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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 23 Giugno 2015
VERTICI ORF DAL PRESIDENTE KOMPATSCHER: COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA  
 
Bolzano, 23 giugno 2015 - I due notiziari Orf "Südtirol heute" e "Tirol heute" sono esempi di progetti di successo nella cooperazione transfrontaliera: ne hanno convenuto il presidente della Provincia Arno Kompatscher e il direttore generale dell´Orf Alexander Wrabetz il 22 giugno a Bolzano. In futuro la collaborazione potrà essere ampliata al Trentino. Assieme al direttore della sede Orf del Tirolo Helmut Krieghofer, il direttore generale dell´emittente di Stato austriaca Alexander Wrabetz ha fatto visita al presidente Kompatscher a Palazzo Widmann. Wrabetz ha confermato che per l´Orf l´informazione a tutto tondo e di qualità sull´Alto Adige resta un impegno importante. L´audience del Tg "Südtirol Heute" in Alto Adige ma anche in Tirolo è la prova che i cittadini di Alto Adige, Tirolo del nord e Tirolo dell´Est sono interessati a quanto succede nelle aree provinciali confinanti. Il presidente Kompatscher ha ricordato che "Südtirol heute" e "Tirol heute" sono due progetti esemplari di collaudata cooperazione transfrontaliera e che il prossimo passo potrà essere un ampliamento di tale collaborazione di informazione televisiva nell´Euregio, con il coinvolgimento del Trentino.  
   
   
FVG, PERSONALE: A LUGLIO COLLOQUI PER SELEZIONE GIORNALISTI  
 
Trieste, 23 giugno 2015 - E´ prevista entro luglio la conclusione dei colloqui con i candidati all´assunzione, a tempo determinato per due anni prorogabili a tre, di un´unità di personale con contratto di lavoro giornalistico nella categoria C - redattore ordinario - per le esigenze dell´Amministrazione regionale e dell´Agenzia di stampa Regione Cronache. Lo comunica la Direzione generale della Regione, presso la quale sono incardinate le procedure concorsuali, precisando che la Commissione valutatrice ha già esaminato i curricula dei candidati e ha fissato per i colloqui le giornate feriali dal 22 al 30 luglio prossimi. Complessivamente sono state presentate 49 domande.  
   
   
CULTURA - "EMILIA-ROMAGNA TERRA DI CINEASTI": PARTE A BOLOGNA UNA GRANDE MOSTRA-OMAGGIO PER I MAESTRI CHE COSÌ TANTO HANNO DATO AL MONDO DEL CINEMA. L´ESPOSIZIONE È PROMOSSA DALLA FONDAZIONE CINETECA DI BOLOGNA COL SOSTEGNO DELLA REGIONE  
 
