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Notiziario Marketpress di Lunedì 14 Novembre 2011
 
   
  TELECOM ITALIA: RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2011 RICAVI: 22.059 MILIONI DI EURO (+10,9% RISPETTO AI PRIMI NOVE MESI DEL 2010)

 
   
   Milano, 14 novembre 2011 - Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia, riunitosi ieri sotto la presidenza di Franco Bernabè, ha esaminato e approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2011. Il Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè ha affermato: “I primi mesi del 2011 sono stati densi di eventi per il Gruppo: le frequenze Lte in Italia, l’acquisizione di Aes Atimus in Brasile, l’aumento di capitale di Tim Participações e il rafforzamento dell’economic interest di Telecom Argentina, confermano i progressi nella nostra strategia di rafforzamento nei mercati core. Continua anche - ha proseguito Bernabè - il miglioramento dei risultati operativi sul mercato domestico e in America Latina e si rafforza ulteriormente la generazione di cassa del Gruppo, grazie alla quale Telecom Italia realizza una forte riduzione dell´indebitamento. L´efficacia della gestione operativa e finanziaria del Gruppo consente quindi di confermare i target annunciati al mercato.” Gruppo Telecom Italia Il 27 luglio 2011 è entrato a far parte del perimetro di consolidamento il gruppo 4G Holding (incluso nella Business Unit Domestic) a seguito dell’acquisto del 71% delle azioni ordinarie della 4G Holding S.p.a. Che a sua volta detiene il 100% di 4G Retail S.r.l.. L’acquisizione di 4G Holding, con i suoi circa 200 punti vendita localizzati nei principali centri commerciali nazionali, consentirà a Telecom Italia di rafforzare il proprio posizionamento nella distribuzione retail specializzata nella vendita di apparati per la telefonia, ampliando la propria presenza sul territorio. Il 30 settembre 2011 è stata ceduta, ed è conseguentemente uscita dal perimetro di consolidamento, la società Loquendo S.p.a. (inclusa nella Business Unit Domestic). Il 13 ottobre 2010 era entrato a far parte del perimetro di consolidamento il gruppo Sofora – Telecom Argentina, a seguito dell’incremento dal 50% al 58% della quota detenuta dal Gruppo Telecom Italia nel capitale sociale di Sofora Telecomunicaciones S.a., holding di controllo del gruppo Telecom Argentina. Nel corso del mese di gennaio 2011 e del mese di marzo 2011 sono stati effettuati ulteriori acquisti azionari che hanno comportato l’incremento dell’interessenza economica nel gruppo Telecom Argentina dal 16,2% al 21,1%. I dati del gruppo Sofora sono rappresentati, nell’ambito del Gruppo Telecom Italia, nella unità di business denominata “Business Unit Argentina”. Nel corso del 2010 erano uscite dal perimetro di consolidamento: la società Hansenet Telekommunikation Gmbh (operante nelle attività broadband in Germania), già classificata come Discontinued operations, la cui cessione è avvenuta il 16 febbraio 2010; la società Elettra (inclusa nella Business Unit Domestic – International Wholesale) ceduta il 30 settembre 2010; il gruppo Bbned (incluso nelle Altre attività) ceduto il 5 ottobre 2010. I ricavi nei primi nove mesi del 2011 ammontano a 22.059 milioni di euro, con un incremento del 10,9% rispetto ai 19.899 milioni di euro dei primi nove mesi del 2010. In termini di variazione organica la crescita dei ricavi consolidati è stata dell’1,9%. In dettaglio, la variazione organica dei ricavi è calcolata: considerando l’effetto della variazione del perimetro di consolidamento (+1.707 milioni di euro, principalmente riferibile al consolidamento della Business Unit Argentina); considerando l’effetto delle variazioni dei cambi (+81 milioni di euro, quasi interamente dovuto alla variazione positiva dei cambi della Business Unit Brasile, pari a 93 milioni di euro) escludendo altri ricavi non organici, pari a 35 milioni di euro nei primi nove mesi del 