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Notiziario Marketpress di Martedì 07 Febbraio 2012
 
   
  RISCHIO IDRAULICO IN VENETO: PROGRAMMA DI LAVORO PER OPERE DI MITIGAZIONE

 
   
  Venezia, 7 febbraio 2012 - “La definizione del Piano per la mitigazione del rischio idraulico nel Veneto richiederà l’applicazione di particolari modelli matematici e statistici e l’acquisizione di dati locali di geometria del territorio. Si tratta di un’attività articolata di cui è stato affidato il coordinamento a Roberto Casarin, segretario dell’Autorità di bacino dell’Alto Adriatico e segretario generale dell’Autorità di bacino del fiume Adige”. A sottolinearlo il 3 febbraio è stato l’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte dopo che la giunta regionale nel corso dell’ultima seduta ha approvato il programma di lavoro che nell’arco di otto mesi dovrà portare alla implementazione di un piano operativo, impegnando per questa attività nel suo complesso 200 mila euro. La cifra si è resa necessaria per l’approntamento da parte del personale dell’Autorità di Bacino dei modelli a flussi e deflussi finalizzati all’individuazione delle aree più a rischio e per coprire le spese di indagine, per la redazione di cartografie e progettualità indirizzate agli interventi di mitigazione nel caso di eventi di piena che potrebbero verificarsi prima che vengano realizzate le opere strutturali in corso di compimento o di progettazione. “Si tratta di un fondamentale lavoro di preparazione tecnica – commenta Conte – che consentirà di definire accuratamente le azioni e gli interventi necessari per ridurre le condizioni di criticità che il territorio Veneto potrebbe ancora dover affrontare in futuro: con questo piano saranno individuate le aree che potrebbero essere allagate riducendo al minimo i danni e il rischio per le aree edificate, nel caso in cui si renda necessario l’allagamento per far defluire le acque in eccesso in caso di piena. Un lavoro finora mai svolto in questi termini ma assolutamente necessario per mettere in atto le soluzioni più efficaci per non trovarci di nuovo in situazioni come quelle dell’alluvione della fine del 2010”. Il coordinatore unico – conclude Conte – avrà il compito di arrivare, entro il prossimo autunno, alla definizione di un piano operativo che possa coordinare l’azione delle autorità e degli enti competenti in caso di emergenza, quali Prefetture, Comuni, Protezione Civile, Geni Civili e Consorzi di Bonifica al fine per garantire la massima efficienza e operatività.  
   
 

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