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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 25 Novembre 2014
RICERCA, LOMBARDIA: CREARE RETE CON IMPRESE  
 
Milano, 25 novembre 2014 - "Per affrontare al meglio una tematica come quella del ´progetto Iter´ sulla fusione, che riguarda temi prioritari come l´energia e la ricerca, il compito delle Regioni deve essere quello di conciliare le esigenze locali con quelle globali. L´esperienza maturata da Regione Lombardia dimostra che proprio i livelli di governo subnazionali sono i più indicati per raggiungere questo obiettivo". Lo ha detto l´assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini, intervenendo, su delega del presidente Roberto Maroni, al convegno, promosso da Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l´energia e lo sviluppo economico sostenibile´) e Confindustria, su ´Iter, la via verso la competitività globale attraverso la Fusione europea´. Ricadute Positive - "Per un territorio come La Lombardia - ha ricordato Melazzini - che produce il 20 per cento del Pil e consuma il 25 per cento dell´energia del Paese, progetti come Iter rappresentano una sfida importante perché, mettendo insieme istituzioni internazionali e nazionali con il mondo delle imprese, riescono a tradurre in fatti concreti gli obiettivi di crescita e a dare ricadute positive in termini di rilancio del tessuto economico". Innova Lombardia - "Per Regione Lombardia - ha aggiunto l´assessore - la ricerca è un punto prioritario. Oggi gli investimenti sono pari all´1,6 per cento del Pil, ma noi abbiamo stilato un piano per raddoppiare questa quota in quattro anni, a partire dal programma ´Innova Lombardia´, che ci permetterà di investire un miliardo dal 2014 al 2020". Rete Con Imprese - "E´ fondamentale - ha spiegato ancora Melazzini - fare rete e creare sinergie per attrarre risorse. Noi lo facciamo con le altre regioni europee, come nel caso della ´Vanguard Initiative´, che riunisce 21 soggetti, ma anche con organismi come il Cnr, il Miur e le reti internazionali". "Tenendo conto che circa l´80 per cento dell´innovazione non finisce sul mercato - ha concluso l´assessore - la cosa più importante è creare una filiera concreta, che diventi relazione quotidiana, tra centri di ricerca, Istituzioni, università e imprese. Solo in questo modo le idee potranno avere le gambe per tradursi in realtà concrete e realizzare benessere per tutti".  
   
   
GEOTERMIA, UN FUTURO CHE RISPETTA LE VOCAZIONI DEI TERRITORI  
 
Firenze 25 novembre 2014 - Uno sviluppo fondato sulla valorizzazione e il rispetto del territorio e di tutte le sue risorse, dove la geotermia sia elemento in piena coerenza con tutte le vocazioni presenti, da quella agricola a quella turistica. E´ questo il modello al quale la Regione pensa e al quale sta lavorando, con un confronto sempre aperto con istituzioni e società civile. Come dimostra anche l´emendamento al Piano energetico (Paer) che la stessa Giunta ha presentato alle commissioni consiliari, in vista dell´approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale, e che fissa lo stop all´alta entalpia sull´Amiata e detta precise condizioni per lo sviluppo della media entalpia. Così l´amministrazione regionale risponde alle domanda avanzate dai comitati sul futuro dell´attività geotermica. E´ una linea chiaramente presente nel nuovo Piano energetico regionale: in Toscana lo sviluppo della geotermia si accompagna alla tutela dell´ambiente e della salute dei cittadini e può esserci solo a determinate condizioni. La prima è che gli impatti sull´ambiente si riducano ulteriormente, grazie all´introduzione di tecnologie impiantistiche e pratiche gestionali altamente efficienti, capaci di unire efficienza produttiva e tutela ambientale, e tutto questo insieme al rafforzamento dell´attività di controllo e monitoraggio di Arpat e di altre agenzie regionali. La seconda è che anche la ricerca sia programmata, cioè limitata, assieme al possibile sviluppo geotermico. La terza è che lo sviluppo debba essere in equilibrio, appunto, con la vocazione dei territori e che vi debba essere una valutazione della sostenibilità sociale dell´intervento in termini soprattutto occupazionali. In questo contesto va inserito anche il parere che l´amministrazione regionale ha inviato al Ministero dell´ambiente sull´ipotesi di impianto sperimentale a Montenero: una robusta relazione che evidenzia le molte carenze del progetto e non la "stringata" risposta di cui parlano i comitati. E anche sugli emendamenti del deputato Abrignani, che, se approvati, avrebbero tolto alle Regioni la competenza sugli impianti a media entalpia, la Toscana ha svolto una tenace battaglia, testimoniata dal diretto impegno del presidente Rossi nei confronti dei deputati toscani. Una battaglia vinta, che garantisce che il futuro del territorio toscano, in settore così delicato come quello delle attività geotermiche, sia garantito e tutelato innanzitutto dalla proprie istituzioni. E´ stato costruito in questi anni uno scenario nuovo per la geotermia, dove sono aperte le porte allo sviluppo della ricerca, e all´imprenditoria e all´occupazione di qualità, a partire proprio da quei territori che da tanti anni forniscono il calore per la produzione di energia elettrica al Paese. Politica , scienza e tecnica hanno dialogato, in un confronto dove tutti i soggetti coinvolti, ciascuno nelle proprie competenze, hanno contribuito al processo di scelta. In un percorso che dovrà consentire alla Toscana di arrivare al 2020 con le carte in regola.  
   
   
SENTENZA CONSULTA SU PIANO CASA, ASSESSORE VENETO: SERVE A MIGLIORARE LA QUALITA’ E RISPETTA I VINCOLI  
 
Venezia, 25 novembre 2014 - “Che il Piano Casa fosse uno strumento rispondente alle necessità dei cittadini, lo dicevano già i dati sulla sua applicazione in Veneto. Che sia pienamente legittimo e assolutamente rispettoso dei vincoli e delle tutele in vigore lo conferma una volta di più questa sentenza della Corte Costituzionale. Non avevo nessun dubbio perché lo avevamo sempre sostenuto, anche con chi ha voluto andare contro l’evidenza”. Commenta così il vicepresidente e assessore regionale al territorio Marino Zorzato la sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito la legittimità della legge (n. 32/2013) che ha approvato la terza edizione del Piano Casa regionale. La pronuncia della Consulta segue di poco la sentenza del Tar del Veneto che ha invalidato la delibera del comune di Asiago che si opponeva all´applicazione del Piano Casa regionale sul suo territorio. “Fin dall’introduzione di questo strumento normativo – sottolinea Zorzato – è sempre stato ribadito nello spirito e nella lettera che non si va minimamente a toccare il patrimonio vincolato puntando invece al miglioramento dell’esistente e, come obiettivo generale, alla riduzione del consumo di suolo, con particolare riferimento alla possibilità di demolizione dei fabbricati esistenti in zone a rischio idraulico e idrogeologico con ricostruzione in zone proprie.. Per tutti questi contenziosi, resta il disappunto perché non hanno e non hanno mai avuto ragion d’essere”. “Infine, non va trascurato il fatto che la sua applicazione in Veneto – conclude Zorzato – ha visto la presentazione di circa 70 mila domande, attivando investimenti pari a circa 3 miliardi di euro e come stimato dalla Associazioni di categoria circa 20.000 posti di lavoro salvati evitando la chiusura di 7.000 piccole imprese. In virtù anche di queste sentenze, speriamo quindi che ora l’applicazione delle norme regionali sia uniforme in tutto il territorio, non essendoci più dubbi che si opera nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni di tutela dell’ambiente e del paesaggio”  
   
   
RIORDINO E SEMPLIFICAZIONE DELLA NORMATIVA EDILIZIA, PROPOSTA DI LEGGE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLE MARCHE  
 
Ancona, 25 novembre 2014 - Semplificazione amministrativa e procedimenti più veloci per migliorare la qualità degli interventi di costruzione e recupero, tutelare i cittadini, sostenere lo sviluppo economico del comparto edilizio. Sono gli obiettivi di una proposta di legge che la Giunta regionale ha trasmesso all’Assemblea legislativa per l’adozione. Il testo propone un riordino di tutta la materia edilizia, alla luce delle criticità che emergono nella gestione quotidiana della materia, come segnalato dagli operatori che devono investire e dagli amministratori che devono autorizzare gli interventi. “La proposta di legge è frutto di una riflessione e di un approfondimento che ha coinvolto soggetti pubblici che intervengono direttamente nei procedimenti edilizi (Comuni, Province, ordini e collegi professionali) e privati del settore – evidenzia il vicepresidente e assessore all’Edilizia, Antonio Canzian – Si inserisce nella discussione in corso in tema di semplificazione dei procedimenti e della legislazione edilizia, tenendo conto anche dell’evoluzione giuridica e tecnologica della materia. Un settore, quello edilizio, caratterizzato, negli ultimi anni, da cambiamenti introdotti dal legislatore statale finalizzati a contrastare la crisi che il settore delle costruzioni sta attraversando. Le Marche, perciò, hanno ritenuto di intervenire sulla complessità dei procedimenti edilizi attraverso la semplificazione e il riordino della normativa, allo scopo di ricondurre a una omogeneità applicativa le numerose interpretazioni introdotte nel tempo a seguito degli interventi della giurisprudenza amministrativa, civile e penale”. La proposta, innanzitutto, prevede una definizione delle opere e degli interventi realizzabili ai fini abitativi edilizi, legando i procedimenti amministrativi all’effettiva rilevanza delle opere previste. Molte tipologie d’interventi minori sono state, perciò, svincolate dagli obblighi procedimentali e classificate (nel rispetto della normativa nazionale ) come “edilizia libera”, cioè realizzabile senza comunicazione o permessi. Viene poi incrementato l’utilizzo della Scia (Segnalazione certificata d’inizio attività) che sostituisce completamente la Dia (Dichiarazione d’inizio lavori). La sostituzione prevede anche un’esatta definizione del procedimento di Scia, non rintracciabile nelle disposizioni normative attuali. Il testo disciplina i vari passaggi amministrativi e la regolamentazione dei controlli minimi delle Scie da parte dei Comuni. Altri elementi di maggiore novità introdotti dalla proposta di legge della Giunta regionale riguardano la possibilità di rilasciare autorizzazioni temporanee per proseguire le attività pubbliche o di pubblico interesse e produttive negli immobili interessati da interventi edilizi; deroghe specifiche in caso di miglioramento energetico o sismico degli edifici, compresa quella del rispetto delle distanze tra immobili; la possibilità di recuperare, a fini abitativi, i sottotetti.  
   