2010, a seguito della scadenza, nel secondo trimestre 2010, del programma di fidelizzazione “1001Tim” che aveva determinato l’iscrizione dei ricavi precedentemente differiti, relativi ai punti-premio non utilizzati dal cliente. I ricavi consolidati del terzo trimestre 2011 sono pari a 7.516 milioni di euro ed evidenziano un incremento di 840 milioni di euro (+12,6%) rispetto al terzo trimestre 2010. In termini organici il miglioramento è pari al 3,7%, in crescita di 2,7 punti percentuali rispetto all’incremento nel primo semestre 2011. La performance del terzo trimestre 2011 è trainata dal positivo andamento delle Business Unit Brasile e Argentina che realizzano, rispetto all’analogo trimestre dell’esercizio precedente, un incremento rispettivamente del 18,9% e del 26,7%, e dal trend di miglioramento del comparto Domestico. In particolare, i ricavi Domestici evidenziano un significativo rallentamento della flessione, quasi dimezzata nel terzo trimestre 2011 rispetto ai primi trimestri dell’anno (rispettivamente -3,8% nel terzo trimestre, -6,0% nel secondo e -7,4% nel primo). L’ebitda è pari a 9.175 milioni di euro e aumenta, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di 700 milioni di euro (+8,3%), con un’incidenza sui ricavi del 41,6% (42,6% nei primi nove mesi del 2010). In termini organici l’Ebitda si riduce dell’1% e l’incidenza sui ricavi si riduce di 1,2 punti percentuali (41,9% nei primi nove mesi del 2011 a fronte del 43,1% nei primi nove mesi del 2010). L’ebitda consolidato del terzo trimestre 2011 è pari a 3.198 milioni di euro, in aumento di 456 milioni di euro (+16,6%). In termini organici l’incremento è pari allo 0,8%. L’ebitda margin organico si attesta al 42,7% (- 1,3 punti percentuali rispetto al 44,0% dello stesso periodo del 2010); tale fenomeno è riconducibile al maggior peso del business in Sud America, la cui marginalità è inferiore rispetto al business Domestic. Le svalutazioni di attività non correnti sono pari a 3.182 milioni di euro nei primi nove mesi del 2011, a seguito della svalutazione dell’avviamento attribuito alle attività domestiche sulla base dell’impairment test al 30 giugno 2011. L’ebit è pari a 1.847 milioni di euro, con una riduzione di 2.457 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2010. La variazione organica dell’Ebit, calcolata escludendo anche la svalutazione di cui sopra, è positiva per 235 milioni di euro (+4,9%), mentre l’incidenza sui ricavi è cresciuta al 22,9% (22,2% nei primi nove mesi del 2010). L’ebit consolidato del terzo trimestre 2011 è pari a 1.888 milioni di euro, in aumento di 465 milioni di euro rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente (+32,7%). In termini organici l’incremento è del 6,4%. L’ebit margin organico è pari a 24,9%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto a quello del terzo trimestre 2010. L’utile del periodo attribuibile ai Soci della Controllante è negativo per 1.206 milioni di euro, con una flessione di 3.025 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2010 (1.819 milioni di euro). Escludendo l’impatto negativo della svalutazione dell’avviamento, l’utile del periodo ammonterebbe a 1.976 milioni di euro, in crescita di 157 milioni di euro rispetto a quello dello stesso periodo dell’anno precedente. L’utile del terzo trimestre 2011 attribuibile ai Soci della Controllante è di 807 milioni di euro, in aumento del 32,7% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Gli investimenti industriali sono pari a 3.190 milioni di euro, in aumento di 252 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2010. Il flusso di cassa della gestione operativa è pari a 4.524 milioni di euro, con un incremento di 1.073 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2010 (684 milioni di euro se si tiene conto che il terzo trimestre 2010 recepiva il pagamento all’Agenzia delle Entrate correlato alla vicenda Telecom Italia Sparkle). Tale