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Notiziario Marketpress di
Lunedì 18 Ottobre 2010 |
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COPYRIGHT,E SE L´UNICO MERCATO COMUNE FOSSE QUELLO DELLA PIRATERIA ONLINE?
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Bruxelles, 18 ottobre 2010 - Il copyright, ovvero i diritti di autore, sono un concetto che possiamo riassumere in poche parole: i creatori di opere d´arte o di ingegno - siano essi scrittori, musicisti, programmatori, registi o altro - devono ricevere un compenso per la fruizione dei loro lavori da parte dei consumatori. Ne hanno discusso esperti del settore e deputati europei. Non sempre artisti e autori sono adeguatamente retribuiti per le loro creazioni, anzi. In un mondo moderno in cui è meno complicato scaricare un libro o un cd da internet piuttosto che andarselo a comprare in negozio, il confine tra legalità e illegalità è diventato sempre più sottile e gli autori arrancano per continuare a sopravvivere in un sistema che non paga più abbastanza. Di questo e altro si è discusso nel corso del workshop "Diritti di autore nel mercato unico", organizzato dal panel di consulenza scientifica del Parlamento (Stoa), nel quadro di un vertice di quattro giorni sull´innovazione. Troppe differenze in Europa? In un´accesa discussione tra membri del Parlamento, un responsabile del Dipartimento Copyright della Commissione europea e rappresentanti dei consumatori, delle industrie e degli autori, si è parlato specialmente di tre grandi temi ancora da risolvere: la necessità di una più forte armonizzazione della legislazione dei 27 paesi membri dell´Unione europea; la possibilità di creare un database europeo in cui vengano definiti i proprietari dei diritti di autore, e l´ingiustizia dell´imposizione di imposte molto diverse da paese a paese sui prodotti, come le stampanti, utilizzati per riprodurre le opere di ingegno. "Oggi in Europa l´unico mercato comune è quello dei contenuti illegali", ha commentato Irena Bednarich, portavoce di Digitaleurope. Un´affermazione per niente esagerata se si pensa che soltanto nel Regno Unito circa 7 milioni di persone scaricano illegalmente. Ma facciamo un esempio per capire qual è la situazione del copyright in Europa. Se qualcuno volesse mettere in piedi una piattaforma online europea per vendere musica si troverebbe davanti a un´impresa impossibile. Ogni paese della Ue ha infatti le sue regole e l´aspirante venditore dovrebbe mettersi a negoziare con molta pazienza con le 27 società che gestiscono a livello nazionale i diritti di autore in ogni paese (Siae e suoi omologhi). È possibile accettare una situazione del genere in un´Europa che si dice unita? E non è questa una grossa limitazione alla competitività europea rispetto per esempio agli Stati Uniti? Le istituzioni in azione - Non si può dire che le istituzioni europee siano rimaste con le mani in mano: ci sono ben otto direttive della Commissione che negli anni hanno tentato di armonizzare le leggi dei paesi membri sulla materia, ma finora è innegabile che il "copyright" sia ancora prevalentemente una faccenda territoriale. Un workshop che si è concluso con molte esortazioni alla Commissione per nuove azioni, ma con nessuna soluzione condivisa, a sottolineare la difficoltà di trovare un accordo comune sull´argomento. "I diritti d´autore sono un traino per lo sviluppo economico", ha commentato il deputato popolare austriaco Paul Rübig, presidente del gruppo di lavoro Stoa e moderatore dell´incontro. "È però molto importante spiegarne l´importanza ai cittadini europei e ai loro politici. Ecco perché le istituzioni europee dovrebbero cercare di aumentare la consapevolezza". |
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