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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 24 Febbraio 2015
IN ATTESA OK UE SU PSR, REGIONE LOMBARDIA PREPARA BANDI PER IMPRESE  
 
Abbiategrasso/mi - "Le risorse ci sono, vanno spese bene. Il nostro Piano di sviluppo rurale dal 5 dicembre 2014 è caricato a sistema, siamo stati l´unica Regione che ha rispettato le scadenze. Il Governo ci ha chiesto di aspettare altre Regioni e sono soltanto tre quelle in grado di presentare il Psr: Veneto, Toscana e Provincia autonoma di Bolzano. La Commissione europea ha tempo fino al 30 giugno per l´approvazione, quindi la data del 15 maggio è solo indicativa". Lo ha detto l´assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava intervenendo all´incontro ´Il nuovo Psr 2015 - 2020´ che si è tenuto nella Sala Convegni della Fiera di Abbiategrasso (Milano). I Partecipanti - Ai lavori hanno partecipato Alessandro Ubiali, presidente di Coldiretti Milano, Monza e Brianza; Paolo Calvi, Confagricoltura Milano - Monza e Brianza; Paolo Maccazzola, presidente regionale Agia Cia; Donatella Magnoni, presidente interprovinciale Copagri Milano - Monza e Brianza. Prepariamo Bandi Per Utilizzare Subito Fondi - "Se i tempi di approvazione del Psr fossero quelli previsti - ha spiegato Fava - è realistico pensare che si sia perso il 2015. La nostra idea è quindi di far uscire bandi e, quando arriverà il via libero definitivo da Bruxelles, saranno assegnabili da subito". L´italia - come ha fatto presente Fava - è infatti rimasta fuori dal via libera dato dall´Unione Europea a 18 Psr, fra i quali la Rete rurale nazionale di Francia, Paesi Bassi, Baviera, Lettonia, Lituania, ma anche Distretti del Portogallo, Fiandre, Estonia, Renania Settentrionale - Westfalia, Inghilterra. Obiettivi Raggiunti - Nel corso del suo intervento, apprezzato dagli esponenti delle organizzazioni sindacali, l´assessore Fava ha ripercorso le tappe che hanno caratterizzato l´azione politica della Regione Lombardia per recuperare risorse e incisività sul piano nazionale e soprattutto europeo. "Partendo dal presupposto che l´Italia manda in Europa più soldi di quanto ci restituiscano - ha detto Fava - l´impianto normativo prevede che per ogni euro di triangolazione europea che arriva in Italia, dobbiamo contribuire con un altro euro nostro. In questo quadro, considerata la non propensione del Governo italiano a garantire la copertura dell´85 per cento di questa quota, Regione Lombardia ha chiesto e ottenuto di poter incrementare le risorse di competenza delle regioni portandole dal 15 al 30 per cento con fondi del proprio bilancio sul secondo pilastro Pac, quello relativo agli investimenti. Tradotto in denaro, circa 200 milioni di euro". Zootecnia E Riso Per Accoppiamenti - L´ultima Pac, la cui validità è fino al 2019, comportava una riduzione di fondi all´Italia del 55 per cento sul primo pilastro, quello degli aiuti. Da quando l´assessore Fava si è insediato ricevendo la delega all´Agricoltura dal presidente Maroni, sono state definite le modalità di accoppiamento titoli in modo da utilizzare i premi previsti dall´Unione Europea per settori in difficoltà. "Noi abbiamo detto - ha ricordato Fava - che per la Lombardia questi settori sono zootecnia e riso. Abbiamo ottenuto un grande risultato: gli aiuti accoppiati, per un totale di 76 milioni disponibili per l´Italia, consentono così alla Lombardia di portare al 40 per cento i contributi che prima erano al 17, a fronte del fatto che nostra regione produce il 44 per cento del latte italiano". Quote Latte - Sulla vicenda quote latte l´assessore lombardo è stato lapidario: "Se il regime delle quote latte avesse funzionato - ha detto - ora non avremmo il prezzo del latte sotto i costi di produzione, a 35 centesimi al litro. A fronte di un prezzo medio stimato in 50 centesimi al litro". Oltre Un Miliardo Per Imprese Agricole - Riguardo al tema in discussione, il Psr, Fava ha confermato che "Il nuovo Psr avrà il valore di 1,157 miliardi di euro. Mai successo nella storia italiana che una regione potesse registrare aiuti aumentati a disposizione del sistema agricolo: una parte (30 per cento, per 400 milioni di euro) andrà alle misure agroambientali, 420 milioni per le imprese agricole, il resto ai Gal e alla diffusione della banda larga".  
   
   
PSR, ASSESSORE LOMBARDIA: LA UE NE APPROVA 18, NESSUNO IN ITALIA  
 
Milano - "Apprezzo l´impegno del Governo italiano a farci restare fra gli ultimi dell´Unione europea a non avere alcun Programma di sviluppo rurale approvato. Una livella al ribasso, che non incide su un Paese già disperato di suo come l´Italia, ma che penalizza gli agricoltori lombardi, in attesa di poter accedere ai fondi comunitari". Lo afferma l´assessore all´Agricoltura della Lombardia Gianni Fava, che rende noto che l´Unione europea, nei giorni scorsi, ha dato il via libera a 18 Psr, fra i quali la Rete rurale nazionale di Francia, Paesi Bassi, Baviera, Lettonia, Lituania, ma anche Distretti del Portogallo, Fiandre, Estonia, Renania Settentrionale - Westfalia, Inghilterra. Psr Italiani Bloccati - "Mentre sempre più agricoltori europei potranno affrontare le crisi di mercato con gli strumenti messi a disposizione dall´Unione europea, dagli Stati e dalle Regioni - incalza Fava - inspiegabilmente l´Italia ha chiesto a Bruxelles di tenere ferme le autorizzazioni ai Programmi di sviluppo rurali fino al 15 maggio, con il rischio di perdere altri mesi, dopo che la Programmazione è già slittata dal 2014 al 2015". Ostilità Contro Lombardia - Per l´assessore Fava, "tenuto conto che la Lombardia è l´unica Regione che, a oggi, ha caricato a sistema il Psr, l´atteggiamento adottato dal Governo italiano è di palese ostilità nei confronti della prima regione agricola italiana e la prima agroalimentare d´Europa".  
   
