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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 08 Novembre 2006 |
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SCHIZOFRENIA E DEPRESSIONE: PARLARNE PER NON GHETTIZZARE A RIMINI SPECIALISTI A CONFRONTO PER FARE IL PUNTO SULLA GESTIONE CLINICA E TERAPEUTICA DI DUE IMPORTANTI PATOLOGIE PSICHICHE
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Rimini, 8 novembre 2006 – Si stima che nel riminese quasi 1. 500 individui soffrano di schizofrenia (in Emilia Romagna sono circa 21. 000). Questa importante patologia della mente e la depressione nel paziente schizofrenico saranno al centro dell’incontro organizzato dal Dipartimento di salute mentale di Rimini in collaborazione con Pfizer Italia che avrà luogo giovedì 9 novembre presso l’Hotel Holiday Inn di Rimini in viale Vespucci, 16. In Italia la schizofrenia colpisce circa 600mila persone. Secondo uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’incidenza di questa malattia, cioè il numero di casi che si verificano ogni anno, oscilla tra i 7 ed i 14 ogni 100 mila abitanti, in età compresa tra i 15 ed i 54 anni. Si tratta di un disturbo del sistema nervoso altamente disabilitante che attacca tutti gli aspetti della vita psichica dell’individuo. Gravi sono i disturbi cognitivi ed emotivi, caratterizzati da deliri ed allucinazioni tali da rendere chi ne soffre incapace di riconoscere cosa sia reale o solo immaginario. Sono colpiti da questa malattia sia uomini che donne con la differenza che nei primi la patologia si manifesta in età più precoce, tra i 15 ed i 25 anni, mentre le donne manifestano i primi sintomi tra i 25 ed i 35 anni. “La personalità si modifica e con essa anche i pensieri, gli affetti ed il senso della propria individualità. - afferma il dottor Riccardo Sabatelli, Responsabile del Centro di Salute Mentale di Rimini – Siamo dinnanzi ad una grave perturbazione del rapporto con se stesso e con il mondo circostante. La sintomatologia porta il malato ad avere difficoltà ad integrarsi in una normale situazione socio-affettiva. I sintomi portano in moltissimi casi all’isolamento del malato, proprio come nel caso della depressione che molto spesso si tace e si nasconde per pudore o vergogna del giudizio degli altri” La depressione appartiene alla categoria dei disturbi dell’umore e si deve considerare una malattia a lunga durata, che tende, cioè, a ripresentarsi con frequenti ricadute e ricorrenze. Nel mondo si contano milioni di depressi. Le statistiche più recenti dicono che il 5% della popolazione soffre di depressione, con una prevalenza delle donne – dal 4,5 al 9,3% - rispetto agli uomini – dal 2,3 al 3,2% -. In generale, comunque, si ritiene che il 10% della popolazione abbia la possibilità di incorrere in almeno un episodio depressivo nel corso della propria vita. L’esordio della malattia può avvenire a tutte le età, ma l’adolescenza e la prima giovinezza sono i periodi a maggior rischio, soprattutto per le donne. Gli uomini, invece, rischiano maggiormente di cadere in depressione dai 35 ai 44 anni di età. “Ci si sente soli, con un gran vuoto che non si riesce a colmare e ciò che è peggio, ci si sente molto spesso anche in colpa. ” continua il dottor Sabatelli “Si ha l’impressione che non ci sia niente da fare e quindi il paziente, a torto, si rassegna. Vincere la depressione, oggi ancor di più, si può. Basta riconoscerla e curarla per tempo come qualsiasi altra patologia, senza alcuna vergogna, paura o pregiudizio. In molti ce l’hanno già fatta. Nomi importanti come Sandra Mondani e Woody Allen dimostrano che la si può sconfiggere continuando ad essere apprezzati dagli altri”. Anche per la schizofrenia si è assistito negli ultimi anni a notevoli miglioramenti sia per la disponibilità di nuovi farmaci molto efficaci e selettivi, sia per l’ampliamento delle conoscenza dei disturbi del pensiero che per le esperienze ormai numerose di riabilitazione psicosociale. “Si sta lavorando molto per combattere queste diffuse patologie della psiche – conclude il dottor Sabatelli – L’incontro di giovedì vuole essere un ulteriore confronto ed arricchimento per la cura di depressione e schizofrenia” . |
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