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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 20 Dicembre 2006 |
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VENTUNESIMA EDIZIONE DELL’OSSERVATORIO ASSOFIN – CRIF – PROMETEIA: SI CONSOLIDA IL RICORSO AL CREDITO DELLE FAMIGLIE ITALIANE A GIUGNO 2006 LE CONSISTENZE DI CREDITO AL CONSUMO SI ATTESTANO A 85 MILIARDI DI EURO (+20,6% RISPETTO A GIUGNO 2005). SI CONFERMA VIVACE ANCHE LA CRESCITA DEI MUTUI IMMOBILIARI NEL PRIMO SEMESTRE DELL’ANNO (+15,8%).
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Milano, 20 dicembre 2006 - Nel primo semestre del 2006 è aumentato ancora il ricorso al credito delle famiglie italiane, con intensità diversa nei differenti comparti. Nel comparto del credito al consumo la crescita del +20,6% delle consistenze, che hanno raggiunto un volume complessivo di oltre 85 miliardi di euro, ha determinato un graduale avvicinamento dell’Italia ai valori medi dell’area dell’euro, anche se nel nostro Paese il rapporto fra consistenze e Pil (6,1% a giugno 2006) risulta ancora molto inferiore rispetto a quello registrato negli altri principali stati europei (Gran Bretagna 17,2%; Germania 10,4%; Francia 8,3% e Spagna 8,5%). Nel comparto dei mutui immobiliari alle famiglie, la crescita delle consistenze nei primi sei mesi del 2006 si è attestata al +15,8% mentre le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni registrano un +21,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I rialzi dei tassi da parte della Bce non sembrano avere avuto impatti negativi sulla dinamica del credito al consumo nel nostro Paese, anche perché sono stati almeno in parte assorbiti dagli intermediari. Inoltre le soluzioni finanziarie proposte dagli operatori hanno diluito l’effetto dell’aumento dei tassi di interesse attraverso una maggiore flessibilità dei prodotti in termini di allungamento delle scadenze. Nel comparto dei mutui l’aumento dei tassi di interesse ha indotto cambiamenti nelle scelte dei consumatori, mirati ad ammorbidirne l’impatto, in primo luogo l’allungamento delle scadenze. Si riscontra inoltre una minore disponibilità, rispetto al recente passato, a esporsi al rischio di ulteriori variazioni dei tassi, che si sostanzia in un maggiore orientamento verso la componente a tasso fisso. Nel corso dei primi sei mesi del 2006 i finanziamenti immobiliari di durata superiore a 20 anni rappresentano più del 50% delle erogazioni e la quota a tasso fisso, che nello stesso periodo rappresenta circa il 18% delle nuove erogazioni, cresce di oltre 7 punti percentuali rispetto al dato relativo all’anno 2005. Il quadro delineato conferma come le decisioni di ricorrere al finanziamento delle famiglie italiane siano sempre più ancorate a fattori socio-demografici nonché alla maggiore maturità dei comportamenti finanziari delle famiglie e alla proattività e flessibilità dei comportamenti dell’offerta. Questi i principali dati che emergono dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio, realizzato da Assofin, Crif e Prometeia e giunto alla sua ventunesima edizione. Il mercato del credito al consumo, le dimensioni e le tendenze Al 30 giugno 2006 le consistenze complessive del mercato del credito al consumo si attestano a 85 miliardi di euro. Per quanto riguarda le banche generaliste, a giugno 2006 la crescita delle consistenze di credito al consumo si è attestata al +14,8%, in accelerazione rispetto al +9,2% registrato a giugno 2005 superando i 20 miliardi di euro. Le consistenze di credito al consumo relative all’attività svolta dalle istituzioni finanziarie e banche specializzate fanno registrare alla fine del primo semestre 2006 una crescita del +25,3%, in accelerazione rispetto agli ultimi anni e si attestano ad oltre 65 miliardi di euro. Le forme tecniche del credito al consumo - Anche nella prima metà del 2006 è proseguita la ricomposizione del portafoglio dei prestiti al consumo a favore dei prodotti di finanziamento diretto, sia nel comparto delle banche generaliste sia in quello delle istituzioni finanziarie e banche specializzate. La distribuzione per forma tecnica dei finanziamenti erogati dagli operatori generalisti conferma la crescente concentrazione della loro attività nel segmento dei prestiti personali, che coprono oltre il 71% del credito erogato, registrando un tasso di crescita del +16,6% in ulteriore aumento rispetto al +10% del 2005. Si arresta peraltro, rispetto al 2005, la flessione della componente finalizzata (+0,5% nel primo semestre 2006), mentre i volumi erogati attraverso le carte di credito decelerano, per effetto in parte del proseguimento, anche nei primi mesi del 2006, delle politiche di riversamento