   
SIENA PER DUE GIORNI CAPITALE DELL´AGRICOLTURA SOSTENIBILE DEL MEDITERRANEO  
 
Firenze - L´agricoltura e la produzione alimentare nel prossimo futuro saranno centrali nelle economie di tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo e non solo. Uso efficiente delle risorse, tecnologie avanzate e nuovi modelli saranno necessari per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile del sistema agroalimentare, fondamentale sia per la tutela dell´ambiente sia per la realizzazione di opportunità di crescita sociale. E´ a partire da queste premesse che l´Università di Siena, in collaborazione con la Regione Toscana, ha organizzato per il 5 e 6 marzo prossimi la seconda conferenza internazionale della rete per la ricerca e le iniziative nel campo della sostenibilità nel Mediterraneo, Sustainable Development Solutions Network (Sdsn Mediterranean), nell´anno di Expo2015 interamente dedicata all´agri-food sostenibile tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. La conferenza "Solutions for Agri - Food Sustainability in the Mediterranean" è stata presentata questa mattina ai giornalisti presso la sala stampa della Regione Toscana dall´assessore regionale all´agricoltura Gianni Salvadori e dal rettore dell´Università di Siena Angelo Riccaboni. L´iniziativa senese riunirà, provenienti dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, oltre che dagli Stati Uniti e da Paesi dell´Europa continentale, esperti internazionali di alto livello, rappresentanti del mondo politico, manager, leader della società civile, accademici e studenti di importanti enti e istituzioni della ricerca che richiameranno l´attenzione sulle tematiche più attuali nell´agenda dello sviluppo sostenibile. "Il convegno di Siena – ha detto l´assessore Salvadori – è una iniziativa molto importante a livello internazionale che si inserisce nel percorso di avvicinamento della Toscana a Expo 2015 dando un contributo che non riguarda solo la qualità del nostro cibo, legato alla bellezza del paesaggio toscano, ma anche la qualità del pensare e progettare. Una idea ´rinascimentale´ decisiva per disegnare un futuro che dobbiamo conquistarci quotidianamente con riflessioni che toccano tematiche centrali quali agricoltura, cibo e sviluppo sostenibile in un contesto mediterraneo". "Ora più che mai – ha detto il rettore dell´Università di Siena, Angelo Riccaboni - le questioni inerenti i paesi emergenti dell´area mediterranea sono cruciali nella dimensione territoriale e internazionale. Una delle chiavi per la stabilità di queste aree è sicuramente lo sviluppo sociale ed economico, per il quale il settore agroalimentare costituisce una imprescindibile opportunità, se messo in atto secondo modelli di sostenibilità. In questo contesto protagoniste sono la ricerca e l´innovazione che hanno origine nelle università e che nelle università trovano un naturale spazio per il confronto a livello internazionale, come all´Università di Siena, che coordina da due anni il network Sdsn per la sostenibilità nel Mediterraneo. La coincidenza con Expo 2015 rafforza l´interesse su queste tematiche, anche grazie alla collaborazione con la Regione Toscana, che da sempre pone al centro dello sviluppo la valorizzazione e la tutela del territorio. La conferenza di marzo a Siena sarà un´occasione importante di scambio tra i protagonisti degli scenari dello sviluppo sostenibile; dalla ricerca verrà lanciato un messaggio di progresso e di pace". La conferenza, articolata in due giornate, che si terranno nell´aula delle Colonne, presso il plesso San Francesco dell´Università di Siena, partendo da un confronto con il contesto globale, affronterà il tema dello sviluppo del settore agroalimentare nell´area mediterranea, dal punto di vista dell´innovazione, del trasferimento tecnologico, degli investimenti e dell´uso delle risorse, offrendo il punto di vista più avanzato della scienza, delle istituzioni e dell´impresa. A questo proposito, al termine della seconda giornata, saranno presentati i progetti – selezionati nelle settimane scorse, a seguito di un bando – che propongonosoluzioni applicabili, con una forte portata di innovazione sostenibile. La rete Sdsn Mediterranean, che ha sede presso l´Università di Siena, fa parte di Sustainable Development Solutions Network – A global Initiative for the United Nations, guidato dall´economista Jeffrey Sachs e lanciato a settembre 2012 dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon. Il programma della conferenza è sul sito dell´Università di Siena, www.Unisi.it  
   
   
“IL BEL PAESAGGIO DÀ VALORE ALL’AGRICOLTURA” CIA E ACCADEMIA NAZIONALE DELL’AGRICOLTURA PRESENTANO UN PROGETTO CON L’OBIETTIVO DI ATTRIBUIRE VALORI DI MERCATO AI TERRENI IN RELAZIONE AL PAESAGGIO AGRARIO  
 
Modena - Un progetto che ha come finalità l’attribuzione di valori di mercato ai terreni in relazione al paesaggio agrario. E’ questo l’obiettivo del progetto promosso da Cia e Accademia nazionale dell’Agricoltura il 21 febbraio scorso presso Modena Fiere in occasione di Modena Antiquaria e in contemporanea con Petra la rassegna dedicata alla decorazione e design per parchi e giardini. L’iniziativa, che porterà alla definizione di valori reali dei territori agricoli con criteri scientifici grazie al supporto delle qualificate competenze messe a disposizione dell’Accademia nazionale dell’Agricoltura di Bologna, rientra nelle attività della Cia legate all’Expo e i risultati dello studio verranno presentati prima della conclusione della Esposizione universale. A presentare l’incontro sono stati il vice presidente Cia, Cristiano Fini, il presidente dell’Accademia nazionale dell’Agricoltura Giorgio Cantelli Forti e il presidente di Promoverde, Gianluca Cristoni. L’incontro si è svolto all’interno di un padiglione allestito con elementi floreali e paesaggistiche che si richiamano agli affreschi dell’antica Villa di Livia di Roma, un capolavoro che rappresenta la biodiversità dell’epoca. Lo scopo dell’elaborato (che verrà presentato a settembre nei padiglioni di Expo a Milano) sarà quello di consolidare l’opinione che un bel paesaggio dà valore aggiunto ai prodotti, agli edifici e ai terreni produttivi. “D’altra parte – sottolineano Cia , Accademia nazionale e Promovere - le nostre eccellenze collocate in una cornice produttiva accogliente contribuisce a dare un ‘plus’ a referenze già consolidate tra i consumatori, ma anche a tutte le coltivazioni e le specialità alimentari del territorio regionale”. “La diversità biologica in agricoltura, che contribuisce a dar valore aggiunto al paesaggio, rappresenta un sottoinsieme della diversità biologica generale e si esprime in termini di varietà e razze locali di interesse agricolo, zootecnico e forestale – osservano i promotori del progetto Cia - e la normativa vigente in materia, nel predisporre misure di tutela e valorizzazione, distingue il concetto di varietà locale, che appare strettamente legato al territorio di origine (bioterritorio), inteso come luogo in cui le varietà locali si sono adattate e caratterizzate nel tempo grazie all’azione degli agricoltori locali e quello di varietà da conservazione, intendendo quelle a rischio di estinzione”.  
   