Bologna, 23 giugno 2015 - “Partiamo da una constatazione di fatto: in questa regione è nata e si è formata gran parte dei migliori cineasti italiani”. Così Renzo Renzi racchiudeva, in poche parole, l’immensa storia cinematografica dell’Emilia-romagna, capace nei decenni di sfoderare autori come Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Valerio Zurlini, Florestano Vancini, Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Pupi Avati, Giorgio Diritti. Ora una mostra, promossa dalla Cineteca di Bologna, col sostegno della Regione Emilia-romagna e la partecipazione di Ferrovie dello Stato Italiane e delle società del Gruppo Grandi Stazioni, Centostazioni e Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), Ferrovie dell’Emilia-romagna (Fer), li raccoglie tutti: Emilia-romagna terra di cineasti, questo il titolo del percorso allestito in sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio a Bologna, la cui inaugurazione si terrà martedì 23 giugno alle ore 20.30, seguita, alle ore 21.45 dalla proiezione in Piazza Maggiore del documentario Le radici dei sogni di Dario Zanasi e Francesca Zerbetto e dal classico di Valerio Zurlini, interpretato da Claudia Cardinale, La ragazza con la valigia. La mostra, a cura di Gian Luca Farinelli, Antonio Bigini e Rosaria Gioia, sarà aperta fino al 6 settembre tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18 (il mercoledì e il venerdì dalle 10 alle 22.30) a ingresso gratuito. Un percorso che avrà il suo centro a Bologna, ma che accoglierà, nelle stazioni ferroviarie di Bologna Av, Ferrara, Parma, Rimini, Piacenza, Carpi (Mo), Porretta Terme (Bo), Alfonsine (Ra), Riccione (Rn), Guastalla (Re), i viaggiatori di tutta la regione, raccontando loro, attraverso esposizioni fotografiche, le storie di cinema che ciascun territorio ha saputo raccontare.La scelta di queste location non è casuale:molte delle stazioni selezionate sono state, infatti, set cinematografici per film che hanno fatto la storia del cinema italiano. L’esposizione è stata presentata alla stampa oggi, presenti Massimo Mezzetti, assessore alla Cultura della Regione Emilia-romagna e Gian Luca Farinelli, direttore della Fondazione Cineteca di Bologna. “Questa mostra ci aiuta a capire meglio quale sia stato l’enorme peso dell’Emilia-romagna nel cinema mondiale ed è un ulteriore tassello di un mosaico che stiamo componendo per aiutare questa regione a tornare a essere, a tutti gli effetti, un punto di riferimento di primo piano per chi fa e per chi vede il cinema”, ha affermato l’assessore Mezzetti, il quale ha anche annunciato che “entro pochi giorni vareremo i primi bandi legati ai finanziamenti definiti dalla legge regionale per il sostegno al cinema. Il nostro è un percorso di rilancio che si incrementerà sempre più e che già sta attirando molte attenzioni dall’Italia e dall’estero. Stiamo anche lavorando per giungere a presentare i successivi bandi di finanziamento al Festival internazionale di Berlino”. Presentazione dei curatori “Perché alcuni dei maggiori cineasti italiani sono emiliano-romagnoli? E perché molti dei momenti più innovativi e sorprendenti della storia del cinema italiano sono avvenuti nella regione? In occasione di Expo, la Cineteca di Bologna, in collaborazione con la Regione Emilia-romagna, ha scelto di raccontare, con un’esposizione la straordinaria fertilità cinematografica di queste terre. È forse impossibile rendere conto di tutti gli sceneggiatori, i registi, i tecnici e gli artigiani emiliano-romagnoli che a vario titolo hanno dato il loro contribuito alla storia del cinema italiano, ma abbiamo voluto cogliere l’occasione per avviare una riflessione sulle radici del cinema in Emilia-romagna, proprio nell’anno in cui la nostra regione ha deciso di investire sulla produzione cinematografica. La mostra, pensata in funzione degli spazi storici della Sala d’Ercole a Palazzo d’Accursio, e che si svolge nello stesso periodo delle proiezioni di Piazza Maggiore, si articola in un doppio percorso. Nella parte esterna un dialogo aperto tra pellicole, testi e testimonianze, permetterà ai visitatori di rileggere la storia del cinema italiano da una prospettiva emiliano-romagnola, evidenziando l’affinità elettiva che da sempre lega il cinema alla nostra regione. Il pubblico potrà così riscoprire, o incontrare per la prima volta, film di autori come Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Valerio