   
ASSESSORE REGIONALE AL DIRETTIVO DI ANCI PUGLIA  
 
Bari, 25 novembre 2014 - Il Direttivo Anci Puglia ha incontrato presso la sede Anci di Bari, l’assessore regionale Angela Barbanente per un confronto sul Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, in particolare sulle proposte di emendamenti alle norme tecniche attuative del Pptr, condivise con il Ministero Beni Culturali. Tali emendamenti rispecchiano sia le istanze raccolte dalla Regione durante la lunga fase di consultazione con i territori avviata dopo l’adozione del provvedimento (G.r. 2/8/2013), sia le 2700 osservazioni pervenute, solo il 14,7% delle quali non sono state accolte. L’assessore Barbanente ha premesso la doverosa e imprescindibile collaborazione con i Comuni in materia di governo del territorio e paesaggio, viste le competenze delle amministrazioni locali in sede di autorizzazione paesaggistica e quindi di interpretazione del Piano. Ha sottolineato la necessità di accelerare tempi per la definitiva approvazione del Pptr, sia per lo stato del nostro territorio, sempre più vulnerabile di fronte ad eventi calamitosi che si verificano con crescente frequenza, sia per la crescente importanza della qualità del paesaggio nelle politiche di sviluppo del territorio, in una regione dove il turismo sta diventando parte sempre più rilevante dell’economia. Ha spiegato che il Piano segue due logiche: “tutela del paesaggio” - nella nuova accezione non solo “estetica” ma anche “ecologica” – e “semplificazione”, in piena coerenza con il Codice beni culturali, evidenziando l’importanza dell’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al nuovo piano paesaggistico, quale premessa essenziale per dare certezza a cittadini e imprese. Infine, anche su richiesta dei Comuni, ha rimarcato la “flessibilità” e “dinamicità” dello strumento, facendo specifico riferimento a due articoli (104 e 97), che prevedono procedure ben più snelle e agevoli di quelle del Putt/p per la rettifica delle errate localizzazioni o perimetrazioni e per l’aggiornamento del Piano (art.104) e per l’adeguamento dello stesso alla realtà locale (art. 97). “Continua il proficuo percorso collaborativo tra Anci e Regione – ha dichiarato il presidente Anci Puglia sen. Luigi Perrone – di particolare importanza la lunga fase di concertazione avviata con la vicepresidente Barbanente sul Pptr, perché ha prodotto un confronto sistematico e costruttivo con i comuni e per loro tramite con i cittadini. Ringrazio l’assessore ed esprimo apprezzamento per il metodo. I comuni vivono quotidianamente le complesse dinamiche di trasformazione del territorio e dunque sono direttamente interessati a disporre di strumenti pianificatori certi e condivisi, adeguati alle proprie specifiche peculiarità e che consentano uno sviluppo durevole e sostenibile. L’anci ha provveduto ad inoltrare lo schema di proposta emendativa ai Comuni pugliesi, i quali potranno esprimersi entro il prossimo 28 novembre.  
   
   
ACQUISTO PRIMA CASA, ASSESSORE UMBRIA A GIOVANI COPPIE: ENTRO IL 9 DICEMBRE LA DOMANDA PER ACCEDERE AL BONUS REGIONALE  
 
Perugia, 25 novembre 2014 – "C´è tempo fino a martedì 9 dicembre per presentare la domanda di accesso ai contributi, a fondo perduto, che la Regione Umbria assegna alle giovani coppie per l´acquisto della prima casa e che ammontano fino a 40mila euro nel caso l´alloggio sia ubicato nel centro storico di Perugia o di Terni". Lo ha ricordato l´assessore regionale alle Politiche della casa, Stefano Vinti, che ha incontrato nella sede dell´Assessorato un gruppo di giovani coppie interessate ai benefici del bando pubblicato dalla Regione Umbria lo scorso 8 ottobre sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria (supplemento ordinario 3 del Bur n. 47 – Serie generale). L´assessore Vinti ha fornito loro informazioni e chiarimenti sui criteri e le modalità del bando 2014, rivolto alle giovani coppie, con età non superiore a 40 anni. "In questo bando, rispetto ai precedenti – ha rilevato Vinti – è stato elevato il bonus erogato per l´acquisto della prima casa nei centri storici, in particolare dei due capoluoghi di provincia. Per l´acquisto di un appartamento nei centri storici delle altre città, il contributo sarà fino a un massimo di 35mila euro, negli altri casi fino a 30mila euro". "La Giunta regionale – ha detto - ha stanziato significative risorse, circa 3 milioni e 600mila di euro, per garantire il diritto alla prima casa da parte di alcune tipologie familiari che più di altre sono in difficoltà economica. Allo stesso tempo, vogliamo favorire il reinsediamento di giovani coppie e famiglie nei centri storici, condizione indispensabile per contrastarne lo spopolamento e contribuire alla ricostruzione di un tessuto sociale e alla loro rivitalizzazione". Le giovani coppie che beneficeranno dei contributi "potranno accedere anche al mutuo per l´acquisto della prima casa garantito dalla Regione Umbria – ha ricordato inoltre l´assessore – con le modalità e i vantaggi derivanti dalla convenzione con Gepafin, cui hanno aderito dodici istituti di credito". Entrando nei dettagli, destinatarie dei contributi per l´acquisto della prima casa sono le coppie che, alla data di pubblicazione del bando, sono coniugate o conviventi nel medesimo stato di famiglia anagrafico, che abbiano un´età inferiore ai 40 anni o compiano 40 anni nel 2014. Sono ammesse a beneficiare delle agevolazioni anche le coppie anagraficamente inserite in altro nucleo familiare dal quale si distacchino, entro i termini previsti, per trasferirsi nell´alloggio acquistato. Per favorire il ritorno dei residenti nei centri storici, avranno priorità e contributi più alti le coppie che individuino l´abitazione da acquistare nelle zone A dei Comuni (ad eccezione delle zone A delle frazioni). Il contributo è pari al 40 per cento del costo dell´alloggio fino ad un massimo di 40.000 euro qualora l´alloggio sia ubicato nel centro storico dei Comuni di Perugia e Terni; al 35% del costo dell´alloggio fino ad un massimo di 35.000 euro se l´alloggio è nel centro storico degli altri Comuni della Regione; al 30% del costo dell´alloggio fino ad un massimo di 30.000 euro negli altri casi. Per quanto riguarda il reddito familiare Isee, il nucleo familiare deve essere titolare di un reddito alla data di pubblicazione del bando e deve avere un Isee 2014 (redditi 2013 e situazione patrimoniale al 31 dicembre 2013) compreso tra 9.000 e 23.500 euro. La soglia minima per l´accesso, dopo la fase di ascolto con i cittadini che erano stati invitati dall´assessore Vinti a presentare osservazioni e suggerimenti in merito ai criteri previsti nelle linee guida dei bandi, è stata abbassata rispetto alla previsione iniziale. I requisiti soggettivi per l´accesso ai contributi restano pressoché invariati: cittadinanza italiana o di un Paese che aderisce all´Unione Europea o di Paesi che non aderiscono all´Unione Europea, in regola con le norme sull´immigrazione; residenza o attività lavorativa in Umbria da almeno ventiquattro mesi consecutivi; non titolarità del diritto di proprietà, comproprietà, nuda proprietà, uso, usufrutto o di altro diritto di godimento su alloggi, o quote parti di essi, sul territorio nazionale; non aver mai usufruito di altri contributi pubblici per l´acquisto o il recupero di una abitazione (sono esclusi i finanziamenti per la ricostruzione a seguito di eventi sismici). Gli alloggi da acquistare devono essere ubicati in Umbria; devono far parte di un fabbricato costituito da almeno due alloggi; devono essere accatastati nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6; avere una superficie utile non superiore a mq 95. Inoltre non devono essere di proprietà di ascendenti entro il secondo grado della coppia, né essere realizzati con contributo pubblico. Le domande, una soltanto per coppia, deve essere compilata usando il modello approvato dalla Regione, pubblicato sul portale regionale e trasmessa entro il 9 dicembre 2014, per raccomandata con avviso di ricevimento o consegnata a mano presso la Direzione Regionale "Programmazione innovazione e competitività dell´Umbria", "Servizio Politiche della casa e Riqualificazione Urbana" , P.zza Partigiani, 1 Perugia. Nella formazione della graduatoria, oltre alle priorità legate all´ubicazione della prima casa nei centri storici, si terrà conto di particolari condizioni della coppia coniugata o convivente quali la residenza in un alloggio oggetto di sfratto esecutivo non emesso per inadempienza contrattuale o di ordinanza di sgombero totale, la presenza nel nucleo familiare di almeno un componente disabile, la titolarità esclusivamente di redditi da lavoro precario. Il Servizio Politiche della Casa e Riqualificazione urbana della Regione istruirà le domande pervenute mediante apposita procedura informatizzata e formulerà la graduatoria provvisoria, sulla base delle dichiarazioni rese dai richiedenti. A parità di punteggio le domande saranno collocate in graduatoria in ordine crescente di Isee. Qualora persistano le condizioni di parità, si procederà al sorteggio. Ai richiedenti non saranno inviate comunicazioni di ammissione o di esclusione al finanziamento. Pertanto, le graduatorie dovranno essere consultate o collegandosi all´indirizzo internet della Regione: www.Regione.umbria.it, o consultando il Bollettino Ufficiale della Regione. Entro 30 giorni dalla data di pubblicazione, nel Bollettino Ufficiale della Regione, della graduatoria provvisoria, i richiedenti possono presentare ricorso, qualora esclusi, ovvero chiedere l´eventuale revisione del punteggio attribuito, presentando idonea documentazione. Dopo l´esame dei ricorsi e i necessari controlli a campione, su almeno un terzo delle domande ammesse, il Servizio formula la graduatoria definitiva, che viene pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione e all´indirizzo Internet www.Regione.umbria.it. Ai beneficiari ammessi definitivamente a contributo verrà inviata la relativa comunicazione. Il contributo verrà erogato in un´unica soluzione, dopo la presentazione degli atti di acquisto. Tutte le domande che otterranno il contributo – ha sottolineato l´assessore Vinti - verranno sottoposte a controllo da parte del Comando regionale Umbria della Guardia di Finanza, con cui la Regione ha stipulato un apposito protocollo d´intesa. Sono stabiliti alcuni vincoli da rispettare, pena la decadenza dal contributo. L´alloggio deve essere cointestato al 50% ai componenti della coppia e la residenza deve esservi mantenuta per cinque anni. Conseguentemente, per lo stesso periodo l´alloggio non può essere né venduto né locato, salvo autorizzazione regionale, concessa solo per gravi e sopravvenuti motivi. Tale vincolo deve essere inserito nell´atto di acquisto o in un atto aggiuntivo successivo e trascritto alla Conservatoria dei Registri immobiliari.  
   
