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Notiziario Marketpress di Martedì 08 Settembre 2009
 
   
  DISTACCO DEI COMUNI DELLA VALMARECCHIA, LE MARCHE RICORRONO ALLA CORTE COSTITUZIONALE CONTRO LA LEGGE DELLO STATO.

 
   
  Ancona, 8 Settembre 2009 - La Regione Marche ha deliberato formalmente di ricorrere alla Corte costituzionale contro il distacco dei sette Comuni della Valmarecchia. La Giunta regionale ha incaricato il professore Stefano Grassi (del Foro di Firenze) di predisporre il ricorso avanti la Consulta per ottenere la dichiarazione di illegittimita` costituzionale della legge 3 agosto 2009, n. 117 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 118 del 14 agosto 2009), che prevede il passaggio dei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, SantŽagata Feltria e Talamello, dalle Marche alla Regione Emilia Romagna, nellŽambito della Provincia di Rimini. La decisione era gia` stata anticipata dalla Giunta regionale che aveva discusso la questione nella seduta dello scorso 15 giugno, durante lŽiter parlamentare del testo legislativo. In precedenza, il Consiglio regionale della Marche aveva espresso Žparere non favorevole al distaccoŽ con lŽatto amministrativo n. 84 del 17 marzo 2008. La scelta di ricorrere alla Consulta, viene evidenziato nella delibera di incarico al professor Grassi, trova fondamento nei lavori del Parlamento: la Commissione parlamentare per le questioni regionali, nellŽesprimere parere favorevole al distacco, Žha correttamente ravvisato lŽopportunita` di una valutazione nel merito del parere contrario espresso dal Consiglio regionale delle Marche. Tuttavia, dai resoconti delle sedute della Camera e del Senato, non risulta che le Camere abbiano adeguatamente valutato nel merito il parere negativo della Regione Marche e che, soprattutto, non abbiano reso esplicite le ragioni per cui i motivi a fondamento del parere negativo siano stati disattesi. Del resto il territorio dellŽAlta Valmarecchia, costituendo in quanto Montefeltro unŽarea omogenea, con un centro culturale (Urbino), e` storicamente parte integrante della Regione MarcheŽ. Il parere contrario del Consiglio regionale, espresso dallŽorgano rappresentativo dellŽintera Comunita` marchigiana Ž viene ribadito Ž Žnon e` stato considerato in sede di approvazione parlamentare della legge, pur comportando questa uno smembramento del territorio marchigianoŽ. Va considerato, inoltre, che Žnella valutazione di merito il Parlamento non ha tenuto conto delle iniziative messe in atto dalla Regione Marche, nel corso del tempo, per assicurare ai cittadini dei Comuni interessati al distacco, anche tramite intese con le amministrazioni locali, i servizi rispondenti alle esigenze delle popolazioni stesseŽ. La delibera approvata dalla Giunta regionale delle Marche si riserva di motivare ulteriormente le argomentazioni Žin sede di ricorsoŽ. Le Marche, evidenzia il presidente Gian Mario Spacca, ritengono sostanzialmente che la mancata incidenza del parere regionale sullŽapprovazione della legge Žleda il principio costituzionale di leale collaborazione tra le istituzioni dello Stato. Inoltre, pur prendendo atto della particolarissima situazione territoriale dei Comuni dellŽAlta Valmarecchia, valutiamo ugualmente essenziale lŽesigenza primaria di mantenere unitarie lŽidentita` e lŽimmagine (territoriale, sociale e culturale) dalle Marche, che verrebbero compromesse dalla perdita di una parte significativa del proprio territorioŽ. .  
   
 

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