   
AGRICOLTURA: L’IMPEGNO DELLA REGIONE LAZIO A SOSTEGNO DELLA FILIERA DEL LATTE  
 
Va avanti l’impegno della Regione per sostenere e valorizzare la filiera del latte. Illustrate le linee guida del pacchetto di misure proposto dal ministro Martina. Le linee guida sono state illustrate nel corso di un incontro a cui hanno partecipato i protagonisti del settore, l’Arsial, Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l´Innovazione dell´Agricoltura del Lazio, i produttori del latte, le cooperative e i rappresentanti delle organizzazioni. In prima linea per rilanciare lo sviluppo della filiera zootecnica. La Regione ha presentato un documento con proposte e azioni per affrontare al meglio e in modo concreto le problematiche della filiera zootecnica: dalla difficile situazione dei produttori al prezzo del latte. Al via anche tante azioni per promuovere il consumo del latte prodotto nel Lazio. L’obiettivo della campagna di promozione che sarà avviata è proprio quello di rilanciare la commercializzazione e favorire la ripresa dei consumo del latte, in particolare tra i giovani. “Dopo tanti anni per la prima volta si affrontano a livello nazionale i problemi della filiera zootecnica - lo ha detto Sonia Ricci, assessore all’agricoltura caccia e pesca, che ha aggiunto: l’impegno è rivolto inoltre ad assicurare la tracciabilità del latte locale per garantire ai consumatori l’origine del prodotto e incentivare i nostri allevatori alla produzione di qualità”.  
   
   
ROSSI A GROSSETO: "INFRASTRUTTURE PER ATTRARRE INVESTIMENTI. E IMU AGRICOLA IN BASE AL REDDITO"  
 
Grosseto – Grosseto "distretto rurale", infrastrutture, risarcimento danni alle imprese agricole dopo le alluvioni del 2012 e del 2014, Imu agricola: questi i temi principali dell´assemblea degli agricoltori della Cia tenuta oggi a Principina Terra (Grosseto) alla quale ha preso parte il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Un´assemblea vivace e partecipata che ha visto la presenza di circa 450 imprenditori agricoli, del sottosegretario all´agricoltura Giuseppe Castiglione, del presidente della commissione agricoltura della Camera Luca Sani, dell´assessore regionale Anna Rita Bramerini, del presidente nazionale della Cia, Secondo Scanavino, dei rappresentanti della Cia regionale e provinciale e numerosi sindaci del territorio. I lavori son stati aperti dal presidente provinciale della Cia, Enrico Rabazzi, che ha fatto una dettagliata disamina dei problemi del territorio e dell´agricoltura. Tra i temi messi in primo piano dagli agricoltori quello dell´Imu agricola, che li ha visti scendere in piazza qualche settimana fa, e quello dei risarcimenti dopo le ripetute alluvioni che hanno interessato la provincia di Grosseto. "Sul tema dei risarcimenti – ha detto Rossi – come Regione abbiamo fatto quello che potevamo, mettendo in campo 5-6 milioni, che hanno dato parzialmente ristoro, ma non hanno certo esaurito le necessità. Apprendo dal sottosegretario Castiglione che il Governo ha creato un fondo di 1 miliardo e 600 milioni attingendo a fondi comunitari del prossimo periodo di programmazione. Allora chiedo se c´è modo di intervenire anche per i danni subiti dalla provincia di Grosseto." In materia il presidente della Commissione agricoltura ha illustrato la proposta di attingere a 400 milioni di fondi comunitari, del periodo 2007-2013, non spesi da varie regioni italiane che andrebbero restituiti a Bruxelles. "Sposo in pieno la proposta – ha detto Rossi – e chiedo di costituire un tavolo apposito presso il Ministero. Se poi fosse possibile potremmo aggiungere per questo anche una parte di fondi europei che spettano alla Regione." Per quanto riguarda i lavori di messa in sicurezza dei fiumi dopo le alluvioni il presidente ha rassicurato i presenti: "La Regione – ha detto- non permetterà che i lavori si interrompano." Ed ha aggiunto che la nuova legge rende possibile l´escavazione del letto dei fiumi. "Ma – ha avvertito – bisogna che le cose vengano fatte con criterio, e sopratutto con amore del territorio, in maniera da non creare danni." Quanto all´agricoltura Rossi ha ribadito che nei prossimi anni in Toscana si avranno a disposizione circa 180-190 milioni all´anno grazie ai fondi del nuovo Programma di Sviluppo Rurale, di prossima approvazione da parte di Bruxelles. "Bisognerà fare delle scelte – ha ribadito – in maniera da focalizzare le risorse in maniera mirata sulle aziende che investono. Dovremo probabilmente ridurre ancora il numero dei bandi per concentrarci su poche scelte, in modo da mettere le risorse sulle aziende che investono e sui giovani. Per questo propongo un tavolo sul quale lavorare insieme da qui a giugno prossimo." Quanto al territorio Rossi ha sottolineato: "Quello di Grosseto è il maggiore distretto agricolo della Toscana e qui dovranno esserci più risorse, ma sopratutto questo distretto dovrà diventare un distretto agroindustriale." Per questo Rossi si è soffermato sulla necessità delle infrastrutture. "Sono stati messi dal Governo – ha ricordato – i soldi necessari al raddoppio della Due Mari e i lavori stanno andando avanti, ora occorre far sì che ci siano infrastrutture adatte per raggiungere Roma e anche Milano, altrimenti sarà difficile attrarre investimenti in questa zona." In proposito Rossi ha detto. "Io non condivido le idee di chi dice che l´autostrada si deve fermare a Capalbio, la Maremma e Grosseto non possono essere un buen ritiro di pochi." Infine il tema dell´Imu agricola. "Ho letto – ha detto Rossi – che un cantante famoso come Gino Paoli avrebbe i soldi in Svizzera, io dico, per fare un esempio, che se uno come lui avesse un terreno in Maremma non dovrebbe pagare la stessa Imu agricola di un agricoltore che suda tutto il giorno sui campi per portare a casa il reddito per mantenere la famiglia. Così come noi in Toscana abbiamo applicato l´Isee per i ticket sulla sanità o per i trasporti, dico che ci deve essere una graduazione fra chi può permettersi di pagare e chi invece lavora la terra."  
   
   
SARDEGNA: LINGUA BLU, 8 FOCOLAI NEL 2014 CONTRO I 5000 DEL 2013. RISPARMIATI 30 MILIONI DI EURO.  
 