dell’attività sulle società prodotto specializzate e in parte di una pausa di consolidamento, forse fisiologica, dopo il balzo in avanti registrato nel 2005. Prosegue anche la ricomposizione delle attività delle istituzioni finanziarie e banche specializzate a favore delle forme dirette di finanziamento, come i prestiti personali (+25,9%, con una quota sul totale erogato dagli operatori specializzati del 24,8%), le carte di credito revolving (+15,5%) e la cessione del quinto dello stipendio (+32,5%) a scapito della componente finalizzata. Nel corso del primo semestre 2003 il 72,8% dei finanziamenti erogati era connesso al credito finalizzato (soprattutto ai finanziamenti auto); nello stesso periodo del 2006 tale percentuale è diminuita al 54,6%. La ricomposizione del portafoglio complessivo è determinata dalle scelte strategiche di molte istituzioni finanziarie e banche specializzate, che perseguono più che in passato obiettivi di diversificazione della gamma di prodotti offerti, di fidelizzazione della clientela già acquisita e di contenimento dei costi legati alla rete di commercianti convenzionati. I flussi di credito finalizzato - Analizzando i crediti erogati dalle istituzioni finanziarie specializzate per settori merceologici, emerge che i prestiti finalizzati ad acquisti nel comparto della mobilità, rappresentativi del 44,1% del totale dei flussi erogati, crescono complessivamente del +10,3% (nel primo semestre 2005 la crescita era stata del +6,4%). Più in dettaglio si segnala la buona performance dei finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto nuove in aumento del +13%. Il segmento degli altri finanziamenti finalizzati (crediti erogati per gli acquisti in settori quali arredamento, elettronica ed elettrodomestici, servizi, ecc. ), che rappresenta una quota pari al 10,4% del totale erogato, fa registrare un andamento positivo (+5,1% rispetto al -3,9% del primo semestre 2005), legato anche alla ripresa della spesa delle famiglie. I crediti finalizzati all’acquisto di arredo registrano una crescita più contenuta (+1,2%). I finanziamenti legati all’acquisto di elettronica ed elettrodomestici evidenziano, in controtendenza rispetto a tutti gli altri segmenti, una riduzione dei flussi erogati complessivi (-5,7%). Il numero di contratti stipulati, infatti, si riduce ulteriormente confermando che in questo settore, caratterizzato da finanziamenti di importo più contenuto, è in atto un fenomeno di “sostituzione” del credito finalizzato classico con finanziamenti connessi all’uso delle carte revolving. Il mercato dei mutui immobiliari - Anche nel primo semestre 2006 i mutui hanno fornito il maggiore contributo alla crescita dei finanziamenti alle famiglie. Rispetto al primo semestre del 2005, si è evidenziata una leggera decelerazione della crescita (+15,8% a fronte del +17%), ascrivibile esclusivamente alle politiche di gestione dei crediti adottate dall’insieme delle aziende bancarie (maggior ricorso a operazioni di cartolarizzazione), piuttosto che a un ridimensionamento della domanda da parte delle famiglie. La dinamica a giugno 2006 dei flussi di prestiti per l’acquisto di abitazioni è stata infatti sensibilmente superiore a quella relativa al primo semestre del 2005 (+21,3% a fronte del+8,6% di giugno 2005). La dinamica ancora vivace dei mutui immobiliari alle famiglie è stata sostenuta perlopiù da fattori di carattere strutturale, quali i cambiamenti in atto nella struttura socio demografica e nei comportamenti finanziari delle famiglie. A questi fattori si accompagnano, dal lato dell’offerta, una maggiore pressione concorrenziale spinta anche dall’operatività di società di matrice estera, innovazione di prodotti, canali e servizi, e una crescente attenzione degli operatori verso nuovi segmenti di clientela (è stimato che circa il 15% delle famiglie che acquistano un’abitazione siano immigrate). La dinamica dei mutui ha continuato a disattendere le aspettative di un’imminente flessione nei ritmi di crescita, che erano tuttavia legittime sulla base della lettura di alcuni importanti driver congiunturali. In particolare, la recente inversione di politica da parte delle Autorità monetarie europee, con il conseguente aumento dei tassi di interesse, non sembra aver modificato l’appetibilità dei mutui. Per quanto riguarda gli importi erogati, si conferma anche nel corso del primo semestre 2006 la tendenza verso erogazioni di importo sempre più elevato. Nel periodo 2003 – 2006 si rileva un progressivo aumento del peso percentuale delle erogazioni di importo superiore a 100. 