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Notiziario Marketpress di Mercoledì 24 Maggio 2006
 
   
  INCONTRI AREA NOBEL LINDA BUCK, NOBEL PER LA MEDICINA 2004, A TRIESTE: “LA RICERCA DI BASE STRUMENTO FONDAMENTALE PER LA CONOSCENZA”

 
   
  Trieste, 24 maggio 2006 - Si è tenuta ieri mattina in Area Science Park la conferenza del Premio Nobel per la medicina 2004 Linda B. Buck, dal titolo “Le neuroscienze alla scoperta dei sensi”. Linda Buck è stata insignita del Nobel insieme a Richard Axel per gli studi sui recettori dell´odore e sul sistema olfattivo. “Il premio Nobel ad una donna – ha evidenziato il presidente di Area Science Park, Maria Cristina Pedichio – è un riconoscimento che in campo scientifico ha già illustri precedenti al femminile, in Italia Rita Levi Montalcini, restando tuttavia un’eccezione. È anche per questa ragione che siamo stati particolarmente felici della disponibilità di Linda Buck ad accettare l’invito di Area Nobel. Nel momento in cui a livello di Unione Europea si sta cercando di mettere in atto azioni che incentivino le donne a dedicarsi alla scienza, l’esempio di personaggi come la Buck è molto importante per indicare una strada alle nostre giovani ricercatrici”. "L´olfatto è rimasto per molto tempo il più enigmatico dei nostri sensi. Il principio di base per riconoscere e ricordare circa 10 mila differenti odori non era stato scoperto fino ad oggi" avevano scritto i membri della Giuria nella motivazione che ha assegnato ai due studiosi il premio Nobel. Tutti i geni identificati dai due studiosi controllano i recettori olfattivi che si trovano sulla superficie delle cellule raccolte in una piccola area nella parte superiore dell’epitelio, che riveste la zona interna del naso. Sono queste sentinelle biochimiche a intercettare le molecole che veicolano gli odori. Attraverso sottili fibre nervose, le cellule olfattive sono collegate a piccole strutture chiamate glomeruli, che si trovano nel bulbo olfattivo. Quest´ultimo si trova poco al di sopra del naso ed è la principale area del cervello specializzata nella percezione degli odori. Anche in questo caso il meccanismo funziona grazie a un´estrema specializzazione: le cellule dotate degli stessi recettori inviano i messaggi agli stessi glomeruli. Da questi ultimi, l´informazione relativa agli odori percepiti viene trasmessa alle altre aree del cervello coinvolte nella percezione degli odori: tutte insieme combinano i segnali ricevuti in un unico schema, che si traduce nella vera e propria percezione dell´odore e nella sua memorizzazione. Questo filone di studi è di casa anche a Trieste, in particolare alla Sissa, dove è seguito da alcuni ricercatori tra i quali Anna Menini, professore di Fisiologia alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati e coordinatrice del laboratorio sulla neurofisiologia dell’olfatto. Le ricerche sugli aspetti neurobiologici dell’olfatto condotte alla Sissa sono molto legate a quelle che hanno portato all’assegnazione del Nobel. Infatti, vengono studiati i processi di trasduzione del segnale chimico in elettrico in direzione del sistema nervoso, in pratica quello che avviene all’interno della cellula nervosa olfattiva una volta che un odore si è legato al recettore. Quanto ai possibili sbocchi applicativi di questo tipo di studi, Linda Buck ha sottolineato che, trattandosi di ricerca di base, l’obiettivo principale è quello di svelare nel dettaglio tutti gli aspetti che presiedono alla percezione olfattiva e i meccanismi biochimici in essa implicati. Questa conoscenza potrà in futuro consentire di individuare meglio eventuali anomalie funzionali e dunque aprire la strada a possibili rimedi in campo medico. Un altro ambito nel quale può essere ipotizzato l’utilizzo di tali conoscenze è quello dell’industria alimentare. .  
   
 

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