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Notiziario Marketpress di Mercoledì 11 Novembre 2009
 
   
  LOMBARDIA: FORMIGONI E BOSCAGLI PER IL QUOZIENTE FAMILIARE E´ DIVENTATO IL CRITERIO GUIDA DELLE POLITICHE REGIONALI MA ORA E´ NECESSARIO CHE SI AFFERMI CHE A LIVELLO NAZIONALE

 
   
  Milano, 11 novembre 2009 - Il quoziente familiare si è affermato come criterio guida delle politiche famigliari di Regione Lombardia per una più equa ripartizione dei tributi. Un obiettivo che il Governo regionale intende perseguire anche attraverso un dialogo costante con gli enti locali e i sindacati. E´ quanto è emerso ieri durante il convegno "Uno nessuno, Centomila. Figli: quale futuro?", organizzato dal Sindacato delle famiglie e dall´assessorato alla Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione, al quale sono intervenuti il presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e l´assessore alla Famiglia Giulio Boscagli. "Da tempo - ha spiegato il presidente Formigoni - Regione Lombardia ha scelto, per l´erogazione dei propri servizi come ad esempio il buono scuola, di utilizzare un indice di misurazione del reddito che tenga conto delle caratteristiche della famiglia, cercando di premiare il più possibile la numerosità della stessa. Siamo la prima Regione italiana che attribuisce un significato importante alla presenza dei figli all´interno del nucleo famigliare anche per quanto riguarda il sostegno da attribuire alle famiglie titolari di contratto di affitto a libero mercato. Tale approccio è stato successivamente esteso ad altre misure di intervento, come il Fondo sostegno affitti e il sostegno ai mutui per l´acquisto delle prima casa". "Il federalismo fiscale - ha proseguito il presidente Formigoni - può essere una grande opportunità per sviluppare ulteriormente politiche più attente a favore della famiglia e per introdurre forme più decise di riconoscimento dei carichi familiari. Oggi una Regione, anche se volesse praticare una propria politica fiscale a favore della famiglia, non può prevedere detrazioni o deduzioni sulla propria addizionale Irpef: si arriva così all´assurda situazione per cui un single viene a pagare la stessa addizionale regionale di un padre di famiglia con diversi figli a carico". L´assessore Boscagli, ha ricordato che per Regione Lombardia sostenere la natalità vuol dire sostenere la famiglia: "Dieci anni fa Regione Lombardia ha dato vita alla legge Famiglia (23/99) che ha permesso il sorgere di oltre 600 associazioni famigliari, per rispondere alle esigenze più disparate: dal micronido all´assistenza agli anziani. Inoltre abbiamo realizzato un bando specifico per la tutela della maternità con uno stanziamento di 7 milioni di euro e un altro per la realizzazioni di nidi, che farà aumentare di 2. 000 gli oltre 52. 000 posti già presenti in Lombardia". "Per fronteggiare la situazione di crisi attuale - ha aggiunto Boscagli - abbiamo previsto l´introduzione del quoziente familiare nell´erogazione di alcuni servizi, quali il voucher conciliativo di 250 euro mensili, aggiunto alla dote lavoro per i cassintegrati". Il voucher consente la fruizione di servizi per la cura familiare (servizi prima infanzia, accompagnamento a scuola, dopo scuola/supporto allo studio). "Resta però - ha concluso l´assessore Boscagli - la necessità di introdurre a livello nazionale il quoziente famigliare: solamente intervenendo sulla leva fiscale si potrà aiutare veramente la famiglia in modo radicale". .  
   
 

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