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Notiziario Marketpress di Mercoledì 08 Novembre 2006
 
   
  LA TOSSINA BOTULINICA NEL TRATTAMENTO DELLE CEFALEE

 
   
  Milano, 8 novembre 2006 - Non serve solo per spianare le rughe, ma anche per curare il mal di testa. “Sono sempre più numerosi” spiega il professor Pinessi, “ gli studi che dimostrano l’efficacia della tossina botulinica di tipo A per combattere varie forme di cefalea, nel trattamento acuto ma anche in quello preventivo. La tossina, prodotta dal batterio anaerobico Gram-positivo Clostridium botulinum, è una potente neurotossina che agisce a livello delle giunzioni neuromuscolari bloccando il rilascio del neurotrasmettitore acetilcolina e provocando così un blocco della contrazione muscolare. È una questione di dose se iniettato in un muscolo in piccole quantità, infatti inibisce temporaneamente la trasmissione neuromuscolare, determinando un rilassamento della muscolatura interessata, di entità variabile a seconda della quantità di tossina iniettata. Si è così pensato di sfruttarne le proprietà miorilassanti a scopo terapeutico e già nel 1979 l’Fda americana ne ha autorizzato l’uso in ambito clinico per la cura dello strabismo. Nel 1989 è stata poi approvata per il trattamento del blefarospasmo (un disturbo del movimento che provoca una contrazione frequente e involontaria dei muscoli palpebrali) e da circa 10 anni viene ormai impiegata come farmaco di prima scelta nella terapia di diversi disordini del movimento, tra cui le varie forme di distonia e l’emispasmo facciale. Negli ultimi tempi, oltre alla sua ben nota applicazione in campo cosmetico come prodotto antirughe, è apparsa sempre più evidente la sua utilità anche nella cura di altre malattie e, in particolare, nel trattamento del mal di testa. L’idea di utilizzare la tossina botulinica purificata e stabilizzata nella terapia delle cefalee è nata dall’osservazione che alcuni pazienti con movimenti involontari e distonie del volto (blefarospasmo ed emispasmo facciale), affetti anche da emicrania o cefalea tensiva concomitanti, riferivano una diminuzione sia dell´intensità del dolore, sia della frequenza delle crisi in seguito a iniezioni di tossina botulinica al volto. Sono così iniziati diversi studi volti a valutare l´efficacia delle infiltrazioni di botulino nei muscoli pericranici in pazienti affetti da cefalea tensiva ed emicrania. L´iperattività di questa muscolatura, infatti, è attualmente considerata la causa principale della cefalea tensiva, cronica e non, e un fattore in grado di aggravare la sintomatologia dolorosa nell´emicrania. “Se iniettata a livello dei muscoli intorno agli occhi, di quelli della fronte o delle mascelle e, nei casi in cui il mal di testa sia diffuso a tutto il cranio, anche dei muscoli delle spalle e del collo – prosegue il neurologo torinese -, la tossina consente, bloccando la trasmissione nervosa, di ridurre la contrazione di questa muscolatura e di allentare così il tipico cerchio alla testa in quei pazienti affetti da cefalee croniche ed episodiche con una forte componente muscolo-tensiva”. Il nuovo rimedio è privo di effetti collaterali significativi e permette, oltretutto, di ridurre drasticamente l´uso di analgesici. La cura ha bisogno di un po´ di rodaggio prima di dare risultati positivi e i primi benefici compaiono dopo un paio di sedute. Per essere efficace, inoltre, il trattamento va ripetuto ogni 5-6 mesi per almeno due anni. Nella maggior parte degli studi effettuati fino ad ora, il botulino si è dimostrato un farmaco valido, sia nel trattamento dell’attacco acuto sia come intervento di profilassi, per ridurre il dolore provocato dalla cefalea e la frequenza degli attacchi. Ulteriori e ultime conferme sull’utilità del botulino sono arrivate anche dall’ultimo congresso della European Federation of Neurological Societies, che si è svolto ad Atene in settembre dove sono stati presentati i risultati di due studi americani che hanno testato l’effetto della tossina botulinica di tipo A nella profilassi della cefalea cronica quotidiana,valutandone sicurezza ed efficacia. Gli studi hanno coinvolto più di 350 pazienti, seguiti in vari centri statunitensi per un periodo di 11 mesi. I pazienti trattati con la tossina hanno presentato un miglioramento significativo di tutti i parametri esaminati in confronto al placebo, riportando effetti collaterali molto modesti. In particolare, la terapia col botulino si è dimostrata in grado di ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi cefalalgiche in tutti i pazienti studiati e di permettere un minor consumo di analgesici in quelli che ricorrevano all’uso di questi farmaci per il trattamento degli attacchi acuti. Il trattamento con la tossina botulinica rappresenta, quindi, una nuova e promettente opzione terapeutica nel campo delle cefalee, attualmente protagonista di molti studi clinici internazionali finalizzati a comprendere meglio i suoi effetti nelle diverse forme della malattia e il suo ruolo come agente terapeutico. Occorre comunque tenere presente che nel nostro Paese, il farmaco non è ancora registrato per questa indicazione e che la terapia col botulino può essere praticata esclusivamente nei Centri Neurologici specializzati, dove siano disponibili attrezzature adeguate per lo stoccaggio e lo smaltimento del prodotto e dove sia presente un´équipe di medici esperti nella somministrazione di questo farmaco e nel monitoraggio dei vantaggi e degli eventuali effetti collaterali dei pazienti a cui viene iniettato. Al momento attuale, inoltre, la terapia è totalmente a carico del paziente anche se in base all’efficacia dimostrata entro brevi tempi sarà possibile ottenere la rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale”. .  
   
 

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