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Notiziario Marketpress di Lunedì 13 Gennaio 2003
 
   
  DONATA AL BAMBIN GESÙ LA PRIMA RACCOLTA DI LIBRI CHE COINVOLGERÀ 300 NOSOCOMI IL FANTASTICO MONDO DEL "C´ERA UNA VOLTA" IN AIUTO DEI PICCOLI RICOVERATI IN OSPEDALE

 
   
  Roma, 13 gennaio 2003s - Il libro come strumento di terapia, compagno di viaggio attraverso il deserto della malattia, rifugio dal dolore, dalla sofferenza, dalla malinconia. La lettura, importante per la crescita e lo sviluppo psicofisico di ogni bambino, diventa indispensabile per il piccolo ricoverato in ospedale. Lo affermano psicologi e pediatri riuniti oggi a Roma presso l´ospedale Bambino Gesù in occasione della consegna della prima biblioteca in un reparto di pediatria, dono di Glaxosmithkline, in collaborazione con Mondadori. Si parte dall´ospedale romano come simbolo di tutti i centri italiani dove sono attive strutture di pediatria. L´iniziativa, che coinvolgerà 300 nosocomi italiani, prevede la distribuzione totale di 29 mila volumi selezionati da personale esperto, e si colloca nel programma di responsabilità sociale ´Salute e Società´ attivato dall´azienda a partire dal 1999. "Possiamo affermare - sostiene il professor Alberto Ugazio, coordinatore del dipartimento di medicina pediatrica dell´ospedale pediatrico Bambino Gesù - che la lettura è un vero e proprio ausilio terapeutico: come il porsi positivamente di fronte alla malattia aiuta la guarigione, così il leggere, l´evadere con la fantasia, diventa un alleato per il piccolo malato e per gli stessi medici che lo hanno in cura. In ospedale, per far passare il tempo ai bambini, utilizziamo anche la televisione come passatempo, mentre la lettura assume un ruolo completamente diverso ed è di aiuto per i piccoli ma anche per i genitori. Per alcuni bambini il ricovero in ospedale è la prima occasione per passare molto tempo con la mamma e per aver l´opportunità di leggere con lei; il mio auspicio è che almeno per alcuni di essi la lettura in compagnia dei genitori si trasformi in una buona abitudine da continuare anche una volta guariti e tornati alla normalità della vita domestica". "La salute, per noi appartenenti al mondo occidentale - afferma il dottor Giuseppe Recchia, direttore medico di Glaxosmithkline - è un concetto che non si limita all´assenza di malattia, ma abbraccia uno stato di benessere molto ampio che comprende il benessere fisico, psichico, sociale e affettivo. Conseguentemente la lotta alla malattia non si combatte soltanto attraverso l´impiego di irrinunciabili cure di carattere farmacologico, ma anche attraverso l´altrettanto irrinunciabile utilizzo di strumenti di natura psicosociale che aiutano il medico ad ottimizzare la stessa compliance alla terapia. Questo vale per tutte le categorie di pazienti ma è intuitivamente più urgente per le fasce più fragili e più deboli, come ad esempio l´infanzia. Il porsi con atteggiamento positivo nei confronti della malattia, quindi, aiuta il paziente non solo a sopportare la malattia ma anche a guarire meglio e più in fretta. Nel selezionare i titoli dei volumi gli esperti hanno voluto privilegiare libri in grado di incanalare positivamente l´immaginazione del bambino che altrimenti rischierebbe di focalizzare solo pensieri di sofferenza e di dolore, come spiega Maria Rita Parsi, psicologa e presidente della Fondazione Movimento del Bambino. Il libro, soprattutto se.Letto in ospedale, deve invece rappresentare un´oasi di serenità in un contesto di sofferenza. "Abbiamo scelto libri positivi - spiega Margherita Forestan, responsabile editoria per ragazzi della Mondadori - con una forte vena umoristica. Libri differenziati per fasce d´età, ma tutti con un denominatore comune: la positività. I protagonisti dei racconti alla fine ce la fanno: non importa da che situazione di difficoltà partano ma è importante che tutto poi vada per il meglio. Non finti eroi ma ragazzi normali che hanno il coraggio di crederci e di non lasciarsi andare". "Da tempo mi batto come neuropsichiatra infantile, e come Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute adesso, per evitare il più possibile il disagio del "bambino virtuale - conclude il Sottosegretario alla Salute, on. Antonio Guidi -. Virtuale perché non ha contatti costanti con i coetanei, conosce poco gli adulti in questa famiglia sfilacciata e perché, anche nella città, ha sempre meno spazi di aggregazione. Le strategie per ricondurlo alla concretezza sono molte: tra queste vi è certamente il libro. Il libro con la sua concretezza, con le pagine da sfogliare in avanti, ma anche con la possibilità di tornare indietro, mentre tutto quello cui assiste in modo virtuale va sempre avanti, freneticamente avanti, e non si può tornare indietro. Questo libro, con la sua materialità, gestibilità e anche gestualità, gli ridona concretezza. Se questo è vero in generale, è ancora più vero in una realtà ospedaliera, sicuramente umanizzata come l´Ospedale Bambino Gesù, ma nella quale qualcosa di estraneo c´è sempre, dalla malattia imprevista a figure che non conosceva prima, a tempi e luoghi diversi. Ecco, il libro, la biblioteca in un ospedale sempre, con la sua realtà così familiare, è una grande sfida; non solo per ridare al bambino che soffre una possibilità di svago, facendolo così soffrire meno".  
   
 

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