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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 23 Giugno 2015 |
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GLI EUROPARLAMENTARI VISITANO L´EXPO DI MILANO |
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Il 18 e 19 giugno, i membri delle commissioni per l´Agricoltura, l´Energia e il Commercio internazionale del Parlamento europeo hanno visitato l´Expo di Milano il cui slogan è "Nutrire il pianeta. Energia per la vita". Lo scopo della visita è quello di promuovere gli sforzi per migliorare la sicurezza alimentare globale, la lotta contro lo spreco alimentare e incoraggiare uno stile di vita sano. In totale 35 membri delle tre commissioni hanno visitato l´Expo. La delegazione era guidata da Czesław Adam Siekierski (presidente della commissione per l´Agricoltura), Bernd Lange (presidente della commissione per il Commercio internazionale) e Patrizia Toia (vicepresidente della commissione per l´Industria, la ricerca e l´energia). Anche il vice-presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani faceva parte della delegazione. In futuro altre delegazioni del Parlamento visiteranno l´Expo di Milano. Durante la conferenza stampa Clara Eugenia Aguilera Garcia (S&d), vice-presidente della commissione per l´Agricoltura e lo sviluppo rurale ha dichiarato: "Il cibo è un diritto umano. Nell´ue sia lo spreco alimentare sia la malnutrizione interessano quasi 20 milioni di famiglie". Anche per questo motivo "l´Europa non può rinunciare alla propria produzione alimentare e non può contare esclusivamente sul cibo di provenienza estera". Il presidente della commissione per il Commercio internazionale Bernd Lange ha dichiarato: "Abbiamo bisogno di accordi commerciali asimmetrici con i paesi in via di sviluppo per migliorare la loro sicurezza alimentare e aiutarli a sviluppare la loro produzione". Ha inoltre aggiunto: "Gli accordi commerciali devono migliorare le condizioni di vita delle persone che producono il cibo". Patrizia Toia (S & D, It), vice-presidente della commissione per l´Industria, la ricerca e l´energia ha aggiunto: "L´unione europea si trova ad affrontare una grande sfida alimentare e il ruolo della ricerca e dell´innovazione è essenziale per trovare le giuste soluzioni. Grazie anche al Parlamento europeo, il prossimo anno l´Istituto europeo di innovazione e tecnologia (Eit) concentrerà le sue attività sulle sfide legate al cibo". |
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GIUSTIZIA EUROPEA: AMMASSO PUBBLICO DELLO ZUCCHERO – AUMENTO DEI COSTI RELATIVI ALLA LOCAZIONE DEI DEPOSITI – INVENTARIO ANNUALE DELLE SCORTE |
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L’italia ha chiesto l’annullamento della decisione di esecuzione 2011/244/Ue del 15 aprile 2011, recante esclusione dal finanziamento dell’Unione europea di alcune spese sostenute dall’Italia. Il 7 maggio 2007 è stata avviata una verifica d’ispezione ad opera dei servizi della Commissione Ue presso la sede dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura («Agea»), a Roma (Italia), e nei depositi di magazzinaggio dello zucchero nella regione dell’Emilia Romagna (Italia). Tale ispezione riguardava l’applicazione da parte delle autorità italiane della normativa dell’Unione europea relativa all’ammasso pubblico dello zucchero. Secondo la Commissione talune spese sostenute, dagli organismi pagatori riconosciuti dall’Italia, e dichiarate a titolo Feaog e Feaga, relative all’ammasso dello zucchero, non erano conformi al diritto dell’Unione; la stessa Commissione proponeva rettifiche per un importo complessivo di Eur 2 077 637, calcolato sulla base delle seguenti violazioni: - un aumento del 35% delle spese di magazzinaggio dello zucchero, senza che le autorità italiane abbiano fornito alla Commissione prove che fossero stati effettuati controlli adeguati sulle ragioni dell’aumento; - i controlli d’inventario dello zucchero detenuto dall’organismo non sono stati effettuati prima del 30 settembre 2006. Il 15 aprile 2011, la Commissione ha adottato la decisione 2011/244/Ue, recante esclusione dal finanziamento dell’Unione europea di alcune spese relative alla misura di ammasso pubblico dello zucchero per gli esercizi finanziari dal 2006 al 2009, mediante rettifiche finanziarie puntuali e forfettarie per un importo complessivo di Eur 2 077 637. L’italia ha proposto il presente ricorso. Il Tribunale Ue respinge tutti gli argomenti fatti valere dall’Italia e il ricorso nel suo insieme. |
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AGRICOLTURA IN LOMBARDIA: SU PSR NESSUN RITARDO, PIANO PRONTO A PARTIRE |
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Torre d´Isola/pv - "Il Piano di sviluppo rurale della Lombardia non è in ritardo rispetto agli altri. Abbiamo aperto le stesse Misure di altre Regioni. Mi auguro che entro la fine del mese arrivi il documento definitivo: la negoziazione con l´Europa è terminata, il Psr è pronto. Siamo pronti a partire e a dare la possibilità ai cittadini di fare gli investimenti così come devono essere fatti". Lo ha spiegato l´assessore regionale all´Agricoltura Gianni Fava, a margine del suo intervento, a Torre d´Isola (Pavia), in occasione dell´Assemblea Coldiretti della provincia di Pavia. All´incontro hanno partecipato Ettore Prandini, presidente regionale Coldiretti e vice presidente nazionale, Wilma Pirola, presidente Coldiretti Pavia, Angelo Zucchi, capo Segreteria del ministro Politiche agricole Martina, e Marco Crotti, presidente Consorzio Agrario Terre Padane. Imprese Avanzino Proposte Di Investimento - "Le imprese devono farsi carico di avanzare proposte, svilupparle e contribuire con noi affinché queste siano finanziate da un lato e promosse dall´altro - ha aggiunto Fava -. Il nostro Psr è uno strumento di grande importanza, se ci sono idee e proposte. Buona parte del suo contenuto riguarda gli investimenti, è un obiettivo raggiunto battagliando, perché come noto, questa era una posizione contestata dalla Commissione, che lo aveva giudicato troppo sbilanciato sulle imprese". Ma non potrebbe che essere così, ha aggiunto l´assessore, "qui dove lo sviluppo rurale è legato alle imprese, un modello che con fatica abbiamo sostenuto in Europa, dove le sensibilità sono differenti". Liquidazione Contributi In Bilico - "Se, quindi, non siamo in ritardo rispetto a chiunque altro - ha sottolineato l´assessore lombardo -, mi preoccupa invece che siamo arrivati al 18 giugno e non abbiamo ancora il valore dei titoli definito. Nonostante Regione Lombardia avesse deciso di anticipare la Pac con un notevole sforzo economico". "Nessuno ci ha ancora detto quando li avremo - ha detto, in conclusione, Fava -: come si può istruire 31.000 pratiche di anticipo della Pac, se non sappiamo su che base fare i calcoli? E´ questo il Sistema-paese che vuole aiutare le imprese?". |
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LOMBARDIA, ASSICURAZIONI IN AGRICOLTURA:AGEA E MIPAAF SENZA FONDI, INACCETTABILE |
