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Notiziario Marketpress di Venerdì 29 Ottobre 2010
 
   
  BOLOGNA - DAL 30 OTTOBRE LA QUINTA EDIZIONE DI COLLA+ERAL

 
   
  Sei appuntamenti disseminati - in perfetto equilibrio tra realtà urbane e periferiche, tra circoli e altri spazi - in tutto il territorio regionale: è Colla+eral, festival deato e promosso dal Comitato Arci dell’Emilia-romagna attraverso il circuito di circoli giovanili Passpartout (che riunisce oltre 90 realtà in 10 province della regione), realizzato con il patrocinio e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-romagna, I luoghi coinvolti sono Spazio Sì di Bologna, Bainait di Montecchio Emilia (Re), Mattatoyo di Carpi (Mo), Circolo Valverde di Forlì, Magazzino Parallelo di Cesena e Auditorium Sant´umiltà di Faenza. Colla+eral nasce dalla volontà di evidenziare e valorizzare una delle tendenze più radicate della scena musicale contemporanea, vale a dire il proliferare di collaborazioni tra artisti anche apparentemente distanti per storia, poetica e scelte espressive. Con Colla+eral l’Arci sperimenta tra le altre cose un diverso rapporto tra “committente” e artista, dando a quest’ultimo “carta bianca” e facendogli vestire direttamente i panni dell’organizzatore. La conferma anche per l´edizione 2010 della direzione artistica affidata a Emidio Clementi e Stefano Pilia dei Massimo Volume va esattamente in questa direzione. Se l´edizione 2009 aveva affrontato la contaminazione tra musica e letteratura, quella del 2010 sarà incentrata sul rapporto tra musica e immagine nella sua accezione più ampia: dall´esclusivo incontro tra Oren Ambarchi e Roberto Nanni, entrambi esponenti di spicco delle avanguardie sperimentali, alla suggestiva contaminazione tra musica e fumetto proposta da Andrea Bruno con Bologna Violenta. Altrove, come nel caso di Massimo Pupillo e del connubio Homemovies/dominique Vaccaro, la musica interagisce con repertori d´archivio, pubblico e privato. Come sempre nella storia del Festival, anche quest´anno gli artisti si sono messi al servizio del progetto. Un modo per riflettere, in tempi di crisi delle modalità della produzione artistica, su nuove forme di collaborazione tra i diversi soggetti, portatori di desideri e risorse per animare e far evolvere l’offerta culturale.  
   
 

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