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Notiziario Marketpress di Lunedì 14 Novembre 2011
 
   
  PRESENTAZIONE DELLA RELAZIONE ANNUALE 2010 ALLA COMMISSIONE PER IL CONTROLLO DEI BILANCI DEL PARLAMENTO EUROPEO

 
   
  Bruxelles, 10 novembre 2011 – Di seguito il discorso di Vítor Caldeira, Presidente Della Corte Dei Conti Europea: Signor Presidente, onorevoli deputati, signore e signori, è per me un onore presentare oggi a questa commissione la relazione annuale della Corte dei conti europea sull’esecuzione del bilancio dell’Ue e quella relativa ai Fondi europei di sviluppo per l’esercizio finanziario 2010. Come per gli anni precedenti, la relazione annuale sull’esecuzione del bilancio dell’Ue riguarda principalmente l’affidabilità dei conti 2010 e la regolarità delle operazioni su cui essi sono basati. Quest’anno la relazione include anche un capitolo sui risultati della spesa Ue. Un’altra tematica affrontata dalla relazione di quest’anno è la qualità della rendicontazione della Commissione. Vorrei adesso esporvi i principali messaggi della relazione annuale, per poi evidenziare alcune questioni sorte in seguito alle recenti proposte di riforma del bilancio Ue ed ai recenti sviluppi in materia di governance economica. Affidabilità dei conti dell’Ue - Per quanto riguarda l’affidabilità dei conti dell’Ue, la Corte ha concluso che i conti 2010 presentano fedelmente la situazione finanziaria dell’Unione europea, nonché i risultati delle operazioni e i flussi di cassa per l’esercizio considerato. Tuttavia, esistono tuttora margini di miglioramento della qualità della rendicontazione finanziaria e dei sistemi informativi sottostanti – non da ultimo per fornire una migliore informazione sui rischi ai responsabili della gestione finanziaria. Ad esempio, quest’anno la Corte ha osservato che le norme contabili e la supervisione non sono state adeguatamente modificate in risposta al notevole aumento della percentuale di anticipi – prefinanziamenti – nel bilancio Ue. A partire dal 2009, si è verificato nel settore della Coesione un significativo aumento dei pagamenti verso Fondi che utilizzano strumenti di ingegneria finanziaria. Nell’ambito di tali strumenti, il bilancio Ue esegue pagamenti anticipati a favore di Fondi appena viene istituito il loro quadro giuridico. Gli Stati membri utilizzano poi i Fondi per fornire aiuto rimborsabile sotto forma di prestiti, garanzie e investimenti azionari nel corso del periodo di programmazione. L’audit della Corte ha individuato un significativo numero di casi in cui la Commissione aveva inizialmente registrato i pagamenti di prefinanziamento a carico del bilancio Ue come spese piuttosto che come attivo nello stato patrimoniale. Di conseguenza, i conti provvisori davano l’impressione che i destinatari dell’assistenza avessero fornito piena giustificazione per l’uso dei fondi Ue, mentre in pratica ciò non era vero, ed i rischi sussistevano. La Commissione ha corretto tale anomalia contabile mediante un aggiustamento dei conti provvisori 2010 e una riclassificazione delle cifre corrispondenti nei conti 2009 – la Corte attira l’attenzione su questa questione nella dichiarazione di affidabilità riportata all’inizio della relazione annuale. Tuttavia, non si tratta soltanto di una questione contabile. Alla base, vi è una mancanza di informazioni aggiornate sui fondi Ue effettivamente utilizzati dagli Stati membri nell’ambito degli strumenti di ingegneria finanziaria, mancanza che ostacola un’efficace supervisione e gestione da parte della Commissione. La Corte ritiene pertanto urgente che la Commissione non solo riveda la relativa norma contabile, ma intraprenda anche ulteriori azioni per far sì che le necessarie informazioni siano disponibili al fine di migliorare la supervisione e la gestione degli strumenti di ingegneria finanziaria. Regolarità delle operazioni - La parte principale del lavoro di audit per la relazione annuale e la dichiarazione di affidabilità consiste nella valutazione, svolta dalla Corte, della regolarità delle entrate e delle spese. La dichiarazione di affidabilità redatta dalla Corte sull’esercizio finanziario 2010 è stata modificata per riflettere le modifiche apportate ai