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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 24 Febbraio 2015 |
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I SENSORI WIRELESS RENDONO PIÙ EFFICIENTE LA MANUTENZIONE DEGLI AEREI |
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Bruxelles, 24 febbraio 2015 - Il progetto Flite-wise ha sviluppato nuovi sensori wireless per facilitare il monitoraggio costante degli aerei europei. Il nuovo sistema, che secondo le stime ridurrà sia i costi che il peso, sarà commercializzato nei prossimi tre anni. Nel 2013 circa 842 milioni di passeggeri hanno preso un aereo nell’Ue-28. Con queste cifre non sorprende che la sicurezza degli aeroplani sia continuamente monitorata, con regole che vengono continuamente riviste e migliorate sulla base delle ultime tecnologie e conoscenze scientifiche. Si può infatti affermare con sicurezza che volare è una delle forme di trasporto più sicure, se non la più sicura. Questo significa anche che il monitoraggio delle condizioni di un aereo comporta costi elevati e richiede molto tempo. La manutenzione in genere rappresenta il 10-20 % dei costi operativi di un aereoplano e l’uso di sensori collegati tramite cavi per monitorare motori, fusoliere, strutture, scatole trasmissione e altri componenti fondamentali di un aereo è una delle cose che fanno salire le spese. Il progetto Flite-wise (“Flite Instrumentation Test Wireless Sensor”), finanziato dall’Ue, è stato creato per tentare di eliminare il peso inutile rappresentato dai cavi e passare a una rete di sensori wireless (Wireless sensor network o Wsn) basata su sensori intelligenti che usano un´interfaccia radio per comunicare tra di loro. Il progetto, che fa parte delle Iniziative tecnologiche congiunte di Clean Sky (un partenariato pubblico-privato tra la Commissione e l’industria aeronautica per ridurre l’impatto ambientale dell’aviazione), si è concluso a dicembre. Jean-dominique Decotignie ha coordinato il progetto per conto del Csem. In questa intervista esclusiva rilasciata alla rivista research*eu, spiega i progressi tecnici fatti nell’ambito di Flite-wise e parla del valore aggiunto per il settore. Quali erano gli obiettivi principali del progetto? Flite-wise si proponeva di sviluppare un sistema di sensori wireless al quale fosse possibile collegare sensori acustici e di pressione (senza escludere anche altri tipi di sensori) e che fosse in grado di funzionare in volo in modo da avere misurazioni continue durante il volo. Questo si è tradotto in due casi di uso. Il primo è un nodo sensore wireless completamente integrato dedicato alle misurazioni acustiche lungo la fusoliera di un aereo. È un elemento circolare e flessibile progettato per essere applicato al rivestimento dell’aereoplano, consiste in un nodo sensore rivestito in modo da poter sopportare le dure condizioni ambientali dei test in volo. Con uno spessore massimo di meno di 3 mm, alloggia un sensore acustico, capacità di comunicazione, memoria ed energia per una campagna di 12 ore. È alimentato per mezzo di batterie ultra sottili che si possono ricaricare in modalità wireless mediante accoppiamento induttivo, il che rende possibile campionare frequenze di fino a 50 Khz con un errore di datazione massimo tra due nodi di meno di 50 μs. Il secondo caso d’uso è il caso di uso rotante, che contribuisce allo sviluppo e al collaudo di una nuova generazione di motori a rotore aperto controrotanti con prestazioni ambientali significativamente più alte rispetto alle tradizionali turboventole. Il progetto è rimasto alla fase di dimostrazione per questa parte. Il nodo sensore è pienamente autonomo in termini di energia, con un raccoglitore di energia induttivo appositamente sviluppato e in grado di acquisire dati da otto sensori con una precisione di sincronizzazione, relativa alla posizione dell´elica, al di sotto di 0,05°. Quali sono i limiti principali degli attuali sensori collegati tramite cavi? I sensori cablati sono attualmente usati per monitorare le condizioni dei motori degli aerei, le strutture, le scatole della trasmissione e così via. Il design della collocazione del sensore e il suo impiego e istallazione sono ingombranti e quindi costosi. Inoltre, per istallare questi sensori ci vuole molto tempo e questo ostacola la loro istallazione temporanea. Infine, in