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Notiziario Marketpress di Lunedì 14 Novembre 2011
 
   
  LOMBARDIA: PROGETTO AUTISMO MODELLO PER PIANO DISABILITÀ DA SPERIMENTAZIONE DEL 2008 RIPENSAMENTO POLITICHE REGIONALI

 
   
  Milano, 14 novembre 2011 - Il progetto sperimentale sull´autismo, avviato nel 2008 da Regione Lombardia nelle Asl di Monza e Brianza, Cremona e Milano 1, e finanziato con 600.000 euro, ha rappresentato "l´avvio di un complessivo ripensamento delle politiche sul tema della disabilità", che ha portato alla stesura del Piano d´Azione Regionale 2010-2020, di cui è in corso la concreta realizzazione. E´ quanto ha riferito il 12 novembre l´assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale, Giulio Boscagli, intervenendo al convegno ´Autismo - Il ruolo e le responsabilità delle istituzioni, tra visibilità e invisibilità´, che si è svolto a Palazzo Pirelli e al quale sono intervenuti, tra gli altri, l´assessore comunale Majorino e il senatore Bosone. Fulcro del progetto sull´autismo lanciato da Regione Lombardia tre anni fa, "l´ascolto, l´accoglienza dei bisogni e l´integrazione dei servizi", esigenze molto chiaramente scaturite da una specifica ricerca condotta a partire dal 2005, che ha coinvolto 350 famiglie, in cui era presente una persona affetta da autismo. Piano Decennale - Sulla scorta dunque delle indicazioni nate da quella esperienza nella primavera dello scorso anno è stato costituito un Gruppo di Approfondimento Tecnico (Gat) per il coordinamento e l´integrazione delle politiche regionali a favore delle persone con disabilità. "Il Gat - ha spiegato Boscagli -, che ha coinvolto tutte le Direzioni generali delle Regione ed è stato coordinato dal professor Melazzini, ha lavorato su un Piano d´Azione Regionale (Par), che ha visto la luce il 15 dicembre 2010. Il Par è uno strumento di accompagnamento continuativo della persona e della sua famiglia, ha portata decennale (2010-2020) e persegue una politica unitaria che supera, integrandole, le singole competenze, garantendo una risposta efficace, univoca e fondata sul principio di uguaglianza". "Tutto è partito - ha aggiunto l´assessore - dal progetto sull´autismo, perché la sindrome autistica rappresenta un modello paradigmatico per la programmazione nell´ambito della disabilità, in quanto ha una natura necessariamente multidimensionale, coinvolge e richiede attenzione rispetto a tutti i possibili ambiti e settori". Le Azioni - "La prima novità - ha sottolineato Boscagli - è la portata culturale di questo Piano d´azione, che considera la disabilità non come un problema di un gruppo minoritario all´interno della comunità, ma come una condizione che ognuno può sperimentare durante la propria vita. Ne deriva che si tratta di un tema trasversale, che riguarda tutti e che non può essere adeguatamente affrontato senza far emergere e valorizzare le energie della società, a partire dalla famiglia fino ad arrivare al volontariato, al privato sociale, all´impresa e, ovviamente, alle istituzioni". Diverse le azioni in programma. A breve, in almeno un ospedale per ogni Asl partirà un servizio dedicato di accoglienza medica, sulla scia di quanto avviene dal 2000 all´ospedale San Paolo di Milano, con il Dama. A Brescia e Milano, inoltre, è stata avviata la sperimentazione di Centri per la vita autonoma e indipendente. Per quanto riguarda la scuola è attivo il Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale (Glir) che coinvolge l´Ufficio Scolastico Regionale, Regione Lombardia (Dg Istruzione, Formazione e Lavoro, Dg Famiglia, Dg Sanità), Upl, Anci Lombardia, Ledha e Fand Lombardia. Welfare - "Ci sono pesi che gravano sulle famiglie che hanno in carico persone con disabilità - ha sottolineato Boscagli - che potrebbero essere alleggeriti mediante interventi sulla fiscalità. Purtroppo sappiamo tutti che il contesto non è molto favorevole, ma, per quanto riguarda le sue competenze, Regione Lombardia si sta muovendo in questa direzione. L´introduzione del Fattore Famiglia credo sarà di grande giovamento a tutti quei nuclei che hanno significativi compiti di cura e che devono essere favoriti mediante scale di equivalenza, per l´accesso ai servizi e per il calcolo delle tariffe, più efficaci e giuste rispetto a quelle odierne". "Più in generale - ha concluso l´assessore - rimettere la famiglia al centro delle politiche di welfare è uno dei nostri obiettivi fondamentali. La felice occasione che ci offre l´Incontro Mondiale delle Famiglie a Milano nel 2012 dovrà certamente essere sfruttata per indicare a tutti alcune linee di azione integrate che vadano incontro alle esigenze delle famiglie lombarde, specialmente quelle che vivono situazioni di difficoltà e, fra queste, anche quelle con a carico una persona affetta da autismo. Tali provvedimenti sono già allo studio della Direzione generale Famiglia e di un Gruppo di approfondimento trasversale appositamente creato in Regione".  
   
 

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