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Notiziario Marketpress di Martedì 08 Settembre 2009
 
   
  PRESENTATO L’OSSERVATORIO SULL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE SCUOLE E LA MOBILITÀ STUDENTESCA DISPONIBILI ON LINE I DATI DELLA RICERCA IPSOS E DIVERSI STRUMENTI PER LE SCUOLE

 
   
   Roma, 8 Settembre 2009 - Le scuole italiane sono aperte all’internazionalità? Attorno a questa domanda si è svolto ieri il dibattito in occasione della presentazione dell’ Osservatorio sulla internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca, promosso dalla Fondazione Intercultura Onlus, in collaborazione con la Direzione Generale per gli Affari Internazionali del Ministero della Pubblica Istruzione e l’Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola. Roberto Ruffino, Segretario Generale della Fondazione Intercultura, ha introdotto i motivi che hanno portato la Fondazione Intercultura a promuovere la costituzione dell’Osservatorio: “ Si poneva da tempo la necessità di tracciare una mappa organica delle varie attività internazionali delle nostre scuole secondarie. I dati di questa prima ricerca evidenziano come il ruolo dei presidi e degli insegnanti è determinante nello sviluppo di una cultura dello scambio e nel promuovere un educazione interculturale. Presentiamo anche il sito www. Scuoleinternazionali. Org da oggi online, che vuole essere un punto di riferimento per la scuola, ricco di spunti e informazioni. L’aggiornamento dei dati verrà effettuato ogni due anni nella fase di impianto e rodaggio e in seguito annualmente”. Gianfranco Fini – Presidente della Camera ha inviato un messaggio di saluto: “L’internazionalizzazione delle scuole è destinata ad assumere una crescente importanza nella formazione delle nuove generazioni. Tale processo deve essere favorito e incoraggiato dalle istituzioni. Per l’Italia la tematica assume particolare rilevanza perché favorisce un proficuo scambio di esperienze tra soggetti di culture etniche e religiose differenti e può offrire interessanti elementi utili a migliorare le iniziative volte a promuovere l’educazione alla cittadinanza nel quadro del processo di sviluppo del dialogo tra i popoli. ” Donatella Palomba e Anselmo Paolone – Università di Roma Tor Vergata, hanno presentato i dati della ricerca Sicese (Soc. Italiana di Educazione Comparata) dal titolo Internazionalizzazione della scuola, scambi e dialogo interculturale: “La ricerca ha messo a fuoco il ruolo e l’atteggiamento degli insegnanti rispetto agli scambi scolastici sottolineando che la scuola nel suo insieme a dover prendere atto del suo mutato ruolo rispetto al contesto istituzionale”. Il Direttore Generale per gli Affari Internazionali, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Antonio Giunta La Spada ha dichiarato: “L’internazionalizzazione deve essere parte integrante delle pratiche educative e contemporaneamente leva per l’innovazione. La politica europea, attualmente debole, deve ritrovare un suo ruolo per trasmettere ai singoli stati un messaggio forte rispetto allo scambio interculturale che non significa omologare ma cooperare”. “L’osservatorio che si inaugura oggi è uno strumento che permette di avere conoscenze dell’internazionalizzazione del nostro sistema educativo. Il Ministero degli esteri sarà felice di contribuire a supportare l’iniziativa fornendo sostegno tecnico e appoggio morale”. Ha affermato Nicola Occhipinti – Ministero degli Esteri Per l’Anp (Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola) è intervenuto il Presidente Giorgio Rembado: “Occorre educare alla diversità, accogliendo un modello di scuola pluralistica e non singolare. C’è grande bisogno di formazione continua dei docenti e l’impegno istituzionale su progetti concreti sul territorio potrebbe rappresentare un sostegno determinante”. A Nando Pagnoncelli, (Ipsos Public Affair) è stato affidato il compito di presentare i dati della Ricerca: Un osservatorio sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca: “L’indagine ha messo a fuoco la realtà della scuola italiana mettendo a punto un indicatore per valutare il grado di apertura internazionale. Il 49% delle scuole ha ottenuto un risultato inferiore a 35 punti (su una scala da 1 a 100) nel calcolo dell’ indice di internazionalizzazione: sono gli stessi Presidi a segnalare le difficoltà esistenti, se è vero che alla domanda diretta di come valutano il livello di internazionalità della propria scuola il punteggio medio che si assegnano è di poco sotto la sufficienza (media voti 5, 7 in una scala di valutazione da 1 a 10)”. Accanto a questi dati, la ricerca mette in luce anche diversi aspetti positivi. Analizzando nel dettaglio le oltre 40 questioni relative all’internazionalità delle scuole e alla mobilità studentesca sottoposte ai 402 Presidi che hanno preso parte all’indagine (Ipsos ha costruito un campione di scuole rappresentativo di tutto il territorio nazionale) emerge una forte volontà della scuola italiana di “sprovincializzarsi” e di rendere gli studenti “cittadini del mondo”. Il traguardo certamente è ancora lontano, ma i dati denotano