alcuni casi, per esempio nelle parti mobili come i motori, è molto difficile collegare i sensori. Sostenete che i sensori wireless ridurranno i costi. In che senso? Una rete di sensori wireless, per esempio sensori intelligenti con interfaccia radio, promette vantaggi operativi senza precedenti. Costi di applicazione dei sensori all’aereoplano più bassi, peso ridotto (perché il cablaggio è ridotto di molto) e maggiore flessibilità di uso sugli aerei, senza cioè dover riprogettare lo schema di cablaggio, sono certamente alcuni degli argomenti a favore di programmi come Smart Fixed Wing Aircraft di Clean Sky. Qual è il valore aggiunto della vostra tecnologia per l’industria aeronautica, in termini di efficacia? Oltre alla riduzione dei costi e del peso di cui sopra, la tecnologia ci permette di istallare sensori quasi in qualsiasi parte dell’aereo e così rilevare diversi tipi di fenomeni vicino alla loro fonte (calore, stress, ecc.). Questo può avere come risultato un miglioramento del collaudo e della manutenzione dell’aereo. Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate nel corso del progetto e come sono state risolte? Le maggiori difficoltà del progetto sono state produrre: componenti di raccolta di energia ed elettronici in grado di sopportare accelerazioni molto grandi e temperature estreme (basse e alte), un sistema di comunicazione resistente a interferenze e disturbi radio, con un consumo energetico ultra basso, un design molto compatto e sottile con un’operatività completamente wireless, compresa la ricarica, in modo da poter essere posizionato al di fuori del rivestimento e una precisa sincronizzazione delle misurazioni dei sensori tra nodi diversi. Tutto questo è stato ottenuto mediante un attento approccio ingegneristico collaborativo, grazie alla multidisciplinarità del team, Imperial College quale specialista di raccolta e stoccaggio di energia, Serma Ingénierie quale esperto di elettronica aeronautica e Csem per l’elettronica a basso consumo, i protocolli wireless e la fornitura di energia wireless. La raccolta dell’energia ha richiesto una nuova progettazione basata sull’induzione magnetica. Il protocollo di comunicazione è stato migliorato per ridurre l’ulteriore consumo adattandosi costantemente alla fase operativa dell’aeromobile. La riduzione del consumo insieme a uno stoccaggio ottimizzato dell’energia e componenti elettronici altamente integrati sono stati fondamentali per ridurre le dimensioni. Infine per la sincronizzazione abbiamo usato una selezione molto attenta dei componenti e l’implementazione integrata. Quando pensate che la vostra tecnologia sarà commercializzata? Dato il settore di applicazione, l’aeronautica, nel quale i cicli di sviluppo e certificazione durano dai 5 ai 10 anni, la tecnologia sarà disponibile sul mercato tra 2 o 3 anni. Quali saranno i prossimi passi del progetto e sono previste attività di follow-up? La tecnologia deve superare i test di volo con l’aiuto di Airbus Operation, che sono in programma per il 2015. I prototipi saranno quindi industrializzati, per essere prodotti in serie. La tecnologia sarà inoltre ulteriormente sviluppata per migliorarne le prestazioni in termini di velocità di campionamento, larghezza di banda e protezione dai disturbi. |
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INCIDENTI STRADALI DA FAUNA SELVATICA: REGIONE UMBRIA GESTIRÀ DIRETTAMENTE I RISARCIMENTI |
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Perugia, 24 febbraio 2015 - "In via sperimentale, e per la durata di almeno un anno, la Regione Umbria gestirà direttamente le pratiche di risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica in incidenti stradali, lasciando a carico della polizza assicuratrice solo i danni superiori ai 20 mila euro": lo ha annunciato l´assessore regionale all´agricoltura Fernanda Cecchini. "Il progressivo incremento delle spese sostenute dalla Regione Umbria per far fronte a questo tipo di sinistri – ha proseguito Cecchini – ha imposto l´adozione di azioni rivolte sia al contenimento dei costi, che alla prevenzione e diminuzione dei danni causati a terzi da animali selvatici. Danni di cui sono responsabili le Regioni, nonostante la fauna sia patrimonio indisponibile dello Stato". Relativamente al contenimento delle spese, Cecchini ha quindi ricordato che l´attuale gestione prevede