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Notiziario Marketpress di
Venerdì 05 Marzo 2010 |
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REPUBBLICA DI SAN MARINO (MUSEO SAN FRANCESCO): RENATO BIROLLI.
NECROPOLI E PAESAGGIO ADRIATICO - A CURA DI ZENO BIROLLI E PAOLO RUSCONI - 14 MARZO / 30 GIUGNO 2010
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La direzione della Galleria d’arte moderna e contemporanea di San Marino, la cattedra di Storia dell’arte contemporanea del Dipartimento di Storia dell’arte della musica e dello spettacolo dell’Università degli Studi di Milano, l’Archivio Alessandro Bonsanti del Gabinetto G.p. Vieusseux di Firenze, la famiglia Birolli hanno organizzato una esposizione dedicata al lavoro compiuto dal pittore Renato Birolli (1905 – 1959) nell’area marchigiana durante gli anni Cinquanta. Il 1950 apre, per Renato Birolli, un decennio articolato e complesso: un decennio di intenso lavoro, che vede la partecipazione al gruppo degli Otto e l’organizzazione delle prime esposizioni «americane» presso la Catherine Viviano Gallery di New York. Ma anche un decennio di ricerca, scandito da lunghi soggiorni lontano da Milano. Soggiorni intensi, dove la solitudine si delinea come «luogo morale» in cui prolungare un dibattito che coinvolge tutte le dimensioni della vita e della persona. Renato Birolli arrivò a Fosso Sejore, tra Pesaro e Fano, nell’estate del 1950, stabilendosi presso la casa di un pescatore. Per quell’anno e per le successive due estati, nel ’53 e nel ’54, fece di questo luogo lo spazio del suo lavoro e della elaborazione del paesaggio marino e terrestre, nonché dalla riflessione sulla vita dei contadini e dei pescatori, fuori da qualsiasi istanza retorica. Tale periodo di ricerca e fervida attività – testimoniato dalle aperture internazionali del pittore, dalla sentita partecipazione al dibattito politico e artistico del dopoguerra, dalla ripresa della scrittura di un Taccuino in cui sono raccolti disegni e appunti adatti a cogliere la dimensione vitale, dinamica, cromatica e geometrica dell’ambiente naturale – è rimasto meno frequentato dalla storiografia e dalla letteratura artistica. L’esposizione intende mettere in luce il particolare carattere di questa produzione molto legata ai luoghi, al paesaggio adriatico e al tema della Necropoli. Questo tema, che compare in un quadro durante il secondo soggiorno, nell’estate del 1953, e si riferisce a un luogo archeologico preciso – Novilara -, riveste nelle versioni degli anni successivi un significato esemplare del percorso dell’artista verso una maggiore presenza dell’uomo e della memoria. Significativa è una lettera del 6 agosto 1953, inviata da Fosso Sejore al collezionista ed amico fraterno Guglielmo Achille Cavellini in cui scrive: Ti invierò una pagina del nuovo Taccuino delle Marche, che esprime il movente del quadro «Necropoli etrusca». Essa esiste vicino a Fosso, al sommo d’una collina. Ho la sensazione d’aver dipinto il quadro col silenzio. È grigio e giallo e nero. Intorno è verde cinabro acuto. Questa contraddizione del giallo sonoro e del silenzio esiste in natura, d’estate: quando cantano le cicale e i contadini sono immobili nel campo. Io voglio rendere questo, farlo sentire6. È per questo che ho scelto la necropoli etrusca, che è come una storia espansa nell’aria, rifatta dalle cose che vivono. Mi sento libero nella mia fantasia; sento che posso proiettare ogni cosa e fatto dalla tela al sentimento. La difficoltà sta nel fatto che io non ho un’arte imitativa, ma nemmeno evasiva e che il mondo mi urge da ogni lato ed ho una vita sola. Il «Tramonto della luna» è l’antefatto della «Necropoli». Tutto verde e viola, come l’ho visto... L’esposizione presenta circa 40 opere, tra cui dipinti (molti di grande formato), un gruppo di ceramiche e disegni, oltre ad un ricco ed inedito corpo di materiale di documentazione. In mostra vi saranno dei veri capidopera e alcuni dipinti provenienti da musei italiani e stranieri, tra cui Storia di mare (Tramonto della luna) (1953, olio su tela) della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e alcuni sconosciuti al pubblico italiano, come Falce sedia e canestra sull’aia (1952, olio su tela) proveniente da São Paulo del Brasile ed Estate (n°2), (1954, olio su tela), proveniente da New York. Il catalogo, edito da Scalpendi, oltre a documentare il percorso espositivo si gioverà di una serie di contributi riferiti al lavoro del pittore e alla sua biografia. Il carattere di questi scritti intende avere il vantaggio di una conoscenza diretta delle fonti manoscritte e a stampa conservate presso l’Archivio Rosa e Renato Birolli conservato a Firenze. In particolare sono stati privilegiati ambiti poco noti del lavoro dell’artista come il mosaico, la ceramica e un album di disegni databile al 1950. Inoltre una parte del catalogo è dedicata all’approfondimento di alcune lettere inviate al collezionista Cavellini e a una dettagliata biografia degli anni Cinquanta. I saggi in catalogo sono di Paolo Rusconi, Claudio Spadoni, Gloria Manghetti. L’organizzazione della mostra avviene nell’ambito dei Musei di Stato della Repubblica di San Marino. Oltre a questi testi saranno pubblicati degli estratti inediti dalla corrispondenza dell’artista e dai suoi scritti. Accanto alla mostra saranno previste una serie di manifestazioni collaterali quali conferenze e lezioni e attività didattiche per le scuole. Info: San Marino, Museo San Francesco (via Basilicius) - Repubblica di San Marino - 14 marzo - 30 giugno 2010 - Per informazioni: tel. 0549 885132 – 885414 - Catalogo edito da Scalpendi (pagine 152, prezzo di copertina Euro 27,00, w.Scalpendieditore.eu) Testi di Paolo Rusconi, Claudio Spadoni, Gloria Manghetti, Ana Gonçalves Magalhães, Giacinta Cavagna di Gualdana, Ilaria De Palma, Maria Chiara Monaldi, Viviana Birolli |
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