Cagliari - "I risultati ottenuti da questa Giunta nella lotta alla lingua blu sono chiari e certificati da numeri e riconoscimenti: nel 2014 ci sono stati appena 8 focolai contro gli oltre 5000 del 2013, e sono morte 14 pecore contro le 114000 dell´anno precedente. Infatti la Commissione Europea per il 2014 ha finanziato il 50% dei costi della vaccinazione". L´assessore della Sanità Luigi Arru elenca i risultati ottenuti in meno di un anno di battaglia senza soluzione di continuità alla blue tongue. "Il nostro intervento ha comportato anche un notevole risparmio per le casse regionali: nel 2013 sono stati spesi circa 30 milioni di euro per risarcire perdita di animali e mancato guadagno. Risultati ottenuti perché sono stati messi in linea, cioè coordinati, 8 servizi veterinari della Sardegna - spiega l´assessore Arru - Contrariamente poi a quanto accaduto negli anni passati, nel 2015 la campagna di vaccinazione è iniziata in tempo, secondo le indicazioni del Centro referenza nazionale e dell´Unità di crisi regionale e nazionale". Non solo: a sollecitare le vaccinazioni sono state anche le associazioni professionali agricole, perché nel 2013 il virus è arrivato a giugno. "Secondo il massimo esperto mondiale in materia, il professor José Vizcaino, con la vaccinazione a tappeto è possibile eradicare il sierotipo 1 del virus blue tongue nel giro di tre anni. Ormai è accertato che il vaccino non causa un aumento degli aborti - aggiunge l´esponente della Giunta Pigliaru - Uno studio con la Facoltà di veterinaria su 20000 capi vaccinati e 9000 di controllo ha dimostrato che sotto quell´aspetto non c´era nessuna differenza con i non vaccinati e neppure tra prima della vaccinazione e dopo". In Italia tutte le regioni del centro sud sono state interessate dall´epidemia (sierotipo 1), mentre nei Balcani e in Spagna si è diffuso il sierotipo 4. I casi lamentati di calo della fertilità sono in realtà residui dei danni indiretti dell´epidemia del 2013 e di altre patologie, infatti sono segnalate anche da chi non ha vaccinato. "Nonostante i risultati elencati capiamo però le possibili resistenze determinate da timori di danni che si tramandano - conclude l´assessore Arru - Da parte nostra garantiamo la massima disponibilità all´ascolto e al dialogo, per cercare di aiutare gli allevatori e motivare i veterinari come già stiamo facendo da mesi. Siamo infatti convinti, e lavoriamo in questa direzione, che l´allevamento rappresenti una straordinaria opportunità di crescita economica per la Sardegna".  
   
   
ORTOFRUTTA, FRAGOLICOLTORE LUCANO A GRUPPO DI CONTATTO IN SPAGNA  
 
Huelva, Nicodemo coordinatore del gruppo di Contatto Fragola per l´Italia. Nell´ incontro del Gruppo di Contatto Fragola (Spagna - Italia - Francia) "Fiducia verso la campagna 2015: sollecitare i consumi", svoltosi a Huelva in Spagna, mercoledì scorso, fra gli italiani, per la Basilicata, era presente il fragolicoltore lucano (Scanzano Jonico) Francesco Nicodemo, coordinatore dello stesso Comitato per l´Italia. A Nicodemo il compito di tracciare il bilancio del 2014, "caratterizzato - come ha spiegato - da qualche zona d´ombra legata all´instabilità meteorologica, agli anticipi produttivi, in particolare dei Paesi del Nord Europa, che hanno alterato il normale equilibrio fra domanda e offerta". "Tuttavia-prosegue il cordinatore- le produzioni di qualità hanno tenuto bene.La Candonga Fragola Top Quality per esempio si è fatta valere sui mercati anche esteri in periodi in cui c´era abbondanza visto l´arrivo delle produzioni interne". Nicodemo ha poi aggiunto: "In questa fase è importante invogliare i consumi, promuovere la qualità con strategie di comunicazione e marketing da attuare sia con gli altri Paesi che singolarmente".  
   
   
VINI: RILANCIO ASCOVILO PARTE DA EXPO 2015  
 
 Milano - Valorizzazione dell´uva e del vino in bottiglia lombardi, puntando sulla qualità e su un programma di promozione di prospettiva internazionale; rilancio di Ascovilo anche attraverso la dinamica presenza di tutti i vini regionali a Expo negli spazi del Padiglione della Lombardia. Questo il percorso per un ripensamento di obiettivi e di crescita di Ascovilo indicato dall´assessore all´Agricoltura di Regione Lombardia Gianni Fava intervenuto alla riunione dell´associazione che riunisce i consorzi vinicoli lombardi. Rivedere Missione Per Competere Nel Mondo - "La missione di Ascovilo - ha detto l´assessore Fava - deve adeguarsi ai tempi e a quanto succede in giro per il mondo: è necessario spingere su marchi territoriali e, per noi, l´unico marchio è il ´made in Italy´". Vini Lombardi A Expo - "Regione Lombardia - ha assicurato l´assessore Fava - è pronta a schierarsi a fianco di Ascovilo e sostenerla, a partire da Expo. Assecondando il desiderio del presidente Maroni, che vuole promuovere negli spazi di Regione Lombardia all´Esposizione Universale il sistema agroalimentare lombardo, Ascovilo e l´Associazione Italiana Sommelier possono gestire un palinsesto di eventi e di degustazioni caratterizzato dalla presenza di tutti i vini lombardi". Nel Padiglione Lombardia ´Enoteca´ Vetrina - "Metteremo a disposizione dei vini e dei prodotti del territorio lombardo - ha precisato Fava - oltre 150 metri di area espositiva in quello che, a Expo, è l´unico padiglione dedicato a una sola regione, la nostra. Quello è il luogo in cui si potranno commercializzare i prodotti e le nostre eccellenze, ma non commerciare". Fuori Expo In Piazza Citta´ Di Lombardia - "Per far assaggiare e vendere i prodotti lombardi - ha concluso l´assessore Fava - stiamo pensando ad affiancare a quello presente in Expo anche altri spazi - ´fuori Expo´ - come ad esempio Piazza Città di Lombardia che può certamente diventare il luogo in cui degustare e acquistare le nostre migliori eccellenze". Associazione Storica - As.co.vi.lo. (Associazione Consorzi Vini Lombardi) si è costituita nel 1977. Ne sono stati fondatori i consorzi dell´Oltrepò Pavese e il Consorzio Volontario per la difesa dei vini tipici di Brescia. Successivamente, si associarono i Consorzi Vini Mantovani, Valcalepio, Valtellina e San Colombano. I Presenti Alla Riunione - Alla riunione di oggi erano presenti, oltre al presidente Mamete Prevostini (Consorzio Valtellina), Emanuele Medolago Albani (Valcalepio), Davide Fasolini (Valtellina), Sante Bonomo (Ente vini Brescia), Mario Danesi (Montenetto), Pietro Nera (Valtellina), Filippo Nevelli (Oltrepo pavese), Diego Bassi (San Colombano).  
   