un contratto assicurativo con oneri per 1 milione 10 mila 500 euro di premio assicurativo, franchigia aggregata annua di 940 mila euro e franchigia per sinistro di 25 mila. Negli ultimi anni il costo complessivo del premio assicurativo e relativa franchigia per la Regione è andato progressivamente crescendo. "Inoltre – ha aggiunto l´assessore – la polizza è stata disdettata anticipatamente dalla Compagnia assicuratrice in quanto ritenuta eccessivamente onerosa e da una indagine effettuata sul mercato, l´onere con nuove assicurazioni, per premio annuo e franchigia, sarebbe superiore al precedente". Da qui la decisione della Giunta regionale di procedere ad una diversa modalità di gestione dei sinistri per danni prodotti dalla fauna selvatica. "La gestione diretta delle richieste di risarcimento da parte della Regione – ha spiegato l´assessore – produrrà un apprezzabile razionalizzazione e risparmio di spesa e la semplificazione delle procedure". A supporto dell´attività di istruttoria e di risarcimento operata dall´ente saranno attivati una convenzione con apposito studio peritale, attraverso evidenza pubblica, per la valutazione dei danni materiali ed eventuali danni biologici e una polizza assicurativa che garantisca, come detto, la copertura dei soli danni catastrofali superiori a 20 mila euro. Relativamente alle azioni mirate alla diminuzione dei danni, Cecchini ha poi ricordato che la Giunta regionale ha avviato la modifica del Regolamento per il prelievo venatorio del cinghiale con l´obiettivo di rafforzare il contenimento della specie che provoca la maggioranza dei danni, attraverso l´ampliamento dei metodi consentiti per il prelievo venatorio e l´introduzione di criteri di priorità nella assegnazione dei settori alle squadre per la caccia in braccata che presentano i migliori indici di efficienza nel prelievo e maggiori capacità di "pressione venatoria". Inoltre, sono in corso le attività previste dal Progetto "Life Strade" che, finanziato con i fondi comunitari Life, è finalizzato ad individuare sistemi dissuasivi per la fauna lungo le strade caratterizzate da una maggiore concentrazione di incidenti e a divulgare corretti comportamenti di guida da parte della popolazione. |
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SICUREZZA STRADALE: TAVOLO CONGIUNTO TRA REGIONE UMBRIA E COMUNI PER INTERVENTI PIÙ EFFICACI |
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Perugia, 24 febbraio 2015 - Diventa operativo, con la designazione dei componenti da parte della Giunta regionale su proposta dell´assessore alla sicurezza stradale Stefano Vinti, il Tavolo interistituzionale tra la Regione e Anci Umbria per migliorare l´efficacia degli investimenti in sicurezza stradale finanziati dai proventi sanzionatori. "L´istituzione del tavolo – ha affermato Vinti – fa seguito al protocollo d´intesa siglato tra regione ed Anci per promuovere un più stretto raccordo tra Regione e i Comuni in materia di pianificazione, programmazione e attuazione di interventi per migliorare la sicurezza stradale, a prevede per gli interventi meritevoli un cofinanziamento regionale pari al 20% del medesimo ed un tetto massimo di 70.000 euro. L´impegno della Regione Umbria nel migliorare la sicurezza delle sue strade e, di conseguenza, ridurre le vittime e il costo sociale degli incidenti stradali è sempre più determinato – ha sottolineato l´assessore -. La Regione Umbria e l´Anci hanno stabilito che gli interventi pilota messi a punto dai Comuni in materia di sicurezza saranno cofinanziati nella misura del 20 per cento dalla Regione Umbria e, comunque, nei limiti delle disponibilità non ancora impegnate derivanti dai fondi stanziati dal terzo, quarto e quinto Programma di attuazione del Piano nazionale sulla sicurezza stradale. Aggiungiamo ora un altro tassello ad un impegno prioritario per la Regione Umbria, sia ai fini di tutela sociale e di protezione della sicurezza e del benessere dei cittadini, sia per la diminuzione dei costi sostenuti dal sistema regionale in seguito agli incidenti". "Il cofinanziamento della Regione andrà a contribuire ai costi di progettazione, realizzazione, collaudo e monitoraggio dei progetti presentati dalle amministrazioni in materia di sicurezza e per i quali sono state individuate diverse linee di azioni: creazione di aree e circuiti ad elevata sicurezza