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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 24 Febbraio 2015 |
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FIRMATA LA FUSIONE SEL-AEW, "PIETRA MILIARE DELL´ENERGIA IN ALTO ADIGE" |
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Bolzano, 24 febbraio 2015 - "Siamo di fronte ad una pietra miliare per l´energia altoatesina". Con queste parole il presidente Kompatscher ha commentato la firma apposta il 21 febbraio sul contratto di fusione tra Sel e Aew. In precedenza la Giunta aveva dato il via libera all’operazione, e l’assessore Theiner ha spiegato che "il Comitato di prefusione accompagnerà la nascita della nuova società". "Dopo mesi di colloqui, trattative e analisi economico-finanziarie - ha sottolineato Arno Kompatscher - abbiamo finalmente posto le basi per una profonda riorganizzazione del settore energetico". Nella seduta straordinaria di questa mattina della Giunta provinciale, infatti, è arrivato il via libera all´accordo quadro sulla riforma gestionale, "con il quale la Provincia rinuncia al suo ruolo di azionista di maggioranza a favore dei Comuni", ha aggiunto Richard Theiner, quindi è stato il turno della cerimonia più solenne. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, quello di Merano Günther Januth, e i presidenti di Sel, Wolfram Sparber, Aew, Mauro Marchi, e Selfin, Sebastian Helfer, hanno infatti firmato il contratto di fusione tra la società energetica provinciale e il gruppo di proprietà dei comuni di Bolzano e Merano. "Assieme all´acquisto del 40% delle quote di Enel in Se Hydropower - ha proseguito Kompatscher - la fusione tra Sel e Aew non solo apre nuove e ulteriori potenzialità di sviluppo per una gestione sostenibile ed efficiente delle risorse energetiche, ma porterà con sé grandi vantaggi a beneficio della popolazione altoatesina, della Provincia e dei Comuni coinvolti". "Oggi firmiamo l´atto costitutivo della grande società che produrrà e venderà energia elettrica in tutto il nostro territorio - ha sottolineato il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli - una società in grado di produrre utili e risorse per gli enti pubblici e dunque ricchezza per tutta la popolazione. Si tratta di un importante passo avanti verso un futuro di autogoverno e di benessere, nel segno delle continuità della nostra storia". Il sindaco di Merano, Günther Januth ha inoltre aggiunto che "non vi sono mai stati dubbi sulla necessità di una fusione e sui vantaggi che essa comporterà. La decisione adottata anche dal Comune di Merano consente di aprire nuove prospettive e porta con sè ricadute positive per i cittadini". Contemporaneamente alla sottoscrizione del contratto di fusione, inoltre, è stato nominato anche un Comitato di prefusione che avrà il compito di accompagnare e rendere più efficiente la nascita vera e propria della nuova società unica, che vedrà la luce nei prossimi mesi. I membri di questo comitato, il cui segretario sarà Paolo Vanoni, sono il presidente e il direttore generale di Sel, Wolfram Sparber e Albert Stuflesser, il presidente di Aew Mauro Marchi e il vicedirettore di Aew Paolo Acuti. "La riorganizzazione del settore - ha proseguito Arno Kompatscher - consentirà di attuare una nuova politica tariffaria, di assicurare l´approvvigionamento energetico e, più in generale, di migliorare ulteriormente la qualità del servizio". Dal punto di vista economico, i benefici della fusione sono espressi in maniera più chiara dai numeri che dalle parole: le analisi, infatti, parlano di una potenziale crescita dei profitti nell´ordine dei 23-28 milioni di euro l´anno grazie alle sinergie sfruttabili dal punto dei vista dei costi, e di circa 20 milioni annui in più per le sinergie legate ai ricavi. Circa un migliaio di dipendenti, un utile al netto delle tasse nell´ordine dei 100 milioni di euro, la nuova società unica dell´energia diventerà il più grande contribuente altoatesino e uno dei principali datori di lavoro, senza contare l´ottimo potenziale per quanto riguarda l´offerta di posti altamente qualificati. "Nei prossimi 5 anni - ha commentato l´assessore all´energia Richard Theiner - sono previsti investimenti da parte della nuova società per circa 400 milioni di euro, che rappresenteranno un importante volano per l´innovazione e la ricerca nel settore dell´energia. Grazie alla fusione tra Sel e Aew, riusciremo a creare un´azienda fortemente orientata al futuro, che sarà fra i primi tre operatori nazionali per quanto riguarda l´energia rinnovabile prodotta da fonti idroelettriche, e che contribuirà a creare un grande valore aggiunto per tutto l´Alto Adige". Il presidente di Selfin, Sebastian Helfer, aggiunge infine che "la fusione è un grande passo verso una maggiore autonomia finanziaria anche per i comuni, e la decisione della Giunta provinciale di cedere la maggioranza delle quote è un segno di grande e attivo coinvolgimento per le amministrazioni municipali". In un´ottica di trasparenza, l´accordo quadro per la fusione tra Sel e Aew è disponibile online sulla Rete Civica cliccando sul documento allegato a questo comunicato. |
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GEOTERMIA: LA MORATORIA È REALE E CON LO STUDIO SI DEFINIRANNO I CRITERI PER IL FUTURO |
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Firenze 24 febbraio 2015 – La moratoria è reale, non è una finzione. L´amministrazione regionale replica alle posizioni dei comitati contro la geotermia sull´efficacia della sospensione per sei mesi dei permessi di ricerca prevista con l´ultima legge regionale. La moratoria, come noto, si applica alle nuove richieste di permessi di ricerca, mentre per quanto riguarda quelli presentati prima della entrata in vigore della legge, ed è probabilmente l´oggetto di maggiore attenzione dei comitati, la sospensione blocca il passaggio alla fase successiva, che consente la realizzazione di piezometri o attività di indagine per pozzi esplorativi (la cosiddetta attività invasiva), oggetto infatti di verifica di assoggettabilità a Via. E´ chiaro che se qualcuno aveva ottenuto l´autorizzazione per attività di ricerca non invasive prima della moratoria e le sta portando avanti, non sta violando alcuna norma. Rimane comunque sempre attivabile l´attività di controllo da parte dell´autorità di vigilanza mineraria per verificare la corrispondenza tra le attività non invasive autorizzate e quelle effettivamente realizzate. Questo, tra l´altro, è quanto è stato chiarito ai comitati che hanno segnalato nei giorni scorsi l´attività di un´azienda. La Regione sta inoltre approntando lo studio al quale la moratoria è funzionale. Lo studio servirà a individuare i criteri obiettivi sulla base dei quali esaminare le richieste, offrendo anche ai Comuni, chiamati ad esprimere pareri, uno strumento quantomai opportuno vista la complessità della materia. In questo modo saremo in grado di legare lo sviluppo della risorsa alla sostenibilità ambientale e alla vocazione socio economica dei territori interessati dai permessi di ricerca. E´ bene precisare che lo studio non riguarderà la distinzione tra media e alta entalpia, come i comitati hanno scritto. Tanto meno il Paer individua aree non idonee alla geotermia, bensì prevede lo sviluppo dell´alta e della media entalpia a patto che questo sia subordinato all´impiego di tecnologie impiantistiche e pratiche gestionali altamente efficienti, e riconosce la specificità dell´Amiata dove la potenza raggiunta con la risorsa geotermica costituisce il punto di equilibrio tra il suo sfruttamento e la vocazione socio economica dei territori. |
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DEPOSITO GAS A RIVARA. L´ASSESSORE REGIONALE ALLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE E RICOSTRUZIONE POST SISMA: "IL DEPOSITO DEL GAS A RIVARA NON SI FA, LA VICENDA È DEFINITIVAMENTE CHIUSA DAL FEBBRAIO 2014. |
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Bologna, 24 febbraio 2015 – «La vicenda del deposito di gas a Rivara è definitivamente chiusa. Ciò è attestato con chiarezza da tutti gli atti ufficiali della Regione e del Governo tramite i ministeri competenti. Il ‘no’ è definitivo e rappresentare il contrario è solo un inutile e pretestuoso esercizio demagogico di disinformazione». Così l’assessore regionale alle Attività produttive e alla Ricostruzione post sisma Palma Costi sulla vicenda dello stoccaggio di gas naturale in località Rivara di San Felice sul Panaro (Modena) risollevato, nei giorni scorsi, da alcuni esponenti politici in modo strumentale creando inutili timori tra i cittadini della area del sisma. Sul progetto di stoccaggio gas Rivara «la Regione Emilia-romagna – aggiunge l’assessore Costi - si è espressa più volte negativamente, ribadendo ed argomentando in maniera inequivocabile e netta il proprio parere contrario sulla base di evidenze scientifiche e tecniche». Infatti, con apposite delibere della Giunta regionale (n. 1127/2007 e 211/2010) la Regione ha formulato il proprio parere negativo nell’ambito della procedura di Via ministeriale e con un successivo atto (la delibera n. 512/2012) ha espresso il diniego dell’Intesa sull’istanza di accertamento preliminare avanzata dalla Società presso il Ministero dello Sviluppo Economico. A questo atto della regione segue nell’aprile del 2013 il decreto di rigetto della istanza di concessione di stoccaggio iniziale da parte del ministero dello sviluppo economico e nel febbraio del 2014 il ministero dell’Ambiente archivia il procedimento di valutazione di impatto ambientale sempre relativo allo stoccaggio di gas a Rivara. «Pertanto da più di un anno è certificato dagli atti - prosegue Costi - che il progetto è stato definitivamente bocciato in linea con la posizione di regione ed enti locali . Rappresentare il contrario è solo un esercizio pretestuoso e dannoso in una area dove la popolazione è già stata duramente provata dal sisma». Mentre per quanto attiene al contenzioso sollevato, il 31 luglio 2014, davanti al Tar dell’Emilia-romagna da parte della società “Rivara gas Storage Srl”, per l’annullamento degli atti statali e regionali «la Regione Emilia-romagna in accordo con i ministeri – ha concluso l’assessore Costi - sta tutelando, in ogni sede, le posizioni e gli atti da essa assunti a difesa del territorio e degli enti locali sempre e solo nell’interesse di tutelare concretamente i nostri cittadini. Ricordo, infine, che il senatore Stefano Vaccari è impegnato affinché sia approvato nel collegato ambientale un emendamento che preclude la realizzazione di stoccaggi di gas in unita geologiche profonde». |
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PIEMONTE: CABINA DI REGIA CON GLI ENTI LOCALI PER GLI INTERVENTI SULL´ENERGIA |