   
FVG, CASA: ALTRI 10 MLN. PER RECUPERO - 24 MLN. AL "PACCHETTO CASA  
 
Trieste, 25 novembre 2014 - La Finanziaria regionale 2015 conterrà 10 milioni di euro per il recupero del patrimonio immobiliare dismesso, facendo salire a 13 milioni (3 erano già stati stanziati con l´assestamento di bilancio) i fondi regionali a sostegno delle politiche del riuso. "Si tratta di una fondamentale boccata d´ossigeno per il settore dell´edilizia", ha commentato l´assessore alla Pianificazione territoriale e Lavori pubblici, Mariagrazia Santoro: "abbiamo deciso di implementare con altri 10 milioni di euro il nuovo filone contributivo a sostegno della valorizzazione del patrimonio esistente e della razionalizzazione del territorio. E´ un provvedimento che migliora le condizioni di vivibilità, sostiene la crescita nel settore dell´edilizia abitativa e contribuisce al rilancio dell´economia produttiva, commerciale e turistica". "Questa misura - ha proseguito Santoro - ha un duplice effetto positivo: da un lato immette risorse in un settore che necessita non solo delle semplificazioni normative che abbiamo introdotto con la legge 13/2014, ma anche di risorse per riscattarsi da una crisi molto forte. Inoltre rendiamo concreto un principio che troppo spesso è solo uno slogan: ´zero consumo di suolo´. Solo attraverso una politica mirata che incentivi il recupero dell´enorme patrimonio esistente ma non più utilizzabile, possiamo contenere nuove azioni di espansione edilizia, concentrando le risorse su quanto c´è già. Per questo daremo la priorità ai centri storici, perché recuperarli significa anche rivitalizzarli". A questo finanziamento, si aggiunge il pacchetto di misure per il comparto Casa che sommano 24.060.000 euro (11.400.000 per funzionamento ed abbattimento canoni Ater, 6.500.000 per il fondo sociale di sostegno alle locazioni, 2.860.000 a titolo di rimborso a Mediocredito per i mutui prima casa, 1.000.000 per le co-garanzie sugli acquisti prima casa, 2.300.000 al nuovo fondo di manutenzione per gli alloggi oggi non assegnabili). "Altra importante novità è costituita dalla ripresa del finanziamento per le manutenzioni degli alloggi Ater, che ci consentirà di incrementare l´offerta di alloggi a fronte delle numerose richieste, attraverso il recupero di locali ora non utilizzabili. Prevediamo anche uno spazio ai progetti di auto-recupero, che stanno nascendo ad esempio nel Comune di Trieste". L´edilizia scolastica prevede di incassare in Finanziaria 3 milioni di euro (1.500.000 per il Fondo di Emergenza, 1.000.000 per l´edilizia su scuole materne e 500.000 per gli edifici di prima infanzia). Santoro ha inoltre annunciato due importanti novità: altri 600 mila euro per lo scorrimento della graduatoria che concede contributi ai privati e ai condomini per l´installazione di ascensori e il nuovo fondo di rotazione da 1 milione di euro per il sostegno di progettazioni a carico dei Comuni. I Comuni potranno così farsi trovare pronti alla messa in cantiere delle opere, una volta che le risorse si rendano disponibili, facilitando così la realizzazione degli interventi e il superamento del patto di Stabilità.  
   