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Milano - "È inaccettabile che Agea comunichi solamente ora, abbondantemente fuori tempo massimo, che il Ministero delle Politiche agricole non è in grado reperire le risorse per il rimborso delle assicurazioni già contratte dagli agricoltori, lasciandoli di fatto scoperti. È una vergogna". È il commento dell´assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava, alla notizia, comunicata da ´Agricolae´, che, sulle assicurazioni relative all´anno 2014, le disponibilità di Agea "in assenza di fondi nazionali aggiuntivi, non consentono il pagamento integrale dell´aiuto fino alla misura massima del 65% della spesa ammessa a contributo". Da Roma Schiaffo A Imprese - "Questa notizia - aggiunge Fava - è uno schiaffo alle imprese agricole del territorio e agli imprenditori, che, con il loro lavoro, fanno sì che la Lombardia sia la prima regione agricola d´Italia, ma è anche l´ennesima dimostrazione che lo Stato italiano è fallito". Così, a un giorno di distanza dalla certezza che la Lombardia non potrà erogare in anticipo ai propri agricoltori le risorse della Pac, perché Mipaaf e Agea non hanno ancora definito il valore dei titoli della nuova Politica agricola comune, "oggi la conferma ulteriore che l´accoppiata Mipaaf-agea è inefficiente", dice l´assessore Fava. Soldi Ci Sarebbero, Con Un Pon Da 1.680 Milioni - "Eppure - ricorda - i fondi ci sarebbero, dal momento che 1.680 milioni di euro che lo Stato ha trattenuto alle Regioni per il Pon (Piano Operativo Nazionale) sulle assicurazioni, ma che, a oggi, non ha visto la luce. L´apoteosi dell´inefficienza". "Una situazione - conclude l´assessore lombardo -, che dovrebbe portare quanti teorizzavano la centralizzazione dei servizi e delle deleghe in agricoltura a Roma e in Agea a chiedere scusa". |
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AGRICOLTURA: FVG, SINERGIA TRA ORGANIZZAZIONI SU TEMI PRIORITARI |
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Udine, - L´assessore regionale all´Agricoltura, Cristiano Shaurli, ha partecipato a una riunione del consiglio direttivo della Coldiretti del Friuli Venezia Giulia, per illustrare le strategie della Regione nei confronti del settore primario, e in particolare a favore delle aziende, e per acquisire dall´organizzazione del mondo rurale elementi utili al fine di programmare un percorso che dovrà essere per buona parte condiviso con le rappresentanze del comparto. Come ha evidenziato l´assessore, intervenuto a concludere l´incontro dopo la dettagliata relazione sullo stato e sulle attese delle aziende rurali del Friuli Venezia Giulia, del presidente regionale della Coldiretti, Dario Ermacora, e dei presidenti provinciali, anche per i prossimi anni la sfida dell´agricoltura verso la ripresa e lo sviluppo sarà fondata sulla capacità di interpretare le attese dei consumatori. Sono infatti crescenti, ha detto l´assessore, la consapevolezza rispetto ai valori cardine dell´agricoltura moderna, e l´attenzione, dei cittadini, verso elementi quali la qualità, la provenienza, la certificazione e il percorso di filiera dei prodotti agroalimentari. Rappresentano le note caratteristiche di un settore che crede nelle proprie energie e nelle prospettive, ed è in grado di guardare avanti, verso una crescita ulteriore. Inoltre, secondo l´assessore Shaurli, ci sono i margini di manovra per poter favorire lo sviluppo del mondo rurale del Friuli Venezia Giulia. La Regione, ha puntualizzato, sarà accanto agli agricoltori e alle organizzazioni che li rappresentano, per affrontare un percorso condiviso che assecondi, per esempio, il ricambio generazionale e la continuità nella conduzione delle attività agricole. L´amministrazione regionale, ha precisato Shaurli, sarà vicina al settore primario anche facendo delle scelte prioritarie. Che potranno essere condivise dalle organizzazioni con un confronto costruttivo. Nel corso della riunione, Shaurli ha potuto toccare le problematiche principali dell´agricoltura regionale, anticipando parte del percorso che intende tracciare già nelle prossime settimane per superare alcune criticità. Ha per esempio annunciato che i primi bandi del Psr saranno accessibili dopo l´estate, per dare sostegno a due ambiti che maggiormente necessitano dell´attenzione dell´Amministrazione nel mondo rurale: i giovani e l´agricoltura di montagna. Ha parlato altresì dell´impegno della Regione rispetto a temi rilevanti per l´agricoltura regionale, quali l´erogazione dei contributi da parte dello Stato attraverso l´Agea, le disponibilità del Fondo di rotazione, la nuova Doc regionale per la vitivinicoltura, la zootecnia, ma anche i danni da fauna selvatica, la Doc allargata del Pinot Grigio, la salvaguardia dei vitigni autoctoni come la Ribolla gialla. E ha concluso anticipando la volontà di attivare un tavolo di confronto con tutte le organizzazioni dei produttori agricoli, per affrontare congiuntamente i temi prioritari, e poter proporre in particolare nelle trattative interregionali l´immagine di un´agricoltura del Friuli Venezia Giulia che ne rappresenti la reale valenza e le potenzialità. |
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EXPO. ALIMENTAZIONE, LE SFIDE DEL FUTURO: IL PRESIDENTE BONACCINI E L´ASSESSORE CASELLI A MILANO PER LA PRESENTAZIONE DELLA PRIMA EDIZIONE DEL WORLD FOOD RESEARCH AND INNOVATION FORUM (22, 23 SETTEMBRE 2015 - PADIGLIONE ITALIA) |
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Bologna - Una piattaforma globale permanente per affrontare e discutere le sfide del futuro dell’alimentazione. E’ la prima edizione del World Food Research and Innovation Forum (22, 23 settembre 2015 - padiglione Italia), presentata all’Expo di Milano dal presidente della Regione Emilia-romagna Stefano Bonaccini e dall’assessore all’Agricoltura Simona Caselli. Promosso da Regione e Aster (il consorzio regionale per l’innovazione e la ricerca industriale), patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e da quello dello Sviluppo Economico, il Forum sarà realizzato insieme a istituzioni nazionali, europee e internazionali, ai sistemi delle imprese e delle fiere, alle reti di ricerca e agli attori mondiali del sistema agrifood. “Il Forum sarà una grande occasione per discutere anche del dopo Expo – ha sottolineato Bonaccini – . Un’occasione per confrontarsi su tutta una serie di sfide che ci attendono, e che non sono più rinviabili: come sfamare i 9 miliardi di persone che popoleranno il pianeta nei prossimi decenni, come coniugare sviluppo e sostenibilità ambientale. Non solo: c’è tutto il tema della sicurezza alimentare. Sono sfide globali – ha aggiunto il presidente – a cui l’Emilia-romagna può dare un contributo prezioso. Siamo la regione italiana che, nel 2014, ha registrato il record nell’export, il triplo della Lombardia, perché abbiamo un agroalimentare fortissimo. In un mondo che cerca sempre più il Made in Italy, possiamo vincere con la qualità e l’innovazione. Tanto più che questa regione ha già, nei fatti, una piattaforma all’avanguardia dedicata ai temi della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, con un’attenzione specifica all’agroalimentare”. “L’idea è che questa piattaforma abbia una caratura internazionale, e che venga riconosciuta come tale – ha spiegato Caselli – . In Emilia-romagna, dove l’agroalimentare rappresenta il 20% del Pil regionale, abbiamo Università che vantano una grande tradizione di studio su agricoltura