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Notiziario Marketpress di Venerdì 11 Giugno 2010
 
   
  BORGO SAN GIUSTO (EMPOLI – LOC. MONTERAPPOLI): BIENNALE DI ARTE CONTEMPORANEA - GIARDINI INFORMALI - I EDIZIONE - INSTALLAZIONI PERMANENTI DI: STEFANO BRESCHI, MONICA CECCHI, ANDREA NICITA, SARAH BAKER - DAL 5 GIUGNO 2010

 
   
  Un gruppo di artisti emergenti, un ritaglio di verde sulle colline empolesi, un orto di simboli per contenere e raccontare una variegata realtà frutticola e floreale, infine un Resort di lusso come fondale ad un affascinante luogo en plein air. Tutto questo è Giardini Informali, rassegna di arte contemporanea che, con cadenza biennale e a partire dal 5 giugno 2010, si propone di presentare al pubblico un nuovo spazio dinamico, un’esperienza visiva e sensoriale dove la creatività e il verde si fondono per dare vita ad una versione non convenzionale di arte ambientale. Sede permanente della Biennale, promossa da Borgo San Giusto in collaborazione con Present Contemporary Art – la Società che dal 2004 opera come ponte culturale tra la Cina e l’Italia –, e con il fondamentale supporto della Banca di Credito Cooperativo di Cambiano, delle Assicurazioni Generali e della Fattoria Bini, è il garden del complesso edilizio Borgo San Giusto, recentemente riportato in auge dalla famiglia Bini Moriani, proprietaria storica degli oltre duecento ettari di terreno su cui sorge la struttura turistica e la Villa padronale Il Terraio. Stefano Breschi, Monica Cecchi, Andrea Nicita, Sarah Baker, sono gli autori scelti dalla Present in accordo con la direzione artistica del Borgo San Giusto, per scrivere un manifesto di arte contemporanea in cui simili operazioni rappresentino la risposta, oltre che al sentito bisogno di allargare il confronto artistico, soprattutto alla necessità di recuperare un’autentica tradizione di salvaguardia paesaggistica. Ed è qui che sta la non convenzionalità dell’offerta culturale, nell’aver scelto l’arte prima ancora che come caratterizzazione di un luogo o come strada per sintonizzare la natura con l’elemento artificiale, quale punto di partenza per un rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Salvare l’arte per salvare il territorio. Solo dopo aver risposto a questa necessità verranno soddisfatti gli altri molteplici significati della land art. Lo scenario allora si dilaterà, si plasmerà sulle forme che in esso si innestano finendo così per comunicare prospettive sempre diverse, per suggerire percezioni, emozioni che riconciliano il visitatore con il verde circostante. L’ambiente non prenderà piede sull’opera ma si combinerà con essa in un rapporto osmotico e di reciproco consiglio. Da sottolineare la natura dell’iniziativa che si riconduce - sulla scia delle varie realtà in Toscana legate ai nomi di Spoerri, Metzler, Fuchs o di encomiabili imprenditori come i Gori in località Celle - alla volontà di un privato. Anche in questo caso, infatti, complici il garden antistante il Borgo e l’infilata scenografica di querce e faggi sul limite dello sterrato che conduce alla Villa cinquecentesca, le titolari del Terraio s.R.l., Elena e Francesca Bini Moriani, hanno maturato negli ultimi anni l’idea di avviare un dialogo con il territorio che non fosse limitato alla sola produzione vitivinicola. “Con <Giardini Informali> ci siamo ritrovate ad essere al contempo promotrici e spettatrici di un evento che era nel cassetto da molto tempo” esordisce Elena Bini Moriani. “Siamo giunte a questo traguardo con l’entusiasmo di chi non solo realizza un vecchio sogno, quello di valorizzare un patrimonio privato attraverso iniziative culturali, eventi che coinvolgano il pubblico e stimolino un’ulteriore riflessione sull’importanza della qualità dell’ambiente, ma anche con la convinzione che perfino un timido tentativo di aprirsi al confronto, quale quello che proponiamo oggi, possa legarsi alle tante proposte del Comune di Empoli sul versante della tutela ambientale e di quello culturale. Vorremmo considerarci parte di una rete di soggetti pubblici e privati attivi sia in campo turistico che artistico, che lavorano insieme per promuovere la tipicità del proprio territorio”. L’arte, dunque, diviene il linguaggio nonché la carta d’identità di un luogo. Gli artisti coinvolti sono stati chiamati a disegnare, ciascuno secondo il proprio estro e il proprio punto di vista, il profilo del territorio come fosse un ambiente da rimodellare e al quale assimilarsi. Così le quattro opere seminate nel parco – L’equilibrista di Andrea Nicita, Vuoti di memoria di Monica Cecchi, Humanitas di Stefano Breschi e La Farfalla di Sarah Baker - rappresentano la continua