Zurlini, Florestano Vancini, Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Pupi Avati e Giorgio Diritti. Il percorso interno tenta invece in maniera più suggestiva di interrogarsi sulle ragioni di questa straordinaria fioritura. Muovendo dalle idee e dagli spunti seminati da Renzo Renzi, che per primo si occupò del cinema emiliano-romagnolo nell’articolo che dà il titolo alla mostra, un gioco di rimandi tra film, testi e fotografie punterà l’attenzione su un retroterra culturale, geografico e sociale unico, che ha fatto dell’Emilia-romagna una regione a naturale vocazione cinematografica. L’esposizione ha un suo prolungamento ideale all’interno delle stazioni ferroviarie di dieci città sparse su tutto il territorio. Le stazioni della regione sono spesso state set reali o immaginari di memorabili pellicole: da Estate violenta (Bologna) a La ragazza con la valigia (Parma), da I vitelloni (Rimini) a Il giardino dei Finzi-contini (Ferrara). Attraverso approfondimenti sui più importanti film girati nelle varie città, i viaggiatori più curiosi potranno così scoprire la straordinaria storia del nostro cinema. Si tratta di una mostra che invita a viaggiare, per visitare anche i grandi archivi cinematografici che la regione ospita: quello di Cesare Zavattini a Reggio Emilia, di Michelangelo Antonioni a Ferrara, di Federico Fellini a Rimini, di Pier Paolo Pasolini a Bologna o di Tonino Guerra a Pennabilli. In quest’ottica si inserisce anche il progetto sul cineturismo, realizzato sempre in collaborazione con la Regione. Un sito web offre una mappatura dei principali film girati sul nostro territorio, proponendo dei percorsi cineturistici rivolti agli appassionati per riscoprire luoghi più o meno noti delle nostre città attraverso gli occhi dei grandi maestri. Al termine della mostra proponiamo il bel documentario dedicato al legame fatale tra cinema ed Emilia-romagna: Le radici dei sogni di Francesca Zerbetto e Dario Zanasi, che la Cineteca distribuirà prossimamente in dvd e che abbiamo scelto come film di battesimo per l’inaugurazione della mostra”. Bologna È la città di Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore e regista tra i più grandi, che qui girò alcune scene di Edipo re (1967) e Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975). È la città di Valerio Zurlini, autore tra i più raffinati del cinema italiano, che proprio alla stazione di Bologna ambientò il finale di Estate violenta (1959). Bologna è la città di Gino Cervi, maschera emiliana per eccellenza, e di Pupi Avati, cantore come nessun altro di queste terre, che da solo ha realizzato più di due quinti dei film girati in città. È la città di Giorgio Diritti, che ha commosso l’Italia con il suo L’uomo che verrà (2009), ricostruzione della strage di Marzabotto. Ma è anche la città di registi come Gianfranco Mingozzi, Gian Vittorio Baldi, Carlo di Carlo; delle serie tv scritte da Carlo Lucarelli (L’ispettore Coliandro), di Gianni Zanasi, Fabio Bonifacci, e di un importante produttore come Beppe Caschetto. Tra i classici girati a Bologna, ricordiamo: Hanno rubato un tram (1953) di Aldo Fabrizi; Il cardinale Lambertini (1954) di Giorgio Pastina; La banda Casaroli (1962) di Florestano Vancini; Una bella grinta (1964) di Giuliano Montaldo e Fatti di gente perbene (1974) di Mauro Bolognini. Curiosità: Federico Fellini girò al piazzale Ovest della stazione ferroviaria alcune scene di Roma (1972). Ferrara È la città di Michelangelo Antonioni, di Florestano Vancini, autore di film di impegno civile tra i più riusciti del cinema italiano, di Folco Quilici, maestro del documentario. Antonioni ambientò a Ferrara due lungometraggi, il primo e l’ultimo: Cronaca di un amore (1950) e Al di là delle nuvole (1995). Vancini la scelse per La lunga notte del ’43 (1960), il suo capolavoro. Altre pellicole essenziali sono state girate nella città e nella provincia di Ferarra: Ossessione(1943) di Luchino Visconti, Il mulino del Po (1949) di Alberto Lattuada; Il giardino dei Finzi-contini (1970) di Vittorio De Sica; Gli occhiali d’oro (1987) di Giuliano Montaldo; Il mestiere delle armi(2001) di Ermanno Olmi. Rimini È la città del Maestro, Federico Fellini, che qui ambientò molti suoi film ma non ne girò nessuno. “Fellini è riminese, ma il suo vero paese è Cinecittà”, ricordava Tonino Guerra, altro grandissimo protagonista del cinema italiano, anche