Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 













MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web








  LOGIN


Username
 
Password
 
     
   


 
Notiziario Marketpress di Martedì 12 Dicembre 2006
 
   
  LINGUA STRANIERA, DISCIPLINA UMANISTICA O STRUMENTO DI SCAMBIO?

 
   
   Roma, 12 dicembre 2006 – Il Goethe-institut, Istituto culturale della Repubblica federale di Germania, presente in Italia attraverso sette sedi dirette e più di 40 associazioni e istituti culturali italo-tedeschi (Acit-icit) su tutto il territorio nazionale, comunica i dati relativi alla propria offerta di formazione per la lingua tedesca nei quattro istituti principali di Milano, Napoli, Roma e Torino nei primi tre trimestri del 2006. La divulgazione dei dati avviene contestualmente alla pubblicazione dei risultati finali del Progetto Letitfly (Learning Education and Training in the Foreign Languages in Italy) promosso dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale con l’obiettivo di esaminare e comprendere i fabbisogni di formazione linguistica in Italia a fini professionalizzanti. Dall’indagine Eurobarometro 2006 emerge che il tedesco è la lingua madre del 24% dei cittadini europei ed è parlato come seconda lingua dall’8% della popolazione Ue. La percentuale totale delle persone che parlano tedesco in Europa è del 32%, dato che posiziona la lingua tedesca al secondo posto tra le lingue più diffuse nella Comunità Europea dopo l’inglese (47%). Negli ordinamenti scolastici, è studiato dal 18% degli alunni. Il 26% della popolazione europea ritiene che il tedesco sia una delle lingue più utili da imparare (inglese 69% - francese 37%). I dati diffusi dal Goethe-institut e relativi alle iscrizioni nei primi tre trimestri del 2006 mettono in evidenza un incremento del 4,85% del numero degli iscritti presso i quattro istituti principali di Milano, Napoli, Roma e Torino rispetto allo stesso periodo del 2005. “L’incremento del numero degli iscritti – commenta Wolfgang Seuboth, direttore Italia dei corsi di tedesco del Goethe-institut – conferma l’interesse crescente per la lingua tedesca in Italia. Tre sono le motivazioni principali che inducono a scegliere un corso di tedesco del Goethe-institut: studio (15,74% ) – lavoro (14,95%) – hobby (13,43%). Una riprova del fatto che oggi il tedesco è una scelta culturale e per il lavoro insieme”. Relativamente alla fascia di età, il 35,12% degli iscritti ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. La gran parte degli studenti (57,72%) è donna. Milano è la città con il maggior numero di iscritti (1. 401) seguita da Roma (1. 070), con un totale ore di formazione erogate rispettivamente di 8. 149 e 6. 377. 262 sono stati i corsi avviati a Milano vs i 119 di Roma.
Primi tre trimestri 2006: dati a confronto Milano Napoli Roma Torino
N. Iscritti 1. 401 393 1. 070 594
N. Corsi 262 44 119 107
N. Ore erogate 8. 149 2. 937 6. 377 4. 180
N. Esaminandi 332 50 121 91
Il Progetto Letitfly del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale si è sviluppato intorno a tre principali macro-aree: la domanda di formazione linguistica della popolazione Ue in generale; la domanda di formazione linguistica delle imprese italiane; l’offerta di formazione linguistica in Italia. L’indagine sulla domanda di formazione linguistica della popolazione - Su un campione di 2. 503 persone residenti in Italia, il 66,2% dichiara di conoscere almeno una lingua straniera. Al primo posto si trova l’inglese (con il 45,4%), seguito dal francese (35,5%), dal tedesco (7%), dallo spagnolo (5,6%) e dall’italiano (1,5%). Per quanto riguarda il numero di lingue conosciute, il 42,1% della popolazione afferma di conoscere una lingua oltre a quella madre, il 18,9% due, il 4,2% tre e lo 0,9% almeno quattro. Per chi dichiara di conoscere più di una lingua straniera, la prima è spesso l’inglese (53,5%) mentre la seconda è equamente distribuita tra inglese e francese (39,5%) seguiti da tedesco e spagnolo (10% e 9%). L’utilizzo delle lingue straniere appare basso. Tra coloro che conoscono almeno una lingua, il 25,7% dichiara di non aver avuto modo di utilizzarla nell’ultimo anno, la stessa percentuale l’ha usata solo occasionalmente, il 23,1% raramente. Riguardo alle occasioni di utilizzo delle lingue, al primo posto, con il 59,6%, ci sono le vacanze all’estero. Ll 38,9% degli intervistati indica l’interazione con familiari, amici e conoscenti, il 31,1% il lavoro, il 30,9% la lettura di libri e quotidiani. Sono maggiormente intenzionati a migliorare le proprie competenze coloro che hanno un livello di conoscenza linguistica più alto. Il 51% di coloro che pensano di migliorare la propria conoscenza di una lingua straniera pensa di ricorrere ad un corso di formazione presso una scuola pubblica o privata, il 22,5% utilizzerà le vacanze all’estero, il 18,1% lo farà da autodidatta. L’indagine sulla domanda di formazione linguistica delle imprese italiane - Su un campione di 1. 616 unità rappresentative della realtà produttiva nazionale, il 76% degli intervistati dichiara di essere d’accordo con la necessità di avere, all’interno della propria impresa, personale con competenze linguistiche. Il 51% ritiene che, se non si utilizzano le lingue, non è affatto necessario organizzare corsi di formazione sulle lingue. L’inglese viene considerata la lingua più utile. Gli intervistati, imprenditori o dirigenti aziendali, sono di questa opinione nel 99,4% dei casi. Seguono a distanza il tedesco (28,3%), il francese (27,7%) e lo spagnolo (19,7%). Riguardo al fabbisogno concreto di lingue straniere nelle imprese, ben il 24,6% del campione dichiara che all’interno dei rispettivi contesti aziendali non sussiste alcun fabbisogno linguistico. La presenza di personale con competenze linguistiche è considerata utile dalla maggioranza delle imprese (90%). Trasferita la stessa valutazione alla propria organizzazione, solo il 52,2% di imprese ritiene utile disporre di personale con conoscenze linguistiche, mentre il 19,4% del campione valuta questa tipologia di risorse umane per niente utile. Solo il 4,6% delle imprese fa formazione linguistica. L’indagine sull’offerta di formazione linguistica in Italia - Su un campione di 4. 931 strutture, a cui è stato inviato un questionario strutturato, riferito al triennio 2003-2005 – 1. 033 hanno realizzato corsi o moduli di formazione. Di queste, 807 hanno effettuato almeno un corso di formazione linguistica e 520 almeno un modulo di lingua nell’ambito di corsi di formazione. Quattro sono le macrotipologie di offerta: formazione professionale (44,9%) istruzione pubblica (18,5%), scuole di lingua private (21,3%), terzo settore e altre strutture pubbliche (15,3%). .
 
   
 

<<BACK