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Torino, 24 febbraio 2015 - La Regione Piemonte ha deciso di attivare una cabina di regia per supportare gli enti locali nelle politiche energetiche, con particolare riferimento all´efficientamento degli edifici pubblici sul territorio regionale. Si tratta di un organismo che si riunirà già nelle prossime settimane e che avrà l´obiettivo di poter utilizzare al meglio i fondi previsti dalla nuova programmazione, puntando sui progetti più completi e qualificati. La cabina di regia sarà composta da Regione, Città metropolitana, sindaci degli altri Comuni capoluogo, Province, Anci e Uncem. E´ quanto ha deliberato oggi la Giunta regionale, su proposta dell´assessore alle Attività Produttive, Giuseppina De Santis. "Molte delle azioni che stiamo prevedendo nell´ambito del piano energetico - dichiara l´assessore De Santis - richiedono l´indispensabile adesione e coinvolgimento degli enti locali. L´attivazione della cabina di regia permetterà di ottenere risultati più efficienti, perché saranno i diretti enti interessati a fare l´elenco degli interventi necessari, su cui verranno poi individuate le priorità. Questa operazione serve soprattutto per fare in modo che i 121 milioni previsti sull´asse possano avere una notevole leva finanziaria sul territorio, con un effetto moltiplicatore per almeno cinque o sei volte ". La cabina di regia favorirà dunque l’aggregazione della domanda pubblica di investimenti di efficienza energetica nel settore degli edifici e della pubblica illuminazione, nell’ambito di una governance multilivello. Gli enti locali verranno supportati nella predisposizione di piani e progetti e la Regione si occuperà anche di coordinare interventi di formazione e qualificazione professionale. Al contempo verranno sostenute occasioni di dialogo con gli operatori del settore e con le istituzioni bancarie e finanziarie, al fine di stimolare il mercato dei servizi. |
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FVG, CARTA FAMIGLIA: CONTRIBUTI SU CONSUMI ELETTRICITÀ 2014 |
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Udine, 24 febbraio 2015 - I titolari della Carta famiglia potranno ottenere anche nel 2015 un contributo sui consumi di energia elettrica dell´anno precedente, da un massimo di 150 a un massimo di 600 euro, a seconda delle fasce di consumo e della composizione del nucleo familiare (uno o più figli). Lo ha deciso la Giunta regionale, su proposta dell´assessore alle Politiche sociali e alla Famiglia Maria Sandra Telesca, mettendo a disposizione 8,8 milioni di euro. L´importo effettivo del contributo potrà essere stabilito solo dopo che tutte le domande saranno raccolte, anche quest´anno a cura dei Comuni, in modo da stabilire il numero dei beneficiari. I contributi massimi sono stati innalzati rispetto al 2013, di circa il 25 per cento, perché l´introduzione del nuovo Isee (Indicatore di situazione economica equivalente), secondo i calcoli degli uffici regionali, dovrebbe ridurre il numero dei beneficiari, permettendo quindi di erogare contributi più elevati ai singoli titolari della Carta Famiglia. Le domande potranno essere presentate ai Comuni entro l´8 maggio di quest´anno (termine spostato in avanti, proprio tenendo conto dei tempi necessari per calcolare il nuovo Isee). Secondo la delibera approvata oggi, i Comuni dovranno curare la raccolta delle domande, l´istruttoria, l´erogazione del contributi ed eseguire anche controlli a campione selle dichiarazioni acquisite. |
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COSTI AMMINISTRATIVI IN EDILIZIA. GIUNTA PUGLIESE AGIORNA MODULISTICA UNIFICATA |
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Bari, 24 febbraio 2015 - Per semplificare i procedimenti e migliorare l’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, la Regione Puglia, già nel marzo 2013 con la D.g.r. N. 334, aveva approvato la modulistica unificata per i titoli abilitativi edilizi, anticipando la successiva iniziativa statale. Tale modulistica è stata recepita dalla maggior parte degli Sportelli Unici per l’Edilizia dei Comuni pugliesi, consentendo già dal 2013 una significativa riduzione degli oneri amministrativi connessi al rilascio dei titoli edilizi, a vantaggio della collettività regionale, quali maggiore facilità per gli operatori di esercitare nei diversi comuni, riduzione degli oneri di intermediazione e degli adempimenti formali a carico dei privati promotori o partecipi dei processi edilizi, maggiore facilità di comprensione delle regolamentazioni comunali sull’uso del territorio. Successivamente, è entrato in vigore l’art. 24, comma 3, del D.l. N. 90/2014, convertito in L. N.114/2014, che ha previsto, previo Accordo tra Governo, Regioni ed Enti locali sottoscritto il 12 giugno 2014, l’approvazione di modelli unificati e semplificati per la presentazione dell’istanza di rilascio del permesso di costruire (Pdc) e della segnalazione certificata di inizio attività (Scia). Con l’Accordo del 18 dicembre 2014, sono stati poi approvati i modelli per la presentazione della comunicazione di inizio lavori (Cil) e della comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila) per gli interventi di edilizia libera. L’assessorato alla Qualità del Territorio, quindi, ha riconvocato il gruppo di lavoro già incaricato dell’elaborazione della modulistica regionale approvata con D.g.r. N. 334/2013, per il recepimento e l’adattamento alla specifica realtà pugliese dei nuovi modelli nazionali relativi a: A. Domanda Di Permesso Di Costruire/titolo Unico; B. Segnalazione Certificata Di Inizio Attivita’; C. Comunicazione Inizio Lavori Per Edilizia Libera; D. Comunicazione Inizio Lavori Asseverata Per Edilizia Libera. Come già nella precedente occasione, i moduli sono stati sottoposti, a cura dell’Anci Puglia, alle osservazioni e proposte di integrazione degli Uffici Tecnici dei Comuni pugliesi. Si è poi previsto, come già con la D.g.r. N. 334/2013, un ulteriore modello finalizzato all’eventuale Comunicazione Di Interventi Di Edilizia Libera. Si tratta di un modello facoltativo, poiché la legge non prevede alcun obbligo di comunicazione. Tuttavia, si è ritenuto utile fornire anche un semplicissimo modulo anche per questa categoria di intervento, per gli operatori che dovessero comunque ritenere opportuna una comunicazione allo Sportello Unico per l’Edilizia. Tra i passi successivi, come comunicato dal Dipartimento per la Funzione Pubblica, vi è l´adozione del modello per la Dia sostitutiva del permesso di costruire. L’adeguamento del modello regionale, già approvato con la citata D.g.r. N. 334/2013, sarà pertanto effettuato a seguito dell’approvazione del modello nazionale da parte della Conferenza Unificata. E’ importante evidenziare che si è ritenuto opportuno recepire i modelli unificati dopo l’approvazione del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, perché essi includessero i riferimenti al nuovo regime della pianificazione regionale. |
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CADUTE DALL´ALTO: CAUSANO IL 30 PER CENTO DELLE MORTI BIANCHE ILLUSTRATO IL NUOVO REGOLAMENTO REGIONALE DELL’UMBRIA |
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Perugia, 24 febbraio 2015 - Il Regolamento di attuazione in materia di cadute dall´alto nel settore edile che è entrato in vigore con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, è stato al centro, venerdì 20 febbraio, di un seminario che si è svolto nell´Aula magna dell´Istituto Alberghiero di Terni, organizzato dalla Regione Umbria, in collaborazione con gli Ordini degli architetti e degli ingegneri ed i Collegi dei periti industriali e dei geometri della provincia di Terni per informare e formare gli operatori del settore. Nella sua introduzione, dopo il saluto del sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, l´assessore regionale ai lavori pubblici, Stefano Vinti, ha sottolineato come questo sia "il primo regolamento di attuazione della legge 16 del 2013 che detta norme sulla prevenzione delle cadute dall´alto ed è evidente che è un primo passo importante in questo settore. Siamo partiti con il regolamento che riguarda il settore dell´edilizia ed a questo seguiranno a breve quelli dedicati ai settori dell´industria e dell´agricoltura – ha affermato Vinti -. Le cadute dall´alto da coperture o da altre parti di un edificio sono la causa più rilevante d´infortunio o di morte, sia quando coinvolgono lavoratori sia quando coinvolgono singoli cittadini che accedono in quota per fare piccole manutenzioni. La copertura dell´edificio infatti, che è sede di moltissimi impianti a servizio della casa, è diventata ormai un luogo di lavoro, un cantiere che per le sue peculiarità possiede caratteristiche di rischio molto elevato. Non possiamo dimenticare che le cadute dall´alto rappresentano il 30 per cento delle ‘morti bianche´ nella nostra regione, alle quali ogni anni si aggiungono numerosissimi casi di incidenti che provocano feriti ed invalidità anche importanti. Quindi – ha concluso l´assessore – è bene che la sicurezza diventi cultura e il metodo un´abitudine". Il Regolamento riguarda tutte le attività in quota che si svolgono nel campo dell´edilizia, con l´obiettivo di tutelare sia il lavoratore che il committente facendo in modo che nel momento in cui si opera sulle coperture o su facciate particolari di un edificio come quelle continue, ventilate o ampiamente finestrate, siano stabilite a monte le modalità con cui eseguire gli interventi e sia stabilita una procedura unica di affidamento da parte del committente privato all´impresa o al lavoratore autonomo che sale in quota. Il lavoratore deve essere informato dal committente sullo stato dei luoghi e deve risultare formato sui dispositivi in uso per prevenire la caduta; il committente deve informare e avere un´attestazione dalla quale risulti che abbia provveduto a quanto doveva. "Sarà dunque uno strumento utile – ha aggiunto Vinti - non soltanto per i lavoratori ma anche per i cittadini e soprattutto i committenti dei lavori che molto spesso sottovalutano le conseguenze penali che possono derivare da una cattiva gestione dei cantieri e delle operazioni che si svolgono in particolar modo sui tetti delle costruzioni e degli edifici. Il gruppo di lavoro che la Giunta regionale aveva creato per giungere alla definizione di questi regolamenti ha lavorato per un anno intero con lo scopo di varare norme che tutelino il lavoro ed i lavoratori, senza gravare oltre il dovuto le incombenze burocratiche a carico della committenza e delle imprese". |
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DUE NUOVI BANDI PER L´ACQUISTO DELLA PRIMA CASA PER SINGLE E FAMIGLIE MONOPARENTALI. ASSESSORE UMBRIA "COSÌ SUPERIAMO I PROBLEMI DERIVATI DAL CAMBIO DEL SISTEMA ISEE" |