   
OCCUPAZIONI, MARONI: VOGLIAMO DECIDERE ASSEGNAZIONI CASE ALER  
 
Milano, 25 novembre 2014 -"Siamo stati noi a mandare la disdetta della convenzione fra Aler e Comune di Milano. Abbiamo valutato e chiesto a Palazzo Marino se fosse intenzionato a fare una nuova convenzione, perché non poteva essere che gli oneri spettassero alla Regione e le assegnazioni invece al Comune. Milano ha deciso di non procedere in questa direzione e di assegnare gli immobili di sua proprietà a una sua società. Nulla di male, ma io voglio completare la riforma, per fare in modo che, per quanto riguarda l´assegnazione degli alloggi Aler, sia questa a decidere e non il Comune". Lo ha chiarito il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo in diretta alla trasmissione ´Orario Continuato´, in onda su Telelombardia. Questione Graduatorie - Nel corso della stessa trasmissione il presidente di Aler Gian Valerio Lombardi, ha ricordato che attualmente "sono i Comuni a fare le graduatorie, anche per quanto riguarda le case di proprietà di Aler. L´assegnatario ci viene indicato dal Comune, non lo decidiamo noi". Aspetto Da Risolvere - In questa situazione, ha osservato il governatore, "qualche Comune potrebbe pensare di mettere gli inquilini che pagano negli appartamenti di sua proprietà e quelli morosi nelle case Aler. Parlo ovviamente in teoria, ma è una cosa che potrebbe succedere. Quindi io voglio fare una riforma complessiva della legge sull´edilizia residenziale pubblica, in maniera che ognuno si assuma le proprie responsabilità". Avanti Con Piano Sgomberi - "Il nostro piano prevede interventi per gli sgomberi cosiddetti programmati, contro le occupazioni vecchie, che vanno comunque regolarizzate, e poi contro i cosiddetti sgomberi in flagranza, per cui se uno occupa noi interveniamo entro 24 ore con l´assistenza del Comune di Milano per quanto riguarda i servizi sociali, per evitare il trucco che uno occupi mettendo qualcuno nell´alloggio come magari una incinta donna con un bambino che non possa essere sgombrato senza la presenza dei servizi sociali. Questo è stato fatto e il piano mi sembra ottimo". Aler Milano È Un Caso A Parte - "Aler Milano è un caso a parte rispetto alle altre Aler. Come molti ricorderanno, noi abbiamo fatto la riforma del sistema delle Aler, che prima erano 13 su 12 province, con la provincia di Varese che ne aveva due, una a Varese e una a Busto Arsizio. Con la nostra riforma le abbiamo ridotte a 5, raggruppandole per macro aree, riducendo quindi i costi dei Consigli di amministrazione e costringendo Province diverse a lavorare insieme". Milano Area Più Complessa - "´Aler Milano´ è la zona più complessa rispetto alle altre - ha spiegato Maroni -, perché siamo nella nuova Città Metropolitana e qui ci sono i fenomeni più significativi di abusivismo, di non pagamento dei canoni e i buchi nel Bilancio. E´ una situazione molto più complessa rispetto alle altre e, per questo, voglio davvero ringraziare il prefetto Lombardi, per aver accettato il compito ingrato e difficile di fare il presidente di Aler Milano e per l´impegno con cui sta svolgendo al meglio questo suo incarico in una situazione davvero difficile". Impegno Di Regione - "Abbiamo fatto molto come Regione per salvare il patrimonio di Aler Milano - ha sottolineato il presidente -, abbiamo messo molti soldi in Aler, perché si tratta di un patrimonio di Aler e di Regione Lombardia e vogliamo che non si perda, è un patrimonio degradato e che va sistemato, ma ci riusciremo". Per Case Aler Riorganizzeremo Sistema Graduatorie - Il presidente della Regione Roberto Maroni, ha poi risposto a una domanda sulla revisione del sistema delle graduatorie. "La settimana prossima porto all´approvazione della Giunta una legge che poi porteremo in Consiglio regionale. Adesso il Consiglio è occupato con la Legge di bilancio, penso che l´approvazione andrà a gennaio, quindi in tempi comunque rapidi. Da febbraio dovremmo perciò essere in grado di riorganizzare tutto il sistema delle graduatorie. Questo è il mio obiettivo". Il presidente Maroni, in collegamento da Palazzo Lombardia insieme al presidente di Aler Milano Gian Valerio Lombardi, ha risposto alle telefonate di telespettatori e inquilini. "Questi sono problemi veri, e i problemi che toccano i lombardi sono i miei problemi", ha detto. Da Regione Investimenti Importanti - "Per le case popolari abbiamo fatto investimenti importanti: 390 milioni per il recupero degli alloggi sfitti, per le ristrutturazioni e per sbloccare i cantieri per 8200 alloggi Erp entro il 2017". 35 Milioni Per Sostegno - "Siamo intervenuti - ha continuato il governatore - anche per aiutare chi vive in queste case e attraversa un periodo di difficoltà, stanziando 35 milioni per: sostegno alla morosità incolpevole, aiuto per le famiglie a basso reddito, mobilità nel settore della locazione, abbattimento di barriere architettoniche, prevenzione morosità e sfratti". Problema ´Tagli´ - A questi stanziamenti, ha ricordato Maroni "vanno aggiunti gli oltre 100 milioni messi, solo in questo anno e mezzo, per il risanamento. L´impegno di Regione c´è, ma se verranno confermati i tagli previsti dalla legge di stabilità (930 milioni per la Regione Lombardia), temo sarà difficile poter rimettere questi soldi". Parlamento Ci Ripensi - "Spero - ha concluso Maroni - che il Parlamento ripensi questa legge di stabilità. Qualche giorno fa, ho organizzato una riunione in Consiglio regionale con tutti i parlamentari eletti in Lombardia, per ribadire che la nostra Regione sta venendo ingiustamente penalizzata, perché noi a differenza di altri abbiamo i conti in regola". Procederemo A Liberazione Case Occupate Abusivamente - "Non c´è possibilità di tollerare: chi occupa abusivamente non può pensare di rimanere dentro. Poi c´è chi ha necessità di un intervento a carattere assistenziale e ci deve pensare il Comune, perché è suo compito. Ma noi procederemo alla liberazione di tutte le case occupate abusivamente. Non c´è alternativa". Pronto Il Piano - "Abbiamo messo a punto il Piano di contrasto alle occupazioni abusive sottoscritto da Regione Lombardia, Prefettura di Milano, Comune di Milano e Aler Milano. Oltre alle risorse, prevede interventi di messa in sicurezza e recupero degli alloggi sociali liberati dalle occupazioni abusive e in flagranza, da concludersi entro 30 giorni dallo sgombero", ha continuato Maroni. "Noi procederemo in attuazione di questo piano con l´utilizzo della forza pubblica perché non possiamo accettare l´idea che la violenza paghi e pagare anche gli allacciamenti per gli abusivi. Non esiste".  
   
   
FONDO AFFITTI. GIUNTA PUGLIA AGGIUNGE 5 MILIONI AI 10 GIÀ STANZIATI  
 
Bari, 25 novembre 2014 - Nota Barbanente " La giunta regionale ha approvato la delibera che sblocca il fondo affitti per le famiglie residenti in Comuni a minore tensione abitativa secondo la Delibera Cipe del 2003. Si tratta di 5 milioni di euro che si aggiungono ai 10 milioni già resi disponibili nell’estate per i Comuni a più alta tensione abitativa, a testimonianza di attenzione e sensibilità costante della giunta regionale della Puglia nei confronti degli inquilini bisognosi. "Rispondo così, con un atto concreto, anche al Consigliere Scianaro, appena sette giorni dopo la sua interrogazione sulle ragioni del ritardo nella erogazione del contributo per l’affitto. Per la verità, il Consigliere avrebbe fatto migliore figura evitando di porre una simile domanda. Mi auguro, infatti, che nel suo ruolo di consigliere regionale non gli sfugga che i vincoli del Patto di Stabilità rendono, per la Regione e i Comuni pugliesi, ogni giorno più difficile utilizzare i fondi, pur disponibili in cassa, destinati ad alleviare il crescente disagio degli inquilini bisognosi, così come di altri soggetti sociali svantaggiati. Piuttosto che interrogarci su ciò che dovrebbe sapere, farebbe bene a unirsi al governo regionale nella battaglia per l’allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità."  
   
   
COMMERCIO ESTERO: ASSOCAMERESTERO, BATTUTA D’ARRESTO NEL MESE DI OTTOBRE PER L’EXPORT EXTRA-UE LE ESPORTAZIONI ITALIANE CRESCONO PERÒ DI UN PUNTO E MEZZO, AL NETTO DELLA COMPONENTE ENERGETICA  
 
Roma, 25 novembre 2014 – Battuta d´arresto a ottobre, rispetto al mese precedente, per il Made in Italy extra Ue, ma grazie al rallentamento delle importazioni i nostri conti con l´estero registrano il saldo mensile più alto dal gennaio 1993. È la meccanica italiana a rilevare il maggior tasso di contrazione congiunturale, anche se, guardando agli andamenti su base annua, i beni strumentali rilevano un aumento di quasi il 4 per cento. “Guardando le cose sul medio periodo si confermano le buone performance del comparto dei beni strumentali fuori dall’Unione - osserva Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi - a testimonianza della capacità delle imprese del settore di riuscire a intercettare la fase di crescita per quanto moderata fuori dall´Europa. È poi confortante registrare lo sviluppo continuo dell´export negli Stai Uniti, primo nostro sbocco al di fuori dell´Europa e terzo mercato in assoluto. Qui può averci aiutato anche la flessione dell´euro registrata negli ultimi mesi che ci porta verso ragioni di scambio più realistiche nei confronti del dollaro” conclude Esposito. Molto positivo è, inoltre, l’avanzo del Made in Italy posto che, al netto della componente energetica, nei primi dieci mesi è pari a circa 54 miliardi di euro.  
   
   
INDAGINE CONGIUNTURALE COMMERCIO E RISTORAZIONE III TRIMESTRE 2014 VOLUME D’AFFARI IN LIEVE CONTRAZIONE NEL TERZO TRIMESTRE 2014, NEGATIVE LE PREVISIONI PER IL BREVE PERIODO  
 