e alimentazione. A ciò si aggiunge la rete dei tecnopoli, con una presenza qualificata di specializzazioni sull’agroalimentare. Senza dimenticare che l’Emilia-romagna è sede dell’Efsa. Quindi, dall’insieme di queste realtà, può nascere una piattaforma permanente da aprire al mondo. L’emilia-romagna – ha concluso Caselli – ha molto da dire e da fare sul tema Expo, e il World Food Research and Innovation Forum è un passo importante per la ricerca e l’innovazione su questo fronte”. Durante il Forum esperti e rappresentanti delle istituzioni internazionali discuteranno della sicurezza e della sostenibilità del settore agroalimentare a partire dallo scenario globale che vedrà, entro il 2050, una crescita della popolazione mondiale dagli attuali 7 ai 9 miliardi, e un tasso di sfruttamento delle risorse idriche vicino al 70%. Dopo Milano, il Forum diventerà un appuntamento biennale a livello mondiale. L’obiettivo principale sarà favorire il confronto, a livello globale, sulle strategie di sviluppo del settore, per valorizzare il contributo della ricerca alla diffusione di un modello fondato su security, safety e sustainability, i tre pilastri fondamentali per garantire il diritto universale a un cibo sufficiente per tutti, sicuro e idoneo. Sarà attivata una piattaforma a disposizione di istituzioni, nazionali e internazionali, della comunità scientifica, delle imprese e della finanza per definire e condividere strategie e iniziative per il futuro dell’alimentazione del pianeta. |
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LA REGIONE CALABRIA ADERIRÀ ALLA FONDAZIONE “OSSERVATORIO SULLA CRIMINALITÀ NELL’AGRICOLTURA E NEL SISTEMA AGROALIMENTARE” |
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“La giunta regionale della Calabria nella sua prossima riunione aderirà, con apposita delibera, alla Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” il cui scopo primario è quello di studiare le metodologie e gli effetti della criminalità ed illegalità in agricoltura e nell’agroalimentare e di diffondere sia nell’opinione pubblica che ai vari livelli istituzionali la consapevolezza e la conoscenza della necessità di tutela del “Made in Italy” nel settore”. A darne notizia è il Presidente della Regione Mario Oliverio. “L’aggressione della criminalità alla produzione e alle eccellenze nazionali –afferma il presidente Oliverio, spiegando i motivi dell’adesione della Regione Calabria alla Fondazione- costituisce un fenomeno che, oltre ad imporre l’adozione di decisive misure penali, richiede una più ampia e condivisa conoscenza degli strumenti di prevenzione, controllo e repressione. Ogni lesione della credibilità delle eccellenze nazionali mina, infatti, l’avviamento economico dell’intero Paese, stante la forte compenetrazione tra cibo, cultura, paesaggio e Made in Italy. Inoltre, ogni fenomeno imitativo e l’insieme delle contraffazioni e delle adulterazioni alimentari non solo erodono l’immagine di uno degli asset centrali del nostro Paese, ma sottraggono ricchezza ed occupazione, indeboliscono le piattaforme produttive, mettono a rischio la sicurezza dei prodotti alimentari e quella ambientale, frodando consumatori e cittadini. Questi ultimi non solo subiscono la frode acquistando un bene diverso da quello dichiarato in etichetta, ma possono essere sottoposti a maggiori rischi riguardo la salubrità dei prodotti stessi e dei metodi di produzione. Risulta, quindi, di tutta evidenza che gli studi –come quelli promossi e curati dalla citata Fondazione- che intendono costituire il supporto cognitivo, giuridico, economico e sociale per mettere in luce non solo l’importanza della lotta alla contraffazione, ma anche le dinamiche di tale azione malavitosa, sono di fondamentale importanza per consentire ai consumatori di fare sempre acquisti “volontari” ed oculati ed alle istituzioni di affinare sempre più gli strumenti, a tutti i livelli, per perseguire efficacemente tali azioni criminali. “In considerazione di ciò e dei contenuti riportati nello Statuto della Fondazione, che risultano coerenti con i principi fondamentali dello Statuto della Regione Calabria e con le linee programmatiche che la Regione Calabria persegue in questo ambito –conclude il presidente della Giunta regionale- riteniamo opportuno aderire alla Fondazione stessa”. |
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TRENTO: UN TUFFO NELL’AGRICOLTURA DEL PASSATO CON LA CARTA VITICOLA DEL 1950 |
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La Fondazione Mach riporta alla luce il primo censimento della viticoltura provinciale. Lunedì 29 giugno alle 17 nella sala conferenze della Fondazione Caritro, in via Calepina 1 a Trento, saranno presentati il lavoro di riordino e digitalizzazione della Carta Viticola, un corpus di documenti composto da carte geografiche tematiche, schede statistiche e testi descrittivi della realtà viti-enologica del Trentino nel 1950, e il volume di Alberto Ianes “La viticoltura trentina e la sua carta viticola 1950-1962”. La biblioteca della Fondazione Mach, grazie al contributo della Fondazione Caritro, bando 2014 per progetti di riordino e valorizzazione degli archivi, e con il sostegno di Cassa Centrale Banca e Cavit, ha promosso il recupero e la digitalizzazione della Carta viticola conservata nella biblioteca Fem e nell’archivio del Consorzio di Tutela vini del Trentino. Progettata e redatta dallo sperimentatore della Stazione sperimentale di San Michele all’Adige, Rebo Rigotti, la Carta viticola fu pubblicata all´inizio degli anni ’50 su iniziativa del Comitato Vitivinicolo provinciale, una fotografia della realtà viti-enologica trentina dell´epoca, antesignana del catasto viticolo. Il lavoro ha consentito di ricostituire una copia pressoché integrale della Carta, con 180 fascicoli dei comuni viticoli, tre raccolte riassuntive di produzioni e superfici vitate e altri materiali a corredo. La digitalizzazione e la pubblicazione in rete ora ne consentono l´accesso a tutti, garantendo la conservazione gli originali. Il lavoro, coordinato dall´ente di San Michele all’Adige in collaborazione con il Consorzio di tutela vini del trentino, la Cciaa e il supporto scientifico della Soprintendenza per i beni culturali, sarà presentato al pubblico lunedì 29 giugno alle 17 nella sala conferenze della Fondazione Caritro a Trento. Interverranno il direttore generale della Fondazione Mach, Mauro Fezzi, il presidente del Consorzio tutela vini del Trentino, Alessandro Bertagnoli, il direttore dell´Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale, Armando Tomasi, e la coordinatrice del progetto Alessandra Lucianer. |
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FVG-SLO: AFFRONTARE INSIEME LE POTENZIALITÀ AREE DI CONFINE |