   
CIA BASILICATA: AGRICOLTORI-MANUTENTORI CONTRO CONTINUE EMERGENZE MALTEMPO  
 
La necessità di una vera politica di prevenzione del territorio, che non può prescindere dalla fondamentale attività di presidio e tutela degli operatori agricoli, soprattutto nelle aree marginali: è la sollecitazione della Cia lucana dopo i dissesti, le alluvioni, i danni provocati nelle scorse settimane nell’area sud della provincia di Potenza e in zone del Materano dalle nuove calamità naturali e alla vigilia dell’avvio della nuova programmazione dei fondi comunitari (Psr e Feasr) per il sessennio 2014-2020. Per evitare il ripetersi di continue emergenze maltempo, è sempre più evidente che il territorio della nostra regione, così come sostenuto nella “Carta di Matera”, deve essere "messo in sicurezza", senza ulteriori indugi da parte della politica - sottolinea la Cia-. Non prevenire, infatti, è già costato al Paese 22 miliardi di euro negli ultimi vent´anni. Solo per riparare i danni causati da frane e alluvioni. Diventa chiaro, quindi, che tocca invertire la rotta e, invece di gestire le conseguenze drammatiche del dissesto idrogeologico, investire sulla prevenzione e mettere in campo azioni organiche di tutela e conservazione del suolo. Primo passo per la Cia: l’istituzione di un coordinamento permanente tra Regione, Anci, Autorità di Bacino, Consorzi di Bonifica, organizzazioni professionali agricole per la definizione del Contratto di Area Vasta di difesa-idrogeologica, assegnando agli agricoltori compiti di manutenzione senza spendere un euro nel senso che gli stessi compenserebbero con gli oneri dovuti allo Stato e in particolare ai Consorzi di Bonifica che, come è noto, non sono in grado nemmeno di garantire la pulizia ordinaria dei canali. In questo senso, il ruolo degli agricoltori è fondamentale. I terreni coltivati, infatti, insieme a quelli boschivi, giocano un ruolo essenziale per stabilizzare e consolidare i versanti e per trattenere le sponde dei fiumi, grazie anche alla capacità di assorbimento e di riduzione dei tempi di corrivazione, aiutando così a scongiurare frane e cedimenti del terreno - evidenzia la Cia-. Ogni forma di coltivazione obbliga a un corretto regime delle acque e questo comporta una sensibile diminuzione dell´esposizione dei versanti al rischio di smottamenti e dei fondovalle al pericolo di allagamenti. Purtroppo però, la cementificazione costante e non sempre regolamentata ha già cancellato negli ultimi vent´anni oltre 2 milioni di ettari di terreno agricolo a ritmi vertiginosi (oltre 11 ettari l´ora, quasi 2.000 a settimana e oltre 8.000 al mese) e questo processo molto spesso non è neppure stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque - ricorda la Cia-. Si è lasciato spazio all´incuria, al degrado, all´abbandono da parte degli agricoltori, la cui opera di presidio e di manutenzione è invece prioritaria, soprattutto nelle aree marginali di collina e di montagna. Per questo ora bisogna fare un deciso passo avanti: servono nuove e adeguate politiche di prevenzione del territorio, a partire dalla legge per il contenimento del consumo di suolo, a cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e controllo delle situazioni a rischio che deve coinvolgere gli operatori agricoli. "Gli agricoltori –afferma il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino- devono esercitare un ruolo di primo piano nella difficile impresa di tutela del territorio. Gli strumenti esistono e si attuano tramite le convenzioni tra le amministrazioni locali e le imprese agricole, che in un´ottica di sussidiarietà possono esprimere multifunzionalità e pluriattività". Secondo Scanavino, insomma, "occorre porre immediato riparo e lavorare in tempi veloci per costruire un sistema ambientale realmente sostenibile, valorizzando il ruolo essenziale dell´agricoltura quale volano di riequilibrio territoriale, produttivo e sociale".  
   
   
AGRICOLTURA BIODINAMICA, ASSESSORE LOMBARDIA: PRIMARIO VALORIZZA TERRIOTRIO  
 
Milano - "L´agricoltura è tutela del territorio e non si difende il suolo senza investimenti nel settore primario". L´ha detto l´assessore all´Agricoltura di Regione Lombardia Gianni Fava, intervenendo, all´Università Bocconi di Milano, alla prima giornata del convegno internazionale ´Oltre Expo. Alleanze per nutrire il pianeta´, sull´agricoltura biodinamica. Bio In Crescita Esponenziale - "Abbiamo analizzato le potenzialità dell´agricoltura bio - ha affermato l´assessore -, registrandone una crescita addirittura superiore a quella della capacità di garantire il prodotto". "A questa agricoltura - ha proseguito - la legislazione comunitaria garantisce il sostegno del greening, ovvero il primo pilastro della Pac e altre forme di aiuto che devono essere sfruttate. Con le aziende e gli operatori che devono dirci come declinare gli investimenti". Settore Primario Ha Varie Declinazioni - "Regione Lombardia - ha spiegato l´assessore Fava - sostiene lo sviluppo dell´agricoltura in tutte le sue declinazioni e lo fa con un Psr (Programma di sviluppo rurale) da oltre 1 miliardo, che aumenta le risorse disponibili rispetto al precedente settennato". "Noi - ha aggiunto - siamo la prima regione agricola d´Italia e ci contendiamo, con la Baviera, quello europeo e vogliamo restare una realtà leader". Expo Vetrina Per Agricoltura - "Il 2 per cento della produzione agricola lombarda - ha ricordato l´assessore - interessa l´80 per cento del territorio della nostra regione e ne garantisce la difesa, la tutela e lo sviluppo anche in ottica Expo, dove il tema è quello del cibo e della nutrizione del pianeta". "Non esiste quindi futuro - ha concluso l´assessore Fava - senza l´agricoltura, che Regione sostiene in tutte le sue forme, compreso l´impegno dei giovani, che sono il 14 per cento degli operatori, perché dall´agricoltura passa lo sviluppo anche di territori più difficili come quelli della montagna".  
   