Torino, 25 novembre 2014 - Dopo la lieve contrazione subìta nei primi tre mesi del 2014 e il leggero incremento del Ii trimestre 2014, il fatturato (a valori correnti, iva esclusa) delle imprese piemontesi del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione torna a diminuire nel periodo luglio-settembre 2014 (-0,5%) rispetto allo stesso periodo del 2013. A fronte di una sostanziale stazionarietà manifestata dagli esercizi del commercio al dettaglio e ad un leggero incremento del fatturato realizzato dagli esercizi della somministrazione, si evidenzia un peggioramento dell’andamento delle medie e grandi strutture. Questi i principali risultati che emergono dall’indagine congiunturale sui settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione relativa al Iii trimestre 2014, realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nel mese di ottobre 2014 con riferimento ai dati del periodo luglio-settembre 2014 e ha coinvolto 1.019 imprese piemontesi dei settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione, per un volume d’affari complessivo pari a circa 3,7 miliardi di euro. “Il settore del commercio e della ristorazione soffre e purtroppo continuerà a farlo - commenta Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte -. Gli imprenditori sono pessimisti e sembrano non avere fiducia neppure nell’ultimo trimestre dell’anno, quello natalizio. Si rivela sempre più necessario e urgente adottare misure di sostegno non soltanto alla domanda interna, ma anche alle tante strutture commerciali del nostro territorio, affinché l’intervento congiunto delle istituzioni, delle associazioni di categoria e degli attori sociali ed economici coinvolti contribuisca a fornire segnali di fiducia, necessaria per rilanciare i consumi delle famiglie piemontesi”. La disaggregazione per tipologia distributiva mette in luce come gli esercizi di vicinato abbiano registrato una sostanziale stabilità del fatturato rispetto al Iii trimestre 2013 (+0,1%) e la ristorazione abbia mostrato una dinamica lievemente positiva (+0,5%), mentre le medie e grandi strutture di vendita abbiano rilevato una variazione tendenziale negativa di -0,9 punti percentuali. Scendendo nel dettaglio delle singole categorie merceologiche che compongono il complesso degli esercizi di vicinato, si rileva come il segno meno abbia contraddistinto esclusivamente il comparto dell’abbigliamento, che ha subìto una flessione del fatturato dello 0,9% rispetto al Iii trimestre 2013. La stabilità ha caratterizzato gli esercizi di vicinato alimentari (+0,1%), mentre hanno registrato un andamento positivo la cultura e tempo libero (+2,8%), i prodotti per la casa e Ict (+0,6%) e gli altri prodotti (+1,7%). A livello territoriale, i risultati non sono omogenei. A fronte della lieve flessione manifestata complessivamente a livello regionale, troviamo realtà in cui la crisi del comparto è apparsa più evidente. In particolare, nel Iii trimestre 2014, le province del Piemonte nord-orientale hanno subìto le flessioni del fatturato più intense. Vercelli e Biella hanno registrato contrazioni del volume d’affari rispettivamente del -2,7% e -2,5%, seguite dal Verbano Cusio Ossola con una flessione tendenziale del fatturato dell’1,9%. Novara ha evidenziato una sostanziale stabilià (+0,1%), mentre il capoluogo regionale ha scontato una riduzione del fatturato dell’1,2%. Appare migliore l’andamento del Piemonte meridionale: Alessandria ha realizzato una crescita del fatturato del 3,2%, Cuneo del 2,3% ed Asti dello 0,4%. La live flessione del fatturato si accompagna ai giudizi prevalentemente negativi circa l’andamento degli altri indicatori congiunturali. Il 47% degli intervistati ha segnalato, per il trimestre in esame, una nuova flessione tendenziale degli ordini ai fornitori, mentre solo il 9% ne ha constatato un aumento: il saldo di opinione risulta così negativo per ben 38 punti. Lo scarto tra giudizi positivi e negativi risulta a favore dei secondi anche per quanto riguarda l’occupazione (-22 punti). Va sottolineato, tuttavia, come per la maggior parte delle imprese intervistate (più di 7 imprese su 10), il numero degli occupati sia rimasto sostanzialmente invariato rispetto al periodo luglio-settembre 2013. Non sono rassicuranti, inoltre, le previsioni a breve termine formulate dagli imprenditori. Negli ultimi tre mesi del 2014 il fatturato sarebbe destinato, infatti, ad aumentare per il 25% degli intervistati e a rimanere stabile per il 32%, mentre il 43% ne prevede un’ulteriore flessione: il saldo tra ottimisti e pessimisti risulta, così, pari a -17 punti, in miglioramento rispetto ai -27 punti della precedente rilevazione. I pessimisti superano di gran lunga gli ottimisti anche in riferimento agli ordini ai fornitori, mentre per quanto rigurda l’occupazione si rileva un generale orientamento alla stazionarietà.  
   
   
SERRACCHIANI, FVG IN TESTA NORDEST PER EXPORT  
 
Udine, 25 novembre 2014 - "Il Friuli Venezia Giulia è la regione del Nordest che va meglio nell´export nell´ultimo trimestre e che mostra il primo, seppur timido, segno positivo per l´occupazione". Lo ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani, in occasione della 61.Ma cerimonia delle "Premiazioni del lavoro e del progresso economico" al teatro Giovanni da Udine, ricordando che "i segnali positivi registrati sono anche frutto del lavoro sulle politiche industriali a cui la Regione si sta dedicando da oltre un anno". Serracchiani è stata protagonista dell´intervista condotta dal direttore del Messaggero Veneto Tommaso Cerno e che ha toccato i temi più caldi dell´agenda politica e di governo: tra questi, la riduzione dei costi della macchina burocratica regionale e, soprattutto, delle partecipate; l´emergenza tutela del sito di Palmanova; il salvataggio della Coopca e l´andamento delle altre crisi aziendali; la partita dei rapporti Stato-regione. Alla platea di imprenditori e lavoratori, Serracchiani ha ricordato che la Regione già lo scorso anno ha messo in sicurezza l´accesso al credito, ha fatto ordine nei conti e aumentato la capacità di intervento di Friulia e Mediocredito "che così hanno potuto mettere in campo diverse azioni importanti a favore del settore imprenditoriale". Oltre a questo, positive conseguenze per il rilancio del settore verranno dal Piano di sviluppo del settore industriale a cui sta lavorando il vicepresidente Sergio Bolzonello."consorzi e distretti verranno razionalizzati, eliminando anche ´poltrone´ inutili, ma soprattutto si incentiveranno le reti d´impresa e si diffonderà l´affiancamento di consulenti che seguiranno gli imprenditori nella ricerca dei migliori investimenti", ha ricordato Serracchiani. L´altra azione andrà nella direzione dello sviluppo dell´internazionalizzazione. "La sfida non è solo quella, già di per sè complicata, di lanciare le nostre imprese nel mercato internazionale, ma anche consolidarle", ha sottolineato la presidente. L´intervista si è intercalata alla consegna dei premi a lavoratori e imprese, alle scuole, dei riconoscimenti speciali e delle quattro "targhe dell´eccellenza" tributate alla Federazione delle Bcc Fvg (settore finanza), al poeta Pieluigi Cappello (cultura), al Premio Nonino Risit d´Aur (internazionalizzazione) e a Massimo Paniccia (economia). Dopo il saluto delle istituzioni - con interventi del vicesindaco di Udine Carlo Giacomello e del presidente della Provincia Pietro Fontanini - Cerno ha intervistato il presidente della Camera di commercio Giovanni Da Pozzo, mentre l´ospite d´onore, il giornalista Gian Antonio Stella, ha tenuto una briosa "lectio" - con una esilarante carrellata di non-sense di cui si è macchiata la casta dei burocrati - sulla necessità di semplificazione. "Se fossi stato in Renzi, la prima cosa che avrei detto? Io non firmo niente che non capisco", ha provocatoriamente affermato Stella.  
   
   
L´UMBRIA IN SUDAFRICA, DAL 23 AL 28 NOVEMBRE MISSIONE IN GAUTENG; MARINI: SFIDA IMPORTANTE PER IMPRESE E FUTURO ECONOMIA REGIONALE  
 
Perugia, 25 novembre 2014 – "La missione di sistema che vedrà impegnate imprese e istituzioni umbre dal 23 al 28 novembre prossimi in Gauteng, la provincia più industrializzata e ricca del Sudafrica, riveste particolare importanza perché accende una luce di speranza sul futuro di queste imprese e dell´economia umbra, proseguendo nel processo di internazionalizzazione e nella conquista di nuovi mercati". Lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della missione cui parteciperanno 18 imprese e 4 reti di impresa umbre (Automotive Umbria, Agrimech Umbria, Polo Biomedicale e Ambiente Umbria), che partirà per il Sudafrica sabato 22 novembre. La presidente Marini, in particolare, incontrerà il presidente della provincia di Gauteng, David Makhura, martedì 25 novembre. Una missione economica, istituzionale e culturale, organizzata, in occasione delle celebrazioni per il ventesimo anniversario dell´elezione di Nelson Mandela alla Presidenza della Repubblica del Sudafrica, da Confindustria Umbria, Umbria Export e Hip (Hellenic Italian Portuguese Alliance in South Africa) e nata in stretta collaborazione con Regione Umbria, Sviluppumbria, Camera di Commercio di Perugia, Centro Estero Umbria, Casse di Risparmio dell´Umbria, Umbria Jazz, Università per Stranieri di Perugia e con la collaborazione di Terni Energia spa. "A queste imprese, imprese coraggiose, che hanno aderito alla missione voluta e costruita da Confindustria Umbria – ha detto la presidente -, chiediamo di essere ‘frecce avanzate´ e servire da esempio all´economia regionale nel cogliere le nuove opportunità del mercato globale: in questa sfida, la Regione e le istituzioni sono al loro fianco, con la volontà di creare le condizioni ottimali per affermarsi in un mercato dall´economia avanzata, finora poco esplorato. Saremo pertanto in Sudafrica, insieme a Sviluppumbria, condividendo questa scommessa sulle nuove frontiere dell´export umbro". Nel programma della missione, particolare importanza rivestono i concerti organizzati da Umbria Jazz che si terranno a Soweto, Pretoria e Johannesburg e che vedranno esibirsi i Funk Off, Danilo Rea e Davell Crawford. "Per l´Umbria – ha sottolineato a questo proposito la presidente Marini - è un grande onore essere in Gauteng, nella ricorrenza del ventesimo anniversario del voto democratico che ha portato nel 1994 all´elezione di Nelson Mandela alla Presidenza del Sudafrica, chiamati a partecipare alle celebrazioni e a presentare una manifestazione importante come Umbria Jazz, simbolo stesso dell´Umbria: un ritorno alle radici profonde della cultura jazz, che meglio di altre rappresenta il forte legame tra culture di Paesi diversi". "Siamo grati a Confindustria – ha detto ancora la presidente Marini - alle Casse di Risparmio dell´Umbria, al Centro Estero e alla Camera di Commercio di Perugia, a tutte le imprese che parteciperanno a questa missione di sistema e all´Università per Stranieri di Perugia, che aderendo alla missione potrà stringere relazioni per la futura presenza di studenti sudafricani nel nostro capoluogo di regione". "La missione è stata resa possibile – ha detto Ernesto Cesaretti, presidente Confindustria Umbria – grazie ai contatti sviluppati da Umbria Export nel corso di tutto l´anno con le istituzioni e gli imprenditori del Sudafrica, in particolare con la regione del Gauteng, distretto economico particolarmente importante che produce l´11% del pil del continente africano e il 36% di quello del Sudafrica. Si tratta per il nostro sistema economico di una opportunità molto importante che auspichiamo rappresenti l´inizio di un percorso ancora più strutturato sul piano istituzionale, imprenditoriale e culturale". "Quella che siamo riusciti a organizzare è una vera e propria missione di sistema – ha aggiunto Enzo Faloci, direttore di Umbria Export – strutturata in tre blocchi: istituzionale, economico-imprenditoriale e culturale con la musica di Umbria Jazz. Questa triplice combinazione è stata letta dai nostri interlocutori istituzionali sudafricani in modo molto positivo. Il Sudafrica, e il soprattutto il Gauteng, rappresentano per l´Umbria un mercato importante e con ampi margini di miglioramento". "Casse di Risparmio dell´Umbria e Intesa Sanpaolo sono parte integrante del territorio e, come tali, partecipano attivamente alla progettualità che l´Umbria sa esprimere – ha spiegato Vanni Bovi, Direttore Generale di Casse di Risparmio dell´Umbria -. Siamo convinti che i buoni progetti come quelli avviati da Umbria Export costituiscano uno strumento efficace di visibilità e business per le imprese che vogliono internazionalizzare la propria attività. Unire le forze e saper cogliere le opportunità laddove si presentano è fondamentale per promuovere la crescita delle aziende sane e per sviluppare soluzioni in grado di affrontare le difficoltà del nostro contesto economico". Per Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia, "la missione umbra in Sudafrica riveste particolare interesse e va nella giusta direzione per il futuro della nostra economia, che richiede di concentrarsi sempre più su iniziative e settori mirati. Fa ben sperare – ha detto - il numero di imprese aderenti e questo impegno nell´intensificare i rapporti internazionali e le esportazioni delle nostre produzioni di qualità". Il direttore del Centro estero Umbria, Massimiliano Tremiterra, ha rilevato come il Sudafrica sia "il cuore economico di un continente che offre grandi opportunità per le aziende italiane: opportunità che le imprese umbre potranno e sapranno cogliere, grazie al modello virtuoso di collaborazione alla base di questa missione". La missione imprenditoriale, istituzionale e culturale umbra si aprirà domenica a Soweto nel segno della musica jazz (a rappresentare alla conferenza stampa la Fondazione Uj è stato il vicepresidente Stefano Mazzoni) con la street parade dei Funk Off. Già da lunedì 24 si entrerà nel vivo degli incontri fra le imprese umbre e quelle di Gauteng che proseguiranno fino a venerdì 28 novembre.  
   