incremento conferma l’elevata e crescente capacità di generazione di cassa del Gruppo, risultato del positivo apporto dei mercati Domestico e Brasile nonché dell’ingresso nel perimetro di consolidamento della Business Unit Argentina. L’indebitamento finanziario netto rettificato è pari a 29.948 milioni di euro, con una riduzione di 1.520 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2010 (31.468 milioni di euro). Il miglioramento della generazione di cassa operativa, unitamente all’incasso di 398 milioni di euro per la cessione della partecipazione in Etecsa (Cuba), ha ampiamente coperto l’esborso relativo al pagamento dei dividendi (1.326 milioni di euro, di cui 1.183 milioni di euro distribuiti dalla Capogruppo) e delle imposte per circa 700 milioni di euro, nonché degli acquisti di azioni che hanno consentito nei primi nove mesi del 2011 l’incremento dell’interessenza economica del Gruppo Telecom Italia in Telecom Argentina dal 16,2% al 21,1%. Rispetto al 30 settembre 2010 (32.985 milioni di euro) l’indebitamento finanziario netto rettificato risulta in riduzione di oltre 3 miliardi di euro, a testimonianza dei positivi progressi fatti nel percorso di deleverage. Nel terzo trimestre 2011 l’indebitamento finanziario netto rettificato è diminuito di 1.171 milioni di euro rispetto ai 31.119 milioni di euro al 30 giugno 2011: gli effetti positivi derivanti dalla dinamica gestionale hanno assorbito il pagamento delle imposte sul reddito avvenuto nel mese di luglio. L’indebitamento finanziario netto contabile è pari a 30.250 milioni di euro e diminuisce di 1.837 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2010 (32.087 milioni di euro) e di 1.255 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2011 (31.505 milioni di euro). Il personale del Gruppo è pari a 85.126 unità di cui 58.266 in Italia. ( 84.200 unità al 31 dicembre 2010, di cui 58.045 in Italia). I Risultati Delle Business Unit I dati del Gruppo Telecom Italia sono esposti nel presente comunicato stampa sulla base dei seguenti settori operativi: business unit Domestic: comprende le attività domestiche dei servizi di fonia e dati su rete fissa e mobile per clienti finali (retail) ed altri operatori (wholesale), le attività del gruppo Telecom Italia Sparkle (international wholesale) nonché le relative attività di supporto; business unit Brasile: comprende le attività di telecomunicazioni in Brasile; business unit Argentina: comprende le attività di telecomunicazioni fisse (Telecom Argentina) e mobili (Telecom Personal) in Argentina, e mobili (Núcleo) in Paraguay; business unit Media: comprende attività e gestioni di reti televisive; business unit Olivetti: comprende le attività di realizzazione di sistemi digitali per la stampa, di prodotti per ufficio e di servizi per l’Information Technology; Altre attività: comprendono le imprese finanziarie e le altre società minori non strettamente legate al “core business” del Gruppo Telecom Italia. I dati al 30 settembre 2011 di Telecom Italia Media sono stati riportati nel comunicato stampa diramato il 28 ottobre 2011, a valle del Consiglio di Amministrazione della Società che li ha approvati. Domestic I ricavi Domestici, pari a 14.098 milioni di euro, si riducono del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2010 (15.032 milioni di euro) con una flessione in termini organici del 5,7%. Nel dettaglio: Ricavi Core Domestic I ricavi Core Domestic sono pari a 13.450 milioni di euro e si riducono del 5,6% (14.251 milioni di euro nei primi nove mesi del 2010), con una flessione in termini organici del 5,4%. Relativamente ai segmenti di mercato si segnalano le seguenti dinamiche rispetto al corrispondente periodo del 2010: rimestre 2010, relativi alla scadenza del programma di loyalty “1001Tim” che aveva determinato l’iscrizione dei ricavi precedentemente differiti, relativi ai punti-premio non utilizzati dal cliente. La flessione organica