   
VENETO: VINO E DIRITTI IMPIANTO  
 
Venezia - “Il Consiglio dei Ministri ha adottato un provvedimento che consente la vendita dei diritti di reimpianto tra viticoltori di regioni diverse fino al 31 dicembre 2015. È una notizia positiva per il Veneto, che potrà in questo modo ‘recuperare’ i diritti di reimpianto dalle altre aree italiane che non sono in grado di utilizzare la superficie da piantare entro il periodo di validità del titolo”. Questo il commento soddisfatto dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato, che rassicura gli agricoltori veneti sulla validità e possibilità di utilizzo dei diritti d’impianto che attualmente hanno in portafoglio e di quelli che hanno intenzione di acquistare a breve per realizzare i loro programmi imprenditoriali. “Questo meccanismo consentirà agli agricoltori di acquistare i diritti a un prezzo di mercato più conveniente e contenuto rispetto al passato – ha aggiunto l’assessore – e ci darà modo di realizzare gli investimenti di breve medio termine con tranquillità”. Il regime delle autorizzazioni di reimpianto e di nuovo impianto entrerà in vigore dal 1 gennaio 2016. Nel frattempo il Consiglio dei Ministri, con lo stesso provvedimento, ha adottato disposizioni per regolamentare il passaggio dei diritti (ancora da utilizzare al 31 dicembre 2015) alle nuove autorizzazioni. In particolare gli agricoltori dovranno chiedere la conversione dei loro diritti prima della scadenza di validità del titolo e comunque entro la data massima del 31 dicembre 2020. Deroga adottata secondo le disposizioni facoltative previste dalla normativa comunitaria che esonera quindi il Paese dall’adempimento immediato del nuovo sistema, consentendo maggior respiro ai viticoltori per realizzare i loro impianti di viti. “Alle Regioni – ha affermato Manzato – compete il ruolo di controllore la regolarità delle transazioni dei diritti d’impianto, verificando che tutto avvenga in modo coerente alla normativa e vigilando sulla validità del titolo”. Le autorizzazioni di nuovo impianto e di reimpianto dei vigneti sostituiranno, dal 1 gennaio 2016, il vigente sistema dei diritti d’impianto, che consente tra l’altro la compravendita diretta dei diritti di reimpianto tra i singoli viticoltori. Il nuovo sistema è il risultato di una lunga e difficile trattativa tra Bruxelles da un lato e le Amministrazioni ed i produttori delle principali aree viticole europee. Il percorso è iniziato nel 2011 e in questi giorni il Parlamento europeo sta adottando l’atto di delega e la Commissione a breve formalizzerà le disposizioni attuative, sulle quali comunque è ancora in corso il confronto con gli Stati membri. In questo contesto rimangono comunque aperte certe questioni legate alle decisioni della Commissione europea e del Parlamento europeo, tra le quali l’individuazione dell’organismo a cui competerà la distribuzione delle autorizzazioni per i nuovi impianti dei vigneti. “Il Veneto propone di non centralizzare questo incarico a livello nazionale, bensì di gestire la procedura a livello regionale così come prevede la nostra Costituzione”, ha affermato l’assessore, ritenendo ciò coerente al principio di sussidiarietà più volte ribadito dall’Ue. “Il Veneto non può certamente avvallare un sistema che non difende le peculiarità del territorio – ha concluso Manzato –, un sistema che non sia in grado di cogliere le specificità, creando imbarazzo tra Regioni che vedono vanificati gli sforzi e le iniziative sinora realizzate nell’unico intento di tutelare e promuovere un bene di proprietà degli operatori del territorio”.  
   
   
SVILUPPO RURALE IN UMBRIA: AD APRILE I PRIMI BANDI DEL NUOVO PSR  
 
Perugia – "La nuova programmazione comunitaria mette a disposizione per la crescita economica e sociale dell´Umbria 1 miliardo e mezzo di euro, quasi 900 milioni dei quali per lo sviluppo rurale. Risorse vitali, le uniche su cui potremo contare, e che vanno utilizzate al meglio, con il concorso di tutti: istituzioni, imprese agricole, tecnici". L´assessore all´Agricoltura della Regione Umbria, Fernanda Cecchini, ha invitato alla massima collaborazione l´amplia platea di professionisti e imprenditori agricoli che hanno preso parte ieri a Pistrino al convegno sul nuovo Programma di sviluppo rurale ("Psr") organizzato dall´Assessorato e dal Comune di Citerna insieme al Collegio dei Geometri e Geometri laureati della provincia di Perugia. All´incontro hanno partecipato il sindaco di Citerna, Giuliana Falaschi, il presidente del Collegio provinciale dei Geometri Enzo Tonzani e il presidente dell´Associazione Geometri Alto Tevere Umbro Pietro Chitarrai, che ha coordinato i lavori. "Già da fine aprile – ha detto l´assessore - daremo continuità alle azioni a sostegno dell´insediamento dei giovani e degli investimenti per l´ammodernamento delle aziende agricole attraverso nuovi bandi con cui avvieremo la programmazione 2014-2020, su cui attendiamo l´approvazione formale da parte della Commissione europea, prevista entro giugno". "Con questo incontro – ha sottolineato l´assessore – proseguiamo e allarghiamo quel percorso di partecipazione e informazione che accompagna dalle fasi iniziali la costruzione del nuovo Psr, sia attraverso le riunioni del Tavolo verde, che abbiamo aperto ai tecnici del settore che svolgono un ruolo significativo di progettazione, consulenza e assistenza per le aziende agricole, sia con incontri territoriali con le istituzioni locali e i cittadini. Fare sistema è infatti indispensabile per la piena efficacia delle misure del Programma e il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti". "Il successo attuativo della programmazione che si sta chiudendo – ha ricordato – ha premiato l´Umbria: da sempre abbiamo dimostrato la capacità di impegno e spesa di tutte le risorse disponibili, frutto del lavoro di squadra cui partecipano anche i professionisti che collaborano con le aziende per la realizzazione degli interventi, e quest´anno abbiamo chiuso la trattativa sui fondi per lo sviluppo rurale con una dotazione più cospicua, quasi 90 milioni in più rispetto alla precedente programmazione. Questo - ha aggiunto – si traduce anche in uno sforzo maggiore per il cofinanziamento regionale, che per il solo Psr sarà di circa 22 milioni all´anno". "Per evitare il disimpegno di risorse della precedente programmazione – ha spiegato ancora l´assessore – ci siamo avvalsi della possibilità del cosiddetto overbooking, attingendo già alle risorse della nuova programmazione per il finanziamento di progetti e domande presentate". Oltre un terzo del budget a disposizione per il settennato 2014-2020, ha specificato inoltre l´assessore Cecchini – è riservato all´innovazione del sistema produttivo agricolo e agroalimentare (cui sono destinati oltre 87 milioni di euro in sette anni), alla ricerca, al presidio del territorio, sostenibilità ambientale, "prioritari per le nostre zone rurali, così come la qualità dei prodotti, il sostegno ai giovani agricoltori, all´agricoltura biologica, l´inclusione sociale, la diffusione della banda larga per garantire le stesse opportunità di servizi in tutto il territorio, con venti milioni di spesa pubblica, la diversificazione delle attività con impulso alle fattorie didattiche e sociali, i piani di sviluppo locale dei "Gal" finanziati con 48 milioni di euro". Con la nuova programmazione "ci proponiamo di migliorare la qualità della vita nelle aree rurali e creare redditività e posti di lavoro", ha ribadito, informando anche sulle novità introdotte a livello normativo, con i Testi unici sul governo del territorio e sull´agricoltura (quest´ultimo in fase di approvazione) e le riforme istituzionali. Ad entrare nel dettaglio delle sei priorità e dei 18 "focus area" previsti nel nuovo Psr, in base al Regolamento comunitario, e sulla ripartizione delle risorse che potranno essere impegnate e spese entro il 2013, è stato Augusto Buldrini, dirigente del Servizio Aiuti e servizi alle imprese della Regione Umbria, che ha rimarcato l´importanza dell´utilizzo dell´overbooking finanziario, per circa 50 milioni complessivi di euro: "crea un vantaggio che ci permette di superare i ritardi in sede europea della decisione sul Programma: all´inizio del 2016 avremo già un ‘bagaglio´ di progetti e di beneficiari dei contributi e quindi la possibilità di rispettare gli impegni di spesa previsti annualmente, senza perdere finanziamenti". L´umbria, ha ricordato, non solo è fra le prime Regioni per la capacità di spesa delle risorse della programmazione comunitaria "ma si è anche dotata di un sistema che consente di dare risposte immediate, così ad esempio per i finanziamenti relativi all´insediamento dei giovani per l´annualità 2014 già a gennaio abbiamo concesso i nulla osta, in tempi brevissimi come non accade in altre parti d´Italia". "Il nuovo Psr ci offre un´opportunità unica per la crescita e l´innovazione del territorio in tutte le sue accezioni, dai servizi allo sviluppo energetico, e per creare nuova occupazione, in particolare per i giovani" ha detto il sindaco di Citerna, Giuliana Falaschi. A porre l´accento sulle prospettive di nuovo lavoro e occupazione che si aprono con la programmazione comunitaria anche per i professionisti, il presidente del Collegio Geometri e Geometri laureati della provincia di Perugia, Enzo Tonzani: "Siamo nati come misuratori della terra – ha detto – e siamo da sempre vicini al mondo dell´agricoltura anche se per lungo tempo la nostra attenzione si è concentrata sul settore delle costruzioni, che oggi risente di una forte crisi. Ci poniamo al servizio delle aziende agricole e offriamo la nostra disponibilità a collaborare con le istituzioni, apportando il nostro contributo per la migliore attuazione degli strumenti normativi e finanziari". Questa, ha detto a sua volta il vicepresidente del Collegio provinciale dei Geometri, Alviero Palombi, "è l´Umbria che vogliamo e che, come professionisti, vogliamo contribuire a far crescere".  
   
