|
|
|
 |
  |
 |
|
Notiziario Marketpress di
Giovedì 26 Novembre 2009 |
|
|
  |
|
|
TRENTO: SONO IN AUMENTO LE DONNE VITTIME DI VIOLENZE DA PARTE DEGLI UOMINI
|
|
|
 |
|
|
Trento, 26 novembre 2009 - Nella "Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne" il Servizio politiche sociali della Provincia ha reso pubblici i dati del 2008 relativi al drammatico fenomeno. I dottori Daniela Roner e Lino Zanon hanno fornito i dati relativi alle strutture sostenute dalla Provincia (la "Casa padre Angelo" e la "Casa Tridentina della Giovane" di Trento; la "Cooperativa Punto d´approdo" e la "Fondazione Famiglia Materna" di Rovereto) e all´Associazione laica famiglie in difficoltà (Alfid) nel periodo 2005-2008. "Tutte le situazioni disagio vengono costantemente seguite dalla rete del servizio sociale di base, che si può avvalere di risorse rappresentate da enti del terzo settore che gestiscono sia attività di segretariato sociale, di supporto psico-sociale ed anche di accoglienza residenziale". La conferenza stampa è stata poi completata dai dati resi noti dal Centro Antiviolenza di Trento. Dopo l´intervento della presidente dell´Associazione Coordinamento Donne Delia Valenti, Barbara Bastarelli, responsabile del Centro Antiviolenza, ha reso pubblici i dati relativi al 2009: 193 le donne accolte per motivi di violenza, per la gran parte "insospettabili" (il 70% delle donne vittime di violenza hanno un´occupazione stabile o un reddito o una pensione), violentate da maschi a loro volta "insospettabili" (il 49% esercita professioni "qualificate"). La Situazione Attuale - Vediamo i dati esposti da Daniela Roner e Lino Zanon, anche a nome dell´assessore alle politiche sociali Ugo Rossi, assente per impegni istituzionali. Per quanto riguarda il mondo femminile, nella filiera dei servizi sociali nella provincia di Trento sono presenti delle comunità di accoglienza rivolte sia a donne sole sia a madri con figli, destinate all’accoglienza di donne con varie problematiche, all’interno delle quali sono compresi anche donne e bambini vittime di violenza. Gli enti del terzo settore che si occupano di tali accoglienze residenziali sono: l´Associazione Casa Padre Angelo con sede a Trento; l´Associazione Casa Tridentina della giovane con sede a Trento; la Cooperativa Punto d’approdo con sede a Rovereto; Fondazione Famiglia Materna con sede a Rovereto. A Trento è operativa l’Associazione laica famiglie in difficoltà (Alfid) che svolge attività di segretariato sociale e di mediazione famigliare e a cui si rivolgono anche donne vittime di violenze e maltrattamenti. A Trento è inoltre operante, sempre finanziato dalla Provincia, il Centro antiviolenza di Trento, specializzato nell’accoglienza di donne vittime di violenza, gestito dal Coordinamento Donne di Trento. Questi alcuni dati relativi al periodo 2005-2008 forniti dagli enti sopra elencati, che mettono in evidenza le accoglienze, per le quali la problematica prevalente è costituita dalla violenza intra o extra familiare. Dati Riferiti Al Periodo Gennaio 2005 - Dicembre 2008 - Donne accolte nelle strutture di Rovereto: autore della violenza; numero di persone ospitate per almeno qualche giorno nelle strutture. I dati si riferiscono solo alla persona vittima di maltrattamenti o violenza, si escludono in questi dati i parenti, anche stretti (figli, sorelle madri, ecc. )
Autore della violenza |
Cooperativa Sociale Punto d’Approdo - |
Fondazione Famiglia Materna |
Totale |
Percentuale sul totale |
Coniuge o convivente |
49 |
24 |
73 |
85,8% |
Padre |
4 |
5 |
9 |
10,6% |
Conoscente o altro parente |
- |
3 |
3 |
3,6% |
Totale |
53 |
32 |
85 |
100% | Donne vittime di violenza accolte nelle strutture residenziali: tipologia di violenza subita.
Tipologia di violenza |
Cooperativa Sociale Punto d’Approdo* - |
Fondazione famiglia Materna |
Casa Padre Angelo |
Casa della Giovane |
Violenza Fisica |
30 |
21 |
18 |
57 |
Violenza Psicologica |
28 |
28 |
|
|
Violenza Sessuale |
5 |
4 |
|
|
Violenza Economica |
12 |
8 |
|
| (1) I dati riportati fanno riferimento alle tipologie di violenza subite da ciascun utente: una persona può quindi essere stata vittima di due o più tipi di violenza. Dati forniti dall’Alfid, Associazione laica famiglie in difficoltà (Alfid) relativi a donne che nel primo colloquio raccontano di situazioni di violenza. Succede molto spesso che altre donne nominino la violenza domestica nei successivi incontri e "superficialmente" visto che si stanno separando. Questo dato rappresenta l’enorme cifra oscura che caratterizza questo fenomeno all’interno delle mura domestiche.