lui romagnolo. Insieme hanno scritto Amarcord(1973) il più bel ritratto che un regista abbia mai dedicato alla propria città natale. Da I vitelloni (1953) a La città delle donne (1980), tutte le anime di Rimini, balneare, paesana, contadina, sono state celebrate da Fellini. Rimini è stata set di molte altre pellicole, ma un titolo valga per tutte: La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlini, in cui si sprigiona tutto l’inatteso fascino di una Rimini invernale. Piacenza È la città di Marco Bellocchio, regista tra i più audaci e originali del cinema italiano, sguardo obiettivo sul nostro Paese. Indimenticabile resta il suo esordio, I Pugni in tasca (1965). Girato tra Piacenza e Bobbio da un Bellocchio poco più che ventenne, è il film che meglio testimonia la vitalità e la rabbia non sopita del cinema italiano di quegli anni. A Piacenza Bellocchio è tornato nel 2002 per girare, sulle orme di Verdi, Addio del passato. Bobbio è invece il set di Sorelle mai (2010), film intimo e familiare nato dal laboratorio Farecinema che ogni estate il regista tiene nel suo paese natale. A Bobbio, Bellocchio è tornato lo scorso anno per girare il suo ultimo film, L’ultimo vampiro (2015). Parma È la città di Bernardo Bertolucci, figlio di Attilio, e maestro di fama internazionale. A Parma Bertolucci ha ambientato il suo secondo film, Prima della rivoluzione (1964), manifesto di una generazione che di lì a poco sarebbe deflagrata nella contestazione del ’68. Parma è la città di Giuseppe Bertolucci, fratello di Bernardo, autore di film anomali e preziosi, come Segreti segreti (1984) in parte girato qui. Parma ha dato i natali anche ad Alberto Bevilacqua, che qui girò la sua Califfa(1970), e a due grandi sceneggiatori come Enrico Medioli e Luigi Malerba. Tra le tante pellicole che sono state girate qui, ne ricordiamo due, imprescindibili: La ragazza con la valigia(1961) di Valerio Zurlini e La parmigiana (1963) di Antonio Pietrangeli. Riccione Il regista che più di ogni altro è legato a Riccione è forse il bolognese Valerio Zurlini, che qui ambientò uno dei suoi film più belli, Estate violenta (1959): “Riccione forse rimane, nonostante la sua decadenza, l’unico luogo nel quale in qualche modo io riesca a riconoscermi e a rintracciare una continuità di vita, perché nei rari viali ancora ombrosi e verdi, e nella spiaggia che l’autunno e l’inverno restituiscono a una vasta solitudine desolata ma non opprimente, è custodita tutta l’ingenuità della mia infanzia e vi riecheggiano gli interrogativi senza risposta della primissima giovinezza”. Porretta Terme Pupi Avati è certamente il regista più attaccato ai paesaggi dell’Appennino bolognese. A Porretta terme Avati ha ambientato due dei suoi film più lirici e riusciti: Una gita scolastica (1983) e Storia di ragazzi e ragazze(1989). Novecento (1976), uno dei capolavori di Bernardo Bertolucci, ha molte scene girate a Guastalla: “Novecento è un monumento alle contraddizioni di questo sistema, un film comunista pagato dagli americani; e poi la contraddizione tra il contadino e il borghese, quella tra gli attori hollywoodiani e i veri contadini emiliani, tra la finzione e il documentario, tra l’epica e l’intimismo. Volevo fare scoppiare, far scattare queste contraddizioni”. Carpi È la città di Liliana Cavani, una delle grandi donne registe del cinema italiano. Con il suo primo film, Francesco d’Assisi (1966), interpretato da Lou Castel, ci ha dato un ritratto laico e scandaloso del santo, in cui già si avverte quell’inquietudine generazionale che di lì a poco sarebbe sfociata nella contestazione del ’68: “Lou era una specie di beat ante litteram e così Francesco diventò quello che doveva diventare, un beat. Era la cosa che mi piaceva di Francesco d’Assisi, lo vedevo come un poeta più che un santo”. A Carpi la Cavani ha girato anche Dove siete? Io sono qui (1993). Alfonsine Ad Alfonsine sono girate alcune scene di Caccia tragica (1947), uno dei grandi film del neorealismo ed esordio di un maestro del cinema come Giuseppe De Santis. Qui ha lavorato anche Giuliano Montaldo, regista molto legato alla nostra regione, per raccontare una storia di Resistenza: L’agnese va a morire (1976). La stazione di Alfonsine è quella da cui parte Il treno va a Mosca (2013) di Federico Ferrone e Michele Manzolini, film che racconta l’utopia del comunismo attraverso gli occhi del barbiere del paese  
   
