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Notiziario Marketpress di Martedì 01 Aprile 2003
 
   
  IL 6PQ VISTO DALLA PROSPETTIVA DEI PUNTI DI CONTATTO NAZIONALI

 
   
  Bruxelles, 1 aprile 2003 - I consorzi di ricerca di tutt´Europa non sono gli unici ad aspettare con ansia i risultati dei primi inviti a presentare proposte nell´ambito del sesto programma quadro (6Pq). A condividere la trepidante attesa, infatti, è un altro gruppo di soggetti: i punti nazionali di contatto. Quale fonte principale d´informazione in merito ai programmi quadro di ricerca comunitari, nell´Ue e negli Stati candidati all´adesione, i punti di contatto nazionali (Pcn) hanno risentito più di altri dei cambiamenti apportati al 6Pq. Il Notiziario Cordis ha intervistato due coordinatori di Pcn per il 6Pq, l´una finlandese e l´altro sloveno, per conoscere meglio i rispettivi ruoli e le sfide che devono affrontare, nonché le loro opinioni sul 6Pq e i nuovi strumenti. Mai Tolonen, coordinatrice del sistema di Pcn in Finlandia, definisce il 6Pq un concetto innovativo e di grande interesse. A suo avviso, esso fornisce un importante contributo alla creazione dello Spazio europeo della ricerca (Ser), soprattutto poiché incentrato sull´idea di un maggior coordinamento dei programmi di ricerca comunitari e nazionali. Il concetto di coordinamento non è nuovo per i Pcn finlandesi. Dal 1992, infatti, essi collaborano con Tekes, l´Agenzia nazionale finlandese per la tecnologia, oppure con l´Accademia di Finlandia, il Consiglio nazionale delle ricerche. Al fine di ottenere il massimo della copertura e garantire che nessuna opportunità vada sprecata, ogni ambito prioritario è affidato a due Pcn (primario e secondario), uno per ciascuna organizzazione. Inoltre, ogni punto di contatto partecipa sia ai programmi nazionali che alle attività comunitarie, evitando così inutili duplicazioni e realizzando una struttura che rispecchia fedelmente il concetto del Ser. Interrogata sulla reazione generale ai cambiamenti apportati al programma quadro, la Tolonen ha affermato: "Inizialmente si è registrato un po´ di timore, soprattutto in merito ai nuovi strumenti, e tuttora vi sono preoccupazioni per quanto riguarda, ad esempio, la partecipazione delle Pmi [piccole e medie imprese]". Secondo il coordinatore finlandese, per garantire la partecipazione delle Pmi ai progetti integrati e agli strumenti tradizionali, i Pcn devono collegare in rete le società di piccole e grandi dimensioni a livello nazionale ed essere in grado di identificare i partner ideali in altri paesi con i quali formare dei consorzi. La Finlandia, inoltre, ha introdotto un sistema di "finanziamento preliminare", per fornire alle società il necessario sostegno alla creazione di un progetto e alla presentazione delle candidature nell´ambito del programma quadro. Per le società più grandi, potenziali coordinatori consortili, si tratta di un semplice incentivo, ma per le Pmi che dispongono di minori risorse da dedicare ai progetti di ricerca, esso rappresenta un contributo vitale. In generale, la Tolonen e i suoi colleghi sono molto ottimisti sul 6Pq e il livello di partecipazione della Finlandia. Quanto al tipo di sostegno che essi vorrebbero ricevere per incrementare ulteriormente il grado di coinvolgimento, la Tolonen ha affermato: "Il collegamento in rete, a livello internazionale, dei Pcn situati all´interno dei vari paesi partecipanti costituisce decisamente una priorità nell´ambito del 6Pq. La Commissione ha già compiuto degli sforzi a tal proposito ed auspichiamo che vengano intraprese ulteriori iniziative". Altrettanto positivo, secondo la Tolonen, sarebbe ricevere dati utili sulla prestazione della Finlandia: "Disporre di