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LUNEDI

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Notiziario Marketpress di Lunedì 11 Maggio 2015
SARDEGNA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO IN RICORDO DI SERGIO ATZENI  
 
Cagliari, 11 Maggio 2015 - È un evidente filo rosso a caratterizzare la presenza della Regione Sardegna alla 28a edizione del Salone del Libro di Torino, dal 14 al 17 maggio 2015. Nello stand regionale, a fare da contraltare alla ricorrenza dei 750 anni della nascita di Dante e ai 40 anni della morte di Pier Paolo Pasolini, che il Salone ricorderà, si porgerà uno speciale omaggio allo scrittore Sergio Atzeni, della cui scomparsa ricorre il ventennale. "Assieme agli importanti alleati dell’Aes e della Film Commission, abbiamo costruito un calendario ricco ed attrattivo per dare riconoscimento e promozione a livello nazionale, oltre che ai nostri scrittori, alla figura di Sergio Atzeni", ha dichiarato l’assessore Claudia Firino questa mattina, nel corso della conferenza stampa in cui ha presentato il programma, assieme alla presidente dell’Aes, Simonetta Castia. "Sono molto orgogliosa di poter celebrare la figura di Sergio Atzeni nella cornice autorevole del Salone del Libro. L’affetto che nutro per la sua figura è personale, ma l´importanza letteraria dello scrittore sardo supera i confini regionali e nazionali", ha proseguito la titolare per l’editoria dell’Esecutivo, specificando che l’omaggio ad Atzeni è solo il primo passo di un percorso che prevedrà altre tappe, nel corso dell’anno. All’interno della più importante manifestazione italiana nel campo dell’editoria, dedicata quest’anno alle Meraviglie d’Italia, la Regione Sardegna promuove e dà spazi di visibilità e inserimento nel mercato dei libri prodotti o scritti in Sardegna. Il programma della Regione Sardegna, che si svolgerà in prevalenza nell’apposito stand, ma non solo, copre tutta la durata del Salone e conta la presentazione di 13 novità editoriali, la presenza di 30 case editrici e circa 3mila libri esposti. Inoltre propone dibattiti, proiezioni, reading, laboratori su Sergio Atzeni e uno spazio-salotto librario interamente dedicato alla produzione editoriale locale che ha contribuito alla valorizzazione e allo studio della sua opera.  
   
   
FOTOGRAFIA EUROPEA 2015 X EDIZIONE EFFETTO TERRA MOSTRE, INSTALLAZIONI, CONFERENZE, INCONTRI, WORKSHOP, PROIEZIONI, SPETTACOLI.  
 