Anno |
Totale violenze |
Violenze denunciate |
2005 |
65 |
16 |
2006 |
73 |
26 |
2007 |
59 |
29 |
2008 |
76 |
21 | Modalità Di Accoglienza Nelle Strutture Residenziali Le persone possono essere inserite nelle strutture sia con modalità di urgenza (anche notte e fine settimana) sia su segnalazione iniziale della persona stessa, di conoscenti, delle forze dell’ordine o del pronto soccorso; successivamente il primo giorno utile si contatta il servizio sociale territoriale ; talvolta le donne sono già conosciute e inserite direttamente dai servizi sociali. Le strutture hanno anche funzioni e modalità operative diverse per cui si possono inserire persone sia con necessità di protezione o con minor capacità gestionale nelle strutture più tutelanti: Punto d’approdo nelle due strutture di comunità per donne sole e Casa Fiordaliso per mamme e bambini , Famiglia Materna nella Casa di Accoglienza per madri con figli a Rovereto, Casa Padre Angelo e Casa della Giovane a Trento e sia persone con maggior grado di autonomia negli appartamenti del Progetto Vivere Insieme di Famiglia Materna. A questi enti non si rivolgono da noi quasi mai persone con buona capacità economica e con buone autonomie personali. Le persone che si arrivano hanno scolarità medio-bassa, capacità reddituale limitata, spesso sono straniere o con partner italiano. Sono donne di età che varia dai 17 ai 65 anni, frequentemente con figli, talvolta anche con prole numerosa. Vengono strutturati dei progetti con tempi medio lunghi, nei quali la persona realizza il proprio progetto emancipatorio e di autonomia; altre volte le presenze si limitano a periodi brevi durante il momento di maggior crisi per poi rientrare in famiglia. Punto d’Approdo gestisce anche due appartamenti per le ragazze vittime di tratta a scopo sessuale e non (sei posti): è questo un tipo di violenza e sfruttamento che merita una attenzione tutta particolare. Tutte le ragazze sono giovani straniere senza figli (per lo meno con loro). In conclusione possiamo affermare che le donne che approdano alle strutture socio-assistenziali sono quelle che si trovano nelle situazioni più difficili, in quanto: - sono tutte donne in situazione emergenziale di allontanamento anche fisico da casa e con necessità di protezione; - sono quasi tutte madri con minori a carico, spesso coinvolti nelle situazioni di violenza e abuso; - sono in generale persone con scarse risorse materiali e scarse risorse nella rete parentale e amicale, per cui sono “costrette” a rivolgersi ai servizi sociali (a differenza della maggior parte di quelle che si rivolgono al centro antiviolenza). Ci sembra di poter affermare che tutti questi dati rilevati sono incompleti ed intercettano solo la “punta dell’iceberg”, ossia quella parte minoritaria di donne che giungono a denunciare la violenza e a chiedere aiuto esplicitamente. L’analisi di questi casi mostra che il fenomeno è trasversale, non appare più concentrato in determinate fasce sociali ed interessa nuclei familiari di diverso grado di istruzione, professione e status. Il Centro Antiviolenza Di Trento - Questi sono invece i dati rilevati nel 2008 dal Centro Antiviolenza di Trento e resi noti nel corso della conferenza stampa tenutasi stamani in Provincia. Dati Statistici 2008 413 sono state le relazioni instaurate (193 di donne accolte per motivi di violenza; 50 familiari e/o conoscenti di donne che subiscono violenza; 170 operatori di Servizi o professionisti). Per dare l´idea dell´andamento del fenomeno, le relazioni instaurate erano state 371 nel 2007, 341 nel 2006, 366 nel 2005, 319 nel 2004, 238 nel 2003). 