per la mobilità autonoma dei bambini a piedi e in bicicletta, miglioramento della sicurezza della mobilità stradale sul lavoro che nel 2010 ha determinato il 50 per cento delle morti sul lavoro o in itinere, promozione di modelli di mobilità più salubri, più sostenibili e più sicuri, basati sullo sviluppo di mobilità non motorizzata e su trasporto pubblico, miglioramento della sicurezza stradale negli attraversamenti urbani. In coerenza con il quadro di iniziative a livello internazionale, europeo e nazionale – ha precisato Vinti - l´Umbria ha sviluppato e sta sviluppando diverse misure per il miglioramento della sicurezza stradale. L´obiettivo è creare un contesto più favorevole che da un lato riesca a valorizzare tutti i fattori e gli organismi che operano per la sicurezza stradale e dall´altro promuova e agevoli la collaborazione sulle linee di azione che si sono rivelate più efficaci". Sono stati nominati a fare parte del tavolo i tre rappresentanti designati da Anci Umbria e cioè il sindaco di San Gemini, Leonardo Grimani (che è anche coordinatore della consulta sicurezza polizia locale), il sindaco Stefano Ansideri del comune di Bastia Umbra e l´ing. Luigi Casagrande del Comune di Gubbio. Per conto della Regione invece sono stati designati l´ing. Claudio Casciotti, l´ing. Alberto Rossi e l´arch. Michele Farabbi della sezione infrastrutture viarie del Servizio infrastrutture per la mobilità. |
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10 MILIONI DI EURO PER TRAM E AUTOBUS URBANI. ZAIA FIRMA GLI ACCORDI DI PROGRAMMA CON I COMUNI CAPOLUOGO |
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Venezia, 23 febbraio 2015 - Il presidente della Regione Luca Zaia ha firmato gli accordi di programma con i comuni capoluogo di provincia del Veneto per l’erogazione di 10.000.000 di euro complessivamente assegnati dalla Regione con vincolo di destinazione alle Aziende affidatarie dei servizi di trasporto pubblico per l’acquisto di autobus urbani ad alimentazione non convenzionale e di convogli destinati ai sistemi tramviari. La sottoscrizione dà seguito al provvedimento regionale dello scorso settembre con cui era stato approvato il riparto delle risorse disponibili nell’ambito della quota del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (l’ex Fondo per le aree sottoutilizzate Fas), assegnata al Veneto per l’attuazione della linea di intervento 1.2 “Favorire la mobilità collettiva con priorità alla propulsione ecocompatibile”. “Con queste risorse – sottolinea il presidente – sarà possibile procedere all´acquisto di vetture tramviarie e autobus ecologici a gas metano, biodiesel, gpl ed elettrici. In sostanza dotare i centri urbani più densamente popolati di nuovi mezzi con l’obiettivo di incentivare il trasporto pubblico e ridurre l´inquinamento". Dei 10 milioni assegnati dal Ministero dello sviluppo economico (Mise), 4 milioni sono destinati all’acquisto di convogli da impiegarsi nei sistemi tramviari già in esercizio o in avanzata fase di realizzazione. Per quanto riguarda, invece, la parte di investimento destinata all’acquisto di autobus ad alimentazione non convenzionale, i 6 milioni disponibili sono stati assegnati per l’acquisto di veicoli di categoria M2 o M3 aventi classi di omologazione Euro6 o Eev alimentati con carburanti alternativi (metano, Gpl, biodiesel, elettrico, ecc.), vincolando l’acquisto degli stessi alla contemporanea sostituzione di altrettanti mezzi già impiegati nel servizio di trasporto pubblico locale con classe di omologazione Euro2 o inferiore. Gli accordi di programma stabiliscono anche che la liquidazione dei finanziamenti ai comuni avverrà previa trasmissione alla Regione dell’atto amministrativo con il quale viene accertata l’acquisizione della documentazione comprovante l’acquisto dei veicoli e dei convogli oggetto del finanziamento. Per quanto riguarda l’acquisto di vetture tramviarie il riparto ha assegnato al comune di Padova per Aps Holding Spa 2.193.474,06 euro e al comune di Venezia per Pmv Spa 1.806.525,94 euro per un totale di 4 milioni di euro. Per l’acquisto di autobus il riparto ha assegnato: al comune di Belluno per Dolomiti Bus Spa 247.391,51 euro; al comune di Padova per Aps Holding Spa 1.103.440,96 euro; al comune di Rovigo per Busitalia Sitanord Srl 515.211,34 euro; al comune di Treviso per Mobilità di Marca Spa 695.307,06 euro; al comune di Venezia per Actv Spa 1.441.345,81 euro; al comune di Verona per Atv Srl 1.021.017,12 euro; al comune di Vicenza per Aim Mobilità Spa 976.286,19 euro per un totale di 6 milioni di euro. |