   
BANCA MARCHE, IL PRESIDENTE GIAN MARIO SPACCA INCONTRA I SINDACATI  
 
Ancona, 25 novembre 2014 - “Ricercherò un incontro con l’Amministratore delegato di Fonspa per la prossima settimana, consapevole che i tempi per la definizione delle strategie del Piano Industriale stanno ormai stringendo. E farò presente i quattro punti di nostro interesse, tra cui l’esigenza primaria sempre ribadita da Giunta regionale e Assemblea legislativa: la tutela dei livelli occupazionali e il valore del capitale umano, punto di forza di Banca Marche. Una struttura sana e ben organizzata che opera su tutto il territorio regionale con grande capacità e competenza, tanto che in quest’ultimo periodo, pur in amministrazione straordinaria da ottobre 2013, ha garantito la tenuta della raccolta e in alcuni casi il miglioramento delle performance.“ Così il presidente Gian Mario Spacca ha annunciato il suo impegno alle Organizzazioni Sindacali del settore bancario Dircredito, Fabi, Fiba-cisl Fisac-cgil e Uilca nel corso dell’incontro tenutosi ieri in Regione, al quale era presente anche il presidente della Commissione consiliare attività produttive Fabio Badiali, per fare il punto della situazione di Banca Marche. I Sindacati chiedevano infatti alla Regione la condivisione delle informazione e una linea comune di azione sulla salvaguardia dell’occupazione . Le diverse rappresentanze sindacali hanno poi unanimemente ribadito che ” i 3000 lavoratori e altrettante famiglie non sono una variabile indipendente su cui far cadere dall’alto le scelte di nuovi soggetti senza che vi sia prima un adeguato confronto “, lamentando, appunto, una mancanza di un tavolo di confronto e di informazioni da parte dell’Azienda, pur avendolo più volte richiesto. Ciò che temono i sindacati è l’esubero di personale dichiarato improvvisamente e senza avere adeguate garanzie. “Banca Marche – afferma Spacca – è una struttura portante del nostro sistema produttivo (l’80 % delle imprese è in relazione con Bm) e le Marche rappresentano ancora, nonostante la crisi italiana, una realtà economicamente solida e interessante per i mercati finanziari, con pochi confronti.” Il ruolo della Regione in questa partita è quello di moral suasion nei confronti dei soggetti interessati all’operazione. Spacca ha confermato le altre priorità che il Governo regionale e l’Assemblea legislativa si sono posti, oltre alla salvaguardia dell´occupazione: sostenere le imprese e l’economia regionale; non disperdere il patrimonio delle Fondazioni, fondamentale per la coesione sociale del territorio; attenzione ai piccoli azionisti; allentamenti e graduazione delle criticità dei crediti deteriorati sul mercato immobiliare. A tale proposito i sindacati hanno ribadito l’importanza dell’integrità delle compagini aziendali in tutti i territori e i gruppi che fanno parte di Banca Marche, compresi Cassa di Risparmio di Loreto e Medioleasing, oltre all’esigenza di condividere i processi di revisione e rilancio organizzativi e di sviluppo professionale in un quadro di tutele contrattuali certe e garantite.  
   
   
CRISI COOPCA: SERRACCHIANI, NON ESCLUDO ACCOMPAGNAMENTO REGIONE  
 
Udine, 25 novembre 2014 - "Non escludo che ci sarà un accompagnamento il più diretto possibile della Regione per mettere in campo le azioni più efficaci entro il termine dei sessanta giorni". Lo ha affermato la presidente della Regione in merito alla crisi della Coopca di Amaro, rispondendo ad una domanda di Tommaso Cerno nel corso dell´intervista in occasione delle Premiazioni della Camera di commercio di Udine. "Avremo tutto il tempo di cercare le responsabilità che hanno originato la situazione attuale - ha commentato Serracchiani - ma ora a me compete salvare quanti più posti di lavoro, esercizi commerciali, il prestito sociale". Quanto all´intervento del gruppo Despar, Serracchiani ha ricordato che data la situazione, determinata da "investimenti sbagliati che pesano come macigni sul bilancio", occorre salvare il salvabile. "Non vuol dire dire che svendiamo pezzi della nostra economia, ma che creiamo delle alleanze all´interno delle quali, pur mantenendo il radicamento e la tradizione, sia possibile garantire la tenuta dei posti di lavoro e la presenza sul mercato delle nostre imprese e cooperative", ha spiegato la presidente. L´esempio è quello della latteria sociale di Castions di Strada, riaperta proprio sabato scorso dopo quattro anni. Il gruppo Despar Nordest ha "adottato" la latteria, che ha potuto così ricominciare la sua produzione. Da parte sua Despar acquisterà il formaggio per i propri supermercati dove sarà proposto come prodotto tradizionale, genuino e a chilometri zero.  
   
   
MOBILITÀ IN DEROGA: IN DIRITTURA D´ARRIVO LA RICHIESTA DI PROROGA PER LA EATON  
 
 Firenze, 25 novembre 2014 - E´ in dirittura d´arrivo la procedura per la proroga della mobilità in deroga alla Eaton di Massa. Lo comunica l´assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini: "Siamo stati informati oggi dal Ministero del lavoro che è stato attivato il provvedimento amministrativo per prolungare sino al 31 dicembre di quest´anno la mobilità in deroga. Tutto ciò lascia presupporre che entro pochi giorni il procedimento sarà chiuso e i lavoratori avranno finalmente maturato questo diritto chiudendo, si spera, una parentesi durissima che dura da quasi sei mesi". L´entrata in vigore del nuovo regolamento che disciplina la mobilità in deroga, avvenuta ai primi di agosto, ha inizialmente visto l´esclusione della Eaton dal meccanismo di proroga. La Regione ha subito richiesto e poi più volte sollecitato l´inserimento della Eaton che ora, sulla base delle informazioni fornite dal Ministero del lavoro, si è concretizzato. "Si profila finalmente una preziosa boccata d´ossigeno per i dipendenti della Eaton, ancora una volta messi a dura prova" evidenzia l´assessore. "Per questo risultato – aggiunge - ci siamo spesi con forza anche se senza strumenti operativi. Le vicende come quelle della Eaton rientrano oggi nella esclusiva competenza del Ministero del lavoro, su proposta del Ministero dello Sviluppo Economico al quale ho inviato la richiesta formale di inserire i lavoratori Eaton nell´apposito elenco nazionale il giorno dopo l´entrata in vigore le nuove norme. Le procedure di mobilità in generale pio non sono infatti più competenza delle Regioni in fase istruttoria. La nostra è stata un´azione forte, ma basata sulla pressione istituzionale e politica, e non più sulla competenza diretta".  
   