Reggio Emilia, 11 maggio 2015 - Sarà un´edizione speciale per Fotografia Europea. La manifestazione di Reggio Emilia compie dieci anni e per celebrare questo importante compleanno propone una reinterpretazione delle tematiche di Expo 2015, l´Esposizione Universale di Milano, attraverso un´articolata e coinvolgente riflessione sul rapporto tra uomo e natura. Fotografi e curatori sono stati invitati a esplorare ambiti d´indagine legati alla rappresentazione del pianeta, alla salvaguardia dell´ambiente, alle ricchezze del territorio, ai nuovi equilibri che si instaurano tra le ragioni della Terra e l´intervento umano, fino al dinamico rapporto tra uomo, natura e tecnologia. Il risultato è Effetto Terra, un filo conduttore che lega le mostre, le installazioni e tutti gli altri eventi che compongono il programma del festival. Anche quest´anno Fotografia Europea segue un approccio libero, interdisciplinare, coinvolgendo molteplici linguaggi tra loro diversi attorno al nucleo centrale delle grandi mostre fotografiche. I percorsi sono spesso anticonvenzionali e ricchi di sorprese, grazie alla fantasia, al talento e al genio di maestri italiani e internazionali: la dialettica tra uomo e natura – tema portante della manifestazione – viene esplorata attraverso punti di vista inediti, come quello delle lumache di campagna in Gastropoda del catalano Joan Fontcuberta, o raccontando il restauro incompiuto di una Fiat 500 Topolino in Unfinished Father dell´olandese Erik Kessels, ma anche in un alternarsi di esplorazioni individuali (la panoramica sulle luci artificiali in Ersatz Lights case study #1 east west di Olivo Barbieri) o nello sfaccettato caleidoscopio di imponenti esposizioni collettive (No Man Nature, a cura di Elio Grazioli e Walter Guadagnini). Sguardi puntati dalla Terra verso il cielo (e viceversa), esplorando le nostre città, il progresso scientifico e il rapporto con la natura, ricostruendo il passato e rivelando il futuro, completano un programma espositivo ricco di suggestioni e riflessioni. Le giornate inaugurali apriranno la rassegna nel weekend dal 15 al 17 maggio, con un fitto calendario di incontri con gli artisti, conferenze, proiezioni, workshop, visite guidate e spettacoli. Ospite della sezione Host sarà quest´anno l´agenzia olandese Noor, mentre la serata d´apertura sarà affidata a uno dei dj italiani più famosi nel mondo, Benny Benassi, impegnato in un set completamente inedito di musica e video mapping dedicato al tema della fragilità della natura e del nostro pianeta. La facciata del Teatro Valli, diventa superficie e scenario per un esperimento di video proiezione animato dalle sonorizzazioni del Dj reggiano. Le immagini sono di Guy Laliberté (storico fondatore del Cinque du Soleil) primo artista nello spazio, dalla cui insolita prospettiva ha tratto queste immagini straordinarie. Una “missione sociale e poetica” per sostenere One Drop, un progetto per sensibilizzare il mondo sui temi dell’emergenza idrica (venerdì 15 maggio, ore 21.30, Piazza Martiri del 7 luglio). Nel 2015 si rinnova Speciale diciottoventicinque (curato da Alessandro Bartoli, Fabio Boni, Fabrizio Cicconi e Laura Sassi), progetto dedicato ai giovani appassionati di fotografia. Rafforzando lo stretto rapporto di simbiosi che lega Fotografia Europea a Reggio Emilia, la decima edizione del festival coinvolgerà nuovi spazi cittadini (come il rinascimentale Palazzo da Mosto, aperto in via straordinaria per ospitare la collettiva No Man Nature) e attiverà nuove collaborazioni (come quella con l´Arcispedale Santa Maria Nuova, che per celebrare il suo cinquantesimo compleanno diventa partner e protagonista della produzione fotografica di Alessandra Calò Fotoscopia), in aggiunta alle location tradizionali della manifestazione (Chiostri di San Pietro, Chiostri di San Domenico, Palazzo dei Musei, Galleria Parmeggiani, Spazio Gerra, Sinagoga, Biblioteca Panizzi, Museo dei Cappuccini). Nelle giornate inaugurali, la mappa di Fotografia Europea sarà poi arricchita dagli oltre 200 luoghi che ospiteranno il Circuito Off della manifestazione, con mostre, incontri e installazioni, trasformando la città in un´unica pulsante esposizione. Fotografia Europea sarà inoltre parte del programma di We A.re \ Reggio Emilia per Expo 2015, il progetto territoriale che accompagnerà l´Esposizione Universale di Milano con l´intento di promuovere il sistema Reggio Emilia e valorizzare le eccellenze di innovazione e produttive del territorio e le sue ricchezze storiche, artistiche e culturali. In quest´ambito, negli opening days di Fotografia Europea sarà inaugurata la mostra Noi – Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane al Palazzo dei Musei (sabato 16 maggio, ore 24). Organizzata dal Comune di Reggio Emilia, da quest´anno Fotografia Europea si avvale di un comitato scientifico costituito da Elio Grazioli e Walter Guadagnini (già abituali curatori della manifestazione) e da Diane Dufour (direttrice del prestigioso spazio parigino Le Bal), a cui è stato affidato il compito di selezionare le proposte espositive ricevute lo scorso autunno in una call pubblica. Per la natura speciale di questa edizione e per il legame con Expo 2015, il periodo d´apertura delle mostre è prolungato fino al 26 luglio 2015. Il Concept – Effetto Terra In concomitanza con Expo 2015, che invita a riflettere sulla salute del pianeta (territorio, cibo, radici, energia), Fotografia Europea si interroga sul rapporto tra uomo e natura, guardando non solo alla funzione di rappresentazione e documento della fotografia, quanto anche all’ambizione di originalità, rinnovamento, peculiarità. Con la consapevolezza di come mezzi, modi e iconografie siano cambiate enormemente negli ultimi decenni, e con essi gli immaginari e le riflessioni. Un primo aspetto riguarda la rappresentazione del pianeta. Quale nuova geografia ci consegna oggi la fotografia? Esiste ancora una contrapposizione tra natura e artificio, tra memoria e novità, tra tradizione e futuro? Nuovi luoghi, modi di rappresentare, immaginari e manipolazioni aprono non solo inedite prospettive ma anche una diversa considerazione del passato. A seconda della prospettiva che si adotta, dalla più interna alla più vertiginosamente esterna, cambia evidentemente il modo di sentire e di considerare. Quanto indecifrabili ci appaiono certe immagini prodotte dalla scienza e dalla tecnica, nel microscopico più infigurabile, nelle scoperte di invisibili lontananze o nel più incredibile immenso al di là di ogni nostra immaginazione; quanto lontano dal reale ci possono portare le rielaborazioni e invenzioni che la tecnologia permette oggi sull’immagine stessa; quanto vicino possiamo arrivare attraverso le simulazioni più precise e accurate. Mentre si denunciano i conflitti e si documentano le catastrofi, si cercano anche nuovi equilibri tra le ragioni della natura e l´intervento umano. L’arte non si limita a rappresentare, ma spesso sente di dover agire per innescare un cambiamento: dall´impegno a raffigurare il mondo e i suoi problemi, passa all´ideazione e realizzazione di interventi sul territorio e nelle comunità. È l´arte pubblica, che dell’immagine fa un uso attivo, performativo, spesso usando le nuove tecnologie in modo costruttivo e condiviso. Le tensioni si sono acuite, le problematiche si sono complicate: se da un lato si cercano equilibrio e interrelazione, rimane forte il rischio che ognuno vada per la propria strada, in una deriva che è anche dell´Immaginario (non più) collettivo. Esiste sia una natura che precede l’uomo – potente, sublime, ma anche vergine e calma – sia un uomo senza natura, grazie a tecnologie tanto avanzate da essere estranee alle immagini della natura. Le mostre della decima edizione di Fotografia Europea esplorano questi temi, rispetto ai quali la fotografia ha ancora un ruolo: di efficacia, ma anche di riflessione. Le Mostre 1. Uomo / Natura Anche le lumache di campagna possono essere fonte d´ispirazione. Così è stato per Joan Fontcuberta, il grande artista catalano che al Palazzo dei Musei presenta due mostre frutto di un lavoro che l’artista ha svolto nei mesi scorsi presso gli stessi Musei. Si tratta di una nuova edizione di Gastropoda un progetto sul ciclo vitale delle immagini, sulla trasformazione e sul decadimento. L´idea nasce dall´osservazione di un fatto curioso: la sorte degli inviti recapitati nella cassetta della posta di Fontcuberta, destinati a essere distrutti dalla voracità delle lumache nelle settimane in cui l´artista è in trasferta. “Significa che anche le immagini, come tutti gli organismi viventi, nascono, si sviluppano, fanno il loro corso, per poi decadere e morire”, spiega Fontcuberta, fotografo ma anche saggista, critico, giornalista, Cavaliere dell´Ordine delle Arti e delle Lettere in Francia, oggetto di retrospettive al Moma di New York e all´Art Institute di Chicago, con opere esposte al Metropolitan di New York e al Centre Georges Pompidou di Parigi. Inoltre Fontcuberta suggerisce un percorso nelle collezioni naturalistiche dei musei: Fauna Secreta. Carta bianca nella collezione di Lazzaro Spallanzani basato sulle suggestioni di alcune sue presunte scoperte tra gli archivi del Museo. Un modo diverso per inserire tra le meraviglie della natura interventi di riflessione artistica, nel continuo rimando fra vero e falso che caratterizza la sua poetica. Se la natura è al centro della riflessione di Fontcuberta, l´uomo è il protagonista di Unfinished Father di Erik Kessels. Un progetto toccante, dedicato al padre, appassionato restauratore di Fiat 500 Topolino e colpito pochi anni fa da un ictus. Quella Topolino incompiuta diventa l´oggetto dell´esposizione, nonché il simbolo di un uomo che – come la macchina – rimarrà non finito. Trasportata negli spazi della Sinagoga, l´automobile viene esposta assieme alle fotografie che documentano le fasi del restauro. Amara contrapposizione agli happy end dei film, diversi da una realtà in cui a un certo punto ogni cosa si interrompe brutalmente. Il direttore creativo dell´agenzia Kesselskramer di Amsterdam, Erik Kessels presenta, sempre negli spazi della Sinagoga, anche un altro progetto: La Topolino a Reggio Emilia per il quale sono stati invitati a partecipare i cittadini di Reggio Emilia con le proprie immagini di Fiat Topolino, ritrovate negli album di famiglia. E per l’occasione anche la città ha aperto il suo album grazie alla preziosa collaborazione della Fototeca della Biblioteca Panizzi: un nucleo di 12 fotografie si aggiunge al racconto della Topolino con scorci sulla città. 