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Perugia, 24 febbraio 2015 - La Giunta regionale, su proposta dell´assessore alle politiche abitative Stefano Vinti, ha deciso di emanare due nuovi bandi, finalizzati a sostenere l´acquisto della prima casa, rivolti uno ai nuclei familiari composti da una sola persona e l´altro ai nuclei familiari monoparentali, per superare i problemi posti dall´introduzione del nuovo sistema di calcolo dell´Isee avvenuta il primo gennaio scorso. "La nuova normativa in materia di calcolo dell´Isee contiene numerosi cambiamenti nelle modalità di determinazione della capacità economica del nucleo familiare, profondamente diverse rispetto a quanto precedentemente stabilito - ha affermato l´assessore -. In Umbria le famiglie teoricamente beneficiarie sono circa 50mila e per loro potrebbero esserci variazioni sensibili nei dati inseriti. Questa situazione – ha sottolineato Vinti - crea problemi di non lieve entità per i due bandi regionali finalizzati a sostenere l´acquisto della prima casa, rivolti uno ai nuclei familiari composti da una sola persona e l´altro ai nuclei familiari monoparentali, che sono stati emanati nel 2014, e scadono nel 2015, a cavallo cioè tra le due differenti modalità di calcolo dell´Isee. Nel modello di domanda i richiedenti dovevano dichiarare il possesso di alcuni requisiti soggettivi obbligatori per accedere al contributo, tra i quali l´Isee posseduta, che, nei bandi, è indicata come Isee 2014 (redditi 2013 e situazione patrimoniale al 31.12.2013). Ciò genera non poche difficoltà, in particolar modo, per coloro che sono ancora inseriti, alla data del bando, nel nucleo familiare di origine, ma si impegnano, con apposita dichiarazione, a distaccarsi per andare a vivere da soli nell´alloggio acquistato. Il bando stabilisce infatti che tali richiedenti debbano dichiarare solo il proprio Isee e non quello dell´intero nucleo anagrafico originario. Alcuni hanno già presentato la domanda entro il 31 dicembre scorso, dichiarando, quindi, l´Isee 2014, come stabilito dal bando e determinato con le modalità non più in vigore, mentre altri, che erano e sono ancora in procinto di inviare l´istanza, si sono trovati a dover obbligatoriamente calcolare il proprio Isee sulla base di parametri completamente nuovi e diversi". "Si è creato dunque una specie di corto circuito – ha sottolineato Vinti - che ha necessitato di un attento approfondimento normativo, per garantire uniformità di trattamento a tutti coloro che inoltrano la domanda per accedere al contributo. E la soluzione individuata prevede che i vecchi bandi mantengano la loro validità fino alle scadenze stabilite solo per coloro che fossero ancora in grado di inoltrare la domanda dichiarando l´Isee 2014 calcolato sulla base della precedente normativa e contemporaneamente la Giunta regionale ha disposto che con successivo provvedimento del Dirigente del Servizio regionale "Politiche della Casa e Riqualificazione Urbana" vengano approvati due nuovi bandi di concorso rivolti alle medesime categorie sociali (nuclei composti da una sola persona e nuclei monoparentali), del tutto analoghi ai precedenti, nei quali, tuttavia, in luogo dell´Isee, sarà richiesto ai concorrenti di dichiarare il reddito imponibile complessivo del nucleo familiare, che dovrà essere ricompreso entro parametri che saranno definiti nei prossimi giorni, in occasione della pubblicazione dei bandi. E proprio dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione scatteranno i trenta giorni di tempo per presentare le nuove domande. Il contributo a fondo perduto, per quanto riguarda i single, potrà essere richiesto dalle famiglie che, alla data di pubblicazione del bando, sono anagraficamente composte da una sola persona di età superiore a 30 anni o che compia il 30° anno di età nel 2014. Si deve essere titolari di un reddito che può derivare da attività lavorativa, pensione o assegno di invalidità. Per monoparentali invece si intendono quei nuclei familiari che, alla data di pubblicazione, sono anagraficamente composti da un solo genitore (vedovo\a, separato\a, single) e da uno o più figli minorenni o con disabilità. Si considerano separati\e coloro che sono in possesso di sentenza o di provvedimento di omologa della separazione emessi in data anteriore a quella di pubblicazione del bando. Anche in questo caso il nucleo familiare deve essere titolare di un reddito alla data di pubblicazione del bando. |
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PIANO PAESAGGISTICO, ROSSI: "BASTA CON LE POLEMICHE, LAVORIAMO PER SOLUZIONI AVANZATE" |
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Firenze 24 febbraio 2015 - "Anna Marson è un grande tecnico che ha dato un contributo fondamentale sulla svolta attuata in Toscana nelle politiche per il governo del territorio. Ma quando esprime giudizi politici compie scivoloni pericolosi. Respingo quindi con fermezza le sue dichiarazioni sul ruolo del Pd dipinto in un intervista al Corriere della Sera in modo grottesco, come un partito antiambientalista, asservito ad interessi particolari". Così interviene il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in relazione al piano paesaggistico attualmente all´esame del consiglio regionale. "Ricordo ad Anna Marson - prosegue Rossi - che è stato grazie al contributo del Pd che la Toscana ha potuto, prima regione in Italia, approvare una legge innovativa che blocca il consumo di suolo per nuove edificazioni. Ora si tratta di chiudere la legislatura con il lavoro straordinario che è stato fatto sul piano del paesaggio e con la nuova legge sulle cave. Esasperare i toni e le polemiche è il miglior regalo che può essere fatto a coloro che vogliono far fallire questi obiettivi". "Invito quindi a lavorare seriamente in commissione - così conclude Rossi - confrontandosi con posizioni anche diverse ma legittime e ricercando soluzioni avanzate per conciliare ambiente e lavoro". In ogni caso sia chiaro che, per quello che mi riguarda, mi adopererò con impegno ed energia affinché questa legislatura si concluda con l´approvazione di questi importanti impegni. Sono convinto che questo è il bene della Toscana al di là delle scaramucce politiche, calcoli elettorali, reazioni inconsulte che possono comprendersi se sono momentanee e, soprattutto, se si riprende subito il lavoro costruttivo per trovare le soluzioni più avanzate ai problemi. |
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EDILIZIA: FVG, MODIFICHE AL REGOLAMENTO PROCEDURE PIÙ SEMPLICI |
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Udine, 24 febbraio 2015 - Su proposta dell´assessore regionale ai Lavori pubblici Mariagrazia Santoro, la Giunta regionale ha approvato oggi, in via preliminare, importanti modifiche al Regolamento di attuazione della legge 19 del 2009 (Codice regionale dell´Edilizia). Scopo di dette modifiche è quello di rendere pienamente operativa la prima parte del percorso di riforma e semplificazione della regolamentazione regionale in materia edilizia, iniziato con la legge regionale 13 del 2014 di riordino degli ambiti di competenza della direzione, rendendo coerente e adeguato il testo regolamentare rispetto alla modificata legge di riferimento (Codice regionale dell´Edilizia). "Alcune di queste modifiche - ha commentato l´assessore Santoro - sono state proposte dagli stessi uffici regionali che, sulla base della loro quotidiana esperienza, non solo hanno proposto valide soluzioni per la risoluzione di alcune problematiche applicative ma hanno altresì elaborato modifiche atte a dirimere alcuni dubbi interpretativi che si erano manifestati e ad evitare che potessero insorgere prassi applicative disomogenee sul territorio". Inoltre, sempre in un´ottica di attenzione al territorio e alle sue istanze, si è deciso di intervenire anche in una parziale modifica delle tabelle parametriche regionali allegate al Regolamento, che incidono in materia di oneri concessori. "Tale variazione - ha continuato l´assessore Santoro - permetterà di ridurre, ove possibile, il carico contributivo collegato all´intervento. Una misura volta proprio a favorire il recepimento da parte delle Amministrazioni locali dei parametri regionali nelle loro strumentazioni urbanistiche, a differenza di quanto accadeva con quelle precedenti che erano considerate eccessivamente gravose per l´interveniente". Altro passo importante posto in essere con l´approvazione votata dalla Giunta riguarda l´adeguamento della modulistica edilizia regionale alla nuova modulistica unificata e standardizzata nazionale, adottata in seno alla Conferenza permanente Stato-regioni, la quale ha demandato alle Regioni i relativi recepimenti e che verranno tempestivamente adottati dall´Amministrazione regionale mediante apposito decreto del direttore centrale competente in materia edilizia. |
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MILANO: CONTRIBUTI ALL’AFFITTO PRIVATO PER 4.350 FAMIGLIE |
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Milano, 24 febbraio 2015 – Saranno 4.350 le famiglie milanesi indigenti che beneficeranno del Fondo Sostegno Affitti e che, grazie alle maggiori risorse stanziate dal Comune di Milano, potranno ricevere fino a 1.337 euro come contributo per pagare il canone di locazione di case private. Lo comunica l’assessore alla Casa e Demanio Daniela Benelli che spiega: “L’emergenza abitativa che ha colpito Milano, aumentando esponenzialmente gli sfratti per morosità incolpevole e allungando le liste d’attesa per le case popolari, nasce dalla difficoltà che sempre più famiglie incontrano nel sostenere l’affitto privato. In questo particolare momento, è doveroso che l’Amministrazione comunale impieghi tutte le risorse a disposizione per sostenere i cittadini in difficoltà”. Il Fondo Sostegno Affitti è cofinanziato ogni anno da Regione Lombardia e Comune di Milano e si rivolge alle famiglie in affitto privato con reddito Isee-fsa fino a un massimo di 9.500 euro. Dopo la raccolta delle domande da parte dei Comuni, visto l´elevato numero di richieste, la Regione Lombardia ha abbassato il contributo massimo a famiglia da circa 2.000 a 940 euro. Per questo motivo il Comune di Milano ha deciso di integrare con proprie risorse la quota di cofinanziamento a suo carico, elevandola da 630 mila a 2milioni e 80 mila euro. Questo consentirà di mettere a disposizione delle famiglie i seguenti contributi: - le 2.131 famiglie con Isee-fsa non superiore a 5.500 euro riceveranno fino a un massimo di 1.337 euro; - le 2.222 famiglie con Isee-fsa tra 5.500 e 9.500 euro riceveranno fino a un massimo di circa 1.000 euro. Il Fondo complessivamente erogato sarà di 4 milioni e 860 mila euro, di cui 2 milioni e 80 mila euro a carico del Comune di Milano. “Questi maggiori contributi – conclude l’assessore Benelli – sono la risposta concreta del Comune di Milano al bisogno abitativo espresso dalla città. Un bisogno testimoniato anche dalle numerose richieste arrivate per accedere al fondo”. |
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SARDEGNA: LAVORI PUBBLICI: NUOVI ELENCHI OPERATORI PER L’AFFIDAMENTO DI OPERE E SERVIZI |
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Cagliari, 24 febbraio 2015 - L’assessorato dei lavori pubblici ha pubblicato due bandi relativi all’istituzione di 2 nuovi elenchi aperti di operatori qualificati per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura e di opere e lavori pubblici. Nel dettaglio: - un bando riguarda la costituzione di un elenco aperto di operatori economici qualificati, da invitare a presentare offerta per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, anche integrata, nei casi previsti dall’articolo 43 della Direttiva Generale sui “Sistemi in economia e procedure alternative all’evidenza pubblica per l’affidamento di lavori pubblici e servizi di ingegneria e architettura”, al fine di razionalizzare e semplificare la fase di selezione degli operatori economici da invitare a presentare offerta nel caso di: a) affidamento diretto, per importi inferiori alla soglia di quarantamila euro di cui all’articolo 125, comma 11, ultimo periodo, del Codice; b) procedura negoziata semplificata, per importi inferiori a 100.000,00 euro, ai sensi dell’articolo 267 del Regolamento; c) affidamento in economia degli studi di fattibilità, per importi inferiori alla soglia comunitaria di cui all’articolo 28 del Codice, ai sensi dell’art. 125, comma 9 del Codice medesimo; d) procedure negoziate senza bando, previste dall’articolo 57, comma 2, lett. A), b) e c) del Codice. Gli operatori economici interessati, aventi i requisiti previsti dal bando, possono presentare istanza telematica di iscrizione nell’elenco a partire dal 23/3/2015, tramite l’utilizzo del sistema informatico di gestione; - l’altro bando è relativo alla costituzione dell’elenco aperto per l’affidamento di opere e lavori pubblici di cui all’Allegato I della Direttiva generale, recante “Elenco delle tipologie di lavori rientranti nelle categorie generali di cui all’articolo 125, comma 6 del Codice”, al fine di razionalizzare e semplificare la fase di selezione degli operatori economici da invitare a presentare offerta, nell’ambito delle seguenti procedure: a) Cottimo fiduciario per lavori in economia di importo non superiore alla soglia di duecentomila euro di cui all’articolo 125, comma 8 del Codice. B) Affidamento diretto per lavori in economia di importo inferiore alla soglia di quarantamila euro di cui all’articolo 125, comma 8, ultimo periodo, del Codice. C) Affidamento diretto per lavori di somma urgenza di importo compreso entro il limite della soglia di duecentomila euro di cui all’articolo 176 del Regolamento, o comunque di quanto indispensabile per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica incolumità. D) Cottimo fiduciario nel settore dei beni culturali, per lavori in economia concernenti i beni mobili e immobili e gli interventi sugli elementi architettonici e sulle superfici decorate di beni del patrimonio culturale, sottoposti alle disposizioni di tutela di cui al D. Lgs. 22.01.2004, n. 42 e ss.Mm.ii., della soglia di importo fino a trecentomila euro, di cui all’articolo 204, comma 4, lettera b), del Codice. Nel settore dei beni culturali trova, altresì, applicazione la fattispecie di cottimo fiduciario di cui alla lettera a). Gli operatori economici interessati, aventi i requisiti previsti dal bando, possono presentare istanza telematica di iscrizione nell’elenco a partire dal 23/3/2015, tramite l’utilizzo del sistema informatico di gestione. Per entrambi i bandi le procedure di iscrizione si concluderanno entro il termine di 30 giorni decorrenti dalla ricezione della istanza telematica. Esclusivamente nella fase di primo avvio dell’elenco, tale termine potrà arrivare fino a 60 giorni. |
