|
|
|
 |
  |
 |
|
Notiziario Marketpress di
Mercoledì 12 Febbraio 2003 |
|
|
  |
|
|
KIDS ARE US - I BAMBINI SIAMO NOI 9 MARZO - 25 MAGGIO 2003
|
|
|
 |
|
|
Trento, 12 febbraio 2003 - La Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento presenta, dal 9 marzo al 25 maggio, la mostra Kids are us - i bambini siamo noi, curata da Maurizio Sciaccaluga, un percorso attraverso dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni realizzate da una trentina di artisti internazionali. Due le sedi espositive: la Galleria Civica e i locali della Scuola Elementare "Raffaello Sanzio", splendido esempio di architettura razionalista novecentesca progettata da Adalberto Libera. L´esposizione presenta quegli artisti che, negli ultimi vent´anni, in modo più evidente rispetto agli autori che li hanno preceduti, sono riusciti spesso e volentieri a liberare il bambino nascosto dentro ogni adulto, a richiamarlo alla luce. Artisti che hanno fatto proprie le più importanti esperienze dell´infanzia. Artisti nati per disobbedire, per contestare, per dire no, per rifiutarsi di accettare la realtà così come l´hanno costruita le persone sagge e mature. Trenta i kids invitati a partecipare: Stefano Arienti, Jean-michel Basquiat, Corrado Bonomi, James Brown, David Burrows, Maurizio Cattelan, Gianni Cella, Cuoghi Corsello, Ronnie Cutrone, Wim Delvoye, Enrico Tommaso De Paris, Fulvio Di Piazza, Keith Haring, Mike Kelley, Jeff Koons, Edward Lipski, Milton Manetas, Liliana Moro, Takashi Murakami, Motomichi Nakamura, Yoshitomo Nara, Luigi Ontani, Alex Pinna, Plumcake, Antonio Riello, Tom Sachs, Shih Chieh Huang, Team cHman, Ultrapop, Stefan Wissel. L´allestimento in Galleria Civica rievoca un grande gioco dell´oca dove il visitatore si sposta di casella in casella per raggiungere tutti i lavori esposti. Ne esce una mostra in cui le opere, basate sui sentimenti originari dell´infanzia, divengono protagoniste e costringono lo spettatore a conoscere il mondo attraverso tutti e cinque i sensi. Di conseguenza il grande diviene piccolo e il piccolo diviene grande, il travestimento diventa pratica imitativa, ogni oggetto è affrontano con spirito ludico e irrispettoso, l´immaginazione non è separata dalla verità. Una mostra in cui il visitatore è costretto a tornare bambino, a immergersi ancora per una volta nella dimensione che è stata propria di ciascuno di noi e che abbiamo perduto. Nella sede della Scuola "Raffello Sanzio", invece, sono esposte grandi opere frutto del lavoro di alcuni artisti con gli alunni della scuola che ospita la rassegna: un grande coccodrillo di materiali riciclati di Corrado Bonomi, un gioco di espansione grafica di Enrico De Paris, un lavoro sul concetto di "portafortuna" di Antonio Riello, una casetta di biscotti di Hansel e Gretel di Liliana Moro, e altre ancora. Un impegno consistente, nella collaborazione tra la Galleria Civica e l´Istituto di istruzione, fatto di workshops d´arte e di incontri con gli artisti nelle settimane precedenti la mostra, a sottolineare l´interscambio tra grandi e piccoli. I laboratori continueranno durante il periodo di apertura della mostra, coinvolgendo alunni di altre scuole, per proseguire il lavoro avviato dagli artisti. Anche i visitatori potranno utilizzare alcuni laboratori per cimentarsi autonomamente e vedere esposte le proprie opere. Una mostra, insomma, in cui i bambini giocano a diventare grandi e i grandi tornano bambini. I lavori esposti sono pubblicati nel n. 4 della rivista della Galleria Civica Work. Art in progress. La pubblicazione raccoglie, oltre al testo del curatore Maurizio Sciaccaluga, una serie di interventi firmati da psicologi, pedagogisti, sociologi, volti ad allargare lo sguardo alla dimensione infantile non solo nell´ambito dell´arte ma nell´intera società contemporanea. La mostra è dedicata alla memoria di Luigi Serravalli, critico e viaggiatore in arte, che non ha mai cessato di guardare il mondo con gli occhi di un bambino. Maurizio Sciaccaluga sottolinea: "Kids are us, i bambini siamo noi. Sempre. Anche se, trascorsi gli anni, ingrigiti i capelli, ridotto drasticamente il tempo dedicato all´immaginazione, sembra lontanissimo il periodo dell´infanzia. Come sostiene Bill Watterson, l´autore di Calvin & Hobbes, -in fondo a ogni adulto c´è un moccioso. Che vuole tutto a suo modo-. La nuova "banda dei bambini smarriti", quella al fianco di Peter Pan nella lotta contro Capitan Uncino, sono gli autori capaci di mettere in scena l´ingenuità, l´innocenza, la cattiveria, la riluttanza, la fantasia. Che fotografino o dipingano, che abbiano scelto l´installazione o il ready-made, che guardino al fumetto o ai disegni infantili, sono gli eterni ragazzi. L´esposizione rintraccia gli artisti che sono cresciuti, mai rinunciando allo sguardo del bambino, e lavorano dimenticando le costrizioni sociali e intellettuali cui la società vorrebbe abituarli". Infolink: www.Workartonline.net |
|
|
|
|
|
<<BACK |
|
|
|
|
|
|
|