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Trieste - "In quanto i territori lungo la fascia confinaria italo-slovena hanno simili potenzialità ed esigenze di sviluppo, queste vanno affrontate insieme con l´obiettivo della crescita del turismo verde e slow, del settore vitivinicolo e del rilancio socio-economico delle vallate". Lo ha sottolineato l´assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurlia S. Pietro al Natisone (Ud) in occasione del primo incontro del tavolo di lavoro "Agricoltura e sviluppo rurale", che si è tenuto nell´ambito del recentemente istituito Comitato congiunto Friuli Venezia Giulia - Slovenia. "L´incontro è tecnico - ha commentato l´assessore Shaurli -, ma ha anche una grande rilevanza istituzionale: ci dimostra infatti che si è capito come le relazioni tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia non possono essere coltivate solo in occasione della programmazione europea, bensì devono diventare costanti e riguardare quindi comuni questioni di sviluppo di tutta la fascia confinaria". "La riattivazione del Comitato congiunto - ha osservato l´assessore Shaurli - conferma la significativa rilevanza data da questa Giunta regionale ai rapporti con la vicina Slovenia e alla ricerca di soluzioni concrete e condivise per lo sviluppo dell´area transfrontaliera". "E´ intelligente creare la massima convergenza possibile e affrontare - ha precisato l´assessore - in termini di opportunità e criticità le importanti sfide davanti alle quali si trova oggi l´agricoltura dell´area, rappresentante dalla cooperazione territoriale europea (i progetti Interreg) e i Piani di Sviluppo Rurale per il periodo 2014 - 2020". Alla riunione - alla quale sono intervenuti i rappresentanti dell´Amministrazione regionale, del ministero sloveno dell´Agricoltura, Foreste e Alimentazione e della Kmecka zveza (Associazione agricoltori) regionale - si è parlato anche della comune promozione dei prodotti agroalimentari, dell´utilizzazione del patrimonio boschivo, delle problematiche della fauna selvatica e della tutela delle razze animali autoctone. |
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LOMBARDIA, ALLUVIONI: ANCHE COLTURE ASSICURABILI AMMESSE A RISARCIMENTO IL PROVVEDIMENTO RIGUARDA SETTE COMUNI IN PROVINCIA DI MANTOVA |
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Milano - Con una delibera proposta dell´assessore all´Agricoltura Gianni Fava, la Giunta regionale ha disposto una nuova richiesta al Ministero delle Politiche agricole di risarcimento danni alle imprese - per i fatti alluvionali del 21 e 26 luglio, in provincia di Mantova - le cui colture non erano coperte, a suo tempo, da polizze assicurative per il rischio ´alluvione´. Il provvedimento integra una precedente delibera del 12 settembre 2014, a seguito della emanazione del Decreto legislativo 51 del 2015, che riapre i termini per l´accesso ai benefici di legge anche per le colture assicurabili che a suo tempo non erano assicurate per il rischio alluvione. 15 Il 21 e 26 luglio del 2014 violenti fenomeni a carattere di rovescio di portata eccezionale hanno arrecato ingenti danni al comparto agricolo mantovano, su una vasta area provinciale. I danni causati sono stati documentati dagli accertamenti a suo tempo espletati in loco dal Servizio Agricoltura della Provincia di Mantova; i rilievi furono, quindi, inoltrati a Regione Lombardia il 5 settembre 2014 in occasione della richiesta di attivazione dei benefici previsti per danni alle sole strutture aziendali non assicurabili in forma agevolata; la richiesta fu, successivamente, accolta dal Ministero delle Politiche Agricole con Decreto ministeriale del 22 ottobre 2014 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 254 del 31 ottobre 2014). Nell´occasione, i danni alle colture non furono considerati in quanto assicurabili in forma agevolata. I Comuni Interessati - A seguito della emanazione del Decreto legislativo 51 del 2015, la Provincia di Mantova ha riproposto la delimitazione del medesimo territorio considerando, in questa caso i danni alle colture che a suo tempo erano state escluse ai sensi di legge. I comprensori comunali interessati dai danni riguardano i comuni di Cavriana, Ceresara, Gazoldo degli Ippoliti, Goito, Guidizzolo, Rodigo e Volta Mantovana. Il danno complessivo alle colture danneggiate dall´alluvione, escludendo la parte assicurata, ammonta a 7.518.000 euro. La deliberazione ha carattere di urgenza in quanto deve essere approvata entro il 60° giorno dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Dl 51 del 05/05/2015, ossia entro il 06 luglio 2015. |
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AOSTA: PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007-2013: PROROGATI I TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI PAGAMENTO DI MEZZI E ATTREZZI AGRICOLI FINANZIATI DALLA MISURA 121 |
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Considerato che sono stati recentemente assegnati nuovi fondi alla Misura 121, azione c) Acquisto di macchinari e attrezzi agricoli e che il tempo a disposizione delle aziende agricole per la conclusione delle pratiche di acquisto risulta esiguo, l’Assessorato dell’agricoltura e risorse naturali comunica che il termine per la presentazione delle domande di pagamento non sarà più il 30 giugno bensì il 14 agosto 2015. Le domande dovranno essere presentate entro le ore 14 di tale data all’Ufficio servizi zootecnici, attrezzi agricoli/Uma in località Grande Charrière 66 a Saint-christophe oppure presso uno degli uffici periferici dell’Assessorato, che osservano i seguenti orari: Saint-christophe: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12, martedì e giovedì dalle 9 alle 14, altri orari su appuntamento da concordare; Pont-saint-martin: lunedì e giovedì dalle 9 alle 14; Châtillon: lunedì e mercoledì dalle 9 alle 14; Morgex: venerdì dalle 9 alle 14. Al pagamento degli aiuti concessi provvederà l’Agenzia generale per le erogazioni in agricoltura (Agea) a seguito della effettiva e accertata realizzazione degli investimenti ammessi, in ottemperanza alle condizioni stabilite dalla deliberazione della Giunta regionale n. 1161 del 22 agosto 2014. Il provvedimento di proroga dei termini è pubblicato all’indirizzo web: http://www.Regione.vda.it/agricoltura/programma_di_sviluppo_rurale_07-13/mis_121_ammodernamento_aziende_i.aspx Per informazioni: 0165.275368-0165.275372. |
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PIZZA RECORD, FAVA: NOSTRE MATERIE PRIME RENDONO PRODOTTO GLOBALE MIGLIORE |
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Rho-pero/mi - "Il record della pizza è l´ennesimo evento simpatico sul cibo - ha dettol´assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava - che unisce il valore simbolico di un prodotto che caratterizza da oltre un secolo la nostra produzione gastronomica con un tocco di Lombardia: il pomodoro, ingrediente fondamentale della pizza. Il più importante consorzio del pomodoro, ha, infatti, sede in provincia di Cremona. Il pomodoro coltivato nel territorio emiliano-lombardo contribuisce a rendere un prodotto globale, migliore, con la qualità delle nostre materie prime". Il Prodotta Da Guinness - È lunga 1595,45 metri ed è il nuovo record del mondo certificato da Lorenzo Veltri, giudice del World Guinness Record. È la pizza che non poteva festeggiare compleanno migliore, il 126°, essendo nata ufficialmente il 20 giugno 1889 a Napoli. Il record è stato raggiunto all´incrocio tra il Cardo ed il Decumano, i due viali principali di Expo 2015, proprio in prossimità di ´Pianeta Lombardia´, il sito dedicato alla nostra regione. Presenti alla manifestazione, tra gli altri, il ministro dell´Agricoltura Maurizio Martina, il Commissario unico di Expo 2015 Giuseppe Sala e l´assessore del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino. Pizza Da Record - Per preparare la pizza più lunga del mondo gli 80 pizzaioli nella Nazionale italiana pizzaioli, aiutati da 200 assistenti, hanno utilizzato 1.700 chilogrammi di farina, 150 chilogrammi di olio extra vergine d´oliva, 30 chilogrammi di lievito selezionato, 1.500 chilogrammi di pomodoro, 1.700 chilogrammi di mozzarella. |
