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Notiziario Marketpress di Giovedì 26 Febbraio 2015
UN GRUPPO DI RICERCATORI FINANZIATI DALL’UE HA SVILUPPATO STRUMENTI DI COMUNICAZIONE PER SMENTIRE LA DISINFORMAZIONE E INFORMARE MEGLIO IL PUBBILCO DURANTE LE EPIDEMIE DI MALATTIE INFETTIVE.  
 
Bruxelles, 26 febbraio 2016 - Metodi per favorire la comunicazione a doppio senso e per sfruttare il potenziale dei social media durante le epidemie di malattie infettive sono stati presentati recentemente in occasione dell’Incontro internazionale sulle malattie emergenti e la sorveglianza a Vienna. La presentazione, fatta dal progetto Tell Me, finanziato dall’Ue, ha cercato di mostrare alle figure professionali del settore sanitario, politici e Ong quanto un’efficace comunicazione sanitaria durante un’epidemia sia fondamentale per influenzare il pubblico e conseguire un contenimento della malattia. Un fattore critico determinante durante un’epidemia è il comportamento delle persone e come esse reagiscono alle misure di prevenzione. L’attuale crisi di Ebola nell’Africa occidentale – e la rapidità con la quale si è diffusa la malattia – ha sottolineato proprio quanto siano importanti le risposte decisive e mirate per gestire le epidemie di malattie infettive. Inoltre, quando le comunità e le famiglie vivono in una costante paura dell’infezione, la disinformazione può diffondersi rapidamente. Questo, oltre alla malattia in sé, deve essere affrontato per salvare delle vite umane. Tell Me arriva quindi proprio al momento giusto. Ricercatori di sette paesi hanno sviluppato nuovi metodi per migliorare la comunicazione durante le crisi di malattie infettive, come nel caso dell’Ebola, di cui tutto il mondo è venuto a conoscenza nel 2014. I ricercatori hanno cominciato il progetto raccogliendo informazioni basate sulle prove circa il comportamento delle persone in risposta a grandi epidemie, come quelle di influenza. Sulla base di questi schemi comportamentali, il team ha identificato e valutato nuovi metodi per la comunicazione dell’epidemia. In particolare, il team del progetto voleva battere sul potenziale dei social media come mezzi per fornire informazioni precise e utili. Che siano accurate o meno, oggi le informazioni si diffondono come un virus. Un’analisi fatta da Tell Me dell’attività di Twitter riguardo la crisi di Ebola ha riscontrato che, in sette giorni lo scorso settembre, sono stati pubblicati circa 632 712 tweet e sono stati usati 17 023 hashtag #ebola. Per avere successo, le strategie di comunicazione durante un’epidemia devono quindi tener conto dei cambiamenti tecnologici, culturali e sociali. Questo significa che per influenzare in modo efficace e motivare le persone a prendere misure preventive, il messaggio di salute pubblica deve raggiungere e convincere le persone. Le smentite e le rassicurazioni verbali non sono abbastanza, è necessario persuadere le persone. Questo è importante specialmente all’inizio di un’epidemia. Lo stigma di essere associati all’Ebola può far esitare le persone a farsi avanti quando hanno sintomi sospetti. Tra le altre conseguenze negative della paura pubblica ci sono le cancellazioni di voli verso i paesi colpiti da parte delle compagnie aeree, che creano problemi logistici per le autorità sanitarie internazionali e le Ong che cercano di gestire le risposte all’emergenza sanitaria. I progressi nel campo delle scienze biologiche e delle tecnologie dell’informazione offrono nuove opportunità per contenere le epidemie di malattie infettive e il progetto Tell Me voleva assicurare che tali opportunità fossero colte. Le strategie e le raccomandazioni proposte dal progetto Tell Me, che è stato lanciato nel 2012 e che si è concluso a gennaio 2015, aiuteranno le autorità pubbliche e le parti interessate ad avere strumenti migliori per gestire qualsiasi tipo di epidemia in futuro. Per maggiori informazioni, visitare: Tell Me http://www.Tellmeproject.eu/    
   
   
ZAIA INAUGURA ROBOT CHIRURGICO “DA VINCI” A TREVISO. NUOVA ARMA CONTRO IL TUMORE ALLA PROSTATA FA CROLLARE ANCHE RISCHI DI IMPOTENZA E INCONTINENZA.  
 