evoluzione della natura che si presta a differenti teorizzazioni, conosce ulteriori canoni estetici, diviene insomma un testo sul quale ogni autore può scrivere nel rispetto degli elementi che la connotano ab origine quali luce, clima, tipologia di vegetazione, morfologia. Il risultato è un monumento corale formato da paesaggio e sculture site specific, una dimensione privata e al contempo pubblica che trova per l’occasione l’introduzione di un critico d’arte molto conosciuto e apprezzato sia in Italia che all’estero, Maurizio Vanni. Già curatore di numerose mostre, di eventi culturali di livello internazionale, nonché neo Direttore del Lu.c.c.a. Center of Contemporary Art, Vanni presenterà gli artisti e il progetto che li accomuna e del quale ha scritto anche nella prefazione del catalogo Giardini Informali edito da Borgo San Giusto. L’itinerario d’arte en plein air parte con un’urgenza: rafforzare il ruolo di catalizzatore culturale che riveste Empoli, sull’esempio delle città d’arte e di tutti quei luoghi che in Toscana si promuovono sotto questa insegna. Lo conferma l’Assessore comunale alla Cultura Eleonora Caponi. “L’evento - spiega - giunge in un momento di grande sensibilità per temi che riguardano l’ambiente in termini di qualità, identità”. “L’arte è un albero sempre verde, è la garanzia che attraverso questa si possa sensibilizzare a questioni di uguale importanza. Educare culturalmente significa non solo portare il cittadino dalla parte delle istituzioni ma anche metterlo in contatto con il territorio su cui vive. La famiglia Bini, conosciutissima e radicata qui da generazioni, ha creato qualcosa di importante che può servire quale punto di aggregazione artistica e di supporto per ogni altra futura iniziativa privata che vada nella medesima direzione”. “Il progetto – conclude l’Assessore – risponde alla volontà dell’Amministrazione comunale di mettere in rete tutte le realtà che promuovono azioni culturali a livello territoriale affinché si avvii un processo di rilancio della città che parta dal contributo degli stessi empolesi”. Nel 2012, Giardini Informali si arricchirà delle creazioni di altri artisti emergenti come anche di autori affermati nel panorama dell’arte contemporanea. Proprio in questi giorni la direzione di Borgo San Giusto sta formando in via definitiva il Comitato cui spetterà il compito di individuare di volta in volta una rosa di artisti che si siano distinti particolarmente per il proprio impegno nella land art. L’orto C’è un altro luogo annesso al borgo ispirato agli innumerevoli volti della natura. E’ l’orto matematico disegnato e realizzato da Simone Mainardi, responsabile, tra le altre, della ristrutturazione del complesso edilizio e della sua nuova destinazione turistica. Ideato quasi per gioco, l’orto è cresciuto gradualmente sulle carte progettuali fino ad andare ad occupare nella realtà una fetta di terra riservata in origine al parcheggio per gli ospiti della struttura. Nasce così, a fronte della spontanea trama floreale e vegetale della zona, uno spazio dove i frutti della terra vengono regimentati e ordinati secondo un preciso disegno. L’orto matematico, così denominato perché ritagliato in aiuole che hanno la forma dei segni aritmetici, non vuole essere parte integrata al parco circostante. Anzi. Proprio per rispondere alla varietà della partitura verdeggiante, questa area di transito pedonale tra il ghiaietto all’entrata del Borgo e il garden sede della Biennale, vuole avere vita autonoma, possedere un proprio respiro. Qui sono state seminate piantine delle più varie: carciofi violetti di Toscana, fragole, diversi tipi di pomodoro (rio grande nano, cuore di bue, alto piramide, tondo), cavolo nero, verza e cappuccio, cipolle, broccoli e lattughini. Un serbatoio di forme e colori come manifestazione dell’esuberanza della natura. La stagione è perfetta per veder crescere le fragole sotto un casco di foglioline dal profilo seghettato e di fiori bianchi ricchi di stami e pistilli, per osservare i progressi della piccola carciofaia, come anche di tutti i tipi di pomodoro interrati. I turisti si trovano così a seminare pensieri e passi ora nella direzione del più, ora nella direzione del meno, scoprendo che vi sono infiniti itinerari e prospettive ancora da scoprire. Non è questione di grandezza, pare suggerire questa originale architettura del paesaggio, quanto della capacità di immaginare e documentare in ogni angolo che la natura mette a disposizione. Un esempio di giardinaggio dove è anche possibile sostare: una panchina sistemata sulla guida pedonale permette agli avventori di stimolare il proprio spirito di osservazione. Né si può dimenticare la