è interamente attribuibile ai ricavi da servizi (-505 milioni di euro, -7,0% nei nove mesi, -4,6% nel terzo trimestre). Tale contrazione è riconducibile ai servizi tradizionali di fonia, sia sul Mobile sia sul Fisso, solo in parte compensata dallo sviluppo dei ricavi Internet Mobile (+53 milioni di euro, +16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; +23,7% nel terzo trimestre); Business: il segmento presenta una riduzione dei ricavi pari a 183 milioni di euro, con un trend di progressivo recupero dall’inizio dell’anno (–6,9% nei primi nove mesi del 2011 rispetto a -7,1% nel primo semestre). Tale flessione riguarda prevalentemente la componente Mobile e la componente dei servizi tradizionali voce sul Fisso, quest’ultima in particolare attribuibile ad una erosione della base clienti (-5,2 % rispetto al 30 settembre 2010); Top: il segmento presenta una riduzione dei ricavi cumulati dei primi nove mesi del 2011 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari a 125 milioni di euro (-4,9%) con un trend di ripresa sul terzo trimestre (-4,2% rispetto a -4,9% del secondo trimestre e a -5,8% del primo). Tale flessione riguarda principalmente i ricavi da servizi (-107 milioni di euro, -4,8% nei primi nove mesi del 2011), con un trend di recupero nel terzo trimestre (-3,3% rispetto a -3,8% nel secondo trimestre e -7,1% nel primo trimestre 2011), in particolare grazie alla crescita su Broadband Mobile e Ict fisso. National Wholesale: l’incremento dei ricavi (+30 milioni di euro, +1,9%) è generato dalla crescita della customer base degli Olo (Other Licensed Operators) sui servizi Unbundling del Local Loop, Wholesale Line Rental e Bitstream. Ricavi International Wholesale I ricavi dei primi nove mesi del 2011 di International Wholesale (gruppo Telecom Italia Sparkle) sono pari a 1.011 milioni di euro, in flessione di 196 milioni di euro (-16,2%) rispetto allo stesso periodo del 2010. Tale riduzione è quasi interamente attribuibile a servizi di fonia (-171 milioni di euro, -20%), che risentono sia della forte pressione sui prezzi indotta dalla competitività di mercato, sia delle azioni di razionalizzazione del settore basate su un approccio più selettivo in termini di qualità del portafoglio clienti e della raccolta traffico. Oltre alla vista sintetica per segmento di mercato sopra riportata vengono di seguito fornite le informazioni commerciali articolate per tecnologia (fisso/mobile). Ricavi Telecomunicazioni Fisse Nei primi nove mesi del 2011 i ricavi sono pari a 10.040 milioni di euro, con una riduzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di 476 milioni di euro (-4,5%). Tale contrazione è principalmente attribuibile alla riduzione degli accessi retail, che a fine settembre 2011 sono pari a circa 15 milioni di linee (-3,4% rispetto al 31 dicembre 2010, -4,9% rispetto al 30 settembre 2010). La dinamica di contrazione presenta nel terzo trimestre un rallentamento rispetto ai precedenti (-135 migliaia di linee nel terzo trimestre 2011 rispetto a -183 migliaia di linee nel secondo e a –206 migliaia di linee del primo), grazie alle politiche commerciali di mantenimento e recupero della clientela. Per quanto riguarda i servizi Broadband, si registra, viceversa, una sostanziale stabilità di fatturato grazie ad un portafoglio clienti che rimane pressoché stabile, in un difficile contesto di mercato, che conferma accese dinamiche competitive e progressivi segnali di saturazione. Il portafoglio complessivo Broadband è pari a 9,1 milioni di accessi (+14 mila rispetto al 31 dicembre 2010), di cui 7,1 milioni Retail (con una quota di mercato stabilizzata al 54% circa dopo un periodo di continua diluizione) e 1,9 milioni Wholesale. Fonia Retail I ricavi di questa area di business risentono delle dinamiche competitive che determinano una fisiologica riduzione della base clienti (-3% rispetto al 31 dicembre 2010, anche se il trend appare in costante