Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 













MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web








  LOGIN


Username
 
Password
 
     
   


 
Notiziario Marketpress di Martedì 08 Settembre 2009
 
   
  MIROGLIO. CASSA INTEGRAZIONE. COME CAMBIA IL PENSIERO DEL GOVERNO

 
   
  Bari, 8 settembre 2009 - Crisi Miroglio, per gli ammortizzatori sociali si cambia. Al Ministero del lavoro si modifica quanto concordato al Ministero dello Sviluppo Economico. Dall’assessorato al Lavoro, giunge la seguente nota: Nell’incontro del 30 luglio presso il Ministero dello Sviluppo Economico sono state assunte decisioni concordate per garantire il salario dei dipendenti Miroglio nella fase di passaggio degli stabilimenti al Gruppo Intini, Società proponente un piano industriale di rilancio avallato dall’autorevolezza del consenso del Ministero. L’accordo, recita il verbale, indica al primo punto la disponibilità del Ministero del Lavoro acquisita dal Mise a “concedere la Cig in deroga per 12 mesi a valere sui fondi nazionali” alle maestranze a partire dal 18 agosto. Nulla è messo a carico della Regione. Invece nel successivo incontro presso il Ministero del Lavoro relativo allo stabilimento di Ginosa ed ai suoi 227 dipendenti questa disponibilità non è risultata più integrale, ma limitata al 70%. In altre parole il 2 settembre il Ministero del Lavoro ha modificato il suo intervento circoscrivendolo all’applicazione del protocollo di intesa sottoscritto con la Regione il 16 aprile 2009 e quindi al 70% del fabbisogno; il rimanente 30% della cassa integrazione è invece a carico della Regione. La Regione, avendo come principale interesse –soprattutto in questa fase economica- il fornire un reddito ai lavoratori ha dichiarato formalmente la sua disponibilità a farsi carico di questa tranche che, come indica il protocollo, va finalizzata a politiche attive per il lavoro. Se il cambiamento delle posizioni ministeriali non ha provocato gravi conseguenze ai lavoratori è dunque solo per il senso di responsabilità della Regione che si è fatta carico di quanto promesso e poi negato dal Governo. Ma questo sacrificio ha un senso a fronte di un piano industriale di rilancio da parte di chi intende acquisire gli stabilimenti. Di questo piano, annunciato dal Gruppo Intini, la Regione non ha ancora conoscenza. Oggi, sia perchè è doveroso che l’Istituzione esprima un giudizio sulla validità e sulla fattibilità di un processo di reindustrializzazione di tale livello sia perché una parte del costo degli ammortizzatori a ciò finalizzati è a suo carico, la presentazione del Piano alla Regione diventa per noi condizione imprescindibile perché gli accordi siano mantenuti. .  
   
 

<<BACK