Venezia, 26 febbraio 2015 - Un nuovo robot chirurgico che segna un fondamentale passo avanti nella lotta al tumore, in particolare quello della prostata (3.700 nuovi casi l’anno in Veneto), è entrato ieri in funzione all’Ospedale Cà Foncello di Treviso. A dare simbolicamente il “via” all’attività dei chirurghi è stato oggi il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia che, accompagnato dal Direttore Generale Giorgio Roberti, dal Primario di Urologia Luigino Maccatrozzo, e da numerosi sanitari, si è spinto sino all’interno della sala operatoria dove è stata realizzata una simulazione d’intervento. Il “Da Vinci”, questo il nome del robot, è costato 2 milioni e 200 mila euro e sarà prezioso soprattutto per la chirurgia in urologia (67% del suo utilizzo), dove è sempre necessario operare in spazi molto ristretti ma con la massima precisione, ma anche per la chirurgia generale (nel 16% dei casi), per la Ginecologia (10% dei casi), per l’Otorinolaringoiatria (4%) e per la Chirurgia Toracica (3%). Rispetto alle tecniche operatorie tradizionali, il “Da Vinci” potrà davvero salvare e cambiare la vita a molti pazienti (solo a Treviso si registrano circa 600 tumori alla prostata l’anno): il mantenimento della funzione urinaria raggiunge il 97% dei casi contro l’88 precedente; le funzioni sessuali rimangono inalterate nell’81% dei casi contro il 49% precedente; la perdita di sangue durante l’intervento scende a 200 ml contro gli 800 di prima; il ritorno alla normale attività fisica si ottiene dopo 11 giorni invece che nei 49 che servivano prima. “Detto questo, detto tutto – ha detto Zaia – qui siamo ai massimi livelli tecnologici mondiali e tutta la tecnologia è rivolta a supportare i chirurghi nel loro difficile lavoro e ad alleviare le sofferenze dei malati. E’ un fatto di umanità, oltre che di scienza – ha aggiunto Zaia - e la Regione Veneto ha puntato forte su questo fronte, stanziando 70 milioni all’anno per l’acquisto di nuove tecnologie. La sanità del futuro – ha aggiunto – deve essere fatta di meno letti, più tecnologie, competenze ai massimi livelli scientifici, meno sofferenza per il paziente, guarigione più rapida, ritorno a casa con un recupero totale laddove ciò sia umanamente possibile, e in questo cammino non temiamo rivali, oggi come domani”. Il tumore alla prostata è ancora un’evenienza molto diffusa tra gli uomini e per questo il Presidente del Veneto ha anche annunciato nuove iniziative di prevenzione specifica rivolta ai maschi. “Le nostre signore – ha detto – sono più diligenti degli uomini e, grazie all’adesione agli screening, la lotta al tumore della mammella si riesce a vincere nell’85% dei casi. La prossima sfida di questo tipo – ha concluso Zaia pur non entrando nei particolari di quanto sarà fatto - riguarda proprio la neoplasia alla prostata nella popolazione maschile”.  
   