rallentamento) ed una contrazione dei volumi di traffico. L’andamento dei ricavi risente anche della riduzione delle tariffe di terminazione fisso-mobile. Tale trend di diminuzione presenta nel terzo trimestre 2011 una rilevante attenuazione, grazie alla semplificazione dello schema tariffario. Internet In questo segmento i ricavi Broadband presentano una flessione più contenuta (-13 milioni di euro, -1,1%), grazie al presidio della market share e del portafoglio clienti retail (sostanzialmente stabili a 7,1 milioni di cui l’87% con offerte Flat) ed alla difesa dei livelli di Arpu (che nel terzo trimestre presentano un trend di crescita con valori superiori allo stesso periodo dell’anno precedente, anche grazie alla migrazione da offerte free a offerte flat), nonostante la forte pressione e aggressività dei competitors in termini di prezzo, manifestatesi in particolare nella prima metà dell’anno. Business Data I ricavi di questa area di business risultano sostanzialmente stabili rispetto al corrispondente periodo del 2010, grazie allo sviluppo dei ricavi Ict pari a 585 milioni di euro (+46 milioni di euro, +8,5%) che ha parzialmente compensato l’effetto negativo determinato dalla congiuntura economica e la contrazione dei prezzi sui business tradizionali delle leased lines e della trasmissione dati. I ricavi dei primi nove mesi del 2011 dell’intero comparto incluso Wholesale Internazionale, sono pari a 3.090 milioni di euro, in contrazione a seguito della riduzione dei servizi di fonia internazionale. Il portafoglio clienti gestito dalla divisione Wholesale nazionale di Telecom Italia ha raggiunto nei primi nove mesi del 2011 i 7 milioni di accessi per i servizi di fonia e oltre 1,9 milioni di accessi per i servizi broadband. Ricavi Telecomunicazioni Mobili Il settore Mobile prosegue il percorso di miglioramento strutturale delle performance commerciali, a conferma dell’efficacia della strategia di riposizionamento intrapresa: la base clienti presenta una crescita rispetto a fine 2010 di 661.000 linee ed è pari a circa 31,7 milioni, con un valore di churn al 30 settembre 2011 pari a 16,4%, in riduzione rispetto al 16,8% dello stesso periodo del 2010. I ricavi dei primi nove mesi del 2011 sono pari a 5.286 milioni di euro, con un progressivo e costante trend di miglioramento (-6,5% nel terzo trimestre rispetto a -7,6% del secondo e a -12% del primo trimestre 2011). Sui ricavi da servizi la variazione in termini organici rispetto allo stesso periodo del 2010 è pari a -9,3% (-7,5% nel terzo trimestre 2011 rispetto a -8,7% nel secondo trimestre 2011 e a -11,7% del primo trimestre 2011). Fonia uscente La flessione è interamente attribuibile a una riduzione dei prezzi medi (dinamica in progressiva attenuazione con stabilizzazione nel terzo trimestre), per effetto delle politiche di offerta indirizzate a favorire un recupero di competitività, sostenere l’azione commerciale, ridurre i tassi di churn dei clienti e stimolare il traffico. Fonia entrante I ricavi di quest’area di business risentono principalmente della riduzione delle tariffe di terminazione su rete mobile (-16,7%). Servizi a valore aggiunto (Vas) La flessione dei ricavi è principalmente attribuibile al messaging (-25 milioni di euro) e ai servizi a contenuto (-38 milioni di euro). Viceversa, i ricavi da Mobile Internet (Browsing) presentano una crescita di 30 milioni di euro (+4,8%) con un trend di sensibile miglioramento nel corso dell’anno, grazie alla crescita degli user sia large screen (+6,2%, di cui Consumer +21,8%) sia small screen (+19,1%, di cui Consumer +28,4%) e alla maggiore penetrazione e diffusione dei device abilitanti (Internet keys e Smarthphones). Vendita terminali I ricavi di quest’area di business evidenziano un positivo andamento anche in termini di mix, caratterizzato da una sempre maggiore incidenza di terminali evoluti e di device abilitanti al mobile internet (volumi Smarthphones: +95% rispetto ai primi nove mesi del 2010; +145% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente). L’ebitda della business unit Domestic, pari a 6.993 milioni di euro, registra una riduzione di 217 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2010 (-3,0%). L’incidenza sui ricavi è pari al 49,6%, in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2010. Sul risultato incide la contrazione dei ricavi (-934 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2010) solo in parte recuperata grazie al selettivo controllo sui costi fissi, che ha garantito una significativa riduzione degli stessi (costi totali -717 milioni di euro, di cui -418 milioni di euro al netto del costo del venduto e delle quote di interconnessione). L’ebitda in termini organici è pari a 7.069 milioni di euro, in calo di 368 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2010 (-4,9%), con un’incidenza sui ricavi pari al 50,1%, in lieve miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2010 (+0,4 punti percentuali). In particolare, sul terzo trimestre (come già avvenuto nel secondo) si osserva un recupero di redditività, con una sensibile riduzione del trend negativo rispetto al 2010: -2,5% nel terzo trimestre 2011 (-64 milioni di euro), rispetto a -4,8% nel secondo trimestre 2011 (-117 milioni di euro) e a -7,6% nel primo trimestre 2011 (-187 milioni di euro). L’ebit della business unit Domestic è pari a 850 milioni di euro e registra un decremento di 3.188 milioni di euro. La riduzione recepisce in particolare la svalutazione dell’avviamento della Cash Generating Unit Core Domestic per 3.182 milioni di euro, già registrata nel primo semestre. La variazione organica dell’Ebit è negativa per 180 milioni di euro (-4,2% rispetto al corrispondente periodo del 2010), con un‘incidenza sui ricavi in termini organici pari al 28,9% (28,4% nei primi nove mesi del 2010). Gli investimenti industriali sono pari a 2.015 milioni di euro, con una riduzione di 138 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2010, principalmente determinata da minori investimenti su It e Service Creation. L’incidenza degli investimenti industriali sui ricavi è pari al 14,3%, sostanzialmente invariata rispetto ai primi nove mesi del 2010. Il personale è pari a 56.700, in aumento di 170 unità rispetto al 31 dicembre 2010. Brasile (cambio medio real/euro 2,29395) I ricavi del gruppo Tim Brasil nei primi nove mesi del 2011 sono pari a 12.375 milioni di reais, superiori di 1.843 milioni di reais (+17,5%) rispetto al corrispondente periodo del 2010. I ricavi da servizi dei primi nove mesi del 2011 si attestano a 11.093 milioni di reais, in crescita rispetto ai 9.945 milioni di reais dello stesso periodo nell’anno precedente (+11,5%); mentre i ricavi da vendita di prodotti aumentano dai 587 milioni di reais dei primi nove mesi del 2010 ai 1.282 milioni di reais dei primi nove mesi del 2011 (+118,4%). L’arpu (mensile) a settembre 2011 risulta pari a 21,2 reais rispetto ai 23,9 reais di settembre 2010. Le linee complessive al 30 settembre 2011 sono pari a 59,2 milioni, in crescita del 26,1% rispetto al 30 settembre 2010, corrispondenti ad una market share del 26,0% . L’ebitda, pari a 3.313 milioni di reais, è superiore di 314 milioni di reais rispetto ai primi nove mesi del 2010 (+10,5%); tale crescita, in presenza di un’incidenza pressoché costante dei costi commerciali sui ricavi da servizi, necessaria per sostenere lo sviluppo dei ricavi in un contesto altamente competitivo, è legata alle efficienze operative ottenute nell’ambito dei costi industriali, del personale e della gestione del credito commerciale. L’incidenza sui ricavi è pari al 26,8%, inferiore di 1,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2010. Tale risultato è conseguenza della strategia di penetrazione del mercato con terminali smartphone/webphone quale leva per lo sviluppo dei servizi dati da mobile ed è perciò