   
OPPORTUNITÀ, INCENTIVI E UN RICONOSCIMENTO AD HOC PER LE IMPRESE DI MASSA E CARRARA  
 
Firenze 25 novembre 2014 – Corsie preferenziali, premialità, agevolazioni aggiuntive. Sono queste le novità che la regione introduce, nel contesto degli strumenti e delle opportunità previste per tutte le piccole e medie imprese toscane, a favore delle imprese del territorio della provincia di Massa e Carrara. Lo ha spiegato, entrando nel dettaglio dei provvedimenti che in alcuni casi riguardano alcune specifiche zone del territorio, in altri l´intera provincia, l´assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini e i tecnici della Regione che hanno incontrato oggi a Palazzo Ducale tutti gli operatori della provincia di di Massa Carrara, dove si è svolta la prima tappa del tour di presentazione degli strumenti che la Regione mette a disposizione per rilanciare la competitività delle piccole e medie imprese toscane. L´assessore ha sottolineato, in particolare, che nelle opportunità presentate oggi sono state inserite corsie preferenziali e premialità specifiche per le aziende che sorgono in aree di crisi come, appunto, sono quelle di Massa e Carrara. "Per quanto riguarda l´area di Massa e Carrara – ha annunciato – sono statininseriti su nostra richiesta cinque Comuni del territorio nel regime di aiuti di stato a finalità regionale, sanciti dall´articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell´Unione europea, che prevede per le imprese localizzate in quei Comuni, una intensità di aiuto o di agevolazione incrementata del 10%. Il comuni interessati da questo riconoscimento sono Massa, Carrara, Fivizzano, Casola in Lunigiana, Comano". Un insieme di iniziative, ricorda l´assessore, su cui la Regione convoglia risorse che si aggiungono a quelle già stanziate per finanziare i tre bandi per ricerca, sviluppo e innovazione grazie alla scelta, unica nel panorama nazionale, di anticipare circa 82 milioni sui programmi comunitari per il 2014-2020 con fondi tratti dal proprio bilancio. Si tratta quindi di un primo assaggio di quanto potrà essere compiutamente messo in campo non appena arriveranno effettivamente i fondi destinati alla Toscana dal Fesr per i prossimi sette anni. Sul Programma operativo del Fesr l´assessore ha sottolineato la scelta di puntare tutto sulla crescita innovativa e sostenibile del sistema produttivo, destinando alle imprese il 72% dell´ammontare complessivo del Programma toscano, vale a dire circa 560 milioni di cui circa 4/5 specificatamente destinati alle Pmi. Fra le opportunità illustrate, il progetto pilota Start Up House, il Fondo unico rotativo per i prestiti (Furp), i Fondi di garanzia, i Voucher per l´acquisizione di servizi innovativi. E ancora i protocolli di insediamento produttivo, gli aiuti per l´internazionalizzazione e i tirocini per l´artigianato artistico.  
   
   
CRISI TELIS, ASSESSORE PIAMONTE: “MINISTERO DISPONIBILE A DIALOGARE CON INTERLOCUTORI FORTI PER FAR RIPARTIRE ATTIVITA´ NEL CANAVESE”  
 
Torino, 25 novembre 2014 - L’assessore al Lavoro Gianna Pentenero ha incontrato il 21 novembre a Roma Giampiero Castano, direttore dell’Unità di gestione vertenze del Ministero dello Sviluppo economico (Mise), per riaprire il tavolo di crisi sulla Telis di Scarmagno a cui erano presenti anche rappresentanti del Lazio e della Campania. La maggior parte dei 210 lavoratori dello stabilimento canavesano, entrato in crisi dopo l’incendio del 2013, è in cassa integrazione da allora. Recentemente la Telis ha perso anche la gestione del magazzino dell’Olivetti, affidato a una nuova società che si è detta disponibile ad assumere circa 40 lavoratori. Nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali hanno manifestato preoccupazione per il futuro della manodopera, in quanto rimane incerto il destino stesso di Telis che ha chiesto il concordato. La Regione Piemonte aveva chiesto l’attivazione di un tavolo di crisi presso il Mise. “Da parte del ministero - dichiara Pentenero - abbiamo trovato grande disponibilità a dialogare con interlocutori forti disposti a far ripartire le attività produttive del territorio del Canavese e di individuare un imprenditore sul territorio che garantisca questa operazione”.  
   
   
COOP OPERAIE: FVG, SOLUZIONE MOLTO POSITIVA ENTRO GIUGNO 2015  
 
Trieste, 25 novembre 2014 - "Al termine del percorso indicato dal commissario giudiziario, Maurizio Consoli, creditori, fornitori e prestatori sociali potranno contare su un rientro molto importante". Lo ha affermato il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello, nel corso dell´audizione in Consiglio comunale a Trieste, dove ha chiarito la posizione della Regione in merito alla situazione di Cooperative Operaie di Trieste, Istria e Friuli, attualmente alle prese con la richiesta di fallimento depositata dalla Procura della Repubblica ed il tentativo di salvataggio affidato a Consoli. "Esprimo questo pensiero - ha precisato Bolzonello - con cognizione di causa in quanto so cosa stanno facendo le persone incaricate di risolvere un problema caratterizzato da aspetti economici e sociali". "Entro il prossimo giugno - ha aggiunto il vicepresidente della Regione - dovremmo arrivare ad una soluzione molto positiva dell´intera vicenda. Di più non si può dire per questioni di riservatezza rispetto alle trattative in corso ma è certo che questa azienda avrebbe comunque avuto bisogno di un intervento strutturale per rimanere sul mercato". "Questa - ha spiegato ancora Bolzonello - è una crisi industriale come altre in Friuli Venezia Giulia, seppure resa più dolorosa dal prestito sociale, e come tale dobbiamo trattarla. Alla Regione, chiamata più volte in causa, non possono essere addebitate colpe che non ha per mancanza di competenze sulle verifiche ordinarie che spettano alle centrali cooperative". "La linea di azione con l´obiettivo della massima salvaguardia - ha aggiunto Bolzonello, rifacendosi all´esposizione dello stato dei fatti da parte di Consoli, intervenuto in apertura della seduta consigliare - è stata ormai delineata. L´iniziativa della Procura è stata opportuna proprio per tutelare il patrimonio aziendale e garantire la possibilità di soddisfare i creditori quanto la continuità operativa e sostenibile dei 43 punti vendita con oltre 600 lavoratori coinvolti". La Regione, ha comunque spiegato il vicepresidente, è intervenuta sulle verifiche straordinarie come previsto dalla legge, ovvero su segnalazioni che sono giunte nel 2011 e 2012, quando in entrambi i casi non sono state riscontate irregolarità pur in presenza di una sofferenza rispetto alla quale vi era la sussistenza di un patrimonio netto positivo. Tutte i controlli ordinari operati dai previsti revisori dal 2007 al 2013, ha ricordato Bolzonello, avevano confermato la regolarità della situazione contabile e gestionale, mentre la Procura ha anticipato quello del 2014. Alla luce di quanto successo, ha infine sottolineato il vicepresidente della Regione, "serviranno interventi legislativi importanti a livello nazionale, andando a normare il controllo del prestito sociale che attualmente non può contare sulle necessarie tutele".  
   
   
CENTRO PATRONATI: REGIONE UMBRIA CONDIVIDE NECESSITÀ REVISIONE NORMA RIDUZIONE FONDO  
 
Perugia, 25 novembre 2014 – "La Regione Umbria condivide le preoccupazioni espresse da più parti circa il rischio che il ‘sistema dei patronati´ possa essere gravemente pregiudicato se non sarà modificata la norma inserita nella legge di stabilità che riduce enormemente il relativo ‘fondo´, peraltro alimentato dai versamenti dei lavoratori". E´ quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che – assieme all´assessore regionale al bilancio, Vincenzo Riommi - ha incontrato 21 novembre una delegazione del "Centro patronati" di Acli-inas-inca-ital dell´Umbria, composta da Mario Bravi, segretario regionale della Cgil, Amedeo Zupi (Cgil), Massimo Ceccarelli (Presidente Patronato Acli Umbria) e Marcello Barni (Coordinatore regionale Inas Umbria). L´incontro era stato chiesto alla presidente Marini dai rappresentanti del "Centro Patronati" al fine di rappresentare anche alla Giunta regionale la necessità di una modifica della norme, "per evitare di mettere a rischio innanzitutto il diritto di cittadinanza di milioni di italiani che grazie all´attività dei patronati possono godere di assistenza gratuita per far valere i propri diritti in ambito previdenziale, socio-assistenziale, pensionistico ed infortunistico". Alla presidente Marini inoltre, la delegazione ha rappresentato anche la forte preoccupazione per le gravi conseguenze che una così drastica riduzione delle risorse determinerebbe per l´occupazione in Umbria, dove sono oltre 200 i lavoratori del sistema dei patronati, che svolgono decine di migliaia di pratiche relative all´assistenza ed alla previdenza dei cittadini umbri. "Come Regione Umbria, per quanto ci riguarda, non solo condividiamo le vostre preoccupazioni – ha affermato la presidente Marini – ma metteremo in atto tutte le iniziative istituzionali e politiche che possano contribuire a far modificare la norma in sede di approvazione della legge di stabilità da parte del Parlamento e, a tal fine, investiremo la Presidenza della Conferenza delle Regioni".  
   