   
GENETICA FORENSE, IL LABORATORIO DI CAREGGI RIFERIMENTO REGIONALE  
 
Firenze, 26 febbraio 2015 - Careggi, con il suo laboratorio specificamente attrezzato, è stato individuato quale riferimento in materia di genetica forense per tutta la regione. Lo prevede il protocollo siglato oggi pomeriggio in Regione dal presidente Enrico Rossi (presente anche l´assessore al diritto alla salute Luigi Marroni), dal direttore generale di Careggi Monica Calamai e dai rappresentanti di tutte le Procure della Toscana: Firenze, Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. "Queste indagini sono importanti e possono dare un contributo decisivo - ha detto il presidente Enrico Rossi, ringraziando tutti i presenti - Ieri il presidente Mattarella a Scandicci ha parlato di un ritorno alla legalità da parte dei cittadini. Se possiamo dare una mano al vostro lavoro, siamo molto contenti. Faremo il meglio possibile per soddisfare le vostre esigenze". "Questa è una collaborazione istituzionale di alto profilo, che darà risultati molto proficui - ha sottolineato l´assessore Marroni - Definisce un percorso concentrato nel laboratorio di Careggi, che apre la strada alla realizzazione di una banca dati unica. Si prevede anche un consistente abbattimento dei tempi". "A nome della Procura generale della Repubblica di Firenze ringrazio la Regione e Careggi per l´impegno su un tema molto importante in tutto l´ambito del distretto toscano - ha dichiarato Francesco D´andrea, avvocato generale della Procura di Firenze - Questo è un ulteriore tassello in un percorso già fruttuoso avviato con la Regione Toscana, che ha portato, per esempio, al progetto Prato e all´impegno in tema di sicurezza sul lavoro". Fin dal 2009 la Regione Toscana ha prestato particolare attenzione alle tematiche della sicurezza e della prevenzione, supportando, sia a livello centrale che locale, gli organi di giustizia. In questa prospettiva, all´interno dell´Aou di Careggi è stato creato un polo di sviluppo delle metodiche per le analisi del Dna forense, le cui funzioni sono state incardinate nella Sod (Struttura organizzativa dipartimentale) di Diagnostica genetica e garantite per mezzo del suo laboratorio di genetica forense. Laboratorio che, nel corso degli anni, ha fornito un assiduo, costante e qualificato supporto tecnico scientifico alle Procure della Repubblica presenti sul territorio regionale e alle Forze di Polizia. La struttura di Careggi, considerata un centro di eccellenza in Toscana e non solo, ha ottenuto, attraverso un percorso complesso e articolato, l´accreditamento Iso17025:2005, considerato quale standard internazionale dall´Enfsi (European Network of Forensic Science Institutes), principale organizzazione europea che raccoglie i laboratori di genetica forense istituzionali. Questo riconoscimento ha permesso di conseguire un miglioramento effettivo, e non solo formale, delle attività di laboratorio connesse alla prova, e la struttura di Careggi è ora in grado di effettuare, in modo autonomo, tarature e verifiche dei propri strumenti, emettere certificati di taratura e rilasciare rapporti di prova. Per questo Regione, Aou di Careggi e Procure della Toscana concordano nell´individuare il laboratorio di genetica forense dell´Aouc quale riferimento regionale per tutte le attività di genetica forense. Al protocollo è allegata una convenzione tra Aou e le Procure toscane per lo svolgimento di prestazioni di genetica forense. Nella convenzione si parla di: analisi volte all´identificazione della natura e della specie di appartenenza di campioni biologici; analisi individuali di campioni biologici o su cadaveri sconosciuti per la caratterizzazione del Dna compatibile con gli standard Enfsi; determinare il profilo genetico di campioni biologici di soggetti indagati da far affluire nella istituenda Banca dati forense del Dna; consulenze, programmate o a chiamata, di biologi dirigenti specializzati in genetica medica o biochimica clinica, anche con eventuale collaborazione esterna con organi di polizia giudiziaria.  
   
   
PEDIATRIA VENETO ORIENTALE: ZAIA, “MAI TAGLI SULLE CURE AI BAMBINI. SI POTENZIERANNO OVUNQUE”  
 
Venezia, 26 febbraio 2015 - “La salute dei nostri bambini è una priorità per tutto il territorio veneto. Nell’ulss 10 Veneto Orientale è anche un’eccellenza e tale rimarrà in futuro, senza escludere nemmeno ulteriori evoluzioni migliorative”. Con queste parole il Presidente della Regione Luca Zaia risponde all’appello del Comitato Pro Pediatria Portogruaro. “In quell’area l’attenzione e la qualità dell’assistenza all’età pediatrica – aggiunge Zaia –sono già oggi estremamente elevate, al punto che l’Ulss 10 riesce a garantire la Pediatria anche sulle spiagge nel periodo estivo. La sanità nel Veneto Orientale si sta avviando ad un futuro di crescita strutturale e assistenziale e in questo futuro – conclude Zaia – i bambini sono una priorità”.  
   
   
PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE PER ISTITUIRE SERVIZIO DI PSICOLOGIA DEL TERRITORIO. BENDINELLI: “INIZIATIVA CHE SOSTENIAMO CON CONVINZIONE PER I BENEFICI CHE ASSICURA AI CITTADINI”  
 
