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Notiziario Marketpress di
Lunedì 06 Giugno 2011 |
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AFFIDO FAMILIARE IN LOMBARDIA: ECCO LE NUOVE REGOLE
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Milano, 6 giugno 2011 - Garantire al minore la realizzazione di un percorso per l´affidamento familiare che assicuri unitarietà di intervento e competenze specialistiche adeguate; garantire alle famiglie e ai cittadini informazioni corrette ed esaustive sulle diverse forme di accoglienza familiare e orientamento specifico a chi desidera accogliere un minore; garantire ai percorsi di affidamento una regia specializzata e stabile, che accompagni l´affido e ne verifichi l´evoluzione. Questi gli obiettivi indicati dalle Linee guida per l´affidamento familiare, approvate dalla Giunta regionale, su proposta dell´assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Giulio Boscagli. Il provvedimento completa il processo di riforma del sistema sociale di accoglienza, rivolto ai minori temporaneamente allontanati dalla famiglia d´origine, avviato nel 2005 con la revisione del sistema residenziale di accoglienza rivolto ai minori e l´introduzione nel sistema sociale d´offerta della Lombardia della Comunità familiare. "La famiglia - spiega l´assessore Boscagli - rappresenta un importante ´valore aggiunto´ per i minori allontanati dal nucleo familiare d´origine, in quanto offre loro un´esperienza importante e unica per la costruzione dei rapporti affettivi e per la crescita di legami significativi". "Le nuove linee guida - prosegue Boscagli - sono volte a promuovere lo sviluppo di una nuova cultura dell´affido che garantisca un più ampio coinvolgimento delle famiglie affidatarie, delle famiglie d´origine e, in ottica di sussidiarietà reale, dei diversi soggetti, con particolare riferimento alle associazioni familiari/reti familiari che, a vario titolo e con diversi compiti, intervengono nei percorsi di tutela del minore". Alla redazione del testo hanno collaborato attivamente i presidenti dei due Tribunali per i minorenni della Lombardia, giudici onorari, il presidente della Camera minorile di Milano, il presidente dell´Associazione Italiana Magistrati per i Minori e la Famiglia, rappresentanti di Asl e Ambiti territoriali, nonché di Associazioni familiari e di Terzo settore. Le Linee si rivolgono agli Enti titolari, agli operatori, ai soggetti tenuti a collaborare alla realizzazione dell´affido, ma si rivolgono anche direttamente alle famiglie: quelle che desiderano avvicinarsi alla scelta dell´accoglienza che possono trovare nelle Linee uno strumento di aiuto verso una decisone consapevole, ma anche quelle d´origine dei minori, che possono comprendere che l´affidamento temporaneo del proprio figlio ad altra famiglia può essere un´opportunità anche per acquisire e/o recuperare le risorse e competenze genitoriali. "Nello specifico - ha sottolineato Boscagli -, partendo dall´analisi delle criticità dei modelli organizzativi attuali, si è voluto delineare una cornice unitaria per l´affido familiare, individuando e declinando ruoli e responsabilità dei diversi soggetti e dare precise indicazioni ai titolari (Enti locali singoli o associati) in ordine al miglioramento e alla semplificazione del percorso di affidamento familiare". In particolare, gli Enti titolari sono ampiamente sollecitati a rivedere i loro modelli organizzativi in funzione di efficienza e semplificazione, ottimizzando le risorse, superando duplicazioni e sovrapposizioni e valorizzando ed estendendo quei modelli che hanno operato secondo buone prassi e hanno dato buoni risultati, creazione di sinergie tra tutti i Servizi e soggetti che entrano in gioco, in tutto o in parte, nel percorso, attraverso la realizzazione di specifici protocolli operativi (il Comune che è titolare, l´Asl per gli interventi sociosanitari, per la valutazione psicosociale ecc., le Associazioni familiari che svolgono un importante ruolo per il supporto alla famiglia affidataria ma anche all´ente locale). |
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