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SARDEGNA: DANNI DA FAUNA SELVATICA, APPROVATO PIANO TRIENNALE SU ABBATTIMENTI SELETTIVI E NESSUN TAGLIO A RISARCIMENTI PER PESCATORI |
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Cagliari - Il Comitato faunistico regionale ha dato parere favorevole per l’abbattimento selettivo delle cornacchie grigie. Il documento è stato approvato all’unanimità, a dimostrazione del grande senso di responsabilità di tutti gli attori interessati”. Lo ha detto l’assessore della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, nel commentare il via libera. Si tratta di un Piano triennale (2015-2017) a cui hanno lavorato le strutture dell’assessorato dell’Ambiente, competente per materia. L’attuazione del Piano di depopolamento spetterà adesso alle Province che si dovranno avvalere di personale altamente specializzato, i cosiddetti coadiutori (oggi in buona parte cacciatori), per cui si stanno attivando dei corsi per la formazione, che coinvolgano ancor di più gli agricoltori. L’approvazione del Piano ha avuto bisogno di più tempo poiché l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha chiesto integrazioni e chiarimenti, e solo recentemente ha espresso parere favorevole, di tipo obbligatorio e vincolante, che ha permesso la chiusura dei lavori. L’elemento di novità dell’intervento triennale sta nel numero dei volatili abbattibili, si passa dalle 8.000 cornacchie all’anno a ben 18.900. Sul versante dei danni provocati dai cormorani alle aziende dei pescatori dell’oristanese, l’assessorato della Difesa dell’Ambiente ha spiegato che i fondi previsti per quest’anno sono gli stessi degli anni precedenti, senza alcuna riduzione. Le risorse per il 2014 sono state tutte impegnate e verranno trasferite alle Province solo dopo la presentazione delle relazioni sugli indennizzi che devono essere trasmesse entro giugno. Per il futuro si sta valutando la possibilità di anticipare, almeno in parte, le risorse alle Province, così da intervenire prima nel risarcire i pescatori. Resta più problematico invece studiare piani di abbattimento per i cormorani, tutelati da apposite normative europee che porterebbero la Regione Sardegna nell’ambito di una procedura di infrazione, mentre è importante proseguire sul versante della prevenzione. |
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NUOVO CONSORZIO "PIANURA FRIULANA": SHAURLI, UN SUCCESSO DI TUTTI |
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Udine - "Oggi si celebra una vittoria e un successo di tutti: della Regione, che ha fatto la sua parte presiedendo il tavolo, degli amministratori locali e delle realtà consortili, che hanno saputo rinunciare a interessi di parte per cercare una soluzione che andasse incontro alle esigenze di tutta la regione. E´ un esempio positivo e costruttivo, di cui dobbiamo andare fieri". Lo ha sottolineato l´assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli, intervenendo all´adunanza di sindaci riuniti nell´auditorium della Regione di Udine per l´elezione dei 12 rappresentanti dei Comuni quali membri del Consiglio del nuovo Consorzio bonifica Pianura friulana. Espletate infatti il 31 maggio e l´1 giugno le elezioni dei 40 consiglieri rappresentanti dei consorziati, oggi era la volta dei rappresentanti degli enti locali. Si avvia così alla conclusione il procedimento di aggregazione dei Consorzi Ledra Tagliamento e Bassa Friulana nel nuovo consorzio. L´iter di fusione è curato da un apposito organismo collegiale presieduto dal direttore dell´area Risorse agricole, forestali e ittiche della Regione. Il nuovo comprensorio consortile è pari a 200.250 ettari distribuiti su 85 comuni (2 della Provincia di Gorizia e 83 di quella di Udine, per un totale di 470.000 abitanti insediati) e su una superficie che raggiunge nella massima lunghezza Nord-sud i 75 chilometri e nella larghezza massina i 42 km. "Il nuovo Consorzio diventerà uno dei più grandi a livello italiano per estensione del comprensorio e sarà l´unico a estendersi dal mare alla montagna", ha ricordato Shaurli, senza dimenticare che avrà anche il primato italiano per dotazione di tecnologie e impianti. Sono infatti 4.150 i chilometri di canali adduttori e di distribuzione; 850 i km di condotte a pressione; 95 i pozzi di prelievo da falda freatica e 22 le stazioni di pompaggio; 33 gli impianti idrovori per una potenzialità complessiva di 200 metri cubi al secondo; una cassa di espansione (l´unica in regione) per il torrente Cormor; 80 i km di argini a mare e laguna, 500 i km di argini a fiume; 6 gli impianti idroelettrici e 15 quelli fotovoltaici. Shaurli ha rimarcato quanto sia importante investire in manutenzione degli alvei e nella prevenzione della salute pubblica, ma anche quanto sia decisivo per sviluppare una agricoltura moderna e di qualità puntare su sistemi irrigui e di bonifica all´avanguardia. "Per questo la Regione farà la sua parte, ma lo farà a fronte di un percorso che i territori hanno saputo mettere in campo", ha garantito Shaurli, annunciando investimenti per manutenzioni e ammodernamenti, la prosecuzione del sostegno al piano irriguo regionale e una posta importante sulle idrovore. |
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OLIVERIO A CIRÒ MARINA PER PARLARE DEL FUTURO DELLA VITIVINICOLTURA CALABRESE |
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Il presidente della Regione Mario Oliverio ha concluso i lavori del convegno sul tema: “La vitivinicoltura calabrese e le strategie per la sua valorizzazione” organizzato dal Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari della Regione Calabria presso la sala del Teatro Alikia di Cirò Marina. “Il settore vitivinicolo calabrese –ha detto Oliverio nel corso del suo intervento- ha registrato in questi anni notevoli progressi ed ha fatto un enorme salto di qualità, determinato soprattutto dalla intelligenza e dalla intraprendenza di quanti hanno investito e rischiato. Oggi l’altro passo da fare è quello di promuovere i nostri prodotti in Calabria e fuori dalla Calabria consolidando quanto è stato realizzato. Attualmente il consumo della produzione vitivinicola regionale è ridicolo. Basti pensare che su 26 milioni di bottiglie consumate in Calabria, solo due milioni sono di vino calabrese. Ciò conferma la necessità di costruire e diffondere un’identità, ma per far questo è necessario utilizzare strumenti adeguati. Penso alla formazione, al raccordo tra mondo della produzione e mercato interno”. “L’enoteca regionale –ha proseguito il Governatore della Calabria- in questo senso è uno strumento strategico che deve aiutare il prodotto ed i produttori ad entrare nel mercato, a partire da quello regionale. Dobbiamo fare del vino un grande attrattore turistico. Per vendere la Calabria