funzione sociale dell’orto. Se infatti l’arte protagonista negli spazi contigui è cibo per l’anima, le sementi coltivate divengono il suggerimento per uno stile di vita naturale, in armonia con l’ambiente circostante. Il giardino che si offre alla vista appena usciti di qui è un tripudio di corbezzoli, ginestre odorose, giaggioli, glicini, rose canine e melograno. Nel furore cromatico si distinguono anche svariate piante officinali quali il rosmarino, salvia, menta, maggiorana, lavanda, origano, timo, e tutte vanno a infrascarsi sotto l’ombra dei lecci e dei cipressi che corrono intorno alla tenuta. Più a valle si scorgono olivi e viburni mentre inconfondibile sale il profumo di melo, pero e dell’albero di limoni. Sullo stesso humus attecchiscono infine il Sorbo degli uccellatori o Sorbus aucuparia, l’ornamentale e violaceo Albero di Giuda e i salici piangenti. Borgo San Giusto: Tra Storia, Natura E Arte Ad un passo da Empoli, su un poggio raggiungibile dall’antica via Salaiola - un tempo “via del sale” ove transitavano i carichi di salgemma che da Volterra arrivavano agli scali fluviali empolesi -, si fa spazio tra viti, ulivi e boschetti un complesso edilizio formato da tre unità abitative. Nell’antichità esse formavano la fattoria annessa alla Villa Il Terraio, appartenuta fino al 1800 alla famiglia fiorentina dei Cerchi e divenuta in seguito di proprietà dei Bini che ancora vi risiedono. Dopo un intervento di recupero durato circa due anni sotto la direzione di Simone Mainardi, Borgo San Giusto (www.Borgosangiusto.it) recupera la personalità architettonica originaria, legata in particolar modo alle attività rurali della zona. Utilizzato fino al 2008 come cantina per i vini prodotti dalla Fattoria Bini (www.Fattoriabini.it) e come residenza per i mezzadri, il complesso conosce una nuova destinazione d’uso che va a soddisfare l’esigenza di valorizzazione e conservazione del paesaggio in cui è immerso. La struttura, è oggi un Resort dotato di 8 camere, 2 mini appartamenti, di una locanda, infine di un piccolo ristoro adibito alla vendita dei prodotti tipici della zona. Lo scopo è quello di offrire un soggiorno ritemprante a contatto con la natura, nuovi itinerari immersi in un panorama suggestivo di verde ordinato e scompigliato al contempo. Il fascino antico di questa campagna ha suggerito l’intero restyling: sulle facciate, ad esempio, si sono ben interpretati i colori accesi della Toscana. Sul primo edificio, alla base del quale si trova l’Osteria Donna Riccarda, l’intonaco è cremisi, mentre sul secondo una tinta color crema si combina con il lilla del fabbricato sul retro. Gli arredi interni sposano il rigore geometrico e la semplicità del rustico con un concept più moderno ma assolutamente intonato al contesto. Le camere, dove tradizionali travi a vista fanno da pendant a lavabi di raffinato design, sono intitolate a personaggi illustri del territorio empolese, vezzo che all’occorrenza può divenire consiglio per un approfondimento sulle tante risorse, umane e naturali, che caratterizzano la zona. C’è la stanza Ferruccio Busoni (musicista), quella Jacopo Chimenti (detto anche Jacopo da Empoli), Andrea Corsali (navigatore del’400, scopritore della Nuova Guinea), Fanfulla Lari (celebre violinista del primo Novecento), la camera in onore dello scrittore Renato Fucini, del pittore Sineo Gemignani, del musicista Gaetano Fabiani, infine quella dedicata a Jacopo Carrucci detto il Pontormo che molto lavorò alla corte dei Medici. Virgilio Carmignani e Ippolito Neri hanno invece ispirato i mini appartamenti del Borgo San Giusto, entrambi dotati di tutti gli elementi del comfort, ivi comprese maxi vasche idromassaggio. Anche il vitto conserva tutto il sapore della tradizione del territorio. Nell’osteria Donna Riccarda (www.Donnariccardaosteria.it) che si trova nel primo blocco a piano terra, si possono gustare pietanze tipiche come gli gnudi di ricotta e la scantucciata di pollo cucinata in una salsa mediterranea ottenuta con i prodotti dell’orto. Dai trentadue ettari di vitigni e dai venticinque ettari di ulivi di proprietà arrivano sulla tavola anche i vini autoctoni come la Riserva Il Terraio, l’Igt Il Gheppio, il Vinsanto 65 Lune e l’olio Dop. Biennale d’arte contemporanea Giardini Informali – Installazioni permanenti Apertura al pubblico con ingresso gratuito – Dal 5 Giugno 2010 Lunedì: h 15-19,30 Dal Martedì al Venerdì: h 9-13/15-19 Sabato e Domenica: h 10-19 Borgo San Giusto - Via Salaiola, 151 Empoli , loc. Monterappoli Tel. 0571/530087 – Fax 0571/530800 e-mail: giardiniinformali@borgosangiusto.It - www.Borgosangiusto.it  
   
 

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