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OPERE PUBBLICHE, AURELIA BIS, SAVONA |
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Genova, 24 Febbraio 2015 - “E’ un’opera che ha avuto grandi problemi nella fase di avvio, adesso superati. Nel giro di un paio d’anni si potrà così traguardare il completamento di un lavoro veramente importante per quella parte della nostra regione”. Lo ha detto oggi il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando presentando i lavori per l’Aurelia bis a Savona, insieme con l’assessore alle Infrastrutture Raffaella Paita e il vice sindaco di Albisola superiore Maurizio Garbarini. Gli interventi per la statale 1 Aurelia riguardano la viabilità di accesso all’hub portuale di Savona, l’interconnessione tra i caselli della A10 di Savona e Albisola e i porti di Savona e Vado, e la variante alla statale 1 Aurelia nel tratto tra Savona, torrente Letimbro, e Albisola Superiore. L’opera, commissionata da Anas, è stata finanziata con 222 milioni 620 mila euro da fondi Cipe. I lavori sono iniziati nel febbraio 2012 e si concluderanno nella primavera del 2017. Il tracciato della variante all’Aurelia storica, appaltato da Anas, ha origine a Savona con uno svincolo lungo corso Ricci, in prossimità del torrente Letimbro, poco più a nord del tracciato autostradale e termina ad Albisola Superiore, in corrispondenza della strada provinciale per Ellera, dopo l’attraversamento del torrente Sansobbia. Lungo il tracciato sono previsti altri svincoli: il raccordo Miramare, a servizio della zona Valloria e quindi del porto e dell’ospedale savonese, e la rotatoria Grana, sulla sponda destra del torrente Sansobbia, verso la zona industriale di Albissola Marina. Si tratta di una strada extraurbana secondaria, ad una corsia per senso di marcia, banchine laterali e larga 10 metri e mezzo. La lunghezza complessiva del tracciato è di circa 5 chilometri, di cui 3,7 in galleria e 460 metri su viadotto. La variante è la tratta centrale di un sistema più ampio, che va da Celle Ligure alla zona ovest di Savona, da dove si può proseguire sulla strada di scorrimento Savona-vado, o entrare in autostrada al casello di Savona Zinola. Dopo la consegna dei lavori, a causa della complessità della cantierizzazione, delle demolizioni necessarie e della rimozione delle principali interferenze, sono passati alcuni mesi ma oggi i lavori sono in corso e sono stati attivati tutti i cantieri previsti. In particolare, sono state scavate le prime due gallerie, la Grana, lato Albisola, con metodo tradizionale, e la Basci, lunga 490 metri con una fresa meccanica. Sono iniziati i lavori relativi allo svincolo Miramare dove è in fase di completamento lo scavo su tutta l’area. La percentuale di avanzamento dei lavori è pari al 24,5%. La Regione Liguria, insieme con i Comuni interessati, ha avanzato alcune richieste migliorative rispetto al progetto approvato. La prima, accolta da Anas, serve a rimediare la bocciatura al Cipe del previsto svincolo di Margonara, complementare allo svincolo Miramare e importante per garantire i collegamenti della variante con la zona est di Savona e con il porto. Il progetto è stato sottoposto recentemente a Valutazione di Impatto Ambientale (Via) con esito positivo e a breve verrà sottoposto da Anas all’approvazione del Cipe. Terminata questa procedura, verranno rivisti i termini contrattuali di fine lavori che determineranno il posticipo alla primavera del 2017. Gli altri temi sui cui si sta lavorando sono volti a migliorare l’inserimento ambientale delle zone di Miramare, via Schiantapetto e rio Basci. |
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TRENI, SINDACI ´S5´ RICEVUTI IN ASSESSORATO LOMBARDIA |
