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Notiziario Marketpress di
Giovedì 19 Novembre 2009 |
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CARCERE, MAIOLO: LAVORO PER RECUPERARE UNA VITA
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Milano, 19 novembre 2009 - Si può fare impresa, con agevolazioni fiscali importanti e nel contempo recuperare una vita attraverso il lavoro. E´ quanto vuole comunicare il progetto "Responsabilità sociale di impresa: lavoro, carcere e imprese", un road show che ha girato tutte le Camere di commercio lombarde, voluto da Regione Lombardia e Unioncamere, in collaborazione con il Provveditorato regionale dell´amministrazione penitenziaria per la Lombardia, Confindustria Lombardia e Confcooperative. Per realizzarlo Regione Lombardia ha stanziato 30 mila euro. Ieri, in occasione di una visita al Carcere di Opera, il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia per i diritti del cittadino e per le pari opportunità, Antonella Maiolo, ha spiegato il senso di questa iniziativa. "E´ un progetto che parte da lontano- ha detto il sottosegretario Maiolo dopo aver visitato i laboratori che si trovano nel carcere - Regione Lombardia, attraverso la Legge 8 del 2005 stanzia, per il biennio 2009/2010, 4,7 milioni di euro per la realizzazione di macro progetti di inclusione sociale". "Chi ha lavoro - ha proseguito Maiolo - forse non commette più reati. Per questo abbiamo deciso di realizzare questa iniziativa che serve a fare conoscere alle imprese le opportunità che derivano dall´impiegare i detenuti". Opportunità che si traducono in rigidità degli orari, controlli, accesso a sgravi fiscali e contributivi fino all´80% e nessuna spesa di affitto per i locali della produzione, visto che questa avviene in carcere. In Lombardia l´inserimento lavorativo di detenuti conta diverse esperienze di successo soprattutto nell´ambito delle cooperative sociali. Sono 95 quelle che hanno dato lavoro almeno a una persona proveniente dal circuito penitenziario, 30 le imprese sociali mentre solo 10 le imprese profit. Per le cooperative sociali a Opera ci sono gelatai, liutai, operai specializzati e riparatori di stampanti e cellulari. I gelati sono venduti da bar, ristoranti, grandi magazzini del centro di Milano, mentre il legno dei violini prodotto dai liutai è quello stesso abete maschio della Val di Fiemme, usato da Antonio Stradivari per i suoi celebri strumenti. Alcuni dei lavoratori detenuti hanno pochi anni da scontare; altri invece hanno una condanna all´ergastolo. A Opera ci sono molti esponenti di punta della criminalità organizzata: tra i suoi 1. 300 detenuti c´è anche il Boss Totò Riina, ci sono 200 ergastolani, 90 detenuti in regime di 41 bis e 340 in regime di alta sicurezza. "Il problema - ha spiegato Maiolo - era quello di non fare assistenzialismo. Non sempre infatti il mercato richiedeva quel che si produceva negli istituti di pena. Da qui è nato il progetto con Unioncamere di coinvolgere gli imprenditori. I vantaggi non sono però appannaggio esclusivo delle imprese, ma riguardano l´intera società poiché la riabilitazione attraverso il lavoro è una delle forme più efficaci della prevenzione del crimine". . |
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