2. Natura Senza L´uomo / Uomo Senza La Natura Curata da Elio Grazioli e Walter Guadagnini, No Man Nature è una grande mostra collettiva, straordinaria fin dalla location: gli storici ed eleganti spazi di Palazzo da Mosto, concessi dalla Fondazione Manodori. L´esposizione raccoglie le opere di quattordici artisti (Darren Almond, Enrico Bedolo, Ricardo Cases, Pierluigi Fresia, Stephen Gill, Mishka Henner, Ange Leccia e Dominique Gonzalez-foerster, Amedeo Martegani, Richard Mosse, Thomas Ruff, Batia Suter, Carlo Valsecchi, Helmut Völter), che spingono il pubblico a interrogarsi su temi e questioni legate al filo conduttore della manifestazione: Effetto Terra. Spesso dominate dall´euforia della tecnica, le immagini propongono in particolare due ipotetici scenari, opposti ma dai comuni connotati apocalittici: come si configura la natura senza l´uomo? E quale potrebbe essere un mondo in cui l´uomo rinuncia alla natura? Altre domande e riflessioni scaturiscono da un radicale cambiamento di prospettiva: lo sguardo verso il cielo. Il firmamento e il modo in cui l´uomo lo ha osservato e fotografato sono al centro di Le cose che si vedono in cielo. A cura di Ilaria Campioli, allestita nei cinquecenteschi Chiostri di San Pietro, la mostra indaga il rapporto fra uomo e universo – fin dall´antichità stimolo di confronto e serbatoio di cosmogonie. Proprio quando da luoghi sempre più remoti arrivano immagini sempre più dettagliate gli artisti sentono l’esigenza di riappropriarsi di questo spazio dell’immaginazione. Gli artisti in mostra si confrontano con gli archetipi delle immagini del cosmo reinventandole, scardinandole e portandoci a riflettere su come la visione della natura sia fortemente condizionata dalla nostra memoria visiva, accumulata nel corso degli anni. L´esposizione è basata su una selezione di recenti pubblicazioni editoriali, a conferma dell´attenzione che il festival dedica al formato del libro fotografico (già protagonista nel 2014 della mostra Senza meta. Il libro come pensiero fotografico). 3. Reinventare Il Mondo 198 fotografie a colori, raccolte in un arco di trent´anni, compongono il mosaico di Ersatz Lights. Case study #1 east west, la mostra di Olivo Barbieri allestita ai Chiostri di San Pietro, con il coordinamento scientifico di Laura Gasparini, prodotta dalla Biblioteca Panizzi in collaborazione con Regione Emilia Romagna, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Azienda Speciale Villa Manin – Udine e accompagnata dal catalogo pubblicato dall´editore tedesco Hatje Cantz. Con “ersatz lights” si intende tutto ciò che abbiamo inventato per sostituire l´illuminazione naturale: surrogati artificiali della luce solare che diventano elemento chiave delle immagini, permettendoci di scoprire aspetti inediti del reale. La mostra spazia tra megalopoli d´Oriente, periferie europee, paesaggi urbani e rurali italiani, mettendo in risalto il linguaggio di un autore che è sempre riuscito a personalizzare i suoi scatti attraverso il lavoro sulla messa a fuoco, sul bilanciamento cromatico, su tecniche inedite e innovative. La “reinvenzione” del mondo passa anche attraverso le ricerche del celebre Charles Darwin che, dopo aver circumnavigato il globo sul veliero “Beagle”, scrisse L’origine della specie (1859). Un omaggio a questo grande scienziato, e a suo nonno Erasmus Darwin, arriva dal lavoro del giovane fotografo ungherese Ákos Czigány che con la mostra In viaggio con Darwin, a cura di Gigliola Foschi, (Galleria Parmeggiani) riproduce in griglie le pagine, lasciate in bianco, delle prime edizioni dei libri scritti dai Darwin e che lui ha recuperato su internet. Da lontano queste pagine assomigliano a un quadro astratto ma da vicino raccontano le tracce lasciate dal tempo. Sono molti gli appuntamenti del festival in cui le nuove tecnologie diventano elementi chiave del racconto e del linguaggio fotografico. Tra questi c´è Cluster | New Jersey Counties di Daniele Lisi, la mostra ai Chiostri di San Domenico in cui le geometrie delle Meadowlands – area del New Jersey bonificata quasi un secolo fa e trasformata in zona residenziale – caratterizzano immagini satellitari prelevate da Internet per poi trasformarsi in “Spazio Vissuto” nel secondo capito del suo lavoro, in cui quelli stessi luoghi sono ritratti nelle ore notturne. Più astratta e giocata sull´illuminazione, quasi a chiudere il cerchio aperto dalle ersatz lights, è Blank di Luca Gilli: allestita ai Chiostri di San Pietro, una raccolta di immagini in cui la luce non si accende in opposizione al buio ma si diffonde quasi in eccesso, venendo a sconvolgere (reinventare) la percezione di forme, materiali e volumi degli oggetti rappresentati. 4. Rinarrare L´uomo Le storie dell´uomo possono essere raccontate attraverso le sue invenzioni, anche quelle più controverse. Combinando materiale esistente (prodotto a scopi educativi e promozionali) e video e fotografie realizzate da lui stesso, lo svizzero Jules Spinatsch ha composto una riflessione per immagini sulla tecnologia nucleare, dalla Guerra Fredda a oggi. Il risultato è Asynchronous, la mostra a cura di Daniele De Luigi, presso i Chiostri di San Domenico. Attorno a materiale di repertorio, in particolare gruppi di fotografie e documenti rinvenuti tra il 2009 e il 2010, è costruito anche Found Photos in Detroit, il progetto di Arianna Arcara e Luca Santese, sempre in esposizione ai Chiostri di San Domenico. Co-fondatori del Gruppo Cesura, i due giovani artisti raccontano la decadenza e l´abbandono della metropoli americana non limitandosi a una fotografia del presente ma ricostruendone il percorso e le dinamiche. Un altro luogo, ben più vicino nel tempo e nello spazio, è il protagonista di Fotoscopia, progetto di Alessandra Calò, a cura di Irene Russo, realizzato per Fotografia Europea in collaborazione con l´Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Un´indagine fotografica che racconta i primi cinquant´anni di vita dell´ospedale, trasformandolo da teatro di visite ed esami a oggetto stesso destinato a essere visitato ed esaminato dal pubblico del festival, nell´esposizione ospitata nella Galleria Parmeggiani. Inoltre, in occasione di questo importante anniversario, tutti i dipendenti del Santa Maria Nuova sono stati invitati a raccontare con il proprio sguardo l’ospedale. L’obiettivo è quello di dar vita a una narrazione per immagini e le foto più rappresentative saranno esposte nella mostra Sguardi sul Santa Maria Nuova (Galleria Parmeggiani). Non ha invece raggiunto il mezzo secolo, ma si è purtroppo fermata a soli 37 anni, la vita di Sergio Romagnoli, il professore di scienze naturali e geografia, naturalista e appassionato di fotografia ucciso nel 1994 – in circostanze ancora non chiarite – nell´isola africana di Sao Tomè. Curata da Alessandro Calabrese e Milo Montelli e allestita ai Chiostri di San Domenico, A Drop in the Ocean restituisce alla memoria il lavoro di Romagnoli tra gli anni Settanta e Ottanta. Trasversale e soggetto a mutazioni impreviste e imprevedibili, il percorso di Fotografia Europea si muove liberamente sull´asse del tempo e dello spazio. In Herculaneum (a cura di Massimo Mussini, Museo dei Cappuccini), Marcello Grassi conduce i visitatori alla scoperta della città romana sepolta dall´eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Immagini di un mito rinnovato, ma anche monito di un futuro che potrebbe tornare a farsi minaccioso e invito alla riflessione sull´umiltà e la precarietà dell´uomo di fronte alla storia (e alla natura). Lo spazio, e in particolare la soglia intesa come luogo di passaggio e metamorfosi, è invece il punto di partenza di St()ma, un progetto multimediale che racconta i temi del cambiamento e della mutazione attraverso l´intreccio della musica composta da Cristiano Calcagnile e le immagini realizzate da Bruno Pulici. Un´esperienza innovativa che potrà essere sperimentata ai Chiostri di San Domenico. Il racconto dell´uomo si fonde infine con quello della natura in Speciale diciottoventicinque, appuntamento ormai tradizionale di Fotografia Europea, rivolto ai ragazzi tra 18 e 25 anni. Suddivisi in quattro gruppi, oltre ottanta ragazzi presentano ai Chiostri di San Pietro i loro lavori, tutti legati al tema centrale della manifestazione: Effetto Terra. Attraverso le immagini scattate dai giovani fotografi si sviluppano quattro sezioni: La terra e le storie, La terra e l´uomo, La terra e il cibo e La terra e la terra. Itinerari d´indagine che non risultano isolati, bensì sempre intrecciati tra loro, grazie al coordinamento dei tutor/fotografi professionisti Alessandro Bartoli, Fabio Boni, Fabrizio Cicconi e Laura Sassi. 5. Investigare Il Mondo Dopo le precedenti esposizioni dedicate alla Swinging London di Philip Townsend, al glamour di Mick Rock, alla Manchester di Kevin Cummins e al punk-rock dei Cccp, lo Spazio Gerra si conferma osservatorio specializzato nell´esplorazione tra musica e immagini. E lo chiamano jazz, il progetto proposto per la decima edizione di Fotografia Europea, è incentrato su un genere che affonda le proprie radici nel blues, scandito dai ritmi della terra e del lavoro. Ma l´obiettivo non è puntato verso l´America bensì su un particolare momento storico del nostro Paese, il decennio a cavallo del 1960, quando i big internazionali spopolavano nei club di Milano e fioriva una generazione di straordinari musicisti italiani. Le immagini – con video, grafiche, percorsi sonori e una sezione sul jazz a Reggio Emilia – provengono dagli archivi di uno dei principali testimoni dell´epoca: il fotografo di origine viennese e adozione bergamasca Riccardo Schwamenthal e sono selezionate con la consulenza di Rocco Pandiani, esperto di musica jazz e fondatore dell´etichetta Easy Tempo. Un altro rapporto consolidato è quello tra Fotografia Europea e la Biblioteca Panizzi, che nel 2015 si rinnova anche attraverso Natura e paesaggio nelle collezioni della Fototeca della Biblioteca Panizzi, mostra di materiali conservati nella biblioteca, a cura di Laura Gasparini. Infine torna Circulation(s), festival de la jeune photographie européenne con la proiezione all’interno dei Chiostri di San Pietro dei progetti dei 45 fotografi selezionati dalla giuria del festival, promosso da Fetart. Circulation(s) mostra attraverso le immagini di fotografi giovani e talentuosi la diversità e la varietà della fotografia europea di oggi (15 maggio - 26 luglio, Chiostri di San Pietro) . Le Giornate Inaugurali (15-16-17 maggio 2015) Come d´abitudine, il weekend di apertura delle mostre di Fotografia Europea 2015 sarà accompagnato da un ricco programma di incontri, conferenze, proiezioni, workshop, presentazioni di libri, visite guidate e spettacoli che dal 15 al 17 maggio coinvolgeranno gli artisti protagonisti delle mostre, assieme a critici, storici d´arte, dj, protagonisti del mondo della cultura e operatori del settore. La manifestazione prenderà il via