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Milano, 24 febbraio 2015 - "All´incontro con i sindaci di Vanzago, Legnano, San Giorgio su Legnano, Canegrate, Parabiago, Nerviano Pogliano Milanese, dedicato alla situazione del servizio di Trenord, ha partecipato un delegato dell´assessore che ha risposto a tutti gli interrogativi degli amministratori. L´assessore Alessandro Sorte, su delega del presidente Roberto Maroni, era infatti all´assemblea dell´Agenzia per il Tpl di Brescia". Lo precisa una Nota dell´Assessorato regionale alle Infrastrutture e Mobilità in merito alle dichiarazioni rilasciate dai sindaci al termine della riunione. Cosapevolezza Dei Passi Fatti - "L´incontro, al di là delle posizioni che un sindaco, in particolare ha ritenuto di esprimere strumentalmente - prosegue la Nota - ha messo in luce la consapevolezza di molti amministratori sui passi in avanti fatti da Trenord e sulle difficoltà che permangono". Chiarimenti Di Natura Tecnica - I sindaci hanno chiesto alcuni chiarimenti di natura tecnica e proprio per questo, al termine, tutti hanno convenuto "sull´opportunità di aggiornare la riunione invitando al Tavolo, nei prossimi giorni, i rappresentanti della società". |
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TRASPORTI. AFFIDAMENTO DEI SERVIZI FERROVIARI IN EMILIA-ROMAGNA. IMPORTANTE LA DISPONIBILITÀ DI TRENITALIA E TPER DI MIGLIORARE L´OFFERTA ECONOMICA |
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Bologna, 24 febbraio 2015 - “La disponibilità di Trenitalia e Tper, in associazione di impresa fra loro, di migliorare l´offerta economica per la gestione dei servizi ferroviari della Regione Emilia Romagna è un fatto importante”. Così commenta l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini alla notizia che Fer S.r.l. Avvierà a breve con Trenitalia una procedura negoziata per l’affidamento della concessione del Servizio di trasporto pubblico di passeggeri per ferrovia di competenza per l’Emilia-romagna. “Sono fiducioso che in tempi rapidi potremmo realizzare uno dei principali obiettivi di mandato – aggiunge Donini - ossia l´affidamento dei servizi ferroviari ad un unico gestore, aumentare la qualità del servizio e sostituire entro questa legislatura tutto il materiale rotabile per la Regione Emilia Romagna. Tutti treni nuovi che potranno migliorare soprattutto le tratte dei pendolari”. |
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TRENI REGIONALI, MARONI: COMINCIANO RISULTATI IMPORTANTI |
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Milano, 24 febbraio 2015 - "Sono molto soddisfatto perché questa nuova cura sta cominciando a dare risultati importanti". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni è intervenuto alla trasmissione ´Orario Continuato´, in diretta su Telelombardia in merito alla puntualità dei treni regionali. Piano Ambizioso - "Il mese scorso abbiamo presentato un piano importante per recuperare la puntualità, che era scesa al 70 per cento - ha ricordato il presidente - e il nuovo amministratore delegato di Trenord Cinzia Farisè ha lanciato un programma molto ambizioso, per arrivare, entro la fine dell´anno, all´80 per cento di puntualità e al 90 per cento entro il 2018. Dopo un mese abbiamo già superato l´80 per cento, vuol dire treni che arrivano con un ritardo non superiore ai 5 minuti. Abbiamo individuato le 5 linee più frequentate dai pendolari, su cui siamo intervenuti subito, oltre all´acquisto di nuovi treni per i quali abbiamo già stanziato 500 milioni di euro lo scorso anno. La puntualità è fondamentale: parliamo dei pendolari, degli studenti. Lì abbiamo investito molto". |
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´OPERAZIONE FNM´,MARONI: NOSTRI PENDOLARI MERITANO IL MEGLIO |
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Milano, 24 febbraio 2015 - "Il settore del trasporto a ferro ci sta molto a cuore. Abbiamo fatto un investimento importante per l´acquisto di 63 nuovi treni che entro due anni saranno tutti in servizio. Si tratta di 21.600 posti offerti per un investimento di oltre 500 milioni. Con questo intervento, l´età media della flotta scenderà a vent´anni e la percentuale finale di mezzi nuovi su quelli esistenti, sarà del 50%. Un intervento importante perché chi viaggia in Lombardia si merita il meglio, ossia viaggiare su convogli comodi, moderni e puntuali". