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Notiziario Marketpress di
Lunedì 20 Giugno 2011 |
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IL GIORNALISTA OGGI TRA CRISI E INNOVAZIONE: UN DIBATTITO A SAINT-VINCENT
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Saint-vincent,, 20 giugno 2011 - E’ stato un dibattito intenso e significativo quello presentato al Grand Htel Billia in occasione del Premio di giornalismo Saint-vincent. Merito senz’altro della professionalità e dell’esperienza dei premiati, Enrico Mentana, Bruno Vespa, Mario Guastoni e Antonio Padellaro, che hanno animato una riflessione sulla sfida lanciata dalla tecnologia e dai nuovi media al giornalismo più tradizionale. Augusto Rollandin – Presidente della Regione Valle d’Aosta - Siamo onorati di aver avuto oggi la possibilità di premiare giornalisti della carta stampata e della televisione, che fanno parte della storia del giornalismo italiano, che hanno saputo discutere di quello che è il futuro della professione, soprattutto analizzando i rischi che questo mestiere comporta, che cosa significa per i giovani e quali potranno essere le loro difficoltà per il futuro. Oggi a Saint Vincent abbiamo avuto la possibilità di dare un messaggio chiaro ai giovani, dicendo che è un mestiere impegnativo, che non tutti lo possono fare, che bisogna avere intuizione, che bisogna avere capacità e dedizione. E’ questo un bel messaggio che va nel senso della democrazia e la salvaguardia di un’informazione libera. Oggi il cittadino medio può accedere a tecnologie prima riservate a pochi, scoprire e diffondere informazioni di ogni tipo attraverso la rete internet praticamente in tempo reale. Tutto questo ha avuto serie conseguenze sul nostro modo di comunicare, informare e vivere la dimensione pubblica, ha affermato Mario Guastoni, cronista francofono esperto di Unione Europea. Mario Guastoni – Caporedattore di “Revue Politique et Parlementaire” - La realtà dell’informazione è che con l’arrivo di internet è stato come un meteorite che è arrivato nell’informazione che ha fatto esplodere il giornalismo d’una maniera molto importante perché adesso c’è il pianeta media che è sotto la dipendenza di internet che ha cambiato tutta la maniera di informarsi. La società è cambiata, e i giornalisti si sono adattati. La comunicazione è sempre più rapida, e viene diffusa attraverso molti più canali di un tempo: la carta stampata, la televisione, ma anche i blog, i siti, i giornali on-line, i social network. I giornalisti, ma in generale tutti i professionisti che ruotano attorno al mondo dell’informazione, lavorano in modo diverso, come ha raccontato Enrico Mentana, direttore del Tg la7, e storico volto dell’informazione televisiva. Enrico Mentana - Direttore del Tg la7 - L’esempio, la similitudine della troupe televisiva vale per tutta la sostanza dell’informazione. Una volta ci volevano tipografi, grafici, ora, nella fase internet, ci vuole molto, molto meno. Vuole dire che ci servono molti meno investimenti, e si può raggiungere più facilmente, più tempestivamente l’opinione pubblica. A presso, ovviamente, di stare in un mare magno come è internet, in cui nessuno ancora ha trovato il modo se non quello della pubblicità per farsi, per far tirar fuori dei soldi che sono sempre necessari per un’impresa giornalistica, perché di aria non vive nessuno. I cittadini sono bombardati da informazioni, non hanno bisogno di accendere la televisione o acquistare un giornale per sapere i fatti del giorno, c’è il computer o il telefono cellulare. L’opportunità di accedere alle notizie senza dover attendere i tempi “fisiologici” del giornalismo tradizionale ha modificato il modo in cui i professionisti storici della comunicazione, come Bruno Vespa, interagiscono con il pubblico. Bruno Vespa – Giornalista conduttore di “Porta a porta” - Noi diamo per scontato che la gente già sappia, però ci comportiamo senza aver letto i blog, senza aver, almeno io non leggo mai i blog, onestamente. Quindi io parto da zero, in modo da essere più sereno. Io so che le persone sanno che cosa è successo, e cerco di approfondirlo e cerco con opinioni diverse di entrare e appunto di spiegare quello che è successo e perché è successo e quale interpretazione se ne danno. La notizia già la conoscono, i commenti meno. Anche per la carta stampata i tempi sono cambiati. Il lettore è diventato più esigente, perché oggi può informarsi autonomamente attraverso innumerevoli fonti e controllare le notizie. E’ l’opinione di Antonio Padellaro, cofondatore assieme a Marco Travaglio de Il Fatto Quotidiano. Ma il futuro ci riserverà sorprese. Antonio Padellaro - L’evoluzione della tecnologia ci sta portando verso il cosiddetto giornalismo partecipato cioè saranno inevitabilmente tra qualche anno gli stessi protagonisti del fatto, dell’evento, a darne notizia al mondo, attraverso appunto internet, attraverso twitter, attraverso facebook, attraverso you tube e tutti gli altri strumenti di internet. E quindi il giornalista come mediatore tra l’evento e la notizia, l’informazione piano piano scomparirà, non scompariranno i giornalisti che però faranno un altro lavoro, quello di controllare che le notizie date da questo giornalismo partecipato siano delle notizie verificate. Un’altra conseguenza della rivoluzione in atto è la precarietà della professione giornalistica, aggravata dalla crisi economica globale e italiana. Tutelare i giornalisti diventa ogni giorno più difficile, ha spiegato il segretario nazionale del Fnsi, presente al dibattito. Franco Siddi - Questa è la sfida più grande che abbiamo e non so se abbiamo le risorse sufficienti, umane, professionali e perfino economiche,m perché a volte per tutelare una professione così frantumata, così frammentata, meglio, occorre anche avere delle disponibilità per incontrare tutti, per essere presenti laddove c’è il problema, spesso chi vive un problema di precarietà, o di insufficienza nel rapporto di lavoro, nella sua condizione di libertà, di dignità professionale, non arriva neanche a denunciarlo perché magari neanche sa, che c’è un luogo, che c’è un organismo, che c’è un’associazione di persone perché il sindacato per esempio noi siamo il sindacato altro non è che un’associazione ci persone che cerca di darsi da fare per creare una rete solidale. |
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