   
LA BASILICATA A “LA MILANESIANA”, MATERA PROTAGONISTA  
 
Potenza, 23 giugno 2015 - Continua la serie di appuntamenti “fuori Expo” della Basilicata a Milano, con la partecipazione dell´Apt a “La Milanesiana”, la kermesse di letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia e teatro ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi e giunta alla sua sedicesima edizione, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. A partire dal 23 giugno, particolare risalto avranno sia la regione che Matera, con l’inaugurazione della mostra “La Lucania di Henry Cartier-bresson. Immagini di un’Italia ritrovata”, in programma per le 11 di martedì, nella sala Buzzati, nella sede della Fondazione Corriere della Sera. “A Matera, – recita il testo di presentazione – città a lungo dimenticata e abbandonata persino dai suoi abitanti, oggi splendente e invidiata Capitale europea della Cultura 2019, Cartier-bresson, tra gli anni ’50 e ’70, ha dedicato meravigliosi scatti di cui la Milanesiana presenta una selezione a cura di Vincenzo Trione”. La mostra è realizzata in collaborazione con il Centro Rocco Scotellaro di Tricarico, che ha fornito le fotografie. «Poiché il tema della Milanesiana è “Ossessioni e manie” – ha affermato il direttore generale Apt, Gianpero Perri, nella conferenza stampa tenuta alcune settimane fa – nel nostro caso possiamo parlare di “ossessione del riscatto”, in quanto per noi è molto bello poter portare a Milano nell’anno di Expo la storia di Matera e del suo riscatto, a partire dal riconoscimento di patrimonio mondiale da parte dell’Unesco fino alla proclamazione di Capitale Europea della Cultura per il 2019. Con la mostra di Cartier-bresson portiamo inoltre una narrazione che rafforza l’immagine straordinaria di una città che rappresenta un po’ il destino di tutta la Basilicata e speriamo di tutto il Sud: un Sud che non si ripiega su se’ stesso e che cerca di ripartire dalla cultura per generare economia che faccia in realtà sperare in un futuro migliore». Durante la permanenza della mostra, in programma fino al 16 luglio, si terranno una serie di appuntamenti ed incontri su Matera e la Basilicata, con dibattiti e proiezioni di film all’interno della sezione “Viaggio in Italia”. Il primo di questi è in programma per in giorno 30 giugno e vedrà anche la partecipazione dei critici d’arte Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio, inoltre spazio anche all’artista lucano Silvio Giordano nei giorni 30 giugno, 1 e 2 luglio.  
   