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa tenuta a Palazzo Lombardia - insieme all´assessore regionale all´Economia, Crescita e Semplificazione della Regione Lombardia Massimo Garavaglia, al presidente di Finlombarda, Ignazio Parrinello, al presidente di Fnm, Norberto Achille, e al vice presidente della Banca europea per gli Investimenti (Bei), Dario Scannapieco - per presentare l´´Operazione Fnm´ con cui Regione Lombardia e Finlombarda spa supporteranno, in forza di un contratto di finanziamento e di un contratto di garanzia, il Gruppo Fnm per il potenziamento dei servizi di trasporto locale, a valere su fondi della Bei. Obbiettivo Puntualita´ - Sotto il profilo della puntualità dei treni locali, ha sottolineato il Governatore, "abbiamo fatto molto. Abbiamo presentato un piano ad hoc con l´Ad di Trenord, Cinzia Farisè, che punta proprio sulla puntualità, per recuperare 10 punti percentuali entro fine anno, passando dal 70 all´80%, per arrivare entro il 2018 al 90%. L´80% - ha annunciato - è già stato superato in un solo mese, a dimostrazione del grande impegno dell´intera struttura. C´è ancora molto da fare, ma l´impegno della Regione e delle società del trasporto ferroviario, sta a dimostrare quanto stiamo lavorando per raggiungere gli obiettivi previsti". |
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MILANO, OPERAZIONE FNM: GRAZIE A RAPPORTO CON BEI AUMENTIAMO INVESTIMENI |
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Milano, 24 febbraio 2015 - "Esprimo la mia soddisfazione per la chiusura di questa operazione e per l´ottimo rapporto che abbiamo con Bei. Il presidente Maroni ogni giorno ci sollecita a lavorare per aumentare la competitività della Regione Lombardia, ma la competitività la porti a casa solo se investi su infrastrutture e ricerca e questo rapporto forte tra Finlombarda e Bei ci consente di allargare il perimetro e, con un po´ di fantasia, consente di compiere buone operazioni". Lo ha spiegato l´assessore regionale all´Economia, Crescita e Semplificazione Massimo Garavaglia nel corso della conferenza stampa tenuta a Palazzo Lombardia - insieme al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, al presidente di Finlombarda Ignazio Parrinello, al presidente di Fnm Norberto Achille e al vice presidente della Banca europea per gli Investimenti (Bei) Dario Scannapieco - per presentare l´´Operazione Fnm´. |
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DRAGAGGI: AL VIA LAVORI MARANO LAGUNARE - 407 MILA EURO |
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Marano Lagunare, 24 febbraio 2015 - I primi lavori nella primavera dello scorso anno; quelli "veri", realmente risolutivi, come ha sottolineato l´assessore regionale ai Lavori pubblici Mariagrazia Santoro, a partire dal 21 febbraio, con una conclusione prevista a fine giugno. Sono stati infatti "consegnati" questa mattina, dallo stesso assessore Santoro e dal sindaco Devis Formentin, i lavori per il dragaggio dei canali prospicienti l´abitato di Marano Lagunare, a concludere un´attività di escavo iniziata, appunto, sempre a cura della Regione Friuli Venezia Giulia, nel corso del 2014. Necessario proseguimento e completamento del primo intervento eseguito d´urgenza dalla direzione regionale dei Lavori pubblici, il programma prevede ora l´escavazione complessiva di circa 75 mila metri cubi di sedimenti, allo scopo di garantire una profondità minima per tutti i canali di -2,50 metri. Questi materiali saranno quindi collocati in due distinte ma prossime aree di deposito, interessando una superficie di circa 220 metri quadrati, nella quale lo spessore medio risulterà pari a 30 centimetri, andando a consolidare - è stato sottolineato oggi al municipio di Marano Lagunare - le due barene esistenti ai lati del canale, oggi sottoposte a fenomeni di erosione. Nel corso dei lavori di deposito saranno utilizzate anche delle speciali panne antitorbidità, nell´intento di minimizzare il movimento, innescato dalla maree, delle particelle in sospensione. I tratti di canale oggetto dell´intervento - con un costo pari a quasi 410 mila euro - sono quelli compresi all´interno dell´abitato, perimetrali all´isola Dossat e degli specchi d´acqua circostanti porto Maran. "La Regione ha concretizzato, come assicurato già l´anno scorso alla comunità maranese, un lavoro fondamentale per il ´sistema mare´ dell´area di Marano, nel quale convivono e si coniugano con la stessa importanza economia, turismo e natura", ha osservato l´assessore Santoro, mettendo anche in luce come l´intervento ("atteso da molti anni", ha annotato il sindaco Formentin) è stato sviluppato grazie a competenze e capacità tecniche "tutte interne" all´Amministrazione regionale. L´assessore Santoro, nell´occasione ha