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ECONOMIA, MARONI: RENZI CI COSTRINGE A TAGLIARE 700 MILIONI |
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Milano, 24 febbraio 2015 - "Renzi protesta contro l´austerity europea, chiedendo Misure per la crescita e non tagli, ma poi con noi fa l´esatto contrario: ci costringe a tagliare 700 milioni di investimenti già programmati, non perché non abbiamo i soldi o perché sforiamo il Bilancio, perché il nostro Bilancio è in pareggio, ma per una regola assurda, che dice che si possono fare investimenti solo attraverso le tasse, e quindi io dovrei raddoppiare le tasse ai cittadini lombardi. Questa cosa non esiste, troveremo una soluzione". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo in diretta alla trasmissione di Telelombardia, ´Orario Continuato´. Programmati Investimenti Per Oltre Un Miliardo - "Le tasse regionali sono un po´ più di 300 milioni - ha proseguito il presidente - e io non voglio aumentarle, però abbiamo programmato investimenti per oltre 1 miliardo. La differenza ce la danno le banche, con i prestiti, perché si fidano della Regione". "Ma adesso, con questa nuova regola inserita nella Legge di Stabilità, - ha spiegato - noi non possiamo più finanziare investimenti dal primo gennaio, se non per il controvalore delle tasse locali, quindi devo tagliare 700 milioni. Sono soldi già promessi ai territori, è un´assurdità. E non voglio naturalmente raddoppiare le tasse ai cittadini lombardi. Emendamento - "Per questo - ha fatto sapere il presidente - abbiamo presentato un emendamento, che spero sarà sostenuto dai parlamentari lombardi, per dire che le Regioni virtuose, con il Bilancio in pareggio, possono fare investimenti anche oltre i limiti delle imposte locali. Altrimenti troveremo una qualche soluzione". |
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SVILUPPO, CON LAZIO INNOVA IL LAZIO CAMBIA E L’ITALIA È PIÙ FORTE LA NUOVA SOCIETÀ UNICACHE NASCE DALLA FUSIONE DI SEI SOCIETÀ. UN VERO E PROPRIO PUNTO DI RIFERIMENTO PER CHI HA UN’IDEA E VUOLE REALIZZARLA |
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Roma, 24 febbraio 2015 - "Abbiamo migliorato i servizi spendendo di meno: la Regione Lazio aveva sei società sullo sviluppo, tra cui una banca, adesso ci sarà una sola società, la newco Lazio Innova, che si preoccuperà dello sviluppo economico della Regione- lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, intervenendo all’inaugurazione della nuova sede di Lazio Innova. Lazio Innova è la nuova società unica per lo sviluppo per aiutare in modo concreto le imprese. Uno strumento a disposizione di tutti, che nasce dalla fusione e della razionalizzazione di ben sei aziende in una sola più snella ed efficiente. Tutto questo non rientra in una parentesi nel deserto, ma fa parte di una strategia precisa e organica che la Regione sta portando avanti. Un bell’esempio di buona amministrazione. Si tratta della più grande operazione di revisione delle spesa ed efficientamento su società regionali in Italia. Con Lazio Innova infatti la Regione passa: da 6 a 1 società; da 6 uffici in affitto a 3, tutti di proprietà regionale; da 43 a 6 poltrone negli organi sociali; da 16 a 9 dirigenti. Stop alla frammentazione di interlocutori, uffici e competenze. Spesso in questi anni il moltiplicarsi di uffici, competenze e burocrazie è stato un vero e proprio ostacolo per le imprese del Lazio, che erano costrette a fare i conti con un vero e proprio labirinto. Da oggi con lazio innova c’è un unico punto di riferimento per le imprese e lo sviluppo. Una società più leggera, efficiente e affidabile, e che costa meno: in un anno Lazio Innova ha già prodotto 4,8 milioni di euro di risparmi, e farà risparmiare 27 milioni entro il 2017. Uno strumento utile per sostenere le imprese, che potranno accedere più facilmente alle tecnologie avanzate e alle potenzialità della ricerca, e avranno anche la possibilità di formare in modo più semplice forza lavoro ad alta professionalità e specializzazione. Da marzo 2013 ad oggi Lazio Innova ha erogato per conto della Regione Lazio risorse europee, nazionali e regionali per un totale di 482,6 milioni di euro attraverso avvisi pubblici rivolti alle imprese e Enti locali. Nel 2014 sul portale di Lazio Innova sono state visitate 1,2 milioni di pagine e circa 400mila utenti unici, un dato dieci volte superiore ai numeri registrati dal portale nel 2013 e da giugno prossimo il portale di Lazio Innova sarà ancora più semplice e offrirà ancora più dati e servizi attraverso la digitalizzazione dei documenti e la possibilità di seguire l’avanzamento della propria pratica online Ecco due esempi di cosa è stato realizzato grazie a questo nuovo modello, che consente finalmente alla Regione di sostenere in modo concreto le idee creative dei giovani e di chi ha un progetto e vuole realizzarlo: Wanderio, il primo sito web per pianificare viaggi dalla porta di casa fino alla destinazione finale. Un´idea semplice e geniale nata dall´esperienza diretta di tre giovani creativi per dare la possibilità a tutti di organizzare in poco tempo un viaggio veloce e conveniente nel rispetto dell’ambiente. Il sito permette di includere nell’organizzazione del viaggio tutti i mezzi di trasporto: dal mezzo con cui partire, alla compagnia più economica, alla coincidenza da prendere. Scoobe, la piattaforma di scoter sharing elettrici per consentire a tutti di muoversi senza stress e in modo ecologico ed economico nella città di Roma. Gli Scoober potranno accedere al servizio con un’app che li aiuterà a trovare lo scooter Scoobe più vicino rispetto al luogo in cui si trovano. Obiettivo è quello di offrire un servizio di scooter sharing a un prezzo abbordabile per i più giovani. “Solo chiudendo sedi inutili risparmiamo 1,6 mln di euro l´anno e con la riduzione dei dirigenti abbiamo notevolmente abbassato i costi migliorando l´efficienza. Non ci credeva nessuno- è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: anche questo è un altro grande passo in avanti - ha concluso - per una Regione nella quale si può tornare ad avere fiducia." “È un lavoro già iniziato con la fusione delle sei precedenti società in una e che continuerà nei prossimi mesi con l’obiettivo strategico di dotare il sistema economico regionale di uno strumento utile, moderno e davvero capace di essere al servizio dello sviluppo e del lavoro”- è il parere di Guido Fabiani, assessore allo sviluppo economico e alle attività produttive. "Queste operazioni sono state concluse in un anno, consentendo un risparmio di 4,8 milioni di euro nei costi di funzionamento della nuova società rispetto al passato", lo ha detto Andrea Ciampalini, direttore generale di Lazio Innova. |
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ROSSI AGLI IMPRENDITORI USA: "TANTE BUONE RAGIONI PER INVESTIRE IN TOSCANA" |
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Firenze 24 febbraio 2015 - "Qui abbiamo relazioni istituzionali amichevoli, un ufficio che si occupa di attrazioni degli investimenti, finanziato la banda larga, anticipato i fondi europei destinati alla ricerca, investito sugli aeroporti di Pisa e Firenze e sui porti di Piombino e Livorno, approvato una nuova legge sulla formazione professionale e una qualità delle risorse umane davvero notevole. Insomma in Toscana aiutiamo le imprese a trovare le soluzioni ai loro problemi e talvolta concediamo loro finanziamenti per farlo". E´ lungo l´elenco stilato dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, durante la tavola rotonda che ha riunito presso la presidenza regionale imprenditori americani e italiani, dei motivi per i quali è giusto e conveniente investire in Toscana. Il Board della American Chamber of Commerce, corrispondente alla Confindustria a stelle e strisce, riunito per la prima volta fuori della sua tradizionale sede di Milano, ha ascoltato con attenzione e partecipazione i numerosi interventi che si sono succeduti in sala, raccontando di esperienze già condotte, da quella di General electric con Nuovo Pignone, a quella di Google alla Philip Morris Italia. "In Toscana – ha aggiunto Rossi – agevoliamo le relazioni con il territorio e anche dal punto di vista delle relazioni sindacali qui non c´è accordo che non si faccia, anche se difficile. Godiamo di una pace sociale che insieme ai protocolli di insediamento per le imprese in grado di fornire aiuti fino a 20 milioni di euro e a tutto il lavoro che abbiamo condotto in questi anni, rappresenta la chiave di svolta per chi vuole investire in questa regione. Insomma ci sono tante buone ragioni per investire in Toscana e da questo punto di vista la Regione è a vostra disposizione". Era stato il sindaco di Firenze Dario Nardella a ricordare alcune delle principali partite aperte in vari settori produttivi e a parlare di crescita degli investimenti sul territorio della città metropolitana. Nel complesso un quadro promettente apprezzato dal presidente di American Chamber of Commerce, Stefano Venturi e da Kathleen Doherty capo missione dell´Ambasciata Usa. E se tra il 2011 e il 2014 le imprese in Toscana caratterizzate da investimenti esteri hanno fatto registrare un 3% di crescita dell´occupazione, l´obiettivo è di fare ancora meglio, cogliendo l´occasione di un inizio di ripresa che prevede per il 2015 una crescita dle Pil Toscana dell´1,2 contro una media nazionale dello 0,7% e un aumento dell´export toscano del 4,4%, il doppio della media nazionale. |
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IL MONDO INVESTE IN TOSCANA: DAL 2010 OLTRE 1 MILIARDO E MEZZO DI EURO E 3.352 POSTI DI LAVORO |