Venezia, 25 febbraio 2015 - “E’ una proposta che proviene da chi conosce più da vicino le problematiche e i malesseri delle nostre comunità e che meglio di chiunque altro è in grado di interpretare i bisogni dei nostri cittadini. Per questo è una iniziativa che ha il nostro convinto sostegno e che io mi faccio carico di seguire personalmente nel suo iter di approvazione”. Con queste parole l’assessore regionale alle politiche sociali, Davide Bendinelli, ha salutato oggi a palazzo Balbi, sede della Giunta veneta, i promotori della proposta di legge di iniziativa popolare che prevede l’istituzione del servizio di psicologia del territorio nel Veneto. Sono tre i consigli comunali che hanno approvato, con proprie deliberazioni, la proposta elaborata dall’Ordine regionale degli psicologi: in primis quello di Zevio, in provincia di Verona, il cui sindaco, Diego Ruzza, è anche componente dell’Ordine, e successivamente quelli di Casier, in provincia di Treviso e San Martino di Lupari in provincia di Padova. “Confidiamo che in tempi ragionevoli, nella prossima legislatura, questa legge venga approvata – ha detto il sindaco Ruzza – e che possa essere presto operativo nei territori un servizio in grado di dare risposte in tempi rapidi ai sempre più evidenti e diffusi problemi di natura psicofisica delle persone. Colmeremmo così un vuoto che viene percepito innanzi tutto dalla stessa cittadinanza e daremmo risposta a un fenomeno amplificatosi notevolmente in questi ultimi anni per effetto della crisi economica, che è causa di gravi disagi sociali che spesso, come purtroppo testimoniano le cronache, sfocia in veri e propri drammi”. Ruzza ha specificato che lo “Psicologo del Territorio” non si occuperà solo di interventi sul disagio, ma sarà soprattutto un supporto in tema di prevenzione e di sviluppo del benessere: “Ci piace pensare – ha detto – che questa figura sia una vera e propria sentinella della salute psicofisica nel territorio”. Nella proposta di legge vengono individuate più di dieci attività che lo psicologo potrebbe svolgere: dagli interventi sulle fragilità sociali al sostegno familiare, dal supporto alle associazioni sportive all’orientamento per gli adolescenti. Il primo cittadino di San Martino di Lupari, Gerry Boratto, sottolineando a sua volta l’utilità di un servizio di psicologia nei territori, ha evidenziato come i sindaci oggi ricevano tantissime persone che hanno bisogno di parlare e che vivono in una sorta di isolamento non tanto fisico quanto di relazioni. “Emergono in modo sempre più preoccupante – ha spiegato – malesseri subdoli, talvolta persino sconosciuti alle stesse persone che ne sono vittima; ma anche fenomeni sempre più difficili da arginare, come la ludopatia”. Infine, il presidente dell’Ordine degli psicologi del Veneto, Alessandro De Carlo, ha affermato che questa proposta “amplia il concetto di sanità nel Veneto” e ha evidenziato l’importanza di sostenere l’istituzione di questa figura attraverso un percorso condiviso con tutti i soggetti professionali e istituzionali a cui è affidata la cura della salute dei cittadini: “la Regione – ha concluso – si doterà così di uno strumento all’avanguardia per aiutare la cittadinanza a investire nella prevenzione, con importanti benefici, come dimostrato da studi ed esperienze, anche da un punto di vista del risparmio economico”.  
   
   
CAMPANIA: DISABILI, 3170 POSTI RSA. NESSUN DISAGIO PER ASSISTITI  
 
Napoli, 26 febbraio Sono 3170 i posti letto in residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e centri diurni per disabili non autosufficienti, di cui 1902 di tipo residenziale e 1268 di tipo semiresidenziale, che verranno attivati in Campania in applicazione del decreto 108 del Commissario di Governo alla Sanità, emanato in attuazione degli indirizzi ministeriali. Con questo provvedimento si riqualifica e si riequilibra l’offerta territoriale ai fini dell’appropriatezza delle prestazioni. Finora infatti le strutture riabilitative di cui alla legge 833 del 78, residenziali e semiresidenziali, hanno rappresentato l’unica risposta sul territorio regionale ai bisogni di natura sociosanitaria e non esclusivamente riabilitativa, sopperendo alla carenza di posti letto per disabili che, concluso il percorso riabilitativo (fissato a termine dalla legge, con cicli contenuti entro i 240 giorni), avevano necessità di un intervento sociosanitario non presente sul territorio. Con i nuovi posti letto non vi sarà alcuna carenza assistenziale. L’assistenza sarà tarata sulle specifiche esigenze dei disabili per le prestazioni di cui hanno bisogno. I posti letto di riabilitazione estensiva di cui alla legge 833 risultati in esubero a seguito del processo di riconversione andranno a coprire la carenza dell’offerta di assistenza sociosanitaria registrata in questi decenni.  
   
   
NUOVO OSPEDALE DI PADOVA: ZAIA, “TUTTO CHIARITO NELLA MASSIMA TRASPARENZA. GRAZIE A DARIO E AI TECNICI”.  
 