bisognavendere le sue qualità più pregiate e il vino rappresenta una vera e propria eccellenza. La sede dell’enoteca regionale –ha aggiunto Oliverio-rimarrà senz’altro a Cirò per la sua storia e per le sue importanti produzioni, ma dovrà essere non solo una vetrina ma anche un luogo di formazione e di attività culturali, un momento di degustazione e di presentazione dei prodotti, di aggregazione e di confronto. Essa dovrà diventare uno strumento operativo gestito direttamente dai produttori, per aiutare l’aggregazione di prodotti e stare sui mercati. Il prossimo anno a Vinitaly non ci dovranno più essere fughe in avanti e dovremo dare un’immagine unitaria, forte e coesa di unaCalabria che lavora e produce eccellenze soprattutto in un settore così delicato e difficile come quello enogastronomico”. “Quello vitivinicolo –ha proseguito il presidente della Regione- è un comparto troppo importanteper la nostra economia e le risorse disponibili devono essere utilizzate fino all’ultimo euroattraverso una strategia precisa in grado di rafforzare le nostre produzioni, di immettere nuove energie sostenendo con forti incentivi soprattutto i giovani che vogliono investire in montagna ed in collina, coordinando unitariamente tutte le azioni da mettere in campo ed investendo soprattutto nella ricerca all’interno delle aziende e nella innovazione tecnologica degli strumenti. Noi stiamo lavorando per agevolare questo percorso, eliminando tutti gli ostacoli che possono frapporsi. Stiamo andando, non senza fatica, in direzione della riforma e dello snellimento delle procedure e per l’alleggerimento della burocrazia, spingendo verso forme di automatismo a favore dei produttori e delle imprese, prevedendo premialità e penalizzazioni finali”. “Concludo –ha detto Oliverio- dicendo che la prima rivoluzione da fare in questa terra è quella di far esprimere liberamente la nostra economia, svincolandola da pastoie burocratiche e ritardi che ne limitano la crescita. Tutto il resto dipende da noi. Il sottoscritto e la sua giunta, da soli, non vanno da nessuna parte. Vincere questa sfida è possibile se c’è un concorso vasto di energie, se c’è la copnsapevolezza che tutti dobbiamo “tirare” verso la direzione giusta. Rispetto a questa prospettiva non ci sono alternative. O utilizziamo le risorse o rimarremo indietro per sempre. Io resto,comunque, fiducioso: tutto mi lascia ritenere che nel vostro comparto ci siano forze, competenze ed energie che ci incoraggiano ad andare avanti in questa direzione senza tentennamenti, con coraggio e determinazione” |
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ATTIVITÀ PRODUTTIVE - BOLOGNA AWARD 2015: NASCE IL PRIMO RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE PER SOSTENERE LA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA IN TEMA DI SOSTENIBILITÀ AGROALIMENTARE. IL 23 SETTEMBRE A EXPO MILANO SARÀ CELEBRATO IL VINCITORE DELLA PRIMA EDIZIONE |
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Bologna –La città del cibo raccoglie la sfida per la sostenibilità agroalimentare. Nasce l’International Sustainability & Food Award. Nutrire una popolazione che, a fine secolo, potrebbe toccare quota 11 miliardi è la vera sfida del pianeta. Un abitante della Terra su sette soffre oggi di malnutrizione e intanto lo spreco globale di cibo vale, ogni anno, una volta e un terzo l’intero Pil italiano: circa 2060 miliardi, includendo i costi sociali, ambientali ed economico-produttivi (dati Fao, Food Wastage footprint 2014). Promuovere la ricerca scientifica e tecnologica in tema di sostenibilità agroalimentare, migliorare e ottimizzare la distribuzione del cibo, ridurre l’impatto ambientale e sociale della produzione e distribuzione di cibo, promuovere una nuova e diffusa cultura nel segno dell’educazione alimentaresono gli obiettivi portanti del Premio internazionale ideato e promosso da Caab (Centro Agroalimentare di Bologna) in sinergia con l’Amministrazione comunale bolognese e la Regione Emilia-romagna. Il Premio, che avrà cadenza biennale, si propone di individuare e valorizzare le ricerche scientifiche e le iniziative in ambito agricolo e agro-alimentare realizzate da persone, istituzioni e aziende nel segno dello sviluppo sostenibile e durevole. Bologna Award si inserisce in un contesto strategico per la città e la Regione Emilia-romagna che ha avviato il World Food research and innovation Forum, un progetto collegato ad Expo Milano 2015, ideato per attivare - in Emilia-romagna, in Italia e nell’Unione europea - una piattaforma internazionale legata alla ricerca e alla sicurezza nel settore alimentare, riferimento di un asset catalizzatore per la competitività delle imprese e le filiere produttive nazionali ed europee sui mercati mondiali. A Bologna è inoltre operativo da oltre un anno il progetto City of Food, iniziativa – quadro per valorizzare il patrimonio agroalimentare della città di Bologna sia in Italia sia all’estero quale chiave identificativa della città. La giuria Il premio sarà assegnato da una Giuria internazionale presieduta dal presidente Caab Andrea Segrè, coordinata dal direttore marketing Caab Duccio Caccioni e composta da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-romagna, Virginio Merola sindaco di Bologna, Michael Hurwitz, Direttore Grow Nyc (New York-usa), Nadia El Hage Scialabba - Fao, Claudia Sorlini, presidente del Comitato scientifico Expo, Paolo De Castro, presidente Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale Ue, Livia Pomodoro, presidente del Milan Center for Food Law and Policy, Jiao Hui - Munic Chengdu Unesco, Chennaiah Poguri - Action Aid International, Pierluigi Masini, direttore Progetti e Iniziative editoriali Poligrafici Editoriale, Giovanni Beccari – Cefa, Giovanni Carrada – Rai e dai giornalisti scientifici Sylvie Coyaud e Antonio Cianciullo. Il Premio La cerimonia di premiazione della prima edizione del Bologna Award si svolgerà ad Expo nella serata del 23 settembre 2015. Le premiazioni delle successive edizioni saranno organizzate a Bologna. Il Premio, del valore di 20mila euro, su indicazione del vincitore sarà devoluto a favore di ricerche e iniziative di settore sostenibili, durevoli e/o solidali. Segnalazioni pubbliche di progetti e iniziative meritevoli dovranno arrivare entro il 20 agosto 2015. La presentazione Il “Bologna Award” è stato presentato oggi a Bologna, nella sede del Comune, presenti tra gli altri il presidente Caab Andrea Segrè, gli assessori regionale alle Attività produttive, Palma Costi e comunale all’Economia e promozione della città, Matteo Lepore. “L’importante iniziativa che presentiamo oggi – ha commentato l’assessore Costi – si inserisce in modo molto preciso all’interno di una strategia regionale che trova nell’Expo di Milano un grande momento, un’occasione per il rilancio e la promozione dell’economia dell’Emilia-romagna basata su alcuni grandi progetti. La nostra è una regione che ha un sistema particolarmente avanzato e che può dire molto sulle tematiche di qualità, sicurezza del cibo e sostenibilità della produzione agroalimentare: campi in cui la nostra terra può ben rappresentare l’eccellenza”. «La globalizzazione accomuna popolazioni distanti nel mondo intorno a questioni e criticità che si manifestano a migliaia di chilometri – sottolinea il presidente Caab Andrea Segrè - I temi della sostenibilità delle tecniche di produzione agricola e agroalimentare sono centrali per tutti, nella prospettiva di voler garantire a tutti gli abitanti della Terra la disponibilità e accessibilità al cibo di qualità. Per questo Caab, che ha ideato il progetto Fico Eataly World in ideale staffetta con l’Expo milanese sui temi della qualità alimentare e del diritto al cibo, si rende promotore di una grande mobilitazione per valorizzare i progetti, spesso misconosciuti, che alle più svariate latitudini del pianeta sono finalizzati a questi obiettivie che hanno apportato un valore aggiunto nell’accesso al cibo per tutti gli abitanti del pianeta». |