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Firenze 24 febbraio 2015 - La Toscana piace. Piace non solo ai turisti ma anche a chi dal mondo in Europa, in Italia o in Toscana appunto vuole investire: per produrre ed aprire nuovi stabilimenti industriali, per fare squadra con i fornitori locali ma anche per dedicarsi alla ricerca. La Toscana sa attrarre investimenti e i buoni esempi dall´ottobre del 2010 ad oggi, da quando presso la presidenza della Regione è stato attivato un ufficio dedicato appositamente a questo , non mancano. Un bilancio positivo, nonostante la crisi, e un fronte da rafforzare ulteriormente nel futuro. La Toscana ha attratto investimenti con una strategia semplice ed efficace: operazioni di politica industriale e azioni di sistema, pubblico e privato assieme. Un modello che ha puntato a dare risposte veloci e risolvere problemi, che ha messo a disposizione risorse per chi già in Toscana c´era e voleva crescere e per chi in Toscana voleva venire, una strategia anzitutto che ha saputo tessere una rete di relazioni con istituzioni vicine e lontane per aiutare chi in Toscana voleva venire (o restare) a farsi strada nella ragnatela della burocrazia e accelerare i tempi. Quantomeno a rendergli certi, che per un investitore – accanto alle infrastrutture che un territorio garantisce - è forse la cosa più importante. Per questo la Toscana, che più volte ha ricevuto anche i complimenti dell´ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Mr Philips, è stata premiata l´anno scorso dalla rivista Fdi del Financial Times per la migliore strategia sulla promozione degli investimenti esteri messa in campo tra le regioni del sud Europa. Le aziende a cui piace la Toscana I casi negli ultimi quattro anni sono tanti. Ci sono la giapponese Yanmar che ha deciso di aprire il proprio centro di ricerca europeo sui motori a Firenze e non Parigi (il suo terzo centro di ricerca nel mondo) e l´americana Powerone (oggi parte di Abb) che un centro di ricerca per le energie rinnovabili lo ha stabilito vicino ad Arezzo, coinvolgendo peraltro dieci pmi locali. C´è il centro di ricerca e design di semi-conduttori a Livorno, il primo in Italia, della tedesca Dialog Semiconductor, che i microchip li produce in Estremo oriente ma li vuole sviluppare in Toscana ed ha assunto per questo venti ingegneri; e c´è la General Electrics Oli&gas, che ha consolidato ulteriormente la propria presenza col Pignone. Più di recente è arrivata l´algerina Cevital che ha rilevato la ex Lucchini di Piombino per continuare a produrre acciaio ma anche costituire una base logistica e un centro dedicato all´agroalimentare, c´è la francese Mcphy che produce pile e idrogeno e ha deciso di investire a Ponsacco. C´è l´Eli Lilly farmaceutica. Con l´obiettivo di dar vita ad un polo aeroportuale regionale è arrivata tra le ultime Corporacion America, entrata nelle società che gestiscono gli aeroporti di Firenze e Pisa. E poi ancora Laika, Thales, Continental, Ikea, Whirpool, Gucci e Esaote, tanto per citare altri esempi virtuosi. Qualche numero La Toscana conta già 500 multinazionali presenti sul suo territorio: 420 sono straniere, di queste 95 sono americane. Dopo cinque anni di legislatura (e 95 aziende di una decina di paesi diversi che tra il 2011 e il 2013 si sono rivolte alla Regione per chiedere assistenza) non si sono registrate delocalizzazioni significative, segno che sono state trovate buone ragioni per restare. Di più: in 38 si sono espanse, hanno acquisito nuovi rami o hanno dato vita a nuovi insediamenti, con un dato ancora provvisorio ma che comunque dal 2010 al 2014 segna 1,55 miliardi di euro di investimenti e 3.352 posti di lavori coinvolti, tra vecchi e nuovi. Un migliaio, guardando alle statistiche dell´anno scorso, solo tra i nuovi. Nel 2012 in Italia gli investimenti esteri avevano subito un tracollo: in Toscana dal 2010 al 2013 sono aumentati di 400 milioni l´anno. I punti di forza della Toscana Le ragioni per decidere di investire in Toscana possono essere tante: la posizione e la logistica, il fatto di essere baricentrica rispetto a tutto il Mediterraneo, la bravura delle tante piccole e medie aziende artigiane. A volte basta far scoprire le capacità delle sue università. E´ successo alla Yanmar. "Perché in Toscana e non altrove? Per l´accoglienza calorosa delle istituzioni – rispondeva nel 2011 il direttore Kanda, quando la multinazionale decise di fare a Firenze il suo centro di ricerca per motori e macchinari agricoli e delle costruzioni -, ma soprattutto per l´alta formazione universitaria e della ricerca che la Toscana può vantare". Il prossimo capitolo riguarderà i protocolli di insediamento, evoluzione dei protocolli localizzativi. Il bando uscirà dopo il 2 marzo e sono previsti incentivi a fondo perduto per le aziende che investiranno, anche straniere, a fronte di impegni in innovazione, attività e posti di lavoro per almeno cinque anni. Accanto alle partite che si giocheranno sul fronte della riforma della formazione professionale, l´efficienza energetica e un nuovo sistema di trasferimento tecnologico che aiuti a superare l´eccessiva frammentazione che oggi esiste. |
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COME SI SCRIVE UN ATTO AMMINISTRATIVO ? ESPERIENZE A CONFRONTO A PARTIRE DA UN QUESTIONARIO |
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Firenze, 24 febbraio 2015 - Come si scrive un atto amministrativo ? Quali sono le sue modalità di redazione perché esso, oltre che legittimo, sia comprensibile dai cittadini a cui si rivolge ?. Le risposte Venerdì 6 marzo 2015, dalle 9.30 alle 13.00 - presso l´Istituto di Teoria e Tecniche dell´Informazione Giuridica del Cnr, Via de´ Barucci 20, Firenze. Per rispondere a queste domande l’Ittig (Istituto di teoria e tecniche dell´informazione giuridica) di Firenze ha svolto un’indagine, per il momento rivolta al personale degli enti locali, per accertare, partendo da coloro che materialmente redigono gli atti, se esiste la consapevolezza che gli atti devono essere chiari e comunicativi, conoscere per l´informazione i problemi che si pongono e se ci sono suggerimenti operativi per migliorare la loro comprensibilità. In particolare si chiede se, per la scrittura degli atti, viene utilizzata la “Guida alla redazione degli atti amministrativi. Regole e suggerimenti ” pubblicata nel 2011 dall’Ittig e dall’Accademia della Crusca. L’ittig ha perciò diffuso il Questionario sulla redazione degli atti amministrativi, composto da 16 domande, chiedendo la collaborazione di dirigenti e funzionari degli enti locali per ottenere le risposte sul tema della comprensibilità degli atti amministrativi. Le risposte pervenute sono poi state elaborate dall’Ittig che ha dato una sua valutazione dei risultati elaborando anche una sintesi del contenuto delle risposte ed avanzando delle proposte operative. Tutto ciò sarà oggetto di un seminario, che si svolgerà venerdì 6 marzo 2015, presso la sede dell’Ittig, via dei Barucci 20, Firenze, attraverso vari interventi e un dibattito secondo programma. (Programma del Seminario). Questo momento di confronto appare di grande attualità perché l’esigenza di farsi capire dai cittadini con un linguaggio chiaro ed univoco è rivendicata da più parti come elemento fondamentale della democrazia. Esigenza che ha trovato il momento più alto di espressione nel recente discorso di insediamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Presidente, riferendosi alla Pubblica Amministrazione, ha sottolineato come essa debba declinare i principi costituzionali adeguandosi alla sensibilità dei cittadini che “chiedono partecipazione, trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni”. Per iscrizioni e informazioni: Il seminario è gratuito ma per lo spazio limitato a disposizione è necessario registrarsi inviando una e-mail a: gensini@ittig.Cnr.it |
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FRONTALIERI, IMPEGNO REGIONE LOMBARDIA È TUTELA 60.000 LAVORATORI E LORO FAMIGLIE |
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Milano, 24 febbraio 2015 - "Il nostro impegno è rivolto a tutelare gli oltre 60.000 lavoratori frontalieri e le loro famiglie e salvaguardare i comuni di frontiera". Lo ha detto il consigliere regionale Francesca Attilia Brianza, presidente della Commissione Speciale per i rapporti tra Lombardia, Confederazione Elvetica e Provincie autonome, intervenuta su delega del presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, alla firma del Protocollo tra Italia e Svizzera in materia fiscale, siglato in Prefettura a Milano dal ministro dell´Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e dal capo Dipartimento federale delle finanze della Confederazione Svizzera Eveline Widmer-schlump. Evitare Penalizzazioni Per Nostri Lavoratori - "Continueremo a vigilare sull´ evoluzione di questi accordi - ha proseguito Brianza - e in particolare sulle azioni che saranno intraprese da parte di governo e parlamento italiani, ma è fondamentale che i nostri concittadini non siano penalizzati, soprattutto nella attuale situazione di particolare criticità legata alla liberalizzazione del cambio del franco svizzero". Pressing Su Governo E Parlamento - "Ci siamo mossi in questi mesi - ha ricordato il presidente Brianza - con interrogazioni, mozioni e interpellanze per sollecitare il governo, abbiamo anche ascoltato in audizione in Consiglio regionale Vieri Ceriani, capo negoziatore da parte italiana, e ci sono state date rassicurazioni: ma noi anche oggi ribadiamo che lavoriamo per evitare i nostri frontalieri possano essere penalizzati da questo accordo". Contenuti Dell´accordo - Il protocollo firmato oggi a Milano prevede lo scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali dei due Paesi (a regime dal 2017), un nuovo sistema di tassazione dei lavoratori transfrontalieri italiani, ma anche l´uscita della Confederazione elvetica dalla ´black list´ dei Paesi che l´Italia considera non collaborativi in materia fiscale. Questo passaggio è fondamentale per la piena applicazione della ´voluntary disclosure´, il provvedimento varato dal governo italiano che ha l´obiettivo di spingere i contribuenti ad autodenunciare i redditi detenuti illecitamente oltreconfine con il pagamento delle imposte dovute e di sanzioni penali e amministrative ridotte. No A Incremento Tasse - "Noi non abbiamo partecipato attivamente alla predisposizione di questi accordi - ha proseguito Brianza - ma negli incontri avuti con il negoziatore Ceriani abbiamo chiesto e ottenuto assicurazioni relative al fatto che il trattamento fiscale nei confronti dei frontalieri non subirà variazioni nell´immediato e per questo vogliamo tenere la situazione costantemente monitorata". Cosa Dice Il Protocollo - Il testo del Protocollo siglato a Milano prevede l´assoggettamento dei lavoratori frontalieri ad una imposizione limitata nello Stato in cui esercitano la loro attività lavorativa e anche all´imposizione nello Stato di residenza, mediante suddivisione del gettito fiscale derivante in ragione di un massimo del 70 per cento del totale dell´imposta prelevabile alla fonte da parte dello Stato del luogo di lavoro. Per quanto concerne la tassazione - è stato sottolineato dai ministri italiano e svizzero - il carico fiscale totale sui frontalieri non sarà ne´ inferiore ne´ superiore a quello attuale. L´allineamento con la legislazione domestica dovrà essere molto graduale. Impegno Per Comuni Di Frontiera - Riguardo ai comuni di frontiera, il presidente Brianza ha ribadito che "Prima avevano i ristorni da parte Svizzera ma il governo ha detto che ora ci saranno trasferimenti da parte italiana. E´ indispensabile che gli impegni del governo siano garantiti anche in futuro". |
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LA MAFIA DELOCALIZZA IN VENETO RICICLAGGIO: DA 1.244 A 4.959 OPERAZIONI IN QUATTRO ANNI, ESTORSIONI PASSATE DA 95 A 221 |