anche ricordato che sono al via le attività per la redazione del "Piano morfologico della laguna", con l´apporto scientifico delle Università di Trieste e Udine, che vuole diventare il quadro di riferimento complessivo per le opere di manutenzione ordinarie (dunque anche le attività di dragaggio) di questo particolare sistema ambientale; la prima riunione è stata fissato per il prossimo 5 marzo proprio a Marano. All´odierna cerimonia di consegna dei lavoro hanno tra gli altri partecipato, accanto all´assessore Santoro ed al primo cittadino Formentin, anche il vicepresidente del Consiglio regionale Paride Cargnelutti, i consiglieri regionali Piero Paviotti e Mauro Travanut, il sindaco di San Giorgio di Nogaro Pietro Del Frate. |
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PORTI: SERRACCHIANI INCONTRA NEO COMMISSARIO SCALO TRIESTE |
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Trieste, 24 febbraio 2015 - "Un primo incontro per valutare in via preliminare tutti i temi fondanti relativi al porto di Trieste". Così si è espressa la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, al termine della riunione, nel Palazzo della Regione, con il commissario dell´Autorità portuale di Trieste, Zeno D´agostino. "Ci sono alcuni problemi - ha commentato Serracchiani a conclusione della riunione, alla quale hanno partecipato anche la presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat, ed il sindaco Roberto Cosolini - sui quali da subito deve essere puntata l´attenzione dell´Autorità portuale giuliana: tra questi il Piano regolatore, gli investimenti nell´area di crisi industriale complessa della Ferriera, gli impegni e le prospettive di crescita dello scalo, con i progetti riguardanti l´allungamento del molo Vii, la piattaforma logistica, l´infrastrutturazione ferroviaria". "Un aspetto fondamentale resta comunque quello legato all´organizzazione del lavoro nell´ambito portuale - ha osservato Serracchiani - sui cui l´Autorità dovrà impegnarsi nell´immediato. In questo senso la disponibilità degli enti del territorio è massima sia per garantire la necessaria collaborazione istituzionale sia per supportare questo processo di riorganizzazione e per accompagnare tutte le attività che sono già state impostate o che dovranno essere impostate nell´arco delle prossime settimane". La Regione, sulla scia della suggestiva e ambiziosa idea di Fvg porto-regione, ha quindi aggiunto Serracchiani, "deve iniziare davvero a ragionare in termini di portualità allargata con tutti suoi porti, quindi anche con Monfalcone e Porto Nogaro, e con l´intero sistema intermodale (tra i punti nodali Campo Marzio a Trieste, bivio San Polo a Monfalcone, interporto di Cervignano) per in prospettiva fare di questa nostra regione una vera piattaforma logistica, che però ha bisogno di essere messa assieme, di costruire sinergie, con le Regioni ma anche con i Paesi a noi vicini: dobbiamo essere preparati a questa prospettiva". La presidente ha infine chiarito la posizione della Regione in merito all´ipotesi di realizzazione di un impianto di rigassificazione nell´area di Zaule. "Abbiamo ereditato una situazione pesante dal punto di vista dell´autorizzazione di Via nazionale sul rigassificatore, in considerazione del fatto che il precedente Esecutivo regionale non aveva espresso fin dall´inizio una posizione di contrarietà all´impianto". "All´atto del nostro insediamento abbiamo cercato di far rivedere la posizione del ministero dell´Ambiente. L´autorità portuale di Trieste avrebbe dovuto presentare ad una Commissione tecnica tutta una serie di analisi e di dati sugli andamenti dei traffici portuali e sulle prospettive di investimenti che, a nostro avviso, avrebbe senza ombra di dubbio indicato l´incompatibilità tra attività portuali e rigassificatore, portando lo stesso dicastero dell´Ambiente a revocare il precedente parer favorevole. Quei dati non sono stati ritenuti sufficienti". Serracchiani ha inoltre ricordato la contrarietà più volte espressa anche dal Governo della Slovenia all´insediamento di questo impianto a pochi chilometri dal confine. "Come Regione, che deve esprimere la cosiddetta intesa sul progetto, assieme a Provincia e Comune di Trieste, ribadiamo dunque nuovamente la contrarierà all´insediamento del rigassificatore a Zaule". |
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