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EXPO 2015: A UDINE "FOOD EAST FORUM" PER AGRICOLTURA SOSTENIBILE |
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Trieste - L´expo 2015 arriva in Friuli Venezia Giulia. Su iniziativa dell´Amministrazione regionale, come capofila per il tema "Food Research and Innovazion" tra le Regioni italiane, è in programma il 24 e 25 giugno a Udine, nell´Auditorium della Regione in via Sabbadini 31, il convegno internazionale "Food East Forum 2015", per fare il punto sulle politiche e le potenzialità della ricerca e dell´innovazione per un´agricoltura sostenibile e di qualità. Il Forum è organizzato dalla Regione, in collaborazione con le Università e con i centri di ricerca del Friuli Venezia Giulia. Nei due giorni del convegno, con una sessantina di relatori, saranno affrontati in otto sessioni i temi della ricerca, del trasferimento di conoscenze, di un´agricoltura sostenibile e di qualità ma anche di alcuni settori agroalimentari specifici come il caffè, la viticoltura, la pesca, di particolare interesse per il Friuli Venezia Giulia. Accanto ai rappresentanti della Regione, sono attesi a Udine esponenti di numerosi Governi soprattutto dell´Europa dell´Est, dell´Unione europea, del Consiglio nazionale delle Ricerche, di Università regionali, nazionali e internazionali. La politica regionale, il sistema agroalimentare e dell´Università e ricerca del Friuli Venezia Giulia avranno così modo di confrontarsi con esperti provenienti da tutto il mondo. Nella giornata inaugurale di mercoledì 24 (inizio alle ore 9.00), accanto agli interventi della presidente della Regione Debora Serracchiani e del vicepresidente e assessore alle Attività produttive Sergio Bolzonello, sono previste, nella sessione iniziale sui sistemi di conoscenza, relazioni di rappresentanti di Governi dell´Est Europa: il ministro della Scienza e dell´Istruzione della Repubblica di Croazia, Vedran Mornar, il ministro della Scienza della Repubblica del Montenegro, Sanja Vlahovic, il segretario di Stato all´Agricoltura, Foreste e Alimentazione della Repubblica di Slovenia, Tanja Strnisa. Nelle due sessioni pomeridiane saranno affrontati, rispettivamente, i temi della viticoltura del futuro e del caffè. Particolarmente significative le presenze sul tema del vino, con interventi fra gli altri di Nick Dokoozlian (Usa, California), Serge Delrot (Francia, Institut des Science de la Vigne et du Vin, Bordeaux) e Paolo Sabbatini (Usa, Michigan State University). Un settore di eccellenza del Friuli Venezia Giulia avrà modo di dialogare, dunque, con due delle aree a maggiore vocazione vitivinicola, come Francia e California. Giovedì 25 è prevista fra l´altro la presenza del ministro delle Politiche agricole, Michele Martina, che interverrà nella prima sessione in cui sarà ulteriormente approfondito il tema dei sistemi di conoscenza in agricoltura. Le altre sessioni della seconda giornata sono dedicate all´agricoltura sostenibile e di qualità e alla "blue economy", sia per quanto riguarda il mare e la laguna, sia per le acque interne. Nelle diverse sessioni interverranno anche gli assessori regionali alle Risorse agricole Cristiano Shaurli, all´Università e Ricerca Loredana Panariti, alle Risorse ittiche Paolo Panontin. |
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INIZIATA LA SETTIMANA DI PROTAGONISMO DEL PIEMONTE AD EXPO 2015 |
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L’apertura dell’area espositiva Piemontexperience ed un convegno sul turismo d’impresa il 19 giugno hanno suggellato l’avvio della prima Settimana di protagonismo della Regione Piemonte ad Expo 2015. Piemontexperience - Nello spazio a rotazione sul Cardo, appendice del Padiglione Italia, si dipana un percorso narrativo che, seguendo il filo conduttore della qualità, della sostenibilità e dell’innovazione, che rivela tradizioni industriali, capacità di ingegnerizzazione, propensione alla ricerca, in una cornice di eccellenze architettoniche, culturali, ambientali ed enogastronomiche che hanno reso il Piemonte famoso nel mondo e che permettono al territorio di raccontarsi come sistema per mezzo di cosa lo rende unico: il saper fare e il saper innovare, il design e l’hi-tech, il gusto e l’ospitalità, la tradizione e la modernità. Ecco allora che alle eccellenze dell’enograstronomia vengono abbinati il drone che permette di abbattere tempi e costi di analisi dello stato della vegetazione, le più raffinate produzioni di oreficeria e gioielleria, la bottiglia d’acqua bio, il microscopio digitale wi-fi, una riproduzione in 3d di una serra per coltivazioni in assenza di gravità. Dunque non solo un Piemonte da “gustare” per i vini, il tartufo, la nocciola, il cioccolato, ma un anche Piemonte da scoprire per le sue capacità imprenditoriali che mettono la sostenibilità al centro di filiere come l’edilizia e l’energia, ma anche come cardine della propria rinnovata vocazione turistica. Piemontexperience è realizzato con il prezioso contributo del Centro Estero per l’Internazionalizzazione del Piemonte, delle Atl, dei Consorzi di tutela e valorizzazione, dei laboratori e di oltre 50 imprese che hanno fornito modelli, oggetti e spunti di grande interesse. Made in Piemonte e turismo d’impresa “Turismo d’impresa, un nuovo asset per il turismo sostenibile. Made in Piemonte incontra le best practice europee” è stato l’argomento del convegno/talk show organizzato dall’assessorato regionale alla Cultura e al Turismo. Made in Piemonte fa parte di un progetto transfrontaliero Italia-svizzera, finanziato dall’Unione Europea, che vuole contribuire alla diversificazione e destagionalizzazione dell´offerta turistica tramite lo sviluppo del turismo d’impresa, di cui la Regione Piemonte ne è il capofila in partnership con Unioncamere e che si avvale del contributo tecnico-scientifico dell’Università degli Studi di Torino e del supporto operativo di Confindustria Piemonte, delle Camere di Commercio e delle Unioni Industriali delle quattro province interessate, di Ceipiemonte, delle Atl di Biella, Valsesia-vercelli, Novara, Distretto turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola, oltre a Turismo Torino e Provincia per la parte formativa. Ad una prima sessione più “accademico-istituzionale” sul tema del turismo d’impresa, le cui parole chiave sono state trasformazione, esperienza, appartenenza al territorio, patrimonio culturale, rispetto e tutela dell’ambiente, innovazione, ha fatto seguito una carrellata