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Notiziario Marketpress di
Martedì 12 Dicembre 2006 |
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L’EVOLUZIONE STRATEGICA DI BORSA ITALIANA: LA POSIZIONE DI ASSOSIM
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Milano, 12 dicembre 2006 - Gli intermediari riuniti in Assosim auspicano la nascita in tempi brevi di un sistema di negoziazione paneuropeo nel quale Borsa Italiana possa ricoprire un ruolo adeguato all’importanza del mercato finanziario nazionale quale motore di sviluppo dell’“economia reale” e nel quale siano al tempo stesso correttamente valorizzati i traguardi di efficienza raggiunti dalle piattaforme di negoziazione gestite dalla Borsa stessa. A tal fine, Assosim considererebbe favorevolmente la partecipazione di Borsa Italiana ad un’alleanza internazionale tra mercati che risponda alle seguenti tre caratteristiche: i membri di ciascuno dei mercati alleati abbiano accesso reciproco e diretto a tutte le strutture di trading e post-trading coinvolte. Ciò al fine di consentire, sia agli intermediari e ai loro clienti, sia alle società emittenti, una diversificazione, anche geografica, degli investimenti e, rispettivamente, delle fonti di finanziamento a loro disposizione. Indispensabile, fra l’altro, è che si giunga quanto prima ad un’effettiva interoperabilità tra strutture di clearing e settlement, alla piena trasparenza e comparabilità delle condizioni di pricing operate dalle infrastrutture di mercato e all’unbundling dei servizi da queste offerti; le sinergie ed economie di scala generate dall’alleanza diano luogo ad efficienze gestionali e risparmi nei costi dei quali possano beneficiare intermediari, investitori ed emittenti quotati. Le disposizioni statutarie di governance della nuova struttura potrebbero utilmente prevedere la necessaria sottoposizione di qualsiasi modifica dei regolamenti di mercato e dei sistemi di pricing al parere vincolante di appositi Advisory Committees in cui siano adeguatamente rappresentati intermediari ed emittenti quotati; sia preservato, per quanto possibile, il rapporto che lega ogni mercato al rispettivo ordinamento giuridico di appartenenza. Pendente la piena armonizzazione delle normative nazionali, è necessario garantire la sostanziale neutralità del modello di alleanza prescelto rispetto alla disciplina dei rapporti giuridici originariamente instaurati da un mercato con gli intermediari, gli emittenti e gli investitori che hanno acquistato titoli quotati sul mercato stesso. È cioè necessario che da un’alleanza tra mercati non consegua l’automatica attrazione dei rapporti giuridici sottostanti nell’ambito di un ordinamento giuridico estero che potrebbe determinare un sostanziale snaturamento dell’originario contratto tra le parti (c. D. Spillover regolamentare). Le varie modalità di alleanza/integrazione tra mercati sinora prospettate forniscono diverse risposte alle suddette esigenze, sia in ragione delle articolate motivazioni che inducono le parti a cercare un’alleanza, sia in ragione delle diversità tra gli ordinamenti giuridici di appartenenza degli attori. Per quanto riguarda in particolare le trattative in essere tra Euronext e il Nyse, Assosim ritiene che la prospettata ipotesi di costituzione di un mercato transatlantico debba rappresentare un ulteriore stimolo per Borsa Italiana a completare prontamente le proprie considerazioni in ordine all’opportunità di aderire ad un’alleanza internazionale e, se del caso, ad individuare i partners più appropriati. In sostanza, un’eventuale alleanza tra Euronext e il Nyse non deve costituire, né condizione, né ostacolo all’adozione da parte di Borsa Italiana ad una determinazione al riguardo. Per quanto concerne infine l’ipotesi di quotazione di Borsa Italiana, nell’auspicare che i tempi necessariamente collegati al connesso procedimento non si traducano in un ulteriore differimento di un’alleanza internazionale, Assosim ritiene opportuno ottenere chiarezza in ordine agli obiettivi perseguiti con tale quotazione e ad eventuali relazioni esistenti tra la stessa e le concrete prospettive oggi esistenti di alleanze internazionali. Assosim ritiene inoltre che ogni eventuale valutazione al riguardo non possa prescindere da un esame delle modalità alle quali Borsa Italiana intenderà realizzare tale quotazione e i conseguenti effetti sulla governance e la contendibilità del mercato. In ragione del ruolo anche di pubblico interesse svolto dai mercati da essa gestiti, appare assolutamente prioritario garantire che da tale eventuale quotazione non derivi il rischio che, in futuro, la determinazione delle strategie di sviluppo di Borsa Italiana, ivi compresa la scelta di eventuali partners internazionali con i quali realizzare alleanze tra strutture di negoziazione e quotazione, venga ad essere subordinata, da parte dei futuri azionisti della stessa, a considerazioni di mero interesse economico di breve periodo. . |
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