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Notiziario Marketpress di
Venerdì 10 Giugno 2011 |
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MILANO (PICCOLO TEATRO STUDIO): PAOLO ROSSI - PRECARI, DISOCCUPATI, STRANIERI, PENSIONATI E LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE CERCANSI - DAL 14 AL 23 GIUGNO 2011
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Grande ritorno di Paolo Rossi al Piccolo Teatro con uno spettacolo originalissimo ispirato al celebre testo El Nost Milan di Carlo Bertolazzi, in una nuova drammaturgia di Carolina De La Calle Casanova. Dopo il successo di Sulla strada ancora, della Cimice e del suo personale Mistero Buffo, l’artista torna a calcare il palcoscenico al Teatro Studio Expo con Povera Gente, prima produzione della Compagnia di Teatro Popolare, da lui fondata due anni fa assieme alla Compagnia Babygang. Uno spettacolo che prevede una singolare iniziativa: ogni sera, infatti, i primi otto “pover Crist”, sia uomini che donne, che si ritengono “perfetti per la parte” potranno rivestire come comparse il ruolo di “povera gent” accanto al protagonista. Basterà inviare la propria candidatura e avere la “mise adatta” per ottenere una parte nello spettacolo. Ne risulterà una coinvolgente messa in scena piena di imprevisti e gag, che contribuiranno a raccontare la storia tragicomica del nostro Paese in una “suite” moderna, che fonde mirabilmente mimica, uso dello spazio e improvvisazione. Paolo Rossi è il capo dei mendicanti, sognatore e poeta, alla prese con il matrimonio della figlia Nina e circondato da impertinenti clown, spocchiosi mafiosi e “pover Crist”, all’ombra di un palazzo di giustizia inquietante e imponente. Sulle note delle musiche originali di Emanuele Dell’aquila, eseguite dal vivo da Francesco Arcuri, Rossi guarda la società attraverso le suggestioni oniriche e stralunate del circo, mostrando l’impegno civile del suo teatro e la sua poetica, punto di incontro tra immaginazione e tangibilità della vita. Il celebre testo El Nost Milan di Carlo Bertolazzi, che debuttò in veste drammaturgica al Piccolo Teatro di Milano il 3 dicembre del 1955 con la regia di Giorgio Strehler e le musiche di Fiorenzo Carpi, è una trilogia incompiuta, della quale l’autore compose soltanto due pièce La povera gent (1893) e I sciori (1895), un dramma corrosivo ed amaro che vede protagoniste le classi popolari milanesi. Carolina De La Calle Casanova ne rivisita e rielabora la prospettiva nell’ottica del terzo millennio. Differenti sono gli emarginati e differenti i problemi. La trama di Povera Gente diventa una sorta di canovaccio, un rocambolesco susseguirsi di situazioni paradossali, in cui gli attori ogni sera trovano spazio per improvvisare con il pubblico. Uno spettacolo popolare che - nello stile irriverente che contraddistingue il lavoro della Compagnia del Teatro Popolare - porta in scena e svela l’identità dei veri miseri di oggi. “Perché”, spiega l’autrice Carolina De La Calle Casanova, “i poveri di oggi, come quelli di cento anni fa, sono quelli che non hanno voce né visibilità. Una condizione di incertezza che unisce italiani e stranieri. Si parla così di un´Italia che crediamo di conoscere, ma che in realtà dovremmo scoprire provando, per un solo giorno, ad essere stranieri. Mescolando lingue e dialetti, monologhi e dialoghi, Povera Gente racconta storie di oggi, quelle che non fanno notizia, non si leggono sui giornali, ma si ascoltano alla fermata del tram, al supermercato, nella sala d´aspetto del medico. Si parla di Milano, naturalmente, ma con la consapevolezza che questo spettacolo potrebbe avere come scenario qualsiasi grande città italiana o europea in periodi di crisi economica come quello che stiamo vivendo”. A termine della replica di sabato 18 giugno Paolo Rossi incontrerà il pubblico. Il mio teatro popolare Sono diversi anni ormai che cerco di comprendere che cosa sia l’essenza profonda e fondante di quello che è chiamato, spesso a sproposito, teatro popolare; credo anche che ci vorrà ancora molto tempo prima di comprenderlo fino in fondo. Nel mio esperire e conoscere, o cercare di conoscere, il teatro popolare mi sono fatto guidare da pochi ma importanti elementi, traducendo in pratica le molteplici riflessioni sviluppate insieme ai collaboratori che partecipano ai miei progetti; la necessità di recuperare i vecchi meccanismi, i lazzi, le tecniche del teatro di strada, della Commedia dell’Arte e della tradizione giullaresca, insieme alla volontà di coinvolgere sempre di più le nuove leve del teatro, non solo negli aspetti artistici ma anche organizzativi e gestionali, sono un esempio di indicatore di direzione, di idee guida che facciano luce lungo il percorso. Paolo Rossi |
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