ufficialmente venerdì 15 maggio alle ore 18, con una conferenza di inaugurazione ai Chiostri di San Pietro. A seguire ci sarà l´apertura di tutte le sedi espositive, mentre la serata culminerà con lo spettacolo di Benny Benassi (uno dei dj italiani più conosciuti al mondo, nato a Reggio Emilia e produttore per artisti come Madonna, Jovanotti e Mika). Benny Benassi & One Drop present: Zero - Evolution and Fragility Of The Earth. Sound & Visual Experiment on the Teatro Valli: un progetto originale realizzato per Fotografia Europea, un mix di musica e video mapping legato al tema “Effetto Terra” con le immagini di Guy Laliberté (storico fondatore del Cirque du Soleil) e del progetto One Drop proiettate sulla facciata del Teatro Valli. In programma a partire dalle ore 21.30 in Piazza Martiri del 7 luglio. Ad aprire la giornata di sabato 16 maggio sarà l’incontro No Man Nature con gli artisti Enrico Bedolo, Pierluigi Fresia, Mishka Henner, Carlo Valsecchi, Helmut Völter in dialogo con Diane Dufour, Elio Grazioli e Walter Guadagnini (ore 11, Teatro Cavallerizza). Mentre alle 12 ai Chiostri di San Pietro la fotografa francese Sarah Moon presenterà il suo libro Inverno a Reggio Emilia (Silvana Editoriale) con Laura Serani e Giovanna Calvenzi, con la conduzione di Elisabetta Farioli. Nel pomeriggio appuntamento con la presentazione della rivista “Mould” con Joan Fontcuberta, Nino Migliori, Alessio Cancellieri e Jonathan Pierini (Chiostri di San Pietro, ore 15). Si prosegue poi con l’incontro Unfinished Father e altre storie con il fotografo Erik Kessels che dialogherà con Giovanna Calvenzi e Walter Guadagnini (ore 16, Teatro Cavallerizza). Alle 17 ai Chiostri di San Pietro è in programma la presentazione del libro Found Photos in Detroit (Cesura Publish, 2012) di Arianna Arcara e Luca Santese insieme alla giornalista Irene Alison e Claudio Corrivetti, con un contributo sulle nuove strategie per la produzione del libro fotografico e subito dopo alle 18, al Teatro Cavallerizza, la conferenza I linguaggi fotografici contemporanei - indagine sulla giovane scena italiana ed europea con Daniele De Luigi (curatore di Giovane Fotografia Italiana), Carine Dolek (curatrice del Festival de la Jeune Photographie Europeenne Circulations) e Luigi Ratclif (segretario del Gai – Associazione per il circuito dei Giovani Artisti Italiani). Domenica mattina al Teatro Cavallerizza si parte alle 10 con la conferenza Lo statuto di autore nella post-fotografia in occasione della quale il fotografo spagnolo Joan Fontcuberta dialogherà con Elio Grazioli e il giornalista Michele Smargiassi, mentre alle 12 è in programma l’incontro Progettare un centro di fotografia con Lorenza Bravetta (Direttrice Camera Centro Italiano per la Fotografia, Torino), Diane Dufour (Direttrice Le Bal, Parigi) e Walter Guadagnini (in collaborazione con aBcm). Sempre alle 12, ma ai Chiostri di San Pietro, l’appuntamento è con Le cose che si vedono in cielo e per l’occasione saranno presentati i libri: Big Sky Hunting di Alberto Sinigaglia, Still di Kasia Klimpel, The Meteorite Hunter di Alexandra Lethbridge, conduce Ilaria Campioli. Si prosegue nel pomeriggio con la presentazione del libro Unfinished Father con il fotografo Erik Kessels e Michele Smargiassi (Chiostri di San Pietro, ore 15), l’incontro Ersazt Lights. Case study #1 east west con il fotografo Olivo Barbieri, Renata Ferri, Laura Gasparini, Antonio Giusa, Francesco Zanot (Teatro Cavallerizza, ore 16) e la presentazione del volume A drop in the ocean - Sergio Romagnoli (Édition du Lic, 2014) Milo Montelli e Alessandro Calabrese e un intervento Erik Kessels (Chiostri di San Pietro, ore 17). A chiudere la giornata ai Chiostri di San Pietro, alle 18.30, sarà la premiazione del Circuito Off e a seguire (ore 19) il concerto Segnali e Rumori- Riti e gesti nel tempo e nello spazio, ensemble di percussioni a cura dell’Istituto Musicale Achille Peri di Reggio Emilia. Nell´ambito delle giornate inaugurali non potrà poi mancare il Circuito Off, la sezione libera e indipendente di Fotografia Europea, che nasce dalla spontanea iniziativa degli artisti e dei cittadini e accompagna il percorso ufficiale del festival. Inaugurato nel 2007, il Circuito Off si è progressivamente ampliato, arrivando a coinvolgere in profondità l´intero tessuto urbano e della provincia di Reggio Emilia con oltre 250 mostre in programma solo in città a cui si aggiunge un centinaio di portfoli fotografici on line. I protagonisti degli scatti dell’Off sono privati cittadini, professionisti, semplici appassionati e studenti. Il circuito non presenta solo esposizioni, ma è arricchito da iniziative ospitate in biblioteche, teatri, atelier, aziende, esercizi commerciali, piazze e strade. Novità di questa edizione, il Circuito sarà accompagnato da una guida cartacea ricca di approfondimenti, segnalazioni dei progetti più interessanti e un programma suddiviso per sezioni (tra cui “food”, che raggruppa i bar e i ristoranti che ospiteranno mostre di Off). Nel complesso, gli eventi delle giornate inaugurali sono tutti a ingresso gratuito (a eccezione di workshop e letture portfolio), in modo non solo da valorizzare lo spazio urbano e il patrimonio storico-architettonico di Reggio Emilia, ma anche di coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini e visitatori. Host Il Comune di Reggio Emilia, in collaborazione con aBcm, rilancia il progetto Host: la sezione del festival che prevede una partnership con i protagonisti principali della fotografia contemporanea internazionale per arricchire le giornate inaugurali di mostre, iniziative, incontri, proiezioni e workshop. Protagonista dell´edizione 2015 è l´agenzia Noor, con sede ad Amsterdam, composta da dodici fotografi provenienti da nove Paesi diversi: Nina Berman, Andrea Bruce, Stanley Greene e Jon Lowenstein (Usa), Pep Bonet e Sebastián Liste (Spagna), Bénédicte Kurzen (Francia), Yuri Kozyrev (Russia), Francesco Zizola (Italia), Alixandra Fazzina (Uk), Kadir van Lohuizen (Paesi Bassi) e Asim Rafiqui (Svezia / Pakistan). Ai Chiostri di San Pietro sarà esposta la mostra collettiva, a cura di Laura Serani, dal titolo A Noor journal on the changing planet, 2009 – 2015 dei fotografi dell’agenzia Nina Berman, Pep Bonet, Andrea Bruce, Alixandra Fazzina, Stanley Greene, Yuri Kozyrev, Kadir van Lohuizen, Jon Lowenstein, Francesco Zizola. La mostra si ispira a un progetto dedicato al cambiamento climatico ed è una sintesi delle due fasi di un lavoro intrapreso da Noor nel 2009, Consequences e Solutions. Arricchita da lavori recenti e produzioni inedite, la mostra propone una visione globale delle gravi problematiche presenti in diverse regioni del pianeta e delle pratiche di risoluzione messe in opera. La storia dell´agenzia, della sua indipendenza e del modo in cui riesce a coniugare il talento e la visione dei suoi dodici fotografi non sarà tuttavia raccontata solo attraverso gli scatti della mostra ma anche con i diversi appuntamenti in programma durante le giornate inaugurali di Fotografia Europea. Sarà infatti possibile frequentare workshop o partecipare a “pranzi d’autore” con i fotografi dell´agenzia Noor. Sabato 16 maggio, ai Chiostri di San Pietro alle 21.30, è in programma la Noor Night: un’occasione di incontro dei fotografi con il pubblico e di presentazione dei loro lavori attraverso interventi e proiezioni. A fine serata saranno proiettati anche i lavori che gli studenti dei workshop hanno realizzato sotto la direzione dei fotografi master di Noor. Quest’anno inoltre Reggio Emilia ospiterà nelle sale dell’Università l’Agm, Annual General Meeting di Noor, appuntamento annuale, una quattro giorni di riunioni a porte chiuse per pianificare il futuro dell’agenzia. Le Novità: Il Comitato Scientifico E Reggio Emilia Per Expo 2015 Da quest´anno, Fotografia Europea ha un comitato scientifico. Composto da due curatori già legati al festival da tempo (Elio Grazioli dell´Università degli Studi di Bergamo e Walter Guadagnini dell´Accademia di Belle Arti di Bologna) e dalla new entry Diane Dufour (Direttrice di Le Bal, nuovo spazio parigino nato su progetto dell´Associazione degli Amici di Magnum e dedicato alla rappresentazione del reale attraverso l´immagine in tutte le sue forme: fotografia, video, cinema, nuovi media), il comitato ha avuto innanzitutto il compito di valutare i 210 progetti fotografici ricevuti nella call pubblica dello scorso autunno. Sono otto i progetti selezionati per il circuito ufficiale di Fotografia Europea 2015: In viaggio con Darwin (Ákos Czigány), Asynchronous (Jules Spinatsch), Found Photos in Detroit (Arianna Arcara e Luca Santese), A Drop in the Ocean – Sergio Romagnoli (a cura di Alessandro Calabrese e Milo Montelli), St()ma (Bruno Pulici e Cristiano Calcagnile), Cluster | New Jersey Counties (Daniele Lisi), Blank (Luca Gilli) e Herculaneum (Marcello Grassi). L´altra grande novità della decima edizione di Fotografia Europea è la sua partecipazione a We A.re \ Reggio Emilia per Expo 2015, il progetto territoriale che accompagna l´Esposizione Universale di Milano in programma dal 1° maggio al 31 ottobre 2015. Nata con l´intento di promuovere il sistema cittadino e valorizzare le eccellenze produttive del territorio, nonché le ricchezze storiche, artistiche e culturali, l´iniziativa prevede una serie di eventi legati alla tripla A (“agricoltura, alimentazione e ambiente”), che è filo conduttore di Expo 2015. Il calendario degli appuntamenti è stato strutturato in modo da rafforzare la collaborazione e la sinergia tra gli stessi: durante il weekend di Fotografia Europea (sabato 16 maggio) sarà dunque inaugurata anche la mostra Noi – Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane, curata da Luca Molinari, critico e curatore di eventi internazionali e coordinatore scientifico dei cluster di Expo 2015 e allestita al Palazzo dei Musei. Un´esposizione che coinvolgerà tutta la struttura dell´edificio e proporrà una narrazione trasversale della terra, della sua comunità, della capacità di dare forma a prodotti, idee, modi di essere, pensare e stare insieme. Noi, così come Fotografia Europea 2015, rientra in una più generale riflessione aperta sul nostro presente: complesso, stratificato, in cerca di strade che permettano di costruire e raggiungere un futuro sostenibile e attento ai cambiamenti in atto, senza mai dimenticare il patrimonio di storie e saperi che una terra come quella della provincia di Reggio Emilia ha saputo distillare nei secoli. Il Catalogo Anche quest´anno il catalogo del Festival è curato da Silvana Editoriale e raccoglierà le opere in mostra, i saggi dei curatori e i contributi di critici e protagonisti della decima edizione di Fotografia Europea. Www.fotografiaeuropea.it    
   