princìpi contabili internazionali, entrate in vigore nel 2011. Nella dichiarazione vengono distinti entrate, impegni e pagamenti. A giudizio della Corte, le entrate alla base dei conti Ue per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2010 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari. Allo stesso modo, gli impegni alla base dei conti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2010 sono anch’essi, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittimi e regolari. Al contrario, i pagamenti alla base dei conti sono stati inficiati da errori rilevanti, con un tasso di errore stimato al 3,7 % per l’insieme del bilancio Ue. Si deve notare che questa stima non si riferisce a casi di frode, poiché vi sono molte ragioni per le quali si verificano errori. Nel complesso, si è appurato che i sistemi di controllo sono stati solo parzialmente efficaci nel garantire la regolarità dei pagamenti. Il giudizio generale espresso dalla Corte sui pagamenti si fonda su valutazioni specifiche di cinque gruppi di politiche, contenute nei capitoli da 3 a 7 della relazione annuale. Detti gruppi corrispondono approssimativamente ai titoli del Quadro finanziario 2007 - 2013 e sono stati modificati rispetto alle precedenti relazioni annuali in modo da fornire un’analisi più utile della spesa Ue. Queste valutazioni specifiche sono basate principalmente sui risultati della verifica delle operazioni, su una valutazione dell’efficacia dei sistemi nonché su un esame dell’affidabilità delle attestazioni dei responsabili della gestione presso la Commissione contenute nelle relazioni annuali di attività delle Direzioni generali. La Corte ha concluso che i due più grandi gruppi di politiche – Agricoltura e risorse naturali e Coesione, energia e trasporti – sono inficiati da errori rilevanti, ed i relativi sistemi sono parzialmente efficaci. Il settore Coesione, energia e trasporti è stato il settore della spesa Ue più soggetto ad errori, con un tasso di errore stimato del 7,7 % nel 2010. Tale tasso è superiore al tasso di errore stimato per la spesa nel 2009, e spiega l’incremento del tasso di errore stimato per l’insieme del bilancio rispetto all’esercizio precedente. Tuttavia, come ho sottolineato lo scorso anno, è necessaria una certa prudenza nel trarre conclusioni dal confronto tra i tassi di errore stimato di due esercizi. A motivo della natura pluriennale dei programmi di spesa, nonché delle misure correttive che possono essere imposte dalla Commissione in un dato anno, la popolazione dei pagamenti può cambiare notevolmente da un esercizio all’altro. Sebbene quasi la metà dei pagamenti controllati nel settore Coesione, energia e trasporti includesse errori, il tasso di errore stimato è stato in gran parte determinato da un numero relativamente basso di progetti totalmente inammissibili e di gravi violazioni delle norme Ue e nazionali in materia di appalti. La Corte ritiene che, nella maggioranza dei casi, le autorità degli Stati membri avessero a disposizione informazioni sufficienti per rilevare e correggere almeno alcuni degli errori prima che venissero effettuati i pagamenti. La Commissione sta facendo progressi nel seguire le raccomandazioni formulate in precedenza dalla Corte, ma la Corte ritiene che vi siano ancora margini di miglioramento dei meccanismi di rettifica e delle attività di audit degli Stati membri, e formula quindi ulteriori raccomandazioni in tal senso. Per il gruppo di politiche Agricoltura e risorse naturali, il tasso di errore è stato stimato al 2,3 % ed i sistemi sono stati parzialmente efficaci. Si è rilevato che i pagamenti diretti coperti dal sistema integrato di gestione e di controllo (Sigc), pari a circa 40 dei 57 miliardi di euro spesi, erano esenti da errori rilevanti, mentre la spesa per lo sviluppo rurale ha continuato ad esser soggetta ad errori. La Corte ha riscontrato un’elevata frequenza di errori, dovuta al mancato aggiornamento della banca dati in cui sono registrate le informazioni sulla dimensione delle parcelle agricole, nonché a debolezze nei controlli sulla misura delle superfici agricole condotti dagli ispettori nazionali in una serie di Stati membri visitati: Bulgaria, Romania, Grecia, Repubblica