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Notiziario Marketpress di Mercoledì 28 Ottobre 2009
 
   
  NELL’ANALISI DI NOMISMA E DEMETRA L’ANDAMENTO DELLE IMPRESE DI UDINE

 
   
  Bologna, 28 Ottobre 2009 - L´analisi sull’andamento economico del terzo trimestre 2009 e sulle aspettative delle imprese udinesi per l’ultimo trimestre dell’anno, realizzata da Nomisma e Demetra, nell’ambito dell’Osservatorio congiunturale sull’economia locale della Cciaa di Udine, è stata presentata presso la sede dell’Ente Camerale dal Presidente Giovanni da Pozzo e dal Responsabile del Laboratorio di politica industriale di Nomisma Luigi Scarola. L’analisi di Nomisma ha messo in evidenza le risposte date da un campione di 606 imprenditori della provincia che operano nei settori del legno arredo, meccanica, vitivinicolo, commercio al dettaglio, alberghi e ristoranti. A livello tendenziale, dopo i difficili risultati registrati dal sistema economico udinese nel secondo trimestre del 2009, prosegue anche tra luglio e settembre una contrazione delle vendite e dei fatturati per oltre la metà delle imprese dei cinque comparti analizzati, confermando una situazione maggiormente critica per le imprese del legno arredo e della meccanica. A ciò è da associarsi un incremento dei costi di produzione per circa il 67% delle imprese vitivinicole e per circa il 57% di quelle degli alberghi e ristoranti, mentre nei comparti del legno arredo, meccanica e commercio al dettaglio è superiore la quota di imprenditori che dichiara una generale stabilità dei costi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Come ha evidenziato Luigi Scarola: «Tutti i dati vanno comunque interpretati alla luce della performance negativa del Pil mondiale, che per la prima volta dopo trent´anni è negativo (-1,1%)». Nel terzo trimestre dell’anno, nonostante i deboli segnali di ripresa economica che iniziano a manifestarsi a livello nazionale, le aspettative delle imprese udinesi per il quarto trimestre 2009 suggeriscono il permanere di una congiuntura sfavorevole. Ciò è determinato anche dallo sfasamento temporale che intercorre tra i mutamenti del clima congiunturale e la percezione degli stessi da parte dell’economia reale dei territori. In particolare, il clima di fiducia per i mesi di ottobre e dicembre pur restando basso per tutti i settori analizzati, rispetto alla precedente rilevazione peggiora per le imprese della meccanica e, pur in misura relativamente inferiore, per quelle vitivinicole, mentre resta stabile per quelle del commercio al dettaglio. Le uniche imprese locali che segnalano, sempre in un clima di sfiducia generalizzato, un debole miglioramento delle aspettative sull’ultimo trimestre dell’anno, rispetto a quanto dichiarato nella precedente rilevazione, sono quelle che operano nel settore alberghiero e ristorativo e quelle del legno arredo. Per ciò che attiene alle politiche di investimento aziendale nel trimestre in corso stanno investendo una quota di imprese che oscilla tra il 10% e il 13% a seconda del settore di riferimento. Così come nella precedente rilevazione, anche nel terzo trimestre del 2009, il settore che a livello tendenziale registra una percentuale maggiore di imprese che hanno effettuato investimenti è quello vitivinicolo. Nel quarto trimestre dell’anno, gli investimenti programmati dalle imprese dovrebbero aumentare in tutti i settori di analisi, in particolare nella meccanica, con il 18,1% delle imprese che dichiarano di voler investire tra ottobre e dicembre 2009 (contro il 10,7% di quelle che hanno investito nel terzo trimestre), e nel commercio al dettaglio (15,9% contro il 9,8%). L’unico settore che non dovrebbe segnare variazioni nella quota di imprese investitrici, tra il terzo e il quarto trimestre 2009, è quello del legno arredo. I settori che operano prevalentemente con l’estero sono quelli strettamente produttivi, in particolar il "legno e arredo" e il "vitivinicolo", bassa invece la percentuale di imprese della “meccanica” che dichiarano di avere rapporti con l’estero. Ciononostante, se per circa la metà dei produttori vinicoli l’export incide per meno del 10% sul fatturato aziendale totale, per una impresa su tre della meccanica tale quota sale al 50%, così come per una impresa su quattro del legno arredo. .  
   
 

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