   
LA VALLE D’AOSTA RITORNA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO  
 
Aosta, 11 maggio 2015 - Dopo due anni di assenza, la Valle d’Aosta sarà di nuovo presente con un proprio spazio espositivo al Salone internazionale del libro di Torino, in programma al Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio. Come sottolinea l’Assessore all’istruzione e cultura si è ritenuto importante che la Valle d’Aosta fosse di nuovo presente ad una manifestazione autorevole come il Salone del libro di Torino, dalla quale mancava da un paio di anni, e si è quindi deciso di investire per ritagliare quest’anno uno spazio di visibilità per la regione. L’iniziativa rappresenta una vetrina prestigiosa non solo nel panorama editoriale, ma anche alla luce del pubblico numeroso e interessato che ogni anno si presenta all’appuntamento. Per questa ragione, l’Assessore ribadisce che si è deciso di investire in questo tipo di azioni in quanto permettono di far conoscere e scoprire la Valle d’Aosta, sotto un profilo particolare come quello del suo patrimonio culturale, ad un pubblico attento e qualificato. Lo stand della Regione sarà allestito al padiglione 3 e curato dalla Struttura attività espositive dell’Assessorato dell’istruzione e cultura. In uno spazio di 40 mq saranno esposti i cataloghi d’arte che l’Amministrazione regionale ha realizzato in occasione delle varie mostre organizzate negli anni in Valle d’Aosta. Lo stand ospiterà anche – nei giorni di venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 maggio - la presentazione di alcune novità editoriali, con l’intervento degli autori. Inoltre, sabato 16 maggio, alle ore 11, sarà illustrato al pubblico il programma di Les Mots. Festival della parola in Valle d’Aosta, la cui edizione 2015 prenderà il via alla fine del mese di maggio. Quest’anno il Salone del libro di Torino celebra la sua 28a edizione. Il tema conduttore è “le meraviglie d’Italia”, la Germania è il Paese ospite.  
   
   
EDITORIA RELIGIOSA TRA DINAMICHE DI MERCATO E RICERCA DI SENSO PRESENTAZIONE DEL QUINTO OSSERVATORIO UELCI SULL’EDITORIA RELIGIOSA  
 
