settimane prima nello stesso impianto si è disputata la gara di apertura dei mondiali di pallavolo e, in precedenza, una competizione mondiale di motocross. La parola chiave per questi nuovi impianti deve essere la multifunzionalità e la possibilità di utilizzarli non solo per grandi eventi ma anche per tutto ciò che ruota intorno allo sport". Momenti Formativi - L´intesa siglata prevede, inoltre, lo sviluppo di progettualità, momenti formativi e informativi connessi al tema "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita", per favorire un approccio innovativo verso lo Sport inteso come movimento, stile di vita, sostenibilità, con un focus mirato all´educazione e alla formazione delle generazioni più giovani. I firmatari del Protocollo d´intesa formeranno un Tavolo Tecnico, composto da loro rappresentanti, con il compito di individuare, valutare e proporre progetti e iniziative da mettere in campo in vista e nel corso dell´evento. Azione Comune - Di particolare importanza la firma del documento, perché sancisce l´impegno dei protagonisti ad un´azione comune, mirata al successo di Expo 2015, con l´intento di proiettare Milano, la Lombardia e l´Italia verso un futuro di crescita sostenibile.