   
DURA PRESA DI POSIZIONE DEL PRESIDENTE OLIVERIO CONTRO IL SITO DEI MUSEI CALABRESI  
 
Catanzaro, 23 giugno 2015 - Il Presidente della Regione Mario Oliverio in una nota afferma: “Ad essere chiari fin da subito, c’è solo una cosa da dire: il sito  www.Museidellacalabria.It   è la dimostrazione evidente non solo di come sia possibile sperperare il denaro pubblico senza alcun beneficio, ma anche, e ancor di più, dell’assoluta mancanza di sensibilità culturale di chi mi ha preceduto, che di quel sito è l’artefice”. “Un sito –prosegue la nota- statico, incompleto, graficamente povero, privo di una ispirazione progettuale diversa dalla mera elencazione, e che presenta al pubblico – nazionale e internazionale – una immagine distorta e approssimativa della Calabria e del suo grande patrimonio storico e culturale. Se voleva – e doveva – essere il bigliettino da visita della regione Calabria, quel sito è invece tale da provocare un effetto di fuga. Dico questo con molta sofferenza perché credo veramente che la cultura sia uno dei più potenti attrattori per il turismo e un volano per lo sviluppo economico. Proprio per questo, nella mia precedente esperienza amministrativa, mi sono adoperato per costruire la rete dei musei della provincia di Cosenza e darne una adeguata proiezione online (www.Retemuseale.provincia.cs.it) “Chiederò ora agli uffici dell’amministrazione –afferma il Governatore della Calabria-di ricostruire attentamente la procedura seguita negli anni scorsi, prima di tutto per capire cosa è successo, dove sono confluite le risorse economiche e poi per intervenireradicalmente ove ancora possibile. Una cosa è certa: il sito dei musei calabresi dimostra ancora una volta che questa Regione ha bisogno di assoluta trasparenza nella gestione amministrativa, di introdurre processi decisionali partecipati, di valorizzare le energie sociali e culturali che animano questa terra e che hanno voglia di esprimersi e di partecipare ad un processo collettivo di rinnovamento”. “Per tutte queste cose –conclude Oliverio- il web è uno strumento potente. Trattarlo con insipienza è il danno peggiore che si possa fare alla Calabria”  
   
   
LA REGIONE LAZIO SOSTIENE E RILANCIA IL POLO ARCHEOLOGICO DI CERVETERI  
 
Roma, 23 giugno 2015 - La Regione in prima linea per valorizzare il sito archeologico di Cerveteri: un posto meraviglioso, un’altra bellezza del Lazio che renderà ancora più forte il territorio attirando turisti e visitatori. Ecco in particolare alcuni degli impegni intrapresi dalla Regione: Il nuovo centro d’accoglienza per i turisti nel polo archeologico. Per realizzare questo Visitor center la Regione ha messo a disposizione 400mila euro che si aggiungono ai circa 1,5 milioni di fondi europei destinati a opere infrastrutturali su questo sito. Quasi 2 milioni di euro in totale per mettere in piena luce questa meraviglia. Tra le altre cose, insieme al Comune, la Regione sta lavorando anche su altri progetti: Il sistema delle città d’Etruria del Lazio. La Regione è al lavoro insieme al comune di Cerveteri per mettere sempre più in relazione questo sito con una serie di altri poli turistici e culturali. Insieme a Tarquinia e al Castello di Santa Severa si sta infatti procedendo a dar vita a un triangolo dell’Etruria meridionale e a un sistema delle città d’Etruria del Lazio, insieme al Ministero. Gli altri impegni della Regione per sostenere Cerveteri e il turismo. Dall’impegno per creare un indotto attorno al turismo grazie alle nuove infrastrutture, alle esposizioni, alle teche digitali in 3d fino alla realizzazione di piattaforme in cui il patrimonio archeologico sia collegato al mare, al divertimento, a eventi culturali, con un legame solido con la terra e i suoi prodotti. Tra le altre cose in questo sito la Regione sta sostenendo anche la digitalizzazione, tramite il progetto "Cerveteri e gli Etruschi" che ha consentito di digitalizzare alcune tombe e le teche del museo, con la collaborazione di Piero Angela. "E´ una giornata importante per il Lazio e per l´Italia, perché si dimostra quanto le istituzioni possono fare se lavorano unite e con un obiettivo strategico che va in una direzione – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: così si dimostra che con la cultura si mangia, si crea buon sviluppo. La vera tragedia dell´Italia e´ avere tante meraviglie ma un sistema fragile. Questi tesori vanno tutelati, curati, promossi e fruiti con il rispetto che si deve verso ciò che abbiamo ereditato dal passato"- ha detto ancora Zingaretti.  
   