da attribuirsi esclusivamente alla citata crescita del fatturato prodotti. La variazione organica dell’Ebitda rispetto ai primi nove mesi del 2010 è pari a +322 milioni di reais, con un’incidenza sui ricavi del 26,8% (28,5% nei primi nove mesi del 2010). L’ebit è pari a 1.567 milioni di reais (+789 milioni di reais rispetto ai primi nove mesi del 2010). Tale risultato è attribuibile alla maggior contribuzione dell’Ebitda e alla riduzione degli ammortamenti per 467 milioni di reais (1.745 milioni di reais nei primi nove mesi del 2011, 2.212 milioni di reais nei primi nove mesi del 2010). La variazione organica dell’Ebit rispetto allo stesso periodo del 2010 è positiva per 797 milioni di reais, con un’incidenza sui ricavi del 12,7% (7,4% nei primi nove mesi del 2010). Gli investimenti industriali ammontano a 1.852 milioni di reais, con un aumento di 116 milioni di Gli investimenti industriali ammontano a 1.852 milioni di reais, con un aumento di 116 milioni di reais rispetto ai primi nove mesi del 2010. Il protrarsi della strategia commerciale, iniziata nella prima metà dell’anno e legata alla vendita dei terminali, ha implicato una forte riduzione della componente capitalizzata del Sac, mentre si sono incrementati gli investimenti dedicati all’infrastruttura di rete, per sostenere lo sviluppo del traffico sia voce che dati. Il personale è pari a 10.223 unità, in aumento di 109 unità rispetto al 31 dicembre 2010. Argentina (cambio medio peso/euro 5,74763) I dati ricostruiti dei primi nove mesi 2010 della Business Unit sono forniti a soli scopi informativi (illustrativi e comparativi) e non erano stati inclusi nei risultati consolidati del Gruppo Telecom Italia a settembre dello scorso anno poiché il consolidamento della Bu è avvenuto a decorrere dal 13 ottobre 2010. I ricavi dei primi nove mesi del 2011 sono pari a 13.357 milioni di pesos con un incremento di 2.872 milioni di pesos (+27,4%) rispetto al corrispondente periodo del 2010 (10.485 milioni di pesos), grazie alla crescita della base clienti del broadband e del mobile, nonché dei relativi Arpu. La principale fonte di ricavi per la Bu Argentina è rappresentata dalla telefonia mobile, che contribuisce per il 71% ai ricavi consolidati della Business Unit, realizzando un incremento di oltre il 33% rispetto ai primi nove mesi del 2010. Le linee fisse in servizio al termine dei primi nove mesi del 2011 (4,1 milioni) registrano un lieve aumento rispetto al 31 dicembre 2010 grazie principalmente alle offerte congiunte con i servizi Internet. Benché i servizi regolamentati di telefonia fissa in Argentina continuino a essere influenzati dal congelamento tariffario imposto dalla Legge di Emergenza Economica del gennaio 2002, l’Arbu (Average Revenue Billed per User) presenta una crescita di oltre il 7% rispetto ai primi nove mesi del 2010, derivante dalla vendita di pacchetti che includono minuti di traffico e servizi a valore aggiunto. Il portafoglio clienti broadband complessivo di Telecom Argentina al 30 settembre 2011 ha raggiunto 1.505.000 accessi, con un incremento di 125.000 accessi rispetto a fine 2010 e una crescita del 9% circa. Contestualmente si è realizzato un incremento dell’Arpu, grazie alla strategia sui prezzi che ha comportato anche la riduzione degli sconti promozionali associati all’acquisizione e fidelizzazione dei clienti. Le linee di Telecom Personal sono cresciute di 1.453.000 unità rispetto a fine 2010, per un totale di 17,8 milioni di linee al 30 settembre 2011, il 31% delle quali con un contratto postpagato. Contestualmente, grazie all’acquisizione di clienti ad alto valore ed alla chiara leadership nel segmento degli Smartphones, l’Arpu è aumentato del 16% circa, raggiungendo i 49,8 pesos (42,8 pesos nei primi nove mesi del 2010). Gran parte di tale crescita è riconducibile ai Servizi a Valore Aggiunto (Sms compresi) ed al servizio Mobile Internet, che complessivamente rappresentano il 