   
FESTIVAL VEGETARIANO: REGIONE SUPPORTA SISTEMA GORIZIA  
 
Gorizia - "La Regione - ha affermato il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello - è pronta a sostenere il Festival Vegetariano in funzione della valorizzazione complessiva del Sistema Gorizia". Nel corso di una riunione convocata da Bolzonello e svoltasi nella Camera di Commercio del capoluogo isontino, alla presenza del presidente camerale, Gianluca Madriz, del sindaco Ettore Romoli e dell´assessore provinciale Mara Cernic, tutte le istituzioni hanno offerto agli organizzatori della rassegna vegetariana, giunta nel 2014 alla quinta edizione ma con un futuro reso incerto da palesate difficoltà finanziarie, un importante supporto e sostegno. "Gorizia - ha commentato Bolzonello - può diventare un riferimento per l´enogastronomia, una vera e propria città dell´agroalimentare, utilizzando questa peculiarità anche in chiave turistica attraverso la valorizzazione della rassegna Gusti di Frontiera, in costante crescita qualitativa, e di un Festival Vegetariano in grado di richiamare anche clientela extraregionale". "Siamo pronti a finanziare Gorizia - ha concluso Bolzonello - ma è fondamentale un progetto unitario ad alto impatto sul territorio".  
   
   
AGRICOLTURA, ASSESSORE ILLUSTRA A "TAVOLO VERDE" PROSSIME TAPPE NUOVO PSR E PROPOSTE PER VINO UMBRO AD EXPO  
 
Perugia – "L´assessorato regionale all´Agricoltura sta lavorando alacremente ai miglioramenti tecnici della proposta del nuovo Programma di sviluppo rurale, su cui contiamo a giugno di ottenere l´approvazione formale da parte della Commissione Europea. Intanto stiamo valutando la possibilità di aprire nuovi bandi già da fine aprile per proseguire nell´azione di sostegno all´insediamento di giovani in agricoltura e all´ammodernamento delle imprese agricole umbre". È quanto ha comunicato l´assessore all´Agricoltura della Regione Umbria, Fernanda Cecchini, aprendo i lavori del "Tavolo verde" che, allargato ai rappresentanti del "Tavolo Tabacco" e degli ordini e collegi professionali (agronomi e periti agrari), si è riunito stamani nella sede regionale del Broletto. "Per l´Umbria – ha detto – è un anno cruciale. Stiamo infatti gestendo le fasi finali del negoziato sulla programmazione per il periodo 2014-2020 in continuo contatto con le competenti Direzioni generali europee, "Agri", "Ambiente" e "Connect": il Programma mette a disposizione 876 miliardi di euro, cofinanziati con risorse regionali e nazionali. Una significativa quantità di risorse che intendiamo al più presto attivare per la prima annualità, già nella prossima primavera. Allo stesso tempo, abbiamo impegnato – ha aggiunto - circa 180 milioni di euro a copertura di varie misure della precedente programmazione quali la 121, per l´ammodernamento delle aziende agricole, la 123 a sostegno dell´accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali, la misura 311 per la diversificazione verso attività non agricole. Abbiamo inoltre incrementato – ha ricordato – la dotazione finanziaria della misura 126, per il finanziamento delle domande di contributi presentate alla Regione Umbria dalle aziende agricole umbre danneggiate da eventi alluvionali negli ultimi tre anni". Approfondendo le tematiche relative alla coltura del tabacco, l´assessore Cecchini ha riferito degli incontri in programma a livello tecnico e politico affinché si raggiunga una posizione unitaria delle Regioni italiane per ottenere le migliori condizioni e opportunità per i propri territori. Al "Tavolo Verde" sono state inoltre illustrate strategie e proposte per la partecipazione del vino umbro all´Expo universale che si terrà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 sul tema "Nutrire il pianeta, energia per la vita". "L´umbria – ha detto l´assessore – ha già punti di forza nella ‘governance´ dell´Esposizione, quali Riccardo Cotarella per il Padiglione Vino, Eugenio Guarducci per il Cluster del Cacao e cioccolato, presenze significative quale quella dell´Azienda Caprai, selezionata per la sua capacità d´innovazione. Le nostre produzioni agricole e agroalimentari di pregio, in particolare vino e olio, e con esse l´intero territorio, hanno una straordinaria opportunità di farsi conoscere e apprezzare durante tutti i sei mesi dell´Expo e non soltanto durante le due settimane, dal 31 luglio al 13 agosto, in cui l´Umbria sarà protagonista. A disposizione, ci sono anche diversi spazi nella città, da Cascina Triulza all´Associazione del Design italiano". "L´assessorato – ha ricordato – ha da poco approvato un pacchetto di finanziamenti quale primo contributo a consorzi e associazioni di produttori che promuoveranno prodotti e territorio all´Expo e nelle principali manifestazioni del settore agroalimentare. In particolare per l´Expo – ha detto – sono stati ammessi a finanziamento sette progetti per oltre 1 milione e 360mila di spesa, con un contributo pubblico complessivo di oltre 950mila euro. Alla Regione è inoltre pervenuta una proposta da parte del Padiglione del Vino, con condizioni maggiormente favorevoli che consentirebbero la presenza di 56 etichette di vini umbri, anche a rotazione, per i sei mesi dell´Expo, con il cofinanziamento regionale e una quota di poco più di mille euro, corroborata anche da iniziative per la promozione dell´Umbria nel suo insieme". "L´expo – ha rilevato - è un´opportunità per il sistema produttivo fatto di imprese e servizi e per il territorio, non per la politica. Ci aspettiamo, nella stretta finale, che emerga la capacità del mondo umbro, in questo caso quello agricolo e agroalimentare, di saper fare rete e utilizzare al meglio le informazioni e le risorse messe a disposizione. Noi facciamo e faremo la nostra parte". "L´auspicio – ha concluso l´assessore Cecchini – è perciò che il mondo del vino colga questa opportunità, importante per la sua visibilità a livello internazionale e la sua crescita e con essa dell´intera regione". Nei prossimi giorni, l´assessore convocherà nuovi incontri con i rappresentanti della filiera del tabacco, con i rappresentanti dell´agricoltura biologica e con le associazioni dei produttori per approfondimenti e aggiornamenti sulle tematiche discusse nella riunione di oggi.  
   