Venezia, 26 febbraio 2015 - “Adesso tutto è chiaro e improntato alla massima trasparenza. Ringrazio Claudio Dario e tutti i tecnici che hanno contribuito a fare presto e bene esattamente ciò che serviva. Da oggi abbiamo una valutazione precisa, tecnica e perciò molto significativa, rispetto a tutti i progetti e le ipotesi che si sono susseguite nel tempo”. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando con soddisfazione la svolta registrata sul futuro del nuovo Ospedale di Padova con la presentazione degli esiti delle valutazioni a suo tempo affidate ad una commissione di tecnici sulle proposte e progettualità sul tappeto. “Avevamo preso con i padovani e con i Veneti un impegno preciso: basta parole e lavorare a pancia bassa – aggiunge Zaia – che oggi viene rispettato. Ogni aspetto, dal più importante al meno significativo, è stato messo sotto il microscopio. Adesso non è più possibile sbagliare – conclude il Governatore - perché i padovani e i veneti meritano di avere questo nuovo Ospedale, un Policlinico Universitario di valenza internazionale, per la cura e la ricerca a favore dei cittadini e della sanità del futuro”.  
   
   
SANITÀ: LEA; ABRUZZO VICINO ALLA PIENA ADEMPIENZA  
 
Pescara, 26 febbraio 2015 - La griglia Lea (Livelli essenziali di assistenza), predisposta sulla base di documenti presentati dalla Regione Abruzzo, ha ottenuto un punteggio di 152 punti contro i 145 del 2012. Lo comunica l´assessore alle Politiche della salute, Silvio Paolucci, dopo le valutazioni effettuate dal Comitato Lea presso il ministero della Salute. "Il Comitato - sottolinea l´assessore Paolucci - promuove gli sforzi del sistema sanitario abruzzese. Mai l´Abruzzo ha avuto un punteggio così alto e questo avanzamento sulla griglia Lea e la quasi totalità del giudizio di adempienza sui restanti punti danno atto del miglioramento dell´assistenza sanitaria abruzzese. Dopo il consolidamento dell´equilibrio finanziario i passi avanti sulla qualità del servizio sanitario ci consentiranno l´uscita dal Piano di Rientro. Le riforme che stiamo portando avanti, come quelle relative alla riorganizzazione dei punti nascita, la riconversione delle strutture territoriali aumentando l´offerta sanitaria per la popolazione più fragile, sono sicuro consentiranno all´Abruzzo il totale raggiungimento degli obiettivi Lea". Nel corso della seduta del comitato Lea si è discusso su alcuni adempimenti da perfezionare che derivano da criticità pregresse, come la prevenzione con gli screening, le coperture vaccinali e la tutela della salute sui luoghi di lavoro, l´emergenza e urgenza con i tempi target oltre soglia di accettabilità. "Criticità emerse in passato e mai sanate. Poche invece - aggiunge Paolucci - le criticità sui flussi, mentre sui punti nascita è stato molto apprezzato il passo avanti fatto con il decreto 10/2015: ora il Comitato Lea si aspetta un crono programma di riorganizzazione del percorso nascita. Per l´Abruzzo si sta aprendo una nuova pagina - conclude l´Assessore - e anche il Ministero sta certificando questi miglioramenti".  
   
   
CALABRIA: DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE MARIO OLIVERIO SULLO SCIOPERO DEGLI OPERATORI SANITARI DELL’”ANNUNZIATA” DI COSENZA  
 
 Catanzaro, 26 febbraio 2015 - Il Presidente della Regione Mario Oliverio, in riferimento allo sciopero di oggi degli operatori sanitari dell’ “Annunziata” di Cosenza ha fatto questa dichiarazione: “Il profondo malessere ed il grave disagio in cui sono costretti gli operatori della sanità giustifica le proteste diffuse e la stessa manifestazione dei camici bianchi dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza”. Non sarò fisicamente domani in piazza solo per non apparire strumentale e anche per senso di rispetto della funzione istituzionale che mi hanno affidato i calabresi. Ciò non mi impedisce di esprimere comprensione ed anche condivisione delle ragioni che animano la iniziativa di tanti medici ed operatori sanitari che lavorano in una condizione di rischio quotidiano al fine di garantire il diritto alla cura del cittadino”.  
   
