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Notiziario Marketpress di
Giovedì 30 Gennaio 2003 |
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IL "BIOLOGICO" IN CONTINUA CREDCITA PUNTA SULLE ESPORTAZIONI ATTRAVERSO L´OPERA DEL CONSORZIO PER IL CONTROLLO DEI PRODOTTI (CCPB).
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Milano, 30 gennaio 2003 - Il Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici è il primo organismo italiano di certificazione del bio ad essere accreditato in Usa, Canada e Giappone -Di fronte ad un mercato mondiale del Biologico da 29 miliardi di Euro, occorre che l´Italia si attrezzi per la competizione globale. Nell´ultimo quadriennio, il Biologico è diventato un vero e proprio mercato. Addirittura, nel 2002, si è consolidato a livello internazionale. Il grande tema su cui il settore si dovrà confrontare nei prossimi anni, sarà, appunto, la sfida internazionale. A livello mondiale il Biologico, nel 2001, ha rappresentato un fatturato di oltre 25 miliardi di Euro e nel 2002 è stimato in almeno 29 miliardi di Euro. Accanto a paesi come gli Stati Uniti, che costituiscono uno dei maggiori mercati con oltre 10 miliardi di Euro (per completare il quadro del nord America si può sommare il miliardo di Euro del Canada), va considerato che anche l´Unione Europea è un mercato interessante in quanto il giro d´affari è valutabile sui 12-13 miliardi di Euro (con una superficie di 4,4 milioni di ettari) e con un interscambio di prodotti bio al suo interno di oltre 1.070 tonnellate. Le superfici coltivate a Biologico sono diffuse in tutti i continenti e in. Almeno 140 Paesi, dai più poveri ai più ricchi, con oltre 17 milioni di ettari nel complesso, anche se in maniera diversa. Ad esempio, in Australia, con 7.654.000 ettari il Biologico raggiunge 1´1,6% della Superficie agricola utilizzata (Sau), in Argentina (2,8 milioni di Ha) è pari all´1,65%, negli Usa lo 0,22% (circa un milione di ha). Percentuali basse in Nuova Zelanda (46.000 Ha pari allo 0,28 della Sau) e in Messico (86.000 Ha con lo 0,08%), mentre la Finlandia, con 147.500 Ha, raggiunge quota 6,73% e la Danimarca, con 165.000 Ha è al 6,2%. L´ltalia si conferma leader in Europa con circa 1 ,2 milioni di ettari dedicati al Biologico, 57.000 aziende produttrici, 4.000 imprese di trasformazione e 122 esportatori, per un fatturato di 1,6 miliardi di Euro nel 2002 (nel 2001 poco meno di 1,2 miliardi di Euro). Uno sviluppo imponente, che ha ricevuto un forte impulso dalla distribuzione moderna: si consideri che nel 1996 vi erano 30 punti vendita nella Gdo, passati a 357 nel 1998, nel 2000 raggiunsero "quota" 1.439, mentre attualmente sono oltre 1.700. Cui si possono aggiungere i circa mille negozi del dettaglio specializzato. In tale contesto si situa la Sfida Internazionale di cui il C.c.p.b. (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici) si fa carico e che lancia come prospettiva per il breve e medio periodo. Il 9 dicembre 2002, il C. C. P. B. È stato riconosciuto dall´Usda (Ministero dell´agricoltura statunitense) come il primo organismo di certificazione italiano. Riconoscimento che segue quello avuto in Canada e a quello ottenuto dal Ministero dell´agricoltura giapponese (12 novembre 2002). "Abbiamo creato le premesse -ha sottolineato a Milano Lino Nori, Presidente Ccpb- perchè le produzioni degli operatori che controlliamo possano entrare nei più importanti mercati internazionali. In questo momento, però, devono essere affrontate le problematiche in termini di commercializzazione e di "regole di produzione"". "La Sfida si gioca su più versanti -ha aggiunto Fabrizio Piva, vicepresidente Ccpb- su quello della commercializzazione e dell´interscambio internazionale che non può prescindere, però, da regole chiare e condivise, purchè non siano usate come barriere non tariffarie". Il biologico si inserisce a pieno titolo fra le produzioni di qualità che consentono di mantenere elevata la competitività delle nostre produzioni sui mercati internazionali conferendo al settore un valore aggiunto significativo. L´ltalia -sostiene il C.c.p.b.- deve dimostrare di saper diffondere il "made in Italy" anche e soprattutto attraverso "il biologico". Questo anche per la tradizione gastronomica che il nostro paese da sempre ha esportato e sta diffondendo nel mondo oltre, owiamente, al "know how" legato al settore agroalimentare ed al biologico in particolare. Perche il settore delle produzioni biologiche si è innestato su un collaudato settore agroindustriale che ha fatto dell´agroalimentare uno dei settori di punta dell´export italiano. Per quanto concerne I´internazionalizzazione, basti pensare al prossimo ingresso dei Peco (Paesi dell´Europa Centro Orientale) nell´Unione Europea, oppure alle prospettive di sviluppo dei mercati internazionali fra cui il mercato statunitense ove i tassi di incremento annui sono ben superiori a quelli europei (nel 2005 avrà un giro d´affari bio di 20 miliardi di Euro, mentre il Giappone sarà sui 6,8 miliardi di Euro). Infine, il biologico può costituire un modello diverso per affrontare le problematiche della qualità della vita e anche della fame nel mondo. Il Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici (C.c.p.b.) è un organismo di controllo e certificazione, riconosciuto dal Ministero dell´Agricoltura e Foreste, ed è accreditato Sincert ed Ifoam. E´ una società cooperativa a responsabilità limitata, costituita nel 1988 da 11 imprese di diversa estrazione (cooperative, privati, aziende di produzione agricola, di trasformazione e distribuzione) con sede centrale a Bologna e tre sedi periferiche a Verona, Palermo e Venturina (Li). La caratteristica che ha contraddistinto le attività del C. C. P. B. Sin dalla sua costituzione, è stata la scelta di puntare soprattutto alla certificazione delle filiere che hanno uno sbocco effettivo sul mercato. Non a caso è passato dalle 382 aziende di trasformazione controllate nel 1999 alle 719 del 2000, alle 854 del 2002. Inoltre, rappresenta un´esperienza originale fra gli organismi di certificazione in quanto è un ente la cui proprietà è diffusa tra un numero assai consistente di aziende (oltre 160) di varia dimensione e tipologia, che svolgono un ruolo importante nel settore agroalimentare italiano. Il bilancio del Consorzio per il 2001 è stato chiuso con un fatturato di 3,59 milioni di Euro (+35, 7% sui 2,65 milioni di Euro del 2000). , Nel 2002 l´attività ispettiva si è esercitata su 4.498 aziende con 6.160 ispezioni. Sono stati emessi 5.735 certificati di prodotto e 2.921 autorizzazioni alla stampa di etichette. Sono state comminate anche 234 sanzioni. Tutto questo a garanzia del consumatore. Il C. C. P. B. Non si limita all´attività di certificazione, perchè ritiene di poter svolgere un ruolo di rilievo per lo sviluppo del settore. Ad esempio, organizzando convegni ed incontri, come al Mia di Rimini (Salone dell´alimentazione) dove, martedì 25 febbraio 2003, si terrà la tavola rotonda, in collaborazione con Riminifiera, "Ii Bio e le Mense: Capitolati di fornitura e certificazione. Un modello possibile. Infolink: http://www.ccpb.it/ |
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