 Milano, 11 maggio 2015 - Sempre di più e sempre più giovani. Ma – e questa è la vera novità – anche sempre più non praticanti (o non credenti). Sono anche loro il nuovo “pubblico” dell’editoria religiosa, che si affianca a quello più “tradizionale”, così come emerge dal Quinto osservatorio sull’editoria cattolica, commissionato dall’Unione editori e librai cattolici italiani (Uelci) e curato dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana editori (Aie) e dal Consorzio Editoria Cattolica (Cec) che per la prima volta, eccezionalmente, sarà presentato a tutti nell’ambito dell’incontro Editoria religiosa tra dinamiche di mercato e ricerca di senso, in programma per giovedì 14 maggio alle 14 nell’Area Professionale del Padiglione 1 del Salone internazionale del Libro di Torino. Un osservatorio e un’indagine unica perché mettono a sistema tutti i dati reali di editori e distributori del settore ma soprattutto un esempio significativo di uno dei più evidenti casi di trasformazione di un settore, quello dell’editoria religiosa. Anche questa ha attraversato – e attraversa - la tempesta che ha investito tutta l’editoria italiana, non solo nelle dinamiche di mercato. L’editoria religiosa, anche con le sue librerie, si trova infatti oggi a fare i conti con la concorrenza di quella “laica”, con gli store on-line e gli e-book, tutti elementi che segnalano da un´altra angolazione le trasformazioni del suo pubblico. Appunto, il pubblico, i lettori. Chi legge oggi i libri religiosi? Tanti, sempre di più. Se si mettono a confronto due indagini sulla lettura - quella Istat del 2000 (che rilevava gli italiani con più di 6 anni di età lettori di almeno un libro all’anno) e quella Ipsos 2014 (che rileva quella degli italiani con più di 18 anni lettori) – si vede chiaramente che, pur con metodologie diverse di ricerca, in 14 anni i lettori di libri di argomento religioso sono letteralmente raddoppiati. E raggiungono oggi quota 5,7 milioni. Non basta. La vera curiosità nasce dal fatto che una fetta consistente di questi quasi 6 milioni di lettori è composta da non praticanti e non credenti. Parliamo di ben 4 italiani su 10: il 37,7% per la precisione. È l’onda lunga della testimonianza di Papa Bergoglio e dei fenomeni mediatici legati alla rinuncia di Benedetto Xvi o invece il bisogno di ricerca di un senso ad allargare la platea del mercato? E come giocano in questo processo editori “laici” e librerie sia laiche che religiose? O lo stesso e-commerce (fisico o digitale)? Interverranno, moderati da Giovanni Peresson, Andrea Angiolini (direttore editoriale de Il Mulino), Pier Luigi Cabri (direttore editoriale di Edb), Enzo Pagani (libreria Ancora e Vice presidente Uelci), Antonio Spadaro (direttore di «Civiltà Cattolica»).  
   
   
BRERA RACCONTA "IL PRIMATO DEL DISEGNO" NELLA TRADIZIONE ARTISTICA ITALIANA, DAL TRECENTO AL NOVECENTO MILANO, DA PALAZZO REALE A BRERA, RACCONTA COME I DISEGNI DEI GRANDI MAESTRI ABBIANO COSTRUITO IL MODO DI RAPPRESENTARE IL MONDO. IMPORTANTI PRESTITI DAL CASTELLO SFORZESCO E DAI PIÙ IMPORTANTI MUSEI INTERNAZIONALI  
 
Milano, 11 maggio 2015 - "Un formato sempre più consolidato, quello di affiancare i propri capolavori a opere provenienti da tutto il mondo per consentirne una lettura più approfondita e affascinante, fa di questa mostra sul disegno un appuntamento culturale fondamentale di Expoincittà - ha dichiarato l´assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Così come a Palazzo Reale, dove Leonardo traccia con la sua mano ´il disegno del mondo´, da domani anche a Brera si potrà comprendere la genesi di molte opere e capolavori, dal Rinascimento al Novecento, da Tintoretto a Boccioni, da Hayez a Segantini. Prestiti importanti da prestigiosi istituti d´arte e cultura, a partire dal civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco che presta otto splendidi disegni di Cambiaso, Appiani, Bossi, Hayez, Boccioni, Modigliani e Carrà". Così ha dichiarato l´assessore alla Cultura stamane alla presentazione della mostra "Il primato del disegno. I disegni dei grandi maestri a confronto con i dipinti della Pinacoteca di Brera. Dai Primitivi a Modigliani", aperta alla Pinacoteca di Brera fino al 19 luglio 2015. La Pinacoteca di Brera, grazie al suo legame con l’Accademia di Belle Arti, istituzione che in epoca neoclassica ha sostenuto la grande tradizione del disegno, conserva anche un ricco Gabinetto di Disegni. Un’importante selezione di tali opere su carta di Brera viene proposta in mostra accanto a prestigiosi prestiti dalle più importanti collezioni pubbliche italiane e straniere: dal Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, dal Louvre, dall’Albertina di Vienna, dal Metropolitan Museum, dalla Morgan Library, dagli Uffizi e ecc. Il tema dell’esposizione è l’arte del Disegno come strumento fondamentale per leggere e comprendere la pittura e raduna infatti esemplari scelti espressamente perché strettamente correlati ai quadri della Pinacoteca. Il confronto fra opere su carta e opere su tela (o tavola), molte delle quali espressioni cruciali della storia dell’arte italiana, permetterà di comprendere il rapporto tra la fase dello studio preparatorio e la stesura finale. La mostra si prefigge infatti di dimostrare come il disegno, dal Trecento al Novecento, sia costante fondamentale per la genesi dell’opera pittorica. Insignita da Giorgio Vasari di un ruolo prioritario rispetto alle altre arti, pittura, scultura e architettura, l’arte del Disegno fin dal Xvi secolo ha rappresentato un momento fondamentale per la formazione degli artisti (come conferma l’aneddoto di vasariana memoria del giovane Giotto intento a disegnare una pecora). L’itinerario espositivo ripercorre cronologicamente la storia delle scuole pittoriche italiane, a partire dai rarissimi esempi pisanelliani e di Stefano da Verona, e dalla straordinaria stagione della pittura veneta del Rinascimento, in cui Mantegna, Giovanni e Gentile Bellini, affrontano prospettiva e interesse per la natura e utilizzano il disegno come strumento di indagine della realtà. Segue una sezione dedicata a Leonardo e i Leonardeschi, fondatori in Lombardia di una vera e propria scuola del disegno: come per i dipinti del maestro, anche i disegni esposti mostrano un arricchimento di valori quasi cromatici, di sfumati e di effetti luministici. La rappresentazione dello spazio secondo la visione bramantesca compare in mostra grazie agli esempi di Bramantino, Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino, nelle loro figure tendenti alla geometrizzazione. Grazie a prestiti prestigiosi si è potuto riunire accanto all’unico disegno preparatorio conosciuto per lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, proveniente da Oxford, una serie di maestri raffaelleschi e manieristi fino a Parmigianino e Salviati, in un excursus che dalle forme pittoriche del primo Rinascimento giunge fino alla linea forzata dei grandi del tardo Cinquecento. Completano il panorama del Xvi secolo la scuola pittorica veneziana, rappresentata da Tintoretto e Paolo Veronese, e gli altri casi significativi dell’Italia settentrionale: Luca Cambiaso, noto per i suoi effetti di luce, e i Campi, maestri del realismo più naturale. Un capitolo speciale è dedicato a Federico Barocci, che per la sua attenta osservazione del vero, per la cura quasi maniacale per il disegno preparatorio, segna il passaggio verso l’epoca moderna. Il Seicento è rappresentato da diverse realtà geografiche: a Bologna la fondazione dell’Accademia degli Incamminati, da parte del Cardinal Paleotti, costituisce il primo esempio in Italia settentrionale di insegnamento basato sul disegno. In mostra compaiono gli importanti e rarissimi cartoni di Ludovico Carracci e Guido Reni, di proprietà della Pinacoteca e generalmente non visibili al pubblico. Conclude il secolo un interessante confronto con un disegno barocco di Pietro da Cortona. La sezione del Settecento è dedicata alla pittura, e di conseguenza al disegno, di genere; Giuseppe Maria Crespi, Londonio, Piazzetta, Canaletto e Guardi introducono alla pittura aneddotica, alla “pittura di carattere” e al vedutismo. L’epoca neoclassica è rappresentata da raffinate opere di Giuseppe Bossi e da un interessantissimo confronto fra un affresco strappato e il disegno preparatorio corrispondente di Andrea Appiani, entrambi di grandissimo formato. Grazie ad alcuni esemplari su carta di Hayez e Fattori si prende in esame l’Ottocento ed in particolare la visione romantica del Bacio, da un lato, e del realismo imperturbato e poetico, dall’altro. L’autoritratto di Segantini introduce invece al disegno del Novecento. Oltre alle opere costruite tradizionalmente basandosi sul disegno, da Boccioni, Modigliani, Carrà, Morandi, Sironi, Giacometti, Licini, il Novecento propone altre infinite possibilità, dalle avanguardie storiche, alla linea grafica come espressione del tormento umano del secolo. Oltre al percorso storico la mostra permette anche di addentrarsi nelle dinamiche di bottega degli artisti, di notare come un disegno poteva anche essere assunto come prova di contratto (Barocci), o poteva essere riutilizzato più volte (Francia) come cartone preparatorio ripetibile (Carpaccio), permette di osservare quanto spesso gli artisti disegnassero sul retro dei dipinti, tracciando figure e profili, vere e proprie prove di grande creatività, mai prima esposte al pubblico (Pietro Alemanno). Ma si scopre anche come gli artisti rielaborassero i disegni anche poco dopo l’esecuzione del dipinto, considerandoli concettualmente autonomi rispetto alla pittura (Morandi), o infine come elaborassero monocromi come documento di bottega, materiale di riferimento per conservare la memoria e i modelli, per un teatro degli affetti destinato a commuovere ancor più di un’opera dipinta (Giovanni Bellini). Www.pinacotecabrera.net  
   
