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Notiziario Marketpress di Mercoledì 08 Novembre 2006
 
   
  IL TOPIRAMATO NELLA PROFILASSI DELL’EMICRANIA

 
   
  Milano, 8 novembre 2006 - Tra le novità farmacologiche c’è anche il topiramato, approvato in origine come farmaco antiepilettico e recentemente anche per la profilassi dell’emicrania. La molecola, infatti, si è dimostrata efficace nel ridurre frequenza e gravità degli attacchi emicranici. “Il topiramato” ,dice Pinessi , “inizialmente impiegato come anticonvulsivante nel trattamento dell’epilessia, agisce sul sistema nervoso centrale come stabilizzatore dell’attività elettrica della membrana della cellula nervosa. Questo farmaco è particolarmente indicato nelle cosiddette patologie critiche, quali appunto l’epilessia, per la quale è nato, ma anche l’emicrania, caratterizzate da periodiche crisi. Anche nel caso dell’emicrania, infatti, il cervello del paziente risulta particolarmente eccitabile e può andare facilmente incontro a crisi che si manifestano con dolore pulsante e unilaterale, di intensità moderata o severa, associato a sintomi come nausea, vomito, fotofobia e fotofobia. Un farmaco come il topiramato, che agisce come regolatore dell’eccitabilità dei neuroni, può dunque essere utile nella prevenzione delle crisi epilettiche ma anche di quelle emicraniche, che presentano per molti versi caratteristiche simili le une alle altre . I risultati di tre ampi studi, svolti su oltre 1700 pazienti hanno verificato l’efficacia e la tollerabilità di un trattamento a lungo termine con il farmaco, fornendo risultati molto positivi. Si è infatti dimostrato che la cura è in grado di ridurre del 50% il numero di attacchi mensili nel 46,3% di casi ed è efficace già nel primo mese di terapia. Utilizzato nelle forme più tenaci di emicrania, quelle caratterizzate da almeno 3-4 attacchi al mese e resistenti ai prodotti tradizionali (betabloccanti o calcioantagonisti), o nei pazienti con crisi gravi o particolarmente debilitanti, il topiramato agisce non tanto attenuando i sintomi (ruolo che spetta agli antidolorifici specifici, come i triptani) quanto riducendo in modo significativo la frequenza degli attacchi emicranici, che risultano inoltre più brevi e meno intensi. La conseguenza è un minor ricorso ai farmaci analgesici, a tutto vantaggio della qualità della vita”. Il topiramato, tra l’altro, ha dimostrato di essere attivo anche nei pazienti che soffrono di emicrania con aura, una forma che spesso non risponde al trattamento con gli altri farmaci di profilassi già noti. La terapia deve essere seguita per un periodo di almeno tre mesi, ma la sua durata può variare in modo significativo da caso a caso, a seconda della tipologia del paziente. In ogni caso, gli studi hanno evidenziato una buona tollerabilità della molecola, i cui effetti collaterali, generalmente lievi, consistono principalmente in leggere parestesie, cioè temporanee perdite di sensibilità, soprattutto agli arti, e astenia. Un altro effetto collaterale del topiramato, non sempre sgradito, è invece quello di provocare una leggera perdita di peso (dell’ordine del 2-3 % del peso corporeo totale), contrariamente a quanto avviene con gli altri farmaci comunemente usati per la profilassi dell’emicrania. La strategia terapeutica di prevenzione farmacologica di questo disturbo a base di antiepilettici a dosaggio ad hoc, da assumere ciclicamente tutti i giorni, anche in associazione con medicinali specifici sintomatici come triptani o analgesici ad azione mirata, vede concordi tutti gli esperti dei Centri Cefalee. Il topiramato, in particolare, è già stato registrato per la prevenzione dell’emicrania in 41 paesi e recentemente anche in ’Italia. ” Tutti i farmaci che riducono gli attacchi - “Il topiramato”, ricorda infine il professor Pinessi , “è solo l’ultimo ritrovato che si aggiunge ad una lunga lista di farmaci “preventivi” dell’emicrania. E’ il risultato della ricerca scientifica che punta a ridurre il numero degli attacchi. Un obbiettivo con grandi aspettative e benefici come la diminuzione dei giorni di sofferenza e quindi degli effetti nocivi degli analgesici, consumati in gran quantità dagli emicranici. In assenza di una conoscenza precisa dei meccanismi biochimici che causano l’emicrania, raggiungere l’obbiettivo non e facile, tuttavia in questi anni sono stati messi a punto numerosi farmaci, già presenti sul mercato con altre indicazioni. Alcuni antipertensivi come i betabloccanti , psicofarmaci, antidepressivi, hanno dimostrato di ridurre da due a quattro crisi dolorose su una media di sei-otto crisi mensili in una percentuale rilevante di emicranici. A questi si aggiungono ora gli antiepilettici, categoria a cui appartiene l’ultimo arrivato nei farmaci per prevenire l’emicrania, il topiramato. E’ importante che i pazienti sappiano che la ricerca ha messo a disposizione un ampio panorama di farmaci con cui ridurre il numero di crisi medio mensile. Tra questi lo specialista può ora scegliere quello più efficace per il paziente e con il minor numero di effetti collaterali”. .  
   
 

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