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Notiziario Marketpress di Lunedì 14 Novembre 2011
 
   
  VERSO LA CITTADINANZA DIGITALE: DIRITTI E ATTORI DI INTERNET

 
   
  Trento, 14 novembre 2011 - L’accesso e il diritto alla Rete presuppone un humus politico e istituzionale sensibile e consapevole delle dinamiche e delle potenzialità della Rete. E’ la conclusione di fondo cui è si giunti il 10 novembre durante “I diritti di Internet”, il primo panel dell’Internet Governance Forum Italia, promosso dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con l’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr di Pisa, il Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico di Torino e Internet Society – Isoc Italia. A confrontarsi sui temi dei diritti dei “cittadini digitali” sono stati Antonella Giulia Pizzaleo, collaboratore dell’Istituto di Informatica e Telematica, Cnr, il consulente legale e ricercatore della Fondazione Ahref Tomaso Pisapia, i senatori Vincenzo Vita e Roberto Di Giovan Paolo, il professore Stefano Rodotà. Proprio il costituzionalista, nonché ex presidente dell’Autorità garante della privacy, ha proposto una modifica dell’articolo 21 della Costituzione della Repubblica al fine di far rientrare l’accesso alla Rete quale diritto fondamentale. “Non considero esaltante lo stato attuale dei diritti nella Rete - ha esordito Rodotà, illustrando la sua tesi -. Per restare in un linguaggio molto attuale, si può anzi dire che sta aumentando lo spread tra la necessità di garantire a tutti il diritto di accesso alla Rete e l’uso del diritto per cercare di ostacolare questo passaggio”. Per lungo tempo la discussione sul tema dei diritti su Internet è stata incentrata attorno a una tesi che voleva la Rete troppo “liberale e libertaria”, tanto non poter riuscire a mettere a punto norme e paletti per regolarla. Le restrizioni all’uso della rete costituiscono una violazione di diritti umani fondamentali, in quanto Internet è strumentale alla piena realizzazione di altri diritti come quello all’educazione, alla partecipazione alla vita culturale e sociale e alla libertà di espressione. Questa la tesi di fondo che ha legato gli interventi di Pizzaleo, Vita, Pisapia e Di Giovan Paolo. Se è vero che negli ultimi mesi fenomeni come la Primavera Araba e diversi movimenti nati e cresciuti sul web hanno contribuito a riaccendere i riflettori sulle enormi potenzialità di Internet e delle tecnologie, non è ancora stata scalfito quell’alone di “negatività” che negli anni molte istituzioni e governi hanno contribuito a creare attorno al mondo di Internet. “Se da un lato può essere comprensibile la preoccupazione di diversi attori del capitalismo digitale per la tutela e la salvaguardia degli aspetti più intimi e privati della vita dell’individuo, dall’altro presta il fianco a forti dubbi di filtri e protezionismo sulla libertà nella Rete - ha proseguito Rodotà - , sino a toccare anche la censura come accade in Cina o in altri Paesi”. Tanto più, infatti, è forte il bisogno di libertà e di espressione, tanto maggiore è la percezione di Internet come un momento di passaggio fondamentale per una piena partecipazione e una vera cittadinanza democratica. “Ed è per questo che solo la sensibilità di governi e classi dirigenti di un Paese - hanno spiegato Rodotà e i relatori prendendo ad i fenomeni delle Primavere Arabe nel Nordafrica e il caso della riscrizione partecipata della Costituzione islandese - possono determinare davvero il pieno affermarsi di Internet e dei diritti digitali assecondando quelle che sono le spinte e le dinamiche positive che dalla Rete nascono e si sviluppano”. La modifica costituzionale all’articolo 21 proposta da Stefano Rodotà recita: «Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire le violazioni dei diritti di cui al Titolo I della parte I». L’iter per l’approvazione appare ancora lungo, ma nel frattempo il seminario Igf è stata una buona occasione per rilanciare il tema e l’iniziativa della Coalizione Internet Rights & Principles, che ha stilato un decalogo che definisce diritti e principi fondamentali su cui costruire la base della governance di Internet.  
   
 

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