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Venezia, 24 febbraio 2015 - Quinta regione in Italia per operazioni finanziarie sospette; decima per beni confiscati alla criminalità; operazioni di riciclaggio quadruplicate; casi di usura più che raddoppiati. Questo lo spaccato (dati al 2013) che emerge da «Mafie e criminalità in Veneto», ricerca di Unioncamere del Veneto presentata presso la Camera di Commercio di Padova da Fernando Zilio, presidente Unioncamere del Veneto e Cciaa patavina, Roberto Tommasi, referente regionale dell’Associazione Libera contro le Mafie, il giornalista Antonio Selvatici e Nando dalla Chiesa, presidente onorario Libera. La ricerca è stata realizzata nell’ambito del protocollo d’intesa tra Unioncamere del Veneto e Libera, sottoscritto nel febbraio 2012 e rinnovato nel 2014, al fine di sviluppare forme di collaborazione per una più efficace realizzazione d’iniziative destinate alla diffusione della cultura della legalità ed al contrasto alle infiltrazioni mafiose. «Per troppo tempo - ha detto il presidente di Unioncamere Veneto, Fernando Zilio - abbiamo ritenuto che la mafia, le mafie, fossero un problema solo del Sud. Chi sosteneva il contrario non solo doveva sopportare i sorrisetti di circostanza, ma doveva quasi sentirsi fortunato se non veniva accusato di "procurato allarme". Ora che abbiamo "scoperto" che la mafia è nel bar e nel ristorante sottocasa, nel negozio da cui ci serviamo, nei trasporti, nelle costruzioni e negli alberghi, oltre che nel gioco d´azzardo, nella prostituzione e nel traffico di esseri umani, fatichiamo comunque a trovare gli antidoti. Quasi che scoprire "il re nudo" sia un fastidio da accantonare. Invece dobbiamo essere coscienti che le mafie, oltre che inquinare il mercato con prodotti contraffatti, oltre che annientare parti sane dell´economia, introducono anche la violenza come metodo sia nei confronti delle cose che delle persone. Prendere coscienza di tutto questo e sostenere l´azione di chi, come l´Associazione Libera, si batte per far emergere la legalità non solo è doveroso, ma diventa indispensabile se non vogliamo vedere l´economia della nostra regione passare dal ruolo di traino del Paese a quello di "lavatrice" di denaro sporco». «Le pagine del Quaderno raccontano di capitali sospetti, sporchi, ambigui, entrati chissà come, e in silenzio, nel tessuto della nostra comunità, come sottolinea Marcello Cozzi nella prefazione – spiega Roberto Tommasi di Libera –. Raccontano di inchieste che disegnano una geografia attraversata da estorsioni, usura, tratta degli esseri umani, traffici di droga, armi e rifiuti. Una geografia nella quale mafie e corruzione sono nel sistema dei mega appalti e dei fiumi dei finanziamenti europei. L’intento è soprattutto divulgativo, un contributo a sollecitare l’opinione pubblica affinché possa aumentare la coscienza e l’attenzione su un fenomeno spesso poco conosciuto o addirittura negato». Il Veneto è una regione dove i gruppi mafiosi ripuliscono e riciclano i proventi delle attività illegali investendoli per conquistare nuovi mercati. Le operazioni di riciclaggio sono quadruplicate: dalle 1.244 del 2009 alle 4.959 del 2013 in modo omogeneo in tutte le province. I mercati più a rischio sono edilizia, trasporti, turismo, smaltimento rifiuti, grande distribuzione, mercati ortofrutticoli, intermediazione di manodopera, gioco d’azzardo, contraffazione merci. Il Veneto è anche terra di transito di importanti partite di droga, armi ed esseri umani sfruttati nel lavoro nero e nel mercato della prostituzione. I gruppi criminali più presenti sono cinesi, nigeriani, moldavi e albanesi. Dai dati di Direzione Investigativa Antimafia, Direzione Nazionale Antimafia e Ministero dell’Interno, in Veneto i casi di estorsione sono cresciuti dai 95 del 2009 ai 221 del 2013. A fronte di una generalizzata riduzione delle operazioni sospette di riciclaggio, in controtendenza alla media nazionale si registra un aumento dalle 4.674 del 2012 alle 4.959 del 2013. Le altre regioni più colpite sono Lombardia (11.575), Lazio (9.188), Campania (7.174), Emilia Romagna (4.947), che col Veneto concentrano quasi il 60% delle segnalazioni nazionali. Nel primo semestre 2013 il Veneto risultava la quinta regione (8,42%) per operazioni finanziarie sospette (24 persone denunciate per riciclaggio, +26% sul semestre precedente). Nello stesso semestre denunciati 59 fatti di estorsione (+16%). Tra fine 2011 e fine 2013 la diminuzione dei prestiti bancari a famiglie ed imprese è stata di quasi 100 miliardi di euro. Sul fronte usura in Veneto la situazione sembra ancora rassicurante (terzultimo). Nell’ultimo anno però i numeri sono più che raddoppiati (da 29 a 76), in primis per l’industria del gioco d’azzardo col quale il fatturato delle mafie supera i 15 miliardi di euro. Si stima che in Italia sia coinvolto il 47,1% dei giovani che frequentano le scuole medie superiori e il Veneto è quinto in Italia per scommesse e giocate (5,5 miliardi di puntate nel 2013 tra videopoker, slot machines, gratta e vinci). Nell’ultimo anno le infrazioni accertate di illegalità ambientale sono state 1.004 (995 nell’anno precedente), le denunce 1.035 e i sequestri 213. Oggi in Veneto il termine corruzione viene “automaticamente” associato agli appalti al massimo ribasso e alla concessione dei grandi lavori in project financing. La Relazione per l’apertura dell’Anno Giudiziario 2015 evidenzia il triplicarsi dei casi di corruzione (da 31 a 122) e il quasi raddoppio di concussione (da 27 a 45). Al 7 gennaio 2013 la Sicilia è la regione con la maggior presenza di beni confiscati sia immobili (quasi la metà) che aziendali (circa il 40%). Seguono Calabria, Campania e Lombardia. Con 88 beni censiti il Veneto occupa il decimo posto. Anche per beni mobili registrati la Sicilia è prima (24% del totale), il Veneto nono con 39. Sono 84 gli immobili e 4 le aziende confiscate in modo definitivo in Veneto con 23 Comuni interessati da almeno una confisca: le più coinvolte Venezia (8) e Verona (9), ma la diffusione della criminalità organizzata è parcellizzata. La provincia di Venezia è prima per presenza di beni: i soli Comuni di Campolongo Maggiore (17), Campagna Lupia (6) e Stra (3) raggruppano quasi la metà di beni sul totale della provincia (beni confiscati alla Mala del Brenta). I Comuni con la maggior presenza di beni immobili confiscati sono Campolongo Maggiore (12), Belluno (10), Salzano (9) e Padova (7). Fra gli esempi di riutilizzo sociale dei beni confiscati figurano la base scout di Erbè (Verona); Villa a Salvaterra di Badia Polesine (Rovigo); Villa “Affari Puliti” a Campolongo (Venezia). Un importante elemento di indagine e di contrasto alle pratiche di usura ed estorsione è rappresentato dallo Sportello di ascolto “Sos giustizia”, operativo da maggio 2014 presso la Camera di Commercio di Padova. Lo sportello, gestito da Libera in attuazione del protocollo stipulato con Unioncamere del Veneto, nei primi otto mesi di operatività ha registrato 60 colloqui con persone che hanno evidenziato fatti o contesti inquadrabili nei disposti degli articoli 629 e 644 del Codice di procedura penale riguardanti i reati di estorsione ed usura. |
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SICUREZZA IMPRESE CINESI IN METROCITTÀ FIRENZE: METÀ NON IN REGOLA. AVANTI CON ´LAVORO SICURO´I PRIMI DATI. 74 OPERATORI IN CAMPO PER LE VERIFICHE E ANCHE PER RILASCIARE CERTIFICATI DI REGOLARITÀ CON BENEFICI. |
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Firenze, 24 febbraio 2015 - Dal primo settembre al 31 gennaio scorso, nell´ambito del progetto ´Lavoro sicuro´ promosso dalla Regione Toscana e al quale collabora anche la Città metropolitana di Firenze, l´Asl 10 ha verificato lo stato di sicurezza di 436 imprese nella Città metropolitana di Firenze, con particolare riferimento a quelle cinesi. Ebbene sono risultate in regola il 44 per cento (194), ma ben più della metà, cioè il 56 per cento (227), no; 15 quelle risultate non attive o momentaneamente chiuse. Le principali irregolarità riscontrate a livello regionale sono in ordine decrescente relative a macchine e impianti elettrici, quindi a dormitori abusivi, a cucine abusive e alla presenza di bombole a gas. Il progetto riguarda non solo le aziende cinesi, ma dopo l´incendio in un capannone a Prato in cui sono morte sette persone, si è ritenuto di promuovere un´azione sul campo, ´Lavoro sicuro´, guidato da Renzo Berti, per verificare con 74 tecnici della prevenzione appositamente assunti e formati ed assegnati alle quattro Ausl coinvolte lo stato dei luoghi di lavoro, non solo per comminare sanzioni in caso di inadempienze, ma anche per stimolare un processo di regolarizzazione ed emersione. "Ci si sta concentrando sull´area fiorentina - spiega Sandro Fallani, in qualità di consigliere delegato della Città Metropolitana di Firenze - con particolare riferimento a Scandicci e a Campi Bisenzio. Puntiamo al coinvolgimento per favorire l´integrazione e la sicurezza dei lavoratori". In programma a marzo un incontro tra imprese e sindaci dei Comuni metropolitani interessati da insediamenti produttivi/commerciali a conduzione cinese, con la partecipazione delle Associazioni di categoria (Assindustria, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti); ordini e collegi professionali (Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti, Commercialisti, Consulenti del lavoro); Camera di Commercio; Asl 10. |
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ARTIGIANATO: AL VIA IN SARDEGNA I PREPARATIVI PER CONFERENZA REGIONALE 2015 |
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Cagliari, 24 Febbraio 2015 - Al via i preparativi per la terza conferenza regionale dell´artigianato in Sardegna. Dopo 33 anni dalla seconda edizione, che si svolse a Cala Gonone nel 1982, tra fine marzo e le prime settimane di aprile, l´assessore del Turismo, Artigianato e Commercio Francesco Morandi annuncia un evento strategico che "intende imprimere un deciso cambio di rotta dopo anni di difficoltà per un comparto che rappresenta uno dei pilastri dell’economia isolana". L´esponente della giunta Pigliaru ha presieduto oggi una riunione con le organizzazioni regionali di categoria Cna, Casartigiani, Confartigianato e Claai per annunciare ufficialmente la decisione di organizzare l´appuntamento, programmato e attivato dall´assessorato, nell´ambito del Piano di sviluppo regionale varato dalla Giunta, "improntato a un attento esame della congiuntura economica e a porre i presupposti per un rilancio immediato del settore", continua Morandi. Nel corso della riunione sono stati precisati i termini e i contenuti della Conferenza, dopo un´analisi delle cause e delle conseguenze provocate da una crisi economica lunga ben sette anni che ha prodotto un decremento sostanziale nei numeri di aziende, produzione e occupazione e nella capacità del comparto di generare Pil. Sarà dunque riletta la normativa di settore per valutare interventi legislativi mirati a una decisa inversione di tendenza. L´incontro con le organizzazioni di settore ha avuto importanti risvolti operativi con l´insediamento del gruppo di lavoro che si occuperà di tutte le attività preliminari alla Conferenza. Nelle prossime sedute, il comitato composto dai rappresentanti dell’assessorato e delle associazioni di categoria, si occuperà, oltre che della designazione ufficiale dei componenti, di definire tempi, aspetti logistici, sede e modalità operative. |
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ECONOMIA: SERRACCHIANI, RIFORME SONO SFIDA PER ISONTINO |
