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Notiziario Marketpress di Giovedì 26 Novembre 2009
 
   
  ENTE VALDICHIANA: CALDEROLI A REGIONI: "LO TERREMO IN VITA"

 
   
  Perugia, 26 novembre 2009 – Riattivazione e contestuale riordino dell’Ente Irriguo Umbro-toscano. E’ quanto si è impegnato a realizzare il Ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, al termine di un incontro convocato d’urgenza dallo stesso Ministro, con i presidenti delle Regioni Umbria e Toscana, Maria Rita Lorenzetti e Claudio Martini, cui hanno preso parte anche rappresentanti del Ministero dell’agricoltura. L’impegno del Governo giunge all’indomani della durissima protesta dei due presidenti per la “cancellazione” dell’ente, determinata da quella che era stata definita, nella lettera inviata al Ministro, una “operazione improntata alla massima improvvisazione istituzionale”. Il Ministro ha ritenuto giuste le osservazioni dei due Presidenti e si è impegnato a mettere in atto tutte le azioni tese a determinare nel più breve tempo possibile (forse già in un nuovo vertice la prossima settimana) tutte le condizioni normative che possano da una parte mantenere “in vita” l’ente e dal’altra parte avviarne il riordino. “Il Ministro, e per lui il Governo, hanno di fatto riconosciuto la giustezza delle nostre ragioni e dato ampia disponibilità a risolvere la questione entro breve. Dunque, - hanno detto Lorenzetti e Martini - siamo soddisfatti, anche se resta l’amarezza per un atto che si poteva evitare. In ogni caso abbiamo ribadito che l’Ente irriguo non solo non inutile, ma svolge una funzione importantissima nella gestione delle risorse idriche in tutto il centro Italia, oltre a fungere da soggetto che, per le sue competenze, coopera con il sistema nazionale di protezione civile per il monitoraggio dello stato dei corsi idrici. In più ha i conti in ordine, costa poco ed ha un numero ridottissimo di dipendenti”. Lorenzetti e Martini hanno ribadito al Ministro che l’Ente, oltre ad avere ormai dal 2002 un bilancio sostanzialmente in equilibrio, “opera in un settore di fondamentale importanza per gli interessi delle due regioni in materia di approvvigionamento irriguo, idropotabile, tutela ambientale, gestione degli eventi di piena e regolazione dei deflussi, ecc”. Anche per queste ragioni, dunque, risulta indispensabile garantire il superamento della sua precarietà, dando ad esso stabilità e veste istituzionale adeguata, attraverso una trasformazione, ai compiti conferiti. A tale proposito si ricorda inoltre che, anche nell’ottica di un riordino - mai compiuto -, dall’anno 1998 l’Ente è stato amministrato da un commissario straordinario di nomina ministeriale con l’obiettivo di provvedere al riordino tramite trasformazione. Per la sola Regione Umbria – ha riferito la presidente Lorenzetti al Ministro – questa inammissibile soppressione avrebbe compromesso interventi che nel loro insieme rappresentano il più rilevante schema idrico dell’intera Italia centrale cui sono legate questioni di fondamentale importanza, dalla progettazione ed esecuzione delle opere di completamento del Piano irriguo nazionale, affidate in concessione dal Ministero vigilante, alla gestione delle infrastrutture realizzate e alla conseguente erogazione di acqua per scopi prevalentemente irrigui, cui si è aggiunta l’erogazione di acqua per scopi idropotabili ai fruitori istituzionali con i quali ha stipulato alcune convenzioni per la definizione del costo del servizio e le modalità della fornitura. Nente Valdichiana: Un Ente Utile, Compiti E Funzioni…(la Scheda) Per meglio comprendere importanza, vastità e complessità delle funzioni svolte va ricordato che l’Ente irriguo rifornisce schemi acquedottistici che interessano 10 comuni tra cui quello di Arezzo (dall’anno prossimo anche Perugia, Sangiustino, Cortona, Castiglion Fiorentino e i comuni del Trasimeno); alimenta e gestisce per la parte di propria competenza gli schemi irrigui più significativi delle regioni Umbria e Toscana; gestisce quattro grandi dighe con le relative reti di adduzione, serbatoi e un canale ad uso plurimo intestati al demanio dello Stato del valore complessivo stimabile (a costi attuali) in circa 2 miliardi di euro; ha opere in corso di realizzazione finanziate dallo Stato per circa 140 milioni di euro ed altre in procinto di appalto per circa 105 milioni di euro; è soggetto attuatore di interventi di protezione civile per fronteggiare l’emergenza idrica come da Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3230/2002 e n. 3598/2007 anche nell’ambito di quanto stabilito dall’art. 141 della Legge 388/2000 e s. M. Per il recupero del patrimonio idrico nazionale, e sta assicurando, tra l’altro, la prosecuzione degli interventi infrastrutturali ivi previsti sulla base degli ulteriori finanziamenti di cui all’art. 4, commi 31-37, della Legge 24/12/2003 n. 350; è titolare di una concessione di derivazione settantennale a prevalente scopo irriguo (e parzialmente idropotabile) per 400 milioni di mc. Annui dai bacini Tevere e Arno più altre trentennali di minore importanza tra cui due a scopo idroelettrico; gestisce due impianti idroelettrici che producono energia (pari al fabbisogno annuale di circa 3000 famiglie e certificati verdi) per un valore quantificabile in misura variabile compresa tra 1 e 1,5 milioni di euro l’anno. Infine, con la soppressione dell’Ente si sarebbe messa in discussione anche la possibilità di ultimare i lavori dell’invaso sul Chiascio, che finalmente dopo anni ora potrebbero finalmente essere avviati a conclusione. .  
   
 

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