   
FVG, AGRICOLTURA: APPROVATO REGOLAMENTO FATTORIE DIDATTICHE E SOCIALI  
 
Udine - La Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Risorse agricole Sergio Bolzonello, ha approvato in via definitiva il regolamento dedicato alle fattorie didattiche e sociali. Si tratta del testo di un nuovo regolamento resosi necessario Sia dalla diversa formulazione di alcune parti della legge regionale 18 del 2004, che disciplina la materia, sia in considerazione delle modifiche apportate ad alcune norme successive, del 2012 e del 2014. Le fattorie didattiche sono aziende agricole o agrituristiche in cui vengono svolte, in parallelo alla realtà produttiva, anche attività di educazione "attive" sul mondo rurale, rivolte in particolari a bambini e ragazzi. Quelle sociali, invece, allorchè estendono i loro servizi alle persone che presentano forme di disagio sociale, attraverso l´offerta di servizi educativi, culturali, sociali, di supporto alle famiglie ed alle istituzioni per l´inclusione sociale o socio-lavorativa.  
   
   
AGRICOLTURA IN TOSCANA: SÌ A RIORDINO FUNZIONI PROVINCIALI  
 
Via libera a maggioranza, con i voti favorevoli del Pd e le astensioni di Forza Italia e Più Toscana, alla proposta di legge sul riordino delle funzioni provinciali e l’attuazione delle disposizioni nazionali su Città metropolitane, Province, Unioni e fusioni di Comuni, che hanno portato alla modifica delle leggi regionali di riferimento. La commissione Agricoltura, presieduta da Loris Rossetti, Pd, ha espresso il parere secondario in via positiva chiedendo di integrare la proposta di legge con una fase transitoria, per quel che riguarda la forestazione, al fine di prevedere che le competenze rimangano in capo alle Province finché le Unioni di Comuni non saranno in grado di assumere il ruolo stabilito dalla legge. Da Aldo Morelli, Pd, è stata avanzata una proposta in tal senso ed essa è stata fatta propria dalla commissione. Sulla necessità di effettuare una rimostranza nei confronti del Governo nazionale, per mettere mano alla normativa di riferimento, si è invece espresso Pier Paolo Tognocchi, Pd, che ha sottolineato l’importanza di far sapere ai cittadini che l’iniziativa legislativa della Regione è tesa a “rattoppare” una riforma nazionale malconcepita. Non dissimile è stata l’osservazione del vicepresidente della commissione, Claudio Marignani, Forza Italia, secondo cui la legge nazionale è inadeguata. All’unanimità, senza dibattito, la commissione Agricoltura ha infine approvato l’integrazione della delibera del Consiglio regionale relativa al Praf 2012-15.  
   
   
FRAGOLA E PICCOLI FRUTTI, L’INCONTRO PER I COLTIVATORI A PINÉ  
 
Dopo la notevole affluenza del 2014, il Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione Mach ripropone la Giornata tecnica dedicata alla fragola e ai piccoli frutti. L’appuntamento è per martedì 24 febbraio al centro congressi di Baselga di Piné. I tecnici operanti nella sede distaccata di Vigalzano tratteranno temi di grande attualità per i coltivatori. Si discuterà della gestione della fragola fuori suolo, di alcuni aspetti fisiologici del mirtillo e della propagazione del lampone, ma soprattutto dell’annoso problema della Drosophila suzukii che sta mettendo a dura prova la difesa delle colture. La Giornata tecnica dei piccoli frutti sarà anche un importante momento di incontro per gli operatori del settore. Si comincerà alle 8.45 con un’introduzione generale, per poi passare all’argomento dei substrati alternativi alla torba per le fragole. Il passaggio successivo riguarderà la sperimentazione degli effetti di luce e altitudine sul mirtillo e della propagazione di lampone. Dopo la pausa ci si concentrerà invece sulla Drosophila suzukii, l’insetto che più di tutti in questi ultimi anni ha messo in difficoltà il settore. In un primo momento si parlerà delle condizioni che, nel 2014, hanno permesso la proliferazione del moscerino e poi verranno presentati i risultati della sperimentazione, portata avanti dalla Fondazione Mach, sulle reti antinsetto. Http://goo.gl/gguqoq    
   
   
AGROALIMENTARE, OGGI LE ECCELLENZE DI LIGURIA IN VETRINA ALLA “CIASSA” DI IMPERIA  
 
Oggi, alle 18, sarà inaugurato a Imperia, nella centralissima piazza Dante, "A Ciassa" ( "La Piazza", appunto), il primo negozio-degustazione del Consorzio per la tutela dell´Olio Dop Riviera Ligure futto della collaborazione con la Regione Liguria nell´ambito del Progetto Terragir" del Programma di Cooperazione Transfrontaliero Marittimo Italia – Francia. Dentro "A Ciassa" si potranno degustare e acquistare le produzioni di eccellenza dell´agricoltura ligure, e conoscere anche la loro storia e la loro tradizione. A partire ovviamente dagli oli extravergini di oliva Dop Riviera Ligure, per poi passare ai vini del territorio, alle conserve gustosissime, alle birre artigianali e ai formaggi tipici. Alla cerimonia di inaugurazione della "Ciassa" interverranno l´assessore all´Agricoltura della Regione Liguria Giovanni Barbagallo e il sindaco di Imperia Carlo Capacci.