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Notiziario Marketpress di
Giovedì 15 Aprile 2010 |
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MICHELE RACCONTA
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Milano, 15 aprile 2010 - Titolo semplice ed evocativo per il secondo volume del progetto "Semidivite" voluto da Michele Chiarlo racconta in prima persona la sua vicenda umana e di produttore, insieme alle tradizioni, la vita e le splendide immagini delle colline piemontesi da cui tutto ha avuto inizio. Una storia personale e sociale, un atto d´amore, la vicenda di una fortunata realtà aziendale e di un intero territorio... Si può leggere da più punti di vista quanto si trova all´interno del libro Michele Racconta, secondo volume, dopo Il segno dei filari arancioni della collana Semidivite, pensata da Michele Chiarlo come passo ulteriore di un cammino che da sempre mira ad awicinare il mondo del vino e dell´arte, celebrando, attraverso queste due grandi ricchezze dell´uomo, il territorio piemontese a lui tanto caro. In questo secondo libro, il cui testo è stato raccolto da Giovanni Ruffa, coordinatore dell´intera collana Semidivite, e da Paola Gho, sono condensati tutti i temi e gli affetti che hanno guidato Michele Chiarlo lungo l´arco della sua storia di uomo e di produttore. Il racconto, evocativo e preciso, procede parallelo: da un lato la vicenda familiare ben radicata tra le belle colline del Monferrato e delle Langhe, dall´altro la vita sociale, le usanze, le tradizioni, i sapori e i colori del territorio piemontese di cui Chiari() si fa portavoce discreto, consapevole di essere parte di una realtà ben più grande a cui essere fieri di appartenere e felici di poter far conoscere. Il tutto accompagnato dalle magnifiche foto che, se materialmente sono il risultato dei migliori scatti di dieci grandi fotografi chiamati ad immortalare le ultime dieci vendemmie, in realtà racchiudono l´unico senso e il ritmo sempre uguale di un rito antico: quello che dai frutti della terra fa nascere il vino che dà gioia. L´idea di raccontare la vendemmia per immagini cominciò nel 1997, da allora, ogni anno è stato chiamato un fotografo che registrasse "con il suo punto di vista e il suo gusto" - scrive Michele Chiarlo nella presentazione del libro - "il gesto finale di un anno di lavoro sulla terra". Ora, le più belle tra quelle immagini accompagnano, lungo le pagine del libro, il racconto di un´awentura bellissima che passa attraverso un secolo di storia e tradizioni: dall´infanzia povera nel Piemonte contadino di inizio Novecento, alle 240.000 lire con cui papà Pietro comprò la prima cascina semi abbandonata. Dalle tradizioni mai morte degli anni in cui si raccoglievano da terra persino gli acini caduti, alla perplessità nel guardare i figli ormai cresciuti potare interi grappoli nei primi diradamenti. Dai viaggi all´estero per portare il vino piemontese sulle tavole in cui ancora non lo si conosceva, all´idea inseguita a lungo da Michele Chiarlo di celebrare, su quelle colline, il vino con l´arte e l´arte col vino, in un continuo intreccio che di due aspetti fa un´unica bella realtà. Realtà di cui il libro Michele racconta si fa custode e difensore, per, come dice lo stesso Chiarlo: "Lasciare una traccia, ma anche per indicare una strada". "Michele Racconta´ Secondo volume della collana Semidivite, a cura di Giovanni Ruffa e Paola Gho, fotografie di Giovanni Succi. |
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