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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 13 Dicembre 2000 |
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MECCANICA VARIA: DOPO UN 2000 POSITIVO SI PREVEDE ANCORA CRESCITA LO DICONO I PRECONSUNTIVI 2000 DIFFUSI OGGI DA ANIMA. NEL CORSO DELL´ANNO LE IMPRESE DEL SETTORE HANNO RAGGIUNTO UN FATTURATO DI 59.450 MILIARDI (+4,3%).
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Milano, 13 dicembre 2000 La meccanica varia italiana archivia il 2000 con segno positivo e prevede un 2001 in crescita, seppur a ritmi contenuti. E´ quanto emerge dal preconsuntivo 2000 e dalle previsioni per il 2001 presentate ieri mattina dal Presidente Anima Savino Rizzio. Secondo i dati diffusi dal Servizio Economico di Anima (Federazione delle Associazioni Nazionali dell´Industria Meccanica varia e Affine) le imprese italiane nel 2000 hanno realizzato 59. 450 miliardi miliardi (erano 57. 000 nel ´99), con un incremento del 4,3% in valore (+ 2,9% in volume). Tale aumento è stato sostenuto principalmente dalla domanda estera che ha segnato un +5,4% passando dai 26. 000 miliardi del 1999 ai 27. 425 miliardi del 2000. Le esportazioni, dopo la battuta d´arresto del 1999 hanno quindi ripreso il loro trend espansivo, traendo beneficio dalla ripresa dei mercati mondiali e dalla debolezza del cambio dell´euro col dollaro. In base ai dati Istat relativi al I semestre dell´anno le principali aree di destinazione dei prodotti sono Europa (69,4%), Asia (11,8%), America del Nord (9,4%). La quota export sul fatturato si è attestata sul 46,1% . Positivo anche l´andamento del mercato nazionale che ha evidenziato uno sviluppo del 3,4%, passando dai 30. 980 miliardi del ´99 ai 32. 025 miliardi del 2000. L´occupazione ha mostrato una sostanziale stabilità (-0,4%) essendo ormai inarrestabile il fenomeno della contrazione conseguente alla progressiva introduzione dell´automazione nei processi produttivi e il sempre più ampio ricorso a nuove forme di lavoro (come l´interinale o il part-time). La dinamica della domanda nel corso dell´anno ha registrato fasi alterne: ai ritmi vivaci dei primi due trimestri, ha fatto seguito una pausa riflessiva nel terzo e segnali di ripresa a fine anno. Le previsioni per il 2001 sono positive, anche se improntate alla prudenza. La produzione dovrebbe crescere in valore del 4% raggiungendo i 61. 800 miliardi di lire (la crescita in volume si attesterebbe sul 2,2%). Tale incremento sarebbe sostenuto sia dalla domanda interna, che dovrebbe raggiungere un giro di affari pari a 33. 250 miliardi (+3,8%) che da quella internazionale (28. 550 miliardi pari a +4,1%). I livelli occupazionali dovrebbero rimanere pressoché inalterati, Commentando l´andamento del settore il Presidente Rizzio ha sottolineato come "nonostante l´andamento positivo, in questa fase delicata di grandi repentini cambiamenti, le aziende hanno bisogno di certezze e di chiarezza in materia di politica economica. Una campagna elettorale, partita così in anticipo, e che riconduce tutte le iniziative e le problematiche al dibattito politico, non può che allarmare ed infastidire, a dir poco, gli imprenditori. Nei giorni scorsi come Confìndustria abbiamo ribadito al Governo le nostre richieste: controllo della spesa e del deficit pubblico, verifica sulla riforma delle pensioni, impegno sull´economia sommersa, intese sulla fiscalità e sulla flessibilità del lavoro. Ci auguriamo - ha proseguito Rizzio - che i nostri politici mostrino senso di responsabilità nei confronti del paese e sappiano fare le scelte giuste, anche se talvolta impopolari". Il Presidente Anima si è poi soffermato su altri aspetti cruciali per le aziende, non solo della meccanica, "Le nostre imprese vedono ogni giorno assottigliare i loro margini di profitto e ridurre le loro quote di mercato. Esse si trovano a fronteggiare aumenti di costo che, non sempre riescono a ribaltare sui prezzi, e una concorrenza sempre più agguerrita, esaltata dall´introduzione di tecnologie informatiche che, riducendo spazi e tempi, agiscono da moltiplicatori dell´offèrta. Le aziende italiane si sentono strette in una morsa tra concorrenti in grado di offrire prodotti tecnologicamente più avanzati e concorrenti (mi riferisco naturalmente ai paesi asiatici), che sono in grado di produrre i loro stessi prodotti a prezzi più contenuti. Con la moneta unica è venuta poi a mancare la possibilità di ricorso alla svalutazione, che in passato ci ha soccorso più volte. Per sopravvivere nell ´era della globalizzazione, gli investimenti in processi produttivi, realizzati dalle nostre imprese in questi anni, non si dimostrano più sufficienti". Per il presidente Rizzio "la ricetta è quella di offrire prodotti più sofisticati. E´ indispensabile quindi investire in ricerca, od in alleanze strategiche". Savino Rizzio ha concluso il suo intervento concentrando l´attenzione su "un altro cambiamento di scenario che non può essere sottovalutato: lo spostamento della sorgente della legislazione industriale da Roma a Bruxelles. Secondo talune stime il 40% della produzione legislativa del Parlamento deriva da decisioni prese a livello dell´Unione Europea. Il sistema politico e la burocrazia italiana stanno combattendo una disperata battaglia di retroguardia ritardando il recepimento delle direttive e rendendone vischiosa l´applicazione con continui differimenti dei decreti applicativi. Finora le direttive erano, nei nostri settori, applicate a prodotti ben definiti, ma la Commissione si prepara ad emetterne sui contenuti di impatto ambientale di ogni prodotto e sul principio dì precauzionarietà. Per ora noi siamo i soli a interloquire, accanto a Orgalime, con la Commissione. Speriamo che si svegli il resto del Sistema Italia". |
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