000 euro (dal 52% al 72%), a discapito di quelle di importo più ridotto. Coerentemente all’aumento degli importi, prosegue l’allungamento delle durate dei contratti con la crescita significativa del peso, rispetto al totale, dei nuovi mutui erogati di durata superiore a 25 anni, che ha raggiunto il 34%, risultando triplicata rispetto allo stesso periodo del 2003. Per quanto riguarda le scelte in materia di tassi, anche se nel primo semestre 2006 le nuove operazioni a tasso variabile rimangono la componente prevalente (66% dei mutui erogati), si assiste a un cambiamento di tendenza: tale percentuale, infatti, è in calo di ben 11 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2005. Consistente il parallelo aumento della quota dei mutui a tasso fisso, che sale dal 10% del primo semestre del 2005 al 18% dello stesso periodo del 2006. La rischiosità del credito al dettaglio - La vigorosa crescita del credito alle famiglie, nelle sue due componenti - il credito al consumo e i mutui immobiliari - è stata accompagnata nell’ultimo quinquennio dalla continua, graduale riduzione della rischiosità del mercato del credito al dettaglio. Il miglioramento del profilo del rischio in questo segmento trovava conferma presso tutti gli intermediari – banche generaliste, istituzioni finanziarie e banche specializzate – in termini di indicatori di natura sia statica, come i tradizionali tassi di sofferenza e di insolvenza, sia dinamica come il tasso di decadimento (che misura le nuove sofferenze). Nel primo semestre del 2006, gli indicatori di natura statica (tassi di sofferenza, insolvenza grave e leggera) e dinamica (tassi di decadimento) forniscono indicazioni divergenti. L’analisi della rischiosità del mercato mediante i tassi di sofferenza e di insolvenza mostra per il primo semestre del 2006 la conferma del miglioramento della qualità del credito già riscontrata nel 2005, con un livello di rischio complessivo che si mantiene al di sotto del corrispondente valore del 2004 e una relativa stabilità delle forme di rischio più elevato (sofferenza e insolvenza grave). Per quanto riguarda il credito al consumo, a giugno 2006 il valore della rischiosità complessiva (6,0%) si è infatti allineato ai rispettivi valori trimestrali del periodo marzo-settembre 2005, quindi su un livello inferiore al valore di giugno 2004 (6,9%). Anche nei mutui immobiliari, il primo semestre 2006 evidenzia un ritorno della rischiosità complessiva sui livelli più contenuti del 2005, intorno al 4,5%. Sebbene in lieve aumento (+0,3%) rispetto a giugno 2005, il rischio complessivo nel primo semestre 2006 prosegue il sentiero di progressiva riduzione, con una significativa contrazione della rischiosità nel biennio (-1,2% rispetto a giugno 2004). Estendendo l’analisi al tasso di decadimento, si osserva tuttavia che il miglioramento della qualità del portafoglio in atto dal 2000 si è arrestato nel primo semestre 2006, invertendo il trend. Si tratta di un fenomeno che è certamente opportuno monitorare, anche se sarà necessario osservare l’andamento del tasso di decadimento su un periodo di tempo più lungo per trarre conclusioni sull’evoluzione del livello di rischiosità del mercato. Le prospettive future - L’evoluzione del credito alle famiglie nei prossimi anni dovrebbe trovare un contesto ambientale ancora favorevole, se pure con un progressivo rallentamento della crescita. La dinamica attesa nel comparto del credito al consumo per la fine del 2006 è di una crescita pari al +18,8%, a fronte del +20,8% registrato nel 2005. Nel biennio di previsione si dovrebbe assistere a un’ulteriore graduale decelerazione (+16,6% e +15,2% rispettivamente nel 2007 e nel 2008). L’ammontare delle consistenze è pertanto previsto crescere da 76,5 miliardi del 2005 a 122 miliardi di euro circa al termine dell’intervallo di previsione. La crescita dei mutui dovrebbe mostrare, in termini di consistenze, una leggera decelerazione già alla fine del 2006 (+14,1% rispetto al +17,4% di fine 2005), anche per effetto del crescente ricorso da parte delle banche a operazioni di cartolarizzazione e dovrebbe mantenere ritmi di crescita a doppia cifra ancora per il 2007 (+11,6%) a fronte di aspettative di un ridimensionamento dell’espansione soprattutto nel 2008 (+7,1%). Lo scenario delineato implica un progressivo sviluppo del ricorso al credito delle famiglie, durante tutto l’intervallo di previsione. In linea con il processo di lenta convergenza in atto verso i modelli di ricorso al credito delle famiglie europee, nel 2006 l’indebitamento delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile dovrebbe attestarsi al 46% circa, per evidenziare valori prossimi al 50% nel 2008. Tuttavia, tale indice risulta ancora lontano da quanto evidenziato negli altri Paesi europei. . |
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