   
SANITA´: OSPEDALE ATESSA, D´ALFONSO INCONTRO CON ASL  
 
Pescara, 26 febbraio 2015 - Il commissario ad acta per la Sanità, Luciano D´alfonso, fisserà per la prossima settimana un incontro con la direzione generale della Asl Chieti-lanciano-vasto per "trovare una quadra" sull´ospedale di Atessa. È stato lo stesso D´alfonso a farsi promotore dell´iniziativa con il vertice Asl, che si svolgerà alla presenza dell´assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, perché "non è nelle nostre intenzioni denudare la realtà che avete e, soprattutto, non intendo coltivare la disistima dei cittadini". La riunione, conclusasi nella tarda mattinata, ha coinvolto una folta delegazione composta dai sindaci di Atessa, Mozzagrogna, Tornareccio, dal consigliere regionale, Mario Olivieri, dal capogruppo del Movimento per Atessa unita e coordinatore regionale di Abruzzo civico, Giulio Borrelli, da medici ed infermieri e dal rappresentate del Comitato dei cittadini che ha raccolto 5000 firme per il mantenimento del presidio ospedaliero di Atessa. Una struttura che fornisce servizi di day surgery e di week surgery (piccola chirurgia).Inoltre, secondo l´atto organizzativo della Asl, proprio nel presidio di Atessa avrebbe dovuto trovare ospitalità una Unità complessa di riabilitazione aziendale, mai resa funzionante. La delegazione ha quindi chiesto al Presidente di dare seguito alle indicazioni dell´atto organizzativo della Asl. D´alfonso, dal canto suo, ha ricordato che la Giunta regionale "vuole scommettere sul ruolo significativo per l´economia della Regione del bacino di Atessa" già concretato con gli investimenti sulla banda larga e sull´infrastruttura viaria, per esempio, e "dietro questo ? ha spiegato il Presidente - ci deve essere anche un presidio di prossimità, sapendo che ci sono delle regole da rispettare e queste regole devono riguardare l´appropriatezza di risposta alle domande e la elevata capacità di soddisfazione". D´alfonso ha poi aggiunto che la "Regione Abruzzo è oltre il livello di perfomance tabellari sulla strada dell´uscita dal commissariamento" e questo si "tradurrà in un recupero integrale dell´autonomia dentro il quale possiamo rideterminarci". Il Presidente ha anche aggiunto che non solo "c´è la volontà di investire ma ci sono anche i soldi per farlo", citando i 473 milioni di euro spendibili per l´edilizia sanitaria. "Noi - ha concluso il Presidente - siamo alle prese con un lavoro impegnativo che non ci fa piacere sempre così come è atteso, ma io non sono stato eletto per fare la Thatcher ma per essere Delors".  
   
   
LA REGIONE CALABRIA EROGHERÀ PRESTO LE PRIME RISORSE PER LE STRUTTURE RESIDENZIALE SOCIO-ASSISTENZIALI  
 
Catanzaro, 26 febbraio 2015 - Il Dipartimento “Sviluppo economico, Lavoro, Formazione e Politiche sociali” comunica che sarà erogata, a breve, una prima "tranche" di risorse a favore delle strutture residenziali socio- assistenziali accreditate al sistema regionale. L’importo di 3,2 milioni di euro, sul quale i competenti uffici stanno lavorando per l’emissione dei decreti di liquidazione, è relativo ad un residuo parziale del 2014 e servirà per la copertura dei costi parziali relativi alle prestazioni erogate dalle 309 strutture nel secondo semestre 2014, considerato che si era già provveduto per il primo semestre. Il ritardo nei pagamenti è dipeso, sia dal blocco fisiologico determinato dall’avvicendamento del Governo regionale e dalla conseguente riorganizzazione della macchina burocratica, e sia alle restrizioni del Patto di stabilità, prima, e dell’entrata in vigore delle nuove procedure di bilancio, ora. Contestualmente, gli uffici del Dipartimento stanno procedendo all’impegno dei 4/12 di bilancio relativi all’annualità in corso, che saranno finalizzati alla copertura dei servizi resi fino alla data odierna dalle stesse strutture. Inoltre, su proposta dell’assessore regionale al Lavoro e Politiche sociali Carlo Guccione, è stata approvata dalla Giunta regionale una delibera di costituzione di un tavolo tecnico per lo studio e la definizione delle varie problematiche inerenti i settori socio sanitario e socio assistenziale. Il tavolo tecnico sarà composto dai dirigenti generali dei Dipartimenti “Sviluppo economico e Lavoro” e “Tutela della salute” e dai rappresentanti delle parti sociali per come individuate dal coordinamento delle associazioni di categoria interessate, Uneba, Anaste, Aiop, Ariss, Agidae.