informazioni dettagliate sulla partecipazione della Finlandia ci permetterebbe di misurare i nostri progressi e stabilire i miglioramenti necessari. La Commissione diffonde già alcuni dati, ma non sempre nella forma più intuitiva. Sarebbe molto utile poter accedere agli esempi di migliori prassi relativi ad altre nazioni". Insieme agli altri nove paesi candidati all´ingresso nell´Ue, la Slovenia partecipa al 6Pq a pieno titolo e su un piano di parità. Il coordinatore sloveno dei Pcn per il 6Pq, Albin Babic, auspica che il suo paese assuma un ruolo rilevante. Babic definisce incoraggiante la partecipazione slovena agli inviti a presentare proposte, nonostante un certo scompiglio suscitato dalla necessità di adempiere alle modalità di accesso ai finanziamenti, e prevede che tale sforzo si rifletterà nei risultati finali. La rete slovena dei Pcn si è concentrata soprattutto sull´attività di sensibilizzazione in merito al programma quadro. "Stiamo cercando di divulgare la conoscenza del 6Pq, affinché si possa passare da domande come ´cos´è il programma quadro?´ ad una comprensione approfondita delle procedure e della struttura", ha spiegato Babic. Per promuovere tale conoscenza, i Pcn sloveni hanno già organizzato più di 40 presentazioni sul 6Pq e le sue priorità specifiche. I principali destinatari sono i ricercatori universitari e di altri istituti, tuttavia, spiega Babic, anche i rappresentanti delle organizzazioni d´impresa e delle Pmi vengono particolarmente coinvolti, al fine di raggiungere un pubblico più vasto. Gli stessi Pcn sono situati presso il ministero dell´Istruzione, della Scienza e dello Sport o il ministero dell´Economia, ma vi è anche un comitato di coordinamento composto dai rappresentanti di altri ministeri, al fine di garantire che ciascun dipartimento sia informato delle opportunità di collaborazione in materia di ricerca offerte nei rispettivi settori. Fra le iniziative intraprese per rafforzare la partecipazione nazionale figura un bollettino di opportunità di ricerca, distribuito via e-mail ad oltre 10.000 potenziali contraenti, un sito web in sloveno e inglese (per i collaboratori internazionali) contenente una funzione per la ricerca di partner ed un programma volto a creare dei partenariati fra le Pmi e gli istituti di ricerca che hanno già partecipato ai precedenti programmi quadro. Anche la Slovenia intende ampliare il proprio ruolo nell´ambito del 6Pq. Pertanto, ha stabilito speciali contatti con paesi come la Serbia, la Croazia e il Montenegro, al fine di promuoverne la partecipazione. "Ci troviamo nella posizione ideale per poter assumere la guida di tale iniziativa, grazie ai nostri contatti nella regione e ai legami culturali e linguistici. A nostro avviso si tratta di un´importante occasione per contribuire alla stabilità di quest´area", ha affermato Babic. I Pcn sloveni, inoltre, collaborano con le regioni delle Alpi e dell´Adriatico all´organizzazione di incontri di partenariato congiunti, volti ad identificare le opportunità di cooperazione. Insieme ai membri austriaci, italiani e a nazioni come l´Ungheria e la Croazia, che partecipano in qualità di osservatori, la Slovenia contribuisce a promuovere il tipo di cooperazione internazionale che ritiene fondamentale per ottenere successo nell´ambito del 6Pq. Ora, concordano la Tolonen e Babic, non resta che attendere i risultati dei primi inviti a presentare proposte per verificare l´efficacia dei propri sforzi ed identificare gli ambiti sui quali intervenire in futuro. Vi è un obiettivo, tuttavia, che Babic ritiene di aver quasi raggiunto: "Da un po´ di tempo non mi viene più chiesto ´cos´è il sesto programma quadro?´".  
   
 

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