delle esperienze legate a questa forma di turismo. “Il turismo piemontese - ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura e al Turismo, Antonella Parigi - ha ancora ampi spazi di crescita, ed un esempio è senza dubbio la capacità di coniugare le nostre eccellenze con il racconto della storia e delle esperienze che ci sono dietro, con quel saper fare delle persone che ne costituisce il valore aggiunto”. Il palinsesto messo a punto da Regione Piemonte, Città di Torino, Camera di Commercio di Torino e Unioncamere Piemonte continuerà sabato con i progetti innovativi e di ricerca in campo agro-ambientale finanziati in questi ultimi anni, domenica dcon la qualità per il cibo del futuro, lunedì con i siti che l’Unesco ha riconosciuto essere Patrimonio mondiale dell’umanità (a partire dai paesaggi vitinicoli di Langhe, Roero e Monferrato ad un anno esatto dal riconoscimento, ma anche Residenze sabaude, Sacri Monti, siti palafitticoli presistorici alpini, nonché la candidatura di Ivrea quale Città Olivettiana), martedì con l’accesso al cibo nei percorsi didattici e negli scambi scolastici internazionali, mercoledì con l’uso di tecnologie innovative per il controllo e la tracciabilità dei cibi. |
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PIEMONTE TERRITORIO UNESCO |
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Avere sul proprio territorio diversi siti di grande rilevanza riconosciuti dall´Unesco quali Patrimonio mondiale dell´Umanità deve essere uno stimolo per un cambio di mentalità che sappia unire la tutela delle aree interessate con la valorizzazione e la promozione su scala globale: questo il filo conduttore del convegno che ha caratterizzato la quarta giornata di presenza del Piemonte all´Expo 2015. Nell’intervento di apertura dell’iniziativa, organizzata in occasione del primo compleanno del riconoscimento ottenuto dai paesaggi vitinicoli di Langhe-roero e Monferrato, che si sono aggiunti alle Residenze sabaude ed ai Sacri Monti, e curata dal tavolo interdirezionale formato dagli assessorati regionali all´Agricoltura, all’Ambiente, Urbanistica, Programmazione territoriale e paesaggistica, e alla Cultura e Turismo, il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, è stato chiaro: “Abbiamo una grande responsabilità: vincere la sfida di fare dell’ambiente, del paesaggio, della cultura e delle persone che hanno contribuito a plasmare tutto questo l’occasione per dare vita ad un’economia sostenibile e creare posti di lavoro. Decisiva per il successo dell’operazione sarà la collaborazione dei sindaci, sentinelle della sua realizzazione sul territorio”. Su questi aspetti si è soffermata anche l’assessore regionale alla Cultura e al Turismo, Antonella Parigi: “E’ stato avviato un processo che deve andare oltre la tutela dei beni e intraprendere la strada della valorizzazione degli stessi, in modo che il riconoscimento Unesco diventi per il territorio un valore promozionale ed un motore per la crescita dell’economia legata al turismo”. L’assessore all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, ha invece posto l’accento “sull’importanza di far risaltare la qualità dei vigneti e l’economia che essi rappresentano, condizione essenziale perché il paesaggio rimanga in futuro come è oggi”, mentre l’assessore all’Ambiente e all’Urbanistica, Alberto Valmaggia, si è soffermato “sul percorso in atto in alcuni Comuni, che vede introdurre nei piani regolatori elementi di valorizzazione del paesaggio”. Al convegno, che ha visto la partecipazione di numerosi sindaci, sono intervenuti anche Marco Valle, dell’Istituto superiore sui sistemi territoriali per l’innovazione, Roberto Cerrato, dell’Associazione vitinicola Langhe-roero e Monferrato, Adele Cesi, del Ministero dei Beni culturali, Pier Luigi Petrillo, del Ministero delle Politiche agricole, mentre Luca Natale e Arpad Kolozsvary-kiss hanno portato le positive esperienze delle Cinque Terre e della regione ungherese del Tokaj e Carlo Della Pepa, sindaco di Ivrea, ha confermato che nel 2016 sarà presentato all’Unesco il dossier di candidatura quale città industriale del Novecento. |
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NEL 2014 IL PREMIO DI INSEDIAMENTO A 101 GIOVANI AGRICOLTORI DEL TRENTINO |
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Si potrebbe definirla "la carica dei 101", perché tanti sono i giovani agricoltori trentini che nel corso del 2014 hanno chiesto ed ottenuto dalla Provincia il "Premio di insediamento" per avviare una attività imprenditoriale nel settore agricolo. La novità che arriva dal Dipartimento Territorio, Agricoltura, Ambiente e Foreste è che, accanto al numero iniziale di 42 giovani che hanno avuto inizialmente accesso al premio, se ne sono aggiunti altri 59. Tutto ciò grazie all´attenta attività di monitoraggio svolta dall´Appag (Agenzia per i pagamenti in agricoltura) sull´avanzamento della spesa e sugli interventi del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, che hanno reso possibile riutilizzare, destinandole ad altro scopo, risorse che si sono rese disponibili in seguito a rinunce, revoche o economie. Così, ad esempio, accade che dalle economie riscontrate sulle varie "Misure" del Psr sono derivate risorse aggiuntive utili per finanziare ulteriori domande per il Premio di insediamento (Misura 112 del Psr) a favore di giovani agricoltori e per la ristrutturazione di alcune malghe (Misura 323.3). In questa direzione va la deliberazione proposta dall´assessore all´agricoltura Michele Dallapiccola e approvata nella seduta odierna dalla Giunta provinciale. I settori verso i quali si indirizzano le nuove iniziative imprenditoriali sono i più diversi: accanto a quelli, tradizionali, della frutticoltura e zootecnia, dove molti giovani subentrano nella titolarità dell´azienda paterna, vi sono altre e sempre più numerose nuove filiere produttive, talvolta marginali ma non meno importanti, sia per il mantenimento della "biodiversità" produttiva dell´agricoltura di montagna sia per l´ambiente, che stanno attirando l´interesse di una nuova generazione di agricoltori. Un bel segnale della vitalità che l´agricoltura sta mostrando pur in questa lunga fase di difficoltà economica, nella quale il settore primario, a differenza di altri comparti produttivi, continua comunque a segnare incrementi occupazionali. Nell´arco della programmazione 2007-2013 del Psr, per la Misura 112 sono stati concessi complessivamente dalla Provincia autonoma di Trento ben 425 premi per un ammontare complessivo di 14.210.000 euro: ogni "premio" varia da 30.000 a 40.000 Euro. "La scelta obbligata - spiega l´assessore Dallapiccola - è stata quella di concentrare sulla Misura 112 tante piccole economie delle Misure per le quali non era sostenibile l´apertura di un nuovo bando. Con le risorse recuperate, pari a circa 1.400.000 Euro, si potranno così finanziare oltre una quarantina di giovani agricoltori ed allevatori che intendono avviare una nuova attività aziendale." Per quanto riguarda le malghe, vengono recuperate risorse per 400.000 Euro che serviranno a finanziare interventi di manutenzione straordinaria, restauro o riqualificazione di due malghe. |
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