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Gorizia, 24 febbraio 2015 - "Mi pare che il territorio abbia compiuto un buon lavoro mettendo insieme, finalmente a sistema, una serie di proposte. Adesso bisogna scegliere e darsi delle priorità". Lo ha detto la presidente della Regione, Debora Serracchiani, che ha partecipato, nella sede della Camera di commercio di Gorizia, alla presentazione delle linee strategiche elaborate da tutti i soggetti istituzionali ed economici dell´Isontino per arrivare a un vero e proprio Patto del territorio con l´obiettivo di rilanciarne lo sviluppo e l´attrattività. Alla riunione, promossa dal presidente della Camera di commercio Gianluca Madriz, hanno partecipato sindaci e amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, parlamentari eletti nel collegio e consiglieri regionali della provincia, sindacati e associazioni imprenditoriali. La presidente Serracchiani era affiancata dall´assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, Loredana Panariti. "Il Friuli Venezia Giulia - ha detto la presidente al termine della riunione - si troverà di fronte nei prossimi mesi a grandi cambiamenti, con il riassetto degli Enti locali e con Rilancimpresa, la riforma degli strumenti di politica industriale, che implicano anche un ripensamento sui Consorzi industriali. Mi pare comunque che il territorio abbia reagito positivamente e che stia accettando queste sfide". "Per l´Isontino - ha anche osservato Serracchiani - il problema non è oggi quello di costruire infrastrutture, perché con la Villesse-gorizia e con altri investimenti si sono poste le condizioni affinché possa uscire dalla condizione di marginalità. Il problema, adesso, è rendere attrattivo il territorio, puntando sulla promozione". Tra le priorità su cui la presidente si è soffermata nel suo intervento conclusivo c´è il settore dell´avionica, sfruttando competenze e infrastrutture che ci sono fra Ronchi dei Legionari e Gorizia (aeroporto Duca d´Aosta), e la portualità, che ha il suo perno nello scalo marittimo di Monfalcone. A questo proposito la presidente ha espresso la preoccupazione che la procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) per costruire un mini-rigassificatore in area portuale, così come proposto da alcuni imprenditori privati, possa creare interferenze e provocare così ritardi nell´avvio dei lavori di dragaggio dei fondali del porto. Nel corso della discussione è emerso da più parti il tema della riforma degli Enti locali. "Con le Unioni territoriali - ha voluto precisare serracchiani - non vengono create delle mini-Province. Si fa invece un´operazione inversa, si parte dai Comuni, che sono chiamati a mettere insieme competenze e risorse per assicurare quei servizi ai cittadini che i sindaci, da soli, non riescono più a garantire in modo efficiente. Le Province avevano tutt´altre competenze e sistemi di gestione". |
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MICROCREDITO, 20 MILIONI PER IMPRESE IN PICCOLI COMUNI DELLA CAMPANIA |
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Napoli, 24 febbraio 2015 - La Regione Campania, con il contributo del Fondo Sociale Europeo, ha stanziato 20 milioni di euro per il finanziamento della misura Microcredito Pi.co. Destinata alla costituzione o all’ampliamento di microimprese sul territorio dei comuni campani con popolazione inferiore a 5mila abitanti. Si tratta di un prestito fino a 25mila euro con restituzione agevolata a tasso zero. I Comuni che hanno aderito al bando sono in totale 207, di cui: 68 in provincia di Salerno; 55 in provincia di Avellino; 51 in provincia di Benevento; 31 in provincia di Caserta e 2 in provincia di Napoli. I settori prioritari di intervento sono: servizi al turismo; servizi sociali alle persone; servizi alle imprese; servizi culturali; risparmio energetico ed energie rinnovabili; manifatturiero; attività professionali in genere; commercio e costruzioni. Da oggi è possibile, per i soggetti interessati, cominciare a registrarsi, senza possibilità di precompilare la domanda sul sito www.Sviluppocampania.it, mentre dal 02 al 23 marzo 2015 sarà possibile compilare e consegnare le domande. I 20 milioni per il Microcredito Pi.co. Si aggiungono a quelli già stanziati per la misura generica del Microcredito Fse, che conta già diverse migliaia di beneficiari. |
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2014, ALTRO ANNO NEGATIVO PER ECONOMIA E LAVORO NEL VENETO. |
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Venezia, 24 febbraio 2015 - “Il 2014 si è dimostrato un altro anno negativo per l’economia veneta. Il numero delle imprese attive è diminuito sensibilmente: delle circa 17.000 piccole e medie imprese venete esistenti nel 2007, 3.169 sono fallite o sono state chiuse volontariamente dall’imprenditore. La crisi ha continuato a far sentire i suoi effetti anche sul mercato del lavoro regionale, con 16.200 posizioni di lavoro dipendente in meno solo nell’ultimo anno e quasi 100.000 posti di lavoro persi dall’inizio della crisi”. E’ l’assessore al lavoro e alla formazione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, a sottolineare i principali dati emersi dalla Bussola di febbraio 2015, a cura dell’Osservatorio & Ricerca di Veneto Lavoro, sul mercato del lavoro veneto nel quarto trimestre 2014, che fornisce anche un primo bilancio dell’anno appena trascorso. “Sebbene iniziato sotto buoni auspici, che lasciavano intravvedere, se non l’inizio della ripresa, almeno la fine della recessione, nel corso dell’anno si sono moltiplicati i segnali deludenti – prosegue l’assessore –. Il consuntivo 2014 ci consegna un altro anno di recessione, con effetti ancora negativi sull’economia veneta e sull’occupazione. La ripresa dell’export e della produzione industriale, che segnala la grande vitalità del nostro tessuto produttivo, non è sufficiente a compensare la contrazione della domanda interna. Il dimagrimento delle imprese e degli occupati non si è arrestato. Per alcuni versi il 2014 è stato peggiore del 2013”. I disoccupati iscritti ai Centri per l’Impiego al 31 dicembre 2014 risultano essere oltre 474.000 e rimangono rilevanti gli interventi per il sostegno al reddito: nel corso dell’anno sono state presentate 146.000 domande di Aspi, oltre 50.000 di Miniaspi e 9.000 di mobilità in deroga. “Anche se il nostro tasso di disoccupazione e del 6,7% e risulta migliore di quello di regioni con un’economia simile alla nostra come l’Emilia Romagna, dove è al 7,3%, o il Friuli Venezia Giulia, dove ha raggiunto il 7,2% – continua Donazzan – preoccupa il formarsi di uno zoccolo duro di disoccupati di lunga durata, in età adulta e con famiglie a carico”. “A incidere sull’andamento del mercato del lavoro sono stati anche i recenti interventi normativi – sottolinea l’assessore –. In particolare, il ‘decreto Poletti’ ha influito sulla crescita dei contratti a tempo determinato e delle relative proroghe, mentre le previsioni di incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato previste dalla legge di stabilità 2015 ne hanno determinato il loro rinvio dalla fine del 2014 all’inizio del 2015. Rilevanti, inoltre, le novità in vigore dal primo gennaio 2015 che riducono la durata dell’indennità di mobilità e che hanno determinato l’anticipazione di licenziamenti collettivi già programmati”. Per il 2015 si stima una crescita del Pil veneto vicina all’1%, mentre sul fronte occupazionale i primi dati segnalano una forte crescita delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato (+16%), a tempo determinato (+6%) e delle proroghe (+41%), mentre risulta in frenata l’apprendistato e in calo lavoro intermittente (-17%) e parasubordinato (-18%). Prosegue, inoltre, l’aumento dei tirocini (+13%). “All’inizio di quest’anno il contesto internazionale ha mostrato segnali di ripresa che possono forse consolidarsi nonostante l’inasprirsi di fortissime tensioni geopolitiche in Ucraina, Libia, Siria e Grecia – conclude l’assessore Donazzan –. I primi dati relativi a gennaio 2015 ci confermano un’auspicabile ripresa economica, ma senza un rilancio dei consumi interni ben difficilmente si assisterà a una consistente ripresa sul piano occupazionale. Non possiamo rilassarci e rallentare l’impegno nella gestione delle crisi d’impresa che ancora si manifestano a ritmi di 100 al mese. Nemmeno possiamo rassegnarci al mancato finanziamento degli ammortizzatori in deroga. Da parte nostra concentreremo le risorse e orienteremo le politiche regionali a vantaggio dei lavoratori più svantaggiati e sosterremo con le politiche formative le imprese che innovano e si rilanciano, soprattutto per favorire l’occupazione giovanile”. |
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DAT, LOMBARDIA: 33 PROGETTI PER INVESTIMENTI DA 36 MILIONI DI EURO |
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Milano, 24 febbraio 2015 - "Il rilevante impegno economico di Regione Lombardia nel finanziare questi 33 progetti permetterà di generare ulteriori investimenti per oltre 36 milioni di euro da parte delle realtà pubbliche, imprenditoriali e associative, che con grande creatività hanno partecipato a questo bando, e di creare un cambiamento stabile e vantaggioso per i territori coinvolti". Lo ha detto Mauro Parolini, assessore al Commercio, Turismo e Terziario di Regione Lombardia, commentando la pubblicazione dei progetti che si sono aggiudicati il bando ´Distretti dell´Attrattività: iniziative di area vasta per l´attrattività territoriale integrata turistica e commerciale della Lombardia´, per il quale la Regione ha stanziato 12 milioni di euro, a fondo perduto. Grande Successo - "Il grande successo che ha riscontrato sul territorio questa iniziativa - ha rimarcato Parolini - dimostra da un lato l´efficacia degli indirizzi politici che l´hanno sostenuta e dall´altro la capacità di mettersi assieme dei soggetti coinvolti e la grande ricchezza in termini di offerta complessiva che le province lombarde sono in grado di proporre". Integrazione - "Commercio e turismo - ha spiegato l´assessore - grazie alla professionalità degli operatori e al dinamismo dei tessuti economici locali che comprendono anche cultura, arte ed enogastronomia, sono oggi elementi che concorrono strategicamente a definire l´attrattività di un territorio. Per vincere le sfide che ci pone il mercato globale e per essere competitivi è infatti indispensabile, soprattutto nelle piccole realtà, sostenere in modo sussidiario le eccellenze in questi comparti, facendo incontrare pubblico e privato, superare la frammentarietà e unire forze e risorse in una logica di promozione integrata". Expo 2015 - "Le proposte di alta qualità che sono state esaminate - ha aggiunto Parolini - hanno centrato gli obiettivi che ci siamo prefissi e, attraverso il sostegno di Regione Lombardia, contribuiranno in modo determinante a cogliere le grandi opportunità che offre Expo. L´esposizione Universale è infatti un evento importante non solo per Milano, ma per tutta la nostra regione, e i 20 milioni di visitatori attesi costituiranno naturalmente un volano di promozione internazionale, che farà compiere alle province lombarde un vero e proprio salto di qualità con ricadute positive e durature". |
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ABRUZZO: TIMIDI SEGNALI DI RIPRESA PRESENTATO IL BANDO PER 40 BORSE LAVORO |