   
AOSTA, PATRONATI: INOLTRO DI ISTANZE ALL’ASSESSORATO SANITÀ PER VIA TELEMATICA  
 
 Aosta, 25 novembre 2014 - Dal 21 novembre scorso, i Patronati riconosciuti dall’Ispettorato del lavoro e operanti in Valle d’Aosta possono presentare in forma telematica le domande di invalidità alla Struttura regionale competente dell’Assessorato della sanità, salute e politiche sociali. Mercoledì 20 novembre, infatti, l’Assessore Antonio Fosson e i patronati Acli, 50&più Enasco, Inas-cisl, Ital-uil, Inca-cgil, Epaca, Epasa-cna e Amnil hanno firmato un protocollo d’intesa per l’applicazione delle modalità informatiche nell’inoltro delle istanze per l’accertamento dell’invalidità civile, della cecità e del sordomutismo, nonché della disabilità, ai sensi della legge 104/1992 , al pari di quanto avviene nelle altre Regioni nei rapporti con l’Inps. L’attuale protocollo segue quello già siglato nel febbraio del 2013, per un esercizio sempre più integrato delle diverse competenze tra gli enti e nell’ottica di una maggiore semplificazione e trasparenza dell’azione amministrativa, al fine di snellire il lavoro degli uffici dei Patronati che operano in varie sedi dislocate sul territorio.  
   
   
CRISI BFM: TAVOLO TRATTATIVE IN REGIONE PUGLIA  
 
 Bari, 25 novembre 2014 – Di seguito una dichiarazione dell’assessore al Lavoro, Leo Caroli. “Il sistema industriale pugliese ha parte delle sue radici nella Bari Fonderie Meridionali (Bfm), la ex Breda Fucine Meridionali degli anni Sessanta. La crisi di Bfm riviene dall’assenza di politiche industriali in Italia, che ha costretto prima la “Lucchini” a vendere lo stabilimento barese a un gruppo della Repubblica Ceca. E che ha consentito poi ai cechi di venire in Italia, “imparare l’arte” e portarla da un’altra parte, condannando il sito barese”. Come è noto la Bfm – nata nell’alveo delle Partecipazioni statali e nel complesso produttivo della zona industriale di Bari nella quale era strettamente interconnessa con altri opifici e poi privatizzata - produce “cuori” in acciaio per scambi ferroviari ed è praticamente l’unica fabbrica italiana specializzata in questo particolare settore che trovava mercato soprattutto nelle grandi aziende di esercizio ferroviario come le Fs. “Mi fa piacere – prosegue Caroli – che in questo contesto alcuni parlamentari baresi abbiano scoperto la crisi della Bfm. Sono certo essi non mancheranno di scrollare il Governo dal suo torpore in materia di politiche industriali e siderurgiche in particolare. Adesso che si guarda alle problematiche del territorio barese, saprà che il tavolo di crisi è stato già costituito in Regione e che si è già riunito nei giorni scorsi alla presenza dell’Ad della fabbrica e del socio di maggioranza del gruppo ceco. I quali hanno avanzato delle prime ipotesi per assicurare la continuità produttiva, rigettate dal sindacato, in attesa che il giudice ammetta al concordato preventivo “in bianco” (ovvero, senza la sospensione dell’atttività produttiva e senza escludere la cessione della fabbrica), ammissione che è attesa in queste ore”. “Nel frattempo – conclude l’assessore – stiano certi i parlamentari: la Regione continuerà ad incontrare i lavoratori ai cancelli come fa da settimane, ad interloquire quotidianamente con i sindacati e l’azienda, continuando nel ruolo di supplenza del governo per le politiche industriali e favorendo l’attivazione degli ammortizzatori sociali (Cigs) per la protezione del salario dei dipendenti e per la presentazione di un piano industriale sostenibile. I deputati si accorgeranno infine che il tavolo di confronto c’è già e si arriverà al Ministero dello Sviluppo Economico se sarà necessario così come è stato concordato con i sindacati e i lavoratori”.  
   
   
ARTIGIANATO ARTISTICO IN TOSCANA, 500 EURO AI GIOVANI TIROCINANTI NELLE BOTTEGHE  
 
Firenze, 25 novembre 2014 - I giovani che fanno tirocinio nelle botteghe che operano nei settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali potranno usufruire di un rimborso spese, interamente a carico della Regione, pari a 500 euro mensili. La misura sarà attivata nei primi mesi del 2015. Lo ha deciso la giunta regionale che ha modificato la normativa sui tirocini retribuiti (Giovanisì) in modo da assicurare l´intera copertura a carico della Regione. La proposta si inserisce e viene resa operativa dall´accordo siglato dalla Regione e dalle associazioni di categoria Cna e Confartigianato. "Abbiamo deciso questa azione - spiega il presidente della Regione Enrico Rossi - perché oggi numerosi mestieri e lavorazioni artistiche e tradizionali sono letteralmente a rischio di scomparsa e i tempi lunghi di apprendimento delle tecniche di lavorazione, rendono spesso difficile tramandare le competenze. La difficoltà di ricambio generazionale comporta in molti caso una elevata età media degli operatori, con una domanda di formazione cui non è facile dare risposta a livello territoriale. E´ più che mai indispensabile puntare, in questi settori, sui giovani, sulla loro creatività. Sono loro la speranza del futuro e in questo caso è a loro che si affida la sopravvivenza di un intero settore così importante per l´economia e l´immagine della Toscana". La Regione ha scelto di agire sui tirocini, sottolineandone l´aspetto formativo e di orientamento verso una professione che già era stato alla base della scelta del progetto Giovanisì che dal 2011 garantisce un rimborso di 500 euro, di cui 300 a carico della Regione e 200 dell´azienda ospitante. Nel caso dell´artigianato artistico si intende valorizzare ulteriormente il tirocinio come attività cruciale in un´economia come quella toscana, dove la bottega artigiana ha sempre avuto e continua ad avere un ruolo fondamentale e forti potenzialità che può rivelarsi anche un valido supporto all´inserimento lavorativo. "Con questa azione - spiega l´assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini - vogliamo sostenere un settore che rappresenta un fattore propulsivo della nostra economia, oltre che un biglietto da visita della Toscana nel mondo. E´ un settore chiave, come dimostrato dal suo contributo ai buoni risultati dell´export regionale, sul quale dobbiamo fare leva per la ripresa". Come funziona il tirocinio retribuito Per le imprese che ospitano giovani tirocinanti, la Regione riconosce un contributo di 500 euro mensili. La misura sarà attivata nei primi mesi del 2015. Le imprese devono essere iscritte all´albo delle imprese artigiane, registro imprese e avere un numero di dipendenti a tempo indeterminato compreso fra zero e 15. I settori sono stati individuati sulla base della normativa e delle linee guida della Carta internazionale dell´artigianato artistico. I tirocinanti devono avere un´età compresa fra 18 e 30 anni non compiuti. Sulla base dell´accordo stipulato oggi fra Regione, Cna e Confartigianato, ciascun tirocinio deve rientrare nelle attività previste dal piano di lavoro annuale che le parti si sono impegnate a mettere a punto tramite un tavolo tecnico, diretto dalla Regione, le cui attività saranno coordinate e diffuse da Artex, il centro di riferimento regionale per l´artigianato artistico. Oltre al contributo per i tirocini, sono applicabili alle imprese del settore gli incentivi previsti anche per gli altri tipi di tirocinio, che prevedono per le assunzioni a tempo indeterminato di coloro che hanno concluso il periodo di tirocinio un contributo di 8000 euro se l´assunzione riguarda soggetti in età compresa fra i 18 e i 30 e di 10 mila euro per disabili e soggetti svantaggiati, che diventano la metà nel caso di assunzioni a tempo determinato. I tirocini nelle botteghe artigiane sono un´attività che si lega a quella della "bottega scuola", così come prevista dalla legge regionale che l´ha istituita e che rappresenta, così come esplicitato nell´accordo, l´ambiente in cui l´esperienza formativa del tirocinio si può svolgere con maggiore efficacia. In base alla legge in Toscana si sono accreditate 9 botteghe scuola e 110 maestri artigiani. La bottega scuola è inoltre oggetto di una sperimentazione a Siena, dove sta per uscire un bando per un percorso formativo di 220 ore che partirà dal gennaio 2015 nei settori marmo, tessile oreficeria. Le imprese dell´artigianato artistico e tradizionale in Toscana sono circa 23 mila, la stragrande maggioranza delle quali (oltre 16 mila) con un numero di addetti pari o inferiore a tre. Almeno 20 mila di queste rientrano nei requisiti previsti per l´attivazione dei tirocini. Il numero complessivo di addetti è di poco meno di 80 mila.