Ceca e Paesi Bassi. La relazione contiene alcune raccomandazioni in merito a tali questioni. Per due gruppi di politiche, Ricerca ed altre politiche interne e Aiuti esterni, sviluppo e allargamento, la Corte ha concluso che, nel complesso, le operazioni non sono state inficiate da errori rilevanti, sebbene i sistemi continuassero ad essere soltanto parzialmente efficaci. In aggiunta, permaneva un significativo rischio di errore per i pagamenti intermedi e finali che sono risultati soggetti ad errori rilevanti. Gli aiuti esterni vengono forniti anche tramite i Fondi europei di sviluppo, sui quali la Corte pubblica una relazione annuale separata. Per quanto riguarda il 2010, la Corte ha riscontrato che i pagamenti sono stati inficiati da errori rilevanti – con un tasso di errore stimato al 3,4 % – e che i sistemi sono stati parzialmente efficaci. Per il quinto ed ultimo gruppo di politiche, Spese amministrative e di altra natura, la Corte ha concluso che esso non è stato inficiato da errori rilevanti e che i sistemi sono stati efficaci – come per gli anni precedenti. Nel complesso, l’audit espletato dalla Corte in merito alla regolarità dei pagamenti per l’esercizio finanziario 2010 corrobora le conclusioni cui si è giunti negli anni precedenti. Permangono significativi rischi riguardanti la regolarità dei pagamenti a livello dei beneficiari, nelle politiche strutturali e nei pagamenti intermedi e finali. Tuttavia, vi sono stati notevoli miglioramenti complessivi nell’efficacia dei sistemi, in particolare a livello della Commissione e nel settore Agricoltura, miglioramenti accompagnati da un’evoluzione discendente dei tassi di errore stimato calcolati dalla Corte per l’insieme del bilancio, da più del 7 % nel 2006 a meno del 4 % in 2010. Dunque, come si conciliano i risultati dell’audit condotto dalla Corte con le valutazioni effettuate dalla stessa Commissione? Le relazioni annuali di attività delle Direzioni generali e la relazione di sintesi della Commissione includono una serie di riserve concernenti la capacità dei sistemi di controllo interno di garantire la regolarità della spesa in diversi settori di intervento. In generale, queste riserve vengono formulate calcolando il rischio residuo o il tasso di errore residuo – di solito una stima dell’impatto dei dispositivi di controllo sul tasso di errore su base pluriennale – e paragonandolo poi alla soglia di rilevanza del 2 %. Si tratta di un elemento di valutazione la cui importanza è cresciuta nel 2010 e per il quale la Commissione trarrebbe vantaggio da maggiore coerenza nell’applicazione dello stesso da parte delle Direzioni generali. Tuttavia, la Corte ritiene che l’estensione e la portata delle riserve espresse avrebbero dovuto essere maggiori in diversi settori, incluso il settore della Coesione, per i quali la Corte ritiene che l’approccio seguito dalla Commissione possa condurre a sottostimare gli importi a rischio. La Corte mantiene altresì le proprie precedenti osservazioni e raccomandazioni sul bisogno di migliorare la qualità delle informazioni relative a rettifiche finanziarie e recuperi. Ottenere risultati dal bilancio Ue - Le relazioni annuali di attività delle Direzioni generali forniscono inoltre un’auto-valutazione della performance. Per la prima volta quest’anno, nel capitolo 8 della relazione annuale la Corte illustra i risultati dell’esame da essa effettuato circa la pertinenza, la comparabilità e l’attendibilità delle informazioni sulla performance fornite dalla Dg Agricoltura e sviluppo rurale, dalla Dg Politica regionale e dalla Dg Ricerca e innovazione. Sulla base di tale esame, la Corte raccomanda che la Commissione incentri maggiormente le relazioni annuali di attività sulla performance – compresi l’economicità e l’efficienza dell’uso dei fondi Ue. La Commissione dovrebbe fissare adeguati obiettivi intermedi connessi agli obiettivi pluriennali, in modo da poter valutare adeguatamente i progressi. Informazioni di buona qualità sulla performance sono essenziali per far sì che l’obbligo di render conto possa applicarsi ai responsabili della gestione del bilancio dell’Ue. Il capitolo 8 contiene inoltre una serie di altre pertinenti raccomandazioni basate sui