816 sono stati i colloqui per fornire alla donna idonei strumenti di conoscenza per un´analisi della propria situazione e per la valutazione delle possibilità di affrontarla e superarla. Gli Autori Delle Violenze - Riguardo agli autori delle violenze sulle 193 donne accolte dal Centro nel 2008, per il 59% erano mariti, per l´8% conviventi, mentre il 19% è composto da ex-partner, l´8% da familiari, il 4% da amici, conoscenti o colleghi, il 2% estranei. Da notare come separazione e divorzio non mettano fine certa ai comportamenti violenti. Dati Anagrafici Delle Donne E Degli Autori Di Violenza - Sempre sulle 193 donne di cui s´è occupato l´anno scorso il Centro Antiviolenza di Trento, il 36% proveniva dalla città di Trento; il 77% era invece di nazionalità italiana e il 23% straniera, mentre per quel che riguarda i violentatori maschi, l´83% era italiano e il 17% straniero. Delle 44 donne straniere contattate, la maggior parte (44%) proveniva dall´Europa dell´Est; seguivano quelle sudamericane (29%), le donne balcaniche (6%) e con percentuali minori le maghrebine e le europee. Tra i violentatori, per contro, il 25% proveniva dai Paesi dell´Est Europa, il 21% erano maghrebini, il 13% sudamericani e, poi, balcanici ed europei. Per quel che riguarda invece lo stato civile, il 62% delle donne accolte era coniugata, il 20% separata/divorziata, il 9% nubile o convivente. Fra le donne accolte dal Centro né fra gli uomini colpevoli di violenza sulle stesse non si riscontra nessuna tipologia di disagio sociale o elementi che caratterizzano situazioni borderline. La maggior parte delle donne ha un´età fra i 41 e i 50 anni (33%), seguono quelle fra i 31 e i 40 anni (22%), quelle tra i 51 e i 60 anni (19%. Sotto i trent´anni e sopra i sessantuno sono rispettivamente il 13% del totale. La violenza non guarda in faccia nemmeno l´istruzione. Il 33% delle donne violentate nel 2008 era diplomata (gli uomini violentatori erano il 38%), quelle in possesso della licenza di media inferiore erano il 28% (gli uomini il 25%), il 27% delle donne era laureata (gli uomini erano il 19%) e solo l´1% aveva la licenza di scuola elementare. Quindi le donne vittime di violenza non appartengono, almeno in Trentino, alle fasce marginali della popolazione. Il 60% delle donne e il 57% degli uomini autori di violenza hanno un livello di scolarizzazione elevato. La trasversalità del fenomeno viene confermata anche dai dati sulla condizione professionale: l´86% dei maschi autori di violenza e il 70% delle donne violentate risultano avere un´occupazione stabile o quanto meno un reddito o una pensione. Comunque il 30% delle donne accolte dal Centro sempre nel 2008 sono impiegate, il 28% collaboratrici familiari o inservienti, seguono le professoresse (8%), le insegnanti di nido-materne-elementari (7%), le infermiere e comunque in possesso di post-diplomi triennali (7%), professioniste e commercianti (7% ciascuna). La particolare insospettabilità degli autori di violenze contro le donne la si può invece desumere dal fatto che il 49% esercita professioni cosiddette "qualificate", tra cui il 4% appartiene alle Forze dell´ordine. Tipologia Delle Violenze - Su tutte, prevalgono le violenze fisiche e psicologiche assieme (41%), seguite dalle violenze fisiche, psicologiche ed economiche (18%); le sole violenze psicologiche sono il 13%, quelle sessuali il 9%, quelle fisiche, psicologiche, economiche e sessuali assieme il 5%. Tra le forme di violenza registrate, quelle fisiche annoverano schiaffi, calci, pugni, testate, cadute, uso di armi, di coltelli, tentato strangolamento, sequestro di persona. Le violenze psicologiche si concretizzano con umiliazioni, minacce, limitazioni della libertà personale, sottrazione di sonno, isolamento, minacce di violenze fisiche o di morte, autolesionismo o minaccia di suicidio. Le violenze economiche riguardano privazione o controllo del salario, impegni economici o legali imposti con inganno, abbandono economico. Le violenze sessuali consistono infine in rapporti sessuali imposti, richiesta di atti sessuali umilianti, aggressioni sessuali, stupri, prostituzione forzata. Come Ribellarsi Alle Violenze? Il 39% delle donne vittime di violenze che hanno implicato atti di violenza fisica e/o sessuale si sono rivolte al Pronto Soccorso; il restante 61% vi ha rinunciato. Il 36% delle donne vittime di violenza domestica ha presentato denuncia, il rimanente 64% ha rinunciato a questa possibilità. In altre parole, il senso di impotenza, la vergogna, le risposte stereotipate, al percezione del biasimo sociale indirizzato sulla vittima, anziché sull´autore, può inibire la ricerca di aiuto. Un dato che rende quanto mai utile l´informazione e la sensibilizzazione ad ampio raggio. . |
|
|
|
|
|
<<BACK |
|
|
|
|
|
|
|