   
ECOLE DES MAITRES: SERRACCHIANI, TEATRO SU TEMI DI PROFONDO INTERESSE  
 
Udine, 23 giugno 2015 - "Il lavoro svolto dall´Ecole des Maîtres attraverso maestri di grande rilievo è estremamente importante ed è anche un modo per far sì che la cultura tocchi in modo trasversale tanti temi. Quest´anno sono particolarmente affascinata dal progetto su cui si concentrerà il regista Buljan, ovvero "il Capitale" nella rilettura dell´opera dell´economista francese Piketty dedicata ai meccanismi del capitalismo contemporaneo". Lo ha sottolineato la presidente della Regione Debora Serracchiani, alla presentazione della ventiquattresima edizione del corso internazionale di perfezionamento teatrale itinerante sostenuto per l´Italia dall´azione di sistema triennale 2015-2017 del Mibact-ministero dei beni e delle attività culturali e della Regione Friuli Venezia Giulia. Durante l´Ecole, Ivica Buljan, attuale direttore del settore prosa del Teatro Nazionale di Zagabria, cercherà di rendere visibili allo sguardo diverse espressioni di Capitale e più temi sociali ad esso correlato, costruendo immagini per una sperimentazione teatrale/performativa/partecipativa di uno dei concetti chiave della realtà moderna, che tenga conto anche delle riflessioni di un autore che si è preoccupato in maniera ossessiva delle stesse questioni, come Pier Paolo Pasolini, e si nutra anche di frammenti da testi di Shakespeare, Koltès, Molière, Marx, Foucault, Bourdieu, Anders. "Condivido l´analisi di Buljan secondo cui esistono dei temi che abbiamo espulso dalla nostra capacità di riadattamento e rilettura. Le stesse nuove generazioni non hanno percezione approfondita di alcuni passaggi della storia, perché - banalmente - il sistema scolastico non riesce a fare affrontare periodi di storia contemporanea nel programma", ha rilevato Serracchiani. Quest´anno il corso vedrà accanto ai partner storici - Italia, Francia, Belgio e Portogallo - anche la Slovenia, sesto partner dopo l´ingresso della Croazia nel 2014. A livello europeo, l´Ecole è promossa in partenariato fra il capofila Css Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia (Italia), Crepa - Centre de Recherche et d´Expérimentation en Pédagogie Artistique (Cfwb/belgio), Tagv - Teatro Académico de Gil Vicente, Colectivo 84 (Portogallo), La Comédie de Reims, Centre Dramatique National (Francia), e dal 2014 Croatian National Theatre / World Theatre Festival (Croazia). Il corso si svilupperà, come di consueto in forma di atelier itineranti, dal 16 agosto al 13 settembre e successivamente fino al 17 ottobre 2015 e avrà come sedi di lavoro in Italia, Udine (dal 16 al 27 agosto, al Teatro S. Giorgio) e Zagabria (dal 29 agosto al 9 settembre). Gli esiti del workshop verranno presentati al pubblico in occasione di una lezione aperta a Udine (27 agosto), alla fine della sessione italiana del corso, e di sei dimostrazioni finali aperte al pubblico ospiti di altrettanti teatri in Croazia, Slovenia, Italia, Belgio, Francia e Portogallo. Selezionati prima attraverso un bando e, in una seconda fase, dalle audizioni nelle diverse commissioni nei sei paesi, gli allievi-attori sono quest´anno 21. Per l´Italia i quattro che hanno superato la selezione del 18 giugno a Roma sono: Yuri D´agostino, Silvia Pietta, Elisabetta Scarano, Giovanni Serratore.  
   