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L´aquila, 24 febbraio 2015 - "Ci sono timidi segnali di ripresa sul territorio che possono avere positivi risvolti per le imprese". Lo ha detto il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, a margine della presentazione delle borse lavoro della Fondazione Carispaq. "Il cambio dollaro/euro più favorevole dopo i provvedimenti della Bce - ha detto Lolli - sta aiutando le grandi imprese nella ripresa del mercato estero. E questo sta accadendo anche in Abruzzo, anche se rimane difficile il quadro generale delle vertenze occupazionali in atto. Ma è anche vero che ci sono degli indicatori che ci danno un´inversione di tendenza, in riferimento soprattutto all´export". A presentare l´iniziativa della Fondazione Carispaq, alla sua seconda edizione, c´erano il presidente Marco Fanfani e il vicepresidente Domenico Taglieri, che hanno annunciato per il prossimo 25 febbraio la pubblicazione del bando pubblico per 40 borse lavoro rivolte alle imprese private e agli enti pubblici per la richiesta di personale specializzato che verrà retribuito con risorse messe a disposizione dalla Fondazione. Gli interessati potranno presentare le domande dal 2 marzo al 3 aprile, richiedendo profili professionali specifici in relazione alla propria attività. La commissione della Fondazione deciderà quale azienda o ente pubblico, in base alla specifica richiesta, potrà essere finanziato e successivamente sarà l´azienda stessa o l´ente designato ad indicare il giovane stagista da finanziare con la borsa lavoro. Rispetto all´anno scorso nel bando sono state modificate alcune misure ritenute restrittive: le aziende che possono presentare domanda devono avere un minimo di 5 dipendenti, possono prorogare di 4 mesi la borsa lavoro dello stagista portando da 12 a 16 i mesi di occupazione e non ci sono limiti di età per i borsisti. "E´ un´iniziativa importante - ha aggiunto il vicepresidente Lolli - perché permette alle piccole imprese di avere a disposizione personale altamente specializzato con possibilità di avviare percorsi innovativi e di ricerca, elementi che sono stati completamente trascurati in tutti questi anni dalle aziende abruzzesi". |
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WELFARE - "NON SOLO ECCELLENZA SOCIALE MA ANCHE VOLANO PER UNA BUONA OCCUPAZIONE": IL PRESIDENTE DELL´EMILIA-ROMAGNA, STEFANO BONACCINI, INTERVIENE AL CONVEGNO NAZIONALE PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE. |
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Bologna, 24 febbraio 2015 - “Il Terzo settore è per noi una delle eccellenze del nostro sistema sociale ma non solo: anche da qui si deve partire per un rilancio dell’occupazione, in un momento in cui le cifre parlano di una lenta ma costante ripresa”. Così il presidente dell’Emilia-romagna, Stefano Bonaccini ha sottolineato la “fondamentale importanza” del Terzo settore davanti alla platea riunita nella sede della Regione in viale Aldo Moro, per un confronto sull’attuale discussione in corso per una riforma legislativa nazionale. “Ed è in base a questa nostra considerazione - ha aggiunto Bonaccini – che così come nel mio programma ho recepito le indicazioni sul tema raccolte in campagna elettorale, così una rappresentanza del Terzo settore parteciperà oggi pomeriggio al primo confronto per un nuovo Patto per il lavoro, che vogliamo definire entro l’estate con organizzazioni imprenditoriali e sindacali, rappresentanti delle istituzioni, del mondo bancario, delle università e dell’associazionismo”. Il presidente della Regione ha anche annunciato una “centralità di questo settore nella nostra presenza al prossimo Expo“, ribadendo che “l’Emilia-romagna non arretrerà un millimetro rispetto alle politiche di welfare, a partire dalla conferma del sostegno al Fondo per la non autosufficienza, pur in un periodo di risparmi e tagli alle spese amministrative”. “L’emilia-romagna – ha commentato l’assessore regionale alle Politiche di welfare, Elisabetta Gualmini, farà la sua parte nell’ambito del dibattito sulla legge delega del Terzo settore, perché è proprio in questa regione che tale mondo è tra i più ricchi e vitali. Appoggiamo in particolare la visione dinamica della riforma, che vede il Terzo settore come un volano per più posti di lavoro, relazioni, partecipazione”. |
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TERREMOTO/EMILIA - VARATA ORDINANZA DEL COMMISSARIO DELEGATO ALLA RICOSTRUZIONE STEFANO BONACCINI CHE PROROGA AL PROSSIMO 30 APRILE I TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI CONTRIBUTO PER I DANNI SUBITI DA IMPRESE AGRICOLE. |
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Bologna, 24 febbraio 2015 – Prorogati al prossimo 30 aprile i termini per le domande di contributo delle imprese agricole colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Questo è quanto stabilito dall’ordinanza (la n° 8 del 23 febbraio 2015) firmata oggi da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-romagna e commissario delegato alla ricostruzione che fissa la proroga dei termini per le domande di contributo delle imprese agricole attive nei settori della produzione primaria, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli compresi nell’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. L’ordinanza commissariale non varia però il termine di esecuzione degli interventi fissato, da precedenti ordinanze, al 31 dicembre 2015 perché strettamente connesso ai termini per i pagamenti imposti dalla Commissione europea. L’ordinanza è consultabile sul sito http://www.Regione.emilia-romagna.it/terremoto nella sezione “Atti per la ricostruzione” e sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-romagna (Burert). Il provvedimento del commissario è stato varato nell’attesa della decisione della Commissione europea sulla richiesta di proroga dei termini di pagamento. Infatti, il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha avviato formale richiesta di estensione della durata degli aiuti per compensare i danni causati alle imprese del settore agricolo che comporta modifica al regime di aiuto. |
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PMI. OGGI A TREVISO EVENTO FINALE PROGETTO “RAPID OPEN INNOVATION” |
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Venezia, 24 febbraio 2015 - “L’open Innovation per la competitività delle Pmi” sarà il tema dell’evento finale del progetto di cooperazione europea “Rapid Open Innovation – Speeding time to market”, sviluppato e finanziato nell‘ambito del Programma Interreg Iv Italia-austria, in programma domani presso l’hotel Bhr di Treviso. Un gruppo di partner italo-austriaci ha sviluppato un modello, strumenti, servizi, approcci laboratoriali e soluzioni di matching con centri di ricerca e d’innovazione per favorire l’accesso delle Piccole e Medie Imprese a percorsi di innovazione, secondo la logica “Open Innovation”. Il progetto è rivolto, in particolare, alle aziende delle filiere della Bio-edilizia, della Meccanica e del Legno-arredo, ma la sua trasversalità permette di fornire know-how, strumenti e servizi a tutti i settori economici. |
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ACQUE MINERALI IN ABRUZZO: FISSATI CRITERI PER LE CONCESSIONI |
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L´aquila, 24 febbraio 2015 - Le concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti delle acque minerali e termali saranno assegnate attraverso gare ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di libera concorrenza, trasparenza, parità di trattamento ed economicità. È quanto ha stabilito la Giunta regionale approvando la delibera presentata dall´assessore all´Ambiente Mario Mazzocca. "In vista dell´imminente scadenza naturale di alcune importanti concessioni di acque minerali e termali, tra cui Fonte Sant´antonio Sponga nel comune di Canistro e Valle Reale nel comune di Popoli - spiega l´Assessore - abbiamo deciso di fissare i criteri generali per procedere all´individuazione dei soggetti destinatari delle stesse concessioni". Secondo quanto previsto dal documento approvato dall´esecutivo regionale, le concessioni avranno durata massima di 30 anni; la valutazione delle offerte sarà effettuata da una commissione esaminatrice composta da funzionari regionali nominati, dopo ogni singola gara, dal responsabile unico del procedimento; la commissione, infine, per la valutazione dovrà attenersi a parametri di giudizio che tengano conto del programma generale di coltivazione del giacimento, del piano industriale relativo agli interventi di tutela e valorizzazione della risorsa idrica, nonché delle ricadute in termini economici e occupazionali. "Finalmente - sottolinea Mazzocca - viene disciplinato un settore così importante della nostra economica secondo principi che mirano a promuovere la valorizzazione delle acque minerali e termali, nel pieno rispetto dello sviluppo sostenibile del territori interessati. A ciò si aggiunge il fatto che si integrano gli interessi delle industrie idrominerarie con le attività economiche e gli interessi delle nostre comunità. Tutto questo senza violare i principi di non discriminazione tra gli operatori economici". "Da non sottovalutare - conclude Mazzocca - il fatto che l´intero settore chiede, da qualche tempo, un deciso riordino delle disposizioni normative, soprattutto per correggere talune disposizioni introdotte alla fine del 2012 con la modifica alla L.r. Di settore (la n.15 del 2002), mediante un pedissequo accoglimento della ´Bolkenstein´, direttiva comunitaria che da noi ha trovato applicazione mediante una sua mera ed acritica trasposizione nella legislazione regionale, oltre che senza la benché minima attività di consultazione con i rispettivi portatori di interesse generali". |
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EX STABILIMENTI PAPIGNO: OLTRE 850MILA EURO PER PROSEGUIRE INTERVENTI BONIFICA |
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Perugia, 24 febbraio 2015 – "Potranno essere proseguiti gli interventi di bonifica nell´area degli ex stabilimenti elettrochimici di Papigno: il Ministero dell´Ambiente ha infatti accolto la nostra richiesta e ha impegnato a favore della Regione Umbria oltre 850mila euro". È quanto rende noto l´assessore all´Ambiente e Riqualificazione urbana, Silvano Rometti, sottolineando "l´importanza del finanziamento che verrà erogato dal Ministero e che permetterà il completamento della bonifica dell´edificio F nell´area dell´ex stabilimento di Papigno, accelerando la conclusione degli interventi di bonifica già avviati". "Per questa area, dal 2001 indicata dal Ministero dell´Ambiente quale Sito di Interesse Nazionale di ‘Terni Papigno´ – ricorda Rometti – sono stati già concessi finanziamenti ministeriali per 5 milioni e 150mila euro, che hanno consentito di avviare diversi interventi di messa in sicurezza, bonifica, ripristino ambientale e monitoraggio. Le risorse aggiuntive, che la Regione ha ottenuto in considerazione delle rilevanti criticità di carattere ambientale, saranno oggetto di uno specifico accordo di programma che verrà sottoscritto tra il Ministero dell´Ambiente e la Regione Umbria, in cui si stabiliranno le modalità e gli impegni reciproci". "L´area di Papigno potrà essere riqualificata e portata a nuova vita, diventando nuovo polo di sviluppo e attrazione per l´intera regione: l´azione della Regione – sottolinea l´assessore – accanto agli interventi di bonifica, si è incentrata per stimolare e sostenere la riqualificazione architettonica e ambientale delle aree produttive dismesse, anche attraverso un concorso a tema che nella sua prima edizione ha riguardato proprio l´ex polo elettrochimico di Papigno, insieme ad altre tre aree nei comuni di Perugia, Castiglione del Lago e Cascia". "L´obiettivo che ci siamo posti, avviando un processo innovativo per la promozione della qualità architettonica e urbana – conclude Rometti – è quello di recuperare le aree abbandonate, evitando il consumo di suolo, e restituirle alla fruizione della collettività con insediamenti produttivi, culturali, residenziali e ricreativi, nel rispetto delle caratteristiche originarie, con le risorse della nuova programmazione comunitaria e il coinvolgimento dei privati". |
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