principali risultati del controllo di gestione per l’ultimo esercizio finanziario, quali illustrati nelle relazioni speciali della Corte. In particolare, per i settori a gestione concorrente, la Corte raccomanda quanto segue alla Commissione e agli Stati membri al fine di contribuire al miglioramento della qualità delle informazioni sulla performance: in primo luogo, prestare maggiore attenzione alla definizione di obiettivi Smart durante la pianificazione dei programmi di spesa dell’Ue, nonché all’individuazione e alla mitigazione dei rischi che potrebbero sorgere nel corso dell’attuazione; in secondo luogo, stabilire indicatori di performance coerenti ed assicurare l’attendibilità delle informazioni sugli obiettivi fissati e sui risultati conseguiti; in terzo luogo, ideare e applicare sistemi di monitoraggio e controllo per produrre informazioni complete ed accurate sui risultati. Tali raccomandazioni potrebbero altresì risultare utili alla Commissione per l’elaborazione della relazione di valutazione per la procedura di scarico di cui all’articolo 319 del Trattato. Osservazioni conclusive sugli sviluppi in materia di finanze pubbliche dell’Ue - Concludo così la mia sintesi dei punti principali della relazione annuale per l’esercizio finanziario 2010, che credo confermi il messaggio principale degli anni precedenti. Nonostante molti anni di miglioramenti incrementali nei sistemi, permangono significativi rischi per la regolarità dei pagamenti, rischi che possono essere pienamente affrontati solo riformando i quadri normativi e ridisegnando i sistemi di controllo. Le proposte di riforma della normativa settoriale relativa alla spesa dopo il 2014 forniscono l’opportunità di farlo, ma, come ho sottolineato l’anno scorso, le riforme dovrebbero essere incentrate sul miglioramento della qualità complessiva della spesa. Ciò significa migliorare la gestione e l’attenuazione dei rischi per la regolarità della spesa e la performance, riducendo al contempo i costi del controllo. Allo stesso tempo, sono necessari meccanismi atti a garantire la trasparenza ed il rispetto dell’obbligo di render conto. Ancora una volta, ciò rappresenta una sfida notevole e, come sottolineato dalla relazione annuale di quest’anno, richiede la definizione di obiettivi chiari ed il miglioramento della capacità dei sistemi di produrre informazioni sufficienti ed attendibili in merito ai progressi e ai rischi. In aggiunta alle nuove proposte relative al bilancio Ue, vi sono stati diversi sviluppi significativi nella governance economica dell’Ue che sollevano importanti questioni di trasparenza ed accrescono il rischio di lacune a livello dell’obbligo di render conto e dello sviluppo dell’audit pubblico. Tali preoccupazioni sono state evidenziate nella dichiarazione e nelle risoluzioni formulate il mese scorso dal Comitato di contatto dei presidenti delle Istituzioni superiori di controllo dell’Ue. Tali documenti invitano al rispetto dei principi di trasparenza, rendicontabilità e audit pubblico quando siano in gioco fondi pubblici. L’istituzione del meccanismo europeo di stabilità è stata ritenuta un’opportunità per applicare questi principi. Signor Presidente, onorevoli deputati, ogniqualvolta siano in gioco fondi pubblici, i cittadini legittimamente si aspettano che i parlamenti che li rappresentano, aiutati dai revisori pubblici, garantiscano un efficace controllo pubblico ed un’effettiva rendicontabilità. Sono sicuro che la relazione annuale che ho avuto l’onore di presentarvi oggi fornirà al Parlamento europeo – e a questa commissione – una solida base per agire in tal senso relativamente ai fondi Ue per l’esercizio finanziario 2010. Promuovere la trasparenza ed il rispetto dell’obbligo di render conto è una responsabilità condivisa da tutte le istituzioni nelle società democratiche. Essa è inoltre cruciale nel contesto attuale, nel quale la pressione sulle finanze pubbliche è elevata, il conseguimento degli obiettivi da parte dell’Ue riveste grande importanza e l’esigenza di rafforzare la fiducia dei cittadini nell’Unione europea e nelle sue istituzioni è pressante. Vi ringrazio per la cortese attenzione.  
   
 

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