   
LUOGHI DI CULTO: SENTENZA TAR VALE ANCHE PER MILANO  
 
 Milano, 11 maggio 2015 - "Non vorrei apparire monotona, ma ritengo utile e necessario ricordare a tutti, Comune di Milano compreso, che la legge della Lombardia sulla costruzione di nuovi luoghi di culto è perfettamente in vigore e va rispettata". Lo dichiara l´assessore regionale al Territorio e Urbanistica Viviana Beccalossi, commentando la notizia riguardante l´apertura delle buste da parte dell´amministrazione Comunale di Milano relative al bando per la realizzazione di luoghi di culto. "Non sono solo io a dirlo - spiega l´assessore - ma anche una recente sentenza del Tar della Lombardia, che respingendo il ricorso di una associazione islamica contro il Comune di Sesto Calende, ha ribadito che le norme approvate dal Consiglio regionale hanno piena efficacia". "La Legge lombarda - aggiunge l´assessore Beccalossi - indica percorsi precisi che tutti sono tenuti a rispettare, Comuni e confessioni religiose. Ha introdotto elementi di novità, come quello di porre come condizione d´accesso alla costruzione di un nuovo edificio di culto l´intesa con lo Stato prevista dall´articolo 8 della Costituzione e di sottoporre la richiesta di realizzarlo a procedura di Valutazione ambientale strategica. Iter che, a livello di pianificazione urbanistica - conclude Viviana Beccalossi - garantisce la partecipazione attiva dei cittadini, che in quella sede possono esprimere il sacrosanto diritto a dissentire o a presentare sul tavolo le problematiche connesse a una nuova realizzazione".  
   
   
CULTURA: FVG, NECESSARIA SEMPRE PIU´ CULTURA  
 
Udine, 11 maggio 2015 - "Attraverso conoscenza e sapere evitiamo di costruire totem e tabù" ha commentato l’ 8 maggio a Udine la presidente della Regione Debora Serracchiani che ha partecipato alla cerimonia di avvio del festival "Vicino/lontano", giunto nel capoluogo friulano alla sua 11.Ma edizione e quest´anno dedicato proprio ad una riflessione sui nostri totem e tabù attraverso un centinaio di eventi programmati da oggi sino a domenica prossima. "Un titolo indubbiamente intrigante ma quanto mai attuale", ha osservato Serracchiani, indicando che proprio "la conoscenza e il sapere ci possono aiutare ad evitare di costruire solo e soltanto totem e di guardare con sospetto solo e soltanto a dei tabù: la cultura fatta in questo modo, come proposto da Vicino/lontano, è il mezzo migliore, forse il più popolare e opportuno per riuscire a superare queste nostre differenze". "E´ dunque necessario fare sempre più cultura, avere ancora più cultura - ha indicato la presidente Serracchiani - ma soprattutto accettare le sfide culturali che stanno dietro ai cambiamenti, in qualsiasi settore". "Questi festival, le grandi espressioni artistiche che caratterizzano la nostra regione, rappresentano un ´must´ del Friuli Venezia Giulia, conosciuti e apprezzati in tutta Italia e a livello internazionale", ha quindi sottolineato il vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive Sergio Bolzonello. "Eventi di grande caratura e di eccellenza che aiutano a ´seminare´ bene nei nostri territori: a creare prospettiva e produzione, facendo crescere la comunità regionale e contribuendo, allo stesso tempo, attraverso i flussi generati, all´incremento delle nostre ´casse´". "Oggi cultura e turismo, vera attività economica - ha concluso Bolzonello - sono un binomio imprescindibile ed in questo senso c´è l´esigenza di una proposta culturale elevata ed importante in tutto il Friuli Venezia Giulia".  
   
   
VIDEOMOSTRA MULTIMEDIALE AL PALAZZO DELLA REGIONE - SINDONE, LE BELLE TRACCE. AFFRESCHI SINDONICI IN PIEMONTE E VALLE D´AOSTA CON ALTRI QUATTRO SCHERMI ON THE ROAD POSIZIONATI NEL CENTRO DI TORINO  
 
 Torino, 11 maggio 2015 - Oltre 120 affreschi della Sindone, presenti all’esterno di edifici privati e di culto sparsi sul territorio piemontese e valdostano, sono al centro della videomostra multimediale “ Sindone, le Belle Tracce. Affreschi sindonici in Piemonte e Valle d’Aosta ”, presentata questa mattina nella Sala Stampa del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165. Oltre allo schermo collocato nel Bookshop nel Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165, ve ne sono altri quattro nel centro di Torino: alla Biblioteca Universitaria Nazionale, in piazza Carlo Alberto 3; al Touring Club di via San Francesco d’Assisi; all’agenzia Superflash di Intesasanpaolo in via Bligny, angolo via Garibaldi, ed alla libreria San Paolo di via della Consolata. Una mostra dunque “on the road”, per dare al pellegrino ed al turista di oggi le stesse emozioni di quanti nel passato usavano camminare per vie, piazze e sterrati ammirando la formazione di questi affreschi sindonici. Non erano pochi gli sforzi dei pittori per trovare sia un luogo su cui dipingere le loro opere devozionali, sia un committente disposto a finanziare, spesso spuntando cifre irrisorie, il loro progetto. La mostra è stata curata da Raffaele Palma e Giuseppe Terzuolo, dell’associazione Caus (Centro arti umoristiche e satiriche), con fotografie di Davide Pescarolo e dello stesso Palma. Gli affreschi oggetto della videomostra si trovano non solo nel Torinese ma anche nel Biellese, Vercellese, Eporediese, Canavese, Valli di Lanzo, Valle di Susa, Monferrato, Roero, Cuneese, Saluzzese, Monregalese e nella Vallée. I filmati sono dunque visibili gratuitamente, passeggiando per le vie dei punti segnalati e fermandosi davanti alle vetrine allestite appositamente. La visione degli affreschi sindonici più belli e rappresentativi con le rispettive località durerà per tutto il periodo dell’Ostensione. Il video sarà dato in omaggio ad enti pubblici e privati che ne faranno richiesta a info@caus.It purché in possesso di schermo ed a solo uso gratuito, per la pubblica visione. Le immagini sono pubblicate anche su Youtube, social network e siti dedicati, al fine di far ammirare le più belle opere vernacolari di devozione popolare ed ex voto e sensibilizzare le autorità competenti alla salvaguardia ed al restauro degli affreschi sindonici deteriorati. Info: cell. 3396057369; mail: info@caus.It  
   
   
CULTURA E LEGALITÀ - "LA MUSICA LIBERA. LIBERA LA MUSICA", SESTA EDIZIONE DEL CONCORSO CHE SI ESPANDE CON LE NUOVE SEZIONI "FREE MUSIC! NO MAFIA!" E "HIP HOP". ISCRIZIONI DAL 9 MAGGIO, ANNIVERSARIO DELL´OMICIDIO DI PEPPINO IMPASTATO  
 
