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Notiziario Marketpress di Martedì 01 Aprile 2003
 
   
  CONVENZIONE RE È GIÀ UN SUCCESSO PER 50MILA UGO GABINO, UNO DEI FONDATORI DEL GRUPPO RE, SPIEGA I MOTIVI DEL SUCCESSO DELLA PRIMA CONVENZIONE BANCARIA DEDICATA AL MONDO RELIGIOSO ED ACCLESIASTICO

 
   
  Milano, 1 aprile 2003 - Da quasi vent´anni Ugo Gabino, tra i fondatori del Gruppo Re, si occupa degli aspetti legati alla Convenzione Bancaria Re, il primo dei prodotti del gruppo, studiato e realizzato agli inizi degli anni Ottanta per rispondere a una richiesta che proveniva dal mondo della Chiesa: avere uno strumento che consentisse agli enti religiosi ed ecclesiastici di poter beneficiare di vantaggi nelle condizioni proposte delle banche, in materia di conti correnti. In vent´anni, sono stati oltre cinquantamila gli enti, o le persone, che hanno aderito alla convenzione facendo di essa uno degli strumenti finanziari più diffuso nel mondo cattolico. Da dove nasce l´esigenza degli enti religiosi ad avere servizi bancari gestiti ad hoc? Gli enti religiosi ed ecclesiastici, che sono i principali beneficiari di questa convenzione, si trovano spesso a dover gestire conti correnti bancari e altri tipi di prodotti finanziari. Già vent´anni fa, intuimmo che nello stipulare rapporti con gli istituti di credito gli enti ricevevano trattamenti poco diversi da quelli di normali correntisti. Il che faceva sì che le particolari esigenze del mondo religioso ed ecclesiastico non fossero comprese appieno. Il Gruppo Re decise dunque di interpretare il ruolo dell´intermediario, e cioè di colui che conosce bene la realtà degli enti religiosi ed ecclesiastici e che sa che essi hanno specificità che nessun altro ente possiede. Ad esempio? Se un imprenditore si rivolge a una banca si troverà di fronte dei professionisti che conoscono condizioni, tempi e modalità delle attività commerciali. Sanno ad esempio che ci sono momenti in cui sono previsti, ad esempio, versamenti periodici per l´Iva. Magari non sanno, o non sapevano che gli enti religiosi ed ecclesiastici, in taluni casi sono sottoposti a regimi diversi che producono anche sul fronte delle attività bancarie conseguenze differenti. Il Gruppo Re ha cercato di portare alle banche questa sensibilità e questa conoscenza. Quindi il Gruppo Re gioca un ruolo sindacale a favore del mondo della Chiesa? Di fatto sì. Il Gruppo, o meglio lo strumento della convezione, ha consentito di omologare una richiesta che prima veniva in qualche modo frazionata da ciascun ente verso banche diverse. E evidente che se 50mila persone (o enti) si mettono insieme e si presentano alle banche per chiedere un trattamento che tenga in debita considerazione la loro specificità troveranno dall´altra parte persone attente a queste esigenze. La forza contrattuale aumenta, gli istituti di credito non possono non tenerne conto. Non si tratta di un ruolo sindacale puro: il Gruppo è al fianco degli enti religiosi ed ecclesiastici per qualsiasi loro esigenza, non solo in materie bancarie; ma al tempo stesso è utile alle banche perché può aiutarle a comprendere una realtà così diversa dai loro clienti tradizionali. E oggi come l´idea resta al passo coi tempi? Se vent´anni fa il conto corrente bancario era lo strumento più tradizionale, oggi esistono numerose alternative. Anche in questo il Gruppo Re rimane vicino agli enti che hanno bisogno di una guida nella scelta di servizi e prodotti finanziari, potendosi affidare a persone che con loro condividono anche i fini e i valori.  
   
 

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