chiaramente un processo di internazionalità in corso. A sostegno di questa tendenza, dalla ricerca emergono alcuni dati interessanti: il 53% delle scuole ha aderito ad almeno un progetto internazionale durante lo scorso anno scolastico; il 73% ha attivato corsi che trattano il tema delle istituzioni europee e il 72% dei Presidi ritiene che i progetti di mobilità studentesca siano molto efficaci per “aprire gli studenti all’Europa”. Un approfondimento a parte merita la valutazione del ruolo giocato dal corpo docente nel processo di internazionalizzazione. I Presidi riconoscono che l’internazionalità della scuola dovrebbe coinvolgere maggiormente gli insegnanti che purtroppo, a volte, restano ai margini di tali attività. Solo nel 41% dei casi è stata infatti creata all’interno della scuola un’opportunità di incontro e confronto con gli altri docenti stranieri. A causa di questo minor coinvolgimento e dell’onere di dover garantire la continuità didattica, i Presidi ritengono che gli insegnanti non siano particolarmente entusiasti di queste iniziative (solo il 64% di favorevoli) e spesso subiscano le iniziative della scuola (53%). A rivalutare il ruolo del corpo docente però ci pensano gli stessi Presidi, quando sottolineano il fondamentale lavoro svolto dagli insegnanti nel processo di inserimento nelle classi degli studenti immigrati. La ricerca infatti ha esteso l’analisi alle modalità attraverso cui la scuola gestisce e tenta di valorizzare la presenza di stranieri appartenenti a gruppi linguistici diversi. Sono i docenti in questo caso a svolgere in prima persona il ruolo fondamentale di tutor degli studenti immigrati (59% dei casi), visto che solo nel 16% dei casi si è potuto godere di una figura preposta, ad esempio un mediatore linguistico-culturale. E forse è proprio grazie al loro lavoro che la valutazione dei Presidi sull’integrazione culturale a scuola di questi studenti è ritenuta positiva nel 78% dei casi, contrariamente a quello che ci si sarebbe potuti aspettare. Un ulteriore aspetto preso in considerazione per valutare il grado di internazionalità delle scuole italiane è rappresentato dalla diffusione delle lingue straniere. Se da un lato sembra ormai piuttosto diffuso anche lo studio di altre lingue oltre all’inglese (65% delle scuole intervistate), dall’altro appare ancora limitata la diffusione di fenomeni più innovativi, come l’attivazione di corsi su materie scientifiche o umanistiche, impartiti in lingua inglese (presenti solo nel 20% delle scuole del campione). Infine i dati sulla mobilità studentesca individuale, ovvero le esperienze degli studenti che si recano a frequentare l’intero anno scolastico, o un periodo di durata inferiore, in una scuola di un altro paese, per poi riprendere il percorso nel paese di origine. Ipsos stima che nel corso dell’ultimo anno scolastico siano stati circa 3. 800 gli studenti italiani (44% ragazzi e 56% ragazze) che hanno svolto un periodo all’estero. Un dato in leggera crescita rispetto a una precedente rilevazione del 2007 (che stimava in 3. 500 gli studenti che realizzano questa esperienza), ma ancora limitato a una nicchia di studenti, se è vero che il 75% delle scuole riporta di non avere avuto studenti che hanno partecipato a questi programmi nel corso dell’anno 2008/09. Nel complesso dunque, emerge un quadro ambivalente, certamente con ampi margini di miglioramento, ben sintetizzato dall’indicatore sintetico proposto dall’Osservatorio per iniziare ad avere dei parametri che consentano di valutare il livello di internazionalità delle scuole italiane. Ha concluso il dibattito Domenico Lenarduzzi - Direttore Generale Onorario dell’Educazione alla Commissione Europea – Bruxelles: I nostri giovani oggi vivono in un mondo internazionale, è quindi indispensabile dare loro le opportunità per crescere in questo nuovo contesto. Le scuole devono poter collaborare e gli insegnanti aprirsi a percorsi di aggiornamento formativo costante. Le esperienze di Erasmus da una parte e Comelius dall’altra vanno in questa direzione. Le inziative intraprese da Intercultura da anni e soprattutto l’inaugurazione dell’Osservatorio rappresentano strumenti utili per sensibilizzare e innovare il mondo della scuola”.   Allegato: Profilo della Fondazione Intercultura La Fondazione Intercultura Onlus nasce il 12 maggio 2007 da una costola dell’Associazione Intercultura, Onlus ed Ente Morale che promuove e organizza scambi scolastici internazionali per giovani e famiglie di tutto il mondo e che in 54 anni di attività in Italia ha accumulato un patrimonio unico di esperienze educative interculturali. La Fondazione è presieduta dall’Ambasciatore d’Italia a New Delhi, Roberto Toscano; segretario generale è Roberto Ruffino; del consiglio e del comitato scientifico fanno parte eminenti rappresentanti del mondo della cultura, dell’economia e dell’università. L’osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca nasce con l’obiettivo di documentare i processi di internazionalizzazione in corso nelle scuole italiane. Www. Scuoleinternazionali. Org .  
   
 

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