   
SAN MAURIZIO, PISAPIA: “RESTAURO RESTITUISCE A MILANO UN GIOIELLO STORICO E ARTISTICO”  
 
Milano, 23 giugno 2015 – Un altro gioiello storico e artistico viene oggi restituito alla città, ai milanesi e ai turisti, la chiesa di San Maurizio, un luogo dove fede e arte convivono da decenni. Qui ancora prima che, quasi vent’anni fa, iniziassero i lavori di restauro si è sempre prodotto cultura facendo diventare questo luogo il tempio della musica sacra. La chiesa, inoltre, si trova in un’area ricca di storia che molto racconta di Milano, delle sue radici antiche e multiformi”. Lo ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia intervenendo alla presentazione dei restauri della Chiesa di San Maurizio grazie alla collaborazione con Banca Popolare di Milano, Sovrintendenza delle Belle Arti e del Paesaggio e Touring Club Italiano. “La chiesa di San Maurizio con i suoi 4mila metri quadri di affreschi, il coro e la facciata, è stata interamente restaurata e recuperata grazie alla sinergia tra pubblico e privato che ormai da tempo rappresenta il Sistema Milano e che ha permesso di realizzare tante opere che hanno reso la città sempre più attrattiva e attraente, ponendola al centro del mondo. Un altro bel regalo per tutti noi”, ha concluso il Sindaco.  
   
   
CULTURA: PREMIO HEMINGWAY DA VALORE A FVG  
 
 Lignano Sabbiadoro, 23 giugno 2015 - Giunto alla 31.Ma edizione, il Premio Hemingway 2015 ha ufficialmente "laureato" al Kursaal di Lignano Sabbiadoro i suoi quattro prestigiosi vincitori: il sociologo statunitense Richard Sennett, per la sezione Avventura del pensiero, lo scrittore scozzese William Darlymple (per il settore Reportage), lo scrittore e giornalista Corrado Augias, il fotografo veneziano Luca Campigotto. Un Premio Hemingway (dedicato allo scrittore Usa che qui giunse nel 1954, anno in cui gli venne assegnato il Premio Nobel per la letteratura), come è stato ricordato dal primo cittadino di Lignano Luca Fanotto, che ha contribuito in modo efficace a Lignano e alla sua immagine turistica a livello internazionale; un evento, per la località balneare friulana e per l´intero Friuli Venezia Giulia, ha quindi evidenziato il vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive Sergio Bolzonello, di alta matrice culturale ma attraverso il quale si fa anche impresa, dando risposte importanti al nostro sistema economico. "E´ indubbio - ha aggiunto - che rendere centrale la cultura in tanti ´percorsi´ della regione non può che rendere competitiva la nostra società: anche la produzione infatti non può fare a meno di un chiaro substrato culturale", ha affermato Bolzonello. Un Premio, quello di Lignano, che non è solo riconoscimento letterario ma vero "momento di confronto sul pensiero e sulle idee" (ha osservato La conduttrice Elsa di Gati) e che da alcuni anni propone una fattiva collaborazione con Pordenonelegge, mettendo in rete strutture organizzative e azioni culturali d´eccellenza, ha dichiarato l´assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti. Nel corso delle interviste che si sono susseguite nella serata (il Premio è promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e la collaborazione della fondazione Pordenonelegge.it), Corrado Augias ha voluto testimoniare il suo amore per questi territori, "per un Friuli e una Carnia che ho iniziato ad amare con le poesie di Carducci", mentre Campigotto ha ricordato come una tra le sue fotografie più belle, scattata molti anni fa e "a cui più sono legato", rappresenta un´alba in bianco/nero molto scura e molto intensa sulla spiaggia di Lignano. La giuria dell´edizione 2015 era composta dagli scrittori Alberto Garlini e Gian Mario Villalta, dal poeta Pierluigi Cappello, dallo storico della fotografia Italo Zannier, dalla presidente della Regione Debora Serracchiani e dal sindaco di Lignano Luca Fanotto.