47% circa dei ricavi per servizi di telefonia mobile dei primi nove mesi del 2011. In Paraguay la base clienti di Núcleo presenta una crescita dell’ 11% circa rispetto al 31 dicembre 2010, raggiungendo 2.078.000 linee, il 16% delle quali con contratto postpagato. La società si è affermata come detentrice del miglior servizio Internet 3G (quanto a velocità offerta), proseguendo nel trend di crescita significativa in termini di consistenza di linee. L’ebitda evidenzia una crescita di 839 milioni di pesos (+23,8%), raggiungendo i 4.363 milioni di pesos nei primi nove mesi del 2011. L’incidenza sui ricavi è pari al 32,7%, inferiore di 0,9 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2010, principalmente per la maggiore incidenza dei costi del personale. L’ebit è di 2.175 milioni di pesos ed evidenzia una riduzione di 124 milioni di pesos nei primi nove mesi del 2011 (-5,4%). La flessione è interamente ascrivibile all’applicazione del Purchase Price Method, che ha comportato oneri per complessivi 669 milioni di pesos (circa 116 milioni di euro) non presenti nei primi nove mesi del 2010, principalmente per maggiori ammortamenti. In assenza di tali oneri l’Ebit avrebbe mostrato un incremento di 545 milioni di pesos (+23,7% rispetto ai primi nove mesi del 2010) grazie alla maggior contribuzione dell’Ebitda. L’incidenza sui ricavi è pari al 16,3%, inferiore di 5,6 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2010; in assenza degli effetti dell’applicazione del Purchase Price Method, l’incidenza sui ricavi sarebbe risultata pari al 21,3%, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente. Gli investimenti industriali ammontano a 1.904 milioni di pesos, in aumento del 20,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il personale al 30 settembre 2011 è pari a 16.249 unità, in aumento di 599 unità rispetto al 31 dicembre 2010 (+3,8%). Olivetti I ricavi dei primi nove mesi del 2011 ammontano a 226 milioni di euro e registrano una diminuzione di 33 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2010. In un contesto di mercato che si conferma negativo per il terzo anno consecutivo, la flessione è dovuta sia al canale Telecom Italia, sia alla riduzione delle vendite sull’estero. Sugli altri canali si segnala, invece, una sostanziale tenuta delle vendite. L’ebitda è negativo per 36 milioni di euro, in calo di 12 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente. Il fenomeno è attribuibile alla riduzione di marginalità di alcuni prodotti proprietari (in particolare, i prodotti Inkjet), solo in parte compensata dal contenimento dei costi fissi per 3 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2010. L’ebit è negativo per 40 milioni di euro, in calo di 13 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente. Gli investimenti industriali ammontano a 4 milioni di euro, invariati rispetto allo stesso periodo del 2010. Il personale è invariato rispetto al 31 dicembre 2010 ed è pari a 1.090 unità (999 unità in Italia e 91 unità all’estero). Evoluzione Prevedibile Della Gestione Per L’esercizio 2011 Per quanto riguarda l’andamento del Gruppo Telecom Italia per l’esercizio in corso, gli obiettivi legati ai principali indicatori economici, così come definiti dal Piano Industriale 2011-2013, prevedono, per l’intero anno 2011: Ricavi ed Ebitda organici sostanzialmente stabili rispetto al 2010 (considerando la Business Unit Argentina consolidata per 12 mesi); Investimenti industriali pari a circa 4,8 miliardi di euro, escludendo l’impatto derivante dalla partecipazione alla gara per l’utilizzo delle frequenze mobili in tecnologia Lte sul mercato domestico, pari a circa 1,2 miliardi di euro; Indebitamento Finanziario Netto rettificato pari a circa 30,7 miliardi di euro a fine 2011 (29,5 miliardi di euro escludendo l’impatto derivante dalla partecipazione alla citata gara).  
   
 

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