Bologna, 11 maggio 2015 - Torna il concorso regionale La musica libera. Libera la musica, alla Vi edizione, ed espande i suoi confini: abbraccia un tema di grande attualità con la sezione speciale Musica libera, dedicata alla legalità e contraddistinta dal logo “Free Music! No mafia!”. Si amplia la rosa dei partner aderenti (da 9 della passata edizione a 12) e crescono le sezioni musicali e quindi i premi (da 5 a 7). Altra novità di quest’anno la sezione dedicata all’Hip Hop. Ci saranno inoltre 9 palchi per le esibizioni dei vincitori e menzionati dalla giuria, messi a disposizione dai vari partner appartenenti a festival e realtà musicali tra i più interessanti della regione. Momento “clou” di questa edizione sarà la realizzazione di una serata sul tema della legalità in cui si alterneranno sul palco gruppi musicali ed ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo e verrà premiato il vincitore della sezione Musica libera- Free Music! No mafia! E’ previsto anche un concerto dedicato ai premiati delle passate edizioni del concorso, in apertura della manifestazione del Mei a ottobre 2015. Il concorso è realizzato dall’Assessorato regionale alla Cultura, Politiche giovanili e Politiche per la legalità e dall’Agenzia Comunicazione e Informazione della Giunta regionale in collaborazione con Mei, Meeting delle Etichette Indipendenti, Porretta Soul Festival, Scuola di musica popolare di Forlimpopoli, Festival La musica nelle Aie (Castel Raniero), Centro Musica di Modena, Estragon, Jazz Network (Crossroads: musica e altro in Emilia-romagna), Radio Bruno e i nuovi partner : Arci regionale, Libera Emilia-romagna, Politicamente scorretto (progetto dell’istituzione Casalecchio delle culture) e Lepida Tv. L’obiettivo è quello di stimolare la creatività giovanile e far riflettere sul tema della legalità, partendo dal linguaggio musicale, uno dei più universali. Oggi la presentazione nella sede della Regione, a Bologna, cui hanno partecipato rappresentanti di ogni realtà coinvolta nel progetto. “Un nostro impegno e punto di forza – ha commentato l’assessore regionale alla Cultura e Politiche per la Legalità, Massimo Mezzetti – è quello della diffusione di una cultura della legalità, o meglio della sua evoluzione in ciò che don Ciotti definisce cittadinanza responsabile. Per questo scopo la musica è un veicolo eccezionale, un linguaggio ideale per comunicare soprattutto con i giovani e sensibilizzarli verso tali tematiche. Questo ci ha spinto a creare la nuova sezione di concorso, a coinvolgere partner come Libera e Politicamente Scorretto, a far partire la macchina della selezione significativamente il 9 maggio, anniversario dell’omicidio di mafia di Peppino Impastato, voce libera che parlava da una radio libera”. Considerazioni condivise e rilanciate da Daniele Borghi di Libera Emilia-romagna, che ha inoltre ricordato un altro caduto di mafia, Pio La Torre, “padre della legge sulla confisca dei beni che ha permesso che a Roma, proprio un bene confiscato alla criminalità sia diventato sede della Casa del Jazz”. “La musica – ha sottolineato il presidente della Giuria del concorso e direttore dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Regione, Roberto Franchini – è per le sue caratteristiche di creatività e socialità tra le componenti essenziali dell’identità dell’Emilia-romagna”. Franchini ha inoltre ricordato che Magazzini Sonori, portale web regionale su cui si raccolgono le iscrizioni, attualmente contiene 10.798 brani musicali, ascoltabili interamente e gratuitamente, provenienti da 95 tra festival, teatri ed enti musicali della regione. Di questi oltre 3000 appartengono alla Free Zone alla quale sono iscritti 1.066 tra cantautori e band regionali. Nel periodo dei 3 mesi (dal 22 dicembre al 22 marzo 2015) Magazzini Sonori ha avuto 11.786 visitatori unici con circa 60 mila pagine viste. Radioemiliaromagna contiene invece 7.096 servizi in podcast (scaricabili dal portale), in gran parte appartenenti anche alle rubriche musicali :Magazzini Free Music, Scelto per voi, Meiweb Radio e Hit Parade di Radio Bruno. Nel periodo dei 3 mesi (dal 22 dicembre al 22 marzo) Radioemiliaromagna ha raggiunto 26.573 visitatori unici. Le pagine viste sono state 190.000 circa. Le iscrizioni partono il 9 maggio, anniversario dell’omicidio di Peppino Impastato, giornalista e attivista contro la mafia, e si concluderanno il 16 settembre. L’iscrizione si effettua esclusivamente sul sito www.Magazzini-sonori.it. Il concorso regionale, con la sezione speciale Musica Libera, offre l’opportunità ai musicisti dell´Emilia-romagna di concorrere due volte: sia con un brano relativo al proprio genere musicale (Pop, Rock, Folk, Jazz, Soul and R&b, Hip Hop ), che iscrivendosi alla suddetta sezione con un testo specifico sul tema della legalità. Possono concorrere i giovani artisti non professionisti, nati , residenti o domiciliati in regione. I premiati delle scorse edizioni possono concorrere solo per la sezione Musica Libera. I vincitori saranno stabiliti dall’incrocio tra il voto della Giuria e delle votazioni on line aperte a tutti (che si terranno dal 24 settembre al 4 ottobre). La giuria è formata da direttori dei festival partner, critici musicali e produttori. Il concorso offre premi in denaro per i primi classificati di ogni sezione. Vengono inoltre realizzati: il cd La musica libera. Libera la musica - Vi edizione, con le canzoni vincitrici e menzionate dalla giuria e un calendario di concerti, legati ai festival dei partner aderenti, in cui si esibiranno i vincitori. I vincitori verranno intervistati da Radioemiliaromagna (www.Radioemiliaromagna.it ), la radio web della Regione, e dai media partner. Le esibizioni dei vincitori verranno riprese da Lepida Tv e riproposte sulla tv digitale terrestre (canale 118). Le tappe del Concorso: Iscrizioni: dal 9 maggio al 16 settembre. Votazioni on line dal 24 settembre al 4 ottobre. Concerto premiati delle passate edizioni, organizzazione Mei dal 1 al 4 ottobre 2015. Riunione giuria per definizione vincitori - 5 novembre. Conferenza stampa - premiazione – novembre. Serata legalità: “Free music. No mafia! – Musica libera per la legalità” – dicembre. Le sezioni del concorso: Folk, Jazz, Pop, Hip Hop (nuova sezione), Rock, Soul e R&b, Musica Libera – Free Music! No Mafia! (sezione speciale). I Premi Per il vincitore di ogni sezione è previsto: - Premio in denaro (1000 euro) - Esibizione live in uno o più festival di riferimento partner dell´iniziativa - Inserimento del brano nel cd Libera la musica. La musica libera Vi edizione - Registrazione video dell’esibizione sul palco - Intervista su Radioemiliaromagna e i media partner - Promozione del brano in più occasioni durante l´anno Per il vincitore di Musica libera è previsto: - Premio in denaro (2000 euro) - Esibizione nella serata dedicata alla legalità - Diretta streaming della serata sui portali regionali - Inserimento del brano nel cd Libera la musica. La musica libera Vi edizione - Intervista su Radioemiliaromagna e i media partner - Promozione del brano in più occasioni durante l´anno in manifestazioni sulla legalità. La proclamazione e premiazione dei vincitori avverrà nel corso della conferenza stampa in Regione, in cui si annuncerà il Calendario dei concerti dei vincitori e dei finalisti selezionati, e la data e il programma della serata: “Free music. No mafia! – Musica libera per la legalità”.In questaoccasione ai vincitori verrà assegnata la metà del premio in denaro ( 500 euro) mentre il restante verrà consegnato durante la serata di esibizione del gruppo o del singolo cantautore sul palco del festival abbinato al proprio genere musicale. La serata finale è dedicata al tema della legalità e alla musica, con testimonial, artisti, protagonisti della lotta alla mafia. L’organizzazione è affidata ad Arci regionale in collaborazione con altri partner del concorso.